Dr.
Lorenzo Cella
Psicoterapeuta
·
Psicologo
Psicologo clinico
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Torino 2 indirizzi
Esperienze
Mail: cella@ilfarostudiopsicologico.it
Cosa ci si può aspettare quando si chiede supporto e/o consulenza psicologica? Ci sono alcune credenze erronee su questo lavoro. Un esempio emblematico: chi è in difficoltà con stati ansiosi può desiderare che lavorando con lo psicologo l’ansia venga tolta dalla sua vita. Gli stati emotivi e cognitivi che possono essere avvertiti come spiacevoli, come l’ansia appunto, non sono soggetti a “eliminazione”. Ognuna di queste condizioni ha una sua funzione fondamentale per il buon funzionamento della persona e tutte sono frutto di centinaia di migliaia di anni di evoluzione della specie. Il percorso psicologico spesso si fonda, piuttosto, sul fornire uno spazio di sicurezza e libertà dove poter gestire tutti i complessi turbamenti cognitivi, emotivi e/o somatici che una persona può esperire nel tentativo di affrontare la sofferenza di base o le emozioni più spiacevoli. In altre parole, il dolore che noi proviamo in quanto esseri umani può essere considerato come una freccia che ci colpisce. Soffriamo fisicamente, proviamo un insieme complesso di emozioni e formuliamo domande, pensieri, idee. In alcuni casi, per una serie variegata di cause e motivi, la nostra mente può aver appreso a reagire in modi disfunzionali o disregolati a questa sofferenza, cercando di ignorarla, combatterla o altri modi. Queste dinamiche potrebbero favorire la nascita di un ulteriore dolore, una sorta di sofferenza “superflua” o una seconda freccia che ci colpisce. In queste condizioni, siamo portati ad agganciarci a credenze o significati rispetto alla situazione o a noi stessi (“me lo merito”, “sono troppo debole”, “questo dolore non può finire”, ecc.) che alimentano questo ciclo di sofferenza. La possibilità di confrontarsi con uno psicologo può offrire la possibilità di portare alla luce queste dinamiche, costruire nuovi sensi e un significato in base alla propria storia e, così, assumere una nuova comprensione di se stessi di fronte al dolore, maggiormente libera e in potere di scegliere il modo in cui adattarsi all’ambiente interno ed esterno e prendersi cura di sé e delle persone a noi care. Un percorso di questo tipo è rivolto sempre verso la comprensione di sé stessi, la quale facilita la presa di posizione rispetto al cambiamento. Non una mera conoscenza statica di “come siamo fatti” (in quanto la nostra mente e coscienza cambia sempre) e non un mero atto di cieco affidamento all’intervento tecnico; quanto il creare le condizioni per poterci sentire liberi di mettere in atto dei cambiamenti e sentire di avere le risorse per farne frutto della benevolenza e compassione verso noi stessi.
Aree di competenza principali:
- Psicologia clinica
- Psicodiagnostica
- Psicologia cognitiva
- Psicologia del lavoro
- Psicodiagnostica
- Psicoterapia cognitivo comportamentale
- Psicoterapia costruttivista
- Psicoterapia sensomotoria
Principali patologie trattate
- Fobia
- Disturbi psicosomatici
- Ansia
- Stress
- Esaurimento nervoso
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Prestazioni e prezzi
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Colloquio psicologico
50 € - 60 € -
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Mindfulness
60 € -
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Trattamento dello stress
60 € -
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Trattamento bulimia
60 € -
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Trattamento binge eating
60 € -
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Recensioni
52 recensioni
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L
Laura
Una dura ma bella esperienza. Ho deciso di sospendere al momento perchè desidero procedere da sola.
• Il Faro studio psicologico • trattamento dello stress •
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P
Pietro
Un approccio che va oltre ai protocolli che rende il percorso veramente individuale.
• Il Faro studio psicologico • terapia cognitivo-comportamentale •
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I
Iris
Credo che la psicoterapia sia una scelta che ognuno faccia per trovare uno spazio in cui accettarsi come persona prima di cambiare.
• Il Faro studio psicologico • terapia cognitivo-comportamentale •
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G
Giulia
Una bella esperienza arricchente e anche riappacificante.
• Il Faro studio psicologico • terapia cognitivo-comportamentale •
Dr. Lorenzo Cella
Grazie per il feedback
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C
Cesare
Inizialmente ero scettico, perché non mi ero mai rivolto ad uno psicologo in passato, ma mi sono dovuto ricredere, perché il percorso mi ha permesso di capire i motivi della mia ansia e affrontarli.
• Il Faro studio psicologico • colloquio psicologico •
Dr. Lorenzo Cella
Grazie per il feedback!
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P
PM
Durante i nostri incontri, mi aiuta a percepire e interpretare in modo diverso e più rasserenante i miei pensieri portandomi a valutare tutto in modo costruttivo e utile.
• Il Faro studio psicologico • colloquio psicologico •
Dr. Lorenzo Cella
Grazie per il feedback!
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G
Giacomo
Mette a proprio agio con una eccezionale propensione all’ascolto e davvero abile nel cogliere le sfumature caratteriali o emotive.
• Il Faro studio psicologico • terapia cognitivo-comportamentale •
Dr. Lorenzo Cella
Grazie per il feedback!
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S
Silvia
Mi ha seguita in un periodo complesso dal punto di vista lavorativo. Ho apprezzato la professionalità, la disponibilità e la sua attenzione durante il percorso.
• Il Faro studio psicologico • trattamento dello stress •
Dr. Lorenzo Cella
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D
DD
Affidabile e comprensivo. Un lungo percorso ma soddisfacente.
• Il Faro studio psicologico • terapia cognitivo-comportamentale •
Dr. Lorenzo Cella
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Y
Yara
Gentilezza ma anche trasparenza. Aperto a un confronto schietto.
• Il Faro studio psicologico • terapia cognitivo-comportamentale •
Dr. Lorenzo Cella
Grazie per il feedback
Risposte ai pazienti
ha risposto a 112 domande da parte di pazienti di MioDottore
Ciao a tutti, Ultimamente mi capita di avere diverbi con il mio fidanzato. Stiamo insieme da quando
Ciao a tutti,
Ultimamente mi capita di avere diverbi con il mio fidanzato. Stiamo insieme da quando eravamo adolescenti, e da poco abbiamo deciso di andare a convivere (lui si è trasferito da me). Abbiamo io 27 e lui 30 anni. Di tanto in tanto capita che torni a dormire a casa sua (un paio di volte al mese), apparentemente con motivi legati a praticità e semplicità.
Quando mi comunica che vuole dormire a casa perché deve organizzarsi in un certo modo e gli "torna meglio", io non posso fare a meno di risentirmi di questa decisione. Non so come riuscire a fargli capire che il fatto che lui "rinunci" a dormire con me a casa nostra sia, per me, una rinuncia alla nostra vita di coppia. So che non è la fine del mondo, ma non posso fare a meno di pensare che qualsiasi sforzo dovrebbe non apparire tale, pur di stare insieme. Non contesto il fatto che faccia visita ai suoi, che ci passi del tempo, assolutamente, ma credo che il dormire sia un atto così intimo, a cui io non rinuncerei mai. Vorrei specificare che la casa dove viviamo è a circa 15 minuti di macchina dalla casa dove vivono i suoi. Anche a me capita di dormire ogni tanto fuori casa, ma quelle volte che è successo è stato perché mi sono fermata nella città dove lavoro che dista circa 70 km da dove vivo.
Vorrei capire se sono io fissata, contraria, che dovrei essere più tranquilla su questa situazione, oppure se c'è un fondo di verità nel desiderare che nonostante sia giusto avere vite, interessi e momenti separate, di ritrovarsi in quel momento della giornata che condivideresti soltanto con il partner. Grazie!
RISPOSTA DEL DOTTORE:
È comprensibile che, dopo molti anni di relazione e soprattutto nel momento delicato del passaggio alla convivenza, Lei attribuisca un valore particolare alla condivisione della quotidianità. Andare a vivere insieme non significa soltanto abitare nello stesso appartamento: può rappresentare, simbolicamente, il passaggio a una nuova fase della relazione, nella quale si costruiscono abitudini, rituali e una sensazione di “casa” condivisa. In questo senso, il momento in cui si va a dormire può effettivamente avere per Lei un significato affettivo importante: non è semplicemente il luogo fisico in cui trascorrere la notte, ma uno dei momenti nei quali sente maggiormente di essere una coppia. Per questo motivo, non credo sia particolarmente utile chiedersi se Lei sia “fissata” oppure se il Suo fidanzato abbia torto. Le due posizioni possono essere entrambe comprensibili. Il punto più interessante è capire che cosa accade dentro di Lei quando lui decide di dormire altrove. La Sua reazione sembra infatti andare oltre il semplice disappunto: quando lui dice che a casa dei genitori “gli torna meglio”, Lei sembra tradurre quella motivazione pratica in un messaggio relazionale più profondo, qualcosa che potrebbe assomigliare a: “stare con me non è abbastanza importante da giustificare uno sforzo”, oppure “se per lui fosse davvero importante condividere la nostra vita, sceglierebbe spontaneamente di dormire qui”. È possibile che sia proprio questa interpretazione, più ancora del comportamento del Suo compagno, a generare il dolore.
Buongiorno ieri abbiamo firmato la separazione e lei messa piangere anke se lei chiesto e voleva con
Buongiorno ieri abbiamo firmato la separazione e lei messa piangere anke se lei chiesto e voleva con tutti el costi ma vedo ke troppo confusa nn so come spiegarlo anke ke altro ieri stato del braci e baci tra di noi sembra ke sta facendo una cosa contro la sua voglia
RISPOSTA DEL DOTTORE:
La reazione descritta sembra mettere in evidenza soprattutto una forte ambivalenza affettiva: da una parte la separazione è stata richiesta e perseguita con decisione, dall’altra, nel momento concreto della firma, è comparso un dolore molto intenso, fino al pianto. Il fatto che appena due giorni prima ci fossero stati ancora baci e momenti di vicinanza rende comprensibilmente difficile per Lei capire che cosa stia realmente accadendo.
È importante, però, non interpretare automaticamente questo comportamento come la prova che la Sua compagna «non voglia veramente separarsi». Le emozioni che emergono nel momento della separazione possono essere autentiche anche quando la decisione di interrompere la relazione lo è altrettanto. Una persona può desiderare di chiudere una relazione e, contemporaneamente, soffrire profondamente per la perdita di quella stessa relazione. Può sentire la necessità di allontanarsi e, nello stesso tempo, provare nostalgia, affetto, paura, desiderio di vicinanza e persino desiderio fisico nei confronti del partner. La ricerca sulle relazioni sentimentali mostra infatti che l'ambivalenza non è semplicemente una contraddizione da risolvere, ma può comportare la contemporanea presenza di pensieri, emozioni e comportamenti orientati sia verso la vicinanza sia verso la distanza.
Anche il pianto, quindi, non necessariamente significa «sta facendo qualcosa contro la sua volontà». Potrebbe significare che quella scelta, pur essendo stata desiderata e ritenuta necessaria, comporta una perdita importante. Quando una relazione significativa si interrompe, non viene meno soltanto il rapporto con una persona, ma anche una serie di abitudini, aspettative, progetti, sicurezze e modalità attraverso cui ci si è regolati emotivamente nel tempo. La separazione può quindi produrre una forte attivazione emotiva proprio perché viene meno, almeno temporaneamente, una fonte abituale di regolazione e sicurezza.
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