Dott.ssa
Arianna Broglia
Psicologa
·
Psicoterapeuta
Altro
sulle specializzazioni
Parma 1 indirizzo
Esperienze
"La musica è l'armonia dell'anima" (A. Baricco). A volte può capitare di far fatica a sentirsi in armonia con sé stessi. Se hai difficoltà ad ascoltare l'armonia della tua musica, contattami, insieme potremo ritrovare la tua melodia.
Sono la Dottoressa Arianna Broglia, psicologa e psicoterapeuta sistemica integrata. Sono iscritta all'ordine degli Psicologi dell'Emilia Romagna (n. 10527, Sez. A). Dopo essermi laureata in scienze e tecniche psicologiche presso Unimore, ho proseguito la mia formazione all'Università di Parma, laureandomi con lode in psicologia dell'Intervento clinico e sociale.
Nell'anno di tirocinio professionalizzante, ho potuto approfondire le tematiche relative alla riabilitazione psichiatrica.
Ho frequentato la scuola di specializzazione in psicoterapia ad approccio sistemico integrato (Idipsi), a Parma.
Credo che ogni persona custodisca una storia unica, fatta di esperienze, relazioni, risorse e fatiche che meritano di essere accolte senza giudizio. Nel mio lavoro mi piace ascoltare con attenzione ciò che viene detto, ma anche ciò che fatica a trovare parole. Insieme esploriamo i significati e le dinamiche che possono essere all'origine della sofferenza, cercando nuove prospettive e possibilità di cambiamento. Ritengo che il percorso terapeutico sia uno spazio di scoperta e consapevolezza, in cui ciascuno possa procedere secondo i propri tempi, nel rispetto della propria storia e della propria unicità.
Il mio studio ha sede a Parma, in via Giolitti 3, dove ricevo su appuntamento.
Aree di competenza principali:
- Psicologia clinica
- Psicologia dell'età evolutiva
- Psicologia scolastica
- Psicologia della salute
- Psicologia sportiva
- Psicologia clinica
- Psicologia sportiva
- Psicoterapia
- Psicoterapia sistemico relazionale
Principali patologie trattate
- Ansia
- Stress
- Depressione
- Attacco di panico
- Disturbo d'ansia generalizzato
- +94 a11y_sr_more_diseases
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Prestazioni e prezzi
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Colloquio psicologico
70 € -
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Consulenza online
70 € -
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Consulenza psicologica
0 € - 70 € -
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Primo colloquio psicologico
70 € -
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Psicoterapia
70 € -
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Indirizzi (2)
Via Giovanni Giolitti 3, Parma 43126
Disponibilità
Modalità di pagamento (visite private)
- Carta di credito
- Bonifico
- Contanti
Telefono
Consulenza online
Disponibilità
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Convenzioni assicurative non attive
Questo dottore accetta solo pazienti privati. Verrà richiesto un pagamento da parte tua per la prestazione o puoi ricercare un altro dottore che abbia una convenzione con la tua assicurazione
Recensioni
19 recensioni
Più menzionato dai pazienti
- Attenzione durante la visita
- Puntualità
- Ottimo studio
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M
Marco G.
La dottoressa Broglia è capace di unire professionalità ed empatia in modo unico. Oltre alla chiara esperienza e conoscenza nel suo ramo, in lei si possono apprezzare la capacità di ascolto e la interpretazione, la chiarezza nella comunicazione, la puntualità e la sensibilità. È una professionista che usa il cuore insieme alla conoscenza e lo si sente fin dal primo istante. Il suo affiancamento e la sua metodologia mi hanno portato ad un percorso che mi ha consentito di trovare risposte che cercavo da tempo.• Consulenza privata • psicoterapia individuale •
Dott.ssa Arianna Broglia
Ciao Marco, grazie di cuore per queste parole così belle e sentite! Sapere che il mio modo di lavorare, fatto di professionalità, ascolto ed empatia, abbia potuto accompagnarti in un percorso significativo è una soddisfazione profonda. Credo fermamente che competenza e umanità debbano procedere insieme, creando uno spazio in cui sentirsi accolti, ascoltati e liberi di trovare le proprie risposte.
Un abbraccio, Arianna
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F
Francesca
Ho trovato gentilezza, professionalità, empatia e sempre un sorriso. Ero sicura di iniziare questo percorso e dopo aver conosciuto la dottoressa posso dire di aver fatto la migliore scelta possibile. Sto sempre meglio e questo grazie al suo aiuto.
• Consulenza privata • •
Dott.ssa Arianna Broglia
Grazie Francesca! Grazie di cuore per queste parole. È un piacere lavorare con te e vedere e sentire come le cose si stanno muovendo in te è la parte più bella del mio lavoro. Sono davvero felice che tu ti senta meglio!
Un abbraccio, Arianna
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G
Greta
Non posso che consigliare Arianna come terapeuta. È una professionista empatica, gentile e rispettosa, sempre pronta a fornire sostegno e conforto. Ha una sensibilità fuori dal comune e capisce sempre dove sta "l'inghippo", per poi trattarlo con la cura e la gentilezza che la contraddistinguono. È sincera ma non invadente o prepotente nell'imporre la sua visione. Anzi, la comunicazione e il confronto sono all'ordine del giorno in studio e uno dei suoi punti di forza è a mio avviso riuscire a creare un forte rapporto con il paziente. È una guida preziosa, assieme alla quale in due anni di terapia ho affrontato sfide e temi diversi, con la sicurezza di avere al mio fianco una figura affidabile e professionale capace di riconoscere le criticità ma profondamente umana e connessa ai miei bisogni e ai miei desideri.
Ad oggi sono molto contenta del mio percorso con lei e convinta e felice nel proseguirlo! Grazie di tutto Arianna• Consulenza privata • psicoterapia individuale •
Dott.ssa Arianna Broglia
Ti ringrazio di cuore per queste parole così profonde e generose. E' meraviglioso leggere la tua recensione e trovare conferma che il percorso che stiamo facendo insieme ti fa sentire accolta, compresa e sostenuta. Leggere il tuo vissuto è per me motivo di grande emozione e gratitudine. Il lavoro che stiamo facendo è frutto del tuo impegno, del tuo coraggio e della fiducia che porti in terapia ogni giorno. E' un privilegio accompagnarti in questo cammino e continuare a cresce insieme, passo dopo passo.
Grazie davvero per la stima e per aver condiviso la tua esperienza!
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B
B.G
La dott.ssa Broglia con empatia, delicatezza e ascolto mi sta aiutando ad affrontare questo periodo della mia vita.
Grazie dottoressa• Consulenza privata • •
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R
Roberta
Sono in terapia con Arianna ormai da un anno. Arianna è una persona straordinaria sempre pronta ad ascoltarti, un’ottima professionista. Da subito mi ha trasmesso sicurezza, capacità empatica e semplicità. Mi sta aiutando tantissimo, la consiglio sia per un percorso breve o come nel mio caso per un percorso lungo ma di grande soddisfazione.
• Consulenza privata • colloquio psicologico •
Dott.ssa Arianna Broglia
Grazie di cuore Roberta per le tue parole e per la fiducia che mi hai dato per questo percorso. È bellissimo sapere che il nostro lavoro insieme ti trasmette sicurezza e ti accompagna nella crescita personale.
Il merito va soprattutto al tuo impegno e alla tua apertura nel metterti in gioco: è un vero piacere poter supportarti passo dopo passo e vedere i progressi che stiamo raggiungendo insieme. Grazie davvero per la stima e per aver condiviso la tua esperienza!
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M
MQ
Mi sono rivolta alla dottoressa Broglia in un momento di difficoltà e ho trovato una professionista preparata e disponibile ma soprattutto una persona accogliente ed empatica.
Mi sono sentita capita e mai giudicata, e mi è stata davvero di grande aiuto.
Mi sento di consigliare a chiunque senta la necessità di un sostegno la dottoressa Broglia• Consulenza privata • •
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L
Laura
La Dott.ssa è molto accogliente e disponibile, sempre cortese e presente. Mi sta aiutando molto, grazie!
• Consulenza privata • colloquio psicologico clinico •
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C
Camilla
La dottoressa Arianna oltre ad essere una professionista molto competente, è soprattutto una persona rara, dotata di empatia, sensibilità e di un ascolto profondo… doti rare e da ricercare in un percorso psicologico… mi sento molto grata
• Consulenza privata • Altro •
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C
Cristina
Valido supporto emotivo nei momenti di difficoltà. Mi ha accolto, sostenuto e guidato nel migliore dei modi. Le sono molto riconoscente.
• Consulenza privata • consulenza psicologica •
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M
M.D.
La Dottoressa Broglia è semplicemente unica. Gentile, disponibile, professionale, empatica e sempre sul pezzo: non è solo una questione di professionalità, trattasi di una bellissima persona sempre al tuo fianco in tutto il percorso.
Ho avuto necessità della Dottoressa a partire dall'anno corrente: è stata sin da subito disponibile e oggi, giorno dopo giorno, seduta dopo seduta, i risultati positivi e gli effetti benefici emergono sempre di più.
Una perla rara, la Dottoressa Broglia mette al centro il lato umano e sempre e comunque il "paziente", un termine che nemmeno lei preferisce, meglio vedersi e vederci come "compagni di viaggio" lungo il percorso e, fidatevi, non mi sono mai sentito "abbandonato" durante la terapia.
Anzi, nonostante le difficoltà e la situazione personale e familiare complessa, ho trovato una Persona prima ancora che una Professionista di altissimo livello, sempre pronta a rassicurarmi e dare una mano.
Consiglio professionalmente e umanamente.
• Consulenza privata • colloquio psicologico individuale •
Dott.ssa Arianna Broglia
Grazie! :)
Risposte ai pazienti
ha risposto a 130 domande da parte di pazienti di MioDottore
Gentili dottori, sono un uomo omosessuale di 46 anni, sterile e senza figli. Sento il bisogno di "ge
Gentili dottori, sono un uomo omosessuale di 46 anni, sterile e senza figli. Sento il bisogno di "generare" qualcosa che duri, cioè di lasciare un contributo e un segno nel tempo, ma non avendo figli e non avendo al momento tempo né energie per il volontariato, non so come vivere questa esigenza in modo appagante.
Vorrei sapere, dal vostro punto di vista professionale:
1. come si può vivere la generatività in modi diversi dalla genitorialità, nel lavoro, nelle relazioni o in progetti personali;
2. se questo vissuto è comune e come affrontarlo in un percorso psicologico;
3. se potete consigliarmi letture o materiali utili sul tema.
Vi ringrazio per la disponibilità. Lorenzo.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buonasera Lorenzo, e grazie per aver condiviso una riflessione così bella e profonda.
Mi colpisce molto il modo in cui descrivi questo bisogno di "generare" qualcosa che possa durare nel tempo, di lasciare un contributo, un segno che in qualche modo possa andare oltre la tua esperienza individuale. Credo che sia una riflessione importante, che tocca una dimensione molto profonda dell'esperienza umana e che, in forme diverse, incontro spesso anche nel lavoro clinico, magari non sempre espressa in modo così esplicito e consapevole come fai tu.
Penso che il desiderio di generatività non coincida necessariamente con quello di diventare genitori. Certamente la genitorialità può rappresentare una delle forme attraverso cui si esprime, ma non è l'unica. Possiamo generare attraverso il lavoro, le relazioni che costruiamo, ciò che trasmettiamo agli altri, le idee che condividiamo, i progetti che portiamo avanti e anche attraverso il modo in cui scegliamo di abitare il mondo e di entrare in relazione con le persone che incontriamo. A volte lasciamo qualcosa di noi anche in gesti apparentemente piccoli, in un incontro, in una parola o in qualcosa che abbiamo contribuito a far nascere nell'altro, senza necessariamente poter vedere fino a dove arriverà.
Mi viene da pensare che possa essere interessante provare a comprendere che cosa significhi per te, nello specifico, lasciare un segno. Che cosa vorresti che rimanesse di te? Che cosa senti di avere da trasmettere e a chi vorresti poterlo trasmettere? E ancora, quanto questo desiderio è legato al bisogno di sentirti parte di qualcosa che continuerà nel tempo, quanto al desiderio di dare un senso alla tua esperienza e quanto, magari, alla possibilità di riconoscere il valore di ciò che stai già costruendo?
Credo che siano domande che meritino uno spazio, anche perché forse, prima ancora di individuare concretamente come poter vivere questo desiderio, potrebbe essere interessante comprendere meglio che cosa rappresenti per te. Che significato ha lasciare un segno? Che cosa senti di voler trasmettere e quali forme potrebbe assumere questo desiderio nella tua vita, anche al di là della genitorialità? A volte, proprio attraverso questo tipo di riflessioni, possono emergere possibilità che inizialmente non avevamo considerato, modi personali di esprimere qualcosa di importante per noi.
Rispetto alla tua seconda domanda, sì, è un tema che incontro spesso. Credo che, in momenti diversi della vita, possa emergere il bisogno di interrogarsi su ciò che stiamo costruendo, su quello che desideriamo lasciare e sul significato che attribuiamo al nostro passaggio nel mondo. In un percorso psicologico sarebbe molto interessante poter esplorare queste domande insieme, non per individuare una risposta valida per tutti, ma per comprendere quale forma possa assumere la generatività nella tua storia, nei tuoi desideri e nelle possibilità che senti di avere oggi.
Per quanto riguarda le letture, mi vengono in mente innanzitutto alcuni testi di Irvin Yalom, in particolare "Fissando il sole" e "Il senso della vita", che affrontano alcune delle grandi domande esistenziali che riguardano il significato della nostra vita, il tempo, la finitezza e ciò che desideriamo lasciare di noi.
Ti suggerirei anche "La locanda" di Lorenza Gentile e "Ricordati di essere felice" di Sara Goodman Confino. Sono letture di carattere più narrativo, che non affrontano direttamente il tema della generatività, ma che mi hanno lasciato alcune riflessioni interessanti sul senso della vita, sulle relazioni, sul rapporto tra generazioni e sulle possibilità che ciascuno di noi può trovare per dare significato alla propria esistenza.
Mi piacerebbe molto poter accogliere queste tue riflessioni all'interno di un percorso. Credo che sarebbe davvero un privilegio poter stare insieme a te in questo spazio di ricerca, provando a comprendere che cosa significhi per te generare, lasciare qualcosa e trovare un modo personale e autentico di dare continuità a ciò che sei e a ciò che desideri trasmettere. Se queste riflessioni e le domande che ti ho proposto ti hanno incuriosito e senti il desiderio di approfondirle, puoi contattarmi! Mi farebbe molto piacere poter continuare insieme questa esplorazione e scoprire quali significati e possibilità possano emergere per te.
Ti ringrazio ancora per aver condiviso una domanda così ricca di significato e ti mando un caro saluto. Dott.ssa Arianna Broglia
ciao dottore, sono una studentessa fuori sede e nella mia casa ho una ragazza che soffre di disturbo
ciao dottore, sono una studentessa fuori sede e nella mia casa ho una ragazza che soffre di disturbo borderline e di depressione, ad aprile aveva tentato il suicidio con l’overdose degli psicofarmaci ma fu salvata (io ancora non c’ero in quella casa), poi sono arrivata a settembre e una delle mie coinquiline mi spiegò questa situazione, scelsi di rimanere in casa sperando non riaccadesse. In questa settimana, qualche giorno fa, ero da sola a casa con lei, piangendo va in bagno, le busso e aveva chiuso a chiave, la prego di aprire e dopo 20 min mi apre, aveva le braccia piene di sangue, a terra c’erano gocce, sulla vasca e sulla tenda della vasca da bagno. Le faccio una camomilla e le lavo le braccia, la medico. Il giorno seguente sembrava stare meglio, diceva di voler dormire, vado nella mia stanza, ero con la mia vicina in camera mia, sentiamo un rumore e delle urla venire da camera sua, andiamo a bussare e gridando mi dice di non entrare: aveva fatto overdose di nuovo, la stanza era tutta in disordine e il rumore era causato da una sua caduta mentre cercava di alzarsi, ha preso più di 30 compresse di psicofarmaci. Ho chiamato l’ambulanza, sono andata con lei in ambulanza, ho visto scene pietose, una peggio dell’altra in due giorni. Ora sono diventata nervosa, irascibile, senza pazienza, sclero per TUTTO, mi basta un ‘orologio rotto, una penna mal funzionante, un computer scarico, una porta poco agibile, sono letteralmente al limite, non ho più pazienza, dormo poco e quando dormo mi agito, mi muovo nel sonno, ho solo voglia di gridare e di prendere a pugni tutto. MI AIUTI, mi dia una spiegazione ACCURATA scientificamente, ho solo bisogno di quella, grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Ciao, buonasera! Ho letto con attenzione quello che racconti e, prima di tutto, vorrei dirti che mi dispiace molto per quello che hai vissuto. Dalle tue parole mi arriva quanto siano stati sconvolgenti questi due episodi e quanto tu ti sia trovata, in pochissimo tempo, a dover affrontare situazioni molto più grandi di quelle che avresti potuto immaginare entrando semplicemente in una casa condivisa con altre studentesse.
Mi arriva soprattutto la fatica di aver assistito a scene così forti, trovandoti anche nella posizione di dover intervenire, prestare aiuto, gestire l'emergenza e chiamare i soccorsi. In quei momenti probabilmente hai dovuto mettere da parte quello che stavi provando per riuscire a fare ciò che era necessario. Ma questo non significa che quanto accaduto non abbia avuto un impatto su di te.
Provo a rispondere alla tua richiesta di una spiegazione, anche da un punto di vista scientifico. Quello che descrivi potrebbe essere compatibile con una risposta di stress acuto. Quando ci troviamo esposti a situazioni percepite come fortemente minacciose, il nostro organismo può attivare una risposta di allarme, coinvolgendo il sistema nervoso autonomo e, in particolare, i circuiti che regolano le reazioni di difesa. È una risposta fisiologica che serve a prepararci ad affrontare un pericolo: aumenta lo stato di attivazione, cresce la vigilanza e il corpo si prepara a reagire.
Il problema è che, anche quando l'evento è terminato e il pericolo immediato non è più presente, questa attivazione può non ridursi immediatamente. È come se il tuo organismo facesse ancora fatica a uscire da quella condizione di allerta. Questo potrebbe aiutare a comprendere perché oggi ti senti così nervosa, perché reagisci in modo sproporzionato a piccoli imprevisti, perché hai meno pazienza e senti il bisogno di gridare o scaricare fisicamente la tensione. Non è necessariamente l'orologio rotto o il computer scarico a provocare una reazione così intensa: potrebbe essere che tu abbia già accumulato una quantità di tensione tale da avere pochissimo spazio per tollerare anche le normali frustrazioni quotidiane.
Anche le difficoltà nel sonno, l'agitazione e il continuo movimento durante la notte potrebbero essere collegati a questa condizione di iperattivazione. Il sonno, infatti, può risentire molto degli eventi stressanti, soprattutto quando la mente e il corpo continuano a mantenere un livello elevato di vigilanza. In qualche modo, potresti non riuscire ancora a sentirti completamente al sicuro, nonostante l'emergenza sia stata gestita.
Vorrei però soffermarmi anche su un altro aspetto. In questi due giorni ti sei trovata a essere testimone di situazioni molto dolorose, ma anche a occuparti concretamente di un'altra persona in un momento di grave vulnerabilità. Immagino che possa essere stato spaventoso vedere quelle scene, non sapere esattamente cosa fare e, allo stesso tempo, sentire di dover fare qualcosa. A volte, quando ci troviamo in situazioni di emergenza, riusciamo a funzionare e a reagire perché dobbiamo farlo; è successivamente, quando la situazione sembra essersi stabilizzata, che iniziamo ad accorgerci di quanto ci abbia coinvolto emotivamente.
Non vorrei però che tu finissi per pensare di dover gestire tutto questo da sola o che sia tua responsabilità occuparti della sicurezza della tua coinquilina. Hai fatto ciò che potevi in una situazione molto complessa, ma non sei tu a dover sostenere la gestione della sua sofferenza o prevenire eventuali altri gesti autolesivi. Questo compito spetta ai professionisti e ai servizi che la stanno seguendo. È importante anche che tu possa ritrovare una condizione abitativa nella quale sentirti al sicuro.
Ti suggerirei di non sottovalutare quello che stai vivendo e di valutare la possibilità di rivolgerti a una psicologa o a uno psicologo, soprattutto se queste reazioni persistono, interferiscono con la tua quotidianità o tendono a intensificarsi. Non perché ci sia qualcosa che non va in te, ma perché hai attraversato due esperienze molto forti e potrebbe esserti utile uno spazio in cui elaborare quello che è successo, comprendere le reazioni che stai sperimentando e ritrovare gradualmente un senso di sicurezza.
Vorrei chiederti anche alcune cose: quando dici di avere continuamente voglia di gridare o di prendere a pugni tutto, senti soprattutto una rabbia che non riesci a contenere oppure è come se fossi costantemente in tensione, sul punto di esplodere? Ti capita di ripensare alle immagini di quei momenti, di rivivere mentalmente quello che hai visto o di avere paura che possa succedere di nuovo? E oggi, quando sei in casa, riesci a sentirti tranquilla oppure ti ritrovi a controllare continuamente che la tua coinquilina stia bene?
Credo che sia importante dare attenzione anche a ciò che è successo a te, non soltanto a quello che sta attraversando la tua coinquilina. Anche tu hai vissuto qualcosa che merita ascolto e cura.
Ti mando un caro saluto, dott.ssa Arianna Broglia
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