Esperienze
Il benessere inizia da te. Alleniamoci insieme.
Ti capita di sentirti sopraffatto/a dalle emozioni, di pensare troppo o di avere la sensazione di non riuscire più a gestire tutto?
Stai attraversando un periodo difficile, una separazione, una relazione complicata oppure senti di aver perso fiducia in te stesso/a?
Non devi necessariamente affrontare tutto da solo/a.
Sono la Dott.ssa Fabiola Palermo, psicologa, e offro uno spazio di ascolto e sostegno psicologico in cui poter comprendere le proprie emozioni, riconoscere le difficoltà e individuare nuove strategie per affrontarle.
Mi occupo in particolare di:
Ansia, stress e difficoltà nella gestione emotiva.
Autostima, insicurezza e paura del giudizio.
Difficoltà relazionali, separazioni e relazioni tossiche.
Assertività, confini personali e difficoltà a dire di no.
Stress lavorativo, sovraccarico mentale e burnout.
Sostegno psicologico alle persone che si prendono cura di familiari fragili o malati.
Il mio percorso professionale è iniziato nell'ambito socio-assistenziale, per poi proseguire nel settore dell'emergenza sanitaria. Esperienze che mi hanno permesso di incontrare persone, storie e fragilità molto diverse, insegnandomi il valore dell'ascolto e della relazione umana.
Credo che chiedere aiuto non significhi essere deboli, ma concedersi la possibilità di stare meglio.
Durante i colloqui lavoreremo insieme, rispettando i tuoi tempi, le tue risorse e i tuoi obiettivi.
Ricevo a Sona (Verona) e offro colloqui psicologici online.
Il primo passo possiamo farlo insieme.
Aree di competenza principali:
- Psicologia del lavoro
Principali patologie trattate
- Crisi
- Autostima
- Stress
- Ansia
- Attacco di panico
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Supporto psicologico
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ha risposto a 38 domande da parte di pazienti di MioDottore
Buonasera, sono una ragazza di 18 anni e vorrei approfondire una questione personale dal punto di vi
Buonasera, sono una ragazza di 18 anni e vorrei approfondire una questione personale dal punto di vista psicologico e psicoanalitico.
Mi sono resa conto di provare un’attrazione sentimentale e/o sessuale prevalentemente verso donne molto più grandi di me, generalmente tra i 40 e i 50 anni, e vorrei comprendere meglio da dove possa derivare questa preferenza.
Mi chiedo se possa esserci un collegamento con il rapporto con la figura materna, con le dinamiche di attaccamento sviluppate durante l’infanzia o con una sorta di «complesso di Elettra ribaltato», pur sapendo che quest’ultima non è una definizione scientificamente riconosciuta.
Vorrei capire se questa attrazione possa essere legata inconsciamente alla ricerca di protezione, sicurezza, maturità o accudimento, oppure se possa trattarsi semplicemente di una preferenza affettiva e sessuale indipendente da particolari dinamiche psicologiche.
La questione che mi interessa maggiormente, però, è capire se sia possibile lavorare su questa attrazione per attenuarla o modificarne il peso nella mia vita. Vorrei sapere se esistano percorsi psicologici che possano aiutarmi a comprenderne le origini, a gestire i sentimenti che ne derivano e a vivere le relazioni con maggiore libertà, senza che questa preferenza diventi necessariamente predominante.
Mi interesserebbe inoltre sapere se esistano studi scientifici, teorie psicologiche o libri che affrontino specificamente l’attrazione delle ragazze giovani verso donne molto più mature, possibilmente approfondendo anche il rapporto tra desiderio, figura materna, attaccamento e differenza d’età.
Non vorrei partire dal presupposto che questa attrazione sia patologica, ma mi piacerebbe comprenderla più a fondo e capire se, attraverso un percorso di consapevolezza e di lavoro psicologico, sia possibile viverla diversamente.
Vi ringrazio per l’attenzione e per eventuali indicazioni o suggerimenti bibliografici.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buona sera, essere attratti da persone più grandi può scaturire da deficit nella relazione con le figure di attaccamento ma anche da un'attrazione verso una figura che ci ricorda un situazione dove siamo stati bene. In una figura più grande posso trovare quella profondità, quel senso di protezione o quella complicità che nelle coetanee non trovi. Detto questo, parli della volontà o perlomeno del desiderio di vivere le relazioni con maggiore libertà. Questo, a mio avviso, è un aspetto interessante che andrebbe indagato: libertà rispetto a cosa? Ed in cosa ti senti frenata?
Ho due figli , purtroppo in questa era un ragazzo senza cellulare non può interagire con la scuola,
Ho due figli , purtroppo in questa era un ragazzo senza cellulare non può interagire con la scuola, con app e chat dei compagni e ricerche, e relazioni a distanza con gli amici. Il problema è che con il tempo è diventata una dipendenza, non puliscono più la stanza, si distraggono con i compiti, rifiutano di dare il cellulare alla sera per dormire, curano meno la loro igiene personale, rimandato le cose da fare a più tardi ma non le fanno mai, si arrabbiano se leviamo il cellulare dicendo che gli serve per i compiti, per le ricerche e per socializzare con amici e compagni di scuola.
La cosa sta diventando incontrollabile, crea disaccordi anche tra genitori. Cosa fare?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buona sera, lavorerei sulla creazione di un legame di fiducia nei ragazzi verso le loro capacità di fare e socializzare anche senza l'utilizzo sconsiderato del telefono. E' un percorso lungo e graduale che deve essere basato su presenza costante ma non limitante. E' corretto che vengano imposte loro delle regole sociali (igiene personale e della casa ad esempio) ma responsabilizzandoli in quando non solo componenti del nucleo familiare ma anche sociale
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