Dott.ssa
Irene Canulli
Psicologa
·
Psicologa clinica
Altro
sulle specializzazioni
Torino 1 indirizzo
Esperienze
Sono la Dott.ssa Irene Canulli, psicologa clinica e psicoterapeuta in formazione presso l'Università degli Studi di Torino.
Nel mio lavoro accolgo adolescenti, giovani adulti e adulti che attraversano momenti di difficoltà, legati ad ansia, depressione, difficoltà relazionali, dipendenza affettiva o passaggi delicati della vita, come lutti, separazioni e cambiamenti personali o lavorativi.
Offro uno spazio di ascolto accogliente e privo di giudizio, in cui poter esplorare e comprendere ciò che si sta vivendo. Il mio approccio, a orientamento psicodinamico, pone attenzione alla storia personale, alle emozioni e alle relazioni, considerando anche la stretta connessione tra mente e corpo.
Mi sono laureata in Psicologia Clinica presso l'Università di Urbino nel 2016 e ho successivamente approfondito il rapporto tra mente e corpo attraverso un Master in Somatic Competence Therapy e una formazione come Facilitatrice Mindfulness. Attualmente frequento il terzo anno della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia.
Ho maturato esperienza nell'ambito delle dipendenze e delle comunità terapeutiche, oltre che presso il Servizio di Psicologia delle Cure Primarie dell'ASL Città di Torino. Attualmente svolgo attività clinica presso lo Spazio d'Ascolto dell'Università di Torino.
Ricevo a Torino presso lo Studio Talea, in Corso Quintino Sella 99/A.
Approccio terapeutico
Aree di competenza principali:
- Psicologia clinica
- Psicologia della salute
- Psicosomatica
Principali patologie trattate
- Depressione
- Ansia
- Somatizzazione
- Attacco di panico
- Dipendenza affettiva
- +22 a11y_sr_more_diseases
Presso questo indirizzo visito
Foto e video
Prestazioni e prezzi
-
Colloquio psicologico
65 € -
-
Consulenza online
65 € -
-
Psicoterapia
65 € -
-
Mindfulness
30 € -
-
Sostegno alla genitorialità
65 € -
-
-
-
-
Indirizzi (2)
Corso Quintino Sella, 99a, Torino 10131
Disponibilità
Modalità di pagamento (visite private)
- PayPal
- Bonifico
- Bonifico istantaneo
- Contanti
Telefono
Consulenza online
Disponibilità
Modalità di pagamento (visite private)
- Bonifico
Telefono
Convenzioni assicurative non attive
Questo dottore accetta solo pazienti privati. Verrà richiesto un pagamento da parte tua per la prestazione o puoi ricercare un altro dottore che abbia una convenzione con la tua assicurazione
Recensioni
8 recensioni
Più menzionato dai pazienti
- Attenzione durante la visita
- Spiegazioni dettagliate
- Puntualità
-
G
Giuliana
Mi sono trovata benissimo ed a mio agio e mi ha aiutato tantissimo in un periodo difficile. Grazie al suo ascolto e alla sua empatia mi ha dato gli strumenti per affrontare meglio le mie difficoltà. Grazie
• Consulenza online • consulenza online •
Dott.ssa Irene Canulli
Grazie infinite Giuliana
-
A
A. M.
La dottoressa ha una grande capacità di mettere a proprio agio fin dal primo incontro. Il suo ascolto profondo e attento mi ha aiutato ad aprirmi con serenità e a lavorare concretamente sulle mie difficoltà. Mi sono sentito accolto e compreso durante tutto il percorso
• Studio Talea • psicoterapia •
Dott.ssa Irene Canulli
Grazie!
-
B
BR
Mi sono trovata molto bene, mi sono sentita a mio agio più di altre volte
• Consulenza online • •
Dott.ssa Irene Canulli
Grazie
-
M
Michele Corinaldesi
Mi sono trovato molto bene con la dottoressa Canulli perché mi ha saputo subito prendere dal giusto verso trattandosi con apprensione e mi ha aiutato molto nelle mie difficoltà emotive,tirandomi fuori comunque quelle cose che nn sono mai riuscito a capire da me ...
• Consulenza online • •
Dott.ssa Irene Canulli
Grazie Michele
-
G
G.B.
C è stata subito una forte empatia con la Dott.ssa e ad oggi, dopo quasi un anno, posso dire che il percorao con lei è stato il più costrurtivo e solido di tutta la mia vita, ha saputo ascoltarmi e guidarmi in un cammino tra le mie paure e i miei demoni e ha saputo con professionalità e pazienza tirare fuori quello che opprimeva il mio cuore e la mia mente.
Non la ringrazierò mai abbastanza per questo.• Altro • Altro •
Dott.ssa Irene Canulli
Grazie infinite
-
G
Giuseppe Francioni
La dottoressa è molto sensibile e comprensiva e sa mettersi nei panni degli altri,capace di ascolto profondo,attenta alle emozioni
• Studio Talea • •
Dott.ssa Irene Canulli
Grazie di cuore Giuseppe
-
A
Anna Maria Perucci
Dottoressa molto cordiale e molto disponibile,la consiglio vivamente
• Studio Talea • •
Dott.ssa Irene Canulli
Grazie mille Anna Maria.
-
V
Valentina
Ho trovato in questa psicologa una persona molto empatica, professionale e capace di mettere davvero a proprio agio. Mi sono sentita ascoltata senza giudizio e rispettata nei miei tempi. Il percorso con lei mi ha aiutata a comprendere meglio me stessa e alcune difficoltà della mia vita. Lo consiglio sinceramente a chi cerca un professionista serio e umano
• Studio Talea • colloquio psicoterapeutico •
Dott.ssa Irene Canulli
Grazie di cuore Valentina
Risposte ai pazienti
ha risposto a 36 domande da parte di pazienti di MioDottore
Gentili dottori, vorrei capire come gestire la forte ansia, i blocchi emotivi e l'agitazione continu
Gentili dottori, vorrei capire come gestire la forte ansia, i blocchi emotivi e l'agitazione continua che sto vivendo a seguito del ritorno nella mia vita di una persona che è stata la mia prima relazione sei anni fa. Attualmente ci stiamo frequentando da tre uscite, ma mi trovo in una situazione di profonda confusione: da un lato non provo l'impatto emotivo che mi aspettavo e oscillo tra giorni in cui mi sento più presa e momenti di fastidio o nervosismo (specialmente per frasi affettuose che trovo eccessive o per il timore che lui cerchi solo un'idea ideale di me), mentre dall'altro nutro dubbi sulla sua affidabilità e sul suo passato recente. Abbiamo già èrlato di queste cose nell'ultima uscita , mi sembrava di stare più tranquilla na adesso quella sensazione di agitazione mi è ritornata.Inoltre, lui vorrebbe vedersi spesso e ha ritmi molto accelerati che mi fanno sentire i miei spazi invasi e mi destabilizzano, nonostante io abbia bisogno di andare piano. Questo vortice di pensieri mi porta a dubitare di me stessa e dei miei sentimenti.Per ora ho deciso di continuare a vederlo per capire meglio il tutto, faccio bene o sbagli? come posso fare chiarezza in me?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, da ciò che racconta mi sembra che questa frequentazione stia suscitando in lei emozioni contrastanti, tra il desiderio di conoscere nuovamente questa persona e il bisogno di mantenere i propri spazi e tempi.
Mi colpisce soprattutto la pressione che sembra avvertire nel dover comprendere cosa prova e se sia giusto continuare questa relazione. A volte, quando cerchiamo di trovare rapidamente una risposta ai nostri dubbi, rischiamo di alimentare ulteriormente l'ansia, perdendo di vista ciò che sentiamo.
Credo possa essere importante concedersi il tempo di conoscere questa persona per quella che è oggi, distinguendo le aspettative legate alla vostra storia passata da ciò che sta vivendo nel presente. Allo stesso tempo, sarebbe utile soffermarsi su ciò che le provoca fastidio o agitazione, senza cercare necessariamente di allontanare queste emozioni, ma provando a comprenderne il significato.
Non credo si tratti di stabilire se faccia bene o male a continuare la frequentazione, quanto piuttosto di chiedersi come si sente all'interno di questa relazione e se riesce a esprimere e vedere rispettati i propri bisogni, compreso quello di procedere con gradualità.
Se questa agitazione dovesse persistere, un percorso di sostegno psicologico potrebbe aiutarla a comprendere meglio i vissuti emotivi che questa situazione sta riattivando, senza la pressione di dover arrivare subito a una decisione.
Irene Canulli
Buongiorno a tutti, scrivo per fare chiarezza su alcuni punti emersi nelle precedenti risposte. Sono
Buongiorno a tutti, scrivo per fare chiarezza su alcuni punti emersi nelle precedenti risposte.
Sono seguito da 5 anni dallo stesso specialista. Ho superato una fase acuta iniziale anche grazie al supporto di uno psichiatra e a una terapia farmacologica, conclusa con successo oltre due anni fa. Da allora sto bene, non prendo farmaci e gestisco la mia vita in autonomia. So che esistono ancora aspetti della mia vita non del tutto risolti, ma so come gestirli e riconosco che dipendono anche dal contesto familiare e relazionale in cui vivo. Trovo irrealistico l'invito, spesso emerso in seduta, a procedere "dritti come muli" ignorando l'ambiente circostante.
Un anno fa ho ottenuto il passaggio a una frequenza quindicinale. Dopo 12 mesi con questa cadenza, di recente mi è stato posto un ultimatum rigido: tornare alla frequenza settimanale o interrompere.
Le spese sono sostenute dalla mia famiglia e, a causa di un reale peggioramento delle condizioni economiche (maggiori uscite e minori entrate), raddoppiare il costo mensile è diventato oggettivamente ed effettivamente insostenibile. Non è una mancanza di volontà o di priorità, ma un limite economico concreto.
Oltre a ciò, da tempo andare in seduta è un peso: vivo spesso momenti di stallo e lunghi silenzi senza una guida attiva, con uno stile relazionale che percepisco freddo e distaccato. L'ultimatum finale ha ulteriormente compromesso la fiducia e l'alleanza terapeutica. Grazie a tutti per i preziosi consigli
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, dalle sue parole emerge come, oltre alla difficoltà economica, si sia progressivamente sviluppato un senso di fatica e insoddisfazione rispetto al percorso terapeutico.
La frequenza degli incontri è certamente un elemento importante del lavoro psicoterapeutico e può rispondere a precise valutazioni cliniche. Tuttavia, credo sia altrettanto importante che le ragioni di una determinata scelta possano essere condivise e comprese, tenendo conto anche delle condizioni concrete di vita della persona.
Mi colpisce soprattutto ciò che racconta rispetto alla fiducia nel suo terapeuta e alla sensazione di non sentirsi sufficientemente accompagnato durante le sedute. Anche i silenzi possono avere un significato nel lavoro terapeutico, ma credo sia importante poter parlare di come vengono vissuti, soprattutto quando diventano fonte di disagio.
Dopo cinque anni di percorso, potrebbe essere utile dedicare uno spazio proprio a queste difficoltà, cercando di comprendere insieme cosa sia cambiato nella relazione terapeutica e se esistano ancora le condizioni per proseguire il lavoro.
Qualora non fosse possibile trovare un punto d'incontro, anche valutare una conclusione condivisa del percorso o un eventuale proseguimento con un altro professionista potrebbe rappresentare una possibilità da considerare.
Un percorso psicoterapeutico dovrebbe poter essere anche uno spazio in cui esprimere dubbi, insoddisfazione e disaccordo, senza che questi compromettano necessariamente la possibilità di lavorare insieme.
Irene Canulli
Tutti i contenuti pubblicati su MioDottore.it, specialmente domande e risposte, sono di carattere informativo e in nessun caso devono essere considerati un sostituto di una visita specialistica.