Buonasera,Ho 37 anni ed Il mio medico mi ha consigliato di informarmi sui fodmap x via dei miei co

129 risposte
Buonasera,
Ho 37 anni ed Il mio medico mi ha consigliato di informarmi sui fodmap x via dei miei continui problemi all’intestino: spessissimo aria, crampi e dolori ormai insopportabili. Ho letto diversi siti, articoli ed ho appreso che trattasi di una dieta da seguire molto bene e con l’aiuto di uno/a specialista. Non sono avvezza ad informarmi in internet e vorrei avere le giuste informazioni per imparare quali possano essere gli alimenti “nocivi” per il mio intestino e le tempistiche con cui Eliminarli e reintrodurli.
Come dovrei procedere? Tutti i nutrizionisti posso aiutarmi o ci sono degli specialisti. Grazie mille in anticipo
Buongiorno! Quello a cui fa riferimento è un protocollo nutrizionale in cui vengono esclusi gli zuccheri che creano maggiore fermentazione intestinale (i fodmap per l'appunto). Il consiglio è sicuramente quello di rivolgersi ad uno specialista proprio perché si tratta di una dieta di esclusione e successiva reintroduzione graduale e progressiva degli alimenti esclusi, e quindi un addetto ai lavori sarà in grado di prescriverle una dieta bilanciata senza rischio di incorrere in carenze nutrizionali.
Tendenzialmente ogni professionista di questo settore dovrebbe essere in grado di redigere un protocollo di questo tipo, ma per sua maggiore certezza le consiglio di informarsi chiedendo direttamente al nutrizionista che vorrà contattare se si occupa anche di questo approccio dietetico. Detto ciò, i disturbi intestinali a cui fa riferimento possono essere associati a molte problematiche diverse, tutto sta nel capire la via giusta da intraprendere per risolvere i suoi disturbi.
Per qualsiasi altro dubbio resto ovviamente a disposizione.
A presto e buona giornata!

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Dott.ssa Valeria Papa
Nutrizionista, Biologo nutrizionista
Marcianise
FODMAP è un acronimo e si basa sugli zuccheri dall’alto potere fermentativo (fruttosio, lattosio, fruttani, xilitolo). Una dieta ricca di questi zuccheri alimenta i sintomi più comuni della sindrome dell’intestino irritabile ad esempio pancia gonfia, meteorismo, dolore addominali, irregolarità intestinali. Una dieta “low-FODMAP” quindi dai pochi zuccheri ad alto potere fermentativo porta ad una riduzione dei sintomi e ad un generale miglioramento della qualità della vita.
Che alimenti non scegliere per trovare beneficio? risultano particolarmente fermentabili anguria, pesche, mele e pere. Per le verdure risultano da evitare asparagi, cipolla, aglio, barbabietola, cavolo verza. I latticini sono permessi a meno che non ci sia un'intolleranza di base.
Io consiglierei non una drastica riduzione ma una graduale esclusione di alimenti ad alto potere fermentativo, una volta ristabilito il benessere allora si penserà a una graduale reimmissione... Dall'alimentazione non deve esserci un divieto di mangiare questo o quel cibo ma solo renderci conto che un associazione sbagliata, un carico di alimenti ad alto potere fermentativo ci porta un "irritabilità" e quindi un malessere.
Spero di essere stata chiara e semplice. Per qualsiasi domanda sono a sua disposizione.
Buona giornata
Dott.ssa Valeria Papa Biologa Nutrizionista
Dott. Daniele Consoli
Endocrinologo, Diabetologo, Dietologo
Siracusa
Il mio consiglio è, prima di tutto, rivolgersi ad un bravo gastroenterologo che possa escludere problematiche gastro/intestinali alla base dei suoi disturbi.
Solo dopo, ci si può approcciare al regime dietetico consigliatole dal suo curante ed in linea teorica tutti i nutrizionisti sono in grado di prescriverle una dieta a basso contenuto di FODMAP.
Buona giornata
Dott.ssa Claudia Mureddu
Nutrizionista
Cagliari
Buongiorno,
Dopo aver effettuato gli opportuni controlli grastointestinali è bene procedere seguendo un piano alimentare con eliminazione graduale degli alimenti ricchi di zucchero che creano fermentazione. Anche in questo caso è bene farsi seguire da un nutrizionista che le dirà esattamente come procedere e le fornirà le linee guida per risolvere il suo problema.
Resto a disposizione, buona giornata.
Dott.ssa Giulia Napolitano
Nutrizionista
Siena
Il protocollo Fodmap potrebbe sicuramente aiutarla ad identificare quali sono gli alimenti che, più di altri, le aumentano i fastidi descritti. Sicuramente le consiglio di scegliere un professionista preparato sul tema. Al momento esiste solo una specializzazione dell'Università Monash in Australia, quindi qui in Italia non c'è una vera e propria certificazione che attesti che il professionista è esperto in dieta Fodmap.
Io mi sono appassionata del metodo in quanto lo trovo efficace ed educativo per la persona che lo segue, in quanto presto diventa indipendente nello scegliere gli alimenti che lo fanno stare bene. All'inizio è necessario farsi seguire per capire l'approccio, poi si è in grado di seguirlo da soli.
ll termine FODMAP raccoglie oligosaccaridi, disaccaridi, monosaccaridi e polioli fermentabili. Si tratta di carboidrati presenti in una grande quantità di alimenti tra loro diversi che, se consumati quotidianamente da soggetti sensibili, possono causare disturbi intestinali, disturbi che spesso non si risolvono con la sola attenzione alle fibre come si fa per una sindrome da colon irritabile. Un'alimentazione low-Fodmap esclude legumi, glutine,latticini e derivati salvo qualche eccezione, alcuni tipi di verdure e ortaggi e frutti, pertanto richiede un'attenta pianificazione e gestione dei macronutrienti da parte di un professionista del settore. Come nutrizionista mi rendo disponibile.
Cordiali saluti
Dr. Salvatore Testaj
Dietologo, Medico estetico, Diabetologo
Catania
La dieta a basso contenuto di FODMAP è una possibile risposta a quei problemi intestinali la cui causa risulta difficile da individuare, caratterizzati da gonfiori, dolori, diarrea e stitichezza; un protocollo recente che ha suscitato molto interesse ma che richiede grande attenzione nell’applicazione.
Ci contatti al nostro studio per ulteriori info e/o prenotazione
Dott.ssa Benedetta Soldani
Nutrizionista
San Giuliano Terme
Buongiorno, io le consiglierei di fare un test genetico non invasivo ( recupero del dna tramite tampone sulla saliva ) per escludere eventuali predisposizioni genetiche ad intolleranze alimentari ( in particolare lattosio e glutine ). Se ha bisogno di maggiori informazioni non esiti a contattarmi
Gentilissima, le consiglierei di rivolgersi innanzitutto a un gastroenterologo, che possa escludere la presenza di eventuali patologie. Sarà il gastroenterologo stesso a consigliare di seguire una dieta a ridotto contenuto di Fodmap, inviandola a un dietista/nutrizionista che si occupi dell'elaborazione di un protocollo equilibrato e bilanciato per i suoi fabbisogni. Per maggiori informazioni rimango a disposizione
Dott.ssa Valeria Sguazzini
Nutrizionista, Dietologo, Medico di medicina generale
Novara
I disturbi addominali che lei descrive possono avere molte cause diverse per cui riterrei opportuno, prima di procedere con un approccio esclusivamente nutrizionale, intraprendere un approfondimento interpellando un gastroenterologo e facendo tutti gli accertamenti necessari ad escludere le eventuali patologie organiche.
Buanasera, il fodmap è un protocollo nutrizionale in cui vengono esclusi gli zuccheri che creano maggiore fermentazione intestinale. Il mio consiglio è quello di rivolgersi ad un nutrizionista saprà adattare questo protocollo alla sua persona. è bene rivolgersi ad un nutrizionista in grado di stilare per lei una dieta sana, equilibrata e varia. Non esiti dal contattarmi. Cordiali Saluti
Buonasera, il protocollo da lei citato è valido se usato con criterio. I disturbi dai lei riferiti possono dipendere da varie cause che vanno esaminate con esami specifici. Le consiglio di affidarsi ad un gastroenterologo per una corretta diagnosi e successivamente ad un nutrizionista per la prescrizione di una dieta adatta al suo caso.
La dieta FODMAP è una dieta che si basa sull'eliminazione per un certo periodo di tempo di tutti gli zuccheri fermentabili e poi sulla graduale introduzione di un gruppo di alimenti alla volta per individuare quelli che sono responsabili dell'aggravamento dei sintomi. In realtà è un vero e proprio protocollo che richiede tempi di applicazione molto lunghi e una buona compliace del paziente perchè può essere sufficente anche un semplice sgarro ad allugare i tempi di reinserimento degli alimenti. Se applicato nel modo corretto può dare buoni risultati proprio in quei pazienti che lamentanodisturbi intestinali come la sindrome dell'intestino irritabile. Le consiglio per tanto se vuole applicare questo tipo di dieta di farsi seguire da un professionista.
Dott.ssa Laura Maragno
Nutrizionista
Merate
La dieta low fodmap non è un piano alimentare da seguire da solo. Vanno valutati diversi fattori del paziente per capire quali sono gli alimenti da consigliare e sconsigliare. L'ideale sarebbe quella di avere una diagnosi di colon irritabile per poi muoversi di conseguenza. Io di solito, dopo aver consegnato un piano alimentare low fodmap, ad un paziente affetto da ibs o sospetta ibs consiglio di fare un diario alimentare dove annotare gli alimenti che ingerisce e i disturbi che eventualmente riscontra. In conclusione le consiglio di farsi seguire da uno specialista che possa indirizzarla sulla strada giusta.
Buongiorno,escluse altre patologie del tratto gastrointestinale,può rivolgersi al nutrizionista che preferisce.Sarei lieta di aiutarla.Effettuo consulenze da remoto,cordialità
Buongiorno ! FODMAP sta per Fermentabili, Oligosaccaridi,Disacccaridi, Monosaccaridi e Polioli. Si trat-ta di una serie di carboidrati a catena corta che se sono scarsamente assorbiti dall'intestino sono facilmente fermentati dai batteri intestinali con produzione di gas ( anidride carbonica, idrogeno, metano ecc..).In persone predisposte a problemi gastrointestinali un'alimentazione ricca di FODMAP può provocare disturbi come meteorismo, gonfiore dolori addominali diarrea ecc....! La dieta low fodmap mira a diminuire l'infiammazione intestinale e consiste nell'eliminazione ( prima fase)e successiva graduale reintroduzione( seconda fase) degli alimenti ricchi di fodmap!E' una dieta che va fatta sotto controllo di uno specialista ( nutrizionista, dietologo o dietista) perchè deve essere una dieta equilibrata e bilanciata ! Il tutto però dopo aver consultato un gastroenterologo per una corretta diagnosi! Saluti
Dott.ssa Gemma Viviana Martiradonna
Biologo nutrizionista, Chinesiologo, Professional counselor
Altamura
Buonasera, personalmente faccio anche diete foodmap, bisognerebbe capire meglio la ragione dei fastidi. Consiglio vidita nutrizionale corredata di test per intolleranze alimentari.
Resto a disposizione
Cordialità
Drssa Viviana Martiradonna
Buanasera gentile utente, il fodmap è un protocollo nutrizionale in cui vengono esclusi gli zuccheri che creano maggiore fermentazione intestinale. Si rivolga ad un nutrizionista che saprà adattare questo protocollo alla sua persona. Cordiali Saluti
Salve si rivolga ad un nutrizionista e le adatterà un piano personalizzato in base alle sue esigenze.
Saluti
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Buongiorno,
in primis le consiglierei di rivolgersi ad un gastroenterologo al fine di escludere eventuali patologie e arrivare all'origine del problema le cui cause potrebbero essere molteplici.
Successivamente valuterei insieme a un professionista quale approccio alimentare sia più adatto a lei.
E' necessario un percorso trasparente e di reciproca fiducia con il professionista in quanto è un protocollo che necessita l'eliminazione di alcuni gruppi alimentari e successiva graduale reintroduzione. E' fondamentale l'ascolto e il continuo monitoraggio di mese in mese.
Rimango a disposizione per ulteriori approfondimenti.
Dott.ssa Sofia Ruzzetta
buona sera, concordo con quanto detto
saluti
Buongiorno,
La dieta low fod maps è un protocollo, come già scritto dai colleghi, di esclusione di alcuni specifici alimenti. Bisogna cucirla comunque sul paziente, perchè non tutti rispondono allo stesso modo.
In ogni caso, rivolgendosi a un nutrizionista potrà verificare se si tratta di un disturbo gestibile a tavola. Nel giro di 15 giorni se il problema permane consiglio di sentire un gastroenterologo per approfondire.
Saluti,
Dott. Stefano Carrara
Dott.ssa Sara Altadonna
Nutrizionista
Milano
Buonasera gentile signora, la dieta lowfoodmap può essere la soluzione in caso di irritazione a livello intestinale. Capisco benissimo quanto questo problema possa risultare limitante e assai fastidioso; la soluzione è appunto ridurre l'infiammazione intestinale e riequilibrare la flora batterica attraverso un'alimentazione controllata e bilanciata. Il primo periodo prevede una dieta ad esclusione che deve essere seguita molto attentamente e con precisione, con lo scopo appunto di evitare tutti quei componenti alimentari che creano generalmente infiammazione e irritazione. Dopo una prima fase di eliminazione si procede con un graduale reinserimento : questo step è molto delicato perchè bisogna procedere per tentativi individuando la dose massima tollerabile dal suo intestino. Per questo deve affidarsi ad uno specialista della nutrizione che possa guidarla nel percorso e possa comprendere al meglio i suoi bisogni e le possa quindi elaborare un piano alimentare personalizzato.
La saluto cordialmente
Dott.ssa Sara Altadonna
Buongiorno, i FODMAPS sono particolari zuccheri che, fermentati a livello intestinale, possono peggiorare i sintomi della sindrome dell'intestino irritabile. Per intraprendere un percorso mirato a un'alimentazione a ridotto contenuto di FODMAPS è consigliabile rivolgersi a uno specialista della nutrizione che le indichi gli alimenti da preferire e che la aiuti a regolarizzare l'alimentazione anche dal punto di vista del timing, delle quantità e di eventuali abbinamenti, in quanto anche la regolarità nell'alimentarsi è fondamentale per far stare bene l'intestino. Resto a disposizione! Un caro saluto
Dott. Settimio Albis
Nutrizionista, Dietista, Chinesiologo
Roma
Buongiorno
Si rivolga ad un Nutrizionista della sua zona ed esplichi le sue problematiche così che possa aiutarla
Saluti
Buonasera, La sua problematica intestinale potrebbe essere causata da diversi fattori. Un primo approccio potrebbe essere sicuramente quello di modulare l'alimentazione, come consigliato dal suo medico, ricorrendo anche ad una dieta a ridotto contenuto di FODMAPS, che le hanno spiegato dettagliatamente i colleghi. Ovviamente questo tipo di approccio nutrizionale richiede il supporto di un nutrizionista o dietista qualsiasi (tutti dovrebbero essere in grado di darle le giuste indicazioni e seguirla nel modo corretto). Un secondo approccio, che potrebbe essere valutato qualora la dieta non abbia beneficio, potrebbe essere quello di ricorrere a visita gastroenterologica per approfondire il problema.
Cordialmente
Dott. Francesco De Santis
Nutrizionista, Dietologo, Tricologo
Bari
La cosiddetta dieta FODMAP (o meglio: LOW FODMAP) è un protocollo nutrizionale che in realtà riduce i cibi FODMAP (Fermentable Oligo-saccharides, Disaccharides, Mono-saccharides and Polyols) che sono in poche parole sostanze che fermentano (oligosaccaridi, disaccaridi, monosaccaridi e poliolidi).
Di solito tale dieta è consigliata per trattare i disturbi della sindrome del colon irritabile o condizioni patologiche simili che producono gli effetti cui fa riferimento.
Seguire una dieta simile è impegnativo poiché prevede l’utilizzo di precise quantità di specifici alimenti e l’eventuale eliminazione e reintroduzione di alcuni cibi. Pertanto ritengo sia utile, se non necessario, rivolgersi ad un professionista che conosca questa metodica ormai molto diffusa.
Spero di essere stato utile. Rimango a disposizione per qualsiasi ulteriore chiarimento.
Dott.ssa Cristina Caramella
Nutrizionista, Dietologo
Somma Lombardo
Gentilissima ,
i sintomi che ha elencato rientrano nella sindrome dell'intestino irritabile esattamente come il suo medico le ha detto. Personalmente seguo molteplici pazienti con questo disturbo e comprendo il disagio. Ci sono specialisti che hanno più esperienza di altri in questo abito. Personalmente lavoro in stretto contatto con il reparto di gastroenterologia e vedo anche pazienti affetti da IBS (sindrome dell'intestino irritabile ) quindi con piani low FOD-MAP. Resto a disposizione se fosse interessata.
Dr.ssa Caramella Cristina
Buongiorno, iniziare un protocollo FODMAP è un percorso delicato ed è assolutamente necessario l'aiuto di uno specialista così da garantire tutti i nutrienti e aiutare a gestire la nuova alimentazione. E' un protocollo restrittivo in cui c'è, nella prima fase, un accesso limitato a molti alimenti. Uno specialista può aiutare a rallegrare la dieta ed evitare noia nella presentazione dei piatti.
Al momento ho in terapia diversi pazienti con IBS e stanno avendo notevoli benefici con il protocollo proposto. Resto a disposizione per maggiori informazioni.
Dott.ssa Giorgia Miglio
Gentile Utente, gli alimenti FODMAP tendono a fermentare nell'intestino, quindi trattengono o addirittura richiamano acqua, per questo si hanno sintomi quali distensione addominale causata dal movimento di gas e acqua, che causa dolore e gonfiore.
Sicuramente dovrebbe farsi seguire da uno specialista per evitare di "fare danni", in quanto la "dieta LOW-FODMAP " consiste in periodi di sostituzione a periodi di eliminazione di determinati alimenti.
Una particolare attenzione va posta nel mantenere i valori nutrizionali e il contenuto di fibre e di calcio; solitamente questa "dieta" consiste in 3 fasi: la prima, ha una durata di 3-6 settimane, la seconda di durata variabile nella quale vengono reintrodotti progressivamente nella dieta singoli alimenti FODMAP, e una terza fase nel quale il paziente è autonomo nel gestire la dieta.
In generale, alcuni studi hanno testato un livello di cut-off per ogni FODMAP, stabilendo un limite massimo di 0,5g di FODMAP totale del pasto, escluso il lattosio, come quantità ben tollerata.
A disposizione.

Dr. Massimo d'Angelo
Nutrizionista, Dietista, Dietologo
Milano
Buongiorno, se i problemi intestinali risultano invalidanti così come sembrano descritti, il mio consiglio è quello di effettuare una visita specialistica da un gastroenterologo ed avere diagnosi. Con questa potrà attivarsi e scegliere in modo mirato una corretta alimentazione.
Dott.ssa Valentina Pavone
Nutrizionista
Milano
Buonasera, come già scritto dai miei colleghi, il protocollo a cui fa riferimento è un protocollo nutrizionale a basso contenuto di FODMAP. I FODMAP sono zuccheri a corta catena, scarsamente o per nulla assorbibili a livello intestinale, che richiamano acqua. Inoltre, sono rapidamente fermentati dai batteri residenti nel colon, generando gas. Tutto ciò causa aumento del volume del contenuto intestinale, la parete dell’intestino si dilata e stimola e i nervi presenti: ciò causa dolore.
In questo caso è fondamentale rivolgersi ad uno specialista ed evitare i fai-da-te, spesso controproducenti. Anche una visita da un gastroenterologo potrebbe aiutare ad escludere eventuali patologie primarie.
La dieta Low-FODMAP non va considerata una dieta di esclusione, ma di sostituzione di cibi ad alto contenuto di FODMAP con quelli a basso contenuto.
Solitamente comprende tre fasi, concordate ed elaborate sotto la guida di un professionista in maniera estremamente personalizzata per ciascun paziente. La prima fase prevede una forte riduzione dei FODMAP, la seconda, una progressiva reintroduzione di singoli alimenti contenenti FODMAP una o più volte alla settimana, per testare la soglia di tolleranza del paziente. In questa fase si verificano i tipi e le quantità settimanali di cibo tollerati dal paziente, senza che avverta disturbi. Questo servirà come punto di partenza per la terza fase, che il paziente impara a gestire in maniera autonoma.
Resto a disposizione per maggiori informazioni, Dott.ssa Valentina Pavone.
Dott. Roberto Serreli
Nutrizionista
Bergamo
Buongiorno.
Le problematiche descritte mi fanno pensare ad una disbiosi intestinale, cioè un'alterazione del corretto equilibrio dei batteri intestinali. Quando questo equilibrio viene alterato, dai più svariati fattori (stress, cattiva alimentazione, farmaci ecc ecc), si possono manifestare sintomi come quelli da lei descritti.
Sicuramente un piano alimentare Low-FODMAP può aiutare, ma lo assocerei anche al un protocollo di probiotici.
Resto a disposizioni per maggiori informazioni.
Saluti
Roberto Serreli
Buongiorno, un Nutrizionista esperto le saprà certamente strutturare una dieta per Lei ottimale e spiegarle dettagliatamente il protocollo Low Fodmap.
Cordialità
Dott. Gian Franco Loddo
Nutrizionista
Milano
Buongiorno.
Per quanto riguarda la sua richiesta le consiglio vivamente di rivolgersi a un nutrizionista che potrà aiutarla nel suo percorso. Le raccomando anche di non fare diete fai da te perchè spesso falliscono.
Le auguro di poter risolvere il suo problema.
Le mando i miei più sentiti saluti
Dott. Loddo Gian Franco
Buongiorno,
come detto anche dal suo medico nei casi in cui ci sian una sintomatologia intestinale caratterizza crampi, dolori e gonfiore cronici un possibile primo approccio è proprio quello della terapia FODMAP.
Questi sono delle componenti ritrovabili in diverse categorie di alimenti che il nostro intestino non è in grado di digerire e metabolizzare in modo efficiente. Di conseguenza permangono nel lume dove vengono fermentati dalla flora batterica e portano alla sintomatologia da lei descritta.
In questo percorso di affronterà una prima fase di eliminazione di tutti i FODMAP (glutine, lattosio, alcuni tipi di frutta, verdura e legumi).
Trascorso un periodo di almeno 4 settimane solitamente si avverte già un miglioramento dei disturbi.
Da qui si procede con la graduale reintroduzione di ogni singolo gruppo eliminato per valutare eventuali effetti in base anche alla porzione reintrodotta.
L'obiettivo è ritornare ad un'alimentazione più inclusiva possibile o eventualmente individuare se ci sono delle allergie/intolleranze dose specifiche.
Buongiorno, le consiglio di rivolgersi a un nutrizionista che dopo un'attenta visita le saprà consigliare gli alimenti e la dieta più adatta a lei. Potrebbe essere inoltre utile fare esami approfonditi su indicazione di un gastroenterologo. In ogni caso il fai da te è assolutamente sconsigliato, l'esclusione dei FODMAP può essere una buona strategia, ma bisogna accertarsi che sia quella giusta per lei. A disposizione, Dott.ssa Rossella Ratto, biologa nutrizionista
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Dott.ssa Ginevra Viganò
Nutrizionista
Seveso
Buonasera,

se il suo medico le ha consigliato di informarsi sui FODMAP, molto probabilmente le è stata fatta una diagnosi di IBS ovvero di sindrome del colon irritabile.

La dieta low FODMAP, ovvero a basso contenuto di FODMAP può essere attuata da un nutrizionista solamente dopo che il gastroenterologo le ha fatto una precedente diagnosi di IBS.

E' una dieta suddivisa in diverse fasi, la prima è di eliminazione di tutti i FODMAP ed è quindi molto importante che ci sia da un lato l'aderenza alla dieta da parte del paziente, ma anche un'educazione alimentare che il professionista della nutrizione adoperi per il suo paziente.

Infatti sebbene sia una dieta all'inizio molto restrittiva, è importante focalizzarsi su cosa include la dieta e anche le quantità di alcuni alimenti; non è detto che si debbano eliminare a priori tutti i cibi aventi FODMAP, perché alcuni di questi si possono consumare, anche se in quantità ridotte.
Per questo motivo è bene affidarsi ad un professionista e non cercare su internet quali sono gli alimenti con i FODMAP per crearsi una dieta "fai da te", perché talvolta può essere controproducente.

A disposizione.

Ginevra Viganò, Biologa Nutrizionista
Dott.ssa Elisa Potettu
Nutrizionista, Tricologo
Robecco sul Naviglio
Buonasera
Confermo ciò che hanno precedentemente scritto i miei colleghi:
dopo aver effettuato gli opportuni accertamenti sull'esistenza di intolleranze, allergie o patologie gastrointestinali sarà possibile studiare una dieta a Lei più idonea.
La dieta FODMAP è certamente una delle possibilità in caso di IBS (Sindrome del colon irritabile) ma la risposta agli alimenti è soggettiva e dunque la dieta potrebbe, anche in questo caso, richiede una personalizzazione.
La figura del dietologo o del nutrizionista rappresenta una "guida" fondamentale in questi casi.
Un cordiale saluto
Dott.ssa Elisa Potettu
Biologa Nutrizionista
Dott.ssa Elena Bernardini
Nutrizionista, Dietista
Livorno
Buonasera, la dieta FODMAP è utile per andare a ristabilizzare stati infiammatori a livello intestinale. Si tratta di un trattamento nutrizionale suddiviso in più fasi, dove si parte da una esclusione totale degli alimenti FODMAP per per un periodo minimo di 2 settimane, al termine delle quali si va a valutare se continuare/interrompere/passare alla fase successiva. L'obiettivo è quello di educare il soggetto, con l'aiuto del diario alimentare che svolge un ruolo molto importante in questo percorso, a quali alimenti è intollerante e quali invece può consumare senza effetti avversi. Si tratta inoltre di un disturbo dose-dipendente, per cui lo stesso alimento potrebbe darle fastidio se consumato in determinate quantità e con una determinata frequenza, a volte anche abbinato ad alcuni alimenti piuttosto che ad altri. Per questo il diario alimentare svolge un ruolo importante, perchè le consentirà di capire quali sono i limiti di tollerabilità degli alimenti, consentendo così di poterli consumarli senza andare ad eliminarli completamente dalla propria dieta, considerando il fatto che gli alimenti contenenti FODMAP non sono "cibi spazzatura", ma alimenti la cui presenza all'interno di una dieta è importante, si ritrovano infatti particolarmente nel mondo vegetale. Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti, saluti, Elena
Dott.ssa Elisa Colombo
Nutrizionista, Dietista
Paderno Dugnano
Buongiorno, la sintomatologia che accusa può essere associata a diversi fattori, tra cui: dieta scorretta o sbilanciata, disturbi della flora batterica intestinale, aerofagia, situazioni di ansia, intolleranze alimentari.
Le consiglio di rivolgersi ad un professionista della nutrizione che dopo un'attenta valutazione anamnestica sarà in grado di scegliere l'approccio dietoterapico più corretto.

La dieta a basso contenuto di FODMAP potrebbe migliorare la sua sintomatologia.
Rimango a disposizione, saluti.
Dott.ssa Elisa Colombo, Biologa Nutrizionista
Dr. Gaetano Conforto
Nutrizionista, Omeopata, Medico di medicina generale
Siracusa
Gentile utente, basta semplicemente fare un test alle intolleranze alimentari ( con prelievo di sangue, come potrebbe essere il Citotest) ed eliminare per almeno 6 mesi i cibi consigliati. Inoltre opterei per 1) un buon probiotico 2) meditazione giornaliera. Un abbraccione. Faccio consulenze on-line:))
Buongiorno, la dieta LOW FODMAP può essere utile in questo caso ma, sarebbe altrettanto utile effettuare controlli diagnostici (ad esempio il test della disbiosi, intolleranza al lattosio e al glutine) al fine di scegliere il piano alimentare più adeguato. Non sono da escludere determinati integratori che possono essere di supporto al trattamento dietoterapico.
Oltre al supporto da parte di un nutrizionista, è fondamentale confrontarsi anche con un grastroenterologo.
Rimango a disposizione e le auguro una buona giornata. Cordiali saluti Dott.ssa Nicole Labaguer
Dott.ssa Francesca Meloni
Nutrizionista, Agopuntore, Omeopata
Città di Castello
Buongiorno, prima di iniziare un nuovo percorso alimentare le consiglio di sottoporsi per i suoi disturbi ad una visita specialistica gastroenterologica al fine di verificare il suo stato di salute.
Saluti.
Dott.ssa Ornella Marini
Nutrizionista
Roma
Salve,
il protocollo Low Fod Map è consigliato in caso di sindrome del colon irritabile.
Le sconsiglio di operare in autonomia in quanto si tratta di un percorso che necessita un affiancamento del professionista.

Inizialmente si opera una eliminazione di quegli alimenti ad alto contenuto di FODMAP per poi operare un lento e graduale inserimento, di cibi a medio contenuto di fodmap.
Le visite nutrizionali di controllo saranno fondamentali per monitorare l'andamento del percorso.

Cordialmente

Dott.ssa Ornella Marini
Dott.ssa Ivana Allocca
Nutrizionista
Napoli
Salve! Affrontare i problemi gastrointestinali richiede un approccio olistico. Per iniziare, le consiglio, come hanno fatto i miei colleghi di consultare un gastroenterologo che le confermi la diagnosi di IBS, colon irritabile.
Solo successivamente può consultare un nutrizionista specializzato in dieta a basso contenuto di FODMAP ( carboidraiti fermentabili). Si tratta di un protocollo ideato e approvato dalla Monash University. Questo approccio può aiutarla a identificare gli alimenti problematici, pianificare la loro eliminazione e successiva reintroduzione. Non tutti i nutrizionisti sono specializzati in questa dieta, quindi cerchi uno specialista con esperienza. Lavorare insieme a un professionista può migliorare la gestione dei sintomi e ottimizzare i risultati. Nell'affrontare questo percorso, consideri anche l'importanza di un buon supporto psicologico e di un'adeguata attività fisica.
Rimango a disposizione e le auguro una buona giornata.
Cordiali Saluti,
Dott.ssa Ivana Allocca
Dott.ssa Naomi Capizzi
Nutrizionista, Dietista
Reggio Emilia
Buongiorno, la dieta a basso contenuto di FODMAP è una possibile risposta a quei problemi intestinali la cui causa risulta difficile da individuare, caratterizzati da gonfiori, dolori, diarrea e stitichezza; è però un protocollo che richiede grande attenzione nell’applicazione e va assolutamente seguito e concordato con il professionista.
Gentile paziente,
L'acronimo FODMAP (Fermentabili, Oligosaccaridi, Disacccaridi, Monosaccaridi e Polioli) viene utilizzato per indicare carboidrati a catena corta poco assorbiti a livello gastro-intestinale, dunque facilmente fermentabili dal microbiota intestinale (flora batterica) con conseguente produzione di gas.
Questo processo determina un incremento del volume del contenuto intestinale e una distensione addominale che generalmente provoca molto dolore.
Come consigliato dal suo medico di fiducia, è bene che si rivolga ad uno specialista del settore affinché possa essere fatta una valutazione più accurata del suo caso e possa essere elaborato un piano alimentare low-FODMAP personalizzato con eventuale integrazione di probiotici.
Le sconsiglio di affidarsi al fai da te poiché l'esclusione degli alimenti ricchi di FODMAP fatta in un primo momento e la graduale reintroduzione successiva, devono essere studiate appositamente per lei da un addetto ai lavori.
La sindrome del colon irritabile (IBS) non è comunque l'unica causa di tale sin sintomatologia.
Spero di esserle stata d'aiuto.
Per qualsiasi dubbio resto a disposizione.
Un caro saluto.

Dott.ssa Sabrina Cozzi - Biologa Nutrizionista
Gentilissimo prima di ricorrere a una dieta FODMAP è necessario stabilire con accuratezza il problema che è alla base della sua sintomatologia. Contatti un nutrizionista che saprà guidarla in tal senso e se necessario inviarla da un gastroenterologo. Un caro saluto. Luigia Atorino
Dott.ssa Martina Baseggio
Nutrizionista
Buccinasco
Gentile paziente, per la sintomatologia da lei indicata sarebbe opportuno seguire, come suggerito dal suo medico, un approccio dietetico low Fodmap ossia povero di tutti quegli alimenti che contengono un elevato quantitativo di frutto-oligosaccaridi, disaccaridi, monosaccaridi e via dicendo in quanto sono i diretti responsabili di tali sintomatologie gastro-intestinali da lei evidenziate.

Le consiglierei, prima di approcciarsi a questa dieta, un ciclo di probiotici in modo da riequilibrare la flora intestinale probabilmente alterata.

Quando vorrà poi indicazioni più specifiche e intraprendere questo percorso dietetico (che necessita un'attenzione particolare da parte di un professionista della nutrizione) non esiti a contattarmi.
Un carissimo saluto
Dott.ssa Martina Baseggio

Salve, il protocollo low fodmap deve essere eseguito sotto l'attenta guida di un professionista della nutrizione esperto. Consta di tre fasi in cui si ha prima l'eliminazione degli alimenti contenenti fodmap, una successiva reintroduzione ed infine viene stilato un piano alimentare estremamente personalizzato in base ai risultati ottenuti nella fase 2. Il fai da te potrebbe portarla ad eliminare intere categorie di alimenti per molto tempo, causando un peggioramento dei sintomi o per troppo poco tempo, per avere effettivamente delle risposte e dei vantaggi. Le consiglio, pertanto, di rivolgersi ad un professionista.
Resto a disposizione, saluti.
Dott. Davide Lombardi
Nutrizionista
Legnano
Buongiorno, quello che ha letto online fa riferimento alla dieta, o protocollo, Low-Fodmap.
Per ottenere il massimo da questo approccio e non rischiare di peggiorare i suoi sintomi, è fondamentale affidarsi ad un professionista con il quale intraprendere un percorso educazionale.

Il protocollo si articola in tre fasi delicate:
1) Eliminazione degli alimenti contenenti FODMAP
2) Reintroduzione graduale ed analisi degli alimenti più "fastidiosi"
3) Piano alimentare personalizzato di mantenimento

Il "fai da te" può essere pericoloso per i seguenti motivi:
- Eliminare interi gruppi alimentari per troppo tempo può causare
carenze nutrizionali e altri problemi.
- Reintrodurre i fodmap troppo presto o troppo velocemente
potrebbe farle ritornare i sintomi.

Resto a disposizione per qualsiasi chiarimento e le auguro una buona giornata.

Cordiali saluti,
Dott. Davide Lombardi
Buonasera, le suggerisco di rivolgersi ad una figura medica specialistica di gastroenterologo, se i problemi intestinali dovessero essere invalidanti. Un biologo nutrizionista sicuramente ha competenze per poterle elaborare un piano alimentare personalizzato per la sua situazione.
Sarebbe necessario approfondire la causa del dolore addominale e del gonfiore, potrebbe essere una intolleranza al lattosio oppure, come ha accennato lei, una problematica legata ai FODMAP e all'elevato tenore fermentativo di alcuni alimenti come legumi, crucifere, cipolle, carciofi, asparagi, che dovrebbero essere limitati o eliminati. Si potrebbe procedere con l'impiego di enzimi digestivi oppure sostituire una verdura ad elevato tenore fermentativo con un'altra, sicuramente il quantitativo giornaliero di fibra dovrà essere ridotto rispetto i 30g/die che le Linee Guida indicano. Altre informazioni importanti potrebbero derivare dal colore e dalla consistenza delle feci, così come da un'eventuale stipsi in corso. La situazione è molto ampia per cui le suggerisco di rivolgersi, come sempre, a professionisti competenti.
Resto a disposizione per qualsiasi altro chiarimento.

Dott. Riccardo Pandolfi
Dott.ssa Giada Bertello
Nutrizionista
Marina di Carrara
Buongiorno, la dieta Low-FODMAP è un protocollo che può risultare complicato e di difficile interpretazione per chi non è del settore, inoltre ogni persona ha una propria tolleranza sia a livello di quantità di alimenti "incriminati" sia a livello di tipologia di alimenti. Bisogna identificare quali alimenti nello specifico possano essere maggiormente non tollerati. In una fase iniziale potrà essere utili ridurre/eliminare alimenti compromettenti in modo da ridurre la disbiosi intestinale e guarire l'intestino. Successivamente sarà possibile introdurre alcuni degli alimenti precedentemente eliminati con tempistiche personalizzate, fino ad arrivare ad un'alimentazione più libera. Un professionista saprà indicarle un piano personalizzato senza dover modificare completamente il Suo stile di vita.
Cordiali saluti.
Dott. Tommaso Corti
Nutrizionista
San Cono
Buongiorno,
le diete low FODMAP sono utili per coloro che hanno disturbi intestinali funzionali, non legati quindi a cause organiche o patologie sottostanti. Di conseguenza si devono escludere queste cause attraverso il consulto medico. Accertato questo, la dieta low FODMAP è auspicabile sia formulata da un professionista perché è caratterizzata da una dieta di sostituzione per un periodo di 2 a 6 settimane, dove si preferisce, per esempio, frutta e verdura con pochi fruttani, fruttosio e polioli come melone, arancia, mandarini, zucchine [etc...] a quelle più ricche di questi composti come pere, ciliegie, cipolle, cavolfiore, aglio [etc...]. Dopo questo periodo di sostituzione, ve ne è uno di reintroduzione degli alimenti ad alto FODMAP uno per volta, per capire quali siano meglio tollerati e successivamente il paziente impara a gestirsi autonomamente. Quelli da me riportati sono esempi, è una questione che coinvolge più alimenti (formaggi, legumi...) e diversa da persona a persona, per questo motivo le sconsiglio il fai da te. Inoltre, si deve associare l'attività fisica e il miglioramento del propria salute mentale con abbassamento di stress e ansia, che è il fattore che porta ai cambiamenti più importanti
Buongiorno per il Fodmap si rivolga a un professionista esperto. Non esiste solo questa soluzione. Saluti
Dott.ssa Brunella Troncone
Nutrizionista, Biologo nutrizionista
Napoli
Gentile paziente, il protocollo low fodmap è molto valido per risolvere sintomi lievi/moderati/gravi riconducibili a IBS. Si tratta di alimenti a basso contenuto di zuccheri fermentabili come fruttosio, mannosio, sorbitolo ecc... Il protocollo non è univoco, dipende da quanto una persona esposta a determinati alimenti manifesta i sintomi quali: dolori addominali, crampi, nausea, diarrea, stipsi, flatulenza ecc... E' un percorso da fare con uno specialista ed è fondamentale essere accompagnati passo passo finchè non si diventa del tutto autonomi nella gestione dei pasti. Dott.ssa Brunella Troncone
Dott.ssa Katia Solano
Nutrizionista
Milano
Gentile paziente, il protocollo low FODMAP è un percorso nutrizionale ben strutturato che si articola in più fasi e che necessita di un'attenta supervisione da parte del nutrizionista.
Il fai da te è altamente sconsigliato sia perché si può facilmente incorrere in carenze nutrizionali sia perché si possono ottenere effetti contrari rispetto a quelli sperati.
Ogni nutrizionista dovrebbe essere capace di seguirla, ma è bene che chieda espressamente al professionista che contatterà se ha dimestichezza con questa tipologia di piano alimentare.
Probabilmente lo avrà già fatto ma le consiglio anche di farsi seguire da un gastroenterologo per un'accurata diagnosi dei suoi problemi intestinali.
Cordialmente, Dott.ssa Katia Solano
Gentile paziente, seguire un protocollo "low FODMAP" significa, a tutti gli effetti, seguire un piano alimentare che tenga conto delle caratteristiche individuali o fabbisogni specifici, utile per trattare la sindrome da colon irritabile (IBS) nonché un disturbo relativo all'asse cervello-intestino. I protocolli si basano sulla prima eliminazione dei FODMAP fino al risolvimento dei sintomi (dolori, colichette, alvo irregolare); si prosegue con la reintroduzione degli alimenti ricchi in FODMAP secondo un preciso schema; ovviamente potrebbero rimanere alimenti mal tollerati ma grazie allo schema di reintroduzione è possibile identificarli ed in caso limitarli/escluderli dalla propria alimentazione.
Resto a disposizione per qualsiasi dubbio.
Dott. Marco Santambrogio
Caro paziente, come già espresso dai miei colleghi, generalmente un buon professionista della nutrizione dovrebbe essere in grado di poterla aiutare ad intraprendere un percorso di dieta "fodmap" ma, essendo un percorso non molto semplice, le consiglio di sicuro di rivolgersi ad un nutrizionista che abbia già esperienza a riguardo e!
Spero di essere stata utile, rimango a disposizione per ulteriori domande e le auguro una buona serata
Per seguire correttamente un protocollo di dieta FODMAP è necessario organizzare al meglio la propria settimana alimentare, magari programmando uno schema di 14 giorni insieme ad un professionista della nutrizione che le stilerà un piano alimentare contenente una bassa quantità di FODMAP.
Successivamente gli alimenti eliminati dovranno essere reintrodotti, per fare questo si consiglia di reintrodurre tali alimenti uno alla volta ed in piccole quantità ed aspettare almeno 24-48 ore tra l'introduzione di un alimento e quello successivo.
Personalmente ho una buona esperienza con protocolli di questo tipo, grazie alla mia esperienza come cuoco riesco a indicare ai miei pazienti delle valide alternative sane e gustose anche durante il periodo restrittivo. Se posso ancora esserle d'aiuto la invito a prenotare una visita online.
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Buongiorno, in questi casi è fondamentale farsi seguire da un esperto in questo campo, evitando il fai da te.
La dieta fodmap prevede l'esclusione iniziale di tutti gli alimenti che ne contengono in elevate quantità, poi, se i sintomi regrediscono, si penserà alla reintroduzione graduale di tutti gli alimenti. E' un percorso un pò lungo, però è la chiave giusta per verificare la soglia di tolleranza verso gli alimenti.
Rimango a disposizione, Dott.ssa Alessia Barbatosta
Gentile paziente,
nel suo caso è necessario seguire un regime alimentare che escluda specifici alimenti (high Foodmap, quelli contenenti lattosio e glutine etc..) Le consiglio di rivolgersi ad un Nutrizionista che le possa dapprima fare una dettagliata anamnesi e poi stilarle un piano alimentare. Deve essere seguita passo per passo per poter nel tempo reintrodurle alimenti che attualmente tollera poco.
Saluti
Dott.ssa Domiziana
Dott.ssa Samantha Di Vito
Nutrizionista, Terapeuta
Ceriano Laghetto
Buongiorno,
il protocollo low FODMAP prevede una iniziale esclusione ed una successiva molto graduale reintroduzione per individuare gli alimenti "stressors" verso i quali è presente una minor tolleranza. Fa bene a non seguire indicazioni fai da te per non incorrere in carenze nutrizionali o peggio.
Essere seguiti da un professionista esperto in materia è sicuramente l'approccio migliore per tutte le fasi (eliminazione/reintroduzione/monitoraggio). Come per tutte le specialità, ci sono nutrizionisti specializzati nella gestione delle patologie a carico dell'intestino.
Cordialmente
dott.ssa Samantha Di Vito
Salve,
per l'intestino irritabile dovrebbe eliminare per circa 3 settimane glutine,lattosio,frutta secca,legumi (assumere quelli decorticati),alcuni tipi di frutta e verdura. Dopodichè dovrebbe introdurre gradualmente qualche alimento per capire se ci sono miglioramenti. Dovrebbe assumere anche dei probiotici per riequilibrare la flora batterica intestinale. Nel piano dietetico low FODMAP si indicheranno gli alimenti permessi e da evitare. Per qualsiasi dubbio resto a disposizione. Saluti
Dott. Stefano Passoni
Nutrizionista
Monza
Buonasera, capisco perfettamente il suo desiderio di trovare informazioni corrette e approfondite su come gestire i sintomi intestinali, soprattutto di fronte a disturbi persistenti e fastidiosi come quelli che descrive. Effettivamente, la dieta FODMAP è uno strumento potente per ridurre questi sintomi ma è anche un approccio molto complesso, che richiede un percorso strutturato e personalizzato. Con un percorso supervisionato, potrà affrontare la dieta FODMAP in modo efficace e sicuro, con una strategia realmente adattata alle sue esigenze personali. Rimango a sua disposizione per qualsiasi chiarimento. Un caro saluto
Sott. Stefano Passoni
Buona sera. Da un certo punto di vista la dieta priva di FODMAP è piuttosto semplice: basta evitare e/o limitare molto gli alimenti che li contengono. Tuttavia una dieta del genere può esporre al rischio di gravi carenze in micronutrienti e può diventare facilmente una dieta molto sbilanciata e ben poco "sana". Oltretutto va gestita secondo un protocollo con tempistiche e modalità precise e secondo tolleranza personale. Può contattarmi, se le fa piacere, per una visita approfondita.
Buongiorno in primis andrebbero visti tutti i suoi sintomi e confrontati per avere una linea sul quadro completo ,una volta avuta si procede con un eventuale protocollo alimentare NO FODMAP (oligosaccaridi, disaccaridi, monosaccaridi fermentabili e polioli), sono carboidrati a catena corta che non vengono assorbiti o parzialmente , creando poi gli effetti da lei detti nella domanda; oltre al piano alimentare a mio avviso va inserito anche protocollo nutraceutico adatto per sistemare il suo intestino .
Per qualsiasi domanda mi contatti pure
Buona giornata
Dott.ssa Giulia Francini
Nutrizionista
San Marino
Salve, tendenzialmente la maggior parte dei biologi nutrizionisti la possono aiutare per la sua problematica. Per esserne sicuri è sempre bene chiedere allo specialista.
Buonasera,
il protocollo dietetico a cui si riferisce, come ha potuto leggere, è una dieta che aiuta una persona con IBS ad identificare gli alimenti e le eventuali combinazioni alimentari che scatenano la sintomatologia, la quantità a cui possono essere tollerati e quelli che non sono proprio tollerati. E' un protocollo che si articola in due fasi che hanno una tempistica molto variabile e soggettiva: una fase di restrizione o evitamento e una seconda fase di reintroduzione (per gradi).
Dopo che ogni paziente avrà identificato i cibi trigger o "incriminati", gli alimenti che saranno ben tollerati verranno reintrodotti nella dieta con differenze nella frequenza e nella quantità. A lungo termine si tratterà di trovare un equilibrio tra i cibi tollerati e l’evitamento degli altri.
E' un percorso che potrà iniziare con qualunque professionista della nutrizione (biologo nutrizionista o medico nutrizionista/dietologo) che si occupi di tali problematiche.

Un cordiale saluto
Dott.ssa Maria Grazia Catte


Dott.ssa Carmela Morra
Nutrizionista
Foggia
Salve, ci sono degli alimenti che, almeno in una fase iniziale, devono essere eliminati/diminuiti e valutare l'andamento della sintomatologia. Se interessata potrei aiutarla
Dott.ssa Veronica Filosa
Nutrizionista
Roma
Buon pomeriggio,
sicuramente bisogna essere ferrati sul settore LowFodMap. Per le prima 5-8 settimane si devono eliminare dall'alimentazione tutti i cibi contenenti FodMap (ovvimente bisogna spiegare al paziente cosa sono e dove si trovano) e una volta migliorati i sintomi si inizia con la fase 2. Qui si reintroducono gli alimenti in base al FodMap - es: un FodMap è il lattosio, quindi dopo aver eliminato tutti i cibi contenenti il lattosio inizio la fase di reintroduzione reintroducendolo nella mia alimentazione a grammature via via crescenti fino a stabilire la mia soglia di tolleranza. Fare questo "esperimento" per ogni FodMap. (almeno 8 settimane) . Poi c'è la fase di personalizzazione che dipende dalla tollerabilità di ogni singolo FodMap del singolo. Io ho esperienza su questo argomento e se vuole potremmo iniziare insieme questo percoso.
Dott. Francesco Pepino
Nutrizionista, Dietologo, Dietista
Bergamo
Salve! Hai fatto bene a informarti e a valutare il consiglio del tuo medico. La dieta low FODMAP è effettivamente un approccio utile per gestire sintomi come gonfiore, crampi e dolori intestinali, soprattutto in caso di sindrome dell'intestino irritabile (IBS) o sensibilità intestinale. Ecco come puoi procedere:
1. CONSULTA UNO SPECIALISTA: Non tutti i nutrizionisti sono esperti di dieta low FODMAP, quindi è consigliabile cercare un professionista con esperienza specifica in questo ambito. Un nutrizionista specializzato in disturbi gastrointestinali sarà in grado di guidarti al meglio.
2. FASE INIZIALE (ELIMINAZIONE): La dieta low FODMAP si suddivide in tre fasi. Nella prima fase, si eliminano per circa 6-8 settimane gli alimenti ad alto contenuto di FODMAP (carboidrati fermentabili presenti in alcuni cibi). Questa fase serve a ridurre i sintomi.
3. FASE DI REINTRODUZIONE: Una volta ottenuto sollievo, si reintroducono GRADUALMENTE gli alimenti esclusi, uno alla volta, per un gruppo FODMAP alla volta, per capire quali sono tollerati e quali causano problemi. Questo processo (lungo e complesso) è fondamentale per personalizzare la dieta senza escludere inutilmente alimenti che non creano disturbi.
4. FASE DI MANTENIMENTO: Dopo aver identificato i cibi problematici, si struttura una dieta bilanciata e sostenibile a lungo termine, evitando solo i FODMAP che effettivamente scatenano i sintomi.
5. EVITA IL FAI-DA-TE: Non è raccomandato gestire la dieta low FODMAP da soli, perché potrebbe portare a carenze nutrizionali o a esclusioni inutili. Un esperto ti aiuterà anche a mantenere un equilibrio nutrizionale.

Cerca un Nutrizionista con esperienza in disturbi gastrointestinali e dieta low FODMAP.
Con il giusto supporto, potrai affrontare questa dieta in modo efficace e migliorare il tuo benessere.
Gentile Paziente, sicuramente come tutti piani alimentari andrebbero formulati da professionisti che possano prendere in considerazione anamnesi personale, bioimpedenziometria per studiare la composizione corporea ed eventualmente indagini accurate. In particolare modo questo piano prevedere anche un reintegro degli alimenti in maniera graduale e attenta e non è possibile farlo da soli.
Personalmente ho avuto grandi risultati con questo protocollo non solo per la perdita di peso ma soprattutto per alcuni aspetti fastidiosi come gonfiore, gastrite, stipsi e diarrea.

Sono a sua disposizione Cordialmente Dott.ssa Marcella Niespolo
Dr. Paolo Capoccia
Nutrizionista
Cologno Monzese
Buonasera,
la dieta FODMAP (Fermentable Oligosaccharides, Disaccharides, Monosaccharides, and Polyols) è un approccio efficace per ridurre i sintomi legati ai disturbi intestinali funzionali, come gonfiore, crampi e dolori. Per seguirla correttamente, si consiglia di rivolgersi a un nutrizionista (in caso io sarei a disposizione in quanto tratto spesso casi di IBS). La dieta si articola in tre fasi:

1. Eliminazione (4-6 settimane): esclusione degli alimenti ricchi di FODMAP.
2. Reintroduzione: test graduale dei diversi gruppi di FODMAP per identificare quelli che scatenano i sintomi.
3. Mantenimento personalizzato: creazione di una dieta tollerabile e bilanciata.

Evitare il "fai da te" è fondamentale per evitare carenze nutrizionali. Un professionista qualificato saprà guidarla nelle scelte alimentari e nelle tempistiche personalizzate.

Paolo Capoccia
Biologo Nutrizionista
Dott.ssa Susanna Battaglia
Nutrizionista
Roma
Buongiorno, lei ha una disbiosi intestinale. Se vuole fare la dieta low Fodmap, non la faccia durare a lungo. Vedo piuttosto una dieta del Microbiota o Metodo Kousmine, son uguali, e fermenti per la ricolonizzazione del colon. Forse anche il tenue è compromesso, ma , non avendo recettori per il dolore, non fa male. Cordiali saluti
Dr. Davide Carli
Osteopata, Posturologo, Nutrizionista
Gallarate
Salve, le conviene chiamare il nutrizionista interessato e chiedere se si occupa di questa tipologia di dieta.
Io l'ho provata e prescritta diverse volte, ma bisogna effettivamente valutare se sia questa la strada migliore per il suo caso
Dott. Luca Agostini
Nutrizionista
Piove di Sacco
La dieta Low FODMAP è molto utile per chi ha problemi gastrointestinali, come crampi e gonfiore. Ti consiglio di consultare un nutrizionista specializzato in disturbi intestinali o un gastroenterologo per creare un piano alimentare adatto. La dieta prevede tre fasi: eliminazione, reattivazione e mantenimento, ed è fondamentale seguire le giuste tempistiche e approcci.
Distinti saluti,
Dr. Luca Agostini
Dott.ssa Ilenia Oppedisano
Nutrizionista
Paruzzaro
Buona sera, è vero la dieta a basso contenuto di FODMAP può aiutare in caso di problematiche gastrointestinali, ma non è l'unica strategia possibile. Tuttavia come ha già appreso, essendo un protocollo impegnativo va seguito con l'aiuto di uno specialista che le possa indicare quali alimenti consumare nelle diverse fasi previste.
Dr. Roberta Martinoli
Nutrizionista, Medico estetico
Roma
I sintomi che lei riferisce sono quelli tipici di una sindrome dell’intestino irritabile o IBS (dall’inglese Inflammatory Bowel Syndrome). L’esperienza dimostra che il cibo rappresenta uno dei principali fattori coinvolti nella patogenesi dell’IBS e la scienza lo conferma. La maggior parte dei pazienti va incontro ad un peggioramento dei sintomi quando vengono assunti determinati alimenti. La dieta FODMAP è stata sviluppata da due ricercatori australiani, Peter Gibson e Sue Sheperd, che lavorano presso la Monash University of Melbourne. FODMAP è un acronimo che sta per:
1. Fermentable,
2. Oligosaccharides, si tratta di catene di zuccheri (fruttani, galatto-oligosaccaridi) presenti soprattutto in certe verdure, legumi e cereali;
3. Disaccharides, formati da una corta catena di due zuccheri (vedi il lattosio formato da galattosio e glucosio),
4. Monisaccharides, vedi fruttosio.
In sostanza i FODMAP sono delle piccole molecole consumate in grande quantità nell’ambito di una dieta ordinaria. Quando giungono nell’intestino attirano l’acqua per osmosi e ciò, nei soggetti sensibili, può provocare diarrea. D’altro canto, la fermentazione batterica degli oligosaccaridi in anidride carbonica e idrogeno può portare a sensazioni di dolore e gonfiore. L’idrogeno e l’anidride carbonica possono, inoltre, essere usati dal Methanobrevibacter smithii (un Archea) per formare metano. Si ipotizza che il metano possa rallentare la motilità del tratto gastrointestinale causando a sua volta stitichezza. In questo caso avremo una sindrome dell’intestino irritabile sottotipo costipazione.
Mi fa piacere che lei abbia la consapevolezza che per seguire questo tipo di dieta, che va intesa più come una terapia il cui scopo è quello di mitigare i sintomi, dovrà rivolgersi ad un nutrizionista. Mi è capitato spesso di avere in cura persone che avevano seguito per anni una dieta “fai da te” ispirata alla dieta a basso apporto di FODMAP senza mai reintegrare gli alimenti.
L’evidenza scientifica dimostra che se nel breve periodo la dieta FODMAP è in grado di migliorare la sintomatologia nel lungo periodo è invece causa di disbiosi. Ecco, dunque, che quella che era stata all’inizio la terapia diviene poi parte del problema.
Nel mio approccio la dieta a basso apporto in FODMAP serve a far star bene il paziente fin da subito, ma utilizzo questo periodo per condizionare l’assetto del microbiota intestinale attraverso l’utilizzo di prebiotici e probiotici. In questo modo nella fase di reintroduzione il paziente non sperimenta più i sintomi di partenza mentre si ha la possibilità di stilare un piano alimentare altamente personalizzato.
Fortunatamente i nutrizionisti sono per la gran parte ben informati su queste tematiche e non ho dubbi che potrà trovare chi la supporta in questo percorso.
Spero di esserle stata utile con la mia risposta.
Roberta
Dott.ssa Laura Roca
Nutrizionista
Gorgonzola
Buongiorno,
mi occupo proprio di questo. Quasi il 90% dei miei pazienti soffre di IBS e dopo i miei piani alimentari è rinato (vedere recensioni su Google).
La dieta è specifica e dà risultati certi,ma bisogna conoscerla molto bene.
La aspetto online o in studio, se desidera.

Dott.ssa Laura Roca
Biologa Nutrizionista e Prof.ssa di Scienze della nutrizione
Ricevo a Gorgonzola (MI) e online solo su appuntamento
Dott.ssa Letizia Rivaroli
Dietista, Nutrizionista
Cornegliano Laudense
Buonasera,

Ogni persona è unica e così lo sono le sue esigenze nutrizionali, soprattutto in presenza di disturbi gastrointestinali. Per questo motivo, Le consiglio di affidarsi ad un dietista espero in tali problematiche che possa creare un piano alimentare su misura per lei, tenendo conto dei suoi sintomi e delle sue preferenze alimentari.
Buonasera,
non è appropriato parlare di alimenti "nocivi", quanto piuttosto di una sensibilità individuale a determinati alimenti che le causano i disturbi intestinali.
La dieta Fodmap è uno strumento utile per ripristinare uno stato di equilibrio e si compone di 3 fasi:
-ELIMINAZIONE, fase in cui viene ridotto al minimo il consumo di alimenti ricchi in Fodmap la cui durata può variare da un minimo di 3 a un massimo di 6 settimane;
-REINSERIMENTO, fase in cui i cibi esclusi vengono reinseriti gradualmente, in modo da avere la possibilità di individuare gli alimenti che possono determinare fastidi;
-MANTENIMENTO, fase in cui, in base ai risultati della fase precedente, si lavorerà per mantenere una dieta varia ed equilibrata per quanto possibile.
E' sempre consigliabile farsi seguire da un professionista della nutrizione ed evitare il fai da te. Se avesse necessità di ulteriori informazioni mi contatti.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valentina Ungarelli
Nutrizionista, Chinesiologo
Milano
Buonasera,
Grazie per aver condiviso la sua situazione. Capisco quanto i problemi intestinali possano influire sulla qualità della vita, ed è ottimo che il suo medico le abbia suggerito di informarsi sulla dieta a basso contenuto di FODMAP.

Questa dieta è molto efficace per ridurre i sintomi legati al gonfiore, ai crampi e all’aria intestinale, ma richiede attenzione e un approccio guidato.

E quindi assolutamente consigliabile affidarsi ad un professionista esperto: la guiderà in tutte le fasi: identificare i cibi ricchi di FODMAP, eliminarli temporaneamente dalla dieta e successivamente reintrodurli in modo graduale per capire quali sono quelli che le causano fastidio.

Alcuni alimenti da tenere d’occhio:
Ad esempio, i legumi, certi tipi di frutta (come mele e pere), alcune verdure (come cavoli e cipolle), latticini e prodotti con dolcificanti artificiali sono spesso ricchi di FODMAP, ma la lista è personalizzabile in base alla sua tolleranza.

Le consiglio di prenotare una consulenza con uno specialista per ricevere informazioni precise e costruire un piano adatto a lei.
Buonasera! La dieta FODMAP è un approccio mirato ed efficace per ridurre i sintomi intestinali legati a gonfiore, crampi e dolori, ma è importante seguirla con il supporto di uno specialista, come un nutrizionista.
Posso fornirti una lista dettagliata di alimenti consentiti e da evitare e guidarti attraverso un protocollo di circa 1-2 mesi. Durante questa fase, elimineremo gli alimenti ricchi di FODMAP per ridurre i sintomi, per poi reintegrarli gradualmente e valutare insieme la tua tollerabilità.
Se desideri intraprendere questo percorso, sarò lieta di seguirti con attenzione per ottenere i migliori risultati. Rimango a disposizione per ulteriori informazioni o per organizzare una consulenza personalizzata.
Dott.ssa Martina Rosati
Dott.ssa Giulia Brambilla
Nutrizionista, Dietista
Treviglio
Buonasera,
la dieta a basso contenuto di FODMAP può essere un valido supporto per i disturbi intestinali che descrive, ma è importante seguirla con attenzione, perché ogni persona ha una sensibilità diversa agli alimenti. Essendo un percorso piuttosto restrittivo, è fondamentale il supporto di un professionista per gestirlo al meglio e adattarlo alle sue esigenze.
Le consiglio di affidarsi a un dietista, che ha esperienza specifica nell’ambito clinico e patologico. Se ha bisogno di ulteriori informazioni, resto a disposizione.
Gent.ma,
la dieta Low Fodmap è un regime alimentare di esclusione da applicare solo in casi specifici di IBS, e sicuramente solo in presenza di una diagnosi. Escludere intere categorie di alimenti in modo 'fai da te' con liste di alimenti trovate su internet e senza un approfondimento clinico non è una buona prassi, oltre al fatto che potrebbe compromettere la salute del suo microbiota intestinale. Le suggerirei innanzitutto di fare una valutazione da un gastroenterologo e, successivamente, in caso di riscontro di un intestino irritabile, valutare con un nutrizionista la dieta più adatta al miglioramento della sua sintomatologia. Si affidi sempre a un professionista quando si tratta di salute.
Un caro saluto,

Dott.ssa Govoni
Buonasera
la dieta Low Fodmap è una strategia da mettere in atto in caso di sindrome dell'intestino irritabile per riuscire ad alleviare i sintomi e vivere la quotidianità in maniera migliore. Essendo una dieta molto specifica e all'inizio restrittiva, è consigliabile essere seguiti personalmente da un professionista, per riuscire a integrare nel modo corretto e poi reintrodurre con adeguata tempistica gli alimenti. Da soli si fa fatica e si rischia di demoralizzarsi e perdersi tra i meandri delle informazioni online. Io in questo caso mi occupo anche di alimentazione low fodmap e posso seguirla nel percorso
Dott. Michael Clemente
Nutrizionista
Cassina de' Pecchi
Per seguire correttamente una dieta low FODMAP, è importante iniziare con una fase di eliminazione degli alimenti ad alto contenuto di FODMAP per circa 4-6 settimane. Successivamente, si passa alla reintroduzione graduale dei singoli gruppi di FODMAP per identificare quelli che causano sintomi. Infine, si personalizza la dieta in base alle tolleranze individuali, sempre con il supporto del professionista, per garantire una gestione a lungo termine.
Cordialmente
Dott.ssa Marta Castaldi
Dietista, Nutrizionista
Milano
Buon pomeriggio,
dovrebbe seguire un piano alimentare ed un protocollo dietetico a basso contenuto di FODMAPs. Sarebbe utile affiancare il protocollo con un diario alimentare che possa aiutarci a selezionare ed evitare gli alimenti responsabili di un peggioramento della sintomatologia. Si elabora una dieta ad esclusione proprio perchè sarebbe troppo generico e selettivo, oltremodo difficile, eliminare tutti gli alimenti contenenti FODMAPs.
Basti pensare alla frutta o ai cereali presenti quotidianamente nella nostra alimentazione. Tuttavia non tutti sono responsabili di sintomi gastrointestinali sgradevoli, per questo si parla di una personalizzazione del piano alimentare.
Resto a disposizione per qualsiasi chiarimento.
Buona giornata !
Buongiorno, sono la Dott.ssa Rita Pietrantuono. La dieta low FODMAP potrebbe essere una soluzione molto utile, ma è fondamentale seguirla correttamente sotto la supervisione di uno specialista. Dunque, meglio rivolgersi ad un nutrizionista che possa guidarti in questo percorso.
Buongiorno, situazioni intestinali come la sua possono essere molto fastidiose e lo capisco. La dieta FODMAP rappresenta un approccio valido per gestire disturbi intestinali ed è composta da più "fasi". Il consiglio è quello di rivolgersi ad un nutrizionista che la guidi in questo percorso per poter imparare al meglio quali alimenti sono da limitare/poi reintrodurli per poter alleviare i dolori e fastidi da lei provati. Non è niente di complicato, ma se viene seguita da un professionista sicuramente potrà avere tempistiche e risposte sulla base della sua attuale situazione. Rimango a disposizione se ha altre curiosità a riguardo
Salve, attuando una consulenza nutrizionale si possono andare a valutare i sintomi e in che tempistiche eliminare e poi rintrodurre determinati alimenti.
Buongiorno, la dieta FODMAP serve a identificare gli alimenti che scatenano i tuoi sintomi intestinali. Si struttura in tre fasi: eliminazione (2-6 settimane), reintroduzione graduale e personalizzazione. Per seguirla correttamente, è consigliato affidarsi a un nutrizionista specializzato in disturbi gastrointestinali o a un gastroenterologo con esperienza in nutrizione. Evita il fai-da-te per non escludere inutilmente alimenti.
Buongiorno, con precisione il piano alimentare che lei dovrebbe seguire viene definito Low FODMAP trattasi di un regime alimentare che limita l'assunzione di cibi contenenti FODMAPs, che sono una classe di carboidrati a catena corta e zuccheri fermentabili che possono causare disturbi digestivi, come gonfiore, crampi, diarrea e stitichezza. Nel momento in cui sceglie lo specialista è opportuno verificare se segue tale patologie perchè non tutti sono specializzati in ciò.
Buongiorno, la sua condizione sarebbe da valutare accuratamente poichè esistono delle linee guida ma la condizione è molto personale/soggettiva. Oltre alle tempistiche di eliminazione e reintroduzione ci sarebbe da valutare anche la quantità e il grado di sensibilità. Se vuole sono a disposizione per chiarimenti. Buona giornata.
Buongiorno, il fastidio provocatole da questi sintomi è assolutamente comprensibile. Una volta approfondita la sua storia clinica e nutrizionale, il professionista a cui si affiderà le consiglierà l'approccio migliore per ridurli ed eliminarli, ripristinando il suo benessere intestinale. Ognuno di noi ha una tolleranza diversa rispetto agli alimenti che contengono FODMAPs (zuccheri a catena corta scarsamente assorbiti dall'intestino tenue) è necessario quindi personalizzare il piano e la strategia terapeutica in base alle sue esigenze. In generale tutti i nutrizionisti possono aiutarla, sta al professionista chiarire se la sua condizione può essere di competenza del professionista scelto o meno. Spero di esserle stata d'aiuto.
Gentile paziente,

Capisco le sue preoccupazioni riguardo ai disturbi intestinali che sta vivendo. La dieta FODMAP può essere molto utile per trattare sintomi come gonfiore, crampi e dolori, ma è importante valutare attentamente la sua situazione specifica per capire se questo protocollo sia realmente necessario. In alcuni casi, potrebbero essere sufficienti altri accorgimenti, che è possibile individuare solo dopo aver condotto un’anamnesi approfondita, analizzando il suo stile di vita, la sua alimentazione attuale, la sua situazione clinica e i relativi referti medici. Questo permetterà di riportare l’intestino e il suo microbiota in una condizione di equilibrio.
È importante sottolineare che la dieta low FODMAP va seguita sotto la supervisione di un professionista per evitare eventuali effetti negativi e garantire che venga seguita correttamente, adattandola alle sue esigenze specifiche.

Le consiglio di contattare il professionista che preferisce, esponendo la sua problematica e spiegando il motivo per cui ha richiesto il consulto. Sarà poi il professionista stesso a valutare se può assisterla nel suo percorso o, se necessario, indirizzarla verso un collega specializzato.
Inoltre, sarà importante escludere altre problematiche gastrointestinali e valutare il suo caso in modo personalizzato. Una visita con uno specialista può essere un buon punto di partenza per chiarire ogni dubbio.

Resto a disposizione per supportarla in questo percorso.
Un caro saluto,

Dott.ssa Ilaria Marini
Dott.ssa Federica Papagno
Nutrizionista, Dietista
Napoli
salve, la dieta low fodmap è una vera e propria dietoterapia che deve essere seguita precisamente e con un professionista come ha già anticipato. i fodmap si trovano in tantissimi alimenti quindi per evitare di incorrere in carenze gravi non sono adeguate le deite fai da te perchè per almeno 6-8 settimana dovrà escluderli del tutto ma al tempo stesso consumare la giusta quantità di calorie e nutrienti. una volta scomparsi i sintomi si inizia grdualmente con il reintegro di un fodmap alla volta di ogni categoria di alimento e continuare aumentando man mano le dosi se non ci sono sintomi e fermarsi e tornare a 0 fodmap se ricompaiono. è un percorso lungo e non semplice quindi le consiglio di rivolgersi ad un professionista che sarà anche in grado di crearle un piano alimentare adeguato dopo i risultati del percorso sapendo gli alimenti che può o meno consumare
La dieta Low FODMAP è progettata per ridurre o eliminare temporaneamente l’assunzione di FODMAP, ovvero zuccheri a catena corta presenti in alcuni alimenti che possono provocare sintomi gastrointestinali come gonfiore e dolore addominale.

Essendo una dieta restrittiva, va seguita per un periodo limitato, poiché una durata eccessiva può portare a una disbiosi intestinale di tipo carenziale, ossia uno squilibrio della flora batterica, e peggiorare la sintomatologia. La reintroduzione degli alimenti contenenti FODMAP deve avvenire in maniera graduale e controllata, richiedendo tempo e attenzione per individuare quali alimenti sono tollerati meglio dall’organismo.

La guida di un professionista, come un nutrizionista, è fondamentale per monitorare il processo e assicurare un approccio bilanciato che tuteli la salute intestinale.
Dr. Alberto Massetti
Biologo nutrizionista, Nutrizionista
Melzo
buon giorno, tutti i biologi nutrizionisti (che hanno studiato nutrizione) dovrebbero poterla aiutare. Sicuramente ci sono alimenti che non sono nocivi , ma vanno limitati per un periodo transitorio e reintegrati quando l'intestino è stato rieducato attraverso appunto un periodo di alimentazione specifico.
Buonasera, qualsiasi nutrizionista saprà aiutarla. Detta molto banalmente: deve eliminare (o comunque ridurre drasticamente) gli alimenti che contengono fodmap per almeno un mese. Se i sintomi rientrano si può provare a reintrodurli gradualmente in base alla sua tolleranza. Non si preoccupi, non sarà difficile nè particolarmente limitante! In bocca al lupo!
Buonasera,
la ringrazio per la sua domanda così ben posta e per la fiducia nel volersi affidare a un* professionista: è già un ottimo primo passo per stare meglio.
Il suo medico ha fatto bene a suggerirle di approfondire l’argomento FODMAP, perché i disturbi che descrive – aria intestinale, crampi, gonfiore e dolori persistenti – sono proprio tra i sintomi tipici legati alla cattiva tolleranza di questi specifici carboidrati.
Ma ha perfettamente ragione anche lei: non è una dieta da improvvisare, né da seguire leggendo articoli qua e là. È un protocollo clinico, articolato in più fasi e va sempre seguito sotto la guida di un professionista esperto.

Le do subito qualche informazione chiara:
La dieta a basso contenuto di FODMAP (acronimo di Fermentable Oligo-, Di-, Mono-saccharides and Polyols) è stata sviluppata per aiutare chi soffre di Sindrome dell’intestino irritabile (IBS) o di sensibilità intestinale. Questi zuccheri fermentabili si trovano in moltissimi alimenti comuni e possono causare fermentazione e ritenzione di liquidi nell’intestino, generando i sintomi che lei descrive.

Il protocollo si divide in tre fasi:
Eliminazione (3–6 settimane) – si escludono completamente tutti i cibi ad alto contenuto di FODMAP per “azzerare” i sintomi.
Reintroduzione (6–8 settimane) – si reintroducono gradualmente i vari gruppi (uno alla volta) per individuare quali sono i responsabili dei suoi disturbi.
Mantenimento personalizzato – si crea una dieta sostenibile e varia, evitando solo i FODMAP problematici, ma reintegrando tutti gli altri.

Seguire questa dieta senza guida può portare a errori nutrizionali, carenze e, paradossalmente, a un peggioramento dei sintomi. È per questo che è fondamentale farsi seguire da un nutrizionista specializzato o con esperienza nella gestione di disturbi gastrointestinali** e del protocollo FODMAP in particolare. Non tutti i nutrizionisti lo affrontano con competenza, quindi le consiglio di chiedere esplicitamente se la persona ha esperienza nella gestione della dieta FODMAP.

Sarà mia premura, se lo desidera, prenderla in carico e guidarla passo passo: dal colloquio iniziale, all’eliminazione, alla reintroduzione, fino al mantenimento finale. Insieme possiamo creare un percorso che la faccia finalmente tornare a vivere senza quei fastidiosi dolori e disagi quotidiani, con attenzione, ascolto e gradualità.

Se preferisce, possiamo iniziare con una visita presso il mio studio oppure tramite consulenza online, in totale comodità.

Mi contatti pure senza impegno.
Il benessere intestinale è fondamentale, e merita un percorso su misura.
Saluti
Dott.ssa Monica Giovacchini
Buongiorno.
Certo, la figura del biologo nutrizionista o simili possono essere d'aiuto.
E' importante eseguire una buona anamnesi per capire le sue esigenze nello specifico e successivamente si stila il piano personalizzato.
Grazie mille
Dott.ssa Michela Platini
Nutrizionista
Gozzano
Salve, se vuole può contattarmi per avere maggiori informazioni e prenotare una consulenza personalizzata.
Dott.ssa Monica Ceccon
Nutrizionista
Cinisello Balsamo
Buongiorno, la dieta low fodmap consiste in un periodo di qualche settimana, tipicamente tra le 4 e le 6 settimane, in cui viene limitata l'assunzione di fodmap, ovvero fibre e carboidrati che facilmente fermentano esacerbando i sintomi. La lunghezza del periodo può variare in base alla situazione o alla sintomatologia dello specifico paziente. Non essendo possibile avere una dieta "zero fodmap" è normale che le liste di alimenti consentiti e vietati non siano coerenti tra di loro, e questo genera parecchia confusione. Essendo una dieta molto restrittiva, è indispensabile che venga seguita da un periodo di "test" in cui si cerca di reintrodurre più varietà di alimenti possibili per arrivare ad una dieta davvero personalizzata. Magari contatti personalmente il professionista per chiedere quale sia la sua esperienza in questo tipo di percorso.
Dott.ssa Lara Brignoli
Nutrizionista, Dietista
Negrone
buongiorno, la dieta low fodmaps si segue in caso di sindrome dell'intestino irritabile (o ibs) che si manifesta con i sintomi che hai descritto. di solito è una dieta che non va mai fatta fai da te, sconsigliatissimo, perchè potrebbe indurti a carenze nutrizionali. pertanto ti consiglio di affidarti a un professionista e nel caso io sono disponibile a darti consigli.
Ha fatto bene a informarsi, ma è anche giustissimo ciò che ha intuito: la dieta low FODMAP non è una soluzione "per tutti", anzi — è un protocollo molto restrittivo e stressante, da valutare solo se realmente necessario e sotto supervisione.
Prima di intraprendere qualsiasi tipo di dieta eliminativa, è importante capire bene l'origine dei suoi disturbi, valutando la situazione in modo globale: abitudini alimentari, ritmo intestinale, presenza di stress, eventuali intolleranze, infezioni pregresse o squilibri del microbiota.
La dieta low FODMAP può aiutare, ma solo se c'è una reale indicazione (come ad esempio una diagnosi di sindrome dell’intestino irritabile o ipersensibilità a specifici zuccheri fermentabili). In alternativa, interventi meno restrittivi — come un miglioramento della masticazione, la riduzione degli zuccheri fermentabili più comuni o l'integrazione di probiotici mirati — possono essere già un ottimo primo passo.
Il mio consiglio è di affidarsi a un* nutrizionist* con esperienza in disturbi funzionali intestinali, che possa fare una valutazione personalizzata e guidarla con gradualità, evitando approcci drastici o non necessari.

Resto a disposizione se ha bisogno.
Un caro saluto!
Dott.ssa Giada Piazzini
Dietista, Nutrizionista
Bergamo
La dieta a basso contenuto di FODMAP è una strategia alimentare scientificamente validata per la gestione di disturbi intestinali come la sindrome dell’intestino irritabile (IBS). Tuttavia, si tratta di un approccio complesso, che non deve essere improvvisato o seguito senza un’adeguata valutazione clinica.
L’approccio completo prevede una prima fase di eliminazione degli alimenti a più alto contenuto di FODMAP, una seconda fase di reintroduzione (reinserimento graduale dei diversi gruppi per identificare la tolleranza individuale) e una terza fase di mantenimento, che consiste nella definizione di una dieta sostenibile, che tenga conto delle tolleranze personali, evitando restrizioni inutili o pericolose.
È importante rivolgersi a un dietista o un nutrizionista con comprovata esperienza nella gestione dei disturbi intestinali e nella dieta LOW FODMAP.
Ogni paziente è unico: la stessa alimentazione può provocare effetti molto diversi da individuo a individuo. Una dieta restrittiva non necessaria, oltre ad essere difficile da sostenere, può avere impatti negativi sullo stato nutrizionale del paziente e sulla sua qualità della vita. Il percorso LOW FODMAP va quindi personalizzato attentamente per garantire efficacia e sicurezza.
Salve, i problemi intestinali a cui lei fa riferimento potrebbero derivare da diverse cause ed è importante identificare il percorso più efficace per alleviare i suoi disturbi.
Il protocollo nutrizionale a cui si riferisce prevede l'eliminazione degli zuccheri che causano una maggiore fermentazione intestinale, ovvero i FODMAP. Questa metodologia implica una fase di esclusione seguita da una reintroduzione graduale e controllata degli alimenti. Pertanto le suggerisco di non farlo in autonomia, ma di consultare un professionista per farsi guidare nelle scelte alimentari e, se necessario, nella creazione di un piano alimentare adatto alle sue esigenze ed equilibrato, così da evitare eventuali carenze nutrizionali.
Rimango a sua disposizione, cordiali saluti
Buongiorno,
la dieta low-fodmap è un protocollo alimentare che viene consigliato dal gastroenterologo in specifiche situazioni intestinali (es. sindrome del colon irritabile). Il protocollo si basa sull'esclusione momentanea (4-6 settimane) di determinati alimenti ricchi in fodmap, per poi procedere gradualmente alla loro reintroduzione in modo tale da andare ad individuare quali alimenti ed in quali quantità il suo organismo è in grado di tollerare in questo momento.
Per attuare una dieta low-fodmap non serve una specializzazione particolare; le uniche figure abilitate a rilasciare questa dieta (e le diete in generale) sono i Biologi nutrizionisti, i dietisti ed i dietologi, quindi si affidi ad una di queste tre figure.
Un caro saluto
La dieta Low FODMAP è un protocollo alimentare sviluppato per aiutare chi soffre di sindrome dell’intestino irritabile (IBS) e altri disturbi intestinali funzionali, come gonfiore, gas, diarrea, stitichezza e dolori addominali. Il nome deriva dal fatto che si concentra sui possibili effetti del FODMAP che è un acronimo che raccoglie tutti gli zuccheri a corta catena che fermentano nell’intestino causando fastidi in soggetti sensibili.
Questo protocollo dietetico si articola in 3 fasi: eliminazione, reintroduzione e mantenimento. Nella prima fase si eliminano tutti i FODMAP e poi vengono reintrodotti in vari step per valutarne l'effetto sull'individuo così che, con i dati riscontrati, si costruisce un piano di mantenimento personalizzato.
Tutto questo iter è molto importante che sia seguito da un nutrizionista che abbia esperienza in questo tipo di protocollo.
Se desidera può contattarmi per prendere un appuntamento e fare una valutazione.
Spero di esserLe stata utile,
Dott.ssa Francesca Ancora
Dott.ssa Patrizia Desogus
Nutrizionista
Guidonia Montecelio
Buonasera , i sintomi da lei descritti meritano un'attenta anamnesi , e sicuramente mi sento di dirle che sarebbe opportuno eseguire dei test mirati sul suo intestino , per capire con cosa dobbiamo confrontarci prima di mettere mano ad un adeguato trattamento e piano alimentare.
Con test per capire come sta ad oggi la flora intestinale e altro ancora come possibili intolleranze o allergie .
Se desidera può fissare un prima visita e di lì andremmo a capire come muoverci per riportare ordine e benessere al suo malessere che ripeto meritano, da parte sua che lei si occupi di trovare del tempo per se stessa e risolvere questi fastidi che sono segnali di aiuto del suo organismo .
Le auguro una buona giornata , Dottssa Patrizia Desogus
Buonasera, effettivamente ha letto bene: la dieta a basso contenuto di FODMAP può essere utile in caso di disturbi intestinali, ma è molto complessa e andrebbe seguita sotto la guida di un professionista esperto nella gestione e nel trattamento dell'IBS (sindrome dell'intestino irritabile). Non esistono alimenti “nocivi” in assoluto: la dieta prevede una fase di eliminazione, una successiva di reintroduzione per individuare quali cibi sono responsabili dei sintomi e poi una fase di mantenimento in cui si personalizza una soluzione ad hoc. Per capirci, quello che un domani potrebbe capire che dà fastidio a lei, potrebbe non dare fastidio ad un'altra persona con la sua stessa diagnosi. Le consiglio di rivolgersi a un professionista della nutrizione (dietista/nutrizionista/dietologo) che le ispiri fiducia e sia esperto in questo approccio, perché possa accompagnarla passo dopo passo in un percorso personalizzato e sicuro.
Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti, cordialmente dott.ssa Cristina Dentella
Buongiorno, le consiglio di farsi seguire da un professionista che abbia esperienza in patologie intestinali, poichè è necessario comunque valutare la situazione soggettiva della persona (di base ci sono alimenti tollerati da tutti, ma ogni tanto capita qualche eccezione). Se avesse voglia di dare un'occhiata al mio sito, vedrà che tratto problematiche intestinali e curo il microbiota intestinale. Applico spesso protocolli low FODMAP proprio per le disbiosi intestinali (compresa SIBO), con relativa reintroduzione graduale degli alimenti contenenti FODMAP.
Le auguro una buona giornata.

Dott.ssa Simona Riminucci - Biologa Nutrizionista
Buonasera, e grazie per aver condiviso con tanta chiarezza la sua situazione.

La dieta low-FODMAP è uno strumento molto efficace per ridurre sintomi intestinali come gonfiore, crampi e meteorismo, ma va seguita con precisione e sotto supervisione, come ha giustamente intuito. Non è una dieta generica, ma un protocollo terapeutico in tre fasi (eliminazione, reintroduzione e mantenimento personalizzato).

È un protocollo che seguo personalmente, ma non tutti i nutrizionisti lo applicano o lo conoscono a fondo. Se desidera, posso guidarla passo passo.
Innanzitutto bisogna capire le cause. Per migliorare la condizione intestinale è fondamentale prevedere una fase di esclusione degli alimenti contenenti FODMAP, che in parole semplici sono fibre e zuccheri molto fermentabili che possono creare fastidi come gonfiore, crampi e dolori addominali.

Successivamente si passa a una fase di graduale reintroduzione, per capire quali di questi alimenti sono tollerabili e quali no, fino ad arrivare a una fase di consapevolezza alimentare, in cui si conoscono bene i propri limiti e si gestisce la dieta in modo personalizzato.

Il piano alimentare deve essere costruito su misura, considerando i tuoi obiettivi, la tua composizione corporea, lo stile di vita e anche l’eventuale attività fisica. Le tempistiche variano da persona a persona, perché la tolleranza è soggettiva.

Un primo passo può essere escludere temporaneamente gli alimenti ad alto contenuto di FODMAP, come ad esempio pistacchi, anacardi, mela, pera, ma è importante farlo abbinando correttamente gli alimenti, perché spesso sono proprio le combinazioni alimentari a fare la differenza nel generare o ridurre i sintomi.

Per questo motivo, è fondamentale seguire un percorso guidato e personalizzato, così da individuare con precisione ciò che il tuo intestino tollera e imparare a gestire l’alimentazione in modo sereno e consapevole nel lungo termine.
L'alimentazione scarsa in FODMAP è un'alimentazione che prevede l'introduzione di alimenti che abbiano una scarsa presenza di zuccheri fermentabili; è un piano alimentare molto soggettivo, che procede a step in maniera da individuare quali alimenti determinano le problematiche da lei descritte. Può rivolgersi a qualsiasi nutrizionista o dietologo. Se avesse bisogno non esiti a contattarmi.
Cordiali saluti
Dott.ssa Simona Giri
Dietista, Nutrizionista
Pavia
Sicuramente rivolgersi a qualcuno che si occupi di piani low FODMAP sarebbe consigliabile. Questo piano dietoterapico è molto rigido e va seguito bene sia nella fase di eliminazione sia nella fase di reintroduzione. Anche questa variabile sulla base delle risposte del paziente. Il mio consiglio è anche quello di considerare un test del microbiota intestinale. Questo in realtà le eviterebbe il percorso low FODMAP e le consentirebbe di agire direttamente sulla disbiosi capendo quali batteri vadano ridotti e quali aumentati sia attraverso un'alimentazione mirata, sia attraverso un protocollo probiotico e prebiotico ad hoc.
Dott. Luca Harter
Nutrizionista, Dietista
Napoli
Gentilissima, mi occupo di approccio alimentare low Fodmap. Resto a disposizione per una consulenza qualora lo volesse. Saluti Dott. Harter
Buongiorno,

Esistono nutrizionisti specializzati in disturbi intestinali e alimenti fodmap.

Come avrà letto su internet è un percorso che prevede diversi fasi, sia l'eliminazione che la reintroduzione degli alimenti non ha tempistiche standard e possono variare da persona a persona, perché ogni intestino è diverso ( ciò che può causare sintomi a una persona può essere perfettamente tollerato da un'altra).
Per questo motivo è sicuramente un percorso personalizzato, insieme al suo nutrizionista può trovare la soluzione migliore per eliminare i problemi intestinali.

Spero di esserle stata utile.


Buongiorno, la dieta a basso contenuto di fodmaps è un protocollo che deve essere seguito per almeno quattro settimane o fino a risoluzione dei sintomi, e successivamente prevede una fase di reinserimento dei gruppi alimentari al fine di valutare l’eventuale ricomparsa dei sintomi e dunque stabilire quali alimenti è preferibile evitare.
Appunto per questa complessità si consiglia di farsi seguire da un nutrizionista che sia preparato su questo tipo di dieta
Buongiorno! Ha fatto benissimo a chiedere chiarimenti prima di procedere da sola: la dieta a basso contenuto di FODMAP è un approccio molto utile in caso di gonfiore, crampi o sindrome dell’intestino irritabile, ma richiede una guida accurata per evitare squilibri nutrizionali. Si tratta infatti di un percorso in tre fasi — eliminazione, reintroduzione e mantenimento — in cui si individuano con precisione quali alimenti fermentano e provocano fastidio nel tuo caso specifico.

Il professionista di riferimento è un nutrizionista che conosca il protocollo FODMAP: non tutti lo applicano, quindi è importante cercare chi lo conosce bene e può seguirti passo dopo passo, personalizzando tempi e alimenti. Con il giusto accompagnamento è possibile ritrovare un equilibrio intestinale senza rinunciare al piacere del cibo.
Sconsiglio vivamente il fai da te in questo caso in quanto è un approccio complesso che va valutato e monitorato attentamente.
Auguro una buona giornata
Dott.ssa Stefania Teocchi
Buonasera, sono la dottoressa Federica Spagnolo, biologa nutrizionista. Soffrendo io stessa di questa problematica, posso dirti che purtroppo non si può guarire ma con una dieta mirare low fodmap i sintomi si possono attenuare. È una dieta da seguire con rigore, perchè è formata da 3 fasi. Se fosse interessata può fissare un appuntamento e discuterne insieme del protocollo da seguire. Io mi trovo a catania, ma effettuo anche consulenze online. Spero di esserle stata utile
Salve, prima di tutto le consiglio di rivolgersi ad un bravo gastroenterologo che possa escludere la presenza di eventuali patologie. Solo dopo, ci si può approcciare al regime dietetico ed in linea teorica tutti i nutrizionisti sono in grado di prescriverle una dieta a basso contenuto di FODMAP.
Buona giornata
Dott.ssa Simona Cosentino
Biologo nutrizionista, Nutrizionista
Trezzano sul Naviglio
Buonasera, le consiglio di affidarsi a un professionista per avere un giusto supporto. Inoltre aldilà della dieta è necessario capire in maniera personalizzata cosa le nuoce. Infatti non tutti gli approcci nutrizionali vanno bene per tutti. Se vuole sono a disposizione, Buona giornata
Dott.ssa Eleonora Risi
Nutrizionista
San Lazzaro di Savena
Buonasera, la ringrazio per la domanda e per aver descritto con chiarezza la sua situazione.
I sintomi che riferisce (aria, crampi, dolore addominale ricorrente) sono spesso associati a una ipersensibilità intestinale o a condizioni come la sindrome dell’intestino irritabile (IBS). In questi casi l’approccio Low-FODMAP può essere molto utile, ma – come ha giustamente intuito – non va improvvisato.
I FODMAP sono carboidrati fermentabili che in alcune persone vengono digeriti e assorbiti con difficoltà, fermentano a livello intestinale, richiamano acqua, causando gonfiore, gas e dolore. Non sono “cibi nocivi in assoluto”, ma problematici per soggetti sensibili.
Come si segue correttamente una dieta Low-FODMAP? Il percorso si articola in tre fasi ben definite:
1. Fase di eliminazione (2–4 settimane): si riducono temporaneamente gli alimenti ad alto contenuto di FODMAP (ad esempio alcuni latticini, frutta, legumi, cereali, dolcificanti). L’obiettivo non è “dimagrire”, ma ridurre i sintomi.
2. Fase di reintroduzione graduale: gli alimenti vengono reintrodotti uno alla volta, in modo controllato, per capire quali gruppi sono tollerati, quali quantità scatenano i sintomi
3. Fase di personalizzazione: si costruisce una dieta varia, equilibrata e sostenibile, evitando solo ciò che realmente crea problemi.
Una dieta Low-FODMAP seguita senza guida può portare a restrizioni inutili, squilibri nutrizionali e peggioramento del rapporto con il cibo.
Non tutti i nutrizionisti sono specializzati in disturbi gastrointestinali. Io mi occupo di questo approccio: se lo desidera, posso seguirla nella costruzione di una dieta Low-FODMAP ben strutturata, guidandola passo dopo passo nelle fasi di eliminazione, reintroduzione e personalizzazione, in modo sicuro e sostenibile.
L’obiettivo non è eliminare molti alimenti, ma capire cosa davvero non è tollerato dal suo intestino, per migliorare i sintomi e la qualità di vita senza restrizioni inutili.
Resto a disposizione per eventuali chiarimenti o per valutare insieme un percorso personalizzato.
Dott.ssa Alessia Bartoli
Nutrizionista, Biologo nutrizionista
Scandicci
Buonasera,
l'alimentazione "Low FODMAP" è un'alimentazione che viene spesso somministrata da parte di nutrizionisti e professionisti del settore della nutrizione per via dell'alta incidenza delle patologie infiammatorie intestinali. Di conseguenza non è necessaria la ricerca di uno specialista in questo senso.
Per quanto riguarda il processo di eliminazione e rintroduzione è un percorso con ritmi e scadenze particolari che necessita dell'interazione con uno specialista, le sconsiglio di farlo in autonomia. Si rivolga a qualcuno della sua zona in modo da instaurare un rapporto che le possa lasciare gli strumenti per gestire la sua infiammazione intestinale.
Dott. Ivan Lurgo
Nutrizionista, Dietologo, Dietista
Milano
Buongiorno,
la sospensione della pillola può determinare importanti variazioni ormonali, con ripercussioni su:

ritenzione idrica

metabolismo

appetito

In questi casi seguire una dieta standard spesso porta frustrazione.

È fondamentale adattare l’alimentazione alla nuova situazione ormonale.

Per impostare un percorso efficace, la invito a prenotare una visita nutrizionale con me su MioDottore.

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