Ciao a tutti, ho una domanda, con il mio psicologo mi trovo abbastanza bene ma in una seduta mi sono
Ciao a tutti, ho una domanda, con il mio psicologo mi trovo abbastanza bene ma in una seduta mi sono sentito estremamente a disagio e nelle sedute dopo ero più tranquilla ma avevo sempre quel pensiero che bho stessi sprecando il mio tempo con qualcuno con cui non mi trovavo bene anche se non è proprio così però io non mi fido di lui e spesso certe cose non gliele racconto (però c’è da dire che questo è uno dei motivi per la quale ho scelto la terapia proprio per il mio problema di continuo disagio e sfiducia nel prossimo) però siamo tipo alla 5 seduta secondo voi cosa dovrei fare continuare? Parlarne con lui?(cosa che non vorrei fare perché mi vergogno)
3 risposte
Salve. Leggendo le sue parole, mi sembra che abbia messo a fuoco che la sfiducia verso l'altro è un tema molto centrale del suo funzionamento. Ha condiviso con il terapeuta che è per questo motivo che ha richiesto il suo aiuto? Comprendo che possa essere sfidante per lei affrontare con il terapeuta questo aspetto della vostra relazione; tuttavia, penso che potrebbe essere molto utile per lei parlane, potrebbe essere un'occasione per riflettere meglio su questo aspetto, in quale relazioni accade e in quali relazioni è nata. Un caro saluto
Ottieni una risposta grazie al consulto online
Hai bisogno del consiglio di uno specialista? Prenota un consulto online: riceverai tutte le risposte senza uscire di casa.
Quello che descrivi potrebbe essere un aspetto molto importante da portare proprio all’interno della terapia. Siete ancora alle prime sedute e la fiducia, soprattutto quando uno dei temi centrali del percorso riguarda proprio la difficoltà a fidarsi dell’altro, può richiedere tempo per costruirsi. Allo stesso tempo, il forte disagio che hai provato in quella seduta non va ignorato. Potrebbe essere utile provare a capire insieme al tuo psicologo cosa sia successo e cosa ti abbia fatto sentire in quel modo. Anche il fatto che tu senta vergogna all’idea di parlargliene è già, di per sé, qualcosa che potrebbe essere significativo esplorare. La relazione terapeutica non deve essere necessariamente priva di momenti di disagio o incomprensione: a volte proprio questi momenti, se possono essere condivisi ed elaborati, diventano una parte importante del lavoro. Potresti anche non entrare subito nei dettagli e partire semplicemente dicendogli che dopo una determinata seduta ti sei accorta di sentirti meno tranquilla e di fare più fatica a fidarti. Poi sarà importante osservare anche come accoglierà ciò che gli porti. La possibilità di sentirsi ascoltati, rispettati e liberi di esprimere anche dubbi o vissuti negativi sul terapeuta è una parte fondamentale della costruzione di uno spazio terapeutico sicuro. Per questo, prima di decidere se interrompere, proverei a dare almeno la possibilità a questo vissuto di entrare nella stanza di terapia.
Buongiorno gentile utente, dato che è proprio lei a riferire "questo è uno dei motivi per la quale ho scelto la terapia proprio per il mio problema di continuo disagio e sfiducia nel prossimo", ne approfitti per usare lo spazio in terapia come occasione per mettere la questione sul piatto: all'interno di una relazione terapeutica ci si può permettere di sperimentarsi, di condividere ciò che si pensa e ciò che si sente, di mettere a disposizione i propri vissuti emotivi che sorgono anche all'interno della seduta. Il disagio estremo che riferisce di aver provato è reale e valido e, in quanto tale, condividerlo con il suo psicologo sarebbe un'occasione ulteriore per orientare il vostro lavoro assieme. Le auguro un buon proseguimento, dott.ssa Anna Filippini
Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.

