Dr.
Simonetta Fabbri
Psicoterapeuta
·
Omeopata
Psicologa
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sulle specializzazioni
Anzola dell'Emilia 1 indirizzo
Esperienze
Sono un medico psicoterapeuta ad indirizzo umanistico gestaltico, esperta in omeopatia, ipnosi medica Propongo sedute individuali e percorsi , seguo anche coppie con problemi, adolescenti , donne nelle loro varie età della vita Conduco gruppi di aiuto per problematiche relazionali
Sessioni di Omeopatia per vari disturbi organici e psicosomatici ( coliti, gastriti, ansia, insonnia, problemi metabolici)
Floriterapia del Dott. E. Bach per "lavorare" nel mondo delle emozioni
Approccio terapeutico
Aree di competenza principali:
- Fitoterapia
- Omeopatia
- Omotossicologia
- Psicologia cognitiva
- Psicologia clinica
- Ipnoterapia
- Psicosomatica
- Psicoterapia della gestalt
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Prestazioni e prezzi
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Colloquio psicologico
80 € -
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Consulenza online
80 € -
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Psicoterapia
80 € -
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Visita omeopatica
120 € -
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EMDR (Psicoterapia dei disturbi post-traumatici)
80 € -
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Indirizzi (2)
Via Baiesi, 112B, Anzola dell'Emilia 40011
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Recensioni
1 recensione
-
L
Laura Vecchiattini
Per me, da tanti anni è sempre una garanzia, oltre la sua grande esperienza quello che mi piace è l' assenza di giudizio unita alla capacità di farti vedere le cose da un' altra prospettiva, da "spettatore' accompagnandoti a trovare la soluzione! Grazie dottoressa!
• Studio Privato Dott.ssa Simonetta Fabbri • colloquio psicologico •
Dr. Simonetta Fabbri
grazie per la sua stima
Risposte ai pazienti
ha risposto a 35 domande da parte di pazienti di MioDottore
Ciao a tutti, Ultimamente mi capita di avere diverbi con il mio fidanzato. Stiamo insieme da quando
Ciao a tutti,
Ultimamente mi capita di avere diverbi con il mio fidanzato. Stiamo insieme da quando eravamo adolescenti, e da poco abbiamo deciso di andare a convivere (lui si è trasferito da me). Abbiamo io 27 e lui 30 anni. Di tanto in tanto capita che torni a dormire a casa sua (un paio di volte al mese), apparentemente con motivi legati a praticità e semplicità.
Quando mi comunica che vuole dormire a casa perché deve organizzarsi in un certo modo e gli "torna meglio", io non posso fare a meno di risentirmi di questa decisione. Non so come riuscire a fargli capire che il fatto che lui "rinunci" a dormire con me a casa nostra sia, per me, una rinuncia alla nostra vita di coppia. So che non è la fine del mondo, ma non posso fare a meno di pensare che qualsiasi sforzo dovrebbe non apparire tale, pur di stare insieme. Non contesto il fatto che faccia visita ai suoi, che ci passi del tempo, assolutamente, ma credo che il dormire sia un atto così intimo, a cui io non rinuncerei mai. Vorrei specificare che la casa dove viviamo è a circa 15 minuti di macchina dalla casa dove vivono i suoi. Anche a me capita di dormire ogni tanto fuori casa, ma quelle volte che è successo è stato perché mi sono fermata nella città dove lavoro che dista circa 70 km da dove vivo.
Vorrei capire se sono io fissata, contraria, che dovrei essere più tranquilla su questa situazione, oppure se c'è un fondo di verità nel desiderare che nonostante sia giusto avere vite, interessi e momenti separate, di ritrovarsi in quel momento della giornata che condivideresti soltanto con il partner. Grazie!
RISPOSTA DEL DOTTORE:
questo si può capire e comprendere facendo un colloquio in cui oltre ai problemi emergono le risorse per risolverli
Salve a tutti. Da qualche anno mi sono trasferito in una città che mi fa stare male e dove non sono
Salve a tutti.
Da qualche anno mi sono trasferito in una città che mi fa stare male e dove non sono mai riuscito ad integrarmi. Nel frattempo con la mia compagna abbiamo preso casa con rispettivi prestiti e da poco siamo diventati genitori. Sulla carta dovrei essere felice, o almeno realizzato, e invece mi sento in una trappola senza via di fuga.
Mi sveglio ogni mattina con la nausea solo al pensiero di affrontare la giornata qui. Mi sento letteralmente morto dentro. La mia testa pensa a questo da quando mi sveglio a quando vado a dormire, arrivo a sperare di morire o che mi prenda qualche malattia, perché al momento mi sembra l'unica via d'uscita.
Sono bloccato. Andarmene adesso è impossibile con gli impegni economici e la famiglia appena creata, e ho il terrore che non lo sarà mai. In più ho la paura costante che sia comunque troppo tardi per stare bene, anche se un giorno dovessi riuscire a cambiare città.
In passato ho provato psicofarmaci (SSRI e stabilizzatori) ma non mi hanno fatto nulla, e di terapia ne ho fatta poca 4 o 5 incontri.
Non so più cosa fare o come gestire le giornate senza farmi distruggere da questo soffocamento.
Dato che i farmaci mi hanno fatto addirittura peggio,
Un percorso di terapia continuativo può davvero servire a qualcosa quando ci si sente così?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
occorre fare un pò di sedute di psicoterapia
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