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Esperienze

Sono Matilde Ambrosione, Psicologa clinica iscritta all’Ordine degli Psicologi. Ho conseguito la laurea triennale in Psicologia Clinica presso l’Università di Pisa e successivamente la laurea magistrale in Psicologia del ciclo di vita e dei contesti presso l’Università di Firenze. Ho inoltre completato un Master biennale in Mediazione Familiare.

Mi occupo di supportare adolescenti e adulti che stanno attraversando un momento di difficoltà, cambiamento o particolare fragilità emotiva, aiutandoli a comprendere meglio ciò che stanno vivendo e a ritrovare maggiore equilibrio e consapevolezza.

Credo che chiedere aiuto sia un atto di cura verso se stessi. Per questo considero fondamentale creare uno spazio sicuro, accogliente e privo di giudizio, nel quale sentirsi liberi di esprimere pensieri, emozioni e vissuti con i propri tempi.

Nel percorso possiamo lavorare, tra le altre cose, su ansia e stress, autostima, difficoltà relazionali, gestione delle emozioni, momenti di cambiamento e difficoltà legate alla propria storia personale e familiare.

Il mio approccio parte dall’ascolto della persona nella sua unicità: non esistono soluzioni uguali per tutti, ma un percorso costruito insieme, in base alle proprie esigenze e ai propri obiettivi.

Se senti di stare attraversando un momento in cui vorresti fermarti, fare chiarezza e prenderti cura di te, possiamo iniziare insieme questo percorso.

Ricevo non solo online ma anche in studio e offro percorsi personalizzati in base alle esigenze della persona.

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Aree di competenza principali:

  • Psicologia clinica
  • Mediatore familiare

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  • G

    G.G

    Consiglio la Dott.ssa Ambrosione a chiunque abbia bisogno di un supporto umano e professionale. Grazie alla Dottoressa sono riuscita a superare difficoltà che da sola non sarei mai riuscita a risolvere.

     • Studio di consulenza online trattamento dello stress  • 

    Dott.ssa Matilde Ambrosione

    Grazie a te e sopratutto grazie della fiducia data!


  • A

    A.S

    Mi sono trovata benissimo con la dottoressa. È una professionista molto competente, preparata e attenta, capace di mettere subito a proprio agio. Mi sono sentita ascoltata e compresa durante tutto il percorso. La consiglio assolutamente a chi cerca una serietà, empatia e professione.

     • Studio privato consulenza psicologica  • 

    Dott.ssa Matilde Ambrosione

    Grazie a te, sono contenta di aver intrapreso questo percorso insieme


  • N

    N.R

    Mi sono trovata bene sin da subito.
    Sa ascoltare e ti mette subito a tuo agio senza amai giudicarti

     • Studio privato consulenza psicologica  • 

    Dott.ssa Matilde Ambrosione

    Grazie a lei


  • A

    A.M

    Prima esperienza molto positiva. Mi sono sentita subito a mio agio e ascoltata. La dottoressa è stata gentile, disponibile e professionale. È stata una prima visita davvero positiva e ho deciso di iniziare un percorso con lei.
    Grazie ancora

     • Studio di consulenza online primo colloquio psicologico  • 

    Dott.ssa Matilde Ambrosione

    Grazie a te Maria, sono molto felice di iniziare questo percorso insieme


  • F

    FG

    La Dott.ssa mi è piaciuta subito dal primo istante, poiché mi ha messa a mio agio immediatamente.
    Senti di poter parlare apertamente, e mentre ti ascolta vedi in Lei una figura rassicurante la quale sa come poterti aiutare.
    Ho scelto di chiedere “aiuto” in un momento delicato della mia vita, che mi ha sconvolto e non pensavo potesse mai succedere a me; grazie a Lei sto riuscendo a capire come potermi comportare in determinate situazioni che non riuscirei a gestire da sola al momento.
    Sono molto felice di aver conosciuto una persona preparata come la Dottoressa.
    Grazie

     • Studio privato consulenza psicologica  • 

    Dott.ssa Matilde Ambrosione

    Grazie a te Francesca, sono fiduciosa del nostro percorso


  • C

    C.R

    Ho iniziato il percorso con la Dott.ssa Ambrosione in un momento molto difficile e non potevo fare scelta migliore.
    È una professionista estremamente preparata, ma soprattutto umana. Riesce a creare un ambiente sicuro dove ti senti ascoltata davvero, senza giudizi.
    Con lei ho imparato strumenti concreti per gestire ansia e pensieri, e piano piano ho ritrovato serenità e fiducia in me stessa.
    La consiglio a chiunque voglia fare un vero percorso di crescita. Grazie di cuore.

     • Studio privato consulenza psicologica  • 

    Dott.ssa Matilde Ambrosione

    Grazie a te Costanza per avermi dato fiducia


  • A

    A.S.

    Mi sono trovata davvero bene con la dottoressa. Fin dal primo incontro mi sono sentita ascoltata e soprattutto mai giudicata. Ho apprezzato molto il suo modo di fare, professionale ma allo stesso tempo umano e accogliente. Mi ha aiutata a vedere alcune situazioni con occhi diversi e a capire meglio me stessa. Sono contenta di aver intrapreso questo percorso con lei e la consiglierei sicuramente.

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    Dott.ssa Matilde Ambrosione

    Grazie di cuore per queste belle parole. Mi fa particolarmente piacere sapere che hai trovato nel mio studio un ambiente in cui sentirti tranquilla e accolta. Ti ringrazio per la fiducia e per aver condiviso la tua esperienza.


  • S

    S.v.

    Uno studio accogliente, curato e capace di trasmettere fin da subito una sensazione di tranquillità. Ma ciò che fa davvero la differenza è la professionalità, unita a una grande capacità di ascolto e a un approccio umano, attento e mai giudicante. Un luogo in cui ci si può sentire realmente a proprio agio e accolti. Assolutamente consigliato

     • Studio privato consulenza psicologica  • 

    Dott.ssa Matilde Ambrosione

    Grazie per aver condiviso la tua esperienza e per la fiducia che mi hai accordato. Sono felice che tu abbia trovato nel nostro percorso uno spazio in cui poterti raccontare liberamente e guardare alcune situazioni da una prospettiva diversa.


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 65 domande da parte di pazienti di MioDottore

Salve dottori, sono una ragazza di 27, mi sono lasciata a inizio anno circa con una persona più gran

Salve dottori, sono una ragazza di 27, mi sono lasciata a inizio anno circa con una persona più grande, lui ha 50 anni, siamo stati insieme 2 anni, ci siamo conosciuti a lavoro (stagionalmente), ci sono stati vari motivi, diciamo che è stata da parte mia il lasciarci purtroppo, non riuscivo più ad andare avanti, nonostante io gli voglia bene e mi dispiace tanto..al momento lavoriamo insieme perché lui voleva continuare a riprovarci e stare vicino a me, mi ha sempre detto e anche ultimamente che mi vuole ancora, che è innamorato e che sta male senza di me, io dalla mia parte gliel'ho sempre detto che mi dispiace, che voglio il suo bene ma non riesco a tornare insieme, e anche sentendomi dire che lui mi vuole riconquistare, è innamorato, io non so che fare, non posso dargli ciò che vuole, andrei contro me stessa, e mi dispiace tanto..inoltre perché da un mese circa ho conosciuto un collega a lavoro, con cui da qualche settimana siamo usciti anche insieme, mi piace tanto e ci sto bene, mi fa stare bene davvero, l'unica cosa è che avendo il mio ex lui ci vede se magari scherziamo ogni tanto a lavoro, io ci provo a non scherzare per portargli rispetto come anche lui mi ha detto, però vorrei sentirmi libera, senza avere sensi di colpa, perché io ora mi sento in colpa come se dovessi star male anche io perché lui sta male, come se non dovessi andare avanti, conoscere nessuno perché lui vuole ancora me..questo collega con cui mi sento, sa della situazione, mi sento anche in colpa nei suoi confronti, perché magari non dovevo iniziare nulla, per non illudere lui, mi sembra di rivivere le stesse cose anche se con lui è diverso, sto bene e sono felice, poi mi ricordo del mio ex, di tutta la situazione e mi viene il pensiero di chiudere e non continuare con lui, perché magari prima devo stare bene io? Non so che fare, ho paura però di perderlo, perché magari me ne pentirei...mi sento tanto confusa e con tanti pensieri a cui non riuscire a dare una soluzione..

RISPOSTA DEL DOTTORE:

Dott.ssa Matilde Ambrosione

Buongiorno da quello che racconti mi sembra che tu stia vivendo un conflitto molto forte tra due parti di te: da una parte il legame con una persona che ha avuto un ruolo importante nella tua vita e verso la quale provi ancora affetto, dall’altra la possibilità di andare avanti e vivere qualcosa che oggi sembra farti stare bene. E forse ciò che ti confonde ancora di più è il senso di colpa che provi nel vedere che lui sta male e continua a sperare in un ritorno.

Vorrei però distinguere una cosa importante: dispiacersi per la sofferenza di qualcuno non significa necessariamente voler tornare con quella persona. Puoi voler bene al tuo ex, essere dispiaciuta per quello che sta vivendo e, allo stesso tempo, riconoscere che la relazione per te si è conclusa. Il fatto che lui continui ad amarti o desideri riconquistarti non può diventare, da solo, una responsabilità che ti impedisce di fare le tue scelte.

Allo stesso tempo, non credo sia necessario costringerti a decidere subito se tornare con lui o iniziare una nuova relazione. Forse prima ancora della scelta c’è bisogno di capire che cosa vuoi tu, al di là della paura di ferire qualcuno e della paura di pentirti. Mi sembra significativo che tu dica di sentirti bene con questa nuova persona, ma anche che la situazione con il tuo ex ti porti a mettere continuamente in discussione ciò che provi.

Potrebbe esserti utile chiederti: se il mio ex non stesse soffrendo, se non mi dicesse che mi ama ancora e se non avessi paura di perderlo definitivamente, che cosa sceglierei? E ancora: quando penso a tornare con lui, sento realmente il desiderio di ricostruire quella relazione oppure sento soprattutto paura, nostalgia e senso di colpa? Sono domande diverse, e distinguere queste emozioni può aiutarti molto.

Non devi stare male per dimostrare che la tua scelta è legittima e non devi rinunciare alla possibilità di stare bene solo perché qualcun altro sta attraversando un dolore. Allo stesso tempo, puoi concederti il tempo necessario per comprendere cosa desideri davvero, senza prendere una decisione dettata dalla paura del rimpianto.

Se senti che questi pensieri continuano a girare senza lasciarti arrivare a una posizione tua, un percorso psicologico potrebbe aiutarti proprio a fare chiarezza su questo conflitto, senza dirti quale persona scegliere, ma aiutandoti a distinguere desiderio, senso di colpa, paura e reale bisogno affettivo. Anche attraverso un percorso online, se per te fosse più semplice.

Questa secondo me è una risposta più clinica e autentica, perché non prende posizione né per l’ex né per il nuovo collega, ma la riporta sul vero nodo: “cosa voglio io quando tolgo dalla decisione la sofferenza e le aspettative degli altri?”
Spero di averla aiutata


Salve a tutti buongiorno. Da circa 7 mesi sto soffrendo di una forte tensione e senso di divisione n

Salve a tutti buongiorno.
Da circa 7 mesi sto soffrendo di una forte tensione e senso di divisione nella parte sinistra della testa. Mi sento come se fossi diviso in 2, ho problemi di concentrazione e di memoria. La caratteristica più importante è che mi sento come se fossi distaccato da me stesso, dalle mie emozioni e dalla realtà. Questo stato è facilmente risolvibile in quanto il mio corpo cerca di autoregolarsi tramite dei mormori vocali. Quando faccio questi mormori sento che la tensione diminuisce, che i pensieri si riorganizzano e soprattutto rientro in contatto con me stesso. Ho fatto varie visite psichiatriche e mi è stato detto che questo corrisponde ad uno stato dissociativo. Il problema principale è che non riesco a lasciarmi andare (cioè a scaricare questa tensione) perché ho paura che mio padre possa aggredirmi durante i momenti di vulnerabilità (cioè quando mi lascio andare). Questo perché sin dall'infanzia mio padre mi ha sempre traumatizzato con le sue urla, quando facevo qualcosa che gli dava fastidio. Di conseguenza sono rimasto bloccato in un loop dove il mio corpo cerca di lasciarsi andare con questi mormorii ma rimane in allerta per la paura che mio padre possa aggredirmi. Io vorrei semplicemente lasciarmi andare e sentirmi protetto. Ho provato anche ad andare via di casa, ma facendolo contro la mia volontà mi dissocio ancora di più. Per lo stesso principio, i miei genitori mi hanno proposto di ricoverarmi in una clinica, ma facendo qualcosa che non sento il sintomo dissociativo aumenta. Questo stato è sopraggiunto dopo un periodo di 3 mesi dove ho represso ciò che sentivo per adattarmi una situazione (nello specifico un corso di studi). Io vorrei solo sentirmi al sicuro da mio padre, ma in famiglia non capiscono che il nucleo del problema è questo. Ho fatto da circa 1 anno psicoterapia e ho assunto vari psicofarmaci, senza alcun risultato concreto. Cio che potrebbe aiutarmi è semplicemente sentirmi al sicuro. Cosa ne pensate?

RISPOSTA DEL DOTTORE:

Dott.ssa Matilde Ambrosione

Buongiorno, quello che racconta restituisce una situazione di sofferenza importante, soprattutto perché sembra esserci un contrasto tra il bisogno di lasciarsi andare e, contemporaneamente, una parte di sé che continua a rimanere in allerta, come se dovesse proteggersi da qualcosa.

Il collegamento che fa con le esperienze vissute con suo padre è certamente un elemento che merita di essere approfondito, soprattutto perché descrive di aver imparato nel tempo ad associare i momenti di vulnerabilità e di perdita di controllo alla possibilità di essere aggredito. In quest’ottica, il fatto che il suo corpo cerchi continuamente di mantenere un certo livello di controllo potrebbe essere qualcosa da comprendere, più che da combattere.

Allo stesso tempo, non sarebbe corretto attribuire automaticamente tutti i sintomi a una dissociazione. Una sensazione di “essere diviso”, le difficoltà di concentrazione e memoria e soprattutto la tensione localizzata alla testa che persiste da mesi meritano anche un confronto con il proprio medico, così da escludere eventuali cause fisiche e avere un quadro completo.

Sul piano psicologico, potrebbe essere utile lavorare non tanto sul “lasciarsi andare” a tutti i costi, quanto sulla possibilità di sentirsi sufficientemente al sicuro da poter abbassare gradualmente lo stato di allerta. Il fatto che quei momenti in cui emette i vocalizzi le permettano di sentirsi più presente e organizzato è un elemento che può essere portato in terapia e osservato con curiosità, senza giudicarlo né cercare necessariamente di eliminarlo.

Visto che racconta di aver già intrapreso un percorso psicoterapeutico e di aver provato diversi farmaci senza ottenere il risultato sperato, credo sia importante non concludere che “nulla può aiutarmi”. Potrebbe invece essere utile condividere apertamente con il suo terapeuta ciò che sta vivendo oggi, compreso il timore che lasciarsi andare possa renderla vulnerabile. È proprio questo vissuto di sicurezza e protezione che potrebbe rappresentare un punto centrale del lavoro.

E soprattutto, non deve affrontare tutto questo da solo. Se il timore di poter essere aggredito da suo padre è ancora attuale, è importante che la sua sicurezza venga prima di qualsiasi lavoro terapeutico.


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