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Esperienze

"Se una società vuole veramente proteggere i bambini deve cominciare ad occuparsi dei genitori. Bowlby".

Diventare e fare il genitore è una delle avventure più straordinarie della vita, ma anche una delle più complesse e faticose. Spesso ci si sente sopraffatti dai dubbi, dal senso di colpa, dallo stress o dalla paura di non fare mai abbastanza o "abbastanza bene".

Sono la Dott.ssa Lucia Cervino, Psicologa clinica e mi dedico con passione al sostegno alla genitorialità.

Lavoro con:

  • Genitori che si sentono schiacciati dal carico della genitorialità

  • Mamme che cercano un supporto emotivo e uno spazio di ascolto

  • Coppie che vivono conflitti educativi

  • Mamme e papà che desiderano ritrovare il proprio equilibrio 

Credo in una genitorialità: consapevole ,emotivamente presente , imperfetta ma autentica, basata sull'ascolto.

Se senti che il ruolo di genitore ti pesa più di quanto dovrebbe, possiamo parlarne. 

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Aree di competenza principali:

  • Psicologia clinica
  • Psicologia del benessere
  • Psicologia delle relazioni

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  • Sostegno alla genitorialità

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3 recensioni

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  • L

    Luana C.

    Mi sono sentita ascoltata e accolta fin dal primo momento. Mi ha aiutata a comprendere meglio me stessa e ad affrontare alcune mie difficoltà con maggiore consapevolezza.

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    Dott.ssa Lucia Cervino

    Sono felice di leggere le sue parole. È un piacere poter contribuire al suo benessere.


  • M

    M.C

    Professionista empatica e attenta, capace di mettere a proprio agio. La consiglio.

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    Dott.ssa Lucia Cervino

    La ringrazio per le sue parole. Sapere di essere riuscita a farla sentire accolta e ascoltata mi fa davvero piacere.


  • W

    Walter M.

    Esperienza positiva. Ho apprezzato l'ascolto, l'empatia e la capacità di aiutarmi a vedere le situazioni da una prospettiva diversa."

     • Studio di consulenza online consulenza psicologica  • 

    Dott.ssa Lucia Cervino

    Grazie per aver condiviso la sua esperienza, apprezzo le sue parole e ne sono felice.


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 3 domande da parte di pazienti di MioDottore

Durante una giornata ho moltissimi pensieri, ma alcuni li ripeto più volte o ci torno sopra. Nei gio

Durante una giornata ho moltissimi pensieri, ma alcuni li ripeto più volte o ci torno sopra. Nei giorni successivi, quando penso a cosa avevo pensato in un determinato giorno, questi pensieri mi emergono molto facilmente e mi fanno quasi da ‘cronologia’ della giornata. Il punto che non riesco a capire, però, è che a volte non mi limito a ricordarli spontaneamente: sono proprio io che vado intenzionalmente a cercarli. Per esempio, penso a giovedì e mi chiedo cosa avevo pensato quel giorno, e la mia mente va a cercare proprio quei pensieri che avevo ripetuto o sui quali avevo riflettuto di più. So che durante quella giornata ho pensato anche ad altre cose, alcune persino più importanti, e alcune di queste riesco anche a ricordarle. Però, quando cerco di ricostruire mentalmente quella giornata, tendo a ricercare soprattutto quei pensieri che avevo ripetuto più volte. Se non riesco a recuperarli, posso avere quasi la sensazione che mi manchi un pezzo della giornata o che quel giorno non avessi pensato a niente di particolare, anche se razionalmente so che non è così. La mia domanda quindi non è semplicemente ‘perché ricordo meglio i pensieri ripetuti?’, ma: perché quando successivamente cerco volontariamente di ricostruire ciò che ho pensato in quel giorno, vado a cercare proprio quei pensieri e non altri? E perché sento che quei pensieri rappresentano maggiormente la giornata, anche se so di aver avuto molti altri pensieri?”

RISPOSTA DEL DOTTORE:

Dott.ssa Lucia Cervino

Quello che descrive può essere legato al normale funzionamento della memoria. Quando cerchiamo volontariamente di ricordare una giornata, infatti, non recuperiamo tutti i pensieri avuti in modo completo e ordinato, ma la mente tende a partire dai contenuti che sono più facilmente accessibili.
I pensieri che durante quella giornata sono stati ripetuti più volte o sui quali ci siamo soffermati maggiormente possono diventare più “facili da ritrovare” e, per questo, possono finire per rappresentare mentalmente quella giornata più di altri pensieri.
Questo però non significa che fossero necessariamente i pensieri più importanti o che siano gli unici che abbiamo avuto. La facilità con cui un pensiero viene ricordato non corrisponde sempre alla sua reale importanza.
Anche la sensazione che, non riuscendo a recuperare quei pensieri, “manchi un pezzo” della giornata può derivare da questo meccanismo. È come se la mente avesse associato quei contenuti a quel particolare giorno e la loro assenza desse una sensazione di incompletezza.
Se però il bisogno di ricostruire le giornate diventa molto frequente, richiede molti tentativi o genera ansia e bisogno di certezza, può essere utile parlarne con uno psicologo per comprendere meglio il significato che questo comportamento ha per la persona.


Salve sono una mamma che si è stancata di certi comportamenti miei marito dice di volersi godere la

Salve sono una mamma che si è stancata di certi comportamenti miei marito dice di volersi godere la vita con noi ..ma poi guarda le altre mi ha tradito in passato e non so se lo sta facendo ancora dice che sono troppo gelosa,che sono pazza, dice che mi ama ma poi continua a fare ciò gli ho parlato dicendo che queste cose mi fanno star male svalutata non ho voglia di fare niente non so che fare … è diventato tutto noioso

RISPOSTA DEL DOTTORE:

Dott.ssa Lucia Cervino

Capisco quanto possa essere doloroso vivere una situazione in cui, da una parte, suo marito dice di amarla e di voler condividere la vita con lei e, dall’altra, alcuni suoi comportamenti riattivano una ferita già presente a causa del tradimento passato. È comprensibile che questo possa generare insicurezza, rabbia, tristezza e difficoltà a fidarsi nuovamente.
Più che chiedersi se lei sia “troppo gelosa” o “pazza”, sarebbe importante comprendere che cosa sta accadendo dentro di lei e nella relazione. Dopo una ferita nella fiducia, ricostruirla richiede comportamenti coerenti, dialogo e rispetto reciproco, non la svalutazione delle emozioni dell’altro.
Le suggerirei di non rimanere sola con questa sofferenza e di valutare un percorso psicologico individuale, che possa aiutarla a fare chiarezza sui propri bisogni, sui propri limiti e su ciò che desidera realmente dalla relazione. Se entrambi ne sentite la necessità, potrebbe essere utile anche un percorso di coppia.
Il fatto che riferisca di non avere più voglia di fare nulla e che “sia diventato tutto noioso” merita inoltre attenzione e sarebbe importante parlarne con un professionista.
Non deve necessariamente decidere oggi se restare o lasciare suo marito. Può innanzitutto concedersi uno spazio per ascoltare se stessa e capire di cosa ha bisogno per stare meglio.


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