Dott.
Diego Pelliccia
Psicologo
·
Psicologo clinico
Altro
sulle specializzazioni
Fiumicino 2 indirizzi
Esperienze
Psicologo iscritto all’Ordine degli Psicologi del Lazio (Sezione A, n. 33463), con formazione integrata in psicologia clinica, musicoterapia e mindfulness.
Svolgo attività clinica presso un centro specialistico, occupandosi di sostegno psicologico, colloqui di valutazione e diagnosi rivolti a persone di diverse fasce d’età. Opero inoltre, in parallelo, in contesti riabilitativi di gruppo con persone con disabilità e anziani.
Lavoro con diverse modalità di intervento, scelte in base alle esigenze della persona o del contesto: seduta in studio, colloquio online, oppure intervento a domicilio e presso strutture professionali o specializzate (quando la situazione clinica o organizzativa lo richiede).
L’approccio integrato consente di affiancare alle tecniche cliniche tradizionali strumenti espressivi e corporei utili nella gestione delle emozioni e nel sostegno psicologico.
Approccio terapeutico
Aree di competenza principali:
- Psicologia clinica
Principali patologie trattate
- Ansia
- Disturbi dell’apprendimento
- Demenza senile
- Problemi di coppia
- Plusdotazione
- +20 a11y_sr_more_diseases
Presso questo indirizzo visito
Prestazioni e prezzi
-
Colloquio psicologico individuale
50 € -
-
Consulenza psicologica
50 € -
-
Mindfulness
50 € - 70 € -
-
Sostegno alla genitorialità
50 € -
-
Sostegno psicologico
45 € - 50 € -
-
-
-
-
-
Indirizzi (3)
Via Condino 27, Fiumicino 00054
Disponibilità
Pagamento online accettato
Risparmia tempo prima della visita.
Modalità di pagamento (visite private)
- Bonifico
- Bonifico istantaneo
- Carta di credito
- Carta di debito
Telefono
Consulenza online
Disponibilità
Pagamento online accettato
Risparmia tempo prima della visita.
Modalità di pagamento (visite private)
- Bonifico
- Bonifico istantaneo
Telefono
Viale di Val Fiorita, 86, Roma 00144
Disponibilità
Modalità di pagamento (visite private)
- Carta di credito
- Carta di debito
- Carta prepagata
Telefono
Convenzioni assicurative non attive
Questo dottore accetta solo pazienti privati. Verrà richiesto un pagamento da parte tua per la prestazione o puoi ricercare un altro dottore che abbia una convenzione con la tua assicurazione
Recensioni
2 recensioni
Nuovo profilo su MioDottore
I pazienti hanno appena iniziato a rilasciare recensioni.
-
S
Simone S.
È davvero empatico, un ottimo ascoltatore e consigliere
• Consulenza online • colloquio psicologico online •
Dott. Diego Pelliccia
La ringrazio molto per questo riscontro.
Sapere che l'ascolto e l'empatia si sono tradotti in strumenti efficaci per trovare il suo benessere è il traguardo più importante del mio lavoro.
Le auguro il meglio
Un caro saluto.
-
M
Michela
Persona precisa, onesta ed appassionata. Professionista preparato ed attento.
• Altro • Altro •
Dott. Diego Pelliccia
Grazie mille per il suo riscontro. MI fa piacere che l'atmosfera e il mio approccio l'abbiano fatta sentire a suo agio.
Le auguro il meglio
Un caro saluto
Risposte ai pazienti
ha risposto a 16 domande da parte di pazienti di MioDottore
Buonasera, vi scrivo perché sento di non riuscire più a regolarmi emotivamente e sto vivendo male la
Buonasera, vi scrivo perché sento di non riuscire più a regolarmi emotivamente e sto vivendo male la mia relazione.
La scorsa settimana il mio ragazzo non ha voluto vedermi perché era molto preso e io l’ho vissuta come una possibile scusa. Mi sono quindi allontanata da lui e, durante il suo weekend fuori con alcune amiche, ho provato forte gelosia e senso di esclusione, arrivando a ignorarlo. Al suo ritorno ne abbiamo parlato, mi sono aperta e lui mi ha rassicurata, quindi il mio astio sembrava essere passato.
Oggi, però, nel giorno del nostro mesiversario — una ricorrenza che aveva creato proprio lui — mi ha detto di non poterci vedere perché è sovraccarico di lavoro. Anche questa volta l’ho percepita come una possibile scusa e sono nuovamente esplosa di rabbia e mi sono chiusa. Arrivo a pensare di non volerlo più vedere e mi ripeto continuamente “non lo sopporto”.
Mi rendo conto che il problema non è solo ciò che fa lui, ma l’intensità della mia reazione: quando mi sento rifiutata o messa da parte faccio fatica a ragionare lucidamente e ad autoregolarmi.
Inoltre, io desidererei una relazione più orientata alla costruzione di una quotidianità insieme e alla convivenza, mentre sento che lui procede molto più lentamente. Questa differenza mi fa soffrire.
Vorrei capire da dove nasce questa reazione così intensa e imparare a gestire meglio rabbia, gelosia e paura di essere messa da parte, senza vivere ogni momento di distanza come un rifiuto.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera. Leggendo le sue parole si nota subito una grande consapevolezza: accorgersi che il vero problema non risiede solo nei comportamenti del partner, ma nella forza travolgente delle proprie reazioni emotive, è già un punto di partenza fondamentale per stare meglio.
Quella rabbia improvvisa che la spinge a chiudersi è una reazione molto comune (iper-attivazione emotiva) che, difronte alla distanza del suo ragazzo innesca un senso di paura nella sua mente che risponde con l'attivazione di una forte ipersensibilità al rifiuto. È come se scattasse un allarme interno che le fa temere di essere messa da parte, spegnendo momentaneamente la razionalità. A questo si aggiunge un dato reale: viaggiate a due velocità diverse. Lei desidera una convivenza, mentre lui va più piano. Questa discrepanza crea una frustrazione continua, che rende ogni minima lontananza ancora più pesante da sopportare.
Non si colpevolizzi per queste ondate: sono il segnale che dentro di lei ci sono bisogni affettivi importanti che chiedono ascolto. Di fronte a dinamiche così intense, un primo passo utile non è cercare di bloccare l'ansia con la forza, ma iniziare a osservarla con maggiore gentilezza, riconoscendola come una protezione della sua mente.
Per disinnescare questi automatismi sul lungo periodo e scindere la paura del passato dalla realtà del presente, potrebbe essere utile concedersi un percorso focalizzato sulla regolazione delle emozioni, uno spazio sereno e sicuro in cui identificare le proprie fragilità e ritrovare un canale di comunicazione più disteso nella coppia.
Un caro saluto.
Dott. Diego Pelliccia
FIGLIA DI 17 ANNI Buongiorno, ho una figlia di 17 anni. E' sempre stata una ragazza introversa, con
FIGLIA DI 17 ANNI
Buongiorno, ho una figlia di 17 anni. E' sempre stata una ragazza introversa, con poche amicizie, ma che durano nel tempo. Due mesi fa è terminata, dopo un anno, la relazione con un ragazzo. Ad interrompere è stata lei perchè era molto gelosa del rapporto che il suo ex fidanzato aveva con le sue amiche. Da due mesi ha ricominciato una relazione con un coetaneo che sembra averla messa al centro del suo mondo. E' un ragazzo maturo che la fa sentire importante (la riempie di complimenti sotto ogni punto di vista). Il problema è che se noi due litighiamo, lei gli riporta frasi e contenuti che da parte mia non sono mai stati detti (che non sono fiera di lei, che mi fa pena, che non le preparo da mangiare): tutte cose non vere...Il punto è che ci fa passare come due genitori che non si prendono cura di lei e che le dicono le peggiori cose...Ma perchè? E' durissima per me sapere questo. Davvero stiamo facendo quanto più possiamo per stare vicino a lei, aiutarla in tutto...Ma come si fa a screditarci così dopo che cerchiamo di essere presenti in ogni momento della giornata?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera. Gestire il senso di ingiustizia di fronte a narrazioni distorte da parte di una figlia è un'esperienza profondamente faticosa e dolorosa per un genitore che investe quotidianamente cura e presenza.
Dal punto di vista psicologico, l'adolescenza è caratterizzata da una forte spinta alla differenziazione e da un'accentuata iper-reattività emotiva. Quando una ragazza con fragilità relazionali (nel rapporto precedente era gelosa) sperimenta un legame che la idealizza, può attivarsi un meccanismo disfunzionale di triangolazione.
Vorrei rassicurarvi su un punto fondamentale: vostra figlia non sta necessariamente mentendo perché vi odia o per dipingervi come "cattivi genitori". Sta semplicemente utilizzando una strategia inconscia – una forma di splitting emotivo (la tendenza a dividere nettamente la realtà in relazioni "tutte buone" all'esterno e "tutte cattive" in casa) – in cui alterare la realtà dei conflitti domestici le serve per posizionarsi come "vittima" e ottenere una maggiore protezione e accudimento da parte del ragazzo, magari perchè pensa che così può cementare la relazione di coppia.
Il consiglio principale è evitare contrattacchi frontali, che alimenterebbero solo la sua narrativa difensiva. Per disinnescare questo circuito comunicativo, potrebbe essere utile valutare l'opportunità di un intervento focalizzato sulle dinamiche familiari, utile a ristabilire i corretti confini generazionali, dare importanza al senso di realtà vissuto e a ripristinare un canale di ascolto chiaro e condiviso
Un caro saluto.
Dott. Diego Pelliccia
Tutti i contenuti pubblicati su MioDottore.it, specialmente domande e risposte, sono di carattere informativo e in nessun caso devono essere considerati un sostituto di una visita specialistica.