Dott.ssa
Barbara Ponzinibio
Psicologa
·
Psicologa clinica
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Esperienze
Ti sei mai chiesto/a se vale la pena chiedere aiuto per quello che stai vivendo? La risposta è sì, sempre; anche quando ti sembra "non abbastanza grave" da giustificarlo.
Mi chiamo Barbara Ponzinibio, sono psicologa iscritta all'Ordine degli Psicologi dell'Emilia-Romagna (n. 10106). Lavoro in un'ottica gestaltica e corporea integrata: non applico uno schema fisso, ma costruisco il percorso attorno alla persona che ho davanti, alla sua storia e al modo in cui la porta con sé, nel corpo, nei pensieri e molto nelle emozioni.
Mi occupo di:
Percorsi individuali per ansia, gestione dello stress, autostima
Gestione delle emozioni e della rabbia
Momenti di crisi e cambiamento
Sostegno alla coppia: miglioramento della comunicazione, crisi e separazione, dipendenza affettiva
Difficoltà familiari e relazionali
Elaborazione del lutto
Adolescenti dagli 11 anni in su (con consenso informato).
Quello che non cambia mai è il modo in cui lavoro: senza giudizio, con ascolto vero, credendo che in ognuno di noi ci siano risorse pronte a essere ritrovate, anche quando sembrano introvabili.
Prendersi cura della propria mente ha lo stesso valore di prendersi cura del proprio corpo quando sta male: non è un segno di debolezza, è un atto di responsabilità verso se stessi.
Ricevo a Forlì e online. Se ti riconosci in una di queste difficoltà, scrivimi o chiamami: il primo colloquio è il momento in cui iniziamo, insieme, a capire da dove ripartire.
Il mio percorso finora:
Laurea in Psicologia Clinica: Il punto di partenza, dove ho messo le basi.
Scuola di Psicoterapia della Gestalt (Ravenna): Due anni intensi dove ho imparato che, prima della tecnica, viene l’incontro tra due esseri umani.
Master in Terapia e Legame di Coppia (2025): Perché stare in due è un’arte che a volte richiede un "traduttore" esterno.
Percorso ENPAP "Vivere Meglio": Un focus specifico su ansia e depressione, per capire come uscirne con percorsi diagnostici e terapeutici che funzionano davvero.
In pratica: continuo a studiare perché la vita cambia, le persone evolvono e io voglio essere pronta a darti una mano con strumenti che siano sempre attuali, efficaci e, perché no, anche un pizzico innovativi.
Approccio terapeutico
Aree di competenza principali:
- Psicologia clinica
Principali patologie trattate
- Disturbi psicosomatici
- Stress
- Ansia
- Somatizzazione
- Dipendenza affettiva
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Prestazioni e prezzi
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Colloquio psicologico
60 € -
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Consulenza psicologica
60 € -
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Tecniche di visualizzazione
60 € -
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Tecniche di rilassamento
60 € -
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Superamento di eventi traumatici
60 € -
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Indirizzi (2)
Via P. Mostarda, Forlì 47122
Disponibilità
Modalità di pagamento (visite private)
- Satispay
- Assegno
- Bonifico
- Contanti
Telefono
Consulenza online
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- Bonifico
Telefono
Convenzioni assicurative non attive
Questo dottore accetta solo pazienti privati. Verrà richiesto un pagamento da parte tua per la prestazione o puoi ricercare un altro dottore che abbia una convenzione con la tua assicurazione
Recensioni
3 recensioni
Nuovo profilo su MioDottore
I pazienti hanno appena iniziato a rilasciare recensioni.
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P
P.P.
La dottoressa è stata molto accogliente e professionale. Dopo diversi tentativi ho trovato finalmente qualcuno che mi abbia profondamente capito. Tutti dovrebbero fare un' esperienza così positiva
• Dott.ssa Barbara Ponzinibio • colloquio psicologico •
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S
S.M.
La dottoressa è stata molto pacata e attenta , riesce a far sentire le persone accolte ed ascoltate… professionale e molto competente, la consiglio vivamente, mi ha aiutato davvero tanto.
• Dott.ssa Barbara Ponzinibio • colloquio psicologico •
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M
Michela M.
Mi sto trovando davvero benissimo. È una persona molto alla mano, che sa ascoltare senza farti mai sentire giudicata o sbagliata. Da quando ho iniziato il percorso con lei mi sento molto più serena e sto imparando a gestire tante cose che prima mi mandavano in crisi. La consiglio davvero a tutti.
• Dott.ssa Barbara Ponzinibio • colloquio psicologico •
Risposte ai pazienti
ha risposto a 6 domande da parte di pazienti di MioDottore
Buongiorno, Ho 20 anni e ho sprecato un anno della mia vita. Frequento l'università e ho concluso il
Buongiorno,
Ho 20 anni e ho sprecato un anno della mia vita.
Frequento l'università e ho concluso il mio primo anno in modo terribile; ho passato solo un esame su sei.
Non è mancanza di volontà oppure studio, anzi ho proprio scelto di continuare con gli studi per passione e ci metto interesse in ciò che faccio, anche ogni giorno, ma mi sono illusa di essere all'altezza e non so più cosa fare ormai, oltre che a disperarmi continuanente.
In questo periodo non riesco più a presentarmi agli esami, soprattutto agli orali che mi incutono più timore, penso per ansia, timore del giudizio altrui, anche se mi sono preparata e ho studiato per mesi. Adesso, proprio ora che mi dovevo presentare per dare un esame (scritto e orale), ho deciso di saltare l'appello, seppur io avessi studiato.
Ora mi ritrovo a dover iniziare il secondo anno la settimana prossima, gli esami del primo anno che non ho dato sono propedeutici al secondo e sono bloccata, sia accademicamente sia con la mia vita in generale, in cui ho fallito in diversi ambiti.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, e grazie per aver scritto con tanta sincerità. Quello che racconti non è pigrizia, non è mancanza di volontà, e non è nemmeno "un anno sprecato": è un segnale, e i segnali vanno ascoltati, non puniti.
In ottica gestaltica, quando un comportamento si ripete come saltare un appello nonostante mesi di studio, bloccarsi proprio davanti all'orale, non lo leggiamo mai come un difetto isolato, ma come la punta di qualcosa che sta succedendo nel campo più ampio della tua vita in questo momento. Il corpo e la mente trovano sempre un modo per dirti "qui c'è qualcosa che non va", anche quando la volontà cosciente vorrebbe andare dritta all'esame. E quel "qualcosa" raramente riguarda solo lo studio.
Chiediti, con gentilezza e non con severità: cosa stava succedendo nella tua vita quando hai iniziato a sentirti così? Un trasferimento, una relazione che cambia, un'aspettativa, tua o di chi ti sta intorno, che si è fatta troppo pesante da reggere? Spesso, dietro il timore del giudizio in un orale, non c'è la materia: c'è la paura di scoprire, davanti a un pubblico, di non valere abbastanza. Ed è un timore che quasi sempre nasce molto prima dell'università.
Saltare l'appello, per quanto ti faccia sentire ancora più in colpa ora, in quel momento è stato probabilmente l'unico modo che avevi per proteggerti da qualcosa che sentivi insostenibile. Non è successo per debolezza: è successo perché una parte di te ha detto basta, prima che tu potessi dirlo a parole.
Il blocco che vivi ora, accademico, ma anche più generale, come scrivi tu, non si scioglie riprendendo a studiare più duramente. Si scioglie capendo cosa lo ha generato. E questo è un lavoro che si può fare, con calma, senza l'urgenza di "recuperare il tempo perso": il tempo non si recupera rincorrendolo, si recupera fermandosi il tempo necessario a capire perché si è fermato tutto insieme.
Se questi vissuti continuano a pesarti così tanto, parlarne con un professionista può aiutarti a distinguere cosa è ansia da prestazione, cosa è qualcos'altro, e come ricominciare non da dove hai lasciato, ma da dove sei davvero ora.
Salve a tutti, da un po' di tempo soffro di insonnia a causa del pensiero di essere arrivato a 30 an
Salve a tutti, da un po' di tempo soffro di insonnia a causa del pensiero di essere arrivato a 30 anni. Ogni volta che ci penso mi guardo indietro e faccio un bilancio negativo della mia vita come se non avessi mai fatto nulla di buono, inoltre ho cominciato una laurea che non riesco a finire mi manca un esame alla fine ma mi sembra un ostacolo insormontabile. Praticamente mi sveglio triste ansioso e arrabbiato e insoddisfatto della mia vita, mi sembra di rivivere ogni giorno lo stesso giorno. Quindi non so più cosa fare e come andare avanti.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, e grazie per aver condiviso un pensiero che pesa più della notte in cui nasce.
Partiamo da un punto fermo, in chiave gestaltica: quello che descrivi ovvero l'insonnia, il "rivivere sempre lo stesso giorno", il bilancio impietoso, non è la prova che la tua vita non vale nulla, è la prova che qualcosa dentro di te sta bussando forte per essere ascoltato. Il corpo non sceglie a caso il momento di svegliarti alle tre di notte: lo fa proprio quando di giorno non ti concedi il permesso di fermarti a pensare, e allora ci pensa lui al posto tuo, con gli interessi. Il numero 30, poi, è un ottimo capro espiatorio: sembra un traguardo oggettivo, ma è solo un'etichetta che ci siamo inventati e a cui abbiamo dato un potere enorme. La vita, per fortuna, non controlla il calendario prima di succedere.
Quell'ultimo esame che ti sembra insormontabile, permettimi il sospetto, probabilmente non è insormontabile per la materia in sé, ma perché ha smesso di essere "un esame" ed è diventato il simbolo di tutto: della laurea, dei trent'anni, del giudizio su te stesso. Quando un compito diventa il contenitore di troppi significati insieme, è normale che ci si blocchi davanti alla porta, anche avendo tutte le carte in regola per entrare.
La buona notizia, se posso permettermi un po' di leggerezza, è che "rivivere sempre lo stesso giorno" di solito è il momento esatto in cui la mente ti sta dicendo: cambia qualcosa, anche piccola, prima che lo faccia io per te con un altro risveglio alle tre. Non serve risolvere tutto in una notte (letteralmente): basta un primo passo concreto, piccolo, scelto da te e non subito dal senso di dovere.
Se questo peso continua ad accompagnarti ogni sera, parlarne con un professionista può aiutarti a distinguere cosa è davvero legato all'esame e cosa, invece, ha semplicemente trovato nell'esame un ottimo nascondiglio.
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