Dr.
Stefano Previtali
Psicologo
·
Psicologo clinico
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Esperienze
Buongiorno,
sono il dott. Stefano Previtali e desidero accompagnarti in un percorso di crescita personale e benessere emotivo.
Credo profondamente nella forza della relazione terapeutica come strumento di cambiamento. Attraverso questo rapporto è possibile conoscere meglio se stessi, condividere il proprio mondo interiore e dare un significato alle proprie esperienze e relazioni.
Offro supporto psicologico e consulenze rivolte ad adolescenti, giovani adulti e adulti che sentono il bisogno di un aiuto in momenti di disagio, forte stress o difficoltà emotive. Il mio obiettivo è aiutarti a migliorare il tuo benessere emotivo, rafforzare le tue risorse personali e affrontare con maggiore consapevolezza le sfide quotidiane.
Mi sono laureato in Psicologia dello sviluppo e dei processi di tutela presso l’Università Cattolica di Milano e sono iscritto all’Ordine degli Psicologi della Lombardia. Attualmente mi sto specializzando in psicoterapia con orientamento junghiano presso il CIPA (Centro Italiano di Psicologia Analitica). Ho inoltre approfondito l’ambito della valutazione psicologica con un master presso l’IRPSI, di cui sono socio.
Svolgo la mia attività clinica con bambini, adolescenti e adulti e attualmente sto completando il tirocinio di specializzazione presso la Neuropsichiatria Infantile dell’ASST Papa Giovanni XXIII.
Approccio terapeutico
Aree di competenza principali:
- Psicologia clinica
- Psicologia dell'età evolutiva
- Psicologia della salute
- Psicodiagnostica
- Psicologia breve e strategica
- Psicologia clinica-dinamica
- Psicoterapia
Principali patologie trattate
- Depressione
- Disturbo Ossessivo Compulsivo
- Ansia
- Disturbi relazionali
- Attacco di panico
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Prestazioni e prezzi
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Consulenza online
60 € -
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Colloquio psicologico clinico
60 € -
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Consulenza psicologica
60 € -
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Primo colloquio individuale
60 € -
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Psicoterapia per adolescenti
60 € -
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Indirizzi (3)
via Guglielmo Mattioli, 63, Bergamo 24129
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Recensioni
6 recensioni
Più menzionato dai pazienti
- Efficacia del trattamento
- Attenzione durante la visita
- Puntualità
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E
E. C.
Soddisfatto. Era la prima volta che mi rivolgevo ad uno psicologo e il dottor Previtali è riuscito a mettermi a mio agio, ad accogliere le mie preoccupazioni e miei dubbi. La sua capacità di entrare in empatia e in contatto con i miei vissuti ed emozioni mi ha aiutato ad aprirmi e a creare un rapporto di fiducia. Sono soddisfatto del lavoro su di me che ho iniziato e che mi sta aiutando in questo periodo. Professionale e competente.
• Studio privato • colloquio psicologico clinico •
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A
A. S.
Soddisfatto, ero alla mia prima esperienza con uno psicologo e il dott. Previtali è riuscito a mettermi a mio agio fin dalla prima seduta. Il dottore è una persona che trasmette empatia e professionalità, e riesce a darmi sempre consigli e suggerimenti o spunti di riflessione. Sono molto soddisfatto del percorso che abbiamo intrapreso. Consigliato.
• Studio privato • sostegno psicologico •
Dr. Stefano Previtali
Grazie per le sue gentili parole! Sono felice di sapere che la mia passione e dedizione per il mio lavoro siano state evidenti nel corso dei nostri colloqui. A presto.
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G
G. C.
Ho chiesto aiuto al dottor Previtali per dei problemi di autostima che si trascinavano da parecchio tempo e che mi avevano messo in difficoltà nei rapporti sul lavoro e nella vita affettiva. Grazie al suo aiuto e ai suoi suggerimenti ho iniziato a vedere alcuni aspetti miei e di altri che non avevo prima considerato, e la cosa mi sta aiutando. Soddisfatto del percorso che stiamo facendo.
• Studio privato • sostegno psicologico •
Dr. Stefano Previtali
La ringrazio molto di questa recensione. Sono contento di sapere che si sia sentito ascoltato e accolto. A volte non non è semplice riuscire a mettere a proprio agio le persone che arrivano in studio e il punto di partenza è proprio quello di creare un clima di fiducia e in cui sentirsi accolti e ascoltati. Come ha scritto lei molto spesso una delle “chiavi” è proprio quella di adottare un nuovo punto di vista, un nuovo sguardo sulle cose. La terapia è un proprio un percorso e sono contento di poterla accompagnare. Un caro saluto.
Dr. Previtali
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S
Sabrina F.
Professionista preparato e capace.
Mi sono sentita a mio agio fin dall’inizio e il percorso che stiamo facendo si sta rivelando di grande aiuto. Grande empatia e sensibilità, mi sono sentita accolta e compresa.
Anche se siamo solo agli inizi del percorso, sento di aver fatto dei progressi e di aver recuperato un po’ di serenità. Consigliato.• Studio privato • sostegno psicologico •
Dr. Stefano Previtali
La ringrazio molto per queste gentili parole e per il commento positivo. Sono felice nell’apprendere che il lavoro che stiamo portando avanti le sia utile e di beneficio. Buona continuazione. Un caro saluto.
Dr Previtali
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F
F. M.
Mi sono rivolto al dott. Previtali in un momento di forte stress sul lavoro e di tensioni a casa. Mi sono sentito a mio agio fin dalla prima seduta e la terapia mi è stata di grande aiuto. Il dott. è stato una risorsa che mi ha aiutato ad affrontare momenti non semplici e soprattuto mi ha aiutato a trovare in me le risorse e le capacità per gestire alcuni aspetti della mia vita quotidiana e delle mie relazioni. Mi sono sentito capito e ascoltato.
Empatico, attento e competente.• Studio privato • sostegno psicologico •
Dr. Stefano Previtali
Grazie per la fiducia e per il positivo riscontro.
Mi fa piacere che ti sia sentito a tuo agio e che il lavoro che stiamo portando avanti stia portando benefici. A presto!
-
E
Edoardo L.
Mi sono rivolto al dott. Previtali in un momento complicato della mia vita e fin dal primo incontro ho percepito un senso di accoglienza e di ascolto empatico.
Anche se siamo solo agli inizi del percorso mi sento guidato con empatia e competenza, e sento di potermi affidare.
Per me è diventato fondamentale poter contare su uno spazio "mio" per riflettere ed essere ascoltato.
Professionale e competente, rispetto per gli orari concordati.• Studio privato • colloquio psicologico clinico •
Dr. Stefano Previtali
Salve Edoardo,
la ringrazio per le gentili parole. Sono contento di sapere di essere riuscito a metterla a suo agio fin da subito e che il lavoro che stiamo facendo, anche se iniziato solo da poco, la stia aiutando. Un caro saluto.
Dr. Previtali
Risposte ai pazienti
ha risposto a 52 domande da parte di pazienti di MioDottore
Buonasera, vi scrivo perché sento di non riuscire più a regolarmi emotivamente e sto vivendo male la
Buonasera, vi scrivo perché sento di non riuscire più a regolarmi emotivamente e sto vivendo male la mia relazione.
La scorsa settimana il mio ragazzo non ha voluto vedermi perché era molto preso e io l’ho vissuta come una possibile scusa. Mi sono quindi allontanata da lui e, durante il suo weekend fuori con alcune amiche, ho provato forte gelosia e senso di esclusione, arrivando a ignorarlo. Al suo ritorno ne abbiamo parlato, mi sono aperta e lui mi ha rassicurata, quindi il mio astio sembrava essere passato.
Oggi, però, nel giorno del nostro mesiversario — una ricorrenza che aveva creato proprio lui — mi ha detto di non poterci vedere perché è sovraccarico di lavoro. Anche questa volta l’ho percepita come una possibile scusa e sono nuovamente esplosa di rabbia e mi sono chiusa. Arrivo a pensare di non volerlo più vedere e mi ripeto continuamente “non lo sopporto”.
Mi rendo conto che il problema non è solo ciò che fa lui, ma l’intensità della mia reazione: quando mi sento rifiutata o messa da parte faccio fatica a ragionare lucidamente e ad autoregolarmi.
Inoltre, io desidererei una relazione più orientata alla costruzione di una quotidianità insieme e alla convivenza, mentre sento che lui procede molto più lentamente. Questa differenza mi fa soffrire.
Vorrei capire da dove nasce questa reazione così intensa e imparare a gestire meglio rabbia, gelosia e paura di essere messa da parte, senza vivere ogni momento di distanza come un rifiuto.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
e grazie per aver condiviso quello che sta attraversando in questo momento.
La prima cosa che le direi è che è comprensibile che una situazione come quella che ha descritto possa generare sofferenza, soprattutto quando il bisogno di sentirsi importanti e considerati all’interno della relazione sembra non trovare una risposta sufficientemente rassicurante. Da ciò che racconta, sembra però che alcuni comportamenti del suo compagno, come il rimandare un incontro o trascorrere del tempo con altre persone, vengano rapidamente associati alla possibilità di essere rifiutata o messa da parte. È possibile che, in quei momenti, la paura del rifiuto diventi così intensa da rendere difficile distinguere ciò che sta effettivamente accadendo (magari il suo compagno ha davvero avuto degli imprevisti al lavoro) dalle interpretazioni e dai timori che la situazione suscita. Anche la rabbia e il successivo allontanamento possono rappresentare un modo per proteggersi da questa sensazione di vulnerabilità. Tuttavia, questo meccanismo rischia di alimentare ulteriormente distanza e incomprensioni nella relazione.
Una possibile soluzione sarebbe distinguere il lavoro, la riflessione, sulla propria reazione da una questione altrettanto legittima: capire se i vostri bisogni rispetto alla frequenza degli incontri, alla progettualità e alla convivenza siano realmente compatibili. Non tutto, infatti, deve essere ricondotto a una difficoltà personale, sua, nella gestione della vicinanza/distanza affettiva e nella gestione della frustrazione.
Può essere utile imparare, nei momenti di maggiore attivazione emotiva, a rimandare il confronto, riconoscere ciò che sta provando e chiedersi quali elementi concreti convalidino le proprie paure, prima di agire sulla base di esse. Un percorso psicologico potrebbe aiutarla a comprendere più profondamente l'origine di questa sensibilità al rifiuto e a sviluppare modalità più equilibrate di vivere la vicinanza e la distanza nella relazione.
Cordiali saluti,
dott. Stefano Previtali
Durante una giornata ho moltissimi pensieri, ma alcuni li ripeto più volte o ci torno sopra. Nei gio
Durante una giornata ho moltissimi pensieri, ma alcuni li ripeto più volte o ci torno sopra. Nei giorni successivi, quando penso a cosa avevo pensato in un determinato giorno, questi pensieri mi emergono molto facilmente e mi fanno quasi da ‘cronologia’ della giornata. Il punto che non riesco a capire, però, è che a volte non mi limito a ricordarli spontaneamente: sono proprio io che vado intenzionalmente a cercarli. Per esempio, penso a giovedì e mi chiedo cosa avevo pensato quel giorno, e la mia mente va a cercare proprio quei pensieri che avevo ripetuto o sui quali avevo riflettuto di più. So che durante quella giornata ho pensato anche ad altre cose, alcune persino più importanti, e alcune di queste riesco anche a ricordarle. Però, quando cerco di ricostruire mentalmente quella giornata, tendo a ricercare soprattutto quei pensieri che avevo ripetuto più volte. Se non riesco a recuperarli, posso avere quasi la sensazione che mi manchi un pezzo della giornata o che quel giorno non avessi pensato a niente di particolare, anche se razionalmente so che non è così. La mia domanda quindi non è semplicemente ‘perché ricordo meglio i pensieri ripetuti?’, ma: perché quando successivamente cerco volontariamente di ricostruire ciò che ho pensato in quel giorno, vado a cercare proprio quei pensieri e non altri? E perché sento che quei pensieri rappresentano maggiormente la giornata, anche se so di aver avuto molti altri pensieri?”
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
e grazie per aver condiviso la situazione che sta vivendo in questo momento.
Da ciò che descrive sembra che alcuni pensieri assumano, nella sua memoria, una funzione particolare, ovvero non solo vengono ricordati più facilmente perché ripetuti, ma diventano quasi dei “punti di riferimento” attraverso cui ricostruire mentalmente la giornata. Una ragione per cui questo accade potrebbe essere che la nostra mente tende a dare maggiore rilevanza a ciò su cui siamo tornati più volte, creando una sorta di traccia più consolidata (vi è un corrispettivo anche a livello neurologico). Quando successivamente prova a ripercorrere una giornata, potrebbe quindi cercare spontaneamente proprio quelle tracce, utilizzandole come “elementi organizzatori” del ricordo. Il fatto che lei vada intenzionalmente a cercarle potrebbe anche essere legato al bisogno di ricostruire in modo completo e coerente ciò che è accaduto nella sua mente e di avere un senso di padronanza/controllo sulle sue giornate.
La sensazione che manchi “un pezzo” della giornata, se non riesce a recuperarli, potrebbe dipendere proprio dal valore che quei pensieri hanno assunto come punti di riferimento, più che dalla loro effettiva importanza rispetto a tutto ciò che ha pensato.
Potrebbe essere utile interrogarsi sul significato di questi ricordi e su che cosa rappresenti per lei il bisogno di ricostruire mentalmente la giornata in un modo così preciso. Se questa abitudine le provoca disagio, occupa molto spazio nella quotidianità, le toglie energie mentali o anche solo interferisce con il normale svolgimento delle diverse attività quotidiane (lavorative e non) potrebbe essere utile approfondirla attraverso un percorso psicologico per comprenderne meglio il significato e il funzionamento.
Cordialmente,
dott. Stefano Previtali
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