FIGLIA DI 17 ANNI Buongiorno, ho una figlia di 17 anni. E' sempre stata una ragazza introversa, con

FIGLIA DI 17 ANNI Buongiorno, ho una figlia di 17 anni. E' sempre stata una ragazza introversa, con poche amicizie, ma che durano nel tempo. Due mesi fa è terminata, dopo un anno, la relazione con un ragazzo. Ad interrompere è stata lei perchè era molto gelosa del rapporto che il suo ex fidanzato aveva con le sue amiche. Da due mesi ha ricominciato una relazione con un coetaneo che sembra averla messa al centro del suo mondo. E' un ragazzo maturo che la fa sentire importante (la riempie di complimenti sotto ogni punto di vista). Il problema è che se noi due litighiamo, lei gli riporta frasi e contenuti che da parte mia non sono mai stati detti (che non sono fiera di lei, che mi fa pena, che non le preparo da mangiare): tutte cose non vere...Il punto è che ci fa passare come due genitori che non si prendono cura di lei e che le dicono le peggiori cose...Ma perchè? E' durissima per me sapere questo. Davvero stiamo facendo quanto più possiamo per stare vicino a lei, aiutarla in tutto...Ma come si fa a screditarci così dopo che cerchiamo di essere presenti in ogni momento della giornata?

11 risposte


Cara utente, grazie anzitutto del messaggio. Dal messaggio non si capisce bene come tu sia a conoscenza delle confidenze di cui parli che tua figlia fa al fidanzato. Al di là di questo, la prima cosa che sarebbe interessante capire è come ti senti di fronte a queste parole. E' durissimo sentire tua figlia mentire e riconoscere il quelle parole una "non realtà" riportata? E' durissima perchè senti quelle parole e nel sentirle cogli i sentimenti e i pensieri di tua figlia? E' durissima perchè in quelle parole ti identifiche in cattiva madre pur sapendo non essere effettivamente coerenti con la realtà? E' durissima passare per ciò che non sei agli occhi del ragazzo? In quelle parole c'è sicuramente l'esperienza di tua figlia, qualcosa che parla di come si sente lei e che chiaramente attiva in te qualcosa. Andrebbe tuttavia capito come i significati di tua figlia diventino i tuoi. Quello che tu vedi che fai per lei e a cui attribuisci un senso, lei sicuramente lo vede in altri termini, da adolescente quale è. La presenza genitoriale in età adolescenziale è estremamente complessa perchè si realizza con dei ragazzi che stanno attraversando un momento in cui stanno sviluppando la loro identità con contemporanea necessità di accudimento e indipendenza. Trovare il giusto equilibrio è complesso, e spesso implica conflitti e incomprensioni. Qualora volesse un supporto in merito, potremmo pensare ad un breve percorso di supporto psicologico, che possa essere di sostegno nella gestione di questi conflitti. Nel caso io posso essere disponibile per consulenze online. Cordialmente, Dott.ssa Sara Torregrossa

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Buongiorno a lei, essere descritti in modo distorto dalla propria figlia dev'essere un’esperienza profondamente destabilizzante. Ipotizzo, dalle poche informazioni che lei mi ha fornito, che sua figlia abbia innescato con il fidanzato una dinamica che richiama la struttura del Dramma di Karpman, ossia del triangolo Vittima-Persecutore-Salvatore. Mi spiego: la ragazza, caratterizzata da un'indole introversa e da un'elevata insicurezza (già emersa nella forte gelosia della precedente relazione), sembra aver trovato nel nuovo partner una figura protettiva e idealizzata. Inserendosi nel ruolo di "Salvatore", il ragazzo la rassicura e la mette al centro del suo mondo; di conseguenza, per alimentare questo legame e mantenere alta l'attenzione e il valore del ruolo del partner, la ragazza ha bisogno di delineare una figura "Persecutrice", individuata nei genitori. Alterare o ingigantire i conflitti familiari le permette di elicitare risposte di accudimento, validazione e protezione da parte del fidanzato. Questa condotta non risponde necessariamente a un intento manipolatorio consapevole, quanto piuttosto a un bisogno evolutivo primordiale e ancora immaturo di sentirsi speciale, difesa e incondizionatamente accolta. Parallelamente, la sua reazione di forte sofferenza di fronte alla squalifica della propria immagine di madre mi invita a una riflessione sul significato psicologico del suo ruolo genitoriale in questa specifica fase del ciclo di vita. Durante l'adolescenza, momento in cui il figlio avvia il processo di separazione-individuazione, il genitore si trova a dovere tollerare la frustrazione di non veder riconosciuto il proprio operato. Vedere il proprio senso di responsabilità genitoriale disconosciuto genera un vissuto di ingratitudine e tradimento, poiché mettere in discussione l'immagine pubblica equivale a mettere in discussione il valore stesso del legame e la bontà del lavoro educativo svolto. Per gestire questa complessa fase, può essere utile tenere a mente che la narrazione che sua figlia offre al fidanzato risponde a un suo bisogno proiettivo del momento e non definisce la realtà della vostra relazione né il vostro valore come madre. Mantenere confini fermi rispetto ai comportamenti irrispettosi, senza cedere alla tentazione di giustificarsi o di entrare in competizione con il ruolo del fidanzato, aiuterà la ragazza a ridimensionare gradualmente le sue proiezioni man mano che la sua maturità emotiva andrà a consolidarsi. Spero di esserle stata di aiuto.


Buongiorno, mi dispiace molto della situazione che state vivendo come genitori. Purtroppo sembra che siate venuti a conoscenza di un aspetto problematico che riguarda vostra figlia e che coinvolge voi in prima persona. Il problema non é tanto di come "vi fa passare come genitori che non si prendono cura di lei" ma piuttosto della sua tendenza a dire buigie per, probabilmente, attirare l'attenzione su di lei. In questi casi può essere d'aiuto un confronto ditretto con la ragazza in un contesto di terapia familiare. Questo vi aiuterà a comunicare fra di voi e ad esplicitare le difficoltà da entrambe le parti. Sarà inoltre un'occasione per esprimere il vostro dispiecere rispetto alla sua tendenza a colpevolizzarvi infondatamente. Vi auguro di risolvere la situazione presto. Auguri.


Gentile Signora, si sente tutta la fatica e il dolore nelle sue parole: è molto difficile scoprire che la propria figlia racconta di voi un'immagine che non vi corrisponde, proprio mentre cercate di esserle vicini ogni giorno. Provo a offrirle qualche chiave di lettura. In adolescenza, e in particolare intorno ai 17 anni, i ragazzi stanno lavorando a un compito importante: separarsi emotivamente dai genitori per costruire un'identità propria. In questo passaggio il partner diventa spesso il principale confidente, e i racconti dei litigi in famiglia possono uscire "amplificati". Spesso non è una menzogna consapevole: dopo una discussione la ragazza riferisce non tanto le parole dette, quanto come si è sentita. "Non sei fiera di me" può essere il modo in cui ha vissuto un rimprovero, anche se lei non l'ha mai detto. A questo si aggiunge il bisogno di sentirsi capita e consolata dal ragazzo, e di avere un "alleato" nel momento di rabbia. Qualche suggerimento pratico: - Eviti, se possibile, di contestarle direttamente i racconti fatti al ragazzo: rischierebbe di sentirsi controllata e di chiudersi ancora di più. - Nei momenti di calma, provi a darle spazio per dire come si sente lei nei vostri conflitti, più che a ristabilire cosa è stato detto davvero. - Cerchi di non mettere in cattiva luce il nuovo fidanzato: è facile che lei finisca per difenderlo e allontanarsi da voi. - Continui a osservare con discrezione la relazione. Due mesi sono pochi, e un ragazzo molto presente e attento può essere una bella risorsa per lei. Vale però la pena notare se nel tempo sua figlia mantiene le sue amicizie, i suoi interessi e il rapporto con voi, oppure se tende a isolarsi. Se lo desidera, possiamo approfondire insieme la situazione in un colloquio. Può essere utile partire da un incontro con voi genitori, per capire meglio le dinamiche familiari e come sostenere vostra figlia in questa fase; in seguito, se lei sarà d'accordo, potremo valutare anche uno spazio dedicato a lei. Resto a disposizione, un caro saluto. Dott.ssa Maria Pandolfo Psicologa Clinica e della Riabilitazione Formazione umanistico-bioenergetica


Buongiorno, capisco quanto possa essere doloroso per un genitore sentire attribuirsi parole o comportamenti che non riconosce come propri, soprattutto quando sente di fare il possibile per essere presente e vicino alla propria figlia. Proverei però a spostare per un momento l’attenzione dal “perché dice cose non vere?” al “che cosa sta cercando di comunicare attraverso queste parole?”. A 17 anni il modo in cui un adolescente vive una relazione con i propri genitori può essere molto diverso da ciò che il genitore sente di fare concretamente. Questo non significa che lei abbia davvero detto a sua figlia “non sono fiera di te” o “mi fai pena”, ma potrebbe essere interessante chiedersi se, durante alcuni conflitti, sua figlia possa essersi sentita non riconosciuta, poco compresa, criticata o ferita e abbia poi tradotto quel vissuto in parole più nette quando lo racconta al fidanzato. Anche la nuova relazione sembra avere per sua figlia un ruolo importante: sentirsi valorizzata, vista e “al centro” può rappresentare uno spazio emotivo particolarmente significativo in questa fase della sua vita. Raccontare al ragazzo ciò che accade in famiglia potrebbe quindi essere anche un modo per cercare comprensione, vicinanza e conferme. Piuttosto che cercare di dimostrarle che ciò che racconta è falso, proverei ad aprire uno spazio di curiosità: “So che non ti ho detto queste parole, ma se tu hai sentito che io non sono fiera di te, vorrei capire che cosa ti ha fatto sentire così”. Questo permette di distinguere i fatti dai vissuti senza negare né gli uni né gli altri. Se questa dinamica dovesse ripetersi e rendere molto difficile il dialogo familiare, potrebbe essere utile anche qualche colloquio con un professionista, proprio per comprendere meglio cosa sta accadendo nella relazione e aiutare tutti a comunicare ciò che sentono senza arrivare a ferirsi reciprocamente.

Dott.ssa Vanessa Giachetto

Dott.ssa Vanessa Giachetto

psicologo

San Donà di Piave

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Buon pomeriggio, comprendo quanto possa essere doloroso per voi genitori sentirvi descritti in modo così distante da come vivete il vostro ruolo. Va considerato, però, che a 17 anni si attraversa una fase delicata, in cui il bisogno di autonomia, la ricerca della propria identità e il desiderio di sentirsi accettati sono molto forti. Il fatto che riporti al fidanzato frasi che voi non riconoscete come vostre potrebbe avere diverse spiegazioni: potrebbe interpretare alcuni vostri rimproveri in modo più doloroso di quanto intendiate, esprimere il proprio disagio attraverso una rappresentazione amplificata dei conflitti oppure cercare nel partner comprensione e sostegno. Non è possibile stabilire a distanza quale sia la ragione, né assumere che agisca con l'intenzione consapevole di screditarvi. Vi suggerirei di provare a non concentrarvi esclusivamente sulla necessità di dimostrare che certe frasi non sono mai state dette, ma di cercare di comprendere che cosa vostra figlia stia vivendo. È importante avere dei momenti per dialogare serenamente. Se queste dinamiche dovessero persistere o compromettere significativamente il rapporto familiare, potrebbe essere utile rivolgersi a uno psicologo che possa aiutare a ridurre la conflittualità. Dott.ssa Anita Richichi.


Capisco quanto possa essere doloroso per un genitore sentirsi raccontato in questo modo, soprattutto quando percepisce di fare molto per sua figlia. Da quello che descrive, però, eviterei di concludere che sua figlia voglia “screditarvi” intenzionalmente. È possibile che nei momenti di conflitto viva alcune frasi o atteggiamenti in modo molto più intenso di come vengono espressi e poi li riporti al ragazzo attraverso il filtro della propria emozione. A 17 anni il bisogno di sentirsi compresi e sostenuti fuori dalla famiglia può essere molto forte, soprattutto se la relazione sentimentale è diventata per lei uno spazio importante di conferma e rassicurazione. Più che concentrarsi sul dimostrarle che “non è vero”, credo sia utile capire cosa prova quando litiga con voi e perché sente il bisogno di raccontare la situazione in questi termini. Visto che il tema sembra già creare molta sofferenza familiare, un supporto psicologico per lei o anche un confronto genitoriale può aiutare a leggere meglio queste dinamiche e a comunicare senza entrare in una spirale di accuse e difese. Se vuole approfondire la situazione, può contattarmi per una consulenza online o in presenza e consultare la mia agenda per le disponibilità. un caro saluto. Dott. Giulio Blasilli


Gentilissima, grazie per la sua condivisione. Credo sarebbe importante approfondire innanzitutto come avviene la comunicazione tra voi e vostra figlia e, soprattutto, in che modo venite a conoscenza di ciò che lei riferisce al suo ragazzo. Al di là del fatto che alcune frasi possano non essere mai state pronunciate da voi, sarebbe interessante provare a comprendere anche il significato di ciò che vostra figlia sta comunicando: potrebbe darsi che le parole non siano esattamente quelle che voi riconoscete come vostre, ma che attraverso di esse stia cercando di esprimere qualcosa che fatica a comunicarvi direttamente. Non darei per scontato che questo comportamento sia necessariamente legato alla relazione precedente o a quella attuale. A 17 anni si attraversa una fase importante di cambiamenti e di crescita personale, e le relazioni significative possono avere un ruolo importante nel modo in cui una ragazza vive e racconta ciò che le accade. Più che concentrarsi quindi sul perché vi stia “screditando”, potrebbe essere utile cercare di capire cosa ci sia dietro quelle parole e quale bisogno o vissuto stia cercando, magari indirettamente, di comunicarvi.


Salve, posso immaginare la fatica e il dolore nel sapere di venire raccontati come genitori diversi da quelli che si cerca di essere. Tuttavia è importante tenere a mente che in questa fase dello sviluppo, anche se vicino alla maggiore età, si tende a raccontare vissuti personali più guidati dalle emozioni del momento. Forse sarebbe utile comprendere il perché il bisogno di sua figlia di raccontare questa narrazione più che il contenuto in sé, magari parlandosi in un momento di calma e cercando di capirne le ragioni e cosa davvero vuole comunicare. Potrebbe essere utile anche pensare ad un percorso psicologico che consenta di mettere ordine rendendo il confronto adeguato e rispettoso dei punti di vista di entrambi. Le auguro il meglio, Dott. Daniele Migliore


Gentile mamma, posso comprendere profondamente quanto sia doloroso e disorientante trovarsi in questa situazione. Sentirsi descritti in modo così diverso dalla realtà — proprio quando si sta dedicando ogni energia per essere genitori presenti, attenti e di supporto — provoca un forte senso di ingiustizia e una ferita emotiva del tutto naturale. A 17 anni i ragazzi attraversano un periodo di grandi trasformazioni interiori e ricerca della propria identità. Quello che sta accadendo, per quanto sia faticoso da vivere in casa, è spesso legato alle delicate dinamiche di questa fase di crescita: Il bisogno di creare un'alleanza con il partner: A questa età la relazione sentimentale diventa uno spazio dove sentirsi unici. Per rafforzare questo nuovo legame e sentirsi compresi al cento per cento, i ragazzi possono tendere ad amplificare i motivi di scontro in famiglia, trovando nel fidanzato un punto di rifugio e un alleato. Le insicurezze che prendono voce: Quando durante una discussione riferisce frasi mai dette (come il timore di non farvi sentire fieri di lei), spesso non sta raccontando un fatto reale, ma sta dando forma alle sue paure più intime. A volte i ragazzi traducono ciò che temono di essere dentro di sé attribuendolo alle parole dei genitori. La fatica di staccarsi dal nido: Screditare o allontanare emotivamente le figure genitoriali è talvolta un tentativo, seppur faticoso, di dimostrare a se stessi di poter fare a meno della famiglia e di stare diventando grandi. Sapere che lei e suo marito siete presenti e attenti è una risorsa preziosa. Per ritrovare serenità, il passo più utile non è inseguire le smentite di ciò che viene raccontato all'esterno, ma prendersi cura del dialogo e della relazione con lei tra le mura di casa. A questo proposito, le segnalo che terrò a Fiano Romano un corso dedicato proprio al tema dell'adolescenza, pensato per offrire ai genitori chiavi di lettura pratiche e momenti di confronto utili a decodificare i comportamenti dei figli e ritrovare un canale di comunicazione sereno. Se desidera approfondire i dettagli del corso o se sente il bisogno di un confronto personale per affrontare questa situazione insieme, può prenotare una consulenza direttamente dal mio profilo o contattarmi in privato. Sarò felice di ascoltarla e di accompagnarla. Un caro saluto, Dott.ssa Veronica Cenci


E' preoccupato per la sua reputazione genitoriale o è frustrato dall'ingiustizia subita? Mi contatti e affronteremo insieme la situazione. Dott. Agostino Marotti - psicologo e coach di formazione breve strategica (Perugia)-

Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.