Dott.ssa
VERONICA IZZILLO
Psicologa
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Psicologa clinica
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Esperienze
Sono la Dott.ssa Veronica Izzillo, psicologa, specializzanda in psicoterapia ad orientamento integrato presso la Scuola di Psicoterapia “Forma Mentis” del Consorzio Universitario Humanitas.
Credo che ogni persona porti con sé una storia unica, fatta di risorse, difficoltà ed esperienze che hanno contribuito a renderla ciò che è oggi. Nel mio lavoro accolgo ogni percorso con ascolto, attenzione, rispetto ed empatia, offrendo uno spazio sicuro in cui sentirsi compresi e liberi di esplorare ciò che genera sofferenza.
Il mio orientamento si basa sulla Control-Mastery Theory, un approccio che considera i sintomi come il risultato di strategie che, in passato, hanno aiutato la persona ad adattarsi a situazioni difficili, che generavano sofferenza. Insieme lavoreremo per comprendere le profonde convinzioni che oggi possono limitare il proprio benessere, favorendo nuove esperienze che permetteranno di affrontare la vita con maggiore consapevolezza, fiducia e libertà.
Il mio obiettivo è costruire insieme uno spazio sicuro, per accompagnare le persone in un percorso di cambiamento autentico, valorizzandone le risorse e aiutandole a costruire un equilibrio più sereno nelle relazioni, nelle scelte e nel rapporto con se stesse.
Approccio terapeutico
Aree di competenza principali:
- Psicologia clinica
- Psicologia cognitiva
- Psicologia nutrizionale
- Psicologia nutrizionale
- Psicologia clinica
- Psicologia clinica-dinamica
- Consulente in sessualità tipica e atipica
Principali patologie trattate
- Depressione
- Fobia
- Disforia di genere
- Disturbo di personalità
- Minority stress
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Colloquio psicologico
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Colloquio psicologico clinico
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Colloquio psicologico individuale
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Recensioni
27 recensioni
Più menzionato dai pazienti
- Attenzione durante la visita
- Efficacia del trattamento
- Spiegazioni dettagliate
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T
Teresa
La morte del mio cane è stato un evento devastante per me. Grazie a questa terapia sono riuscita ad affrontare il lutto e ad affrontare tutte le tematiche connesse ad esso e alla mia famiglia. Non smetterò mai di ringraziare Veronica per questo
• Studio privato • colloquio psicologico •
Dott.ssa VERONICA IZZILLO
Grazie per queste parole. Perdere un compagno di vita a quattro zampe è un dolore profondo e spesso poco riconosciuto, e ci vuole coraggio per scegliere di attraversarlo. Il merito del percorso è soprattutto tuo, della tua apertura e della tua determinazione. Sono felice di averti accompagnato in questo cammino.
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V
Vittoria
La dottoressa mi è stata consigliata da una persona di cui mi fido profondamente e le mie aspettative sono state soddisfatte. Ho ricominciato ad essere felice e soddisfatta della mia vita grazie a questo percorso… ho ritrovato una serenità persa ormai da anni, vivendo una vita che non rispecchiava più i miei desideri
• Studio privato • colloquio psicologico •
Dott.ssa VERONICA IZZILLO
Grazie di cuore per aver condiviso la tua esperienza. Ritrovare la serenità e tornare a vivere una vita che senti davvero tua è un traguardo importante, e il merito è soprattutto del coraggio con cui hai scelto di metterti in discussione. Ringrazio anche chi ti ha consigliato di rivolgerti a me: la fiducia è il primo passo di ogni percorso. Ti auguro di continuare a coltivare questa felicità.
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N
Nicole
In un momento di profonda tristezza e solitudine, ho trovato nella sua professionalità un punto di riferimento fondamentale. Mi ha accolto con grande empatia, ascoltandomi senza giudizio e aiutandomi a ritrovare serenità e fiducia in me stessa. Grazie al suo supporto ho imparato a comprendere meglio le mie emozioni e ad affrontare le difficoltà con maggiore consapevolezza. È una psicologa preparata, sensibile e autenticamente interessata al benessere delle persone. Le sarò sempre grata per il percorso che abbiamo condiviso.
• Studio privato • colloquio psicologico •
Dott.ssa VERONICA IZZILLO
Grazie per il suo messaggio. Un percorso psicologico non ha l'obiettivo di eliminare le difficoltà, ma di offrire strumenti per affrontarle in modo diverso. Sono contenta che il lavoro fatto insieme le abbia permesso di sviluppare maggiore consapevolezza e fiducia in se stessa. Sono risorse che restano e che si possono continuare a coltivare anche dopo la fine della terapia.
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L
Lisa
In un momento di buio profondo segnato da stanchezza schiacciante, senso di colpa e inadeguatezza, la doc mi ha salvata. Cercando su internet mi sentivo solo confusa, mentre con lei ho trovato finalmente uno spazio sicuro, accogliente e privo di giudizio. Con una competenza e un'empatia straordinarie, mi ha aiutata a superare la depressione post-partum e a ritrovare me stessa. Consigliatissima a tutte le mamme che si sentono perse.
• Studio privato • colloquio psicologico •
Dott.ssa VERONICA IZZILLO
Grazie per aver condiviso la sua esperienza. L'immagine di una maternità sempre felice rende difficile riconoscere e nominare la stanchezza, il senso di colpa o l'inadeguatezza, e spesso questi vissuti restano nascosti per vergogna. Per questo è importante che esistano spazi in cui poterne parlare senza sentirsi giudicate. Sono contenta che il lavoro fatto insieme le abbia permesso di ritrovare se stessa, e mi auguro che le sue parole possano arrivare a chi oggi si sente sola in questa situazione.
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S
Simone
Ho sempre avuto il terrore di parlare davanti ad altri: bocca secca, voce che trema, la testa che si blocca proprio quando dovrei essere più lucido. Avevo provato da solo mille volte a "farmi coraggio", senza risultati.
Con lei ho iniziato a capire da dove veniva davvero quella paura, non solo a gestirla nel momento. Abbiamo lavorato insieme, con calma, senza fretta di vedermi "guarito" alla svelta.
Piano piano le cose sono cambiate. Non sono diventato un oratore disinvolto, ma oggi riesco a parlare in pubblico senza che sia un incubo. Per me è già tantissimo.
Consiglio questo percorso a chi si sente bloccato in situazioni simili: aiuta davvero.• Studio privato • colloquio psicologico clinico •
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A
Ale
Dopo anni di depressione affrontata senza risultati duraturi, qui ho trovato un metodo di lavoro serio e mirato: non solo ascolto, ma strumenti concreti per riconoscere i pensieri automatici che alimentavano il malessere e imparare a gestirli, invece di esserne travolto.
Ogni seduta aveva una direzione precisa, adattata a me e ai miei tempi, mai uno schema standard. Oggi ho strumenti reali per riconoscere in anticipo i segnali di ricaduta, un cambiamento concreto nella vita di tutti i giorni.
• Studio privato • colloquio psicologico •
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I
I.
Per anni ho fatto fatica ad accettare la mia omosessualità. Non ne parlavo con nessuno, a volte nemmeno con me stessa. Ho iniziato un percorso con la dottoressa proprio per questo, e la prima cosa che ricordo è che con lei non mi sono mai sentita giudicata, nemmeno quando dicevo cose confuse o mi contraddicevo. Piano piano ho iniziato davvero ad accettarmi, senza fretta. Solo dopo, quando mi sentivo più sicura di me, abbiamo iniziato a parlare del dirlo alla mia famiglia. Lì l'ansia era tanta, avevo paura della loro reazione, non dormivo la notte a pensarci. Ma arrivata al momento del confronto mi sono sentita pronta, o almeno abbastanza da affrontarlo senza crollare. Non è stato un percorso veloce, ci sono voluti mesi, ma la dottoressa c'è sempre stata, con pazienza vera, non da manuale. Se stai passando qualcosa di simile, ti consiglio di provare.
• Studio privato • colloquio psicologico •
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C
Carlo
Sinceramente non sono uno che scrive recensioni, ma in questo caso mi sembrava giusto farlo. Sono arrivato in studio scettico, pensando che l'ansia sociale fosse solo "essere timidi" e che non ci fosse molto da fare a riguardo. Mi sbagliavo. Le prime sedute sono state utili soprattutto per capire quanto quel disagio nelle situazioni sociali fosse legato a pensieri automatici a cui non avevo mai fatto davvero caso (critiche interiori che davo per scontate), come se fossero fatti oggettivi. Il lavoro fatto insieme è stato molto pratico: piccoli esercizi tra una seduta e l'altra, riflessioni su episodi specifici, niente teoria fine a sé stessa. Dopo alcuni mesi la differenza si sente concretamente: riesco a partecipare a riunioni, a dire la mia senza il terrore costante di sbagliare qualcosa. Professionalità e concretezza, senza fronzoli. La consiglio a chi cerca risultati reali e non solo qualcuno che ascolta.
• Studio privato • colloquio psicologico •
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B
B.
Ho iniziato questo percorso dopo aver perso mio padre, in un periodo in cui mi sentivo bloccata, come sospesa tra il prima e il dopo. Non sapevo bene cosa aspettarmi da una terapia, ma già dalle prime sedute ho capito di essere nel posto giusto: nessuna fretta di "stare meglio", nessuna formula fatta, solo lo spazio per raccontare le cose a modo mio, anche quando non avevano ordine. Quello che mi ha colpita di più è la capacità di restare presente senza riempire i silenzi a tutti i costi — a volte è proprio in quei momenti che ho capito qualcosa di me. Non sono "guarita" dal lutto, perché forse non è quello il punto, ma ho imparato a portarlo con me in modo diverso, meno pesante. Se state cercando qualcuno che vi accompagni davvero, senza scorciatoie, la consiglio senza esitazione.
• Studio privato • colloquio psicologico •
Dott.ssa VERONICA IZZILLO
Leggere queste parole mi ha toccata. Sono felice che tu sia riuscita nell'obiettivo di portare il tuo vissuto in maniera meno pesante. E hai ragione, a volte nei silenzi succede più che nelle parole. Grazie per aver raccontato il tuo percorso con tanta sincerità, sono sicura che potrà essere d'aiuto a chi sta attraversando qualcosa di simile.
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L
Lucrezia
Consiglio di cuore la Dottoressa Veronica Izzillo.È una professionista incredibilmente empatica, accogliente e attenta. Fin dal primo incontro mi ha fatto sentire completamente a mio agio, senza mai giudicare. Il percorso fatto insieme mi sta aiutando tantissimo a fare chiarezza e ad acquisire nuovi strumenti per gestire i momenti più difficili. Se cercate una psicologa preparata e umana, siete nel posto giusto
• Studio privato • colloquio psicologico individuale •
Dott.ssa VERONICA IZZILLO
Grazie di cuore per queste parole e per la fiducia che mi ha accordato. Sono felice che abbia trovato nel nostro percorso uno spazio accogliente e non giudicante, in cui poter fare chiarezza e affrontare anche i momenti più difficili. È un piacere poterla accompagnare in questo percorso.
Risposte ai pazienti
ha risposto a 9 domande da parte di pazienti di MioDottore
Durante una giornata ho moltissimi pensieri, ma alcuni li ripeto più volte o ci torno sopra. Nei gio
Durante una giornata ho moltissimi pensieri, ma alcuni li ripeto più volte o ci torno sopra. Nei giorni successivi, quando penso a cosa avevo pensato in un determinato giorno, questi pensieri mi emergono molto facilmente e mi fanno quasi da ‘cronologia’ della giornata. Il punto che non riesco a capire, però, è che a volte non mi limito a ricordarli spontaneamente: sono proprio io che vado intenzionalmente a cercarli. Per esempio, penso a giovedì e mi chiedo cosa avevo pensato quel giorno, e la mia mente va a cercare proprio quei pensieri che avevo ripetuto o sui quali avevo riflettuto di più. So che durante quella giornata ho pensato anche ad altre cose, alcune persino più importanti, e alcune di queste riesco anche a ricordarle. Però, quando cerco di ricostruire mentalmente quella giornata, tendo a ricercare soprattutto quei pensieri che avevo ripetuto più volte. Se non riesco a recuperarli, posso avere quasi la sensazione che mi manchi un pezzo della giornata o che quel giorno non avessi pensato a niente di particolare, anche se razionalmente so che non è così. La mia domanda quindi non è semplicemente ‘perché ricordo meglio i pensieri ripetuti?’, ma: perché quando successivamente cerco volontariamente di ricostruire ciò che ho pensato in quel giorno, vado a cercare proprio quei pensieri e non altri? E perché sento che quei pensieri rappresentano maggiormente la giornata, anche se so di aver avuto molti altri pensieri?”
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Quello che descrivi è interessante perché non riguarda soltanto il fatto che i pensieri ripetuti vengano ricordati meglio. La cosa centrale è che, quando successivamente cerchi di ricostruire una giornata, la tua mente sembra andare intenzionalmente proprio verso quei pensieri, come se fossero quelli che maggiormente rappresentano quel giorno.
Potremmo chiederci quindi non solo “perché li ricordo meglio?”, ma anche “che cosa fa sì che proprio quei pensieri diventino così importanti per ricostruire quella giornata?”
La ripetizione potrebbe aver dato loro una particolare rilevanza, non necessariamente perché fossero i pensieri più importanti in senso oggettivo, ma perché erano collegati a qualcosa che in quel momento la tua mente stava cercando di comprendere, controllare, verificare o risolvere. Quando poi torni mentalmente a quella giornata, è possibile che tu vada a cercare proprio ciò che era rimasto maggiormente “attivo”.
Trovo particolarmente significativo quello che dici sulla sensazione che, se non riesci a recuperarli, “manchi un pezzo della giornata”, anche se sai razionalmente che hai pensato a molte altre cose. Qui sembra esserci una differenza tra ciò che sai e ciò che senti: razionalmente sai che quei pensieri non costituiscono l'intera giornata, ma emotivamente sembra che recuperarli sia necessario per avere la sensazione di averla ricostruita davvero.
Sarebbe quindi interessante esplorare cosa succede dentro di te quando non riesci a ritrovarli. Per esempio: che cosa significa per te non riuscire a ricordarli? Cosa temi che possa voler dire? E cosa cambia quando finalmente riesci a recuperarli?
Potrebbe emergere che la ricerca di quei pensieri non serve semplicemente a ricordare, ma anche a ottenere qualcosa: magari una sensazione di completezza, di controllo, di certezza o di comprensione.
In questo senso, non mi concentrerei tanto sul tentativo di capire perché quei pensieri rappresentino “oggettivamente” meglio la giornata. Mi interesserebbe piuttosto capire perché, per te, la tua mente abbia bisogno proprio di quei pensieri per sentire di aver ritrovato quella giornata.
Come posso interrompere il meccanismo di evitamento dello studio? A luglio ho studiato molto per un
Come posso interrompere il meccanismo di evitamento dello studio?
A luglio ho studiato molto per un esame, arrivando anche a diverse ore al giorno, ma dopo essere stato bocciato più volte presentandomi a ogni appello ho avuto una forte reazione di rabbia e saturazione. Da allora faccio molta fatica anche solo a iniziare a studiare: il pensiero dello studio mi provoca subito nervosismo, senso di costrizione e voglia di evitarlo.
Spesso finisco per scrollare, leggere altro o fare qualsiasi cosa pur di non iniziare, anche quando so di avere un esame vicino. Il problema non è solo la concentrazione: è come se associassi lo studio a pressione, fallimento e perdita di libertà.
Vorrei capire come affrontare concretamente questo evitamento e riuscire a riprendere a studiare senza entrare subito in quella reazione di rabbia e rifiuto.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Da quello che racconti, non mi sembra che il problema sia semplicemente la mancanza di volontà o di concentrazione. Sembra piuttosto che, dopo quello che è successo con gli ultimi appelli, lo studio abbia assunto per te un significato molto diverso.
A luglio sei riuscito a studiare per diverse ore al giorno e ti sei presentato più volte all'esame. Dopo le bocciature, però, è comparsa una forte rabbia e oggi, appena pensi allo studio, arrivano nervosismo, senso di costrizione e il bisogno di fare altro.
Mi sembra importante porre l'attenzione proprio questa reazione, invece di cercare subito di combatterla. Evitare lo studio ti permette probabilmente di sentirti momentaneamente più libero e meno sotto pressione. Allo stesso tempo, però, questo sollievo rischia di rendere ancora più difficile affrontare lo studio la volta successiva.
La cosa che trovo più interessante è proprio quella che hai detto tu: “è come se associassi lo studio a pressione, fallimento e perdita di libertà”.
Mi chiederei allora: che cosa è successo, per te, tra il ragazzo che a luglio riusciva a studiare per ore e quello che oggi prova rabbia già davanti al pensiero di aprire i libri?
E soprattutto: che cosa sembra diventato pericoloso nel tornare a impegnarti? È soltanto la paura di essere bocciato ancora, oppure c'è qualcosa di più, per esempio la sensazione di dover nuovamente sacrificare te stesso, di essere costretto, di dover dimostrare qualcosa?
Sono domande a cui forse non è così semplice rispondere. E non credo che il punto sia semplicemente trovare il metodo giusto per costringerti a studiare di nuovo. Prima ancora, potrebbe essere utile capire che cosa sta cercando di proteggere quella parte di te che oggi dice “non voglio più farlo”.
Da lì si potrebbe comprendere meglio anche come tornare verso ciò che desideri, senza dover necessariamente passare di nuovo attraverso la stessa esperienza che ti ha portato a questo blocco.
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