Dott.ssa
Cinzia Sciré
Psicologa
·
Psicologa clinica
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Catania 1 indirizzo
Esperienze
Benvenuti nel mio profilo. Sono la Dott.ssa Cinzia Sciré e nel mio studio (sia a Catania che online) offro uno spazio di ascolto accogliente, protetto e privo di giudizio.
Spesso le difficoltà che incontriamo nelle relazioni, in famiglia o con noi stessi ci fanno sentire bloccati. Il mio obiettivo è aiutarti a fare chiarezza, partendo dal momento presente — il qui e ora — per trovare insieme soluzioni concrete e riscoprire le tue risorse personali.
Oltre al supporto psicologico individuale, mi occupo attivamente anche di mediazione familiare e consulenza di coppia, accompagnando le persone e i nuclei familiari attraverso la gestione dei conflitti, i momenti di separazione o le fatiche legate alla genitorialità.
Se stai attraversando un periodo complesso o desideri migliorare l'equilibrio delle tue relazioni, sono qui per ascoltarti e fare questo percorso insieme a te.
Aree di competenza principali:
- Psicologia clinica
- Mediatore familiare
- Psicologia clinica
- Mediatore familiare
Principali patologie trattate
- Autostima
- Ansia
- Lutto
- Crisi di coppia
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Prestazioni e prezzi
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Colloquio familiare
Da 55 € -
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Consulenza online
55 € -
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Consulenza di coppia
70 € -
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Consulenza genitoriale
Da 55 € -
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Elaborazione dei traumi
55 € -
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Indirizzi (2)
Via Freri Antonello 14, Quarto Piano, Catania 95125
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Recensioni
5 recensioni
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- Attenzione durante la visita
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A
Anna F.
La Dssa Scire’ è veramente una professionista eccellente. Puntuale, gentile, elegante e con un bel sorriso, e’ riuscita sin dalla prima seduta a creare una empatia naturale mettendomi assolutamente a mio agio ma mantenendo sempre un approccio altamente professionale, indispensabile per la migliore riuscita. Mi fa star bene andare in via Freri, e fare il punto con la Dssa Sciré in un approccio che è insieme stimolante e rassicurante, molto proficuo perché ammirata delle sue capacità umane e professionali, non comuni. La consiglio vivamente e ringrazio chi me ha parlato
• Studio In Relazione • consulenza psicologica •
Dott.ssa Cinzia Sciré
Grazie per le tue parole, così sentite e generose. Mi ha fatto particolarmente piacere leggere che i nostri incontri rappresentino per te un momento in cui “fare il punto”: credo che fermarsi, ascoltarsi e guardare con maggiore consapevolezza ciò che stiamo vivendo sia una parte preziosa di ogni percorso. Sono felice che tu possa farlo sentendoti accolta e, nello stesso tempo, stimolata. Grazie per la fiducia con cui, incontro dopo incontro, condividi con me questo spazio.
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S
ST
Professionista preparata.
Ottima propensione all'ascolto. Chiara nell'esposizione e nel suggerire soluzioni ai problemi che vengono trattati.
Aiuta a vedere le varie problematiche da prospettive diverse, instaurando un dialogo molto costruttivo.
Le sue parole consentono di creare un clima di fiducia e questo aiuta ad aprirsi completamente, rendendo le sedute molto soddisfacenti.• Studio In Relazione • consulenza di coppia •
Dott.ssa Cinzia Sciré
La ringrazio per questa restituzione così attenta. Mi fa molto piacere che abbia apprezzato la chiarezza del confronto e la possibilità di osservare le problematiche da punti di vista differenti. Creare uno spazio in cui ci si possa esprimere liberamente e costruire insieme nuove letture è un aspetto centrale del mio modo di lavorare.
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F
Francesco L.
Quello che apprezzo maggiormente della Dott.ssa Sciré è che non dà risposte preconfezionate. Fa domande che aiutano a fermarsi su aspetti che spesso si tende a evitare o a dare per scontati. Sto trovando gli incontri utili e mai pesanti, anche quando si affrontano questioni non semplici.
• Consulenza online • colloquio psicologico •
Dott.ssa Cinzia Sciré
Grazie per queste parole. Credo profondamente che ogni percorso richieda ascolto, attenzione e domande capaci di aprire nuove prospettive, nel rispetto dei tempi e dell’unicità di ogni persona. Sono felice che i nostri incontri ti stiano offrendo uno spazio utile e accogliente, anche nell’affrontare gli aspetti più complessi.
-
M
Marianna F.
All'inizio ero un po' titubante perché era la prima volta che mi approcciavo al settore. Ma la dottoressa Scirè mi ha messo subito a mio agio, grazie alla sua empatia e alla sua capacità di ascolto. Sin da subito è riuscita a mettermi a mio agio, aiutandomi ad osservare le situazioni discusse da prospettive diverse. Sono molto contenta di aver intrapreso finalmente questo percorso, con la sua professionalità sono certa che mi aiuterà ad affrontare difficoltà passate e presenti e a ritrovare il mio equilibrio personale.
• Consulenza online • colloquio psicologico •
Dott.ssa Cinzia Sciré
È importante potersi sentire a proprio agio fin dal primo incontro, soprattutto quando ci si avvicina per la prima volta a un percorso psicologico. Sono contenta che abbia trovato uno spazio in cui sentirsi ascoltata e poter guardare ciò che sta vivendo anche da prospettive diverse. A volte è proprio la disponibilità a guardarsi con uno sguardo nuovo che permette di iniziare a riconoscere possibilità che prima era difficile vedere. Grazie per aver voluto lasciare questa testimonianza.
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C
CD
Mi sono rivolta alla dottoressa in un momento molto difficile della mia relazione. Mi ha aiutato a comprendere meglio non solo quello che stava accadendo tra noi, ma anche il mio modo di stare nella relazione. La consiglio.
• Consulenza online • consulenza di coppia •
Dott.ssa Cinzia Sciré
Grazie per le sue parole e per aver condiviso la sua esperienza. Comprendere ciò che accade nelle nostre relazioni significa spesso iniziare a osservare anche il nostro modo di viverle. La ringrazio per la fiducia.
Risposte ai pazienti
ha risposto a 80 domande da parte di pazienti di MioDottore
Sono un ragazzo di circa 20 anni con il DSA ad alto funzionamento. A volte non so che strada prender
Sono un ragazzo di circa 20 anni con il DSA ad alto funzionamento. A volte non so che strada prendere. Poi ultimamente ho avuto una dipendenza dai porno e sexting veramente brutta. Faccio fatica a scegliere la strada perfetta e anche quando oggettivamente sto andando bene, ho la sensazione che non sto facendo abbastanza. Cosa che in realtà non è solo una sensazione. A volte faccio fatica anche solo ad accendere il PC pe fare musica, sembra veramente uno sforzo enorme anche se oggettivamente non lo è. Faccio meno fatica ad andare in palestra 3 volte a settimana e a fare scuola guida. Anche stare tutto il giorno dentro casa quasi sempre è logorrante. Vorrei uscire molto più spesso ma calcolate che con mia madre (il genitore con cui vivo) ho un pessimo rapporto. E purtroppo per uscire servono quasi sempre soldi. Vorrei socializzare di più ma non ho amici in palestra, esco solo con un amico che per quanto ottimo, è un ragazzo autistico quindi ho tante difficoltà. Vorrei ad esempio imparare ad approcciare ragazze ma di sera non posso quasi mai, di giorno posso ma non ci sta quasi nessuno di giorno. Vorrei riempire la mia vita sentimentale e non vorrei deprimermi ogni volta che vedo una coppia che si sbaciucchia. Il problema è che per approcciare bisogna essere positivi ma io non lo sono quasi mai e quando sto con il mio amico, non riesco a concentrarmi. Altro problema è che se esco di casa non sono produttivo, se sono produttivo non esco di casa e comunque uscire di casa in posti in cui ci stanno solo anziani o adulti e raramente dei ragazzi, mi mette abbastanza tristezza. Di sera non posso uscire da solo perché non ci stanno i mezzi, e chiedere ogni volta ai genitori è una tortura. Potrei pure uscire solo per il semplice fatto di uscire, ma non incontrare miei coetanei mi mette tristezza.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, nel suo racconto ci sono molti aspetti diversi, ma mi sembra che siano attraversati da una richiesta molto esigente verso se stesso: trovare la strada “perfetta”, essere produttivo, fare musica, socializzare, conoscere ragazze e costruire una vita sentimentale, con la sensazione costante che quello che sta facendo non sia mai abbastanza.
Partirei proprio dalla parola che utilizza: “perfetta”. A vent'anni non è necessario avere già individuato la propria strada definitiva. Cercare continuamente quella giusta può diventare paradossalmente qualcosa che immobilizza, perché ogni scelta viene confrontata con tutto ciò che si potrebbe fare diversamente o meglio.
C'è poi un elemento concreto che mi sembra importante non trascurare. Lei non descrive soltanto una difficoltà personale: racconta anche limiti economici e di autonomia negli spostamenti che restringono realmente le sue possibilità. Dipendere dai genitori per uscire la sera, avere pochi mezzi a disposizione e vivere in un luogo nel quale incontra difficilmente coetanei sono condizioni che possono rendere più complicato costruire la vita sociale che desidera. Non tutto, quindi, deve essere letto come una sua incapacità.
Allo stesso tempo, mi sembra interessante che riesca ad andare in palestra tre volte alla settimana e a frequentare la scuola guida, mentre a volte persino accendere il PC per fare musica le sembra uno sforzo enorme. Questo ci dice che non è semplicemente una questione di “non avere voglia”. Potrebbe essere utile comprendere che cosa facilita la sua attivazione in alcuni contesti e che cosa invece la blocca quando è solo a casa e deve organizzarsi autonomamente.
Anche il desiderio di conoscere ragazze merita spazio, ma cercherei di non trasformarlo in un'altra prestazione da raggiungere. Prima ancora di imparare “come approcciare”, potrebbe essere importante ampliare, per quanto concretamente possibile, le occasioni di contatto con persone della sua età. Vedere una coppia e sentirsi triste può raccontare quanto desideri vicinanza e intimità, ma una relazione non dovrebbe diventare l'unica risposta alla solitudine che sta vivendo.
Anche ciò che definisce una forte dipendenza da pornografia e sexting merita di essere esplorato senza giudizio: soprattutto per comprendere che funzione abbiano assunto questi comportamenti nei momenti di solitudine, noia, tensione o bisogno di contatto e quanto senta ancora di poterli scegliere e controllare.
Per la quantità di aspetti che sta cercando di gestire contemporaneamente, credo che potrebbe esserle utile avere uno spazio psicologico nel quale mettere ordine e costruire obiettivi più piccoli e sostenibili. E aggiungo una cosa perché lei stesso accenna più volte alle difficoltà economiche: se il costo di un percorso privato rappresentasse un ostacolo, può informarsi presso i servizi pubblici della sua ASL/ASP di appartenenza o presso eventuali consultori e servizi territoriali dedicati ai giovani, per capire quali possibilità di sostegno psicologico siano disponibili nella sua zona.
Chiedere un aiuto a vent'anni non significa ammettere di non essere capace di costruirsi una vita. Può significare, al contrario, avere qualcuno con cui capire da dove cominciare, distinguendo ciò che oggi dipende da lei, ciò che è condizionato dalla situazione concreta in cui vive e ciò che potrà diventare possibile conquistando progressivamente maggiore autonomia.
Un caro saluto,
Dott.ssa Cinzia Scirè
Psicologa e Mediatrice Familiare
Sono un'insegnante di danza e ho un'allieva di 17 anni che al rientro dalle vacanze si mostra terrib
Sono un'insegnante di danza e ho un'allieva di 17 anni che al rientro dalle vacanze si mostra terribilmente dimagrita, sicuramente anoressica per mia esperienza, non ha gia piu il ciclo, non ha intrapreso nessun percorso psicologico .Vuole cambiare scuola di danza e probabilmente non la rivedrò più . Sento l'esigenza di fare qualcosa ma ho paura di dire e fare cose sbagliate che possano peggiorare la situazione. A giugno tutte noi insegnanti le dicemmo che eravamo preoccupate e ci informammo se mangiava abbastanza e lei diceva si, ma gia era cupa, solitaria, silenziosa, non integrata. Nessuno di noi ha mai preteso dimagrimenti, siamo una scuola che mira al benessere ma lei è sempre stata chiusa e asociale.
Posso permettermi di scriverle un messaggio e dirle qualcosa di esplicito sulla mia preoccupazione o è meglio di no, visto che non la rivedrò più? Non penso ad altro...Grazie.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, credo che la sua preoccupazione meriti di essere ascoltata, pur facendo una distinzione importante: da ciò che osserva non possiamo stabilire che questa ragazza sia anoressica, perché una diagnosi richiede una valutazione specialistica. Tuttavia un dimagrimento molto importante, associato — se l'informazione sull'assenza del ciclo è certa — a un cambiamento delle condizioni fisiche e del comportamento, rappresenta qualcosa che è opportuno non ignorare.
Considerato inoltre che ha 17 anni, non penserei soltanto a che cosa scrivere direttamente a lei. Se ne avete la possibilità, sarebbe importante condividere la preoccupazione con i suoi genitori o con chi esercita la responsabilità genitoriale, riportando semplicemente ciò che avete osservato e suggerendo una valutazione medica e, se indicata, specialistica. Senza formulare diagnosi e senza concentrarsi esclusivamente sul peso.
Può certamente scriverle anche un messaggio, soprattutto se teme di non rivederla più. Lo farei però partendo dalla relazione che avete avuto e non dal suo corpo: qualcosa come “Ho notato che ultimamente ti ho vista più silenziosa e in difficoltà e, anche se probabilmente non continuerai con noi, ci tenevo a dirti che sono preoccupata per come stai. Non devi spiegarmi nulla se non te la senti, ma vorrei incoraggiarti a parlarne con un adulto di cui ti fidi e a chiedere aiuto.”
Eviterei invece frasi come “sei troppo magra”, “devi mangiare”, “sei anoressica” oppure tentativi di convincerla attraverso osservazioni sul suo aspetto. L'obiettivo non è farle ammettere qualcosa, ma comunicarle che qualcuno ha visto il suo possibile disagio e che è disponibile ad ascoltarla senza giudicarla.
Anche il fatto che possa cambiare scuola non rende inutile il suo gesto. Talvolta un adulto significativo che esprime una preoccupazione autentica e rispettosa può rappresentare un primo punto di contatto. Al tempo stesso, però, proprio perché è minorenne e ci sono possibili segnali fisici, non lascerei che tutta la responsabilità ricada su un messaggio rivolto alla ragazza.
Il suo compito come insegnante non è diagnosticare né curare, ma può fare qualcosa di molto importante: segnalare ciò che ha osservato, mantenere aperto un canale di ascolto e favorire l'accesso agli adulti e ai professionisti che possono valutarla adeguatamente.
Un caro saluto,
Dott.ssa Cinzia Scirè
Psicologa e Mediatrice Familiare
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