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Esperienze

Psicologa clinica, laureata magistrale abilitante in Psicologia (LM-51) presso l’Università “Guglielmo Marconi” con votazione 110/110 e lode. Sono iscritta all'Albo degli Psicologi della regione Sicilia, sez. A, con numero 13577.
Il mio percorso formativo si è sviluppato nell’ambito del benessere psicologico negli adulti, con particolare attenzione ai contesti familiari, relazionali e comunitari.
I miei principali ambiti di interesse e approfondimento includono:
• Trauma e Psicotraumatologia;
• Relazioni disfunzionali e Dinamiche di coppia;
• Sistemi familiari complessi e Violenza assistita;
• Psicologia sociale, Gender studies e Psicologia queer;
• Lutto, Fine vita e Perdita perinatale.
Altro Su di me

Approccio terapeutico

Psicologia clinica-dinamica
Psicoterapia breve integrata

Aree di competenza principali:

  • Psicologia clinica
  • Psicologia perinatale
  • Psicologia breve e strategica
  • Psicologia clinica
  • Psicologia clinica-dinamica
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  • Colloquio psicologico online

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  • Consulenza online

    50 €

  • Tecniche di rilassamento

    40 €

  • Colloquio psicologico individuale

    50 €

  • Sostegno alla genitorialità

    50 €

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Serena Maugeri
Punto Terapia

Viale Alcide De Gasperi 93, Catania 95127

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3 recensioni

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  • L

    L.T.

    Sono una persona trans e autistica, mi sono trovata molto bene con la dottoressa Maugeri per la sua professionalità e comprensione.

     • Punto Terapia colloquio psicologico  • 

    Dott.ssa Serena Maugeri

    Grazie per la recensione! Sono contenta che il mio approccio ti abbia fatta sentire a tuo agio. A presto, un saluto


  • R

    R.B.

    Professionista molto preparata e puntuale, spiega bene le cose, molto empatica. Tornero sicuramente

     • Studio di consulenza online colloquio psicologico online  • 

    Dott.ssa Serena Maugeri

    Grazie per la recensione, a presto!


  • M

    M.M.

    La dottoressa è stata puntuale. Mi ha fatto parlare molto e mi ha fatto delle domande per approfondire. Mi sono sentito accolto e ascoltato.

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    Dott.ssa Serena Maugeri

    Grazie per la recensione


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 47 domande da parte di pazienti di MioDottore

Buongiorno Dottori. Circa 10 anni fa ho casualmente incontrato un uomo molto molto più giovane di me

Buongiorno Dottori. Circa 10 anni fa ho casualmente incontrato un uomo molto molto più giovane di me. Uscivo da un periodo terribile, avevo appena perso mia madre dopo una malattia inesorabile ed ero sentimentalmente sola già da molto tempo. Ero in cura con farmaci antidepressivi e vivevo come in mezzo ad una nebbia. Finchè, quasi mi fossi "risvegliata" da un brutto sogno, mi sono improvvisamente accorta dei suoi sguardi, delle sue attenzioni, delle sue premure nei miei confronti, ma data la notevole differenza di età ho preso la cosa con divertimento, pur essendone lusingata. Poi, è scoppiato il covid e siamo rimasti tutti isolati nelle case. Ma un giorno, inaspettatamente, lui si è presentato a casa mia, dicendo che voleva rivedermi e che mi aveva portato la colazione. L'ho fatto salire, non senza stupore, abbiamo chiacchierato un po' ma...la "scintilla", se così vogliamo chiamarla, era ormai scattata e abbiamo fatto sesso con trasporto. Pensavo fosse finita lì, e invece -poichè per motivi legati alla professione che lui svolge ci incontriamo settimanalmente - tutto è continuato. Quando l'ho conosciuto era ancora fidanzato, poi si è sposato, ha avuto un figlio, a differenza mia che ho avuto una vita sentimentale disastrosa nonostante ogni volta abbia dato tutta me stessa al partner e per far funzionare il rapporto. Il suo, sembrava un matrimonio felice, innamorato della ragazza di sempre, un figlio splendido, quello che insomma avrei voluto la vita riservasse a me. Due anni fa, mi ha inaspettatamente detto che si stava separando dalla moglie. Lo vedevo infatti da tempo incupito, con meno voglia di parlare, ma a mia richiesta rispondeva che aveva "problemi" di cui non gli andava di parlare. Sembrava essersi lasciato andare. Ingrassato, trascurato (come è anche tuttora). Avendo cambiato posto di lavoro, mi nominava spesso colleghi e soprattutto colleghe con cui di tanto in tanto usciva e, particolarmente nominava le colleghe, a suo dire tutte belle, tutte brave, con cui c'era tanto affetto. Intanto, nel frattempo, aveva lasciato moglie e figlio non potendone più della situazione in casa, separandosi tuttavia solo di fatto. La moglie gli ha negato la separazione consensuale e dunque vivono in case diverse anche se a poca distanza, per il bambino. Ne sono rimasta dispiaciuta e l'ho invitato a riflettere, a tornare sui propri passi per amore del figlio, ma lei sembra irremovibile. Non se ne è andato per me. Noi abbiamo avuto solo rapporti intimi, anche se durante i nostri incontri ci siamo conosciuti meglio, sorretti a vicenda nei momenti di crisi, confidati, ma un rapporto vero e proprio non è mai partito (nel senso uscire insieme, condividere degli spazi e degli interessi): io non l'ho chiesto, data l'insormontabile differenza d'età sapevo già dall'inizio di non poterlo pretendere, ma neppure lui l'ha fatto. Finchè, proprio durante i rapporti intimi, a un certo punto lui non ha voluto più che gli lasciassi "segni" sul corpo a causa di baci un po' troppo marcati, pretendendo tuttavia di continuare a farli a me. Già questo mi ha lasciata perplessa. Ho chiesto spiegazioni, e lui mi ha risposto che non vuole si notino, data la professione che svolge. A questo punto, ho detto che anch'io avevo però diritto a non essere "marchiata". Poi, con il trascorrere del tempo, e sempre non richiesto, ha cominciato a nominarmi spesso una collega, anche lei separata però legalmente e con due figli con cui si era incontrato di tanto in tanto, anche con gli altri colleghi, affermando che era una donna molto bella (ma lo sono anch'io), facendomi capire che indossava biancheria sexy, quando io al contrario non ho voluto indossarla non perchè non la possegga, ma perchè suppongo che il desiderio sessuale di un uomo, se è genuino, debba scattare senza ricorrere a mezzucci.... Infine, siamo arrivati a ciò che non ho potuto tollerare. E' accaduto che mentre si trovava da me, la collega lo chiamasse, e non per una volta, sul cellulare. Trovandomi lì vicino e pur non volendo, non ho potuto fare a meno di ascoltare le loro voci affettuose, e scambiarsi facezie non di lavoro, con l'intesa di sentirsi la sera. Soprattutto mi ha ferita il suo "Finalmente!" come di persona che ha aspettato tanto una telefonata ed ora che è arrivata se ne compiace. Unpo' troppo, per una collega che si ha modo di vedere tutti i giorni, o quasi. Tra l'altro e' per me inaccettabile che queste telefonate avvengano comunque in mia presenza e senza nessun riguardo per lui che sta lavorando ed anche per me che sto lavorando con lui. Non capisco perchè lui glielo permetta, perchè non le dica, come ritengo avrebbe dovuto fare, di richiamare in altra ora. Lì per lì ho fatto come sempre, vale a dire non ho commentato pur assumendo un atteggiamento freddo e distaccato, ma quando lui mi ha fatto capire attraverso baci e carezze che voleva un rapporto, mi sono rifiutata, ben decisa, stavolta, a parlare. L'ho invitato ad essere chiaro, a dirmi la verità su questa persona che stava diventando, stando alla quantità di volte in cui non richiesto me la nominava, mostrandomi la sua foto e quella dei suoi figli che tiene nel cellulare insieme a quelle del figlio legittimo, e adesso facendomi ascoltare anche le loro telefonate, sempre più ingombrante, almeno in casa mia. E che, permettendole di farle, stava dimostrando un'assoluta mancanza di rispetto, e di sensibilità nei miei confronti. Come fanno tutti gli uomini in queste situazioni, ha ovviamente negato, dicendo le solite frasi "sei gelosa, è solo una collega (che tra l'altro vede tutti i giorni), sei veramente una grande regista per mettere su tutto questo, ecc.). Ho risposto che prima di essere gelosa sono una persona che tiene molto alla sua dignità. Che, se mi riteneva una grande regista, lui si era però dimostrato un pessimo attore, e che a prescindere da tutto, non mi prestavo ad essere la "ruota di scorta". Del resto, se come suppongo ha un'altra, i rapporti intimi ora può tranquillamente averli con l'altra, io non sono la moglie. Quale dovrebbe essere, infatti, il mio ruolo? Se ne è andato incupito. Ed io mi sento distrutta. Se ha un'altra relazione perchè non dirmelo apertamente? Io, essendo una donna educata tradizionalmente, non ho mai preso "iniziative" con gli uomini, neppure quando ero più giovane. Dunque, si è trovato anche facilitato, in questo senso, io avevo già capito, non c'era bisogno che mi facesse del male. Come è potuto cambiare così? E quale dovrebbe essere ora, il mio comportamento se queste telefonate dovessero continuare ( sempre che io lo riveda)? Non so immaginare, infatti, se e quando lo rivedrò avendo lasciato del lavoro in sospeso, non credo vorrà riparlarne e neppure io, avendo già detto ciò che ho ritenuto fosse giusto dire per me, ma non si sa mai. Potreste rispondermi? Vi ringrazio, la mia sofferenza è immensa.

RISPOSTA DEL DOTTORE:

Dott.ssa Serena Maugeri

Gentile utente,
La ringrazio per essersi aperta così tanto con noi, e per aver fornito sufficienti dettagli per inquadrare la situazione.
Mi dispiace per la sofferenza che sta provando, davvero. Nel suo messaggio, Lei ha ripetuto più volte di non aspettarsi niente da lui, e di sapere che tutto prima o poi sarebbe giunto al termine. Eppure il dolore che sente è reale; forse di una persona che aveva riposto un po' di speranza in questo rapporto?
Lei è stata molto onesta con noi, ed io sarò molto onesta con Lei: è sicura che quest'uomo sia cambiato all'improvviso? Ha intrapreso una relazione extraconiugale con Lei, tacendo tutto alla prima fidanzata e poi moglie, nonostante la presenza di un figlio. Si è separato dalla moglie (Lei ne conosce la ragione? Sarebbe interessante) ed è apparso trasandato e cupo, ma ha continuato comunque a frequentarLa. Poi, ha conosciuto una collega ed è di nuovo rifiorito: un nuovo intrigo, una nuova prospettiva, forse un nuovo legame. E Lei resta sempre sullo sfondo; un porto sicuro a cui tornare per lui, certo, ma a che prezzo? Ora Lei sta soffrendo e lui nega.
Quest'uomo ha già dimostrato di essere in grado di formare più legami con più donne, senza il minimo interesse per le conseguenze sulle suddette. Non è cambiato affatto; sta solo continuando a comportarsi come ha sempre fatto. Ciò che è mutata è la Sua percezione di lui: da uomo con cui intratteneva un legame speciale, elettivo, privilegiato (tanto da preferire Lei alla moglie) a uomo che mente spudoratamente sulla sua situazione sentimentale (e adesso è la collega ad essere preferita a Lei).
E qui sta il nodo centrale: Lei vuole essere l'amante di quest'uomo a vita? Vuole accettare la sofferenza che Le deriva da quest'uomo pur di mantenere il legame? Rifletta su questi punti prima di prendere qualunque decisione.
Una decisione consapevole è molto meglio di una decisione d'impulso.
Dott.ssa Serena Maugeri


Buongiorno. Volevo chiedere consiglio per questa situazione. Premetto che lavoro in nave. Praticam

Buongiorno.
Volevo chiedere consiglio per questa situazione. Premetto che lavoro in nave.
Praticamente io ed una mia collega ci stavamo frequentando cosi, apparentemente in amicizia.
Una amica in comune, il giorno prima del mio sbarco mi rivela che sembra che questa persona con cui mi frequentavo le avesse dettonche in realtà fosse interessata a me.
Da allora ho cominciatona riesaminare ogni interazione passata e non riesco a non pensarla. Ho anche provato a chiedere se fosse vero, purtroppo solo via chat essendo ormai già a terra, ma la sua risposta è stata un misto tra si e no, a detta sua per non influenzare la mia scelta sulla possibilità di un futuro imbarco, che sebbene non confermato, è già stato stabilito per la stessa nave e periodo dove la rivedrei.
Nonostante sia passata già una settimana, sto vivendo questa cosa con un ansia da occasione persa, anche perchè non sono mai stato in una relazione e la vedo quasi come se non avessi più possibilità alcuna.
Anche l'idea di mandare curriculum per un lavoro a terra ora mi spavemta che possa chiudere definitivamente questa possibilità, che comunque non sarebbe garantita anche se dovessi reimbarcare.
Come potrei uscirne? Perchè questa cosa è ormai da giorni che sento mi sta distruggendo dentro.
Grazie

RISPOSTA DEL DOTTORE:

Dott.ssa Serena Maugeri

Salve gentile utente,
se ho ben compreso, ha scoperto che la Sua collega potrebbe essere interessata a Lei, e che presumibilmente vi rivedrete in un prossimo imbarco. Tuttavia, sta vivendo questo periodo di separazione come se avesse perduto un'occasione irripetibile.
Vorrei che tenesse a mente che nessuna porta è chiusa definitivamente, e che nelle relazioni non vi è alcuna certezza a priori. Può darsi che sboccerà qualcosa, o può darsi che resterà un'amicizia. Tutto dipenderà dai risvolti futuri, che al momento non ci appartengono; noi stiamo vivendo in un altro tempo.
Capisco l'arrovellamento, specie se non è mai stato in una relazione. Ma ciò che sta vivendo è un'ansia anticipatoria: più si concentra su scenari futuri (il possibile imbarco; le scelte lavorative; la possibilità di rivederla), più si sente angosciato e paralizzato. Concentriamoci prima sul presente: Lei nutre un interesse per la Sua collega? Sarebbe interessato ad iniziare una frequentazione? La vicinanza forzata in un contesto chiuso, come quello d'imbarco, può creare mispercezioni emotive e false aspettative. Approfitti di questa distanza per comprendere meglio i Suoi sentimenti verso di lei.
Dopo essersi chiarito con se stesso, Le consiglio di parlare chiaramente con la Sua collega tramite chiamata o, se possibile, in presenza, per esplicitare le rispettive posizioni in merito.
Altro punto importante: non sacrifichi le Sue prospettive professionali per un'incertezza sentimentale. Se trova o ha un'opportunità di lavoro a terra, e desidera coglierla, Lo faccia. L'autonomia lavorativa ed economica non è un terreno negoziabile nella realizzazione di sé. Se entrambi vorrete iniziare una frequentazione, c'è sempre il contesto fuori nave.
Dott.ssa Serena Maugeri




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