Dott.
Simone Bava
Psicologo
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Esperienze
Sono uno psicologo esperto in Disturbi e Psicopatologie dello Sviluppo.
Lavoro con bambini, adolescenti e adulti per superare difficoltà emotive, di attenzione e didattiche.
Valutazioni e diagnosi per difficoltà emotive, attentive, scolastiche o universitarie
Sostegno Emotivo per condizioni di ansia, stress e condizioni di disagio
Riabilitazione di lettura, comprensione, scrittura e calcolo
Potenziamento di attenzione, memoria e organizzazione
Consulenza e formazione a insegnanti e poli educativi
Aree di competenza principali:
- Psicologia clinica
- Psicologia dell'età evolutiva
- Esperto in dsa
Principali patologie trattate
- Stress
- Ansia
- Difficoltà relazionali
- Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA)
- ADHD
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Questo dottore accetta solo pazienti privati. Verrà richiesto un pagamento da parte tua per la prestazione o puoi ricercare un altro dottore che abbia una convenzione con la tua assicurazione
Recensioni
5 recensioni
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L
L.R.
Gli incontri con Simone sono stati una esperienza molto positiva. Empatico, solare, equilibrato. Approccio professionale. Somministrazione di consigli e soluzioni competenti
• Studio di Psicologia - Lecco • Altro •
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M
massimo val
Ancora più di uno psicologo è una persona fantastica, mi sono rivolto a lui per farmi aiutare a livello scolastico, ma il percorso seguito è andato ben, oltre: mi ha fornito supporto psicologico, ho cambiato le mie abitudini di organizzazione grazie al suo aiuto nel gestire la pianificazione e nel trattare mie fatiche di attenzione. Non lo consiglio soltanto per l efficienza nel suo lavoro, ma anche per la persona stupenda che c'è dietro
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G
Giorgia Ghezzi
massima professionalità e accortezza in tutto come sempre mi sono trovata benissimo e ho appreso al meglio ciò che abbiamo affrontato assieme
• Studio di Psicologia - Vercurago • consulenza psicologica •
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R
RM
Disponibile ad ascoltare con estrema attenzione e in profondità prima di intervenire. In questo modo la sua competenza si adatta con flessibilità ed efficacia alla situazione. Esperienza pienamente positiva.
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C
Christian Vecchio
Il dottor Bava mi ha affiancato in un'esperienza formativa come tutor di studenti con fragilità. Mi ha dato indicazioni utili e pertinenti su come prestare servizio, permettendomi di essere più efficace e competente nel soddisfare le esigenze dell'utenza.
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Risposte ai pazienti
ha risposto a 5 domande da parte di pazienti di MioDottore
Gentili Dottori, sono una ragazza di 23 anni e vi scrivo perché vorrei far luce su alcuni aspetti de
Gentili Dottori,
sono una ragazza di 23 anni e vi scrivo perché vorrei far luce su alcuni aspetti della mia vita.
Sono cresciuta in una famiglia dalle risorse economiche modeste, ma che non ci ha mai fatto mancare il necessario.
La mia infanzia e adolescenza sono state segnate dalla presenza di un padre con problemi di alcolismo e comportamenti aggressivi.
Dopo la separazione dai miei genitori, mio padre ha formato una nuova famiglia ed è successivamente finito in carcere per maltrattamenti in famiglia.
Un anno e mezzo fa ho subito una grave perdita: è mancata mia nonna materna.
Lei è stata il mio grande pilastro e il mio punto di riferimento principale, e il suo ricordo rimane dentro di me come un segno indelebile.
Per quanto riguarda me, mi descrivo come una ragazza semplice e seria. Esco poco, non fumo, non bevo e non ho mai avuto una relazione sentimentale stabile, ma solo brevi frequentazioni. Mi ritengo una persona molto curiosa, anche se nello studio ho sempre fatto un pò di fatica: sono iscritta alla facoltà di Infermieristica, ma sono rimasta indietro con gli esami.
Sto provando a recuperare, anche se vivo questo percorso con un forte senso di incertezza.
Il motivo principale per cui vi contatto riguarda il mio desidero più grande: vorrei incontrare la persona giusta, essere amata, costruire una famiglia e diventare madre da giovane. Spesso sento che, quando le sensazioni sono quelle giuste, le scelte d'impulso possano essere quelle corrette senza dover sempre aspettare.
C'è un verso di una canzone di Ligabue ("Per sempre") che rispecchia molto ciò che sento: "Lui che passa per caso e mi salva e mi condanna per sempre".
Mi chiedo da dove derivi questo bisogno profondo di essere "salvata" e guidata verso questo ideale di famiglia, e se questo mio modo di vivere i sentimenti sia una risposta al mio passato.
Spero di poter approfondire queste dinamiche insieme a voi e vi ringrazio in anticipo per il tempo e la disponibilità.
Cordiali saluti
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile utente,
Percepisco molta tenerezza nel suo messaggio e trovo la sua scrittura di grande interesse.
Lei pone una domanda a cui potrebbe apparire facile rispondere: la sua storia famigliare è stata impegnativa, è certamente possibile che cerchi nel futuro qualcosa che il passato non le ha dato.
Ma vorrei non ci fermassimo qui: la parte più notevole del suo messaggio non è il contenuto, quanto la sua attenzione a formulare il racconto. Non ha trascurato di menzionare più angolature e sono rimasto colpito dalla spontaneità con cui ci invita a parlarne.
Ho quindi l'impressione che la sua richiesta non sia capire da dove nasce il "bisogno di essere salvata", bensì di di poter conversare sulla sua storia, come già sta accadendo. In altre parole, non le serve l'informazione che completa il puzzle, ma un'opportunità di dialogo; è possibile?
Conversare consente di mettere in prospettiva, di scendere a fondo, di dare valore e di condividere con un altro essere umano. Conversare rende umano ciò che una comunicazione troppo breve, informativa e asettica rischia di svuotare.
Se ne sente la necessità, un percorso di supporto psicologico può essere il contesto di una conversazione profonda, accogliente e non giudicante. Consideri inoltre di utilizzare le sue buone doti di scrittura a supporto di un dialogo interno curioso e profondo.
Resto a disposizione
Buongiorno, scrivo perché non riesco a uscire da questa fissa e non sono più tanto serena. Ho appe
Buongiorno, scrivo perché non riesco a uscire da questa fissa e non sono più tanto serena.
Ho appena vent'anni e sono in un periodo transitorio e di trasformazioni nella vita, perché ho cominciato l'università e sto piano piano costruendo il futuro.
Fatto sta che ho cominciato a pensare alla morte: improvvisamente mi è venuto in mente come fosse una minaccia. Ho cominciato a immaginare cose e situazioni tragiche. Sono sempre stata conscia della sua esistenza ma l'ho sempre presa con filosofia e serenità fino a che non è arrivato questo periodo, dove ho paura che mi capiti qualcosa, a me o ai miei cari. Quando cerco di fare altro spesso e volentieri la mia mente ci ricade, come se avessi il "dovere" di pensarci. Tutto ciò mi fa star male perché io ho sempre valorizzato il presente fino a questo momento. Cerco di non pensare a quando e come sarà perché il pensiero mi dà una terribile angoscia, ma il pensiero della sua esistenza mi passa per la mente spesso. Per ora grazie a dio sono in salute e non dovrei temere chissà cosa, visto che ho fatto varie analisi e controlli, però l'incertezza mi opprime lo stesso. Mi è tornata l'ipocondria che era rimasta sopita da un po' di tempo e non ha fatto che peggiorare la situazione. Da una settimana ho il sonno disturbato perché di notte mi vengono pensieri intrusivi. Ho un umore che oscilla istericamente e posso passare da essere lucida al piangere al ridere in un'ora. In un momento posso pensare a questo con lucidità e dopo cinque minuti potrei cominciare a piangerci su. Come posso risolvere? Grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile utente,
La ringrazio per aver condiviso questo messaggio.
La sua è una paura molto lucida, e lei ha il coraggio di chiamarla per nome: paura della morte.
Tuttavia, lei stessa osserva che non è la paura in sé ad essere una novità, ma lo spazio che occupa nella vita di tutti i giorni.
Questo è un aspetto importante, da cui nascono molte domande:
- Se non si trovasse così tormentata dalla paura della morte, a che cosa penserebbe?
- Perché è una paura che ha preso forma proprio in questa fase della sua vita?
- Leggo chiaramente quanto detesti questa situazione, ma potrebbe essere che una parte di lei preferisca confrontarsi con questo pensiero così tremendo e asfissiante, invece che con altre questioni?
Questi interrogativi possono essere impegnativi e spesso aprono le porte a ulteriori domande.
Se ne sente la necessità, consideri un percorso di presa in carico psicologica.
Resto a disposizione
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