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Esperienze

Sono la Dott.ssa Maria Pandolfo, Psicologa Clinica e della Riabilitazione, Umanista e Specialista dell'Inclusione. Da oltre trent’anni accompagno le persone verso la riscoperta della propria vitalità e della propria guida interiore.

La mia identità professionale unisce una solida base scientifico-clinica a una profonda sensibilità umanistica e storica. Nel mio approccio, che definisco di "guarigione silenziosa", il dolore non è un errore biologico, ma una narrazione vitale: un frammento di storia familiare che attende di essere compreso e riscritto per liberare il presente. Curare l'anima, per me, significa curare il corpo.

Scienza e Anima: Il Metodo Integrato

Oggi le conferme più importanti arrivano dall'epigenetica, la quale dimostra come i nostri pensieri e le nostre emozioni possano accendere o spegnere l'espressione di geni legati alla malattia o alla guarigione, e di come i traumi modificino il DNA dei discendenti fino alla quarta generazione. La ricerca scientifica (come gli studi pubblicati su Brain, Behavior, and Immunity) conferma che gli stati emotivi cronici negativi riducono l'attività delle cellule NK (Natural Killer), le nostre prime difese immunitarie.

Per questo motivo, il mio intervento integra corpo, mente e memoria transgenerazionale attraverso strumenti mirati:

  • Ipnoterapia Dinamica e Costellazioni Familiari: Per sciogliere i patti di fedeltà invisibili e i vincoli interni che bloccano il destino della persona.

  • Psicoterapia Bioenergetica ed EMDR: Per lavorare sulle corazze muscolari, liberare l'energia vitale ed elaborare i traumi depositati nel corpo.

  • Psicosintesi e Dinamica Mentale: Utilizzo di visualizzazioni guidate, rilassamento profondo e strumenti proiettivi (carte Dixit) per trasformare le credenze limitanti e potenziare l'autostima.

  • Protocollo CBCT (Emory University): Per nutrire la resilienza e la compassione.

Scuola, Età Evolutiva e Supporto DSA / ADHD

Opero quotidianamente nel mondo della scuola come docente specializzata sul sostegno psicofisico e Mentor. Offro uno Sportello Psicologico e percorsi di Orientamento dedicati a famiglie e ragazzi per affrontare le sfide legate a DSA, ADHD e Disturbi del Comportamento (DOP).

Affronto queste realtà con la prospettiva unica di chi è, a sua volta, una professionista DSA, trasformando la fragilità in una reale occasione di inclusione e successo formativo.

Il modo migliore di prevedere il tuo futuro è crearlo. Ricevo su appuntamento nello studio di Pisa per percorsi individuali e di coppia.

Altro Su di me

Aree di competenza principali:

  • Psicologia dell'emergenza
  • Psicologia scolastica
  • Psicologia della salute
  • Ipnoterapia
  • Psicologia clinica-dinamica
  • Neuropsicologia del benessere e salute mentale
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Dott.ssa Maria Pandolfo

Via Gabriele Vettori, 12, Via Gabriele Vettori, 12, Pisa 56127

IL "SEGNO" DEL LEGAME: DALLE RUOTE DEL 1600 ALLA GUARIGIONE SILENZIOSA

Cosa spingeva una madre, nel cuore delle carestie e delle pestilenze del primo Seicento tra Pisa e Lucca, a lasciare il proprio figlio nella "Ruota degli Innocenti"?

Studiando i registri storici per una mia tesi, ho scoperto una verità che ribalta l’idea di abbandono come indifferenza. In un’epoca priva di welfare, l’abbandono era spesso un atto di amore estremo e disperato. Le famiglie lasciavano i neonati con dei "segni di riconoscimento": una medaglietta spezzata, un bottone, un piccolo oggetto diviso a metà. Era il desiderio di un legame che non voleva spezzarsi, la speranza di potersi un giorno ricongiungere.

C'era una logica economica sapiente dietro questo dolore: gli ospedali offrivano nutrimento e mestieri, e spesso la madre stessa diventava la balia pagata dal convento per allattare il proprio figlio. Era un sistema di sopravvivenza che cercava di proteggere la vita dove la povertà sembrava negarla.

Perché parlo di questo oggi, nella mia stanza di terapia?

Perché ogni giorno accolgo persone che portano dentro di sé un "segno di riconoscimento" invisibile. Sono i patti di fedeltà invisibili con la propria storia familiare. Spesso, l'ansia, la mancanza di autostima o i blocchi emotivi sono l'eco di quegli abbandoni o di quelle scelte di sopravvivenza fatte dai nostri antenati.

Proprio come le madri del 1600 speravano in un ricongiungimento, il mio lavoro di psicologa clinica mira a quella che chiamo "guarigione silenziosa":

Riconoscere il Segno: Dare un nome al trauma o al legame che ci tiene bloccati nel passato.

Integrazione e Alfabetizzazione Emotiva: Capire che dietro ogni ferita c’è stata una strategia di sopravvivenza che oggi non ci serve più.

La Riconnessione: Attraverso l'ipnosi dinamica e la bioenergetica, torniamo ad "allattare" le nostre parti ferite, trasformando il vuoto dell'abbandono in una nuova vitalità.

La storia ci insegna che non siamo figli del nulla, ma eredi di una forza che ha attraversato secoli di difficoltà. Il mio compito è aiutarti a ritrovare quella forza, sciogliendo i nodi del passato per lasciarti fiorire nel presente.

30/01/2026

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  • Colloquio psicologico online

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46 recensioni

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  • Efficacia del trattamento
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  • M

    Malgorzata

    Mio figlio è stato il paziente della dottoressa qlc anno fa. Dr.Pandolfo è bravissima non ascolta soltanto ma mette in atto esercizi x superare ogni problema che turba.Ottimi consigli e dedica il tempo necesario al paziente senza mettere la fretta. Se dovessi aver bisogno sceglierei sempre la dottoressa Maria.

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    Dott.ssa Maria Pandolfo

    Grazie sentitamente per la sua testimonianza.

    Credo fermamente che un buon percorso clinico non debba fermarsi alle sole parole, ma debba offrire chiavi pratiche ed esercizi concreti da portare nella vita di tutti i giorni, senza mai mettere fretta ai processi interiori. Sapere che quel lavoro condiviso ha lasciato un segno positivo e duraturo è per me la gratificazione più grande.

    Un caro saluto a lei e un abbraccio affettuoso a suo figlio, con l'augurio di continuare sempre a camminare con serenità e forza interiore.


  • L

    LB

    Brava professionista, ho.provato il metodo EMDR e ne ho tratto beneficio. Paziente e capace di entrare in empatia con le persone per capire quello di cui hanno bisogno

     • Studio Dott.ssa Maria Pandolfo • Altro  • 

    Dott.ssa Maria Pandolfo

    Grazie di cuore per questa bella testimonianza! Mi fa davvero piacere sapere che il percorso svolto con l'EMDR ti abbia portato un beneficio concreto. Entrare in sintonia e comprendere i bisogni di chi si affida a me è la base di ogni buon lavoro insieme. Ti ringrazio per la fiducia e ti mando un caro saluto!"


  • C

    Carmela Giametta

    Carissima Dott.ssa incontrarla vuol dire fare una esperienza di valorizzazione, di cura e di calore non comune. Lei ha la capacità di andare al cuore di un blocco, di un trauma, di un funzionamento sfavorevole e con tanto rispetto e raro garbo suggerire e incoraggiare un cambiamento possibile. Averla nella mia vita e nel mio percorso di formazione per essere sempre più utile a me stessa e agli altri è un grande privilegio.

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    Dott.ssa Maria Pandolfo

    Carissima Carmela, le tue parole mi toccano il cuore. Accompagnarti in questo percorso, sia personale che di formazione, è per me un motivo di gioia e gratitudine profonda. La sensibilità e la dedizione con cui ti metti in gioco per crescere ed essere d'aiuto agli altri sono bellissime. Il privilegio di averci incrociate è assolutamente reciproco! Un abbraccio di cuore.


  • S

    S.M.P.

    Gentilezza, accoglienza, empatia..la Dott.ssa Pandolfo è presente e accompagna lungo tutto il percorso con professionalità e garbo.

     • Consulenza online • consulenza online  • 

    Dott.ssa Maria Pandolfo

    Grazie di cuore per la sensibilità di queste parole. Creare uno spazio d'ascolto fatto di empatia, garbo e presenza è l'impegno che metto ogni giorno nella mia professione. Un grande augurio per il tuo percorso e un caro saluto!


  • S

    Simona

    Ho fatto con la dott. Maria Pandolfo alcuni incontri on line che sono stati molto utili. Mi sono trovata benissimo, ascoltata e capita. Oltre alla classica "verbale" propone delle modalità diverse di affrontare l'incontro terapeutico, (ho fatto con lei anche l'emdr), mi ha "rimandato" immagini che mi sono state d'aiuto. Gentile disponibile e competente

     • Consulenza online • colloquio psicologico online  • 

    Dott.ssa Maria Pandolfo

    Cara Simona, grazie di cuore per questa splendida testimonianza! Sapere che ti sei sentita accolta e capita, anche attraverso lo schermo nei nostri incontri online, è la cosa per me più importante. Integrare la parola con strumenti come l'EMDR e le visualizzazioni permette spesso di toccare corde più profonde e ritrovare chiarezza. È stato un vero piacere averti accompagnata in questo pezzo di strada. Ti ringrazio per la fiducia e ti mando un affettuoso saluto!


  • L

    Lucia

    Sono pienamente soddisfatta del lavoro appena fatto.
    Sono uscita dalla sessione di consulenza consapevole del mio valore e della mia Forza.
    La mia autostima è stata molto rinforzata.
    Quindi sono veramente grata alla Dott.ssa Pandolfo del suo operato.
    È un grande aiuto e la suggerirei a chiunque ha la volontà di fare un autentico lavoro su di sé.

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    Dott.ssa Maria Pandolfo

    Grazie davvero, Lucia! Leggere il tuo messaggio mi riempie di gioia. Ricorda sempre che quella forza di cui parli era già lì dentro di te: il mio è stato solo un accompagnamento, ma il vero lavoro lo hai fatto tu con la tua voglia di metterti in gioco. Ti mando un abbraccio affettuoso.


  • A

    A.M.

    La dottoressa è molto empatica e molto intuitiva. Ho iniziato recentemente un percorso e vedo delle buone prospettive oltre a osservare già dei benefici.

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    Dott.ssa Maria Pandolfo

    Grazie di cuore per questo riscontro così prezioso. Sentire dei benefici già nelle prime fasi del percorso è un ottimo segno: testimonia la sua disponibilità interiore a mettersi in gioco per ritrovare la propria serenità. Guardare avanti con buone prospettive è il primo vero passo per costruire il proprio cambiamento. Felice di accompagnarla in questo viaggio.


  • D

    Dany

    Con una seduta positiva e lavoro svolto con un ottimo rilassamento

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    Dott.ssa Maria Pandolfo

    Grazie di cuore, Dany. Sapere che la seduta ti abbia lasciato una sensazione di quiete e leggerezza è prezioso.


  • G

    Giancarlo Gennaro

    Conosco Maria da diversi anni. Ottima professionista, molto empatica e sensibile. Con lei ho effettuato diversi percorsi personali da cui ho tratto parecchio beneficio. Psicoterapeuta molto preparata, disponibile e persona davvero squisita. Consigliatissima!

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    Dott.ssa Maria Pandolfo

    Grazie per questo riscontro. Il rilassamento profondo non è solo un momento di pausa, ma un vero e proprio strumento di lavoro per sbloccare le nostre risorse interiori e la nostra vitalità. Sapere di aver facilitato questo spazio mi fa davvero molto piacere. Un caro saluto.


  • E

    Erika

    La dottoressa Pandolfo, è una professionista molto preparata, comprende alla perfezione i problemi, ed applica strumenti efficaci per risolverli alla radice. Da sottolineare l'accoglienza e la delicatezza che offre durante la seduta. Superconsigliata, provare per credere!

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    Dott.ssa Maria Pandolfo

    Cara Erika,

    ti ringrazio di cuore per queste parole. Sapere che hai percepito delicatezza e ascolto nel nostro lavoro insieme è per me la gratificazione più grande.

    L’obiettivo è sempre quello di creare uno spazio sicuro dove poter guardare con chiarezza alla radice delle difficoltà, per ritrovare la propria serenità. Sono felice che il percorso ti stia portando questi frutti.

    Ti auguro il meglio per il tuo cammino.

    Un caro saluto,

    Dott.ssa Maria Pandolfo


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 147 domande da parte di pazienti di MioDottore

Ieri parlando con il mio ragazzo è uscito un discorso che mi ha un po spiazzata. Mi ha detto che in

Ieri parlando con il mio ragazzo è uscito un discorso che mi ha un po spiazzata. Mi ha detto che in serata con gli amici, discoteca o locali, lui se ha l’occasione manda dei segnali alle ragazze (tipo sguardi mantenuti) per attirare la loro attenzione, con lo scopo di farle venire da lui. Poi in caso ci flirta un po, ci parla, a detta sua “le fa un po innamorare”, ma senza mai superare il confine di “tradimento” quindi senza nessun tipo di rapporto fisico, solo parlare. Per poi andare via o dirle che è fidanzato… tutto questo per appagare il suo ego, per sentirsi ancora attraente.. perché ha detta sua gli uomini hanno un po bisogno di questo. Poi categoricamente mi dice che non farebbe nulla “oltre” quello e che a fine serata verrebbe comunque a dirmi se qualche ragazza è venuta a parlare con lui per “correttezza”. Mi dice che non andrebbe mai lui dalle ragazze ma si limiterebbe a fare questi “segnali”. E al mio “ma così le illudi e le fai pensare a qualcosa di più” lui mi dice “e se anche fosse? Tanto poi non faccio nulla se non parlare. È normale fare conversazione e conoscere persone”.
Per me invece una mancanza di rispetto nei miei confronti.. ma se lo dico poi passo per quella “ troppo gelosa”… non capisco se sto esagerando…

RISPOSTA DEL DOTTORE:

Dott.ssa Maria Pandolfo

Gentile utente,
la ringrazio per aver condiviso una situazione così delicata. Parto da quello che mi sembra il punto centrale della sua domanda: no, provare disagio di fronte a quanto le ha raccontato il suo ragazzo non significa automaticamente essere "troppo gelosa". La gelosia diventa problematica quando si basa su sospetti infondati o porta a controllare l'altro. Qui invece lei reagisce a un comportamento che lui stesso le ha descritto con chiarezza.

C'è una differenza importante tra "fare conversazione e conoscere persone", che è sano e normale anche in coppia, e cercare intenzionalmente di suscitare interesse romantico in qualcuno per poi ritirarsi. Nel secondo caso l'obiettivo non è conoscere l'altra persona, ma ricevere conferme sulla propria attrattività. Le ragazze coinvolte diventano, in un certo senso, uno strumento. È comprensibile che lei lo viva come una mancanza di rispetto, sia verso di sé sia verso di loro.

Detto questo, il fatto che lui ne abbia parlato apertamente è un elemento da non sottovalutare: c'è una disponibilità al dialogo su cui si può lavorare. Più che stabilire chi ha ragione, può essere utile spostare la conversazione su due piani.

Il primo riguarda il bisogno che c'è dietro. Quando lui dice di aver bisogno di "sentirsi ancora attraente", sta esprimendo qualcosa che ha a che fare con la sua autostima. Chiedergli con curiosità, e non in tono d'accusa, da dove nasce questo bisogno e perché non trova risposta all'interno della relazione può aprire un confronto più profondo.

Il secondo riguarda i confini della coppia. Ogni coppia definisce i propri, e non esiste un'unica regola valida per tutti. Il "tradimento" non coincide necessariamente con il contatto fisico: per molte persone include anche la ricerca intenzionale di complicità emotiva o seduttiva con altri. Lei ha il diritto di esprimere dove si collocano i suoi confini, e lui ha la responsabilità di ascoltarli, anche se non coincidono con i suoi.

Se il confronto dovesse risultare difficile o tendesse a ridursi all'etichetta "sei gelosa", un percorso di consulenza di coppia potrebbe offrire uno spazio neutro in cui entrambi si sentano ascoltati.

Un caro saluto,
Dott.ssa Maria Pandolfo
Psicologa Clinica e della Riabilitazione


Buonasera! Avrei bisogno di un consulto circa un dubbio che ho da anni ossia quello di vivere all'

Buonasera! Avrei bisogno di un consulto circa un dubbio che ho da anni ossia quello di vivere all' interno di una famiglia disfunzionale..mi spiego meglio: ho 33 anni non ho avuto un' infanzia serena ed ero sempre in mezzo a liti ,discussioni tra genitori e famigliari tanto e ' vero che metà infanzia l' ho passata da una nonna . Mia madre ha sempre sottolineato che io non ero voluta non dovevo nascere a differenza di mio fratello e ciò lo ha sempre detto anche davanti amici o parenti ...qualsiasi cosa che succedeva era colpa mia ,mi ha fatto iscrivere al liceo sotto sua pressione e se prendevo un 8 e mezzo era una tragedia iniziavano subito da parte sua e di mio padre i confronti con chi prendeva voti più alti ..presa la maturità non ho avuto nessuna soddisfazione solo un : ora datti una mossa e trovati un lavoro. Ho trovato perlopiu lavori sottopagati,senza contratti e sporadici ma ho sempre accettato nonostante ciò se le cose andavano male era colpa mia,se non si arrivava a fine mese era colpa mia ,andavo a mangiare una pizza con amiche me la rinfacciavano per giorni . Ho avuto ragazzi con i quali si parlava di convivenza ma mia madre se ne usciva con : e poi chi mi dà una mano a pulire casa ? Tuo fratello studia e lavora merita di riposarsi tu no . A fine agosto ho trovato lavoro come insegnante ed entrambi mi hanno detto che non è un lavoro che invero lavori consistono nello spaccarsi la schiena e che non sono degna dello stipendio che prendo. La cosa assurda e' che se mio fratello combina qualche guaio magicamente divento la più brava ,buona ,ubbidiente .. si risolve con mio fratello torno a essere la "fallita ,idiota " come ogni tanto vengo definita . All' ennesimo litigio dove mi si attribuisce anche l' appellativo di sfigata che vive tra i libri ho reagito ma nulla da fare ..mi chiedo quindi se tutto questo può essere definito contesto disfunzionale e cosa posso fare. Grazie.

RISPOSTA DEL DOTTORE:

Dott.ssa Maria Pandolfo

Gentile utente,

la ringrazio per la fiducia e per il coraggio con cui ha messo per iscritto una storia così dolorosa. Rispondo subito alla sua domanda: sì, da quello che descrive emergono caratteristiche tipiche di un contesto familiare disfunzionale. Non posso fare valutazioni approfondite a distanza, ma alcuni elementi del suo racconto sono piuttosto chiari.

Il primo è il messaggio di rifiuto esplicito: sentirsi dire, anche davanti ad altri, di non essere stata voluta è un’esperienza che incide profondamente sul senso di valore personale.
Il secondo è quello che in psicologia si chiama dinamica del capro espiatorio: in molte famiglie disfunzionali un figlio viene investito di tutte le colpe e le frustrazioni, mentre l’altro viene idealizzato. Il fatto che lei diventi “la più brava” solo quando suo fratello è in difficoltà conferma che il giudizio su di lei non dipende da ciò che lei è o fa, ma dagli equilibri interni della famiglia.
Il terzo è la svalutazione sistematica dei suoi traguardi: un ottimo voto, la maturità, un lavoro come insegnante vengono sminuiti invece che riconosciuti. A questo si aggiunge un ruolo di supporto domestico che le viene attribuito quasi come un dovere, al punto da ostacolare i suoi progetti di autonomia affettiva.
Vorrei sottolineare una cosa importante: in contesti come questo è molto frequente che la persona finisca per interiorizzare quelle voci critiche e per dubitare della propria percezione. Il fatto stesso che lei si chieda da anni se “è davvero così” ne è un segnale. La sua percezione, però, ha fondamento.

Cosa può fare?

Intraprendere un percorso psicoterapeutico individuale. È lo strumento più efficace per elaborare le ferite del passato, riconoscere e ridimensionare la voce critica interiorizzata e costruire un’immagine di sé più fondata sulla realtà che sui giudizi ricevuti.
Lavorare sui confini. Non è necessario arrivare a rotture drastiche, ma imparare a non entrare nelle discussioni svalutanti, a non giustificarsi continuamente e a proteggere i propri spazi.
Coltivare l’autonomia, anche gradualmente. Il nuovo lavoro può diventare non solo una fonte di reddito, ma anche un tassello verso una maggiore indipendenza, anche abitativa, se e quando lo riterrà possibile.
Dare spazio alle relazioni che la nutrono. Amicizie, partner, colleghi: persone che la vedono per ciò che è e che possono offrirle un rimando diverso da quello familiare.
Lei ha costruito il suo percorso, scolastico e lavorativo, nonostante un ambiente che non la sosteneva. Questo dice molto delle sue risorse. Merita di poterle riconoscere anche lei.

Un caro saluto,
Dott.ssa Maria Pandolfo
Psicologa clinica e della riabilitazione


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