Dott.ssa
Rebecca Pistininzi
Psicologa
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Psicologa clinica
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Rimugini e tutto ti costa fatica?
Sono la Dott.ssa Rebecca Pistininzi, Psicologa iscritta all'Ordine dell'Emilia-Romagna e specializzanda in Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale. Ricevo adolescenti, giovani adulti e adulti che rimuginano, evitano e fanno fatica a passare dal pensare al fare, spesso in momenti di cambiamento. Magari ti ritrovi in questa frase: "so benissimo cosa dovrei fare, ma al momento di farlo mi blocco."
Come lavoriamo insieme
Capire: come funzioni, la tua difficoltà e cosa la mantiene.
Fare il punto: quali risorse e strategie hai già e quali mancano.
Provare: definire un obiettivo e sperimentare passo dopo passo.
Lavoriamo sul legame tra ciò che pensi, ciò che provi e come reagisci, con strumenti cognitivo-comportamentali supportati da evidenze scientifiche. Comprendere come funzioni non serve a cambiarti, ma a darti più libertà di scelta.
La mia formazione si sviluppa sul campo, sia nel contesto clinico privato sia nella sanità pubblica, dove svolgo il tirocinio specialistico.
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Recensioni
3 recensioni
Nuovo profilo su MioDottore
I pazienti hanno appena iniziato a rilasciare recensioni.
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M
Marianna L.
Mi sono trovata davvero molto bene. È una professionista attenta, empatica e capace di metterti a tuo agio fin da subito. Mi sono sentita ascoltata senza mai sentirmi giudicata e, incontro dopo incontro, mi sta aiutando a vedere alcune situazioni da prospettive diverse e a comprenderle meglio. La consiglio davvero a chi cerca una persona competente, ma allo stesso tempo molto umana.
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E
Emanuela
Una psicologa speciale, è stata la persona giusta al momento giusto. Fin dal primo incontro ha saputo capirmi, anche quando facevo fatica a spiegare quello che sentivo. Mi sono sentita ascoltata, compresa e mai giudicata. È difficile trovare qualcuno con cui sentirsi davvero a proprio agio, ma la sua empatia e sensibilità hanno permesso che ciò accadesse. Sono grata del percorso fatto insieme.
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A
Andrea P
Dottoressa molto brava e professionale, mi ha aiutato concretamente ad affrontare le mie difficoltà.
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Risposte ai pazienti
ha risposto a 6 domande da parte di pazienti di MioDottore
Buongiorno, sono una ragazza di 22 anni e da qualche mese è terminata una relazione durata cinque an
Buongiorno, sono una ragazza di 22 anni e da qualche mese è terminata una relazione durata cinque anni.
Da quel momento mi sento completamente persa e faccio molta fatica a ritrovare me stessa. Mi sento un fallimento perché, alla mia età, non ho un obiettivo preciso, non ho amiche e non ho un lavoro. Mi confronto continuamente con i miei coetanei e ho la sensazione di essere molto indietro rispetto a loro, cosa che mi fa soffrire profondamente.
Quello che mi fa stare male, però, non è tanto la fine della relazione in sé, quanto tutte le cose che sento di non riuscire a fare per me stessa. Vorrei costruirmi una vita, trovare i miei obiettivi, conoscere persone, lavorare e sentirmi realizzata, ma mi sembra di essere bloccata e di non riuscire a fare passi avanti. Questa situazione mi provoca molta frustrazione e mi porta a sentirmi sempre più insicura e inadeguata.
Ormai vivo costantemente nell’ansia, mi preoccupo per il mio futuro e sento di non riuscire a godermi il presente. La cosa che mi spaventa maggiormente è che provo una sensazione che non avevo mai provato prima: mi sento strana, diversa, come se non fossi più io stessa. Faccio fatica a riconoscermi e a capire cosa mi stia succedendo.
Vorrei capire da cosa possano derivare queste sensazioni, se siano legate al periodo che sto attraversando o se ci sia qualcosa su cui dovrei lavorare con l’aiuto di un professionista. Vorrei riuscire a ritrovare me stessa, a gestire questa ansia e a capire come ripartire senza sentirmi continuamente sbagliata e indietro rispetto agli altri.
Vi ringrazio per l’attenzione.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buon pomeriggio, la ringrazio per aver condiviso con tanta chiarezza ciò che sta vivendo. Scrivere un messaggio così non è semplice, e già averlo fatto dice qualcosa della sua voglia di stare meglio.
Quello che racconta è molto comprensibile. Una relazione di cinque anni, iniziata così giovane, spesso diventa una parte importante di come ci si definisce. Quando finisce, si perde la persona ma anche un pezzo di quotidianità, di progetti e di immagine di sé. Sentirsi persa, in questo passaggio, non è un segno che qualcosa in lei non funzioni, ma una reazione umana a un cambiamento grande.
Da quello che scrive, sembra che il dolore più forte venga maggiormente dal giudizio che si sta dando: "sono indietro, sono un fallimento". Il confronto con i coetanei porta a pensieri molto duri verso sé stessa, che alimentano ansia e insicurezza. E l'ansia rende più faticoso muoversi. È un circolo che molte persone attraversano, e proprio perché è un meccanismo si può imparare a interromperlo.
Per quanto riguarda il sentirsi "strana" e "non più se stessa": capisco che sia la parte che la spaventa di più. Quando si vive a lungo con ansia e preoccupazione, e si attraversa una trasformazione importante, può capitare di sentirsi distanti da sé, come "in automatico" o diversi dal solito. Spesso è legato al periodo che sta vivendo. Detto questo, a distanza non posso dirle con certezza cosa significhi nel suo caso: è un aspetto che merita di essere esplorato con calma, in un percorso tutto suo, per capire quando compare, come lo vive e cosa lo accompagna. Non perché ci sia qualcosa di grave da temere, ma perché capirlo potrebbe aiutarla a sentirsi meno disorientata.
Penso che un percorso psicologico potrebbe offrirle uno spazio per ritrovare i suoi punti di riferimento, lavorare sull'ansia e sull'autocritica e arrivare, con tempi suoi, a obiettivi che sentirà davvero suoi. Non c'è una "scadenza" per costruire la propria vita: la strada si trova camminando, e non deve farlo da sola.
Buongiorno Dottore/Dottoressa, Le scrivo per chiederle un piccolo consiglio. Nell'ultimo periodo mi
Buongiorno Dottore/Dottoressa,
Le scrivo per chiederle un piccolo consiglio. Nell'ultimo periodo mi rendo conto di vivere con molta ansia un interesse per un ragazzo con cui non ho un rapporto diretto.
Purtroppo continuo a idealizzare la situazione, a fare pensieri fissi e a controllare spesso i social per cercare dettagli, finendo per creare scenari mentali che mi fanno stare male e mi occupano troppa testa. So razionalmente che dovrei staccare e andare avanti, ma faccio fatica a interrompere questo
circolo di pensieri.
Vorrei un Suo parere su come potrei gestire meglio questa fissazione ed emotività per ritrovare un po' di serenità, o se ritiene utile un breve confronto per parlarne.
La ringrazio molto .
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Ciao,
da quello che racconta non sembra che il problema sia che le piaccia questa persona, quanto questa catena di pensieri, scenari e controllo attorno. E più cerca razionalmente di smettere di pensarci, più le risulta difficile farlo.
Da quello che descrive potrebbe essere utile capire cosa succede prima che inizia a controllare o a costruire scenari e comprendere meglio come si alimenta questo circolo.
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