Dott.
Alessandro Sanchez
Psicoterapeuta
·
Psicologo
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Esperienze
Sono uno Psicologo - Psicoterapeuta, laureato in Psicologia presso La Sapienza Università di Roma, iscritto all'Albo degli Psicologi della Campania (N° 8966) con annotazione all'elenco degli Psicoterapeuti e socio CBT-Italia.
Sono specializzato in Terapia Cognitivo Comportamentale e Terapia Metacognitiva Interpersonale (TMI Expert - III livello).
Che vuol dire?
Utilizzo metodi e strumenti d'intervento basati sulle più recenti evidenze scientifiche, per costruire percorsi personalizzati sulla base delle difficoltà e degli obiettivi della persona.
Aree di competenza principali:
- Psicologia clinica
- Psicoterapia
- Psicoterapia cognitivo comportamentale
Principali patologie trattate
- Disturbo di personalità
- Ansia
- Depressione
- Attacco di panico
- Stress
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71 € -
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71 € -
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Primo colloquio individuale
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Test di personalità
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Recensioni
1 recensione
-
M
M. C.
Mi sono trovata molto bene con il dottor Sanchez, ho apprezzato soprattutto la sua preparazione e il modo concreto e attento con cui affronta le diverse situazioni. Durante il percorso mi ha aiutata a fare maggiore chiarezza e a vedere alcuni aspetti da prospettive diverse, fornendomi anche strumenti pratici che ho trovato davvero utili. Una persona seria e competente, che mi sento di consigliare.
• Centro TMI Napoli • Prima Visita •
Risposte ai pazienti
ha risposto a 3 domande da parte di pazienti di MioDottore
Ciao a tutti, ho una domanda, con il mio psicologo mi trovo abbastanza bene ma in una seduta mi sono
Ciao a tutti, ho una domanda, con il mio psicologo mi trovo abbastanza bene ma in una seduta mi sono sentito estremamente a disagio e nelle sedute dopo ero più tranquilla ma avevo sempre quel pensiero che bho stessi sprecando il mio tempo con qualcuno con cui non mi trovavo bene anche se non è proprio così però io non mi fido di lui e spesso certe cose non gliele racconto (però c’è da dire che questo è uno dei motivi per la quale ho scelto la terapia proprio per il mio problema di continuo disagio e sfiducia nel prossimo) però siamo tipo alla 5 seduta secondo voi cosa dovrei fare continuare? Parlarne con lui?(cosa che non vorrei fare perché mi vergogno)
RISPOSTA DEL DOTTORE:
È comprensibile che una situazione del genere possa generare disagio, soprattutto quando si toccano aspetti legati alla fiducia. Allo stesso tempo, ciò che sta accadendo potrebbe rivelarsi una grande opportunità per scoprire qualcosa di sé e progredire nella terapia, proprio grazie a quel disagio. Se se la sente, parlarne con il terapeuta, esattamente come ha già fatto qui, potrebbe permetterle di lavorarci su!
Salve, sono un ragazzo di 22 anni. Sto attraversando un periodo molto pesante, segnato da forti tens
Salve, sono un ragazzo di 22 anni. Sto attraversando un periodo molto pesante, segnato da forti tensioni a casa con i miei e da un rapporto con il cibo diventato ingestibile.
Ho sempre fatto diete: a volte sono dimagrito, altre no. Quando sono sotto stretto controllo, ad esempio facendo controlli ed esami periodici settimanali, riesco a perdere peso meglio, ma dopo un po' finisco puntualmente per mandare tutto all'aria con episodi compulsivi. Ultimamente la situazione è fuori controllo e non mi fa vivere bene: ogni giorno mangio senza sosta, esco appositamente da solo a comprare grandi quantità di cibo e continuo ad abbuffarmi anche subito dopo aver mangiato a casa, pur sapendo razionalmente che non dovrei farlo.
A questo si uniscono un forte calo dell'umore, un costante senso di vuoto, momenti di buio e un'incapacità quasi totale di concentrarmi sullo studio. In passato ho già fatto psicoterapia, ma sentivo che la professionista perdeva il filo tra una seduta e l'altra e che gli incontri si riducessero a un semplice sfogo verbale senza reali progressi.
Vorrei chiedere: come imposta concretamente il lavoro uno psicoterapeuta (ad esempio cognitivo-comportamentale) per spezzare questo circolo di diete restrittive, abbuffate, isolamento e blocco nello studio? Quali strumenti pratici si usano fin da subito e come si monitorano i progressi nel tempo per mantenere una direzione chiara?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, quella che descrive sembra essere una situazione che merita di essere presa sul serio, e averla individuata è sicuramente un primo passo. È importante che un eventuale percorso parta da una valutazione e da una diagnosi accurate e che individui delle priorità d’intervento, senza trascurare aspetti di alcun tipo.
Non si spaventi nel domandare al terapeuta che sceglie se ha esperienza specifica nel trattamento dei disturbi del comportamento alimentare, se ha formulato una diagnosi e se utilizza trattamenti evidence based: sono domande assolutamente legittime, soprattutto quando si intraprende un percorso di questo tipo.
Una terapia strutturata dovrebbe prevedere obiettivi condivisi, strumenti concreti e un monitoraggio dei progressi nel tempo, mantenendo uno sguardo sull’intera persona e non soltanto sul sintomo, che spesso è inserito in un quadro più ampio. Si può procedere per priorità, cercando innanzitutto di interrompere questo circolo e lavorando poi sulle difficoltà che lo mantengono.
Il fatto che una terapia in passato non abbia funzionato come sperava non significa che non possa trovare un percorso e uno specialista più adatti alle sue esigenze. Dovesse di nuovo incontrare una sensazione di mancanza di direzione, si senta libero di condividerla con il professionista al quale si rivolge: anche questo potrebbe diventare un’opportunità all’interno della terapia.
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