Dott.ssa Clarissa Quadrini

Psicologo · Altro sulle specializzazioni

Lanciano 1 indirizzo

Esperienze

Sono la dott.ssa Clarissa Quadrini, psicologa e psicologa dello sport. Mi occupo di accompagnare atleti di tutte le età e livelli, allenatori, famiglie e società sportive in percorsi finalizzati allo sviluppo delle abilità psicologiche, al benessere e alla crescita personale e sportiva.

Attraverso interventi personalizzati, lavoro sulla gestione dell'ansia e delle emozioni, sulla fiducia nelle proprie capacità, sulla concentrazione, sulla motivazione e sulla gestione delle pressioni competitive, degli errori e degli infortuni.

Collaboro inoltre con allenatori e società sportive per favorire una comunicazione efficace, migliorare le dinamiche di gruppo e promuovere ambienti sportivi positivi e funzionali alla crescita degli atleti.

Il mio approccio integra strumenti della psicologia dello sport e metodologie cognitivo-comportamentali, ponendo al centro la persona, le sue caratteristiche e i suoi obiettivi.

Credo in una psicologia dello sport che vada oltre il risultato, perché prima di ogni prestazione c'è una persona. Ogni prestazione nasce da una persona. Conoscerne le risorse, comprenderne le difficoltà e allenarne le abilità psicologiche significa costruire le condizioni per crescere, nello sport e oltre lo sport.

Altro Su di me

Aree di competenza principali:

  • Psicologia sportiva

Prestazioni e prezzi

  • Consulenza online

    55 €

  • Colloquio psicologico clinico

    55 €

  • Colloquio psicologico individuale

    Da 0 €

  • Colloquio psicologico online

    Da 55 €

  • Consulenza psicologica

    Da 0 €

Indirizzo

Clarissa Quadrini
Dottoressa Quadrini Clarissa

Via Luigi Galvani 52, Lanciano 66034

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Disponibilità

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Risposte ai pazienti

ha risposto a 2 domande da parte di pazienti di MioDottore

Ciao a tutti, ho una domanda, con il mio psicologo mi trovo abbastanza bene ma in una seduta mi sono

Ciao a tutti, ho una domanda, con il mio psicologo mi trovo abbastanza bene ma in una seduta mi sono sentito estremamente a disagio e nelle sedute dopo ero più tranquilla ma avevo sempre quel pensiero che bho stessi sprecando il mio tempo con qualcuno con cui non mi trovavo bene anche se non è proprio così però io non mi fido di lui e spesso certe cose non gliele racconto (però c’è da dire che questo è uno dei motivi per la quale ho scelto la terapia proprio per il mio problema di continuo disagio e sfiducia nel prossimo) però siamo tipo alla 5 seduta secondo voi cosa dovrei fare continuare? Parlarne con lui?(cosa che non vorrei fare perché mi vergogno)

RISPOSTA DEL DOTTORE:

Dott.ssa Clarissa Quadrini

Buongiorno, è importante sapere che la fiducia e l'alleanza terapeutica sono aspetti fondamentali di un percorso psicologico, ma non necessariamente si costruiscono fin dalle prime sedute. Considerando che una delle difficoltà che l'ha portata a intraprendere questo percorso riguarda proprio la fiducia negli altri, potrebbe essere utile esplorare insieme al suo psicologo ciò che ha provato durante quella seduta e come si sente attualmente nella relazione terapeutica. Anche il disagio, la vergogna e la difficoltà a raccontare alcuni aspetti di sé possono diventare elementi preziosi su cui lavorare. Non è necessario sentirsi subito a proprio agio, né forzarsi a raccontare tutto.

Parlarne potrebbe aiutarla a comprendere meglio ciò che sta vivendo e a valutare se questo percorso e questa relazione terapeutica rispondono ai suoi bisogni. Naturalmente, sentirsi ascoltati e rispettati rimane fondamentale.


Sono un'insegnante di danza e ho un'allieva di 17 anni che al rientro dalle vacanze si mostra terrib

Sono un'insegnante di danza e ho un'allieva di 17 anni che al rientro dalle vacanze si mostra terribilmente dimagrita, sicuramente anoressica per mia esperienza, non ha gia piu il ciclo, non ha intrapreso nessun percorso psicologico .Vuole cambiare scuola di danza e probabilmente non la rivedrò più . Sento l'esigenza di fare qualcosa ma ho paura di dire e fare cose sbagliate che possano peggiorare la situazione. A giugno tutte noi insegnanti le dicemmo che eravamo preoccupate e ci informammo se mangiava abbastanza e lei diceva si, ma gia era cupa, solitaria, silenziosa, non integrata. Nessuno di noi ha mai preteso dimagrimenti, siamo una scuola che mira al benessere ma lei è sempre stata chiusa e asociale.
Posso permettermi di scriverle un messaggio e dirle qualcosa di esplicito sulla mia preoccupazione o è meglio di no, visto che non la rivedrò più? Non penso ad altro...Grazie.

RISPOSTA DEL DOTTORE:

Dott.ssa Clarissa Quadrini

Buongiorno, la sua preoccupazione è comprensibile e dimostra una grande attenzione al benessere della sua allieva. Credo sia importante non sottovalutare i segnali che ha osservato. Un dimagrimento significativo, soprattutto se accompagnato dall'assenza del ciclo mestruale, merita una valutazione medica tempestiva, indipendentemente dalla presenza o meno di un disturbo del comportamento alimentare, che non possiamo stabilire sulla base delle sole osservazioni. Può certamente esprimerle la sua preoccupazione, con delicatezza e senza giudizio, evitando commenti sul peso, sull'aspetto fisico o sulle abitudini alimentari. Potrebbe comunicarle che ha notato un cambiamento nel suo benessere, che è preoccupata per lei e che desidera sapere come sta, lasciandole la libertà di rispondere. Trattandosi di una ragazza minorenne, ritengo inoltre importante coinvolgere i genitori o chi esercita la responsabilità genitoriale, affinché possa ricevere un'adeguata valutazione sanitaria e, se necessario, un supporto specialistico.
Non è necessario trovare le parole perfette né assumersi la responsabilità di risolvere la situazione. Il suo ruolo può essere quello di rappresentare una figura adulta attenta, disponibile e capace di favorire l'accesso a un aiuto appropriato. Un messaggio rispettoso, anche se non vi rivedrete, può rappresentare un gesto significativo di attenzione e vicinanza.


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