Dott.
Andrea Santanché
Psicologo
·
Psicologo clinico
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Esperienze
Intraprendere un percorso psicologico significa concedersi uno spazio sicuro in cui comprendere meglio sé stessi, affrontare le difficoltà del presente e sviluppare nuove risorse per affrontare il futuro.
Nel mio lavoro considero ogni persona nella sua unicità. I sintomi, le emozioni e i comportamenti non vengono osservati come elementi isolati, ma come espressione della storia personale, delle relazioni e dei significati che ciascuno costruisce nel corso della propria vita. Per questo motivo credo che non esistano percorsi standard: ogni intervento viene costruito insieme, nel rispetto dei bisogni, degli obiettivi e dei tempi della persona.
Sono psicologo clinico e attualmente mi sto specializzando in psicoterapia presso la Scuola di Specializzazione Forma Mentis ad approccio dinamico integrato. La mia formazione mi permette di integrare diversi modelli e strumenti basati su evidenze scientifiche, adattandoli alle caratteristiche di chi ho di fronte.
Ricevo adolescenti e adulti che desiderano affrontare momenti di difficoltà, ansia, stress, problematiche relazionali, vissuti depressivi, cambiamenti di vita o intraprendere un percorso di crescita personale.
Credo che il rapporto di fiducia tra terapeuta e paziente rappresenti uno degli elementi più importanti del percorso: il mio obiettivo è offrire uno spazio di ascolto autentico, privo di giudizio e orientato alla comprensione e al cambiamento.
Aree di competenza principali:
- Psicologia clinica
- Psicologia cognitiva
- Psicobiologia e neuroscienze cognitive
- Psicologia clinica-dinamica
- Neuropsicologia del benessere e salute mentale
- Istruttore e specialista clinico mindfulness
Principali patologie trattate
- Stress
- Sindrome da deficit di attenzione e iperattività
- Disturbi dell'umore
- Ansia
- Depressione
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Colloquio psicologico
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Colloquio psicologico clinico
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Recensioni
14 recensioni
Più menzionato dai pazienti
- Attenzione durante la visita
- Efficacia del trattamento
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M
MDC
Consiglio Andrea perché è una persona con cui è facile sentirsi a proprio agio e parlare apertamente. Apprezzo molto il suo modo di ascoltare senza giudicare e la capacità di aiutarti a guardare le cose da un'altra prospettiva, facendoti riflettere e aiutandoti a trovare la tua strada. Il tutto con grande sensibilità e professionalità.
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Dott. Andrea Santanché
Mille grazie per le sue splendide parole e per la fiducia che ha riposto nel nostro percorso insieme. Sapere di esserle stato d'aiuto nel trovare la sua strada con serenità è la soddisfazione più grande per il mio lavoro. Sono contento che tu sia riuscita a sentirti a tuo agio nel portarmi la tua storia con coraggio. Ti auguro il meglio per il futuro
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L
Leonardo Polarini
Sono stato in terapia dal dottore durante un periodo difficile della mia vita, e posso dire con soddisfazione che mi ha dato gli strumenti necessari ad affrontare le difficoltà non solo di quel momento ma anche future, le sue preziose analisi mi hanno permesso di conoscere meglio me stesso e le mie emozioni. Quello che ho imparato in terapia me lo porterò dentro tutta la vita ed è anche per questo che ho potuto terminare il mio percorso di psicoterapia, dato che la mia crescita emotiva mi permette di guardare con estrema lucidità ciò che accade intorno a me e ciò che sento.
Consiglio vivamente a chiunque di andare in terapia, ed il dottor Santanchè è una persona straordinaria in grado di trasmettere le sue conoscenze, esporre perfettamente le sue analisi e rendere questo percorso una scelta di cui non ti pentirai mai.• Spazio Psiche • colloquio psicologico clinico •
Dott. Andrea Santanché
Gentile Leonardo,
la ringrazio sinceramente per queste splendide parole e per aver condiviso la sua esperienza con così tanta generosità.
Vedere la consapevolezza e la lucidità emotiva che ha raggiunto è la soddisfazione più grande per il mio lavoro. Il merito principale di questo percorso resta comunque il suo: la terapia fornisce degli strumenti, ma sono l'impegno, l'apertura e la determinazione del paziente a fare la vera differenza.
Sapere che ciò che abbiamo costruito insieme continuerà ad accompagnarla nel suo futuro mi riempie di orgoglio. Le auguro il meglio per questa nuova fase della sua vita.
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B
B.S.
Ho avuto un’esperienza molto positiva. Ho trovato una persona competente, professionale e soprattutto capace di mettermi a mio agio fin dai primi incontri. Mi sono sentito ascoltato senza giudizio e ho apprezzato molto la disponibilità e l’attenzione dimostrate durante il percorso.
Gli incontri mi hanno aiutato a comprendere meglio alcune situazioni e a trovare nuovi strumenti per affrontarle. Consiglio questo professionista a chiunque senta il bisogno di intraprendere un percorso psicologico in un ambiente sereno e accogliente.• Spazio Psiche • colloquio psicologico •
Dott. Andrea Santanché
La ringrazio di cuore per aver condiviso la sua esperienza e per le sue parole così gentili.
Sapere di esser riuscito a offrirle uno spazio accogliente e privo di giudizio è per me motivo di grande soddisfazione, poiché reputo la relazione di fiducia e l'ascolto empatico la base di ogni percorso terapeutico. Sono davvero felice che il lavoro svolto insieme le sia stato utile per acquisire nuove consapevolezze e strumenti pratici per affrontare le sue sfide quotidiane.
Le auguro il meglio per il suo cammino e le ricordo che la mia porta rimarrà sempre aperta qualora ne avesse ancora bisogno.
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L
Lucrezia
Non smetterò mai di ringraziarlo. Da quando ho iniziato questo percorso di terapia la mia vita ha preso la piega che desideravo!
• Spazio Psiche • colloquio psicologico •
Dott. Andrea Santanché
Sentire che il percorso intrapreso insieme ha contribuito a cambiare in meglio la vita di una persona è per me motivo di grande orgoglio e mi rende davvero felice. La ringrazio per queste parole e, soprattutto, per la fiducia che mi ha dato durante il percorso. Il merito dei cambiamenti costruiti nel tempo è anche e soprattutto suo. Le auguro di continuare a scegliere per sé ciò che desidera e di portare avanti con fiducia la strada che ha intrapreso.
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A
A.G.
Un professionista umano ed eccezionale. Consiglio a chiunque il suo aiuto
• Spazio Psiche • colloquio psicologico •
Dott. Andrea Santanché
Grazie per le parole e la fiducia!
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A
A.S.
Mi sono rivolta al dottor Santanché in un momento di difficoltà. Lo consiglio perché è competente, empatico e svolge il proprio ruolo con professionalità. Fin dai primi incontri, mi sono sentita accolta in uno spazio sicuro in cui poter parlare di me senza paura di essere giudicata. Questo mi ha sicuramente aiutato a comprendere meglio (e a voler migliorare) alcuni aspetti di me e il modo in cui affronto la vita.
• Spazio Psiche • colloquio psicologico individuale •
Dott. Andrea Santanché
Grazie per la bellissima recensione. Il cambiamento nasce anche dalla disponibilità a mettersi in discussione e ad affrontare con coraggio le proprie difficoltà: qualità che lei ha dimostrato fin dall'inizio del percorso. Le auguro di continuare a coltivarle con fiducia. Un caro saluto.
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N
N.A.
Andrea è un ragazzo molto intelligente e molto disponibile che ha una grande capacità di comprensione e di analisi. Inoltre è stato anche bravo a dare consigli su come gestire la situazione in maniera efficace. Consiglio vivamente di fare una chiacchierata.
• Studio di consulenza online • consulenza online •
Dott. Andrea Santanché
La ringrazio sinceramente per le sue parole e per il tempo che ha dedicato a condividere la sua esperienza. Sono felice che abbia trovato nel nostro percorso uno spazio di ascolto, comprensione e confronto utile.
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L
Luca
Conosco bene la sua professionalità e posso dire che è una persona seria, empatica e molto preparata. Quello che apprezzo maggiormente è la sua capacità di trasmettere fiducia, ascoltare con attenzione e mettere chi ha davanti nella condizione di sentirsi accolto e libero di esprimersi. La dedizione che mette nel suo lavoro e il suo impegno nel cercare sempre il modo migliore per aiutare le persone sono qualità che lo contraddistinguono. Lo consiglio a chi cerca uno psicologo competente, umano e attento.
• Spazio Psiche • colloquio psicologico •
Dott. Andrea Santanché
Ti ringrazio per questa bellissima recensione. Sapere che hai apprezzato il modo di lavorare e l'attenzione che dedico ad ogni persona mi riempie di soddisfazione. Grazie per la fiducia e le tue parole.
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G
Gian marco
Il dr. Santanchè fin dalla chiamata conoscitiva è stato attento e professionale nei dettagli. È stato molto accogliente anche durante il primo colloquio. Consigliato
• Spazio Psiche • colloquio psicologico clinico •
Dott. Andrea Santanché
Grazie Gian Marco per la tua recensione. Sono contento che ti sia sentito accolto già dai primi incontri.
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M
Marco De Simone
Non è mai facile iniziare un percorso di terapia, ma con Andrea è stato tutto molto naturale. Ha un approccio molto pratico e umano: ti ascolta davvero e ti aiuta a guardare le cose da prospettive nuove senza mai farti sentire "sbagliato". Un punto di riferimento prezioso, felicissimo della scelta fatta.
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Dott. Andrea Santanché
Ti ringrazio di cuore per le tue parole. Sapere che ti sei sentito accolto e ascoltato è per me molto importante.
Risposte ai pazienti
ha risposto a 11 domande da parte di pazienti di MioDottore
Salve dottori vi volevo chiedere come faccio a sapere se la mia serenità è autentica? Come faccio a
Salve dottori vi volevo chiedere come faccio a sapere se la mia serenità è autentica? Come faccio a sapere se sono condizionato magari inconsapevolmente? Mi spiego meglio io due anni fa ho perso i miei genitori parlando con uno psicologo che ho conosciuto mi ha chiesto se avessi affrontato completamente il trauma e io gli risposi che magari non so se al 100% ma io in questo momento mi sento sereno e secondo me non mi serve riaprire la faccenda giusto? Oppure dovrei sempre chiedermi se ho affrontato bene le situazioni? Poi sul fatto del condizionamento in rete c’è una persona dove dice che siamo tutti condizionati e che senza un risveglio al vero se è senza un percorso spirituale è inevitabile ma è davvero così ? Grazie per una vostra risposta
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, la sua domanda è molto interessante e tocca un aspetto importante del nostro rapporto con noi stessi: quanto possiamo fidarci di ciò che sentiamo e quanto, invece, le nostre percezioni possono essere influenzate da fattori di cui non siamo pienamente consapevoli.
Vorrei partire da un punto: non è necessario mettere continuamente in discussione la propria serenità per essere certi che sia autentica. Il fatto di sentirsi sereni dopo un'esperienza dolorosa non significa necessariamente aver rimosso, evitato o non elaborato ciò che è accaduto. Ognuno attraversa il dolore e il lutto con tempi e modalità differenti, e non esiste un livello di elaborazione raggiunto il quale si possa dire di aver definitivamente superato un evento.
La perdita di entrambi i genitori è un'esperienza profondamente significativa, ma questo non significa che debba necessariamente continuare a rappresentare una sofferenza presente nella sua quotidianità. È possibile aver integrato un'esperienza dolorosa nella propria storia, conservandone il ricordo e il significato, senza che questa condizioni costantemente il proprio benessere.
Allo stesso tempo, non possiamo avere la certezza assoluta di essere liberi da qualsiasi condizionamento: le nostre esperienze, le relazioni e il contesto culturale contribuiscono inevitabilmente a influenzare il modo in cui pensiamo e interpretiamo la realtà. Questo, però, non significa che siamo prigionieri di condizionamenti inconsapevoli dai quali soltanto un percorso spirituale o un presunto risveglio possano liberarci. La consapevolezza è un processo graduale, che può svilupparsi attraverso l'esperienza, il confronto, la riflessione e, quando necessario, un percorso psicologico.
Mi soffermerei piuttosto su un aspetto della sua domanda: da dove nasce il bisogno di verificare continuamente se ciò che sente sia autentico? A volte, nel tentativo di raggiungere una certezza assoluta sui propri stati interiori, si rischia paradossalmente di perdere proprio quella serenità che si vorrebbe proteggere.
Non deve necessariamente riaprire una ferita solo per dimostrare a se stesso di averla affrontata nel modo giusto. Può concedersi di stare bene, senza sentirsi in dovere di interrogarsi continuamente sulla legittimità del proprio benessere. Se in futuro dovesse emergere qualcosa che sente il bisogno di approfondire, potrà sempre farlo.
Un caro saluto.
Salve dottori, vorrei esporvi un pensiero e chiedervi un consiglio/parere, sono una ragazza di 25 an
Salve dottori, vorrei esporvi un pensiero e chiedervi un consiglio/parere, sono una ragazza di 25 anni, ho avuto una relazione di 2 anni con una persona di 50 anni, ci siamo lasciati per diversi motivi, io ho deciso di lasciarci a inizio anno circa, non stavamo piu bene insieme e c'erano dei problemi che non riuscivo a superare e passare oltre dopo tanti tentativi, al momento però mi sto conoscendo e frequentando diciamo con un ragazzo, conosciuto a lavoro, purtroppo il problema è che mi sembra come se fosse troppo presto iniziare un qualcosa con un'altra persona, perché mi sento come di mettere sempre a confronto le due persone, lui con il mio ex, soprattutto certe situazioni mi tornano in mente come se le rivivessi, come a paragonare purtroopo le due persone, però con lui sto bene, riesco a parlare e parliamo ci confrontiamo..però un altro problema è che vorrei farlo entrare in casa, ma non vivendo da sola e avendo comunque una casa in campagna ho qualche parte da sistemare della casa diciamo purtroppo, ma il fatto è anche che ho paura che i miei possano vedere la situazione come se fosse troppo presto, sopratutto mio padre mi fa battute come a dire quest'anno lui, l'anno prossimo un altro ecc..quindi forse dovrei aspettare un pò ancora per farlo entrare proprio dentro casa, anche per un fatto di stare proprio anche io in casa un pò di più piuttosto che stare fuori sempre o da lui ecco..non so che fare
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Salve, da quello che racconta mi sembra che stia cercando di conciliare due esigenze: da una parte il desiderio di aprirsi a una nuova conoscenza, dall'altra il bisogno di rispettare i propri tempi e di capire fino a che punto si senta effettivamente pronta a lasciarsi alle spalle la relazione precedente.
Vorrei rassicurarla su un aspetto: il fatto che le capiti di confrontare il ragazzo che sta frequentando con il suo ex non significa necessariamente che lei non abbia superato la relazione precedente o che sia troppo presto per iniziarne un'altra. Quando viviamo una relazione significativa, sviluppiamo inevitabilmente dei riferimenti e delle aspettative che possono riemergere anche nelle esperienze successive. Alcune situazioni, parole o atteggiamenti possono richiamare ricordi ed emozioni del passato. Questo non significa che stia rivivendo la vecchia relazione, ma che sta inevitabilmente mettendo in relazione esperienze diverse.
Mi sembra però interessante un altro elemento del suo racconto: dice di stare bene con questa nuova persona, di riuscire a parlare, confrontarsi e condividere momenti piacevoli. Proverei quindi a non concentrarmi troppo sulla domanda "È troppo presto?", quanto piuttosto su un'altra: "Come mi sento quando sono con lui? Riesco a essere me stessa, a conoscerlo per quello che è, senza sentirmi obbligata a costruire qualcosa o a prendere decisioni sul futuro?".
Non esiste un intervallo di tempo universalmente corretto tra una relazione e l'altra. Non è necessario aspettare di aver cancellato ogni ricordo della precedente per concedersi la possibilità di conoscere qualcuno.
Per quanto riguarda la questione della casa e dei suoi genitori, credo sia importante distinguere il suo desiderio personale dalle aspettative familiari. Da quello che scrive, sembra esserci sia un'esigenza pratica (sistemare alcuni aspetti della casa), sia il timore del giudizio dei suoi genitori, in particolare di suo padre. È comprensibile che le sue battute possano condizionarla, ma le scelte relative alla sua vita affettiva non devono necessariamente essere legittimate dai tempi o dalle aspettative della famiglia.
Può tranquillamente decidere di aspettare a far entrare questa persona in casa, se sente che per lei è ancora presto, ma cercherei di capire se questa attesa nasce da un suo bisogno autentico oppure dalla paura di essere giudicata.
In definitiva, mi sentirei di consigliarle di non avere fretta, ma nemmeno di imporsi delle attese che non sente sue. Si conceda di vivere questa conoscenza per quello che è oggi, senza dover stabilire immediatamente cosa diventerà e senza pretendere da sé stessa di avere già tutte le risposte.
A volte il modo migliore per capire se siamo pronti per una nuova relazione non è aspettare di non avere più dubbi, ma imparare a vivere una nuova esperienza senza lasciare che il passato o il giudizio degli altri decidano al posto nostro.
Un caro saluto.
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