Buonasera a tutti, e grazie anticipatamente per eventuali risposte. Ho 25 anni, sono un ragazzo sola

Buonasera a tutti, e grazie anticipatamente per eventuali risposte. Ho 25 anni, sono un ragazzo solare, a cui piace uscire, stare in mezzo alle persone, e divertirsi. Da un mese ho chiuso una relazione durata due anni con quella che è la mia ex fidanzata, perché nonostante avessimo un rapporto sano, continuavamo ad irritarci a vicenda e litigare per motivi di poco conto, da qualche mese. Così, insieme, abbiamo deciso di lasciarci. Quello che non capisco, è come nonostante abbia la possibilità di uscire con un altra/altre ragazza/ragazze, non ne abbia la più minima voglia, rifiuto ogni occasione, mi tiro proprio indietro. Avevo già avuto almeno altre due relazioni durate all'incirca 1 anno o 2, ma alla fine di queste, la possibilità di frequentare un altra persone, mi dava energia e brillantezza. Questa volta, però, non è così. Alla mia età è una cosa normale? Nonostante non ci sia una grande sofferenza per la rottura del mio ultimo rapporto, perché come già detto, è stata una cosa consensuale da parte di entrambi, mi sento spento, e sono un po' preoccupato. È una cosa normale nonostante abbia solo 25 anni? Grazie mille per l'ascolto!!

2 risposte


Gentile, leggendo la sua lettera si percepisce una sincera curiosità verso se stesso, ma anche una sotterranea preoccupazione per un cambiamento nel suo modo di reagire che avverte come insolito e "anomalo" rispetto al passato. È del tutto comprensibile che una persona solare, socievole e abituata a trovare nelle novità relazionali una spinta di energia si senta disorientata di fronte a una sensazione di spegnimento e al rifiuto spontaneo di nuove conoscenze. Rispondo subito e con molta chiarezza al suo dubbio principale: sì, quello che sta vivendo è del tutto normale, naturale e sano, anche e soprattutto a 25 anni. Le offro alcuni punti di riflessione clinica per comprendere le motivazioni di questo stato d'animo e rassicurarla sul suo percorso. La differenza tra rottura consensuale ed elaborazione della fine: Spesso si cade nell'equivoco di pensare che se una relazione si conclude in modo maturo, civile e consensuale, non vi sia "sofferenza" e quindi non serva un tempo di recupero. In realtà, la fine di un legame durato due anni rappresenta comunque la perdita di un'abitudine, di una complicità e di un progetto condiviso. Il fatto che non vi siano drammi o grandi pianti non significa che il suo sistema emotivo non stia elaborando una fase di passaggio e di riassestamento. L'evoluzione della maturità affettiva rispetto alle relazioni precedenti: A 20 o 22 anni, di fronte alla fine di una storia, è frequente cercare subito un'altra persona per riempire il vuoto, distrarsi o ritrovare quell'energia iniziale. A 25 anni, con una maggiore maturità emotiva, il cervello e il cuore possono sentire il bisogno di fare un passaggio diverso: non più "chiodo schiaccia chiodo", ma una sosta per rielaborare l'esperienza vissuta. Il suo rifiuto di uscire con altre ragazze non è un difetto o un segnale di depressione, ma la scelta sana del suo corpo di non disperdere energie prima di essere davvero pronto. La sensazione di essere "spento" come necessità di ricarica: La sensazione di spegnimento non è necessariamente una sofferenza patologica, ma una forma di "risparmio energetico" emotivo. Dopo mesi trascorsi a irritarsi e litigare per motivi di poco conto dinamica che richiede una grandissima dose di tensione e dispendio di energie, la sua mente e il suo corpo stanno semplicemente chiedendo un periodo di decompressione e di pace. Indicazioni pratiche per abitare questa fase con serenità: Togliersi la pressione della "prestazione sociale": Non c'è alcuna scadenza o regola che imponga a 25 anni di dover subito rimettersi in gioco sul piano sentimentale o di dover dimostrare brillantezza. Accettare che in questo momento la sua priorità sia stare con se stesso, con gli amici o coltivare i suoi interessi senza il dovere di piacere ad altre ragazze è il modo migliore per far ritornare spontaneamente il desiderio. Ascoltare e legittimare i propri tempi: Consideri questo periodo non come una "mancanza di voglia", ma come un tempo di gestazione. L'energia e la brillantezza torneranno naturalmente quando l'esperienza della storia precedente sarà stata del tutto metabolizzata e quando incontrerà qualcuno che accenderà un reale interesse, anziché essere una semplice distrazione. Godersi la propria socialità senza secondi fini: Continui a uscire, a divertirsi e a stare in mezzo alle persone come ha sempre amato fare, liberando però le sue uscite dall'aspettativa del "flirt" o della conoscenza romantica. La socievolezza pura le restituirà carica senza l'ansia da prestazione affettiva. Imparare a rispettare i propri ritmi interni quando differiscono dalle abitudini del passato è una delle conquiste più grandi dell'età adulta. Proprio per comprendere meglio questa fase di transizione, esplorare ciò che questa storia di due anni le ha lasciato e ritrovare con calma la sua naturale vitalità senza preoccupazioni, le consiglio di considerare la possibilità di svolgere un colloquio psicologico conoscitivo. Sarei felice di offrirle la mia disponibilità per uno spazio d'ascolto protetto, sicuro e privo di qualsiasi giudizio, in cui accompagnarla a vivere questo momento di passaggio con totale serenità. Un caro saluto, Dott.ssa Antonella Guiducci Psicologa

Dott.ssa Antonella Guiducci

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psicoterapeuta

San Mauro Pascoli

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Buonasera, la ringrazio per aver condiviso la sua esperienza e per aver espresso con tanta sincerità ciò che sta vivendo. Innanzitutto, vorrei rassicurarla: ciò che descrive può essere assolutamente normale e non è legato alla sua età. Ogni relazione, così come ogni separazione, porta con sé vissuti ed emozioni differenti. Il fatto che le esperienze passate l'abbiano portata a desiderare fin da subito nuove conoscenze, mentre oggi avverte una sorta di chiusura, non significa necessariamente che ci sia qualcosa che non va in lei. Anche quando una separazione è consensuale e non viene accompagnata da una sofferenza particolarmente intensa, possono emergere stanchezza emotiva, bisogno di tranquillità o semplicemente il desiderio di dedicare del tempo a sé stessi. Due anni di relazione rappresentano una parte significativa della sua vita, fatta di abitudini, condivisioni e investimenti emotivi. È possibile che, in questo momento, lei senta inconsapevolmente il bisogno di recuperare energie e ritrovare un proprio equilibrio prima di aprirsi nuovamente a un'altra persona. Inoltre, non è detto che ogni fase della vita debba essere caratterizzata dalla stessa voglia di conoscere qualcuno o di iniziare una nuova relazione. Forse, in passato, la possibilità di frequentare altre ragazze rappresentava per lei una fonte di entusiasmo, mentre oggi sente il bisogno di qualcosa di diverso. Non è necessario forzarsi a uscire con qualcuno solo perché se ne presenta l'occasione, né confrontare il suo modo attuale di vivere la separazione con quello delle esperienze precedenti. Mi soffermerei, piuttosto, su ciò che intende quando dice di sentirsi spento. Questa sensazione riguarda soltanto la sfera sentimentale, quindi la mancanza di interesse verso nuove conoscenze, oppure la avverte anche in altri ambiti della sua vita, come le amicizie, le attività che prima le piacevano o la quotidianità? Questa distinzione può essere importante per comprendere meglio ciò che sta vivendo. Se questa sensazione dovesse persistere, estendersi ad altri aspetti della sua vita o iniziare a preoccuparla maggiormente, potrebbe essere utile intraprendere un percorso psicologico, uno spazio in cui esplorare i suoi vissuti e comprendere meglio i suoi bisogni, senza la necessità di dover trovare subito una spiegazione o una soluzione. Si conceda il tempo di cui ha bisogno, senza giudicarsi e senza pretendere di sentirsi come si sentiva in passato. Non esiste una tempistica prestabilita per superare una separazione o per tornare ad avere voglia di conoscere qualcuno. Rimango a disposizione. Dott.ssa Martina Mari

Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.