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Esperienze

Sono una psicologa clinica e psicoterapeuta cognitivo-comportamentale in formazione.

Mi occupo di supporto psicologico e sostegno emotivo con un approccio focalizzato sulle risorse e sulle esigenze individuali di ogni persona. 

Lavoro con particolare attenzione a problematiche come ansia, stress, attacchi di panico e difficoltà relazionali, offrendo uno spazio sicuro e accogliente per affrontare insieme i momenti di difficoltà.

Mi occupo inoltre di supporto psicologico nelle difficoltà legate al rapporto con il cibo e all’immagine corporea.

Il mio obiettivo è accompagnarti verso un maggiore benessere psicologico, con empatia, rispetto e professionalità.

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Aree di competenza principali:

  • Psicologia clinica

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Consulenza online

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Prestazioni e prezzi

  • Colloquio psicologico

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  • Consulenza online

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  • Mindful eating

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Francesca Di Grazia

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Francesca Di Grazia
Dott.ssa Francesca Di Grazia - Psicologa Clinica - Psicoterapeuta Cognitivo Comportamentale in formazione

Via Leonardo da Vinci, 58, Studio Medico Specialistico Piano 11, Palermo 90145

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15 recensioni

Più menzionato dai pazienti

  • Attenzione durante la visita
  • Spiegazioni dettagliate
  • Puntualità
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  • T

    T. P.

    Ho avuto un'ottima esperienza con la Dottoressa, si è mostrata fin da subito empatica e disponibile

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    Dott.ssa Francesca Di Grazia

    La ringrazio per il suo feedback. Resto a disposizione


  • A

    A. T.

    Consiglio la dottoressa Di Grazia a chiunque abbia bisogno di un supporto psicologico. Mi sono sentita ascoltata e mai giudicata, parlare con lei mi aiuta moltissimo. È molto preparata, attenta ed empatica

     • Studio di consulenza online colloquio psicologico  • 

    Dott.ssa Francesca Di Grazia

    La ringrazio per aver condiviso la sua esperienza e per la fiducia espressa. Sono lieta che abbia trovato uno spazio di ascolto in cui si è sentita accolta e che il percorso le sia di aiuto.


  • M

    M.P

    Ho trovato una professionista preparata, attenta e accogliente. Fin dal primo incontro mi sono sentita ascoltato senza giudizio e ho percepito un ambiente sicuro in cui poter parlare liberamente. La sua capacità di fare domande mirate e di aiutarmi a riflettere su aspetti importanti della mia vita è stata molto utile. La consiglio a chi cerca una psicologa competente, empatica e seria.

     • Studio di consulenza online supporto psicologico  • 

    Dott.ssa Francesca Di Grazia

    La ringrazio per aver condiviso la sua esperienza e per le sue parole di apprezzamento. Sono lieta che abbia percepito un ambiente di ascolto e che il percorso intrapreso le sia stato utile.


  • G

    G.C.

    Ho avuto un’esperienza molto positiva con questa psicologa. Si è dimostrata empatica, professionale e in grado di creare un ambiente sicuro. Ho apprezzato in particolare la sua capacità di ascolto, sempre attenta e mai giudicante. Grazie al suo supporto ho sviluppato una maggiore consapevolezza e acquisito strumenti concreti per affrontare meglio le situazioni quotidiane. La consiglio a chiunque cerchi un aiuto serio e competente.

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    Dott.ssa Francesca Di Grazia

    La ringrazio per aver condiviso la sua esperienza. È positivo sapere che il percorso sia andato nella direzione desiderata. Rimango a disposizione


  • C

    CM

    La Dott.ssa Di Grazia è una professionista seria, attenta e capace di cogliere subito il cuore delle questioni. La consiglio a chiunque cerchi un supporto di qualità.

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    Dott.ssa Francesca Di Grazia

    La ringrazio per il suo commento. Rimango a disposizione


  • D

    DG

    Ho avuto un'esperienza positiva con la Dottoressa, mi sono sentito supportato. Ho apprezzato la sua capacità di farmi riflettere in modo costruttivo su alcune dinamiche personali. Mi piacerebbe che le sedute durassero di più.

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    Dott.ssa Francesca Di Grazia

    Grazie per aver condiviso la sua esperienza.
    Le sedute hanno una durata standard di 50 minuti, pensata per dare continuità ed efficacia al lavoro terapeutico. Terrò comunque presente la sua osservazione.


  • E

    E.D

    Dottore cortese e molto preparata, mi sono sentita accolta e capita

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    Dott.ssa Francesca Di Grazia

    La ringrazio per il suo feedback. Resto disponibile


  • M

    MS

    Fin dal primo incontro con la Dottoressa mi sono sentito accolto e ascoltato senza timore di essere giudicato. La Dottoressa, durante le varie sedute, ha mostrato grande umanità e sensibilità che mi hanno permesso di aprirmi serenamente nonostante la difficoltà del mio percorso.

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    Dott.ssa Francesca Di Grazia

    La ringrazio per il suo riscontro. È positivo sapere che il percorso sia andato nella direzione desiderata.


  • R

    RR

    Ho avuto il piacere di essere seguito dalla dottoressa Di Grazia e devo dire che sono rimasto molto soddisfatto. Fin dal primo incontro mi ha messo completamente a mio agio, creando un ambiente sereno e privo di giudizi: ascolta con attenzione, è empatica e sa come affrontare le situazioni con competenza e delicatezza. Consiglio vivamente la dottoressa a chiunque stia cercando un supporto psicologico serio e di qualità!

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    Dott.ssa Francesca Di Grazia

    La ringrazio per aver condiviso la sua esperienza. Rimango a disposizione


  • G

    GD

    Una professionista davvero brava, sensibile e attenta. In un periodo per me particolarmente stressante è stata in grado di comprendermi a fondo e di aiutarmi a ritrovare serenità ed equilibrio. Mi sono sempre sentita ascoltata e mai giudicata. La consiglio sinceramente a chiunque senta il bisogno di un supporto valido.

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    Dott.ssa Francesca Di Grazia

    La ringrazio per le sue parole. È importante sapere che si sia sentita ascoltata e compresa in un momento per lei difficile e che il percorso sia stato di supporto. Resto a disposizione.


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 73 domande da parte di pazienti di MioDottore

Ciao a tutti, vorrei condividere un dubbio che mi porto dentro da tempo. Io e il mio migliore amico

Ciao a tutti, vorrei condividere un dubbio che mi porto dentro da tempo.

Io e il mio migliore amico ci conosciamo da circa tre anni e abbiamo un legame molto forte, fatto di complicità, stima e affetto. Da poco ci siamo chiesti se la nostra amicizia potrebbe diventare qualcosa di più. Lui sarebbe pronto a provarci, io invece sono molto combattuta.

Il problema è che non provo attrazione fisica nei suoi confronti e faccio fatica a immaginare baci, intimità e la parte romantica di una relazione con lui. Eppure, quando penso al mio futuro, penso proprio a lui: lo vedo accanto a me, come compagno di vita e padre dei miei figli.

Vorrei riuscire a sentire anche quella componente fisica e romantica che oggi non sento. In parte, vorrei provare a forzarmi e cercare di sciogliere quel ghiacciolino che c’è in me e che mi blocca davanti ad un semplice bacio. Questa parte mi crea una grande rabbia e so che un domani potrei avere un grande rimorso. Non vorrei dall’altra parte far stare male lui e la cosa che ci siamo promessi è di non compromettere l’amicizia a prescindere dalle scelte che faremo.

Ho provato a parlarne con la mia psicologa ma nonostante tutto non trovo soluzione. Sapreste aiutarmi a trovare pace a questo conflitto?

Grazie mille :)

RISPOSTA DEL DOTTORE:

Dott.ssa Francesca Di Grazia

Buongiorno,
il conflitto che descrive è comprensibile. Da una parte c'è una persona con cui sente un legame profondo e con cui riesce a immaginare un futuro, dall'altra, nel presente, manca proprio quella componente di attrazione e di desiderio che per lei è importante in una relazione.
Credo sia utile partire dal fatto che non è necessario forzarsi a provare attrazione. Un bacio che oggi le provoca un blocco non è qualcosa che debba necessariamente essere “superato” con la volontà. Cercare di convincersi che dovrebbe desiderarlo potrebbe aumentare la pressione e rendere ancora più difficile ascoltare ciò che realmente sente.
Allo stesso tempo, l'assenza di una forte attrazione iniziale non significa necessariamente che non possa mai svilupparsi. In alcune relazioni il desiderio cresce gradualmente, soprattutto quando esistono intimità emotiva, fiducia e complicità. Ma c'è una differenza importante tra darsi la possibilità di scoprire cosa può nascere e cercare di costruire artificialmente un sentimento che non c'è. Forse, quindi, la domanda non deve essere necessariamente “come faccio a farmelo piacere fisicamente?”, piuttosto: “che cosa sento quando immagino di avvicinarmi a lui senza obbligarmi a decidere?” Curiosità? Piacere? Tenerezza? Oppure prevalentemente ansia, senso del dovere e paura di perdere una persona importante?
Anche il fatto che lei riesca a immaginarlo come compagno e padre dei suoi figli merita di essere esplorato, senza però confondere necessariamente il riconoscimento delle qualità di una persona con il desiderio di averla come partner. Possiamo sapere razionalmente che qualcuno sarebbe un ottimo compagno e, contemporaneamente, non desiderarlo in quel ruolo.
La paura del rimorso sembra inoltre avere un peso notevole nella sua decisione. Ma scegliere di iniziare una relazione soprattutto per paura di pentirsi in futuro rischierebbe di creare aspettative sia in lei sia nel suo amico. Il rimorso, per quanto doloroso, non è qualcosa che possiamo eliminare anticipando ogni possibile futuro.
Potrebbe concedersi di non decidere tutto adesso. Se entrambi siete d'accordo, potreste eventualmente esplorare con molta gradualità cosa significa avvicinarvi in modo diverso dall'amicizia, senza promettervi una relazione e senza imporvi di arrivare all'intimità. Ma dovrebbe essere un'esplorazione autentica, non un “test” nel quale lei deve riuscire a innamorarsi.
E sarebbe importante essere altrettanto trasparente con lui, questo può essere più rispettoso che cercare di diventare la partner che pensa di dover essere.
Cordialmente


Spesso mi ritorna in mente una lite con mia madre, di alcuni anni fa, oggi ho 43 anni, eravamo a cas

Spesso mi ritorna in mente una lite con mia madre, di alcuni anni fa, oggi ho 43 anni, eravamo a casa mia e dopo essersi intromessa in un lavoro domestico, mi criticò per la mia mancanza di praticità. Io gli risposi che non ho mai avuto la possibilità di imparare e che quando volevo lavorare l'estate da adolescente, mi era sempre stato impedito. Mia madre mi disse, perché certe esperienze di vita, non hanno mai voluto farmele fare. Questo fatto lo trovo grave. Quello che secondo me è certo, è che lei vuole gestirmi, ad esempio, mia zia materna mi ha detto: tua madre non vuole capire che sei un uomo adulto di quarant'anni. Quando avevo vent'anni, avevo trovato un ottimo lavoro a Milano (sono di Roma), mentre gli parlavo di questo, lei fece una sceneggiata, purtroppo non accettai l'offerta lavorativa, perché mi feci condizionare da lei. Una frase che ha usato molto con me: se non ascolti i miei consigli, nella vita ti troverai sempre male. Cercò di condizionarmi, anche quando avevo trent'anni e decisi di andare a vivere all'estero, utilizzando spesso una frase: vedrai che lì ti aspetteranno tutti a braccia aperte... Trovo poco chiara, anche una proposta che mi ha fatto ultimamente, di regalarmi una casa, che è al piano sottostante il suo e che però deve essere intestata a lei, dicendomi, dato che aveva già aiutato mia sorella maggiore, allora doveva aiutare anche me. Quando gli chiesi di intestarla a me, mi rispose che i soldi sono i suoi e che ci fa quello che vuole. Mia moglie ed in passato anche una mia ex, hanno notato una certa differenza di trattamento rispetto a mia sorella, la tratta meglio. Ha anche detto più volte, in pubblico: perché lei l'abbiamo voluta. Come posso capire, se effettivamente vuole manipolarmi? Ho dei dubbi sul fatto che mi voglia bene e penso che non abbia stima di me.

RISPOSTA DEL DOTTORE:

Dott.ssa Francesca Di Grazia

Buongiorno,
quello che racconta sembra aver lasciato in lei una domanda molto profonda, che non riguarda soltanto alcuni episodi del passato, ma il modo in cui si è sentito visto e considerato da sua madre nel corso della crescita. È comprensibile chiedersi se alcuni suoi comportamenti possano essere stati controllanti o condizionanti. Gli episodi che descrive sono certamente elementi sui quali può essere utile riflettere. Tuttavia, da questi episodi non è possibile stabilire con certezza se sua madre “voglia manipolarla”, né quali siano le sue intenzioni profonde.
Forse può essere più utile spostare la domanda da “lo fa per manipolarmi?” a “che effetto ha su di me il suo comportamento e quanto mi sento libero di decidere?”. Questo è qualcosa che può osservare concretamente.
Per esempio, può chiedersi se quando prende una decisione diversa da quella che sua madre suggerisce, riesce a sostenerla senza sentirsi profondamente in colpa?.
Il punto rispetto alla casa è particolarmente interessante. Un regalo non è necessariamente un atto manipolatorio, ma è ragionevole valutare attentamente le condizioni con cui viene fatto. Se una casa viene proposta come “regalo” ma rimane intestata a chi la concede, non si tratta semplicemente della stessa cosa che ricevere la proprietà dell'immobile. Prima di assumere qualsiasi impegno, sarebbe prudente far esaminare la proposta da un professionista indipendente (ad esempio un notaio o un avvocato), senza basarsi soltanto sulle spiegazioni familiari.
Anche il confronto con sua sorella può essere doloroso. Le frasi che riferisce, come “lei l'abbiamo voluta”, possono comprensibilmente farla interrogare sul suo valore agli occhi di sua madre. Però una differenza di trattamento, anche qualora esistesse realmente, non permette di concludere che sua madre non abbia stima di lei. Le relazioni tra genitori e figli possono essere molto ambivalenti e possono contenere contemporaneamente affetto, aspettative, bisogno di controllo, difficoltà ad accettare la crescita del figlio e modalità relazionali poco funzionali.
Forse oggi può essere utile guardare gli episodi che ha descritto, non soltanto chiedendosi quanto sua madre abbia condizionato le sue scelte, ma anche quanto lei oggi si senta autorizzato a prendere decisioni senza ottenere prima la sua approvazione.
Il fatto che persone a lei vicine abbiano notato dinamiche simili può essere uno spunto da non ignorare, ma neppure una prova definitiva: potrebbe essere utile portare proprio questi episodi in un percorso psicologico, soprattutto perché quella lite continua a tornarle in mente dopo diversi anni. Comprendere ciò che lei ha interiorizzato nel tempo, e soprattutto a sviluppare confini più solidi senza dover necessariamente arrivare a una rottura del rapporto, potrebbe aiutarla.
Cordialmente


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