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139 recensioni
Più menzionato dai pazienti
Mi sono rivolta al dottore per problematiche legate alla qualità del sonno, me le ha risolte in tre sedute. Trovandomi così bene ho intrapreso un percorso di supporto psicologico che sto portando avanti. Lui è bravissimo, umano e professionale. Lo consiglio sicuramente
Dott. Luca Rochdi
Gentile, la ringrazio molto per le sue parole e per la fiducia che mi ha accordato. Sono lieto di sapere che il percorso iniziale legato alla qualità del sonno abbia portato dei benefici e che abbia scelto di proseguire con un percorso di supporto psicologico.
Ogni percorso richiede collaborazione, impegno e uno spazio di ascolto condiviso: è un piacere poterla accompagnare in questo cammino. La ringrazio ancora per ciò che ha scritto e per il riconoscimento del lavoro svolto insieme.
Un cordiale saluto
Dott. Luca Rochdi
Ho avuto un’esperienza davvero eccellente. È uno psicologo estremamente competente, empatico e capace di mettere subito a proprio agio. Fin dal primo incontro si percepisce grande professionalità e attenzione verso la persona.
Grazie al suo supporto ho fatto progressi concreti e ho acquisito strumenti utili per affrontare le difficoltà quotidiane. Sa ascoltare senza giudicare e offre sempre spunti di riflessione profondi e mirati.
Lo consiglio assolutamente a chiunque stia cercando un professionista serio e preparato: davvero il top.
Dott. Luca Rochdi
Gentile, la ringrazio per le sue parole e per aver condiviso la sua esperienza. Sono contento che si sia sentito a suo agio fin dall’inizio e che abbia percepito attenzione e ascolto nel percorso.
I progressi che descrive e gli strumenti che sta acquisendo sono anche frutto del suo impegno e della sua partecipazione attiva. Sapere che il lavoro svolto le stia risultando utile nella vita quotidiana è per me molto significativo.
La ringrazio ancora per la fiducia.
Un cordiale saluto,
Dott. Luca Rochdi
Non potrei essere più soddisfatto del percorso intrapreso! Ho trovato uno psicologo estremamente professionale, empatico e capace di mettermi a mio agio fin dal primo incontro. Ogni seduta è uno spazio sicuro in cui mi sono sentito ascoltato senza giudizio e guidato con grande competenza.
Grazie al suo supporto, sono riuscito a comprendere meglio me stesso e ad affrontare situazioni che prima mi sembravano insormontabili. Apprezzo molto il suo approccio umano ma allo stesso tempo concreto, che mi ha aiutato a ottenere risultati reali nella vita quotidiana.
Consiglio vivamente questo professionista a chiunque stia cercando un aiuto serio ed efficace: è davvero una persona che fa la differenza!
Dott. Luca Rochdi
Gentile, la ringrazio sinceramente per il suo riscontro così positivo. Sono lieto che si sia sentito a suo agio e accolto fin dalle prime sedute: costruire uno spazio di ascolto sicuro e senza giudizio è un aspetto centrale del percorso.
I cambiamenti che descrive sono anche il risultato del suo impegno e della sua disponibilità a lavorare su di sé. Sapere che questo percorso le stia permettendo di affrontare con maggiore efficacia situazioni che prima apparivano difficili è molto importante.
La ringrazio per la fiducia e per aver condiviso la sua esperienza.
Un cordiale saluto,
Dott. Luca Rochdi
Ho avuto un’esperienza davvero molto positiva. Il dottore si è dimostrato estremamente professionale, attento ed empatico fin dal primo incontro. Mi ha fatta sentire accolta e mai giudicata, creando uno spazio sicuro in cui potermi esprimere.
Apprezzo molto la sua capacità di ascolto e il modo chiaro e delicato con cui guida il percorso. Grazie al suo supporto sto riuscendo a comprendere meglio me stessa e ad affrontare con più serenità alcune difficoltà.
Lo consiglio sinceramente a chi cerca un professionista competente, umano e rispettoso. Per me è stato davvero un punto di riferimento importante.P
Dott. Luca Rochdi
Gentile, la ringrazio per le sue parole così gentili. Sono contento che si sia sentita accolta e a suo agio fin dall’inizio: creare uno spazio sicuro e privo di giudizio è una parte fondamentale del lavoro.
Il percorso che sta facendo è frutto anche del suo impegno e della sua disponibilità a mettersi in gioco. Sapere che questo lavoro le stia permettendo di comprendersi meglio e di affrontare con maggiore serenità alcune difficoltà è per me molto significativo.
La ringrazio ancora per la fiducia e per aver condiviso la sua esperienza.
Un cordiale saluto,
Dott. Luca Rochdi
Ho avuto un’esperienza estremamente positiva. Fin dal primo incontro mi sono sentito accolto, ascoltato e mai giudicato. La sua professionalità, unita a grande empatia e capacità di mettere a proprio agio, ha reso il percorso davvero efficace.
Mi ha aiutato a vedere le cose con maggiore chiarezza e a sviluppare strumenti concreti per affrontare le difficoltà quotidiane. Ogni seduta è stata utile e costruttiva.
Consiglio vivamente questo professionista a chiunque stia cercando un supporto serio e competente. 5 stelle meritatissime!
Dott. Luca Rochdi
Gentile, la ringrazio molto per le sue parole e per la fiducia. Sono lieto che il percorso intrapreso le sia stato utile. Il lavoro fatto insieme è sempre il risultato dell’impegno e della collaborazione reciproca. Le auguro di proseguire con serenità nel suo cammino.
Cordiali saluti,
Dott. Luca Rochdi
Professionista molto empatico, preciso e puntuale nelle spiegazioni. Mi sono trovata molto bene. Assolutamente consigliato
Dott. Luca Rochdi
La ringrazio per il suo feedback e per le sue parole. Sono lieto che si sia trovata a suo agio e che il percorso le sia stato utile. Le auguro il meglio per il suo proseguimento.
Cordiali saluti,
Dott. Luca Rochdi
Psicologo perfetto in tutto. Super consigliato!!!!!
Dott. Luca Rochdi
Gentile, la ringrazio sinceramente per l’apprezzamento e per aver voluto condividere la sua esperienza.
Le sue parole rappresentano per me uno stimolo a continuare a svolgere il mio lavoro al meglio.
Cordiali saluti,
Dott. Luca Rochdi
È semplicemente uno psicologo fantastico. Mi ha risollevato da un mio momento no. Non finirò mai di ringraziarlo. Chiunque si trovi in situazione di instabilità emotiva, si affidi a lui. È un professionista molto capace
Dott. Luca Rochdi
Gentile, la ringrazio di cuore per le sue parole così generose.
Sapere che il percorso svolto insieme abbia rappresentato un sostegno in un momento delicato è per me motivo di grande soddisfazione professionale e umana.
Ogni cammino di cambiamento nasce prima di tutto dal coraggio e dalla disponibilità della persona a mettersi in gioco: il merito dei risultati raggiunti è soprattutto suo.
La ringrazio ancora per la fiducia e per aver condiviso la sua esperienza.
Cordiali saluti,
Dott. Luca Rochdi
Più che soddisfatta! Lo consiglio sicuramente, avevo problematiche che mi facevano star male ma con lui sono guarita ed andata oltre. Empatico, professionale e mi è sempre venuto incontro con i pagamenti. Cosa non scontate. Consiglio!!!!
Dott. Luca Rochdi
Gentile, la ringrazio tanto per queste sue parole.
Cordiali saluti,
Dott. Luca Rochdi
Il Dottore Luca Rochdi è un ottimo professionista. Mi sono sentita subito accolta, capita e compresa, personalmente sto molto meglio. Lo ringrazio tantissimo e lo straconsiglio!!!
Dott. Luca Rochdi
Gentile, la ringrazio tanto per queste sue parole.
Un cordiale saluto,
Dott. Luca Rochdi
ha risposto a 1058 domande da parte di pazienti di MioDottore
Durante una giornata ho moltissimi pensieri, ma alcuni li ripeto più volte o ci torno sopra. Nei gio
Durante una giornata ho moltissimi pensieri, ma alcuni li ripeto più volte o ci torno sopra. Nei giorni successivi, quando penso a cosa avevo pensato in un determinato giorno, questi pensieri mi emergono molto facilmente e mi fanno quasi da ‘cronologia’ della giornata. Il punto che non riesco a capire, però, è che a volte non mi limito a ricordarli spontaneamente: sono proprio io che vado intenzionalmente a cercarli. Per esempio, penso a giovedì e mi chiedo cosa avevo pensato quel giorno, e la mia mente va a cercare proprio quei pensieri che avevo ripetuto o sui quali avevo riflettuto di più. So che durante quella giornata ho pensato anche ad altre cose, alcune persino più importanti, e alcune di queste riesco anche a ricordarle. Però, quando cerco di ricostruire mentalmente quella giornata, tendo a ricercare soprattutto quei pensieri che avevo ripetuto più volte. Se non riesco a recuperarli, posso avere quasi la sensazione che mi manchi un pezzo della giornata o che quel giorno non avessi pensato a niente di particolare, anche se razionalmente so che non è così. La mia domanda quindi non è semplicemente ‘perché ricordo meglio i pensieri ripetuti?’, ma: perché quando successivamente cerco volontariamente di ricostruire ciò che ho pensato in quel giorno, vado a cercare proprio quei pensieri e non altri? E perché sento che quei pensieri rappresentano maggiormente la giornata, anche se so di aver avuto molti altri pensieri?”
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile utente, quello che descrive può essere legato al normale funzionamento della memoria, che non registra le giornate come una cronologia completa di tutti i pensieri, ma tende a conservare e recuperare più facilmente le informazioni che hanno ricevuto maggiore attenzione, ripetizione o elaborazione.
Quando successivamente prova intenzionalmente a ricostruire una determinata giornata, quindi, è comprensibile che la mente vada a recuperare proprio quei pensieri che erano stati più volte ripresi. Questi diventano una sorta di “ancora” attraverso cui ricostruire quel giorno. Il fatto che emergano più facilmente non significa necessariamente che siano stati i pensieri più importanti, né che rappresentino realmente la maggior parte dell'attività mentale di quella giornata.
Anche la sensazione che, non riuscendo a recuperare quel pensiero, “manchi un pezzo” della giornata può dipendere dal modo in cui funziona la memoria: la sensazione soggettiva di completezza del ricordo non corrisponde necessariamente alla quantità reale di informazioni ricordate.
Sarebbe però importante comprendere che cosa la porta a ricercare volontariamente quei pensieri e che cosa accade quando non riesce a recuperarli. Se questa ricostruzione rimane una semplice curiosità, può rientrare nelle normali modalità individuali di ricordare. Se invece sente il bisogno di ripercorrere mentalmente le giornate, di recuperare determinati pensieri fino a sentirsi “sicuro” di averli ritrovati, oppure se l'impossibilità di farlo genera disagio o ansia, può essere utile approfondire il fenomeno.
In questo caso le consiglierei di valutare un colloquio con uno psicologo, non necessariamente perché quanto descrive indichi di per sé un disturbo, ma perché attraverso un approfondimento sarebbe possibile comprendere meglio il significato
Sarei felice di accompagnarla in questo percorso.
Se dovesse avere dei dubbi, può contattarmi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo.
Resto a disposizione attraverso consulenze online.
Dott. Luca Rochdi
Come posso interrompere il meccanismo di evitamento dello studio? A luglio ho studiato molto per un
Come posso interrompere il meccanismo di evitamento dello studio?
A luglio ho studiato molto per un esame, arrivando anche a diverse ore al giorno, ma dopo essere stato bocciato più volte presentandomi a ogni appello ho avuto una forte reazione di rabbia e saturazione. Da allora faccio molta fatica anche solo a iniziare a studiare: il pensiero dello studio mi provoca subito nervosismo, senso di costrizione e voglia di evitarlo.
Spesso finisco per scrollare, leggere altro o fare qualsiasi cosa pur di non iniziare, anche quando so di avere un esame vicino. Il problema non è solo la concentrazione: è come se associassi lo studio a pressione, fallimento e perdita di libertà.
Vorrei capire come affrontare concretamente questo evitamento e riuscire a riprendere a studiare senza entrare subito in quella reazione di rabbia e rifiuto.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile utente, quello che descrive sembra essere diventato un meccanismo di evitamento comprensibile alla luce di ciò che ha vissuto. Dopo aver investito molte energie nello studio e aver sperimentato più volte la bocciatura, è possibile che lo studio sia progressivamente diventato associato a pressione, frustrazione, rabbia e paura di un nuovo fallimento. In questo caso, quando si trova davanti ai libri, può attivarsi immediatamente una reazione di rifiuto: evitare, rimandare o dedicarsi ad altro permette nell'immediato di ridurre quella sensazione spiacevole, ma nel lungo periodo rafforza ulteriormente l'evitamento.
Per questo motivo, cercare semplicemente di “avere più disciplina” o imporsi nuovamente diverse ore di studio potrebbe non essere la strategia più efficace. Sarebbe più utile ricostruire gradualmente un rapporto diverso con lo studio, iniziando da obiettivi molto piccoli e concreti. Per esempio, stabilire di studiare per 10-15 minuti, senza porsi come obiettivo di recuperare immediatamente tutte le ore perse. L'obiettivo iniziale non è tanto la quantità di materiale studiato, quanto tornare a sperimentare la possibilità di iniziare senza sentirsi sopraffatti.
Può essere utile anche distinguere due momenti: il momento in cui compare il pensiero “devo studiare” e quello in cui effettivamente si comincia. Se tra i due lascia molto spazio alla contrattazione mentale (“inizio tra poco”, “prima faccio un'altra cosa”, “oggi non sono abbastanza concentrato”), è più facile che l'evitamento prenda il sopravvento. Può quindi aiutare preparare in anticipo un'attività molto specifica e limitata, ad esempio: “alle 10 apro il capitolo X e leggo le prime tre pagine”, senza chiedersi preventivamente se si ha voglia di farlo.
È altrettanto importante non interpretare il nervosismo che compare all'inizio come un segnale che “non riesco più a studiare”. Una certa attivazione emotiva può essere la conseguenza dell'associazione che si è creata tra studio ed esperienze negative. L'obiettivo non deve necessariamente essere eliminare subito quella sensazione, ma imparare gradualmente a iniziare e proseguire anche in sua presenza.
Considerata però la storia di ripetute bocciature, la forte rabbia e il senso di costrizione che descrive, le consiglierei di non affrontare necessariamente tutto questo da solo. Un colloquio con uno psicologo potrebbe essere utile per comprendere meglio cosa si è consolidato dopo quelle esperienze e lavorare sia sull'evitamento sia sulle emozioni associate allo studio e al fallimento.
Il punto di partenza, quindi, non è obbligarsi a studiare come prima, ma ricostruire gradualmente la sensazione di poter studiare senza viverlo come una minaccia o una perdita di libertà.
Sarei felice di accompagnarla in questo percorso.
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Dott. Luca Rochdi
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