Esperienze
Benvenuti nel mio profilo. Sono uno psicologo clinico e al centro della mia pratica professionale pongo la costruzione di una relazione terapeutica autentica, sicura e fondata sulla sintonizzazione emotiva e sul rispetto reciproco. Credo fermamente che il legame e l'alleanza che si creano tra professionista e persona siano il veicolo principale per promuovere il cambiamento e superare la sofferenza psicologica.
Il mio approccio clinico non prevede risposte standardizzate: ogni intervento è strettamente caso-specifico. Questo significa che la formulazione del funzionamento psicologico e il piano terapeutico vengono costruiti su misura, partendo dall'unicità della persona, dalla sua storia e dai suoi bisogni specifici. Nel mio lavoro integro questa profonda attenzione all'individualità del caso con l'utilizzo di modelli e strumenti validati scientificamente (evidence-based), garantendo un percorso che sia al contempo flessibile, mirato e rigoroso.
L'obiettivo è offrire uno spazio di ascolto non giudicante in cui la comprensione dettagliata delle dinamiche personali e interpersonali del singolo caso si traduca in strategie concrete e individualizzate, volte a favorire l'autonomia e il benessere a lungo termine.
Aree di competenza principali:
- Psicologia clinica
- Psicodiagnostica
Principali patologie trattate
- Autostima
- Depressione
- Fobia
- Attacco di panico
- Ansia da prestazione
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Prestazioni e prezzi
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Colloquio psicologico
60 € -
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Consulenza online
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Recensioni
9 recensioni
Più menzionato dai pazienti
- Efficacia del trattamento
- Attenzione durante la visita
- Spiegazioni dettagliate
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D
Dario Francavilla
Ottime capacità comunicative e un ambiente in cui ti senti sempre compreso. Lo consiglio a tutti!
• Centro Empathia • consulenza psicologica •
Dott. Danilo Giaccari
Grazie Dario! E' sempre un piacere lavorare con te!
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M
M.P.
Consigliatissimo, il Dr. Giaccari è un professionista eccellente. Non solo mi ha fatto sentire da subito a mio agio, ma la capacità di analisi e la naturalezza con cui ha inquadrato la mia situazione mi sono state di grandissimo aiuto. Grazie dottore per tutto quello che ha fatto per me
• Centro Empathia • consulenza psicologica •
Dott. Danilo Giaccari
É stato un piacere lavorare con lei e poterla conoscere! Grazie per le belle parole
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G
GaetanoL.
Grazie Dott. Giaccari per la sua grande umanità, professionalità e competenza.
• Centro VCL • consulenza psicologica •
Dott. Danilo Giaccari
Grazie mille a lei per le belle parole!
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A
AnnaM58
In un periodo di grande vulnerabilità, il Dottor Giaccari si è rivelato un supporto fondamentale. Ha saputo creare immediatamente un ambiente di totale accoglienza, in cui mi sono sentita ascoltata senza il minimo pregiudizio. Potermi aprire in assoluta sicurezza è stato determinante per il mio percorso. Lo raccomando di cuore a chiunque cerchi un professionista umano e rassicurante.
• Centro VCL • consulenza psicologica •
Dott. Danilo Giaccari
Grazie mille!
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A
Angelo56
Ottima esperienza. Sa ascoltare con grande attenzione e ha un approccio molto metodico. L'aspetto che più colpisce è la sua precisione: va dritto al punto con spiegazioni chiare e concrete, rendendo semplice ogni passaggio. Un professionista estremamente valido e affidabile.
• Centro VCL • consulenza psicologica •
Dott. Danilo Giaccari
Sono davvero felice che abbia apprezzato la chiarezza e la concretezza del nostro lavoro insieme.
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S
Sara
Il Dottor Giaccari è riuscito ad accogliermi e a supportarmi in un momento molto complesso della mia vita. Mi sono sentita protetta, al sicuro, non giudicata e libera di potermi esprimere. Mi sento di consigliarlo caldamente.
• Centro Empathia • consulenza psicologica •
Dott. Danilo Giaccari
Per me questa è la soddisfazione più grande. Grazie
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A
A.K.
Il Dott. Giaccari unisce grande professionalità a un'eccezionale capacità di ascolto. Mette subito a proprio agio e si distingue per la massima chiarezza e precisione nelle spiegazioni. Un approccio pratico, trasparente e facile da comprendere. Consigliatissimo a chi cerca un supporto concreto e risolutivo.
• Centro VCL • consulenza psicologica •
Dott. Danilo Giaccari
La ringrazio di cuore per aver condiviso questo prezioso feedback!
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A
Alessio
Il Dott. Giaccari è un professionista di altissimo livello, mi ha messo subito a mio agio e mi ha ascoltato con vera attenzione dall'inizio alla fine. La cosa che ho apprezzato di più è stata la sua precisione: mi ha spiegato tutto in modo chiaro, accurato e pratico. Questo mi ha aiutato a inquadrare bene la situazione e a comprendere appieno il lavoro svolto in seduta. Consiglio vivamente questo specialista a chiunque cerchi un supporto puntuale, trasparente e fortemente orientato al risultato.
• Centro VCL • consulenza psicologica •
Dott. Danilo Giaccari
La ringrazio molto per la fiducia e per aver espresso con tale precisione la sua esperienza
-
F
F. S.
Il dottor Giaccari è molto accogliente e intelligente, sa cogliere degli aspetti personali profondi senza però farti sentire in difficoltà o troppo "scoperta". Nella terapia ci si sente al sicuro e liberi di parlare con un ritorno di senso protezione che non è scontata. Lo consiglio vivamente.
• Studio di consulenza online • consulenza online •
Dott. Danilo Giaccari
Grazie mille per le belle parole!
Risposte ai pazienti
ha risposto a 10 domande da parte di pazienti di MioDottore
Spesso mi ritorna in mente una lite con mia madre, di alcuni anni fa, oggi ho 43 anni, eravamo a cas
Spesso mi ritorna in mente una lite con mia madre, di alcuni anni fa, oggi ho 43 anni, eravamo a casa mia e dopo essersi intromessa in un lavoro domestico, mi criticò per la mia mancanza di praticità. Io gli risposi che non ho mai avuto la possibilità di imparare e che quando volevo lavorare l'estate da adolescente, mi era sempre stato impedito. Mia madre mi disse, perché certe esperienze di vita, non hanno mai voluto farmele fare. Questo fatto lo trovo grave. Quello che secondo me è certo, è che lei vuole gestirmi, ad esempio, mia zia materna mi ha detto: tua madre non vuole capire che sei un uomo adulto di quarant'anni. Quando avevo vent'anni, avevo trovato un ottimo lavoro a Milano (sono di Roma), mentre gli parlavo di questo, lei fece una sceneggiata, purtroppo non accettai l'offerta lavorativa, perché mi feci condizionare da lei. Una frase che ha usato molto con me: se non ascolti i miei consigli, nella vita ti troverai sempre male. Cercò di condizionarmi, anche quando avevo trent'anni e decisi di andare a vivere all'estero, utilizzando spesso una frase: vedrai che lì ti aspetteranno tutti a braccia aperte... Trovo poco chiara, anche una proposta che mi ha fatto ultimamente, di regalarmi una casa, che è al piano sottostante il suo e che però deve essere intestata a lei, dicendomi, dato che aveva già aiutato mia sorella maggiore, allora doveva aiutare anche me. Quando gli chiesi di intestarla a me, mi rispose che i soldi sono i suoi e che ci fa quello che vuole. Mia moglie ed in passato anche una mia ex, hanno notato una certa differenza di trattamento rispetto a mia sorella, la tratta meglio. Ha anche detto più volte, in pubblico: perché lei l'abbiamo voluta. Come posso capire, se effettivamente vuole manipolarmi? Ho dei dubbi sul fatto che mi voglia bene e penso che non abbia stima di me.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Comprendo i suoi dubbi e il peso che queste esperienze sembrano avere ancora oggi per lei. Gli episodi che descrive riguardano infatti aspetti centrali dello sviluppo dell'autonomia personale: la possibilità di sperimentarsi, assumere responsabilità, prendere decisioni e costruire progressivamente una propria direzione di vita.
Sulla base di quanto racconta, non sarebbe tuttavia possibile stabilire con certezza se sua madre abbia avuto o abbia tuttora una specifica intenzione manipolativa, né sarebbe possibile concludere quanto le voglia bene o quale sia realmente la sua considerazione nei suoi confronti. È invece possibile prendere in esame il **pattern relazionale** che lei descrive e le conseguenze che questo può aver avuto sul suo modo di percepire se stesso e le proprie capacità.
In particolare, sembra emergere una difficoltà a sentirsi pienamente autorizzato a compiere scelte autonome quando queste non coincidono con le aspettative o con i consigli materni. Sarebbe quindi importante comprendere se, nel corso degli anni, si sia consolidata l'idea che allontanarsi dalle indicazioni di sua madre possa comportare conseguenze negative, senso di colpa, disapprovazione o il rischio di sbagliare.
Anche la proposta relativa alla casa meriterebbe di essere valutata non soltanto sulla base delle intenzioni di sua madre, che non possiamo conoscere con certezza, ma soprattutto considerando gli effetti concreti che avrebbe sulla sua autonomia. Una domanda utile potrebbe essere: **«Questa soluzione mi permette di essere più autonomo oppure introduce una forma di dipendenza che potrebbe condizionare ulteriormente le mie scelte?»**
Il fatto che episodi di molti anni fa continuino a tornare alla sua mente suggerisce inoltre che non si tratti semplicemente di ricordi del passato, ma di esperienze che possono avere ancora un significato rilevante nel presente. Potrebbe essere quindi più utile, anziché cercare una risposta definitiva alla domanda «mia madre vuole manipolarmi?», approfondire **che cosa accade dentro di lei quando percepisce il disaccordo, la critica o l'influenza di sua madre e quanto questo condizioni ancora oggi la sua possibilità di sentirsi libero di scegliere**.
Questo potrebbe consentire di distinguere progressivamente ciò che appartiene alla relazione attuale con sua madre da ciò che, nel tempo, lei potrebbe aver interiorizzato rispetto al proprio valore, alle proprie capacità e al diritto di autodeterminarsi.
Gentili Dottori, sono una ragazza di 23 anni e vi scrivo perché vorrei far luce su alcuni aspetti de
Gentili Dottori,
sono una ragazza di 23 anni e vi scrivo perché vorrei far luce su alcuni aspetti della mia vita.
Sono cresciuta in una famiglia dalle risorse economiche modeste, ma che non ci ha mai fatto mancare il necessario.
La mia infanzia e adolescenza sono state segnate dalla presenza di un padre con problemi di alcolismo e comportamenti aggressivi.
Dopo la separazione dai miei genitori, mio padre ha formato una nuova famiglia ed è successivamente finito in carcere per maltrattamenti in famiglia.
Un anno e mezzo fa ho subito una grave perdita: è mancata mia nonna materna.
Lei è stata il mio grande pilastro e il mio punto di riferimento principale, e il suo ricordo rimane dentro di me come un segno indelebile.
Per quanto riguarda me, mi descrivo come una ragazza semplice e seria. Esco poco, non fumo, non bevo e non ho mai avuto una relazione sentimentale stabile, ma solo brevi frequentazioni. Mi ritengo una persona molto curiosa, anche se nello studio ho sempre fatto un pò di fatica: sono iscritta alla facoltà di Infermieristica, ma sono rimasta indietro con gli esami.
Sto provando a recuperare, anche se vivo questo percorso con un forte senso di incertezza.
Il motivo principale per cui vi contatto riguarda il mio desidero più grande: vorrei incontrare la persona giusta, essere amata, costruire una famiglia e diventare madre da giovane. Spesso sento che, quando le sensazioni sono quelle giuste, le scelte d'impulso possano essere quelle corrette senza dover sempre aspettare.
C'è un verso di una canzone di Ligabue ("Per sempre") che rispecchia molto ciò che sento: "Lui che passa per caso e mi salva e mi condanna per sempre".
Mi chiedo da dove derivi questo bisogno profondo di essere "salvata" e guidata verso questo ideale di famiglia, e se questo mio modo di vivere i sentimenti sia una risposta al mio passato.
Spero di poter approfondire queste dinamiche insieme a voi e vi ringrazio in anticipo per il tempo e la disponibilità.
Cordiali saluti
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile Signora, ciò che racconta sembra delineare una storia nella quale il tema della sicurezza e della protezione potrebbe avere assunto un significato particolarmente importante. La presenza di un padre con problemi di alcol e comportamenti aggressivi, seguita dalla separazione dei genitori, e la successiva perdita della nonna, che rappresentava per lei un importante punto di riferimento, costituiscono esperienze che possono avere inciso sul modo in cui oggi vive i legami affettivi e il bisogno di sentirsi protetta e sostenuta.
Il desiderio di incontrare una persona, costruire una famiglia e diventare madre non è di per sé indicativo di una difficoltà psicologica. Nel suo racconto, tuttavia, sembra assumere anche una particolare funzione: la relazione amorosa appare talvolta rappresentata come la possibilità di trovare finalmente qualcuno che possa **“salvarla”, guidarla e offrirle quella stabilità che in precedenza potrebbe essere mancata**.
È un'ipotesi che sarebbe interessante approfondire senza darla per scontata. Quando una persona cresce in un contesto nel quale le figure di riferimento possono essere percepite come imprevedibili, minacciose o comunque non sufficientemente protettive, può sviluppare una particolare sensibilità al bisogno di trovare nell'altro sicurezza, affidabilità e protezione. In alcuni casi, questo può portare a investire molto nella ricerca di una relazione che permetta di colmare tale bisogno.
Anche il riferimento alle “sensazioni giuste” e alla possibilità che le scelte d'impulso siano quelle corrette merita attenzione. L'intensità emotiva di un incontro può certamente avere un valore, ma **sentire qualcosa con grande intensità non significa necessariamente che quella relazione sia sicura, reciproca o adatta a noi**. Potrebbe quindi essere importante imparare a distinguere il desiderio di sentirsi finalmente protetta dalla valutazione concreta delle caratteristiche della persona che si ha davanti.
In quest'ottica, più che chiedersi semplicemente «perché ho bisogno di essere salvata?», potrebbe essere utile esplorare una domanda più profonda: **«Che cosa penso potrebbe finalmente cambiare dentro di me se trovassi qualcuno che mi ama, mi protegge e mi guida?»**. La risposta potrebbe aiutarci a comprendere quale bisogno stia cercando di soddisfare attraverso il desiderio di una relazione e quale significato abbia per lei l'idea di costruire una famiglia.
Infine, è importante che il progetto di diventare moglie e madre possa rimanere una sua scelta autentica, e non diventare inconsapevolmente il modo attraverso cui cercare di riparare le esperienze dolorose del passato. Un percorso psicologico potrebbe aiutarla proprio a costruire progressivamente un senso di sicurezza e di fiducia che non dipenda esclusivamente dall'arrivo di una persona capace di “salvarla”, permettendole così di vivere una futura relazione non tanto come una necessità di protezione, quanto come una scelta reciproca e libera.
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