Buonasera ho 49 anni sposato 2 figli e un lavoro stabile,sto soffrendo da ansia generata da pensieri

Buonasera ho 49 anni sposato 2 figli e un lavoro stabile,sto soffrendo da ansia generata da pensieri negativi (pensare di fare qualcosa di inappropriato ridicolo e fuori luogo) e di conseguenza una tremenda paura di perdere il controllo e diventare malato e di conseguenza essere un peso per i miei cari. Questa situazione si è già presentata anche in passato ne sono sempre uscito da solo con una sorta di auto analisi e sforzandomi di essere il più razionale possibile...mai nessuno dei miei conoscenti si è mai accorto di questa mia angoscia se nn mia moglie con la quale ovviamente mi confronto. Perché si ripresenta di tanto in tanto e cosa posso fare per cacciarla via definitivamente? Grazie del vostro tempo

10 risposte


Gentile, La ringrazio per la fiducia e per la lucidità con cui ha descritto ciò che sta attraversando. Vivere con la costante paura di "perdere il controllo", di fare qualcosa di ridicolo o inappropriato e di diventare un peso per la propria famiglia genera un'angoscia intima e profonda, vissuta spesso in totale solitudine. La sua domanda è di fondamentale importanza: "Perché questa ansia si ripresenta di tanto in tanto e come posso cacciarla via definitivamente?" Per risponderle, occorre svelare il meccanismo psicologico che sostiene questi episodi: 1. Perché l'ansia si ripresenta? (La trappola del "Controllo Razionale") Lei racconta di esserne sempre uscito da solo "sforzandosi di essere il più razionale possibile". Questa capacità dimostra una grande forza interna, ma nasconde un piccolo paradosso neurobiologico e psicologico: I pensieri intrusivi egodistonici: La mente umana produce continuamente pensieri bizzarri, irrazionali o spaventosi. Chi tende ad avere un forte senso di responsabilità (verso la famiglia, il lavoro) interpreta questi pensieri come una minaccia reale ("Se l'ho pensato, significa che sto per perdere il controllo"). Il paradosso dello sforzo: Cercare di "ragionare con l'ansia" o sforzarsi di sopprimere i pensieri negativi equivale a dire al cervello: "Questo pensiero è pericoloso, dobbiamo combatterlo!". Più lei si sforza di non pensarci o di dimostrarsi che non perderà il controllo, più il cervello rimane iper-vigile, facendo riemergere il pensiero periodicamente. I periodi di sovraccarico: L'ansia si ripresenta di solito nei momenti in cui le difese naturali sono più basse a causa di stress accumulato, stanchezza fisica o transizioni di vita, trovando varco nel suo bisogno di mantenere tutto sotto controllo. 2. Cosa fare per non farsi più schiacciare? L'obiettivo clinico non è "cacciare via" l'ansia per sempre (perché l'ansia è una risposta naturale del corpo), ma cambiare il modo in cui lei reagisce ad essa quando si presenta, togliendole ogni potere. Smettere di "lottare" con il pensiero: Quando si affaccia l'idea di poter fare qualcosa di inappropriato, provi a non argomentare con essa. Dica a se stesso: "Ecco di nuovo la mia mente che produce un pensiero ansioso. È solo un pensiero, una scarica elettrica del cervello, non un'intenzione o un dato di realtà". Accettare l'onda senza giudizio (Defusione Cognitiva): La paura di "impazzire" o perdere il controllo è il sintomo tipico dell'ansia elevata, non la causa. L'ansia raggiunge un picco e poi scende da sola, a patto che non la si alimenti cercando continue rassicurazioni o prove di razionalità. Condividere con la moglie senza vergogna: Il fatto che sua moglie sia al corrente di questo suo stato d'animo è una risorsa preziosa. Non deve nascondere la sua vulnerabilità per la paura di "essere un peso": la fragilità condivisa rinforza i legami, non li distrugge. L'opportunità di un percorso guidato Risolvere tutto "da soli" è stato finora il suo punto di forza, ma può diventare anche un limite che la affatica inutilmente. Un percorso di Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale (CBT) o basato sulla Mindfulness / ACT (Acceptance and Commitment Therapy) può fornirle strumenti specifici per disinnescare i pensieri ossessivi sul controllo, permettendole di vivere con maggiore leggerezza la sua vita familiare e lavorativa senza il timore delle ricadute. Resto a sua completa disposizione se desidera fissare un primo colloquio di consultazione. Un cordiale saluto, Dott.ssa Antonella Guiducci

Dott.ssa Antonella Guiducci

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psicoterapeuta

San Mauro Pascoli

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Da quello che descrive, sembra esserci un circuito in cui compare un pensiero disturbante, lei lo interpreta come possibile segnale di perdita di controllo e questo aumenta l’ansia, il bisogno di controllarsi e di rassicurarsi razionalmente. Il fatto che in passato sia riuscito a stare meglio non significa però che il problema sia davvero risolto, soprattutto se tende a ripresentarsi. Non è possibile fare una diagnosi da qui, ma pensieri intrusivi, paura di compiere qualcosa di inappropriato e timore di “impazzire” meritano una valutazione psicologica, proprio per capire come funzionano nel suo caso e cosa li mantiene. Cercare di eliminarli definitivamente con la sola razionalizzazione spesso non basta e può trasformarsi in un ulteriore controllo mentale. Visto che questa sofferenza torna nel tempo, credo sia il momento di affrontarla con uno psicologo in modo strutturato, senza aspettare ogni volta che passi da sola. Se vuole approfondire, può contattarmi per una consulenza online o in presenza e consultare la mia agenda per le disponibilità. un caro saluto. Dott. Giulio Blasilli


Salve, il fatto che queste paure si ripresentino periodicamente può essere legato a modalità di gestione dell’ansia che, pur avendola aiutata in passato, non sempre permettono di affrontarne le cause in modo duraturo. Il tentativo di scacciare i pensieri o di controllarli attraverso la razionalità può, talvolta, finire per mantenerli attivi, alimentando ulteriormente la preoccupazione. Avere pensieri indesiderati non significa necessariamente volerli mettere in atto, né perdere il controllo. Più che cercare di eliminarli definitivamente, può essere utile imparare a riconoscerli senza attribuire loro un significato allarmante. Visto che questa angoscia si ripresenta nel tempo, le suggerirei di valutare un percorso psicologico per comprenderne meglio i meccanismi e acquisire strumenti più efficaci per gestirla, senza dover affrontare tutto facendo affidamento soltanto sulle proprie forze. Un caro saluto. Dott.ssa Gaia Evangelisti, Psicologa.


Salve, grazie per aver espresso la sua preoccupazione. Il fatto che senta che queste paure si ripresentino non significa che lei stia perdendo il controllo. Spesso questo tipo di pensieri denunciano uno stato d'ansia non elaborato, inoltre il cercare attivamente di scacciarli o confutarli non fa che metterli sempre più al centro dell'attenzione. Facendola sentire incastrato e senza via d'uscita. Più che cercare di eliminare definitivamente ogni pensiero, potrebbe esserle utile un percorso psicologico per comprenderne il significato e imparare a rapportarsi a essi in modo meno angosciante, capire che significato hanno per lei e come restituirle la serenità che merita. Le auguro il meglio, Dott. Daniele Migliore


Buon pomeriggio, grazie per la fiducia. Per cercare di capire il perché di questa ansia, ritengo possa essere utile parlare insieme del periodo che sta vivendo. Se lo desidera, sono disponibile sia in presenza sia online.


Buongiorno, grazie per la sua condivisione. I pensieri intrusivi riguardanti la paura di agire in modo inappropriato, ridicolo o fuori luogo sono manifestazioni tipiche dei quadri ansiosi e ossessivi. La ragione principale per cui questo fenomeno tende a ripresentarsi nel tempo risiede spesso nello stesso strumento che lei ha utilizzato finora per affrontarlo: quando tenta di analizzarsi o di sopprimere i pensieri negativi per dimostrare a se stesso di stare bene, invia al cervello il segnale che quei pensieri costituiscono un pericolo reale, mantenendo il sistema d'allarme costantemente attivo. L'obiettivo di "cacciare via" l'ansia con la forza della volontà costituisce, paradossalmente, il carburante che la alimenta. Gestire da solo questo peso e nasconderlo all'esterno richiede un dispendio energetico notevole e, per quanto le abbia fornito un sollievo temporaneo in passato, non modifica i meccanismi profondi che innescano l'angoscia. La paura di perdere il controllo e il timore di diventare un carico per i suoi familiari non sono difetti da eliminare con la razionalità, ma segnali di un sovraccarico emotivo che chiede di essere compreso e trattato con strumenti clinici adeguati. Per spezzare in modo duraturo questo circolo vizioso, la scelta più efficace è fare riferimento a uno psicologo o psicoterapeuta, valutando un approccio mirato, particolarmente indicati per la gestione dei pensieri intrusivi e della paura di perdita del controllo. Un percorso specialistico le permetterà di apprendere come slegarsi da questi pensieri senza doverli combattere, restituendole una serenità stabile e condivisa con la sua famiglia, senza la necessità di dover sostenere tutto da solo. Rimango a disposizione per ulteriori chiarimenti, qualora volesse approfondire possiamo prendere appuntamento per un colloquio conoscitivo anche online. Un caro saluto


La ringrazio per aver condiviso con trasparenza la sua esperienza. I pensieri che definisce "inappropriati o ridicoli" sono pensieri intrusivi che spesso nascono da un forte senso di responsabilità o dal desiderio profondo di proteggere i propri cari e le persone attorno a sé. Il paradosso di questi pensieri è che più cerchiamo di scacciarli o di dimostrare a noi stessi che siamo "razionali", più diamo loro importanza, trasformandoli in una minaccia percepita e alimentando la paura di perdere il controllo. Come mai la situazione si ripresenta di tanto in tanto? Probabilmente perché la modalità usata in passato per superarla – l'auto-analisi e la ricerca forzata di razionalità – ha funzionato solo temporaneamente come "cuscinetto", senza però sciogliere il meccanismo di fondo. Spesso infatti è proprio il tentativo di controllo che fa perdere il controllo. Quando attraversiamo momenti di maggiore stress o affaticamento, la mente tende a riattivare quegli stessi schemi rigidi di controllo, facendo riemergere l'ansia. Cosa può fare per "cacciarla via" definitivamente? L'obiettivo non è lottare contro questi pensieri per "scacciarli" (la lotta li rende solo più forti), ma cambiare il modo in cui interagisce con essi. Quando si tenta di sopprimere un pensiero razionalizzando a tutti i costi, la mente si convince che quel pensiero sia effettivamente un pericolo reale. Un breve percorso ad orientamento strategico breve, può aiutarla a interrompere il circolo vizioso tra pensiero intrusivo, iper-razionalizzazione e ansia, disattivare la paura di "perdere il controllo" e farle riacquisire una serenità spontanea e duratura. Il fatto che ne sia sempre uscito dimostra che ha ottime risorse personali: si tratta solo di dirigere la sua attenzione e la sua razionalità nella direzione funzionale, anziché contro se stesso.


Buonasera credo sia opportuno affrontare in psicoterapia i motivi per cui Lei non puo' mai lasciarsi andare a perdere il controllo. C'e' sicuramente molta ansia e forse il senso di essere sempre in pericolo. Penso sia utile indagare meglio e ricontestualizzare la Sua storia personale all'interno di una relazione psicoterapeutica. Grazie cordiali saluti dott.ssa G.Elmo


Buonasera da quanto scrive ha un disturbo di ansia che a fasi alterne si ripresenta a causa, probabilmente, anche di quanto vive quotidianamemte. A volte riesce a gestirlo più facilmente altre volte i pensieri e le paure possono prendere il sopravvento con maggiore difficoltà a gestirli. Il fatto che in passato sia riuscito a superare questi momenti non significa però che li abbia superati. Come vede infatti si ripropongono in maniera più o menno intensa. La potrebbe aiutare il rivolgersi ad uno psicoterapeuta con il quale affrontare queste problematiche che la angosciano e non le permettono di essere sereno. Per qualsiasi domanda non esiti a scrivere.


Buonasera, la sua domanda è molto interessante e per darle una risposta adeguata sarebbe necessario comprendere meglio in quali circostanze accade che lei abbia questa paura perché potrebbe essere legato allo stress o a periodi in cui si presentano determinate condizioni. Sarebbe interessante comprendere cosa intende per fuori luogo o per malato e che significato hanno per lei queste possibilità, potrebbe essere anche un sintomo dell'ansia legato a molteplici fattori che si legano di solito alla propria storia personale e a sfide esistenziali attuali o richieste ambientali. Augurandole ogni bene possibile, rimango a disposizione. Dott.ssa Chiara Cagnoli

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