Dott.
Cristian Ranzetti
Psicologo
·
Psicologo clinico
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Lipomo 2 indirizzi
Esperienze
Benvenuti/e, sono uno psicologo e psicoterapeuta in formazione ad orientamento integrato.
Il mio approccio pone al centro la persona nella sua unicità: credo fermamente nel valore dell'ascolto attivo, dell'attenzione alla persona, della relazione unica che si instaura tra terapeuta e paziente e della sinergia professionale in équipe. Con l’aiuto delle mie competenze costruiamo uno spazio sicuro, accogliente e privo di giudizio, pensato per dare spazio alla tua voce, ascoltare le tue fatiche e costruire risorse concrete.
La formazione acquisita negli anni mi consente di offrire supporto per gestire difficoltà generali legate ad ansia e stress, fino a situazioni più complesse come dipendenze comportamentali (in particolare legate alle nuove tecnologie), dipendenze emotive e gestione relazionale nella coppia.
L'obiettivo è aiutare a sviluppare consapevolezza per ritrovare equilibrio emotivo e serenità nel lungo periodo.
Aree di competenza principali:
- Psicologia clinica
- Psicologia del benessere
Principali patologie trattate
- Dipendenza
- Problemi di coppia
- Ansia da prestazione
- Disturbi emotivi
- Difficoltà relazionali
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Prestazioni e prezzi
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Colloquio psicologico
Da 50 € -
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Colloquio di coppia
85 € -
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Colloquio psicologico online
Da 50 € -
-
Sostegno psicologico
50 € -
Indirizzi (3)
Via Brianza 279, Lipomo 22030
Disponibilità
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- Carta di credito
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Telefono
Consulenza online
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Piazza Monumento, 4, Legnano 20025
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Questo dottore accetta solo pazienti privati. Verrà richiesto un pagamento da parte tua per la prestazione o puoi ricercare un altro dottore che abbia una convenzione con la tua assicurazione
Recensioni
4 recensioni
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M
M.O.
Quando l'apparenza non conta. Quello che mi ha lasciato più colpito è che, nonostante sia giovane, possieda comunque un'attitudine molto professionale e attenta a quelli che sono stati i miei bisogni. Mi sono sentito ascoltato senza giudizio che è la cosa, per me più importante.
• presso "Studio Aria" • •
Dott. Cristian Ranzetti
Grazie per aver condiviso la sua esperienza. Un cordiale saluto
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L
Lucia P.
Ottima esperienza sotto tutti i punti di vista. Lo studio è impeccabile, ho riscontrato massima puntualità rispetto all'orario prenotato e una grande disponibilità anche per chiarimenti successivi alla visita. Mi sono trovata molto bene anche con il suo approccio molto pratico, diretto e orientato al paziente. Tornerò per le prossime sedute.
• presso "Studio Aria" • •
Dott. Cristian Ranzetti
Buongiorno Lucia, grazie per aver condiviso la tua esperienza. Un cordiale saluto
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C
C.I.
Competenza e professionalità. Dopo diverse esperienze poco chiare, ho finalmente trovato un inquadramento preciso del mio problema. Ho trovato l’approccio estremamente meticoloso e pratico. Le spiegazioni sono state dettagliate e trasparenti.
• Studio online - Cristian Ranzetti • colloquio psicologico online •
Dott. Cristian Ranzetti
Grazie per aver condiviso la sua esperienza. Ci vediamo prossimamente. Un cordiale saluto
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S
S.E.
Un professionista eccezionale. Fin dal primo momento mi sono sentito a mio agio in un ambiente accogliente e non giudicante. Ha una grande capacità di ascolto e una profonda empatia, doti non sempre facili da trovare. Mi ha spiegato ogni dettaglio con estrema chiarezza, rassicurandomi su ogni mio dubbio. Consigliatissimo.
• Studio online - Cristian Ranzetti • colloquio psicologico online •
Dott. Cristian Ranzetti
La ringrazio per aver condiviso la sua esperienza.
Un cordiale saluto
Risposte ai pazienti
ha risposto a 23 domande da parte di pazienti di MioDottore
Buongiorno, vi scrivo perché vorrei chiedervi un consulto riguardo una situazione che credo che sto
Buongiorno,
vi scrivo perché vorrei chiedervi un consulto riguardo una situazione che credo che sto vivendo.
Sono figlia di genitori divorziati e non sono mai andata d'accordo con mio padre, mentre con mia madre ho sempre avuto un legame più forte.
Da diverso tempo però ho notato che quando le parlo di qualcosa lei dice di avere mal di testa o essere stanca e si nota palesemente che non mi sta ascoltando. Ho una sorella minore che è madre e ho notato che con lei è molto più presente. Giustamente la priorità la deve avere il bambino e ci sta ma ho notato che in generale quando parla lei interagisce molto di più. Non so se magari sono noiosa io, ma spesso mi dice "tua sorella ha fatto quello piuttosto che altro.
In generale poi ho notato che quabdo voglio affrontare discorsi impegnati diciamo tende ad evitare e parlare di cose superficiali. Non so se le sto antipatica o se si possano chiamare preferenze ma fatto sta che sono stanca di fare tentativi di dialogo se poi va a finire così. Quando vorrei incontrarla poi lei deve quasi sempre andare da mia sorella ad aiutarla con il figlio.
Comincio a pensare che posso farcela anche da sola, tutto sommato nela vita ognuno ha le sue "croci", chi più chi meno...
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, la ringrazio per la condivisione della sua fatica.
Sperimentare la sensazione di non essere ascoltati o di sentirsi messi in secondo piano dalla propria madre, in particolare quando rappresenta la figura genitoriale di riferimento, può generare un vuoto emotivo. È del tutto comprensibile che lei si senta stanca dopo innumerevoli tentativi di dialogo non corrisposti.
Spesso la fuga verso argomenti superficiali o l'utilizzo di scuse fisiche, come il mal di testa per esempio, non sono indicatori di antipatia o del fatto che lei sia "noiosa", ma rappresentano piuttosto delle difese: segnali dell'incapacità dell'altro di sostenere un'intimità emotiva profonda e affrontare discorsi impegnativi. La presenza del nipote, inoltre, fornisce a sua madre un ruolo “pratico e sicuro" in cui investire le proprie energie, il che accentua involontariamente e dolorosamente questa disparità di attenzioni rispetto a sua sorella.
Il suo pensiero di poter andare avanti anche da sola denota una grande forza e una spinta naturale verso l'indipendenza affettiva. Il passo più complesso in queste dinamiche, ma anche il più tutelante, è proprio iniziare ad accettare i limiti relazionali del genitore, rinunciando al faticoso tentativo di cambiarlo o di ottenere a tutti i costi l'attenzione desiderata. Smettere di forzare queste dinamiche le permetterà di non esporsi continuamente alla sensazione di rifiuto e di investire le sue energie per costruire il suo benessere e relazioni più appaganti altrove.
Qualora sentisse il bisogno di esplorare questo vissuto e rafforzare i propri confini emotivi, uno spazio terapeutico personale potrebbe esserle di grande supporto.
Rimango a disposizione per ulteriori chiarimenti. Un caro saluto
Buonasera, vi scrivo perché sento di non riuscire più a regolarmi emotivamente e sto vivendo male la
Buonasera, vi scrivo perché sento di non riuscire più a regolarmi emotivamente e sto vivendo male la mia relazione.
La scorsa settimana il mio ragazzo non ha voluto vedermi perché era molto preso e io l’ho vissuta come una possibile scusa. Mi sono quindi allontanata da lui e, durante il suo weekend fuori con alcune amiche, ho provato forte gelosia e senso di esclusione, arrivando a ignorarlo. Al suo ritorno ne abbiamo parlato, mi sono aperta e lui mi ha rassicurata, quindi il mio astio sembrava essere passato.
Oggi, però, nel giorno del nostro mesiversario — una ricorrenza che aveva creato proprio lui — mi ha detto di non poterci vedere perché è sovraccarico di lavoro. Anche questa volta l’ho percepita come una possibile scusa e sono nuovamente esplosa di rabbia e mi sono chiusa. Arrivo a pensare di non volerlo più vedere e mi ripeto continuamente “non lo sopporto”.
Mi rendo conto che il problema non è solo ciò che fa lui, ma l’intensità della mia reazione: quando mi sento rifiutata o messa da parte faccio fatica a ragionare lucidamente e ad autoregolarmi.
Inoltre, io desidererei una relazione più orientata alla costruzione di una quotidianità insieme e alla convivenza, mentre sento che lui procede molto più lentamente. Questa differenza mi fa soffrire.
Vorrei capire da dove nasce questa reazione così intensa e imparare a gestire meglio rabbia, gelosia e paura di essere messa da parte, senza vivere ogni momento di distanza come un rifiuto.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, grazie per la sua condivisione, quello che descrive è un vissuto emotivo molto intenso e faticoso, ma la profonda consapevolezza con cui lo analizza rappresenta già il primo, fondamentale passo verso il cambiamento.
La reazione di rabbia e repentina chiusura che prova quando il suo partner annulla un piano non nasce da una reale mancanza di sentimento, ma da un meccanismo di difesa. In quei momenti, la sua mente non elabora l'imprevisto lavorativo per quello che è, ma lo interpreta come una minaccia diretta di rifiuto o svalutazione. Di fronte alla paura di non essere una priorità, scatta una risposta protettiva: la rabbia e il pensiero di voler chiudere servono a distanziarla dal dolore e dalla vulnerabilità di sentirsi messa da parte. A questo si aggiunge la frustrazione per i diversi tempi di coppia, dove il suo desiderio di costruire una quotidianità insieme si scontra con i ritmi più lenti di lui, alimentando un'ansia di fondo che amplifica ogni piccolo segnale di distanza.
Comprendere le origini di questa forte sensibilità al rifiuto richiede un'esplorazione della sua storia personale e dei suoi schemi affettivi.
Quello che posso suggerirle è sicuramente un percorso di terapia, che le consentirebbe di lavorare sull'autoregolazione emotiva, aiutandola a separare la disponibilità del partner dal suo valore personale. In questo modo potrà imparare a tollerare i momenti di separazione senza viverli come una minaccia, esprimendo i propri bisogni in modo chiaro e funzionale anziché attraverso l'esplosione o l'isolamento.
Rimango a disposizione per qualsiasi chiarimento. Se fosse interessata non esiti a contattarmi per prenotare un colloquio conoscitivo anche in modalità online. Un caro saluto
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