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Esperienze

Dott. Fanelli intervista dal minuto 13.48
Dott. Fanelli intervista dal minuto 13.48

Non devi avere già le parole giuste. Puoi cominciare da come ti senti.

Ci sono momenti in cui l’ansia occupa troppo spazio, le relazioni diventano faticose o il rapporto con il cibo e con il corpo si trasforma in una fonte di sofferenza. Altre volte è difficile capire cosa non vada: si avverte un senso di vuoto, ci si sente bloccati oppure si continuano a vivere situazioni che sembrano ripetersi.

La psicoterapia offre uno spazio per fermarsi, essere ascoltati e iniziare a comprendere ciò che sta accadendo.

Sono Giorgio Fanelli, Psicologo e Psicoterapeuta, specializzato presso l’Istituto Freudiano per la Clinica, la Terapia e la Scienza. Da molti anni accompagno adolescenti, adulti e famiglie nell’affrontare difficoltà emotive, personali e relazionali.

Un percorso che prende forma insieme a te

Il mio lavoro si fonda sull’ascolto e su un orientamento psicoanalitico. Dedico attenzione sia alla sofferenza che vivi oggi sia alla tua storia, ai tuoi legami e al significato che certe esperienze hanno assunto per te.

Un sintomo può limitare profondamente la vita quotidiana. Affrontarlo significa cercare sollievo e, insieme, comprendere ciò che contribuisce a mantenerlo. Il percorso viene costruito insieme, rispettando i tuoi tempi e individuando obiettivi che abbiano valore nella tua vita.

Ti offro uno spazio riservato e rispettoso, in cui poter parlare anche di ciò che suscita vergogna, confusione o paura del giudizio. Uno spazio nel quale le difficoltà possano essere accolte e affrontate con competenza e sensibilità.

Di cosa mi occupo

Puoi rivolgerti a me per:

  • Ansia e attacchi di panico, preoccupazioni persistenti e difficoltà a sentirti al sicuro.

  • Depressione e sofferenza emotiva, senso di vuoto, perdita di energia e di interesse.

  • Disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, tra cui anoressia, bulimia e binge eating.

  • Difficoltà nel rapporto con il cibo, il peso e l’immagine corporea, anche in presenza di obesità e alimentazione emotiva.

  • Problemi nelle relazioni di coppia, familiari, sociali o lavorative.

  • Crisi e passaggi di vita, separazioni, lutti ed esperienze traumatiche.

  • Disagio in adolescenza, difficoltà nella crescita e nei rapporti familiari.

Quando necessario, lavoro in collaborazione con altre figure sanitarie per offrire una presa in carico attenta alla complessità della persona.

Accanto alla pratica clinica svolgo attività di docenza universitaria nell’ambito della psicologia clinica, dei gruppi e dell’emergenza, della comunicazione e della negoziazione. Lo studio, l’insegnamento e l’aggiornamento scientifico arricchiscono il mio lavoro quotidiano.

Da dove iniziare

Il primo colloquio è un momento per conoscerci, dare spazio a ciò che ti preoccupa e valutare insieme come procedere. Puoi arrivare con una domanda precisa oppure con una sensazione ancora difficile da spiegare.

Puoi prenotare un primo colloquio attraverso MioDottore. Partiremo da ciò che, per te, oggi conta.

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Aree di competenza principali:

  • Psicologia clinica
  • Psicoterapia

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  • Psicoterapia di coppia

    Da 120 €

  • Psicoterapia di gruppo

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Giorgio Fanelli

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27 recensioni

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  • C

    Caterina

    Dopo anni e diversi tentativi con altri psicologi, finalmente ho trovato nel dott. Fanelli il professionista che ha saputo davvero aiutarmi. Grazie al percorso fatto insieme ho ritrovato me stessa e il mio benessere, mi sono sempre sentita ascoltata e compresa. Gli sarò sempre profondamente grata per tutto quello che ha fatto per me.

     • Phanes Life • psicoterapia  • 

    Dott. Giorgio Fanelli

    Grazie Caterina, le auguro di continuare il suo percorso di crescita e affermazione personale.


  • G

    GF

    è una persona fantastica, comprende al primo sguardo, ricorda traumi e persone che fanno parte del paziente come un vero amico. Mi ha aiutata a scoprire tante cose di me stessa di cui non ero a conoscenza

     • Phanes Life • colloquio psicologico  • 

    Dott. Giorgio Fanelli

    Grazie per la fiducia e per il lavoro svolto insieme.
    Giorgio Fanelli


  • A

    Ap

    Ottima esperienza con il dottor fanelli, molto professionale

     • Consulenza online - Dott. Giorgio Fanelli • consulenza online  • 

    Dott. Giorgio Fanelli

    Grazie!


  • M

    ML

    Professionista che svolge il suo lavoro come una missione e riesce ad accompagnare il paziente in un vero percorso di rinascita

     • Phanes Life • psicoterapia  • 

    Dott. Giorgio Fanelli

    Grazie per la fiducia. E' stata molto brava nel suo percorso.


  • M

    Marco B

    Era da tempo che cercavo un dottore così attento alle mie esigenze, finalmente ho trovato qualcuno che potrà aiutarmi nel mio percorso lo consiglio!

     • Phanes Life •  • 

    Dott. Giorgio Fanelli

    Grazie per la fiducia. Nulla è scontato e lei con il suo impegno lo sta dimostrando giorno dopo giorno.


  • G

    G.R.

    Consiglio vivamente il Dott. Fanelli. Sin dal primo incontro mi sono sentita accolta e ascoltata in un ambiente privo di giudizio e molto professionale. E proprio grazie alla sua professionalità, alla sua empatia e ai suoi consigli, sto cercando di acquisire strumenti concreti per gestire i miei problemi

     • Phanes Life • psicoterapia  • 

    Dott. Giorgio Fanelli

    Grazie per questo feedback così generoso.


  • M

    Marco

    Accurato, professionale, empatico. Un percorso importante di crescita e conoscenza di sè.

     • Phanes Life • colloquio psicologico  • 

    Dott. Giorgio Fanelli

    Grazie per la fiducia e per la costanza che sta caratterizzando i suo percorso.


  • F

    FD

    Un professionista incredibilmente preparato, che mi ha saputo aiutare e guidare in uno dei momenti più difficili della mia vita. Consiglio vivamente di affidarsi a lui.

     • Phanes Life • psicoterapia  • 

    Dott. Giorgio Fanelli

    Grazie per la gentilezza e per la fiducia.
    Giorgio Fanelli


  • Y

    Ylenia

    Inizialmente ero scettica . Non avrei mai immaginato di poter trovare un aiuto così concreto attraverso un percorso di analisi in un periodo di crisi esistenziale come quello che stavo passando . Grazie alla professionalità , all’ascolto e alla grande empatia di Fanelli sono riuscita a ritrovare equilibrio . Lo consiglio vivamente a chiunque stia attraversando un momento difficile o senta il bisogno di un aiuto esterno senza critiche . Grandissimo

     • Phanes Life •  • 

    Dott. Giorgio Fanelli

    Lo scetticismo è una gran cosa, soprattutto quando dialoga con il dubbio. Buon percorso Ylenia.
    Giorgio Fanelli


  • M

    Mauro

    Ti senti a tuo agio, puoi parlare di quello che senti, senza remore. Consigliato!

     • Phanes Life • psicoterapia  • 

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Risposte ai pazienti

ha risposto a 26 domande da parte di pazienti di MioDottore

Buongirono Ad aprile ho chiesto una pausa al mio ragazzo dopo cinque anni di relazione: tra vari ti

Buongirono
Ad aprile ho chiesto una pausa al mio ragazzo dopo cinque anni di relazione: tra vari tira e molla durante questi cinque anni avevo bisogno di capire cosa volevo davvero, dove stava andando la nostra relazione anche perché da parte mia era finita l’attrazione sessuale… lui non ha accettato e così abbiamo chiuso. Da lì ho provato a frequentare un altro ragazzo con la quale non è andata e da allora ho provato a cercare di tornare con il mio ex, il quale dice di essere rinato dopo la fine della nostra relazione. Tra giugno e luglio ci siamo rivisti e fatto l’amore e se in me si era accesa una speranza, lui non ne voleva sapere e ridotto il tutto ad un “è normale fare l’amore con un ex”. Lui si dice rinato senza di me ma in questi mesi a volte mi ha scritto e cancellato, mi ha messo like su Instagram, mi ha sempre tenuta appesa in qualche modo… a settembre mi ha fatto gli auguri di compleanno ma l’ultima volta aveva ignorato il mio messaggio. Ad oggi, a distanza di 7 mesi, lui è sempre più freddo e ho scoperto frequenti una bella ragazza. Sono a pezzi, non riesco ad andare avanti mentre lui si, lo stesso ragazzo che mi amava alla follia, che voleva sposarmi…

RISPOSTA DEL DOTTORE:

Dott. Giorgio Fanelli

Buongiorno, comprendo quanto possa essere doloroso vedere andare avanti proprio la persona che, fino a poco tempo fa, sembrava voler costruire con lei un futuro. Tuttavia, la sua sofferenza non sembra riguardare soltanto la perdita del suo ex: riguarda anche il rovesciamento delle posizioni avvenuto dopo la separazione. Quando stavate insieme, era lei a interrogarsi sulla relazione, a non sentire più attrazione sessuale e a chiedere una pausa. Quando lui ha accettato la separazione e ha cominciato a sottrarsi, qualcosa in lei si è riacceso. Questo non significa che il sentimento sia falso. Indica però che il desiderio può modificarsi quando l’altro, da presenza disponibile, diventa improvvisamente irraggiungibile. A volte comprendiamo ciò che rappresentava una persona soltanto quando non possiamo più averla; altre volte desideriamo soprattutto recuperare il posto che avevamo per lei. L’incontro sessuale tra giugno e luglio ha probabilmente rafforzato la sua speranza. Per lei poteva rappresentare la possibilità di ricominciare; per lui, almeno nelle parole, non aveva lo stesso significato. Questa asimmetria è particolarmente dolorosa: avete condiviso lo stesso gesto, ma non la stessa interpretazione. I messaggi cancellati, i like e gli auguri possono averla mantenuta in una condizione di attesa. Sono segnali ambigui, però, e non equivalgono alla volontà di ricostruire una relazione. Continuare a interpretarli rischia di lasciare la sua vita sospesa alla domanda: «Che cosa vorrà dire?». Il dato più chiaro, per quanto difficile da accettare, è che attualmente lui non sta scegliendo di tornare con lei.
Scoprire che frequenta un’altra ragazza ha reso la separazione più reale. Il fatto che lei la definisca “bella” segnala anche l’ingresso del confronto: non sta soffrendo soltanto perché lui incontra un’altra persona, ma forse perché teme che questa donna possieda qualcosa che a lei manca. La nuova relazione di lui, tuttavia, non stabilisce il valore di nessuna delle due e non dimostra che lei sia stata sostituita da qualcuno “migliore”. Occorre inoltre distinguere due domande che oggi sembrano sovrapporsi: desidera davvero tornare nella relazione che aveva compresi i tira e molla, i dubbi e la perdita dell’attrazione, oppure desidera tornare a essere la donna che lui amava “alla follia” e voleva sposare? Nel primo caso sarebbe necessario comprendere che cosa potrebbe rendere oggi quella relazione diversa. Nel secondo, il nucleo della sofferenza riguarderebbe soprattutto la perdita del posto che occupava nel desiderio dell’altro.
Un percorso psicoterapeutico potrebbe aiutarla a elaborare questa separazione senza ridurla a una gara su chi sia “rinato” prima. La fine di una relazione non è una competizione: il fatto che lui oggi appaia distante non significa che abbia amato più o meno di lei, né che lei sia destinata a restare ferma. Significa che state attraversando la perdita in modi e tempi differenti.
In questa fase sarebbe utile interrompere almeno temporaneamente la ricerca dei suoi segnali, limitare il controllo dei social e stabilire una distanza più netta. Non come strategia per farlo tornare, ma per sottrarsi a quell’alternanza di speranza e delusione che continua a riaprire la ferita. Finché ogni suo gesto potrà diventare una promessa, sarà difficile iniziare davvero il lavoro del distacco.
La domanda decisiva, dunque, non è soltanto se lui possa tornare. È comprendere perché il suo desiderio sia diventato così intenso proprio nel momento in cui quello di lui si è ritirato. Da questa domanda può iniziare un lavoro importante: non per dimenticarlo rapidamente, ma per separare l’amore dalla necessità di essere nuovamente scelta e ritrovare una direzione che non dipenda dai suoi messaggi, dai suoi silenzi o dalla persona che oggi frequenta.
Dott. Giorgio Fanelli
Psicologo e Psicoterapeuta


Salve dottori, sono in un periodo un pò cosi e ho bisogno di un consiglio o parere o aiuto..premetto

Salve dottori, sono in un periodo un pò cosi e ho bisogno di un consiglio o parere o aiuto..premetto sono una ragazza di 26 anni, ho avuto una relazione (prima e unica seria) con una persona di 50 anni, durata circa 2 anni e finita verso inizio anno, ma continuavamo a sentirci e vederci, finita definitivamente poi questa fine estate, anche perché io ho conosciuto un ragazzo con cui ho iniziato ad avere un buon rapporto e con cui siamo usciti, abbiamo iniziato a conoscerci e tutt'ora ci stiamo piano piano conoscendo, purtroppo ol problema nasce dal fatto che la mia famiglia è come se non volesse o volesse avermi sempre in casa senza uscire o diciamo vivere la mia vita, nel senso che quando esco e torno magari tardino la notte, es. l'una di notte o due, mi fanno battute o mi fanno pesare di essere tornata tardi e di stare fuori, è come se mi sentissi in colpa perché esco, soprattutto mio padre, parte sempre da lui ciò, oppure quando rimango fuori a dormire è come se non potessi o stessi facendo qualcosa di sbagliato, anche con il mio ex è sempre stato cosi, e forse anche di più all'inizio perché è piu grande lui, però anche adesso lo fanno sempre, e mi pesa anche il fatto di conoscermi, quindi arrivo a pensare di non voler continuare perché almeno non mi sento loro che dicono qualcosa. Inoltre ho anche un altro pensiero, ovvero il fatto di voler portare lui a casa anche perché magari cosi loro possono essere piu tranquillo che sono io a casa, o per iniziare a conoscere insomma, però è come se avessi un blocco, perché mi ricorda la storia passata e ho paura, non lo so, paura anche di cosa possono pensare loro, premetto l'hanno gia conosciuto, però non so che pensiero hanno loro di lui, e forse mi spaventa anche perché se non gli piace, oppure non so, non so che fare, cosa pensare e come reagire..

RISPOSTA DEL DOTTORE:

Dott. Giorgio Fanelli

Buongiorno, dalle sue parole emerge un conflitto molto preciso: da una parte desidera uscire, conoscere questo ragazzo e costruire una vita affettiva autonoma; dall’altra, ogni suo movimento fuori casa sembra accompagnato dalla sensazione di sottrarre qualcosa alla famiglia o di fare qualcosa di sbagliato. Il problema, dunque, non riguarda soltanto gli orari o il nuovo ragazzo, ma il diritto che lei sente o non sente ancora pienamente, di avere una vita propria. A 26 anni uscire, rientrare tardi o dormire fuori appartiene normalmente alla libertà di una persona adulta. Se vive con i suoi genitori, è ragionevole concordare alcune regole di convivenza e avvisare quando non rientra; questo è diverso, però, dal dover ottenere un’autorizzazione sulla propria vita sentimentale. Il rispetto reciproco non dovrebbe trasformarsi in un controllo sulle sue scelte.
Lei scrive: «Arrivo a pensare di non voler continuare, perché almeno non li sento dire qualcosa». Questa frase contiene il nucleo della questione. Rischia di rinunciare a un’esperienza che potrebbe desiderare non perché abbia compreso che questo ragazzo non le interessa, ma per non incontrare il disappunto familiare. In questo modo il giudizio dei suoi genitori finirebbe per decidere al posto suo. Dal punto di vista psicoanalitico, sembra particolarmente importante il peso assunto dallo sguardo paterno. Non è necessario che suo padre le proibisca esplicitamente di uscire: possono bastare una battuta, un commento o un’espressione di disapprovazione perché lei si senta colpevole. La proibizione esterna è così diventata anche interna: persino quando potrebbe scegliere liberamente, una parte di lei continua a domandarsi se ne abbia davvero il diritto. Portare il ragazzo a casa potrebbe essere un desiderio autentico, ma potrebbe anche rappresentare una soluzione di compromesso: lei continua a frequentarlo, però lo colloca sotto lo sguardo e il controllo della famiglia, così da sentirsi meno in colpa. Prima di farlo, sarebbe utile chiedersi: desidero realmente condividere con lui questo spazio oppure sto cercando di tranquillizzare i miei genitori e ottenere la loro approvazione? È comprensibile che l’esperienza precedente ritorni in questa situazione. La relazione con un uomo molto più grande potrebbe avere avuto significati che meritano di essere esplorati, ma non sarebbe corretto dedurne automaticamente qualcosa di patologico. Sarebbe invece interessante comprendere quale posizione lei tende ad assumere nei legami: quanto riesce a riconoscere ciò che desidera, quanto teme di deludere l’altro e quanto ha bisogno che le sue scelte vengano autorizzate da una figura importante. Non è indispensabile conoscere subito che cosa i suoi genitori pensino del nuovo ragazzo. Prima ancora del loro giudizio, occorre che lei possa concedersi il tempo di conoscerlo e capire che cosa prova. Presentarlo in famiglia non deve diventare né un esame da superare né una richiesta di permesso. Inoltre, una nuova relazione non deve necessariamente essere introdotta subito negli spazi occupati da quella precedente: può nascere con tempi e forme proprie. Potrebbe iniziare comunicando ai suoi genitori con fermezza e senza aggressività: «Capisco che possiate preoccuparvi e vi avviserò quando rientro tardi o dormo fuori, ma ho bisogno che le mie scelte affettive e il mio tempo vengano rispettati». Stabilire un confine non significa rifiutare la famiglia; significa modificare una relazione che deve poter tenere conto del fatto che lei è ormai adulta. Un percorso psicoterapeutico potrebbe aiutarla non semplicemente a “ribellarsi”, ma a comprendere perché il desiderio dell’altro soprattutto quello paterno abbia ancora tanta forza nel determinare le sue scelte. Il punto non è scegliere tra la famiglia e questo ragazzo. È cominciare a distinguere ciò che lei desidera da ciò che fa per evitare il senso di colpa. Prima di decidere se continuare o interrompere questa conoscenza, provi quindi a formulare una domanda più personale: se non temessi il giudizio della mia famiglia, vorrei ancora conoscere questo ragazzo? La risposta non deve essere immediata. Ma dovrebbe poter essere sua.
Dott. Giorgio Fanelli
Psicologo e Psicoterapeuta
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