Gentili dottori, vorrei capire come gestire la forte ansia, i blocchi emotivi e l'agitazione continu

Gentili dottori, vorrei capire come gestire la forte ansia, i blocchi emotivi e l'agitazione continua che sto vivendo a seguito del ritorno nella mia vita di una persona che è stata la mia prima relazione sei anni fa. Attualmente ci stiamo frequentando da tre uscite, ma mi trovo in una situazione di profonda confusione: da un lato non provo l'impatto emotivo che mi aspettavo e oscillo tra giorni in cui mi sento più presa e momenti di fastidio o nervosismo (specialmente per frasi affettuose che trovo eccessive o per il timore che lui cerchi solo un'idea ideale di me), mentre dall'altro nutro dubbi sulla sua affidabilità e sul suo passato recente. Abbiamo già èrlato di queste cose nell'ultima uscita , mi sembrava di stare più tranquilla na adesso quella sensazione di agitazione mi è ritornata.Inoltre, lui vorrebbe vedersi spesso e ha ritmi molto accelerati che mi fanno sentire i miei spazi invasi e mi destabilizzano, nonostante io abbia bisogno di andare piano. Questo vortice di pensieri mi porta a dubitare di me stessa e dei miei sentimenti.Per ora ho deciso di continuare a vederlo per capire meglio il tutto, faccio bene o sbagli? come posso fare chiarezza in me?

10 risposte


Gentilissima, capisco quanto possa essere destabilizzante ritrovarsi a vivere emozioni così contrastanti, soprattutto quando torna nella propria vita una persona che ha avuto un significato importante nel passato. Vorrei dirti innanzitutto che non devi necessariamente provare ciò che ti aspettavi di provare, né arrivare subito a una conclusione su quello che senti. Dopo appena tre uscite, puoi concederti il tempo di conoscere questa persona per ciò che è oggi, senza dover ricreare le emozioni di sei anni fa e senza sentirti obbligata a far funzionare qualcosa solo perché avete una storia alle spalle. Proverei a spostare, almeno per un momento, l'attenzione dalla domanda «Mi piace davvero? Sto facendo la scelta giusta?» a domande più vicine alla tua esperienza presente: «Come mi sento quando sono con lui? Mi sento libera di essere me stessa? I miei tempi e i miei spazi vengono rispettati? Riesco a esprimere i miei dubbi senza sentirmi sotto pressione?» Anche l'agitazione merita ascolto, senza però interpretarla automaticamente come un segnale che questa relazione sia sbagliata. Può avere diverse origini: il riemergere di emozioni legate al passato, l'incertezza, il timore di soffrire oppure una reale difficoltà nel sentirti a tuo agio con i suoi modi e i suoi ritmi. Non devi risolvere tutto immediatamente: puoi osservare ciò che accade, distinguendo gradualmente le paure dalle esigenze concrete che senti di voler tutelare. Un aspetto importante riguarda proprio i tuoi spazi. Avere bisogno di andare piano è una necessità legittima, non un difetto né qualcosa che devi giustificare. Puoi comunicargli con chiarezza che desideri continuare a conoscervi, ma con una frequenza e un'intensità che ti permettano di sentirti a tuo agio. Sarà importante osservare non soltanto ciò che ti dirà, ma anche come accoglierà e rispetterà questo bisogno. Se scegli di continuare a frequentarlo, prova a farlo senza trasformare ogni uscita in un esame dei tuoi sentimenti. Concediti di vivere l'esperienza, mantenendo i tuoi spazi e ascoltando come ti senti prima, durante e dopo gli incontri. Può esserti utile anche fermarti qualche minuto, respirare consapevolmente e riconoscere ciò che emerge, senza giudicarlo e senza dover prendere subito una decisione. Non devi scegliere oggi se questa persona sia quella giusta per te. Puoi scegliere, oggi, di rispettare i tuoi tempi e raccogliere informazioni su come stai in questa relazione. La chiarezza, a volte, non arriva pensando più intensamente, ma creando lo spazio per ascoltarsi senza pressione. E ricorda: non sei obbligata a continuare per dare una possibilità alla relazione, così come non sei obbligata a interromperla solo perché provi incertezza. Puoi decidere passo dopo passo, restando in ascolto di te stessa e di ciò che concretamente accade tra voi. Un caro saluto, Dott.ssa Grandi Chiara Ricevo a Parma e Online!

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Buonasera e grazie per la fiducia. Ha provato a parlargli di questa confusione? Comprendo quanto possa essere difficile, tuttavia, spesso, ricevere un riscontro aiuta a fare chiarezza. Quanto scrive, inoltre, mi invita a riflettere sulla difficoltà che spesso abbiamo nel porre confini, nel dire di no, o a concederci il tempo di riflettere, rispetto alle situazioni che ci generano confusione o sofferenza. Se lo desidera, possiamo approfondire insieme questo aspetto (i miei riferimenti li trova sul mio profilo Miodottore). Saluti


Cara, da come descrive la sua situazione ho l'impressione che le generi più malessere che benessere e mi verrebbe da chiederle: cosa l'ha spinta a riprendere la frequentazione con questa persona? Il suo racconto mette in primo piano molti (direi quasi esclusivamente) elementi di difficoltà: “non provo l'impatto emotivo che mi aspettavo”, “momenti di fastidio o nervosismo”, “nutro dubbi sulla sua affidabilità”, “ha ritmi molto accelerati che mi fanno sentire i miei spazi invasi e mi destabilizzano”. E le farei un'altra domanda: cosa la spinge a continuare la frequentazione? I suoi pensieri la fanno dubitare riguardo ai suoi sentimenti e questo accade spesso, perché i pensieri su quello che stiamo vivendo non sempre coincidono con il vissuto emotivo legato alla situazione, perché comprendono pensieri su come vorremmo che le cose fossero o pensiamo che dovrebbero essere o aspettative sul futuro, ecc. Tornando alla sua richiesta, se sente di aver bisogno di un altro po' di tempo per capire si dia questo tempo e credo che mantenere il focus su quello che sente, sui suoi vissuti emotivi, potrebbe aiutarla a fare chiarezza se questa relazione è qualcosa di buono per lei o meno.


Gentile Utente, buongiorno . La ringrazio per la fiducia nel confidarci la sua situazione. Quando ritorna una persona importante del passato, è normale che si riattivino emozioni intense, dubbi e bisogni contrastanti. Non provare subito l’“impatto” atteso non significa necessariamente che qualcosa non vada; può indicare che lei sta vivendo il presente con prudenza, forse anche per proteggere i propri spazi. Il suo disagio sembra legato a più elementi: il ritmo accelerato del lui, il timore di essere idealizzata, dubbi sulla sua affidabilità e l’agitazione che torna nonostante una conversazione rassicurante. Questi sono segnali utili da ascoltare, non da giudicare. Continuare a vederla può essere una scelta ragionevole, a condizione che avvenga nel rispetto dei suoi tempi e dei suoi bisogni. Potrebbe provare a porsi alcune domande: “Mi sento libera di essere me stessa?”, “Riesco a esprimere il mio bisogno di andare piano?”, “Dopo i nostri incontri mi sento più serena o più destabilizzata?”. Le risposte, osservate nel tempo, possono aiutarla a fare chiarezza. Come psicologa, posso aiutarla a riconoscere i pensieri che alimentano l’ansia, gestire l’attivazione emotiva e costruire confini relazionali più chiari. Posso anche proporle esercizi di mindfulness, utili per calmare il corpo e osservare le emozioni senza esserne travolta. Come tanti altri psicologi e psicoterapeuti, la mia prima seduta è gratuita (anche online) e possiamo comprendere insieme, e in modo più dettagliato, di che tipo di percorso ha bisogno. Non c’è obbligo di un successivo appuntamento, né ad alcun altro impegno successivo. Rimango a disposizione e le auguro un sereno proseguimento di giornata.


La ringrazio per aver condiviso ciò che sta vivendo. La persona di cui mi parla, essendo stata la sua prima relazione, rappresenta uno specchio relazione importante nella sua storia personale. Questo aspetto potrà essere un filo da esplorare in colloquio, in uno spazio in cui potersi fermare, riflettere e dare significato a ciò che sta vivendo, rispettando i suoi tempi. Se lo desidera, possiamo approfondire questi aspetti in un primo colloquio.


Buongiorno Gentile Utente, cercando di rispondere alla sua domanda finale, vorrei prima offrirle qualche elemento di cornice: può succedere che, nel rincontrarsi con una persona dopo tanti anni, le aspettative che ci creiamo non siano esattamente in linea con ciò che accade e che effettivamente sentiamo quando ci riavviciniamo all'altro. In questi casi, spesso le nostre aspettative sono basate su elementi che traggono sostanza dal passato: a come era l'altro, al tipo di relazione che ci legava all'epoca, a volte dimenticandoci che anche noi stessi eravamo diversi e cercavamo, forse, cose diverse dall'oggi. Le offrirei quindi uno spunto di ragionamento: che cosa desidera oggi o cosa vuole ottenere da questa relazione? Difficilmente ci si riesce a dare risposte se ci si concentra solo su ciò che mette in campo l'altro. A tal proposito: se lei sente il bisogno di andare ad un ritmo diverso da quello che le propone l'altra persona, questo bisogno è suo e legittimo e, in quanto tale, è utile che lei lo validi. Sperando di averle offerto qualche contributo, le auguro un buon proseguimento. dott.ssa Filippini

Dott.ssa Anna Filippini

Dott.ssa Anna Filippini

psicologo

Quartu Sant'Elena

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Da quello che racconta, mi sembra che questa frequentazione stia attivando in lei molti livelli insieme: il peso del passato, le aspettative sul “ritrovarsi”, il dubbio sui suoi sentimenti, la paura che lui idealizzi chi è oggi e soprattutto la sensazione che i suoi tempi siano troppo veloci rispetto ai suoi. Dopo tre uscite non è necessario avere già una risposta definitiva. Il fatto che alterni interesse, fastidio, agitazione e bisogno di distanza non significa automaticamente che non provi nulla, ma segnala che in questo momento fa fatica ad ascoltare ciò che sente senza essere travolta dai pensieri. Continuare a frequentarlo può avere senso solo se riesce a farlo rispettando i suoi tempi e i suoi confini, senza sentirsi spinta ad accelerare per adattarsi alle aspettative di lui. Visto che parla di ansia forte, blocchi emotivi e agitazione continua, credo possa essere molto utile un supporto psicologico per distinguere meglio ciò che riguarda questa persona da ciò che viene riattivato dentro di lei dal ritorno di questa relazione. Se vuole approfondire, può contattarmi per una consulenza online o in presenza e consultare la mia agenda per le disponibilità. un caro saluto. Dott. Giulio Blasilli


Buongiorno, Frequentare una persona che ha avuto un significato importante in passato può far emergere emozioni e aspettative diverse, non sempre facili da comprendere nell'immediato. Non è necessario provare ciò che ci si aspettava di provare, né riuscire a dare subito un nome ai propri sentimenti. Credo possa essere utile, più che cercare di capire subito se sia la persona giusta o se i suoi sentimenti siano autentici, concedersi il tempo di osservare come si sente in questa frequentazione. Può provare a chiedersi che cosa le crea maggiore agitazione, quali aspetti di questa persona le fanno piacere e quali, invece, la mettono a disagio. È importante anche dare spazio ai propri dubbi rispetto alla sua affidabilità, cercando di capire da cosa nascono, senza considerarli necessariamente come paure da superare. Mi sembra significativo anche il bisogno di tutelare i propri spazi e rispettare i propri ritmi. Può comunicarlo apertamente, osservando come lui accoglie queste esigenze, anche questo può aiutarla a comprendere meglio come si sente nella relazione. Se desidera continuare a frequentarlo, può farlo senza viverlo come una decisione definitiva. Non deve avere tutte le risposte adesso, ma può capire gradualmente se questa conoscenza le fa stare bene e se sente di poterla vivere serenamente. Allo stesso modo, può decidere di fermarsi qualora si accorgesse che questa situazione le crea un disagio che non desidera proseguire. L'obiettivo non è eliminare ogni dubbio, ma riuscire ad ascoltarsi senza sentirsi obbligata a trovare subito una risposta. Resto a disposizione, un caro saluto. Dott.ssa Elena Dati


Gentile utente, per fare chiarezza sui suoi bisogni e desideri potrebbe essere utile prendere del tempo per guardarsi dentro e riflettere su cosa sta succedendo e come si sente in questo momento della sua vita. Un consulto psicologico potrebbe aiutarla. Resto a disposizione anche online, cordiali saluti.


Gentile, grazie per aver chiesto aiuto prima di tutto. Di metodi per gestire l'ansia se ne trovano in quantità industriale nell'era digitale. Di solito posso dirle che, per alcuni funzionamenti di personalità, quando l'altro cerca di accelerare i tempi e manda segnali di affetto che lei percepisce come sproporzionati rispetto al momento reale della frequentazione, è del tutto naturale che il suo sistema difensivo si attivi attraverso dei sintomi. Ciò non toglie che questo non è un problema nè suo nè del suo partner, è una dinamica di coppia, in cui incidono fattori e variabili multiple.L'ansia non va risolta e l'emotività va utilizzata in modo conforme all'intima nostra natura autentica che è da scorprire. Resto a disposizione per una consulenza o altri chiarimenti. Dott.Paolo Valentini

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