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Esperienze

Allegra, di nome e di fatto, ex atleta agonista e oggi psicologa, credo profondamente nel potere dell’equilibrio tra mente, corpo e anima.

Dinamica, creativa, solare e molto determinata; in questi anni ho maturato una vasta esperienza personale e professionale, arricchita da attività, collaborazioni e viaggi in contesti diversi. Questi percorsi mi hanno permesso di entrare in contatto con persone e realtà differenti, insegnandomi a comunicare efficacemente, ad adattarmi con flessibilità e, soprattutto, a coltivare una profonda capacità di ascolto ed empatia.

Mi ispiro profondamente al pensiero di Nietzsche: “Diventa ciò che sei”. Tuttavia, credo che per poterlo fare sia necessario prima conoscersi davvero. Come si sosteneva già nell’Antica Grecia: “Gnothi seauton” — Conosci te stesso.

La mia filosofia si fonda anche sul principio di “mens sana in corpore sano” e sulla convinzione che il benessere autentico nasca dall’armonia tra le dimensioni fisiche, emotive e interiori.

Da questa visione nasce il mio approccio nel sostenere le persone in un percorso di conoscenza e crescita personale, attraverso un approccio analitico e integrato. Credo che ogni persona meriti di essere ascoltata e accolta nella propria unicità e autenticità.

La qualità della relazione tra paziente e clinico è fondamentale: è infatti per me proprio da questa relazione che può prendere forma un cambiamento profondo e un autentico benessere psicologico.

Altro Su di me

Approccio terapeutico

Psicologia clinica-dinamica
Psicoanalisi

Aree di competenza principali:

  • Psicologia dell'emergenza
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07/04/2026

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18 recensioni

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  • Attenzione durante la visita
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  • M

    M.T

    La Dott.ssa e' molto competente e accogliente. Ha saputo sin da subito comprendere i miei bisogni e personalmente la consiglierei.

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    S.V.

    Ho conosciuto la dottoressa Sosic in un momento molto difficile della mia vita, in cui vedevo tutto nero. Con il suo aiuto sto sviluppando delle risorse che mi hanno permesso di introdurre un po' di colore nella mia vita. È una professionista attenta e che non giudica. La consiglio!

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    Dott.ssa Allegra Sosic

    La ringrazio


  • A

    A.R.

    La Dottoressa mi ha da subito capito e messo a mio agio. Mi sono reso conto che con le sue sedute stia crescendo molto dal punto di vista della comprensione delle mie emozioni e dei miei comportamenti aiutandomi a stare meglio con me stesso.

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  • I

    I.G.

    Vedo la Dottoressa da qualche mese e devo ammettere che con il passare del tempo le sedute con lei mi hanno permesso di tornare a casa ogni volta con qualcosa su cui ragionare e lavorare, con la sensazione di aver fatto qualcosa di utile per me stessa e aver ricevuto sostegno e aiuto.

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    Dott.ssa Allegra Sosic

    La ringrazio!


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    Agnese Cartasegna

    Grazie dottoressa!! Per tutto l aiuto che mi sta dando

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    Dott.ssa Allegra Sosic

    Grazie mille


  • P

    Paziente

    La dottoressa è stata sin da subito accogliente, empatica e molto attenta ad ascoltare con reale interesse ciò che avevo da raccontare. Mi sono sentita compresa e mai giudicata, in un ambiente protetto e sereno. Ha saputo guidarmi con delicatezza e professionalità, aiutandomi a dare un senso a ciò che stavo vivendo. Consiglio vivamente a chiunque cerchi un supporto psicologico serio ma umano. Una vera professionista.

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    Dott.ssa Allegra Sosic

    Grazie


  • M

    M.A.

    La dottoressa mi ha permesso di accrescere le mie capacità di gestione e di lavorare su me stesso. Sono molto contento dei traguardi raggiunti.

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    Grazie mille!


  • M

    Maria

    La dott.ssa Sosic è estremamente competente: dimostra professionalità, empatia e sensibilità. Mi sono sentita accolta e ascoltata senza giudizio.
    Consiglio sinceramente la Dottoressa Sosic a chiunque stia cercando una professionista seria e un punto di riferimento prezioso.

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    Dott.ssa Allegra Sosic

    La ringrazio


  • M

    Monica

    Sono davvero fiera di me per tutto quello che stiamo costruendo insieme, grazie per l’aiuto e il supporto che mi da costanti, non facendomi mai sentire in difetto e sempre ben accolta oltre che capita

     • Studio Privato: Cinque Vie • consulenza psicologica  • 

    Dott.ssa Allegra Sosic

    E io sono fiera di lei!


  • I

    Iole Zambianchi

    la mia psicologa di fiducia da anni, é super mi trovo sempre benissimo

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    Dott.ssa Allegra Sosic

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Risposte ai pazienti

ha risposto a 35 domande da parte di pazienti di MioDottore

Salve dottori vi volevo chiedere come faccio a sapere se la mia serenità è autentica? Come faccio a

Salve dottori vi volevo chiedere come faccio a sapere se la mia serenità è autentica? Come faccio a sapere se sono condizionato magari inconsapevolmente? Mi spiego meglio io due anni fa ho perso i miei genitori parlando con uno psicologo che ho conosciuto mi ha chiesto se avessi affrontato completamente il trauma e io gli risposi che magari non so se al 100% ma io in questo momento mi sento sereno e secondo me non mi serve riaprire la faccenda giusto? Oppure dovrei sempre chiedermi se ho affrontato bene le situazioni? Poi sul fatto del condizionamento in rete c’è una persona dove dice che siamo tutti condizionati e che senza un risveglio al vero se è senza un percorso spirituale è inevitabile ma è davvero così ? Grazie per una vostra risposta

RISPOSTA DEL DOTTORE:

Dott.ssa Allegra Sosic

Buongiorno, la sua domanda apre una riflessione molto interessante sul rapporto tra consapevolezza, autenticità e conoscenza di sé.
Da un punto di vista psicoanalitico, potremmo dire che una parte importante del nostro lavoro consiste proprio nell'accompagnare la persona nella ricerca della propria verità soggettiva, cercando di comprendere quanto di ciò che sentiamo, desideriamo e scegliamo appartenga autenticamente a noi e quanto, invece, possa essere influenzato da dinamiche inconsce, esperienze passate e condizionamenti relazionali.

Questo, però, non significa che ogni forma di serenità debba essere messa in discussione o che dietro ogni equilibrio si nasconda necessariamente qualcosa di irrisolto.

La psicoanalisi ci insegna che non possiamo essere completamente trasparenti a noi stessi: una parte della nostra vita psichica rimane inconscia. Ma essere autentici non significa necessariamente essere consapevoli di tutto, né dover continuamente interrogare ogni nostra emozione alla ricerca di una verità nascosta.
Rispetto alla perdita dei suoi genitori, non esiste un modo universalmente corretto di attraversare un lutto, né una percentuale che possa stabilire quanto sia stato elaborato. Se oggi sperimenta una serenità che sente propria, non è detto che debba necessariamente riaprire quella sofferenza per dimostrarne l'autenticità.
Un percorso psicologico non dovrebbe avere come obiettivo quello di convincere una persona che sta male quando sente di stare bene, ma piuttosto offrirle uno spazio in cui esplorare liberamente la propria esperienza, qualora ne senta il bisogno.

Quanto ai condizionamenti, è vero che nessuno di noi è completamente svincolato dalla propria storia, dalle relazioni e dalla cultura in cui vive. Tuttavia, questo non implica che sia necessario un particolare percorso spirituale per accedere a un presunto “vero sé”.
Forse la questione non è raggiungere una verità assoluta su noi stessi, ma sviluppare una relazione sempre più libera, consapevole e autentica con ciò che siamo, accettando anche quelle parti di noi che non possiamo conoscere completamente.
E, talvolta, questa libertà comprende anche la possibilità di riconoscere la propria serenità senza sentirsi obbligati a dubitarne continuamente.


Salve dottori, vorrei esporvi un pensiero e chiedervi un consiglio/parere, sono una ragazza di 25 an

Salve dottori, vorrei esporvi un pensiero e chiedervi un consiglio/parere, sono una ragazza di 25 anni, ho avuto una relazione di 2 anni con una persona di 50 anni, ci siamo lasciati per diversi motivi, io ho deciso di lasciarci a inizio anno circa, non stavamo piu bene insieme e c'erano dei problemi che non riuscivo a superare e passare oltre dopo tanti tentativi, al momento però mi sto conoscendo e frequentando diciamo con un ragazzo, conosciuto a lavoro, purtroppo il problema è che mi sembra come se fosse troppo presto iniziare un qualcosa con un'altra persona, perché mi sento come di mettere sempre a confronto le due persone, lui con il mio ex, soprattutto certe situazioni mi tornano in mente come se le rivivessi, come a paragonare purtroopo le due persone, però con lui sto bene, riesco a parlare e parliamo ci confrontiamo..però un altro problema è che vorrei farlo entrare in casa, ma non vivendo da sola e avendo comunque una casa in campagna ho qualche parte da sistemare della casa diciamo purtroppo, ma il fatto è anche che ho paura che i miei possano vedere la situazione come se fosse troppo presto, sopratutto mio padre mi fa battute come a dire quest'anno lui, l'anno prossimo un altro ecc..quindi forse dovrei aspettare un pò ancora per farlo entrare proprio dentro casa, anche per un fatto di stare proprio anche io in casa un pò di più piuttosto che stare fuori sempre o da lui ecco..non so che fare

RISPOSTA DEL DOTTORE:

Dott.ssa Allegra Sosic

Buongiorno, da ciò che racconta mi sembra emerga un tema interessante, che riguarda non soltanto la possibilità di iniziare una nuova relazione, ma anche il modo in cui sta cercando di concedersi questa possibilità.
Da un punto di vista psicodinamico, è importante considerare che le relazioni precedenti non si concludono necessariamente, sul piano emotivo, nello stesso momento in cui terminano concretamente. Ogni legame lascia dentro di noi delle rappresentazioni, delle aspettative e delle esperienze che inevitabilmente influenzano il modo in cui incontriamo una nuova persona.
Il fatto che lei faccia dei confronti con il suo ex compagno, quindi, non significa necessariamente che sia troppo presto per iniziare una nuova relazione o che non abbia superato quella precedente. Potrebbe semplicemente trovarsi in una fase in cui sta cercando di integrare ciò che ha vissuto con ciò che sta vivendo adesso.
Mi soffermerei, però, su un altro aspetto del suo racconto: quanto le sue scelte sembrino essere accompagnate dalla preoccupazione per il giudizio degli altri, in particolare di suo padre.
Mi domanderei quanto il timore che sia "troppo presto" appartenga realmente a lei e quanto, invece, possa essere influenzato dalle aspettative familiari. A volte, infatti, il giudizio delle figure significative può diventare una voce interiorizzata, capace di condizionare le nostre decisioni anche quando desidereremmo muoverci diversamente.

In questo senso, forse la domanda non è tanto se sia giusto o sbagliato far entrare questa persona in casa, ma quanto lei si senta libera di scegliere ciò che desidera, distinguendo i propri tempi da quelli che immagina gli altri si aspettino da lei.
Non esiste un tempo universalmente corretto per iniziare una nuova relazione, così come non è necessario aver cancellato ogni traccia di quella precedente per poter costruire qualcosa di nuovo.

Il lavoro più importante, forse, è proprio quello di imparare a riconoscere ciò che sente autenticamente suo, senza dover necessariamente cercare una conferma o un'autorizzazione all'esterno.
Si conceda quindi la possibilità di conoscere questa persona senza dover decidere immediatamente cosa diventerà il vostro rapporto, rispettando sia i suoi desideri sia i suoi eventuali timori.
Non si tratta di scegliere tra aspettare e andare avanti, ma di comprendere da quale parte di sé nasce ciascuna di queste spinte.


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