Dott.ssa
Ilaria Pinto
Psicologa
·
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Pioltello 1 indirizzo
Esperienze
Sono la Dott.ssa Ilaria Pinto, una psicologa e psicoterapeuta in formazione ad indirizzo Sistemico Dialogico. Il mio lavoro si concentra sul processo terapeutico, inteso come un viaggio condiviso nella stanza delle parole, in cui la relazione e il dialogo diventano strumenti di trasformazione e di comprensione della complessità.
Mi occupo di supporto psicologico per adolescenti, adulti e giovani adulti, accompagnando le persone nell'esplorazione di sé, delle proprie emozioni e relazioni. Inoltre, lavoro a fianco di famiglie e ragazzi per affrontare le sfide legate alla neurodivergenza e ai disturbi dei neurosviluppo, individuando strategie educative, relazionali e didattiche adatte ai bisogni di ciascuno.
Aree di competenza principali:
- Psicologia dell'età evolutiva
Principali patologie trattate
- Depressione
- Stress
- Neurodivergenze
- Problemi relazionali
- Autostima
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Prestazioni e prezzi
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Consulenza online
35 € -
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Colloquio psicologico di coppia
90 € -
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Colloquio psicologico individuale
60 € -
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Colloquio psicologico online
60 € -
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Sostegno alla genitorialità
75 € -
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Recensioni
2 recensioni
Nuovo profilo su MioDottore
I pazienti hanno appena iniziato a rilasciare recensioni.
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C
C.V.
Una professionista seria, competente e soprattutto molto umana. Fin dal primo approccio ho percepito grande disponibilità e attenzione, senza mai sentirmi giudicata. Sa ascoltare davvero e riesce a creare un ambiente accogliente in cui sentirsi liberi di esprimersi. La sua sensibilità, unita alla professionalità, è sicuramente uno dei suoi punti di forza. La consiglierei a chiunque stia cercando una psicologa attenta e preparata.
• Studio Professionale • colloquio psicologico individuale •
Dott.ssa Ilaria Pinto
Grazie mille per le sue parole
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S
S.E
Ambiente molto accogliente, grande empatia e massima professionalita', l'ho trovata molto competente e preparata e grazie a lei sto affrontando un periodo molto delicato con piu' serenità, sono contenta di aver iniziato questo percorso e superato il mio scetticismo, ora è il mio punto di riferimento prezioso.
• Studio Professionale • colloquio psicologico individuale •
Dott.ssa Ilaria Pinto
Grazie mille a lei per la sua fiducia!
Risposte ai pazienti
ha risposto a 5 domande da parte di pazienti di MioDottore
Buonasera! Avrei bisogno di un consulto circa un dubbio che ho da anni ossia quello di vivere all'
Buonasera! Avrei bisogno di un consulto circa un dubbio che ho da anni ossia quello di vivere all' interno di una famiglia disfunzionale..mi spiego meglio: ho 33 anni non ho avuto un' infanzia serena ed ero sempre in mezzo a liti ,discussioni tra genitori e famigliari tanto e ' vero che metà infanzia l' ho passata da una nonna . Mia madre ha sempre sottolineato che io non ero voluta non dovevo nascere a differenza di mio fratello e ciò lo ha sempre detto anche davanti amici o parenti ...qualsiasi cosa che succedeva era colpa mia ,mi ha fatto iscrivere al liceo sotto sua pressione e se prendevo un 8 e mezzo era una tragedia iniziavano subito da parte sua e di mio padre i confronti con chi prendeva voti più alti ..presa la maturità non ho avuto nessuna soddisfazione solo un : ora datti una mossa e trovati un lavoro. Ho trovato perlopiu lavori sottopagati,senza contratti e sporadici ma ho sempre accettato nonostante ciò se le cose andavano male era colpa mia,se non si arrivava a fine mese era colpa mia ,andavo a mangiare una pizza con amiche me la rinfacciavano per giorni . Ho avuto ragazzi con i quali si parlava di convivenza ma mia madre se ne usciva con : e poi chi mi dà una mano a pulire casa ? Tuo fratello studia e lavora merita di riposarsi tu no . A fine agosto ho trovato lavoro come insegnante ed entrambi mi hanno detto che non è un lavoro che invero lavori consistono nello spaccarsi la schiena e che non sono degna dello stipendio che prendo. La cosa assurda e' che se mio fratello combina qualche guaio magicamente divento la più brava ,buona ,ubbidiente .. si risolve con mio fratello torno a essere la "fallita ,idiota " come ogni tanto vengo definita . All' ennesimo litigio dove mi si attribuisce anche l' appellativo di sfigata che vive tra i libri ho reagito ma nulla da fare ..mi chiedo quindi se tutto questo può essere definito contesto disfunzionale e cosa posso fare. Grazie.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, la ringrazio per la sua domanda. Parto dal rispondere alla sua domanda: in sé non esiste una famiglia "funzionale" o "disfunzionale", alcune dinamiche considerate funzionali in una famiglia possono essere considerate disfunzionali in un'altra e viceversa: in generale, ogni contesto crea delle dinamiche e delle regole proprie, che servono a mantenere un certo equilibrio, e ogni membro tende a contribuire a questo equilibrio. Ciò che forse accade nella sua famiglia è che le dinamiche (e quindi anche i comportamenti) dei suoi familiari le creano disagio e sofferenza, perciò, a prescindere dall'etichetta, penso che questo possa essere una fonte di riflessione. Mi piacerebbe, quindi, invitarla a pensare a come sta lei all'interno della sua famiglia, nel cercare di soddisfare le aspettative dei suoi genitori e non ricevere un "riconoscimento" per questo, ad esempio. Quale importanza attribuisce all'opinione dei suoi genitori su di lei, come si sente rispetto a suo fratello, agli appellativi di sua mamma, ecc...
Penso che riflettere su queste dinamiche possa aiutarla a comprendere meglio quali sono i suoi desideri rispetto a sé, e provare a trovare una maniera di poter stare nella sua famiglia con una consapevolezza diversa e senza la grande sofferenza che prova.
Qualora desiderasse, rimango a disposizione per fare una chiacchierata in un primo colloquio.
A presto e in bocca al lupo!
Dott.ssa Ilaria Pinto
Buonasera, sono una ragazza di 18 anni e vorrei approfondire una questione personale dal punto di vi
Buonasera, sono una ragazza di 18 anni e vorrei approfondire una questione personale dal punto di vista psicologico e psicoanalitico.
Mi sono resa conto di provare un’attrazione sentimentale e/o sessuale prevalentemente verso donne molto più grandi di me, generalmente tra i 40 e i 50 anni, e vorrei comprendere meglio da dove possa derivare questa preferenza.
Mi chiedo se possa esserci un collegamento con il rapporto con la figura materna, con le dinamiche di attaccamento sviluppate durante l’infanzia o con una sorta di «complesso di Elettra ribaltato», pur sapendo che quest’ultima non è una definizione scientificamente riconosciuta.
Vorrei capire se questa attrazione possa essere legata inconsciamente alla ricerca di protezione, sicurezza, maturità o accudimento, oppure se possa trattarsi semplicemente di una preferenza affettiva e sessuale indipendente da particolari dinamiche psicologiche.
La questione che mi interessa maggiormente, però, è capire se sia possibile lavorare su questa attrazione per attenuarla o modificarne il peso nella mia vita. Vorrei sapere se esistano percorsi psicologici che possano aiutarmi a comprenderne le origini, a gestire i sentimenti che ne derivano e a vivere le relazioni con maggiore libertà, senza che questa preferenza diventi necessariamente predominante.
Mi interesserebbe inoltre sapere se esistano studi scientifici, teorie psicologiche o libri che affrontino specificamente l’attrazione delle ragazze giovani verso donne molto più mature, possibilmente approfondendo anche il rapporto tra desiderio, figura materna, attaccamento e differenza d’età.
Non vorrei partire dal presupposto che questa attrazione sia patologica, ma mi piacerebbe comprenderla più a fondo e capire se, attraverso un percorso di consapevolezza e di lavoro psicologico, sia possibile viverla diversamente.
Vi ringrazio per l’attenzione e per eventuali indicazioni o suggerimenti bibliografici.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, grazie per la sua domanda. Di per sé, la preferenza verso donne e soprattutto donne più grandi non è un segnale considerabile patologico. Penso, però, possa essere importante provare ad esplorare quali siano i significati che lei attribuisce a tutto questo, senza partire dal presupposto che debba esserci necessariamente qualcosa da risolvere o modificare se lei non lo desidera. Da una prospettiva sistemico-dialogica, potrebbe essere utile chiedersi: che posto occupano le donne più grandi nel suo immaginario? Quali caratteristiche la attraggono maggiormente e che cosa sente quando si trova in relazione con loro? Si tratta di un senso di sicurezza, di ammirazione, di desiderio, di riconoscimento o di qualcosa di diverso?
Potrebbe anche interrogarsi su come questa preferenza si inserisca nella sua storia familiare e nelle relazioni significative: come descriverebbe il rapporto con le figure importanti della sua vita? Quali modelli di relazione ha osservato crescendo? E come pensa che le persone a lei vicine reagirebbero se conoscessero questa parte di sé?
Queste domande non servono a individuare necessariamente una causa, ma ad ampliare lo sguardo e a comprendere il significato che l'attrazione assume nella sua esperienza, perché mi sembra di capire che questo ha un'importanza notevole nella sua vita ora.
La possibilità di un percorso psicologico può essere utile proprio per esplorare questi aspetti, non per eliminare una preferenza, ma per acquisire maggiore consapevolezza e libertà nelle proprie scelte affettive. Non tutto ciò che è diverso dalle aspettative comuni deve essere cambiato, ma penso potrebbe restituirle un senso di libertà riuscire a individuare con maggior precisione i propri desideri.
Rimango a disposizione qualora desiderasse approfondire questi aspetti attraverso un primo colloquio.
A presto, dott.ssa Ilaria Pinto
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