Salve dottori. Ho un problema: ho paura di ingrassare. Quando ero bambina ero abbastanza in carne, d

Salve dottori. Ho un problema: ho paura di ingrassare. Quando ero bambina ero abbastanza in carne, dimagrendo ho fatto una dieta drastica e ho perso tanti chili diventando abbastanza magra. Adesso ho preso un po’ di peso e ho paura di ritornare nuovamente grossa. Ho questa paura costante e ho il terrore della bilancia. Tante volte rifiuto pure di andare fuori con gli amici per mangiare una pizza per la paura di prendere peso. Come posso tranquillizzarmi ?

139 risposte


Buongiorno, sono la Dott.ssa Morena, psicologa. Quello che racconta sembra andare oltre la semplice paura di prendere peso: quando il timore di ingrassare porta a evitare una pizza con gli amici o a vivere la bilancia con terrore, può diventare molto pesante da gestire. Il fatto di aver vissuto in passato un dimagrimento importante può aver reso ancora più forte questa paura, ma non significa che debba continuare a condizionare le sue scelte. Più che cercare di tranquillizzarsi ogni volta, sarebbe importante capire insieme da dove nasce questa paura e che significato ha per lei il cambiamento del proprio corpo. Se sente che questa preoccupazione sta limitando la sua vita, può scrivermi: possiamo parlarne con calma, senza giudizio.

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Gentile utente, quello che descrive sembra andare oltre una semplice attenzione al peso: la paura di ingrassare sta iniziando a condizionare il rapporto con il cibo, con la bilancia e persino le occasioni di socialità. Il fatto che in passato abbia seguito una dieta molto drastica può aver contribuito a rendere ancora più forte questa paura. Non sarebbe utile cercare semplicemente di rassicurarsi sul numero della bilancia o continuare a controllare il peso, perché questo può mantenere il circolo dell'ansia. Sarebbe invece importante lavorare sul significato che attribuisce all'aumento di peso e sulla paura che questo suscita in lei. Anche una pizza con gli amici non dovrebbe diventare qualcosa da evitare per timore delle conseguenze sul peso. Le consiglierei di parlarne con uno psicologo, possibilmente con esperienza nelle difficoltà legate all'immagine corporea e al comportamento alimentare. Un professionista potrebbe aiutarla a ridurre gradualmente la paura, recuperare maggiore serenità con il cibo e tornare a vivere le occasioni sociali senza sentirsi costantemente sotto controllo.


Salve, da ciò che descrive emerge una significativa preoccupazione legata al peso e alla possibilità di ingrassare, che sembra avere iniziato a interferire anche con la sua vita sociale e con la libertà di vivere serenamente il rapporto con il cibo. Il fatto che in passato abbia seguito una dieta particolarmente restrittiva e che oggi il timore di aumentare di peso la porti a evitare la bilancia, determinati alimenti o occasioni conviviali rappresenta un aspetto che merita di essere approfondito, senza necessariamente ricondurlo a una diagnosi sulla base di queste sole informazioni. Più che cercare rassicurazioni sul peso, sarebbe importante comprendere quali pensieri e quali emozioni si attivano quando percepisce di essere aumentata di peso e quanto il bisogno di controllare il corpo stia influenzando le sue scelte quotidiane. Un percorso psicologico può aiutarla a lavorare proprio su questi aspetti, favorendo gradualmente un rapporto più equilibrato con il proprio corpo e con l'alimentazione e riducendo i comportamenti di evitamento e controllo. Se questa paura è presente con frequenza e sta limitando la sua vita, le suggerisco di non sottovalutarla e di rivolgersi a un professionista.

Dott.ssa Mariarita Nocella

Dott.ssa Mariarita Nocella

psicologo clinico

Mondragone

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Da quello che racconta, non sembra una semplice preoccupazione occasionale per il peso. La paura di ingrassare, il timore della bilancia e il fatto che arrivi a evitare occasioni sociali per non mangiare indicano che questo tema sta occupando uno spazio importante nella sua vita. Considerando anche la precedente dieta molto restrittiva, credo sia importante non cercare soltanto un modo per “tranquillizzarsi”, ma capire meglio il rapporto che si è creato con peso, corpo, alimentazione e controllo. Non è possibile fare una diagnosi da qui, ma sono segnali che meritano attenzione precoce. Un supporto psicologico può aiutarla a ridurre la paura legata al cibo e al peso e a recuperare maggiore libertà nelle scelte quotidiane e sociali. Se vuole approfondire la situazione, può contattarmi per una consulenza online o in presenza e consultare la mia agenda per le disponibilità. un caro saluto. Dott. Giulio Blasilli


Salve, la paura di ingrassare che descrive sembra avere un impatto significativo sulla sua serenità e sulla sua vita quotidiana, al punto da portarla a rinunciare anche a momenti piacevoli con gli amici. Più che cercare di controllare il peso, sarebbe importante comprendere cosa alimenta questa paura e il rapporto che ha sviluppato con il cibo e con il proprio corpo. Le consiglio di parlarne con uno psicologo/psicoterapeuta esperto di disturbi del comportamento alimentare e immagine corporea. Chiedere aiuto tempestivamente può evitare che queste paure diventino ancora più limitanti.

Dott.ssa Rita Casolaro

Dott.ssa Rita Casolaro

psicologo

Marano di Napoli

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La ringrazio della sua condivisione. Comprendo quanto possa essere faticoso convivere con questa “paura costante”, con il “terrore della bilancia” e arrivare a rinunciare ad una pizza con gli amici. Più che cercare solamente di tranquillizzarsi, sarebbe importante comprendere cosa alimenta questa paura di “ritornare grossa” come la descrive lei. Poiché il timore di aumentare di peso sta condizionando sia la sua vita sociale sia il rapporto con il cibo, le suggerirei di rivolgersi a professionisti che possano seguirla in modo integrato, dal punto di vista nutrizionale e psicologico. Questo percorso potrebbe aiutarla a costruire un rapporto più sereno con il cibo, il corpo e la bilancia. Un caro saluto


Gentile utente, capisco quanto possa essere difficile vivere con una paura così costante, soprattutto dopo aver vissuto in passato un dimagrimento importante. Quello che mi colpisce, però, non è tanto il fatto che tu abbia preso qualche chilo, ma quanto la paura di ingrassare stia iniziando a condizionare la tua vita: evitare una pizza con gli amici, avere timore della bilancia e pensare continuamente al peso possono diventare molto pesanti da gestire. Non credo che la soluzione sia cercare di convincerti semplicemente che “non ingrasserai”. Piuttosto, sarebbe importante lavorare sul significato che il peso ha assunto per te e sulla paura che c'è dietro. Il fatto di poter mangiare una pizza senza sentirti in colpa o senza dover controllare continuamente il tuo corpo è qualcosa che si può imparare. Visto anche il precedente della dieta molto restrittiva, ti consiglierei di parlarne con uno psicologo/psicoterapeuta che abbia esperienza con le difficoltà legate all'alimentazione e all'immagine corporea.


Salve, quello che racconta sembra essere qualcosa di più di una semplice preoccupazione per il peso: il fatto che la paura di ingrassare sia costante, che tema la bilancia e che arrivi a rinunciare a momenti di socialità per evitare di mangiare una pizza sono aspetti che meritano di essere ascoltati con attenzione. Dopo una dieta molto drastica può succedere che il peso e il cibo diventino fonte di forte ansia e che il timore di “tornare come prima” rimanga anche quando il corpo è cambiato. Più che cercare di tranquillizzarsi ogni volta che compare la paura, sarebbe importante capire e lavorare su ciò che la alimenta. Le consiglierei di parlarne con uno psicologo/psicoterapeuta esperto di disturbi dell’alimentazione e del comportamento alimentare. Non è necessario aspettare che la situazione peggiori: intervenire quando ci sono già queste limitazioni può aiutare a evitare che la paura diventi sempre più presente nella vita quotidiana. E soprattutto, il fatto di prendere qualche chilo non significa automaticamente “tornare a essere grossa”: il peso può fisiologicamente variare nel tempo e non determina il valore della persona né la possibilità di vivere serenamente la propria vita.


Salve. Mi dispiace per la paura costante che descrive. Non è possibile darle una risposta su come tranquillizzarsi. Mi sento di suggerirle di rivolgersi ad un professionista psicologico per comprendere insieme di cosa parli questa paura così forte e invalidante.


Capisco quanto possa essere faticoso vivere con questa paura, soprattutto quando arriva a condizionare anche momenti piacevoli con gli amici. Il fatto che tu abbia già affrontato una dieta molto drastica merita particolare attenzione: più che cercare di tranquillizzarti sul peso, sarebbe importante comprendere e lavorare sulla paura di ingrassare e sul rapporto con il cibo e con il corpo. È un aspetto sul quale si può lavorare concretamente, con gradualità e senza giudizio. Se ti va, possiamo approfondire insieme ciò che sta succedendo e capire da dove iniziare.


Salve, che cosa significano per lei quei kili in più? Forse la paura di sentirsi giudicata? Di poter non essere apprezzata? Di non piacere? Spesso la nostra immagine di noi stessi passa prima di tutto dall'aspetto fisico, che diviene primo metro di giudizio. Inoltre, privarsi esperienze piacevoli con gli amici, non può fare altro che aumentare il senso di inadeguatezza. La sua paura deriva da situazioni di disagio vissute nel passato e non è legata alle amicizie presenti. Naturalmente può prendersi cura di sé sia a livello fisico sia emotivo sia di relazioni


Salve, da quanto descrive, suggerirei di cominciare un percorso psicologico con uno Psicologo Clinico o uno Psicoterapeuta Funzionale (o comunque ad approccio Psico-Corporeo integrato) che possa aiutarla a sciogliere questo "nodo" prima che diventi qualcosa di più invalidante e gravoso sulla sua vita. Ciò che riporta sono i primi segni di una "strategia di evitamento" che, solitamente, acuisce il problema in questione aumentando paure e difficoltà e restringendo occasioni di miglioramento della qualità della vita, pertanto caldeggerei di prendere in mano la questione con un adeguato supporto prima che le problematiche si cristallizzino e/o addirittura peggiorino. Saluti. Dr. Francesco Rossi.

Dr. Francesco Rossi

Dr. Francesco Rossi

psicologo

Ozzano dell'Emilia

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Gentile utente, da quello che racconta, sembra che il timore di ingrassare stia iniziando a condizionare non solo il rapporto con il cibo, ma anche la sua vita sociale. Rinunciare a una pizza con gli amici o vivere la bilancia con terrore sono segnali che meritano di essere ascoltati, senza colpevolizzarsi. Forse più che cercare di tranquillizzarsi rispetto al peso, potrebbe essere utile chiedersi quanto spazio sta occupando questa paura nella sua vita e cosa le sta facendo rinunciare. Il corpo può cambiare nel tempo e questo non significa necessariamente che si stia tornando alla situazione di quando era bambina. La dieta drastica del passato potrebbe aver lasciato un rapporto particolarmente rigido con il peso e con il cibo. Per questo sarebbe utile parlarne con uno psicologo/psicoterapeuta che abbia esperienza nelle difficoltà legate all'alimentazione e, se necessario, anche con un professionista della nutrizione. L'obiettivo non sarebbe semplicemente “convincerla” a mangiare, ma aiutarla a ritrovare maggiore libertà e serenità. Non deve aspettare che il problema diventi più grande per chiedere aiuto. Un caro saluto.


Salve, più che cercare semplicemente di tranquillizzare questa paura, credo sia importante prenderla sul serio e comprenderne il significato, soprattutto perché sta già influenzando alcune sue scelte quotidiane. Lei racconta di essere stata una bambina “in carne”, di avere successivamente affrontato una dieta molto drastica e di avere perso molti chili. Oggi l'aumento di peso sembra riattivare il timore di poter tornare alla condizione precedente. La bilancia è diventata qualcosa che teme e arriva persino a rinunciare a una pizza con gli amici per paura delle conseguenze sul peso. Questo ci dice che non stiamo parlando soltanto del desiderio di mantenersi in forma: la paura sta progressivamente occupando spazio nella sua vita, arrivando a interferire anche con la socialità e con momenti che potrebbero essere piacevoli. Eviterei quindi di cercare rassicurazioni continue sul fatto che un determinato alimento possa o meno farla ingrassare. Probabilmente la rassicurerebbero soltanto momentaneamente, lasciando però intatta la paura alla base. Sarebbe invece importante esplorare che cosa rappresenta per lei l'idea di “tornare grossa”: che cosa teme possa cambiare nel modo in cui vede se stessa, nel rapporto con il proprio corpo e nel modo in cui immagina di essere vista dagli altri. Considerata anche la precedente dieta drastica e il fatto che oggi questa paura la porti a evitare alcune situazioni legate al cibo, le suggerirei di parlarne con uno psicologo con esperienza nel rapporto con alimentazione e immagine corporea. Non perché da queste poche informazioni si possa formulare una diagnosi, ma perché è preferibile intervenire quando ci si accorge che il rapporto con il peso e con il cibo sta iniziando a restringere la propria libertà, piuttosto che aspettare che il disagio diventi ancora più pervasivo. L'obiettivo non sarebbe convincerla che non ingrasserà, ma aiutarla a ritrovare un rapporto con il corpo e con il cibo nel quale una variazione sulla bilancia non abbia il potere di decidere se può uscire, stare con gli amici o concedersi un momento piacevole. Un caro saluto, Dott.ssa Cinzia Scirè Psicologa e Mediatrice Familiare


Capisco quanto possa essere pesante vivere con la paura costante di ingrassare, al punto da rinunciare anche a momenti di condivisione con gli amici. In chiave cognitivo-costruttivista, più che cercare di tranquillizzarsi ogni volta che compare questa paura, sarebbe importante comprendere che significato ha per lei l’idea di “ingrassare” e cosa rappresenta oggi quel timore, anche alla luce dell’esperienza vissuta da bambina. Il fatto che la bilancia e il cibo stiano iniziando a condizionare le sue scelte quotidiane è un segnale da non trascurare. Un percorso psicologico potrebbe aiutarla a costruire un rapporto più libero con il corpo e con l’alimentazione, senza che il peso diventi il criterio attraverso cui valutare il proprio benessere o il proprio valore.


Buongiorno, ha mai affrontato il suo rapporto con la nutrizione in termini psicologici? Un saluto cordiale Dott.ssa Marzia Sellini


Buongiorno, Da quello che racconta, sembra esserci una storia in cui il corpo è diventato molto presto qualcosa da controllare per sentirsi al sicuro: da bambina era “in carne”, poi ha fatto una dieta drastica ed è diventata molto magra. È possibile che quel dimagrimento abbia prodotto non soltanto un cambiamento fisico, ma anche una particolare rappresentazione di sé: “Quando sono magra vado bene, quando ingrasso rischio di tornare a essere quella che non voglio essere.” Per questo oggi anche un piccolo aumento di peso può essere vissuto non semplicemente come un cambiamento corporeo, ma come una sorta di minaccia alla propria identità e al proprio senso di sicurezza. Il fatto che arrivi a rinunciare alla pizza con gli amici è però un elemento importante. Significa che la paura non sta più soltanto riguardando il corpo: sta iniziando a restringere la sua vita, impedendole di partecipare spontaneamente alle situazioni sociali e di vivere il rapporto con il cibo con una certa libertà. Anche il terrore della bilancia merita attenzione. Paradossalmente, il tentativo di controllare continuamente il peso può mantenere proprio l'ansia che si vorrebbe eliminare: “Quanto peso? Sarò ingrassata? Posso mangiare questo? E se domani la bilancia segnasse di più?”. Il controllo diventa così un modo per cercare sicurezza, ma finisce per rendere il peso ancora più centrale nei propri pensieri. Più che cercare semplicemente di tranquillizzarsi davanti alla possibilità di ingrassare, sarebbe utile chiedersi: “Che cosa rappresenterebbe per me ingrassare? Che cosa temo che cambierebbe di me se il mio corpo aumentasse di peso?” E ancora: “Da chi ho imparato che essere più magra significa essere più accettabile, desiderabile o al sicuro?” Visto il precedente ricorso a una dieta drastica e il fatto che la paura sta già portandola a evitare situazioni sociali, le consiglierei di non affrontare questa difficoltà soltanto cercando di imporsi di mangiare o, al contrario, di controllarsi maggiormente. Sarebbe opportuno parlarne con uno psicoterapeuta. Una psicoterapia potrebbe aiutare a comprendere il significato che il corpo, il peso e il controllo hanno assunto nella sua storia e a costruire un rapporto con sé migliore. L'obiettivo, in fondo, non dovrebbe essere imparare a convincersi che “non ingrasserò”, perché nessuno può avere questo tipo di certezza. Potrebbe essere molto più liberatorio arrivare gradualmente a sentire: “Anche se il mio corpo cambia, io non perdo il mio valore e non devo rinunciare alla mia vita per controllarlo.” E se la paura dovesse accompagnarsi a restrizioni alimentari importanti, abbuffate, vomito, uso di lassativi o un forte dimagrimento, sarebbe importante chiedere un aiuto professionale tempestivamente.


Buongiorno, comprendo la paura che descrive, soprattutto considerando la precedente esperienza di dimagrimento attraverso una dieta drastica. Il timore di aumentare di peso sembra essere diventato molto presente, fino a condizionare anche la possibilità di partecipare a momenti sociali e di vivere serenamente il rapporto con il cibo. Il fatto che questa paura porti a evitare situazioni come una pizza con gli amici e che la bilancia susciti un forte terrore merita particolare attenzione, indipendentemente dal peso effettivo. Sarebbe opportuno approfondire questi vissuti all’interno di un percorso psicologico con un professionista, per comprendere meglio il rapporto che si è sviluppato tra peso, alimentazione e immagine corporea. Cordialmente, Dott.ssa Elisa Fiora


Gent.ma, per capire meglio quanto le accade è opportuna una consultazione, soprattutto se queste paure la portano a impedimenti e a non vivere serenamente la sua vita. SG


Buongiorno, dal suo racconto emerge una paura che sembra andare oltre il semplice desiderio di mantenere il proprio peso. Il timore di ingrassare, infatti, sta iniziando a condizionare alcune delle sue scelte quotidiane, fino a portarla a rinunciare a momenti piacevoli con gli amici, come uscire per mangiare una pizza. È comprensibile che questa situazione sia faticosa, soprattutto se il rapporto con il suo corpo è stato difficile fin dall’infanzia e se il dimagrimento ottenuto in passato ha assunto per lei un significato particolarmente importante. Da una prospettiva cognitivo comportamentale, sarebbe utile comprendere innanzitutto che cosa rappresenti per lei la possibilità di riprendere peso. Quando scrive di avere paura di “ritornare nuovamente grossa”, potrebbe non riferirsi soltanto a un cambiamento fisico, ma anche al timore di tornare a sentirsi come quando era bambina. Sarebbe interessante capire come viveva il proprio corpo in quel periodo, se abbia ricevuto commenti sul peso o sull’aspetto fisico, se si sentisse giudicata dagli altri e quali cambiamenti abbia percepito nel rapporto con se stessa dopo essere dimagrita. A volte, infatti, il peso può diventare qualcosa attraverso cui una persona misura il proprio valore, la propria sicurezza o la possibilità di essere accettata. Se il dimagrimento è stato associato a una maggiore fiducia in se stessa, è possibile che anche una piccola variazione del peso venga interpretata come il rischio di perdere ciò che sente di aver conquistato. Mi soffermerei soprattutto sul funzionamento attuale della sua paura. Potrebbe accadere che, quando un'amica le propone di uscire per una pizza, compaia rapidamente un pensiero come: “Se mangio questa sera, ingrasserò”, oppure “Se inizio a concedermi qualcosa, perderò il controllo e tornerò come prima”. Questi pensieri possono generare un'ansia intensa, che diminuisce nel momento in cui decide di rinunciare all'uscita. Il problema è che proprio quel sollievo immediato rischia di rafforzare la paura. Ogni volta che evita una situazione perché teme di ingrassare, la sua mente può imparare che evitare sia l'unico modo per sentirsi al sicuro. Progressivamente, però, le situazioni percepite come rischiose possono aumentare e la sua libertà ridursi sempre di più. Anche il rapporto con la bilancia meriterebbe attenzione. Il fatto che oggi ne abbia terrore suggerisce che il numero che potrebbe leggere non rappresenti soltanto un'informazione, ma qualcosa in grado di modificare profondamente il modo in cui si sente e si giudica. Potrebbe essere utile chiedersi: “Se vedessi un peso superiore a quello che desidero, che cosa significherebbe per me? Che pensieri avrei su me stessa? Cosa temerei potesse accadere?”. Le risposte a queste domande potrebbero aiutare a individuare il significato emotivo che il peso ha assunto nella sua vita. Per quanto riguarda la sua domanda su come tranquillizzarsi, eviterei di cercare la serenità attraverso rassicurazioni continue sul fatto che non ingrasserà. Una rassicurazione potrebbe farla stare meglio per qualche momento, ma non risolverebbe la difficoltà di fondo, cioè il bisogno di controllare il proprio corpo per sentirsi sicura. L'obiettivo sarebbe piuttosto arrivare gradualmente a vivere l'alimentazione e le occasioni sociali senza che ogni scelta diventi una valutazione del proprio peso o del proprio valore personale. Non significa obbligarsi improvvisamente a fare tutto ciò che oggi le provoca paura. Significa iniziare a comprendere come questa paura funzioni e recuperare, con gradualità, alcuni spazi della sua vita che ha iniziato a sacrificare. Mi sembra infatti importante che abbia raccontato di rinunciare alle uscite con gli amici. Non è soltanto una questione alimentare: è una paura che sta iniziando a interferire con le relazioni, la spontaneità e la possibilità di vivere esperienze piacevoli. Proprio per questo, considerando anche la dieta drastica che riferisce di aver seguito in passato, potrebbe essere particolarmente utile iniziare un percorso psicologico, possibilmente ad orientamento cognitivo comportamentale, con un professionista che abbia esperienza nelle difficoltà legate all'alimentazione e all'immagine corporea. Un lavoro di questo tipo potrebbe aiutarla a comprendere quali esperienze abbiano contribuito a costruire il suo rapporto con il corpo, quali pensieri si attivino quando teme di ingrassare e quali comportamenti mantengano oggi questa preoccupazione. Sarebbe inoltre utile confrontarsi con un professionista sanitario competente per valutare la sua situazione alimentare complessiva, senza affrontarla attraverso ulteriori restrizioni decise autonomamente. Non si tratterebbe di convincerla che debba necessariamente apprezzare ogni cambiamento del proprio corpo, ma di aiutarla a non vivere costantemente sotto la minaccia di quel cambiamento. Forse la domanda più importante, in questo momento, non è “come posso essere certa di non ingrassare?”, ma “come posso tornare a vivere serenamente anche quando non ho il controllo assoluto sul mio peso?”. Perché il punto non è soltanto sentirsi tranquilla davanti alla bilancia, ma recuperare la possibilità di uscire, condividere momenti con gli amici e fare scelte senza che la paura del peso decida continuamente al posto suo. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero


Salve, Se questa situazione di disagio legata al peso, come lei mi descrive, interferisce non solo nel rapporto con sé stessa ma anche nel rapporto con gli altri e con la normale conduzione della sua vita quotidiana, credo sia opportuno fare una consultazione psicologica per esplorare maggiormente questo aspetto che altrimenti potrebbe andare a peggiorare con il tempo. Se vuole resto a disposizione, Un cordiale saluto Dott.ssa Di Giovanni


Buongiorno, non so se parlerei di bisogno di essere "tranquillizzata", è una paura che ha sicuramente una storia (esiste, difatti, sin dall'infanzia) e che parla di lei: da dove viene? che rapporto ha con il suo corpo? cosa dice di lei un corpo magro o grasso? Se vuole, può chiedere supporto nello sviscerare questi dubbi, e imparare ad avere un rapporto più sano con il proprio corpo, con il cibo e con l'altro


Buongiorno, se tale situazione le crea disagio le consiglio di rivolgersi ad uno psicoterapeuta per esplorare meglio tale vissuto con alcuni colloqui, in quanto non ci sono metodi universali per rispondere alla domanda "come può tranquillizzarsi". Buona giornata, cordiali saluti!


Capisco la tua paura e immagino quanto possa essere pesante avere continuamente il pensiero di poter ingrassare, al punto da arrivare a rinunciare a momenti belli e semplici con gli amici. Forse oggi non è tanto il peso in sé a fare paura, quanto quello che temi possa significare per te tornare a vederti in un certo modo. E quando il rapporto con il proprio corpo si intreccia così tanto con il modo in cui ci percepiamo e con la nostra autostima, anche una piccola variazione può diventare fonte di grande ansia. Non devi affrontare tutto questo da sola. Se vuoi, possiamo approfondire insieme in studio quello che c'è dietro questa paura e lavorare sul rapporto con il tuo corpo, con il cibo e soprattutto con la tua autostima, in modo che il tuo valore non dipenda più da quello che vedi sulla bilancia o allo specchio. Un saluto Dott.ssa Virdieri


Buongiorno, quello che descrive sembra essere diventato qualcosa di più della semplice preoccupazione per il peso, la paura di ingrassare sta iniziando a condizionare le sue scelte, anche quelle legate alla vita sociale, come uscire a mangiare una pizza con gli amici. Il fatto di aver vissuto in passato una perdita di peso importante attraverso una dieta drastica può aver contribuito a rendere il peso corporeo un aspetto particolarmente carico di preoccupazione. Più che cercare di tranquillizzarsi rispetto alla possibilità di ingrassare, sarebbe importante comprendere cosa rappresenta per lei questa paura e lavorare sul rapporto con il cibo, con il corpo e con il controllo del peso. Le suggerirei di parlarne con uno psicologo, soprattutto perché questa paura sta già portando a rinunciare a situazioni che per lei sono importanti. Un percorso potrebbe aiutarla a ridurre progressivamente il peso che questi pensieri hanno sulle sue scelte, senza dover vivere ogni occasione legata al cibo come qualcosa da evitare o da cui proteggersi. Resto a disposizione, un caro saluto. Dott.ssa Elena Dati


Buongiorno , Quello che racconti sembra essere diventato qualcosa di molto più grande della semplice paura di prendere peso. Quando il timore di ingrassare diventa così presente da portarti a evitare situazioni sociali, a vivere con ansia il cibo e a temere la bilancia, può essere davvero faticoso sentirsi liberi e sereni. Dopo aver perso molto peso con una dieta drastica, è comprensibile che oggi tu possa avere paura di “tornare indietro”, ma questa paura rischia di mantenere un controllo sempre maggiore sul tuo modo di mangiare e sulle tue scelte quotidiane. E soprattutto, non è necessario aspettare che la situazione peggiori per chiedere aiuto. Più che cercare semplicemente di tranquillizzarti ogni volta che compare la paura, sarebbe importante capire da dove nasce questo timore, quanto il peso e il corpo influenzano il modo in cui valuti te stessa e cosa succede nei momenti in cui senti di perdere il controllo. Un percorso psicologico potrebbe aiutarti a costruire gradualmente un rapporto più sereno con il cibo e con il tuo corpo, senza che una pizza con gli amici o un numero sulla bilancia diventino motivo di ansia o di rinuncia. Se ti riconosci in queste difficoltà, parlarne con un professionista può essere un primo passo importante.


Buongiorno, grazie per la sua condivisione. Credo che, se ha questa paura costante che rischia di diventare un po' ossessiva, è possibile che non abbia bene integrato e accettato il suo passato, e l'evoluzione della sua forma fisica. Credo che fare un lavoro di approfondimento, rielaborazione e accettazione di sè e del suo corpo potrebbe aiutarla a lasciar andare il controllo che rischia di esercitare in modo ossessivo su di sè, rischiando di perdere occasioni sociali e minare il suo equilibrio da un punto di vista più globale. Il mio suggerimento è quello di cominciare un percorso mirato sul corpo, seguita da un terapeuta o una terapeuta a cui potersi affidare e di cui potersi fidare. Se volesse approfondire la questione insieme mi trova a disposizione, anche online. Un caro saluto, dott.ssa Elena Gianotti


Buongiorno! Innanzitutto mi sento di convalidare ciò che sente dicendole che la sua preoccupazione ha tutto il diritto di essere ascoltata e accolta, oltre che elaborata. Per farlo al meglio sarebbe ottimale pensare di intraprendere un percorso psicologico che la aiuti a gestire questa "ansia" e che la sostenga, in concomitanza attivare anche un percorso da un esperto nutrizionista che le possa assicurare un piano alimentare per renderla più serena. Mi sento di volerle anche consigliare di non fossilizzarsi sulla bilancia, almeno per un periodo. La bilancia in questo momento è un trigger che alimenta l'ossessione e l'ansia, non uno strumento utile! Spero che la mia risposta possa essere uno spunto costruttivo e che sia un punto di partenza per riacquisire la padronanza e la libertà di godersi una pizza con gli amici più serenamente!


Salve, ciò che descrive non sembra una semplice preoccupazione occasionale per il peso. La paura è diventata costante, la bilancia le provoca terrore e sta iniziando a farle evitare momenti importanti, come uscire con gli amici. Questo indica che il problema non riguarda più soltanto il corpo, ma la libertà con cui riesce a vivere. Non è possibile formulare una diagnosi attraverso poche righe, ma la precedente dieta drastica, la paura intensa di ingrassare e l’evitamento delle situazioni conviviali sono segnali che meritano una valutazione professionale. I disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, inoltre, possono essere presenti anche quando il peso appare normale: non è necessario essere molto magri per avere bisogno di aiuto. Probabilmente cercare di rassicurarsi dicendosi “una pizza non mi farà ingrassare” le offre sollievo soltanto per poco. Subito dopo può presentarsi un altro dubbio, e così la paura finisce per stabilire cosa può mangiare, quando può pesarsi e perfino se può vedere gli amici. Il punto, quindi, non è ottenere la certezza di non aumentare mai di peso, ma ridurre il potere che questa paura sta assumendo nelle sue scelte. Le suggerirei di parlarne quanto prima con il medico di base e con uno psicologo o psicoterapeuta che abbia esperienza specifica nei disturbi alimentari. Potranno approfondire anche alcuni aspetti che qui mancano: eventuali restrizioni, digiuni, abbuffate, vomito, attività fisica usata per compensare, variazioni del ciclo mestruale e conseguenze fisiche. Quando necessario, la presa in carico dovrebbe comprendere anche una valutazione medico-nutrizionale, evitando di iniziare autonomamente un’altra dieta restrittiva. Nel frattempo provi almeno a non compensare un pasto con digiuni o esercizio fisico punitivo e racconti ciò che sta vivendo a una persona fidata. Se avverte svenimenti, forte debolezza, dolore toracico, vomito ripetuto oppure pensieri di farsi del male, occorre chiedere assistenza medica urgente. Chiedere aiuto adesso non significa necessariamente avere un disturbo grave: significa intervenire prima che la paura restringa ulteriormente la sua alimentazione e la sua vita sociale. Un primo colloquio psicologico, anche online, può aiutarla a comprendere meglio il meccanismo che mantiene questa paura e a individuare il percorso più adatto. Un caro saluto.


Gentile Amica, dalla sua descrizione e dall'intensità della sua paura, si intuisce che potrebbe esserci un vero e proprio Disturbo della Condotta Alimentare. Le suggerisco di consultare uno psicoterapeuta esperto in DCA o un centro con la stessa specializzazione. non sottovaluti questa paura, e la colga come un segnale per prendersi cura della sua salute psicologica. con i migliori auguri, dr. Ventura


Buongiorno, sembra che questo pensiero stia diventando un pò invadente nelle sue giornate come se a volte la mettesse di fronte a quelli che sembrano bivi, come la serata con gli amici. Credo sarebbe utile esplorare insieme a un professionista questa paura, conoscerne i dintorni e cercare di capirne maggiormente la storia. Un caro saluto, Dott. Andrea Alberti


Buongiorno, grazie per la sua condivisione. Il tema affrontato è molto delicato, se questa paura sta limitando alcuni momenti della sua vita dunque l'impatto è quotidiano, il mio consiglio è di intraprendere un percorso di supporto psicologico che possa aiutarla ad affrontare la situazione. Rimango a disposizione, anche in modalità online. Cordiali saluti, Dott.ssa Angelica Venanzetti


È del tutto naturale che quell'immagine di lei da bambina, e la fatica immensa fatta per cambiare, continuino a far sentire la loro voce. In questo momento, la paura che sente non è un errore o un nemico da combattere, ma il modo in cui la sua storia personale sta cercando di proteggerla da un dolore già vissuto, ricordandole quanto è stato importante sentirsi al sicuro e a proprio agio nel proprio corpo. Il punto non è riuscire a cancellare il timore da un momento all'altro, ma iniziare ad ascoltare con delicatezza cosa c'è davvero dietro questa paura così forte: la risposta si trova nell'esplorare il senso profondo che il cibo e il controllo hanno assunto lungo la sua crescita, aprendo finalmente lo spazio per una relazione più profonda, morbida e autentica con se stessa e con la sua storia.


Salve, quello che descrive merita di essere preso in considerazione con attenzione, perché sembra che la paura di ingrassare stia iniziando a condizionare la sua quotidianità e anche la possibilità di vivere serenamente momenti sociali, come uscire a mangiare una pizza con gli amici. Dopo aver vissuto in passato un periodo di dieta molto drastica e di importante perdita di peso, è possibile che la paura di recuperare peso sia rimasta molto forte. Il problema, però, non è necessariamente il peso in sé, quanto il rapporto che si è instaurato con il cibo, con il corpo e con l'idea di poter ingrassare. Il fatto di avere una paura costante, di evitare situazioni conviviali e di provare terrore nei confronti della bilancia sono segnali che vale la pena non sottovalutare. Per iniziare a tranquillizzarsi, può essere utile cercare di non assecondare progressivamente queste paure attraverso evitamenti, restrizioni o controlli continui: nell'immediato possono dare sollievo, ma nel tempo tendono a mantenere e rafforzare l'ansia. È importante inoltre evitare di affrontare autonomamente nuove diete o restrizioni alimentari nel tentativo di recuperare il controllo. Piuttosto che cercare rassicurazioni sul fatto che non ingrasserà, sarebbe importante lavorare sulla paura stessa e sul significato che il peso e il cambiamento corporeo hanno assunto per lei. L'obiettivo è poter tornare a vivere il cibo, il proprio corpo e la vita sociale con maggiore serenità, senza che la paura del peso determini le sue scelte. Considerata la sofferenza che descrive e il fatto che questa paura sta già portandola a rinunciare a occasioni sociali, è consigliabile approfondire la situazione con uno specialista, preferibilmente uno psicologo/psicoterapeuta esperto di problematiche legate all'immagine corporea e al rapporto con l'alimentazione. Un approfondimento permetterà di comprendere meglio ciò che sta accadendo e di individuare il percorso più adatto. Dottoressa Silvia Parisi Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa


Buon pomeriggio. Comprendo bene la sofferenza e lo stato di ansi che sta attraversando. Una perdita di peso rapida lascia purtroppo segni profondi sul piano psicologico e spesso causa ipervigilanza verso la propria immagine corporea e l'assunzione di cibo. Tale meccanismo è spesso legato a un maggiormente profondo bisogno di controllo che infonde sicurezza. Tuttavia questo suo bisogno ha iniziato a limitare le sue relazioni sociali e questo non è quasi mai un fattore positivo. Ma la cosa bella è che da tale meccanismo è possibile uscirne con il giusto sostegno psicologico. Attraverso un valido percorso imparerà a comprendere che il suo valore personale non dipende dal numero sulla bilancia e che un pasto con gli amici non comporta alcun aumento di peso se inserito in un contesto di vita attiva e alimentazione sana. Da ultimo potrà lavorare sul perchè il controllo è per lei così fondamentale. Qualora decidesse di investire sul suo benessere, sono a sua disposizione. Un saluto


Buongiorno, la storia che racconti evidenzia come la magrezza raggiunta in passato sia diventata per te una forma di protezione e controllo, per questo oggi ogni minimo variazione di peso o il solo pensiero della bilancia vengono percepiti come una minaccia imminente. Ipotizzare di tranquillizzarsi da soli con la sola forza di volontà è molto difficile, perché l'evitamento, come rinunciare a una pizza in compagnia , sul momento riduce l'ansia ma alla lunga alimenta la paura e ti isola. Tuttavia dato che questa preoccupazione sta condizionando la tua vita quotidiana e le tue relazioni, il modo migliore per ritrovare una reale serenità è affidarti a un percorso di supporto psicologico. In uno spazio terapeutico potrai rielaborare il rapporto con il tuo corpo e la tua storia, ritrovando gradualmente serenità. Restando a disposizione. Buona giornata. Dott.ssa Giulia Raiano


Buongiorno, da quello che racconta sembra che il problema non sia tanto il peso in sé, quanto il significato che ha assunto per lei il timore di ingrassare. La dieta drastica che ha fatto in passato e la paura di tornare a essere “grossa” sembrano aver reso il peso e il cibo elementi molto legati al senso di controllo e alla paura di perdere un'immagine di sé che oggi sente importante preservare. Il fatto che questa paura la porti a evitare momenti di socialità, come uscire con gli amici per una pizza, merita particolare attenzione: quando il timore di ingrassare comincia a restringere la propria vita, non è più soltanto una preoccupazione per il corpo, ma qualcosa che può incidere sul proprio benessere e sulle relazioni. Più che cercare semplicemente di tranquillizzarsi davanti alla bilancia o al cibo, sarebbe importante comprendere da dove nasce questa paura e che cosa rappresenti per lei l'idea di ingrassare. Uno spazio psicologico potrebbe aiutarla a esplorare il rapporto con il proprio corpo, con il controllo e con il modo in cui ha imparato a percepire se stessa, anche alla luce delle esperienze precedenti. Vista la presenza di restrizioni ed evitamenti, sarebbe inoltre opportuno non affrontare la questione soltanto sul piano psicologico, ma valutarla anche con un professionista esperto di disturbi della nutrizione e dell'alimentazione. Un caro saluto, Dott. Marco Squarcini


Gentile Utente, da quello che descrive, sembra che la paura di ingrassare stia occupando sempre più spazio nella sua quotidianità e nei momenti di condivisione con gli altri. Il peso corporeo sembra essere diventato qualcosa da cui sentirsi costantemente in allerta. Quando questa paura diventa così ingombrante può diventare importante parlarne con un professionista. Un percorso psicologico potrebbe aiutarla a comprendere il significato che questa paura ha assunto nella sua storia e a riconquistare nuovi gradi di libertà nelle scelte legate al cibo, al corpo e alla propria vita sociale. Naturalmente una risposta online non può sostituire un colloquio individuale. Un cordiale saluto


Buongiorno. Da quello che racconta, sembra che la paura di aumentare di peso stia occupando uno spazio importante nella sua quotidianità, al punto da portarla a rinunciare anche a momenti con gli amici. È comprensibile che una preoccupazione di questo tipo possa diventare molto faticosa da gestire e dunque le paure, le preoccupazioni e i timori che riporta con il relativo impatto che hanno nella sua vita credo che meritino di essere approfonditi. Più che cercare semplicemente di tranquillizzarsi rispetto al peso, potrebbe essere utile provare a capire quanto questa paura stia condizionando il suo rapporto con il cibo, con il corpo e con la sua vita quotidiana. Un colloquio con uno psicologo potrebbe aiutarla a esplorare questi aspetti senza giudizio e a capire se sia necessario un intervento più specifico. Se dovessero esserci anche importanti modifiche dell’alimentazione o del peso, potrebbe essere utile affiancare alla valutazione psicologica anche quella di un medico o di un professionista della nutrizione. Le auguro di riuscire ad intraprendere un percorso che riesca ad aiutarla e a sentirsi meglio con il suo corpo.


Buonasera, per quanto sarebbe bello poterle semplicemente dire "si goda la pizza con gli amici pensandola ad un momento di convivialità e condivisione, perché non sarà una pizza a farla ingrassare" e tranquillizzarla, purtroppo non vi sono risposte semplici e rapide alla sua domanda. Il tema è complesso e sarebbe importante esplorare molti elementi, come ad esempio cosa significa per lei essere "grossa", perché il pensiero la spaventa e quali sono i contenuti psicologici legati alla percezione del suo corpo. Dare una risposta profonda a tali domande potrebbe scostare l'attenzione dal "prendere peso", potenzialmente riducendo l'ansia collegatavi, e spostarla sulle sue motivazioni interne, vivendo più serenamente i momenti legati al cibo.


Buonasera lei, quello che descrive ci racconta di quanto questo timore stia limitando la sua vita e la sua serenità attuale. Potrebbe esserle d'aiuto intraprendere un percorso di Terapia Cognitivo-Comportamentale (CBT), un approccio spesso utile in questi casi. Insieme a un professionista potrà scoprire le cause profonde legate al suo passato ed esplorare i meccanismi che mantengono viva questa paura che lei descrive, così come i pensieri che riferisce di avere sul cibo. Potrebbe imparare con un professionista a ristrutturare queste convinzioni e a esporsi gradualmente alle sue paure, interrompendo i comportamenti di evitamento sociale e ritrovare la serenità. Le auguro un buon proseguimento, Psicologa Giada Martorelli


Buongiorno, ho letto quanto riportato. mi dispiace molto per la sua situazione. Il quadro che riporta si configura come un DCA (disturbo del comportamento alimentare). Io le consiglierei di intraprendere un percorso in quanto oltre che essere rischioso essendo patologie che evolvono in continuazione traslando da una forma ad un'altra, rende anche difficile vivere in serenità il contesto sociale creandoci un deserto attorno (allontanandosi dai contesti sociali e familiari). In questo caso la situazione non è critica, però comunque necessita di un percorso idoneo per farle ritrovare la serenità delle uscite, delle pizze tra amici e eliminare il pensiero della bilancia. Il mangiare deve essere un piacere ed il corpo è nato e creato per essere una macchina perfetta pertanto non tenderà mai al sovrappeso e nemmeno al sottopeso. Le consiglio un percorso perchè seguendo questo principio il corpo richiede esclusivamente gli alimenti di cui ha realmente bisogno creando così sia il piacere che la soddisfazione nel pasto senza la paura di ingrassare. I percorsi terapeutici sono strutturati su questi principi aggiungendo a quanto sopra anche l'accettazione del proprio corpo in tutte le sue forme. Qualora avesse bisogno di ulteriori informazioni oppure avesse ulteriori necessità non esiti a contattarmi. Rimanendo a disposizione porgo cordiali saluti dott.ssa Chiara Patrizi


Da quello che dice questa paura potrebbe venire da un trauma irrisolto, che sarebbe probabilmente il caso di risolvere. Il modo migliore per farlo è un percorso di psicoterapia volto a questo specifico problema, per capirne le cause e le radici e lavorare per risolverle.

Dott. Alessandro Biffi

Dott. Alessandro Biffi

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Verderio Inferiore

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La paura intensa legata al peso e il timore di ritornare a forme corporee del passato possono diventare un peso molto faticoso da portare, specie quando iniziano a condizionare anche la vita sociale e i momenti di condivisione con gli amici. In questa sede non è possibile formulare una diagnosi né fornire indicazioni pratiche per gestire questa forte ansia. Il rapporto con il cibo, con il proprio corpo e con la bilancia è spesso legato a vissuti personali profondi e delicati, che meritano di essere ascoltati e compresi con il giusto tempo. A tal proposito, una consulenza psicologica potrebbe offrirle uno spazio sicuro e privo di giudizio in cui esplorare l'origine di queste paure, ritrovare un rapporto più sereno con sé stessa e con il cibo e lavorare per riprendersi i suoi momenti di socialità in tranquillità. Un cordiale saluto.


Buonasera, capisco quanto possa essere faticoso convivere con questa paura, soprattutto quando arriva a limitarla nelle occasioni piacevoli con gli amici. Quello che racconta merita di essere ascoltato con attenzione, senza giudizio. Un percorso psicologico potrebbe aiutarla a comprendere da dove nasce questa paura e a costruire, gradualmente, un rapporto più sereno con il cibo e con il proprio corpo. Un caro saluto


Buongiorno, quello che racconta merita di essere ascoltato con attenzione, soprattutto perché la paura di ingrassare sembra avere iniziato a condizionare concretamente la sua vita: evitare una pizza con gli amici, avere timore della bilancia e pensare frequentemente alla possibilità di aumentare di peso possono essere segnali di un rapporto con il cibo e con il corpo diventato molto faticoso. È comprensibile che l’esperienza di essere stata in passato “abbastanza in carne” e, successivamente, quella di aver perso molti chili attraverso una dieta drastica possano aver lasciato una forte paura di tornare a quella condizione. Tuttavia, il problema non si risolve necessariamente cercando di controllare sempre di più il peso. Anzi, più il controllo diventa centrale, più il cibo e la paura di ingrassare possono occupare spazio nei pensieri. Anche la bilancia può diventare parte di questo circolo: il numero che compare può tranquillizzare momentaneamente oppure generare ansia, portandola a controllarsi ancora di più. Allo stesso modo, evitare situazioni come una pizza con gli amici può ridurre la paura nell’immediato, ma rischia di rafforzarla nel tempo, perché il cervello impara che quella situazione era realmente “pericolosa”. Più che cercare semplicemente di tranquillizzarsi, sarebbe importante lavorare sulla paura che sta alla base del bisogno di controllo. Potrebbe essere utile chiedersi: “Che cosa penso che succederebbe se aumentassi di peso? Che cosa rappresenterebbe per me tornare ad avere un corpo più morbido? Quanto del mio valore personale sento che dipenda dal mio aspetto fisico?”. Le suggerirei di parlarne con uno psicologo o psicoterapeuta che abbia esperienza nel rapporto con l’immagine corporea e nei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione. Non è necessario aspettare che la situazione diventi più grave: il fatto che questa paura la porti già a rinunciare a momenti di socialità è un motivo sufficiente per prendersene cura. L’obiettivo non dovrebbe essere convincersi che “non ingrasserò mai”, perché nessuno può avere questo tipo di certezza sul proprio corpo. Piuttosto, può imparare gradualmente a tollerare l’incertezza e a fare in modo che il peso e l’alimentazione non decidano più ciò che può o non può fare nella sua vita. Una pizza con gli amici, in questo senso, non dovrebbe diventare una prova da superare per dimostrare di non avere paura: può diventare semplicemente un momento di condivisione che merita di essere vissuto senza che il timore del peso prenda tutto quello spazio.


Quello che descrive merita attenzione, perché la paura di ingrassare sta iniziando a condizionare anche la vita sociale e il rapporto con il cibo. Non si tratta semplicemente di “tranquillizzarsi”, soprattutto se in passato c’è stata una dieta molto restrittiva. Può essere utile parlarne con uno psicologo che si occupi di comportamento alimentare, per comprendere meglio la paura del peso, il rapporto con la bilancia e le eventuali restrizioni alimentari. Anche un confronto con il medico o con un professionista della nutrizione può essere indicato, soprattutto se l’alimentazione è diventata molto rigida. Il primo obiettivo non è il numero sulla bilancia, ma recuperare un rapporto più sereno con il cibo e con il proprio corpo.


Buongiorno gentile utente, la ringrazio per la sua condivisione. Succede spesso che persone che hanno avuto in passato problemi di peso continuino ad avere paura di ingrassare anche quando il problema si è risolto. Questo accade solitamente poiché rimangono dei vissuti emotivi negativi legati al periodo in cui si era sovrappeso; se ad esempio si è stati presi in giro o esclusi per il peso, rimane poi anche nel presente la paura di non essere accettati per il proprio aspetto fisico. Ognuno attribuisce vissuti diversi al sovrappeso: c'è chi appunto teme di non essere accettato, chi non si piace, chi riceve giudizi negativi dalla famiglia, e tutto ciò conduce a creare un'immagine negativa di sé che è come se rimanesse incollata addosso a sé stessi anche molti anni dopo. Le posso porre delle domande che potrebbero aiutarla a interrogarsi: lei che vissuti emotivi attribuisce al periodo in cui era sovrappeso? Che situazioni ha vissuto a livello sociale? Se immagina sé stessa, come si vede? Questi sono degli esempi di domande che potrebbero aiutarla a fare chiarezza dentro di sé riguardo ai suoi vissuti. Se dovesse notare che il disagio persiste le consiglio di contattare uno psicoterapeuta. Rimango a disposizione per domande o chiarimenti. Cordialmente, dott.ssa Chiara Tumminello.

Dott.ssa Chiara Tumminello

Dott.ssa Chiara Tumminello

psicologo

San Martino Buon Albergo

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buongiorno, comprendo la sua preoccupazione per i sacrifici intrapresi per dimagrire e la sua preoccupazione per il suo peso corporeo. Ma secondo me dovrebbe domandarsi "mi sento bene con il mio corpo?" "il mio rapporto con il cibo è sano?", "sono una persona sicura di me stessa"? se a queste domande la sua risposta è stata "no" deve guardarsi dentro, lavorare su se stessa magari con l'aiuto di un professionista


Buongiorno, la paura che descrive sembra ormai condizionare il suo rapporto con il cibo e anche la vita sociale, quindi merita attenzione, più che semplici rassicurazioni sul peso. Le consiglierei di parlarne con uno psicoterapeuta esperto di disturbi alimentari: intervenire presto può aiutarla a ritrovare un rapporto più sereno con alimentazione, corpo e bilancia.


Buongiorno, quello che descrive merita attenzione, soprattutto perché la paura di ingrassare sembra essere diventata molto presente e sta iniziando a condizionare le sue scelte: evitare una pizza con gli amici, avere paura della bilancia e preoccuparsi costantemente del proprio peso. Non è possibile stabilire da una domanda se ci sia un disturbo alimentare, ma alcuni degli aspetti che racconta: una precedente dieta molto drastica, il forte timore di aumentare di peso e l’evitamento di situazioni sociali legate al cibo, sono segnali che sarebbe importante non sottovalutare. Il primo passo, quindi, non è cercare di tranquillizzarsi controllando ancora di più il peso o l’alimentazione. Al contrario, può essere utile lavorare sulla paura che il peso aumenti e sul significato che lei attribuisce a questo cambiamento. Le suggerirei di parlarne con una psicologa o psicoterapeuta, preferibilmente con esperienza nelle problematiche legate all’immagine corporea e al comportamento alimentare. Una professionista potrà aiutarla a capire meglio cosa alimenta questa paura e a recuperare maggiore libertà anche nelle situazioni quotidiane e sociali. Nel frattempo, provi a non trasformare la bilancia in uno strumento attraverso cui stabilire se “va bene” oppure no: il suo peso non è una misura del suo valore e non dovrebbe decidere se può concedersi una serata con gli amici.


Buongiorno, è comprensibile che possa essere faticoso vivere con la paura costante di ingrassare, soprattutto quando arriva a condizionare anche momenti piacevoli come una pizza con gli amici. La sua esperienza passata potrebbe influenzare il modo in cui vive oggi i cambiamenti del suo corpo. Il timore di tornare a una condizione conosciuta può diventare così pressante da rendere difficile godersi il presente, anche se questo potrebbe non accadere nella realtà. Quando questa preoccupazione porta a rinunciare alle occasioni sociali e genera tanta angoscia, può essere utile dedicare attenzione a ciò che sta vivendo, senza giudicarsi. Un percorso psicologico potrebbe offrirle uno spazio per comprendere meglio questa paura e ritrovare gradualmente un rapporto più sereno con il cibo, il corpo e la vita quotidiana. Se ha già una professionista a cui rivolgersi, esponga questa sua preoccupazione e ne parli con franchezza. Resto disponibile, Dottoressa Lucia Morello


Buongiorno, ciò che descrive merita attenzione, soprattutto perché la paura di aumentare di peso sembra essere diventata molto presente nella sua quotidianità, fino a condizionare anche momenti piacevoli come un'uscita o una pizza con gli amici. Più che cercare semplicemente di "tranquillizzarsi" rispetto al numero sulla bilancia, sarebbe importante comprendere cosa rappresenta per lei l'eventualità di prendere peso e quali pensieri ed emozioni si attivano quando mangia determinati alimenti, si pesa o percepisce dei cambiamenti nel suo corpo. Il fatto che in passato abbia seguito una dieta molto drastica è un elemento che merita di essere approfondito. Quando il controllo del peso e dell'alimentazione diventa fonte di ansia, porta a evitare situazioni sociali o influenza significativamente il modo in cui ci si percepisce, è importante non sottovalutarlo. Questo non significa necessariamente avere un disturbo alimentare, ma indica che il rapporto con il cibo e con l'immagine corporea sta generando sofferenza. Un percorso psicologico può aiutarla a lavorare sulla paura di ingrassare, sull'immagine che ha di sé e sui meccanismi di controllo e di evitamento che possono mantenere questa preoccupazione nel tempo, con l'obiettivo di costruire gradualmente un rapporto più sereno con il proprio corpo e con l'alimentazione. Se desidera, può contattarmi per fissare un primo colloquio e approfondire insieme ciò che sta vivendo, così da comprendere da dove nasce questa paura e come affrontarla. Un caro saluto.

Dott.ssa Giulia Ardita

Dott.ssa Giulia Ardita

psicologo clinico

Catania

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Buongiorno, intanto complimenti per la determinazione nel seguire una dieta e avere dei risultati. Il punto qui risiede credo nella sua paura di perdere il controllo con il cibo e la paura che si riflette sulla sua immagine corporea, come se ci fosse dentro di lei una profonda insicurezza nella propria percezione di sè e il timore di non riuscire ad auto-regolarsi. Magari potrebbe lavorare sulla sua auto-regolazione emotiva ed alimentare adottando uno stile di vita sano, avendo cura di sé e valutando quando la rinuncia alla pizza con gli amici possa risultare una rinuncia a qualcosa di piacevole per lei. Per cui è importante riuscire bilanciare la disciplina con la gratificazione, senza avere pensieri o comportamenti verso lei stessa, riconoscendo i suoi bisogni per tenersi in forma e al tempo stesso stare bene con se stessa e con gli altri.


Gentile utente, quel terrore di "ritornare grassa" e la paura per la bilancia ci parlano di un'immagine di sé catturata da uno sguardo severo e impietoso. È come se il corpo fosse diventato una minaccia da sorvegliare. Come ci insegna Jacques Lacan, l'immagine del corpo può diventare una forma alienante, uno specchio che anziché rassicurare cattura l'Io in una morsa di ferro, trasformando qualsiasi minima oscillazione in una catastrofe per la propria identità. Lo specchio restituisce un' immagine terribilmente angosciante, al punto dal dover rinunciare a piccoli piaceri come un' uscita. Non è il grasso in sé a fare paura, ma ciò che quell'immagine rappresenta per lei, il modo in cui incarna le sue insicurezze. Ha mai provato a chiedersi che cosa rappresenti per lei quell'immagine 'grassa' da cui fuggi? Quale parte di lei teme che torni a galla se smette di esercitare questo controllo così rigido?" Un caro saluto, Dott Alessandro Frazzetta

Dr. Alessandro Frazzetta

Dr. Alessandro Frazzetta

psicologo

San Giovanni la Punta

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Salve, è una condizione di paura quella in cui stai vivendo, ma vorrei che sapesse che, in quanto "paura", è qualcosa che si può imparare a conoscere, trasformandola in un'energia che le permetta di vivere più serena. Senza valicare una profondità di immersione che si può ricercare solo in un percorso strutturato, le pongo una riflessione: lei rispetto a cosa si attribuisce valore come persona? Ragionando in maniera più attenta a partire da questa frase si può iniziare ad interrogarsi su quali sono i propri modelli valoriali, cosa ci fa sentire bene, quali sono le proprie inclinazioni. Queste e altre riflessioni possono aiutare a cambiare la "lente" con cui lei sta osservando il mondo e sé stessa, riscrivendo un po' il valore che lei attribuisce al peso, al numero e alla bilancia. Spero di esserle stato un minimo d'aiuto.


Buongiorno, il timore che descrive è molto diffuso in chi ha vissuto un passato di sovrappeso e di diete rigide: la paura di "ritornare come prima" finisce per trasformare il cibo e il peso in una fonte costante di ansia, portando purtroppo a privarsi anche di momenti sociali preziosi come una pizza con gli amici. Per ritrovare la serenità non serve fare ulteriori diete o contare i chili, ma occorre riequilibrare il rapporto emotivo con il cibo e con la propria immagine corporea. Le ansie e i pensieri rigidi da lei descritti meritano di essere ascoltati e ammorbiditi. Il consiglio principale è quello di intraprendere un sostegno psicologico mirato. Un percorso terapeutico le permetterà di comprendere e gestire le emozioni e i pensieri legati al corpo, liberandola dalla paura del peso e aiutandola a riconquistare un approccio al cibo più spontaneo e sereno. Se desidera uno spazio protetto e senza giudizio in cui affrontare queste fatiche, sono a sua completa disposizione per un colloquio conoscitivo, sia in studio che online. Un caro saluto, Dott.ssa Eleonora Mozzani


Gentile utente, grazie per la sua condivisione. Quando un percorso di dimagrimento drastico avviene durante l'infanzia può lasciare un'impronta profonda: dalle sue parole emerge che questo timore sta limitando la sua serenità e la sua vita sociale, portandola anche a rinunciare ai momenti piacevoli con gli amici. In questo caso sarebbe utile approfondire alcuni punti, partendo dal passato per arrivare al presente e alle paure ancorate nel domani: quando era piccola, come ha vissuto emotivamente quel dimagrimento così drastico e quanta fatica c'è stata dietro? Qual è l'immagine che oggi la rappresenta maggiormente? E soprattutto, ingrassare di qualche chilo cambierebbe chi è lei o il valore che si attribuisce? Il corpo può diventare spesso lo specchio di paure più profonde o del bisogno di mantenere il controllo, per questo è molto importante la comprensione di tali paure affinché lei possa attribuirne un nuovo significato e ritrovare la serenità.


Buonasra comprendo beme la sua preoccupazione a fronte del grande impegno che ha impiegato per dimagrire. Per aiutarla credo sia importante che lei si rivolga ad un professionista, uno psicoterapeuta, con il quale affrontare questo timore e trovare delle modalità che le permettano di condurre una vita equailibrata senza avere questo continuo pensiero che la affligge. Con il tempo ed un lavoro mirato la situazione migliorerà. Le faccio i miei auguri.


Grazie per aver condiviso la sua esperienza. Da quello che racconta, sembra che la paura di ingrassare stia iniziando ad avere un impatto significativo sulla sua vita quotidiana: arrivare a evitare una pizza con gli amici o vivere la bilancia con così tanto terrore può essere un segnale che il rapporto con il peso e con il cibo sta diventando fonte di sofferenza e di limitazione. Spesso, alla base di queste difficoltà, possono esserci alcune credenze disfunzionali legate all'immagine di sé, al proprio valore personale e al rapporto con il cibo e con il peso. Ad esempio, il timore di tornare a essere "grossa" può essere associato all'idea che aumentare di peso significhi necessariamente stare peggio, valere meno o perdere il controllo. Questi pensieri possono alimentare il controllo del peso e l'evitamento delle situazioni che vengono percepite come rischiose, ma proprio questi comportamenti possono mantenere e rafforzare la paura nel tempo. Per questo motivo, più che cercare semplicemente di tranquillizzarsi ogni volta che compare la paura, sarebbe utile lavorare sulle convinzioni e sui comportamenti che la mantengono. Una psicoterapia cognitivo-comportamentale, preferibilmente con un professionista specializzato nel trattamento dei disturbi della nutrizione e dell'alimentazione, potrebbe aiutarla a comprendere meglio questi meccanismi e a costruire gradualmente un rapporto più flessibile con il cibo, il corpo e il peso. Non è necessario aspettare che la situazione peggiori per chiedere aiuto. Se questa paura sta già portandola a rinunciare a momenti di vita sociale o a vivere con una preoccupazione costante, può essere un buon momento per rivolgersi a un professionista. Rimango disponibile se desidera approfondire o confrontarsi ulteriormente sulla situazione.


Salve, grazie per questa apertura su questo tema così delicato. Credo che la difficoltà non sia solo esterna riguardante il dimagrire, obiettivo che ha già raggiunto, quanto la paura e la difficoltà a concedersi un pasto più calorico senza ricadere nelle vecchie abitudini e quindi è più facile privarsi di tutto, anche di momenti belli e conviviali. Questo credo sia una mal-educazione riguardo la gestione delle emozioni e del rapporto col cibo che ovviamente non è un problema suo ma un errore commesso da specialisti e dalla società stessa che non ci supporta in questo percorso. Sarebbe importante pensare ad un percorso psicologico che la possa sostenere in questa fase delicata per poi semplicemente aver imparato ad equilibrare e a non avere questa paura che immagino non le permetta poi di divertirsi con amici o di vivere una quotidianità serena. Arrivando a privarsi di tutto e non solo del cibo. Trovando una brava professionista la aiuterà sia nell'accettazione che nella presa cura di sè che non significa rinunciare sempre a tutto ma trovare ciò che ci fa stare bene senza il sacrificio. Rimango a disposizione, Dott.ssa Casumaro Giada


Salve, capisco che questa paura possa essere molto presente e condizionante. Da quello che racconta, però, mi sembra che il problema non sia tanto il peso in sé, quanto lo spazio che la paura di ingrassare sta progressivamente occupando nella sua vita: evitare la bilancia, rinunciare a una pizza con gli amici, preoccuparsi costantemente di poter tornare ad essere “grossa”. Forse potrebbe essere utile provare a non combattere questa paura cercando continuamente di tranquillizzarsi sul peso, ma capire meglio cosa rappresenta per lei oggi l’idea di ingrassare e che cosa sente di perdere o di temere che possa accadere se il suo corpo cambia. Il fatto che questa paura la porti già a rinunciare a momenti di vita sociale merita sicuramente uno spazio di approfondimento.


Salve, sono la dott.ssa Marika e la ringrazio per aver condiviso una difficoltà così delicata. Da ciò che racconta, sembra che la paura di ingrassare stia occupando molto spazio nella sua vita, al punto da condizionare anche momenti di socialità e piacere, come uscire con gli amici per una pizza. Questo merita attenzione, indipendentemente dal suo peso attuale. Il fatto di aver seguito in passato una dieta molto drastica può aver contribuito a rendere il peso e l’alimentazione fonte di preoccupazione e di controllo. La bilancia, il timore di aumentare di peso e l’evitamento di situazioni legate al cibo possono alimentare un circolo di ansia: più si cerca di controllare e di evitare ciò che fa paura, più quella paura può diventare presente e difficile da gestire. Per questo, più che cercare semplicemente di “tranquillizzarsi”, sarebbe importante comprendere insieme da dove nasce questa paura e lavorare sul rapporto con il proprio corpo, con il cibo e con il controllo. Un percorso psicologico può essere molto utile per imparare gradualmente a vivere questi aspetti con maggiore serenità e libertà. Nel frattempo, provi a non giudicarsi per queste paure e, soprattutto, a non affrontarle attraverso ulteriori restrizioni o diete drastiche. Anche il fatto che stia rinunciando a momenti con le persone a cui vuole bene è un segnale importante da ascoltare. Se questa preoccupazione è frequente o sta aumentando, le consiglio di parlarne con uno psicologo/psicoterapeuta esperto di problematiche alimentari e di rapporto con l’immagine corporea. Chiedere aiuto non significa avere necessariamente un disturbo alimentare: significa prendersi cura di una sofferenza che sta incidendo sulla sua quotidianità. Possiamo prendere un appuntamento per capire meglio la situazione. Rimango a disposizione un caro saluto Psicologa Marika


gentilissima, grazie per la condivisione. Comprendo la sua paura, e soprattutto le strategie disfunzionali che sta mettendo in campo per cercare di gestirla, come l'evitamento della situazione stessa. Credo che intraprendere un percorso di terapia potrebbe aiutarla ad esplorare e comprendere le motivazioni sottostanti questa problematica, individuando insieme allo specialista strategie funzionali per gestire al meglio la situazione. Rimango a disposizione! cordiali saluti AV

Dott.ssa Antea Viganò

Dott.ssa Antea Viganò

psicologo

Pessano con Bornago

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salve prima di tutto è utile capire la paura da dove deriva per poi gestirla, ovviamente con un percorso psicologico inoltre le consiglio di farsi seguire da un nutrizionista in modo da controllare le calorie e i principi nutritivi che il suo corpo deve assumere ogni giorno. Buona giornata


Gentile Signora, dalle sue parole emerge una paura che sembra andare oltre il semplice timore di prendere peso: il pensiero di ingrassare pare infatti condizionare alcune sue scelte e la possibilità di vivere serenamente situazioni piacevoli, come uscire a mangiare una pizza con gli amici. Il fatto che in passato abbia seguito una dieta molto drastica e abbia perso molti chili è un elemento che potrebbe essere utile approfondire, così come il significato che oggi hanno per lei il peso, la bilancia e l’immagine del proprio corpo. Potrebbe essere utile osservare, senza giudicarsi, quanto questa preoccupazione occupi spazio nella sua quotidianità. Ad esempio: le capita di controllare frequentemente il peso o il proprio corpo? Il cibo viene vissuto con senso di colpa o paura? Ci sono alimenti che evita perché percepiti come particolarmente “pericolosi”? Le capita di modificare quanto mangia in relazione a ciò che ha mangiato precedentemente, oppure di rinunciare a occasioni sociali per timore delle conseguenze sul peso? Quanto spesso i pensieri legati al peso, alle calorie o alla forma del corpo interferiscono con la sua giornata? La presenza di uno o più di questi aspetti, da sola, non consente di stabilire che vi sia un disturbo alimentare. Tuttavia, quando la paura di ingrassare diventa persistente e inizia a limitare la vita personale o sociale, può rappresentare un segnale che merita attenzione. In questi casi, può essere utile trovare uno spazio psicologico in cui comprendere meglio il rapporto con il proprio corpo, con il cibo e con il controllo del peso, senza partire necessariamente dall’idea che ci sia “qualcosa che non va”. Se ne sente il bisogno, un professionista con esperienza nell’ambito dell’immagine corporea e delle difficoltà alimentari potrebbe accompagnarla nell’esplorazione di questi vissuti e aiutarla a valutare quale tipo di supporto possa essere più adatto a lei. Soprattutto, avere paura di ingrassare non dice nulla sul suo valore come persona. E il fatto che oggi questa paura sia presente non significa necessariamente che debba accompagnarla per sempre. Forse la domanda da cui partire non è tanto “come faccio a non ingrassare?”, quanto “quanto questa paura sta condizionando la vita che vorrei vivere?”. La risposta potrebbe già offrirle un’indicazione importante su ciò di cui oggi ha bisogno. Cordiali Saluti Dott.ssa Majlinda


Gentile Utente, la ringrazio per aver condiviso una fatica così intima. La paura che descrive, che arriva persino a condizionare le sue uscite con gli amici, ci fa capire quanto questo pensiero sia diventato invadente e doloroso per lei. Quando nel passato si affronta un cambiamento corporeo così drastico associato a una dieta rigida, il peso e il cibo spesso smettono di essere semplici aspetti della quotidianità. Diventano invece uno specchio del proprio valore, del bisogno di sicurezza e di controllo. Rifiutare una pizza in compagnia non è solo una rinuncia al cibo, ma è un campanello d'allarme su quanto questa paura le stia togliendo in termini di libertà e gioia di vivere. Rispondo alla sua domanda su come tranquillizzarsi: purtroppo non esistono "trucchi" o consigli veloci quando il timore di ingrassare è così radicato e totalizzante. Il modo più protettivo e rispettoso verso se stessa per affrontare questa paura è richiedere una consulenza psicologica (meglio se con un professionista esperto in comportamenti alimentari). Un percorso clinico le offrirebbe lo spazio per esplorare cosa rappresenta davvero per lei questo controllo sul corpo, aiutandola a ritrovare la serenità di vivere le relazioni senza vivere nel terrore della bilancia. Non aspetti che la paura le tolga altre occasioni di felicità. Un caro saluto.

Dott.ssa Lara Zinzilli

Dott.ssa Lara Zinzilli

psicologo

Cisterna di Latina

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Buonasera, la paura che descrive sembra aver iniziato a condizionare concretamente la sua vita: evitare la pizza, temere la bilancia e vivere con il pensiero di ingrassare sono segnali che meritano attenzione. Non si tratta semplicemente di “tranquillizzarsi”, ma di comprendere e modificare il rapporto che ha costruito con il cibo, il peso e il proprio corpo. Dopo una dieta molto restrittiva, queste paure possono diventare particolarmente persistenti. Le consiglio di parlarne con uno psicologo esperto di disturbi alimentari, così da affrontare il problema prima che possa diventare più limitante.

Dott.ssa Chiara Parodi

Dott.ssa Chiara Parodi

psicologo

Montechiarugolo

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Buongiorno, da ciò che leggo immagino che nella sua storia di vita il tema del cibo-peso-corpo abbia avuto un valore centrale. In tal senso, noto dalle sue parole che la paura di aumentare di peso sembra condizionare non solo il rapporto con il corpo, ma anche la sua vita sociale e la possibilità di vivere serenamente situazioni quotidiane come uscire a mangiare con gli amici. E questo ritengo sia un elemento da attenzionare e approfondire con un/una collega. Spesso può capitare che le persone tendano a tranquillizzarsi attraverso il controllo ossessivo della bilancia o dell'alimentazione così da evitare l'aumento di peso. Ma la domanda da porsi è quanto è sostenibile? E ancora, come posso trovare equilibrio senza vivere nella gabbia del "tutto (perdo il controllo con alimentazione mangiando in eccesso) o niente (restringo e mi privo)"? E' chiaro che da una domanda anonima non è possibile affermare molto se non che potrebbe essere utile un percorso integrato con psicolog*-nutrizionista che possa aiutarla a trovare il suo equilibrio che non passa nè dall'ennessima dieta restritiva nè dall'anarchia alimentare, ma dalla costruzione di un percorso integrato che tenga insieme tutti gli aspetti relativi ad immagine corporea e sensazioni corporee, educazione alimentare e buona gestione emotiva-relazionale. Un caro saluto, Dottssa LM


Salve, quello che descrive merita di essere preso sul serio, non tanto perché avere paura di ingrassare sia necessariamente un problema in sé, ma perché questa paura sembra avere iniziato a condizionare concretamente la sua vita. Il fatto che eviti di uscire con gli amici per una pizza, che viva la bilancia con terrore e che sia costantemente preoccupata per il peso suggerisce che il tema dell'alimentazione e del corpo stia occupando uno spazio molto importante nella sua quotidianità. È comprensibile che l'esperienza passata abbia lasciato una traccia. Se da bambina era in sovrappeso e successivamente ha perso molti chili attraverso una dieta drastica, può essere accaduto che il dimagrimento sia diventato associato a una sensazione di sicurezza, controllo o accettazione di sé. Di conseguenza, anche piccoli cambiamenti successivi possono essere vissuti non semplicemente come variazioni del peso, ma come il rischio di “tornare indietro”. Questo può alimentare un circolo di paura, controllo e restrizioni sempre maggiori. Per questo motivo, cercare semplicemente di tranquillizzarsi ogni volta che compare il timore potrebbe non essere sufficiente. Se la paura viene continuamente assecondata attraverso l'evitamento della pizza, il controllo della bilancia o la restrizione alimentare, nel breve periodo può diminuire l'ansia, ma nel lungo periodo può diventare ancora più difficile sentirsi tranquilli senza mettere in atto questi comportamenti. Sarebbe quindi importante lavorare non soltanto sul peso, ma soprattutto sul significato che il peso e il corpo hanno assunto per lei. Quanto del suo benessere dipende oggi dal sentirsi magra? Quanto il timore di ingrassare influenza le sue scelte, le relazioni e la possibilità di vivere serenamente situazioni normali come una cena con gli amici? Sono aspetti che meritano di essere esplorati con attenzione. Le consiglierei di non affrontare questa situazione attraverso una nuova dieta o cercando autonomamente di controllare ancora di più ciò che mangia. Considerata la storia di una precedente dieta molto restrittiva e il livello di paura che descrive, sarebbe opportuno parlarne con uno psicologo o psicoterapeuta che abbia esperienza nelle problematiche legate all'immagine corporea e ai disturbi dell'alimentazione. Può essere utile anche un confronto con un professionista della nutrizione, possibilmente inserito in un percorso integrato, per avere indicazioni adeguate anche sul piano alimentare. L'obiettivo non sarebbe necessariamente quello di convincerla che il peso non conta affatto, ma aiutarla a fare in modo che il peso non abbia più il potere di determinare ciò che può o non può fare. Poter andare a mangiare una pizza con gli amici senza trascorrere prima e dopo ore a preoccuparsi delle conseguenze sarebbe, ad esempio, un segnale importante di maggiore libertà. Se questa paura è già diventata così presente da farle rinunciare a momenti di vita sociale, credo valga la pena intervenire adesso, senza aspettare che le restrizioni o i controlli aumentino ulteriormente. Non è necessario che la situazione sia già “grave” per chiedere aiuto. Le mando un caloroso saluto Dott. Michele Basigli Psicologo Clinico Perugia


Buongiorno, la inviterei ad affrontare le sue paure all'interno di un percorso di psicoterapia. Non scarti la possibilità di esser sostenuta in questo momento. Cordiali saluti Dott. Diego Ferrara


Salve, la paura di perdere il controllo e la fobia della bilancia sono pesi enormi. Il tuo cervello sta reagendo a un vecchio trauma (l'essere "in carne") legando il tuo valore personale e la tua sicurezza al peso corporeo. Per iniziare a tranquillizzarti, fai un piccolo passo: stacca il tuo valore dal numero sulla bilancia (riponila via per un po') e concediti la pizza con gli amici. L'isolamento nutre l'ansia, il cibo è anche convivialità. Considera con affetto l'idea di un supporto psicologico specializzato, meriti di vivere libera da questo terrore.


Buonasera, grazie per aver condiviso la sua difficoltà e sofferenza. Il rapporto con il cibo è un tema spesso presente che richiama un modo di essere e percepirsi importante. Le consiglierei di valutare un percorso psicologico che la aiuti a comprendere meglio queste dinamiche presenti e passate e per ragionare sui motivi alla base, così da poter iniziare a viversi il suo corpo e soprattutto la sua quotidianità in modo più funzionale ed autentico. Spero di esserle stata utile, cordiali saluti


Buongiorno. La paura di ingrassare è solo la punta dell'iceberg. Sottende temi profondi che hanno a che vedere con il suo senso di fragilità, la percezione di non essere amabile, il bisogno di controllo e tanto altro. Penso che intraprendere un percorso integrato con uno/a psicoterapeuta e un/a nutrizionista possa aiutarla a trovare un equilibrio meno doloroso di quello attuale e restituirle la sensazione di poter condurre una vita più serena e socialmente più gratificante. Saluti, Giorgio.


Salve, Da quel che ho modo di leggere dalle sue parole, la paura di ingrassare la sta portando a modificare la sua vita sociale, rinunciando ad uscite fuori con gli amici. “Tante volte”, da quel che scrive. Racconta di essere stata una bambina in carne e, successivamente, di esser diventata magra. Ad oggi che cosa teme di trovare, in un corpo che potrebbe nuovamente cambiare? Partirei da qui. Resto disponibile anche per un consulto online, Dott.ssa Jessica Servidio


Buongiorno, dal testo che ha scritto si legge in modo chiaro la sua apprensione rispetto a questo suo pensiero verso l'alimentazione e la conseguente immagine corporea. Le consiglio di provare con un percorso professionale in modo da essere supportata in questo momento di tensione. La psicoterapia cognitivo-comportamentale può essere molto efficace in questo ambito. Le auguro di trovare la sua strada.


Dalle tue parole si capisce che questa situazione ti crea molta sofferenza, la tua paura di ingrassare ti sta privando anche di tempo prezioso per uscire con gli amici. Sarebbe importante per te in questo momento riuscire a capire che il tuo valore non dipende da dei numerini su una bilancia e che questo non deve condizionare la tua vita, il cibo non deve essere un nemico. Forse è il momento di parlare con una persona che sappia aiutarti a ritrovare la tua serenità.


Gentilissima, la sua situazione è molto comune negli studi degli Psicologi. Si rivolga ad uno di essi per aiutarla a risolvere questa difficoltà prima di sfociare in un franco disturbo dell'alimentazione. Un caro saluto Alessandra Galli Psicologa Milano


Buon pomeriggio, quello che descrive merita attenzione, non tanto per il fatto di aver preso qualche chilo, quanto per quanto la paura del peso sembra condizionare la sua vita. Arrivare a rinunciare a una pizza con gli amici per il timore di ingrassare, avere paura della bilancia e vivere con il pensiero costante del peso può diventare molto faticoso. Considerando inoltre che in passato ha seguito una dieta drastica, sarebbe importante evitare di affrontare questa paura attraverso nuove restrizioni alimentari o cercando continuamente di controllare il peso. Il problema, infatti, potrebbe non essere il numero sulla bilancia, ma il significato che quel numero ha assunto per lei e il timore di tornare alla condizione che ha vissuto da bambina. Per iniziare, potrebbe provare a chiedersi: “Cosa temo realmente che accada se ingrasso?” Potrebbe emergere la paura di non piacersi, di essere giudicata, di perdere il controllo o di sentirsi nuovamente come si sentiva in passato. Comprendere questo aspetto può essere più utile che cercare semplicemente di convincersi a non avere paura. Non sarebbe necessario nemmeno obbligarsi improvvisamente a fare tutto ciò che oggi la spaventa. Può essere più utile procedere gradualmente, per esempio evitando che il timore del peso determini automaticamente le sue decisioni sociali e imparando poco alla volta a tollerare l'ansia che può comparire senza assecondarla immediatamente con una restrizione. Vista la presenza di una precedente dieta molto drastica e l'impatto che questa paura sta già avendo sulla sua alimentazione e sulla vita sociale, le consiglierei di parlarne con uno specialista che abbia esperienza nelle problematiche legate all'alimentazione e all'immagine corporea. Potrebbe essere un'occasione per intervenire adesso, prima che le restrizioni e la paura diventino ancora più pervasive. Se necessario, può essere utile anche un confronto con il medico o con un professionista della nutrizione esperto in questo ambito. Cordialmente


Salve, capisco quanto questa situazione possa essere faticosa e logorante. La paura di prendere peso, soprattutto quando affonda le radici in un passato in cui ci si è sentiti a disagio con il proprio corpo, può trasformarsi in un pensiero costante che toglie serenità e finisce per condizionare aspetti importanti della vita quotidiana, come le uscite con gli amici e i momenti di condivisione. Quando il rapporto con il cibo e con la bilancia inizia a generare ansia e a limitare le sue relazioni sociali, significa che il peso corporeo ha assunto un significato che va ben oltre la salute fisica, diventando una fonte di forte stress emotivo. Le diete molto drastiche fatte in passato, inoltre, tendono spesso ad amplificare il timore di "perdere il controllo". Per ritrovare la tranquillità, il passo più efficace non è provare a gestire questa paura da sola o sforzarsi di non pensarci, ma concedersi uno spazio di ascolto e di supporto. Un percorso di consulenza psicologica può aiutarla a: Comprendere le origini profonde di questo timore e ridimensionare il potere che la bilancia ha sulle sue giornate. Ricostruire un rapporto più sereno, flessibile e disteso con il cibo e con la propria immagine corporea. Riprendersi la libertà di vivere i momenti sociali (come una pizza in compagnia) senza che siano accompagnati dal senso di colpa o dall'ansia. Sconnettere il proprio valore personale dal numero che compare sulla bilancia è un processo assolutamente possibile. Se sente il bisogno di parlarne e desidera iniziare ad affrontare questa situazione insieme, può prenotare una consulenza direttamente dal mio profilo o contattarmi in privato. Sarò felice di ascoltarla e di accompagnarla. Un caro saluto, Dott.ssa Veronica Cenci


Cara utente, dalle sue parole emerge con chiarezza quanto la paura di ingrassare abbia occupato sempre più spazio nella sua mente, a tal punto da cambiare le sue abitudini, la sua vita sociale e la sua quotidianità. Il timore di "ritornare grossa" è un'esperienza emotiva profonda, spesso legata al ricordo del corpo avuto da bambini e ai sacrifici di una dieta drastica, che finisce per trasformare il cibo e il peso in costanti minacce, da monitorare per non abbassare la guardia altrimenti "chissà cosa potrebbe succedere". In casi come questo, la semplice rassicurazione non è sufficiente. Quando l'ansia porta a evitare situazioni piacevoli, come una pizza con gli amici, e a vivere con dolore il momento in cui si sale sulla bilancia, è fondamentale intervenire per evitare che il problema possa progredire. La invito a considerare l'idea di intraprendere un percorso con un professionista della salute mentale (psicologo o psicologo psicoterapeuta) in modo tale da lavorare sulla percezione corporea e le emozioni correlate ad essa, ristrutturare i pensieri disfunzionali legati a peso e corpo e intervenire sui comportamenti di evitamento del contesto sociale. Resto a disposizione per ulteriori dubbi e approfondimenti. Cordiali saluti


Gentile utente, la paura che descrive è un'esperienza molto faticosa e dolorosa, ma comprensibile alla luce della sua storia. Spesso, quando da bambini si è vissuto il disagio di sentirsi "in carne", il dimagrimento drastico viene percepito non solo come un cambiamento fisico, ma come una corazza protettiva conquistata a caro prezzo. In questo meccanismo, ogni minima oscillazione del peso o la vista della bilancia riattivano l'angoscia di perdere il controllo e di tornare indietro, innescando tentativi di controllo sempre più rigidi. Quando questa paura arriva a condizionare la vita sociale — come rinunciare a una pizza con gli amici —, significa che l'ansia sta prendendo il sopravvento sulla sua libertà e sul suo benessere emotivo, rischiando di alimentare un circolo vizioso di isolamento e allarme costante. Il cibo e il peso smettono di essere aspetti neutri e diventano il metro esclusivo con cui si misura la propria sicurezza. Per spezzare questa morsa e ritrovare serenità, il passo fondamentale è non rimanere sola con questi pensieri. Un percorso mirato con uno specialista è essenziale per comprendere i significati profondi legati al corpo, disinnescare la tirannia del controllo e ricostruire un rapporto pacificato e spontaneo con l'alimentazione e con la propria immagine. Un caro saluto, Dott. Sandro Mangano, psicologo e direttore clinico del centro NeuFitLab


Gentile utente, grazie per aver condiviso la sua esperienza. Mi rendo conto di quanto debba essere frustrante e fonte di disagio convivere con la paura della bilancia e di prendere peso. è del tutto comprensibile sentirsi sopraffatti quando un ricordo di una sofferenza vissuta nell'infanzia riaffiora e sembra minacciare la stabilità del presente, portandola a ritirarsi dalle relazioni e dai momenti di convivialità con gli amici. Le suggerirei di non portare questo peso emotivo da sola. Un percorso psicoterapico può sicuramente aiutarla a dare spazio a ciò che sente, dare un senso ai suoi vissuti e ritrovare, un passo alla volta, la tranquillità di cui ha bisogno per godersi in libertà la vita e la convivialità con gli amici con più serenità. Un caro saluto. Dott. Michele Moscarello


Buongiorno, grazie per la sua condivisione così intima e personale. Spesso dietro il tema alimentare si nascondono grandi preoccupazioni e timori che possono incidere molto sulla quotidianità e sulla serenità. Credo che il primo grande passo che può compiere per aiutarsi sia trovare un professionista della salute mentale che possa accogliere le sue preoccupazioni e, insieme a lei, scoprire i significati che si celano dietro queste sue paure. Le auguro di poter compiere questo passo, un caro saluto!


difficoltà con il corpo e con il cibo (sono strettamente connesse) meritano di uno spazio e di un tempo per indagare accuratamente. ti consiglio sicuramente un percorso terapeutico che possa riuscire davvero a comprendere e a gestire questi momenti anche con tecniche specifiche


Buongiorno, quello che racconta merita di essere ascoltato con molta attenzione e, prima di tutto, senza giudizio. La paura di ingrassare che descrive sembra essere diventata qualcosa che non riguarda più soltanto il peso, ma che sta iniziando a condizionare la sua libertà e la sua vita quotidiana: arrivare a rinunciare a una pizza con gli amici per il timore di prendere peso è un segnale che merita di essere preso sul serio. Mi sembra importante anche considerare la sua storia: da bambina si percepiva come “in carne”, ha poi affrontato una dieta drastica e una significativa perdita di peso e oggi, di fronte a un aumento ponderale, sembra riattivarsi la paura di tornare a quella condizione che evidentemente ha assunto per lei un significato molto forte. A volte il timore non riguarda soltanto il numero sulla bilancia, ma ciò che quel numero rappresenta: il modo in cui pensiamo di essere visti dagli altri, il bisogno di sentirci accettabili, il controllo, la paura di perdere una parte di noi che abbiamo faticosamente costruito. Sarebbe interessante comprendere proprio questo: che cosa significa per lei “ingrassare”? Quali emozioni suscita? Quali esperienze passate, relazioni, messaggi ricevuti sul corpo e sull'aspetto possono avere contribuito a costruire questa paura? E cosa accade nelle sue relazioni quando sente di non avere il controllo sul proprio corpo? Le dico anche che questo tema mi è particolarmente vicino professionalmente: oltre ad essere psicologa, sono laureata in Scienze Motorie e ho una precedente esperienza come ballerina, allieva di un'accademia e insegnante di danza. Conosco quindi anche dall'interno quanto il corpo possa diventare, soprattutto in determinati contesti, qualcosa a cui viene attribuito un valore enorme. Proprio per questo credo sia importante distinguere la cura del corpo dal controllo del corpo. L'attività fisica può essere una preziosa risorsa per il benessere psicofisico, così come imparare ad ascoltare il proprio corpo, rispettarne i ritmi e prendersene cura. Quando però il movimento, l'alimentazione o il controllo del peso diventano strumenti per placare l'ansia o per evitare a tutti i costi di ingrassare, rischiano di alimentare proprio il circolo della paura. L'obiettivo non dovrebbe essere trovare il modo di controllare sempre il proprio peso, ma poter tornare a vivere il corpo e il cibo con maggiore libertà. Non credo quindi che la soluzione sia semplicemente “tranquillizzarsi” o convincersi razionalmente che una pizza non farà ingrassare. Potrebbe essere più utile comprendere e affrontare la paura che sta dietro a questa necessità di controllo. Il fatto che questa paura la porti a rinunciare a momenti di socialità è già un motivo valido per chiedere un aiuto professionale. Un percorso psicologico potrebbe aiutarla a ricostruire un rapporto più sereno con il proprio corpo, con l'alimentazione e con le relazioni, senza dover rinunciare alla cura di sé né all'attività fisica, ma restituendo a entrambe il loro significato di benessere e non di controllo. Se sente che questa paura sta occupando sempre più spazio nella sua vita, le suggerirei inoltre di non affrontarla da sola e di rivolgersi a un professionista che abbia esperienza specifica nell'ambito del rapporto con il corpo e dei disturbi della nutrizione e dell'alimentazione. Qualora lo desiderasse, resto volentieri disponibile per un confronto.


Buongiorno, la risposta che leggerà è solo indicativa, non risolutiva per una tematica così importante. L'immagine corporea la costruiamo a partire dall'infanzia, la percezione che abbiamo di noi si fonda sulla fiducia e sulla sicurezza che abbiamo imparato ad avere di noi stessi. La perenne lotta con il peso corporeo, la paura di ingrassare, in questo caso, è probabilmente legata al significato che il cibo ha assunto nella sua famiglia e quindi per lei. Che messaggio veicola il cibo per me e per la mia famiglia? Cosa ci diciamo con il cibo che non diciamo con le parole? Quel corpo con dei chili in più cosa voleva raccontare di me che non riuscivo a dire? E' da queste domande che partirei per arrivare poi alla definizione di se stessa davanti allo specchio. Inoltre, potrebbe cercare di capire come mai proprio in questo momento le è tornata la paura di ingrassare (stress per qualche situazione? Cosa non si permette di dire?). Cosa succede intorno a lei, nella sua vita, che la mette in allarme? La invito ad approfondire questo suo momento di disagio che, da quello che scrive, è anche invalidante per la sua vita sociale e la blocca in casa, ma non c'è ricetta magica risolutiva in poche righe. L'argomento merita uno spazio più ampio e dedicato, magari approfondendo con un professionista per imparare ad ascoltare se stessa. Spero di esserle stata utile. Saluti, Dott.ssa Federica Cerino


Gentilissima, da quello che racconta è comprensibile che lei possa provare una certa preoccupazione rispetto alla possibilità di riprendere peso. È importante, però, prestare attenzione quando questa preoccupazione diventa così intensa da condizionare la quotidianità e portare a rinunciare a momenti di socialità, come un'uscita con gli amici per mangiare una pizza. Ha mai preso in considerazione l'idea di parlare con un professionista di queste paure e delle sensazioni che prova? Potrebbe essere uno spazio utile per comprenderle meglio e per evitare che la preoccupazione per il peso finisca per limitare sempre di più la sua vita.


Buongiorno, quello che descrive sembra andare oltre una semplice preoccupazione per il peso: la paura di ingrassare sta iniziando a condizionare anche la sua quotidianità, al punto da rinunciare a momenti piacevoli e alla vita sociale per il timore di mangiare e aumentare di peso. È comprensibile che le esperienze vissute da bambina e il successivo dimagrimento attraverso una dieta molto drastica possano aver lasciato un segno nel modo in cui oggi percepisce il proprio corpo e il significato che attribuisce al peso. A volte il controllo del corpo e dell'alimentazione può diventare un modo per cercare di sentirsi al sicuro, ma quando la paura diventa costante rischia di restringere progressivamente la propria libertà. In un percorso psicologico, attraverso anche l'approccio Analitico Transazionale, può essere utile comprendere quali vissuti si attivano davanti alla possibilità di aumentare di peso, quali messaggi interiorizzati sul corpo e sull'essere “abbastanza” possono essere ancora presenti e come imparare a rispondere ai propri pensieri e alle proprie emozioni in modo meno punitivo e più consapevole. Il fatto che oggi una pizza con gli amici possa generare così tanta paura è un segnale che merita ascolto, non giudizio. Non si tratta semplicemente di imparare a non guardare la bilancia, ma di costruire progressivamente un rapporto più sereno con il proprio corpo, con il cibo e con la possibilità di vivere le relazioni senza che la paura del peso decida al posto suo. Un percorso psicologico può essere un importante spazio per iniziare a farlo, con gradualità e senza sentirsi costretta a cambiare tutto immediatamente.


Buongiorno, mi dispiace che questa paura le stia togliendo serenità e libertà, fino a farle evitare momenti piacevoli con gli amici. Quello che descrive merita ascolto e non va liquidato come semplice “vanità” o mancanza di forza di volontà. il punto non è tranquillizzarsi ottenendo la certezza di non ingrassare, né costringersi a ignorare la paura. È iniziare a osservare cosa accade dentro di lei quando pensa al peso, alla bilancia o a una pizza: quali pensieri arrivano, dove sente l’ansia nel corpo, quale impulso compare, controllare, evitare, restringere il cibo, isolarsi. La paura è un segnale da ascoltare, non un ordine da seguire. Una dieta drastica in passato, la paura costante di ingrassare, il terrore della bilancia e l’evitamento di occasioni sociali legate al cibo sono segnali che meriterebbero una valutazione con uno psicologo o psicoterapeuta esperto di disturbi della nutrizione.


E' importante che in questi momenti di difficoltà riesca ad affidarsi a un terapeuta che sappia realmente aiutarla a conoscere e gestire i propri vissuti emotivi in merito. A presto, Dott. Salvatore Di Costanzo


Aver affrontato un cambiamento fisico così drastico in passato, passando per una dieta molto restrittiva, lascia spesso un "allarme" costantemente acceso nella mente. Il terrore della bilancia e la rinuncia a momenti preziosi di socialità, come una semplice pizza con gli amici, ci indicano quanto questa paura stia purtroppo limitando la sua libertà quotidiana. Quello che descrive è un meccanismo psicologico molto comune: la mente associa anche il più lieve aumento di peso a una perdita di controllo e al ritorno a un vissuto infantile che l'ha fatta soffrire. Tuttavia, l'evitamento sociale e le rinunce non la proteggono, ma finiscono per alimentare ulteriormente il circolo vizioso della paura. Per un'efficace gestione dell'ansia legata all'immagine corporea e all'alimentazione, il solo sforzo razionale spesso non basta. Un percorso mirato con uno psicologo esperto può aiutarla a disinnescare questi pensieri rigidi e giudicanti, permettendole di ricostruire una solida autostima e un rapporto più equilibrato e compassionevole con il suo corpo. Qualora desiderasse fare un primo passo, anche attraverso un comodo supporto psicologico online, per ritrovare il suo benessere emotivo e il piacere di godersi una serata in compagnia senza paure, rimango a sua completa disposizione per un colloquio conoscitivo. Un caro saluto, Dott. Christopher Gallo

Dott. Christopher Gallo

Dott. Christopher Gallo

psicologo

Tezze sul Brenta

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Buongiorno, Comprendo bene quello che può essere il suo timore. Più che rassicurarla sugli aspetti strettamente nutrizionali mi sentirei di dirle che, tendenzialmente, queste paure di guadagnare peso possono legarsi ad una paura di un giudizio da parte degli altri o spesso da parte di sé stessi. Forse potrebbe cercare di comprendere cosa significa per lei, a un livello profondo, quanto la sua immagine influisce sulla percezione che ha di sé non solo da un punto di vista fisico, anche attraverso l'aiuto di uno psicologo. Le dico anche che è stata coraggiosa a scrivere qui le sue preoccupazioni. Allo stesso tempo, anche rispetto a quanto detto prima, forse sarebbe importante considerare rispetto all'esempio che ha portato delle uscite, che nel momento in cui dovesse andare con gli amici a mangiare un pizza non sta nutrendo esclusivamente il suo corpo, ma anche e soprattutto la relazione con le persone importanti della sua vita. Sarebbe importante gestire e comprendere queste paure in modo che non le impediscano di vivere serenamente il suo rapporto con gli altri e con sé stessa. Difficile è dire come potrebbe tranquillizzarsi, in questa sede le suggerirei di pensare che non sarà un pasto fuori a cambiare la sua vita, ma che il ritiro rispetto a queste e altre situazioni sociali potrebbero farla sentire, ad esempio, più sola. Nutrire il corpo è importante e bisogna farlo, ma è molto importante nutrire anche le relazioni e gli affetti. Rinunciare a queste esperienze rischia di influire più sulla sua vita relazionale e psicologica che sul suo corpo. Le auguro il meglio e resto a disposizione.


Salve, capisco quanto possa essere faticoso vivere con una paura del peso così presente, soprattutto dopo aver sperimentato in passato una dieta molto restrittiva. Da ciò che racconta, però, questa paura sembra iniziare a condizionare anche la sua quotidianità e la vita sociale, portandola per esempio a rinunciare a una serata con gli amici. Più che cercare semplicemente di tranquillizzarsi rispetto al fatto che ingrasserà o meno, credo sarebbe importante comprendere cosa rappresenta per lei l’aumento di peso e quanto il suo valore personale sia diventato legato al corpo e alla bilancia. Il mio consiglio concreto è di non aspettare che questa paura diventi ancora più limitante: può contattare già adesso uno psicologo o psicoterapeuta con esperienza nelle difficoltà legate all’alimentazione e all’immagine corporea e raccontare esattamente ciò che ha scritto qui. Se sente di non riuscire a fare questo primo passo da sola, può anche chiedere a una persona di fiducia di aiutarla nella ricerca o di accompagnarla al primo appuntamento. Chiedere supporto in questa fase può aiutarla a recuperare maggiore libertà nel rapporto con il cibo, con il corpo e con la sua vita sociale.

Dott.ssa Vanessa Giachetto

Dott.ssa Vanessa Giachetto

psicologo

San Donà di Piave

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Buonasera, grazie per aver condiviso questo vissuto che causa sofferenza. La sensazione di stare costantemente "in guardia" rispetto al proprio corpo è estenuante. Dal punto di vista delle dinamiche psicologiche, ciò che sta vivendo è legato al riattivarsi di un'antica memoria d'infanzia. Quando da bambini si è vissuto il corpo come un motivo di disagio, e poi si è ottenuto un dimagrimento soddisfacente, la mente tende ad associare la magrezza alla sicurezza e al valore personale. Di conseguenza, ogni piccolo aumento di peso o la semplice idea di "prendere qualche chilo" viene percepita dalla parte più fragile di lei come una minaccia catastrofica: la paura non è solo sui chili in più, ma è più “antica” e racconta del timore di ritornare a sentirsi come quella bambina. Quando questa ansia prende il sopravvento, si finisce per cadere nella trappola del "tutto o niente" e per adottare comportamenti di rinuncia, come rifiutare una pizza con gli amici. Ma privarsi della socialità per paura del cibo finisce solo per nutrire l'ansia e impoverire altri aspetti della sua vita. Per iniziare a tranquillizzarsi e a ritrovare uno spazio di serenità, le propongo alcuni punti di riflessione: - la bambina che era non aveva strumenti né controllo sul proprio corpo o sulla propria vita. Oggi lei è una donna adulta che possiede risorse, consapevolezza e possibilità di scelta. Piccole oscillazioni di peso sono assolutamente fisiologiche e non significano affatto che lei stia "ritornando grossa" o perdendo il controllo. - la paura della bilancia la tiene agganciata al controllo. Se la bilancia è diventata un giudice che decide se la sua giornata sarà buona o cattiva, il consiglio migliore è allontanarla o smettere di pesarsi per un periodo. So che questo potrebbe essere più facile a dirlo che a farlo, ma il suo valore e la sua salute non si misurano in numeri su un display. Le diete drastiche (come le ha descritte) del passato insegnano al corpo e alla mente che il cibo è un nemico da combattere. Un approccio sano richiede flessibilità, ascolto dei reali bisogni del corpo e gentilezza verso se stessa. Se sente che questi pensieri sono diventati un loop costante che le impedisce di vivere serenamente le giornate e le relazioni, un percorso di supporto psicologico le permetterebbe di rielaborare quel vissuto infantile e di costruire un rapporto più pacifico con il suo corpo e con l'alimentazione. Si conceda il permesso di uscire, di stare con le persone a cui vuole bene e di fidarsi del suo corpo. Un caro saluto, Dott.ssa Ilaria Pennacchi


Salve, capisco la sua preoccupazione, è importante tenersi in forma ma non deve diventare un ossessione o condizionare la vita sociale. Bisogna imparare a mantenere un equilibrio al fine del benessere psico-fisico senza chiedere troppo a se stessi. Cordiali saluti.


Grazie per aver scritto. La paura che descrivi è molto faticosa: occupa i pensieri, toglie serenità e ti sta portando a rinunciare anche a momenti belli, come una pizza con gli amici. Quello che racconti ha una storia. Da bambina ti sei sentita "in carne", poi hai perso molto peso con una dieta drastica. È comprensibile che oggi anche un piccolo aumento ti faccia temere di tornare indietro. Spesso, però, questa paura non riguarda solo il cibo o il numero sulla bilancia. Tocca il modo in cui ci vediamo, il valore che sentiamo di avere e il bisogno di sentirci al sicuro e accettati. Anche il corpo, dopo una dieta molto restrittiva, tende a riassestarsi, e questo non significa aver perso il controllo. Quando si affronta un cambiamento di peso importante, soprattutto con una dieta drastica, è importante avere anche un supporto psicologico. Il corpo può cambiare in fretta, ma la mente ha bisogno di tempo per accompagnare quel cambiamento. Servono nuovi schemi non solo alimentari, ma anche nel modo di pensare a sé stessi e di comportarsi. Senza questo lavoro, è facile che restino la paura, il controllo e la sensazione di dover sempre "stare attenti". Proprio perché la paura è costante e comincia a limitare la tua vita sociale, è importante non affrontarla da sola e non cercare di "tranquillizzarti" con nuove restrizioni. Qualche suggerimento: Chiedi un sostegno psicologico/psicoterapico. Uno spazio di ascolto può aiutarti a capire da dove nasce questa paura e a costruire un rapporto più sereno con il cibo e con il tuo corpo. Sarà poi il professionista a valutare con te se serve un percorso più specifico. Parlane con il tuo medico di base, che può indirizzarti anche a un nutrizionista o dietista per un'alimentazione equilibrata, senza diete fai-da-te. Non rinunciare alle uscite con gli amici. Prova a viverle come occasioni per stare con le persone a cui vuoi bene, non come una prova da superare sul cibo. Chiedere aiuto adesso è un modo per prenderti cura di te prima che questa paura prenda più spazio. Un caro saluto, Dott.ssa Paola Brunello, Psicologa


Buongiorno, da ciò che racconta sembra che la paura di ingrassare non riguardi soltanto il peso attuale, ma possa essere legata a un’esperienza più antica e al significato che il corpo e il peso hanno assunto per lei nel tempo. se sente che questa paura è presente da molto tempo e condiziona ormai anche la sua vita sociale e il rapporto con il cibo, credo possa essere importante non limitarsi a cercare di tranquillizzarla, ma comprenderne le origini e ciò che rappresenta per lei. Un percorso di psicoterapia a orientamento psicoanalitico può offrire uno spazio in cui esplorare e lavorare su questi aspetti più profondi affinché il rapporto con il corpo e con il cibo possa progressivamente trasformarsi.


Buongiorno, da ciò che descrive questa paura sembra occupare molto spazio e influenzare anche alcune sue scelte quotidiane, come evitare occasioni sociali legate al cibo. In questi casi può essere utile intraprendere un percorso psicologico per comprendere meglio il rapporto con il corpo, il peso e l’alimentazione, e lavorare sul significato che questa paura ha assunto per lei.


Buongiorno, più che la paura di ingrassare in sé, nel tuo racconto colpisce quanto questa paura stia iniziando a decidere per te: eviti la bilancia, rinunci a una pizza con gli amici e finisci per modificare la tua vita per cercare di sentirti al sicuro rispetto al peso. È comprensibile che, dopo aver vissuto un dimagrimento importante e una dieta drastica, l’idea di tornare a quella situazione possa spaventarti. Il problema è che proprio i tentativi di controllare il peso e di evitare ciò che lo potrebbe “far aumentare” possono mantenere e rafforzare la paura. Potresti allora chiederti: quanto spazio occupa ormai questa preoccupazione nella tua giornata e quante cose stai rinunciando a fare per non provare quell’ansia? L’obiettivo non dovrebbe essere convincerti che non ingrasserai mai, ma recuperare gradualmente la possibilità di vivere e mangiare senza che la paura del peso stabilisca cosa puoi o non puoi fare. Visto che questa paura sta già portandoti a evitare situazioni sociali, sarebbe importante non sottovalutarla e parlarne con un professionista, anche per comprendere meglio il rapporto che si è creato tra peso, controllo e ansia. Sono disponibile per un colloquio online, saluti.


Buongiorno, le consiglio di indagare dentro di lei sui motivi per cui lega il suo valore come persona al numero che compare sulla bilancia o l'immagine nello specchio. E' perfettamente in grado di restare in forma, lo ha già fatto e continua a prestare attenzione, quindi dovrebbe lavorare per non farlo diventare un'ossessione, altrimenti non si gode nulla ed arriva a rifiutare uscite per questo. La sua paura rischia di diventare troppo limitante, se le condiziona la vita sarebbe il caso che iniziasse a lavorare sulla sua autostima e la riscoperta del suo valore al di là del peso. Cari saluti!


Salve, quello che descrive merita di essere preso sul serio, non perché ci sia necessariamente qualcosa di “sbagliato” in lei, ma perché sembra che la paura di ingrassare stia iniziando a **limitare la sua vita**: evitare una pizza con gli amici, avere paura della bilancia e vivere con il timore costante di aumentare di peso sono segnali di una sofferenza che va oltre il semplice desiderio di prendersi cura del proprio corpo. È comprensibile che l’esperienza passata — essere stata in sovrappeso e poi aver seguito una dieta molto drastica — possa aver lasciato una forte paura di tornare a quella condizione. Tuttavia, quando la paura diventa così intensa, spesso cercare continuamente di controllare il peso non la riduce: può accadere il contrario, perché ogni pasto, ogni cambiamento corporeo o ogni numero sulla bilancia diventa qualcosa da monitorare e temere. Per questo non le suggerirei semplicemente di “tranquillizzarsi” o di convincersi che una pizza non farà ingrassare. Il punto più importante sembra essere **il rapporto che si è instaurato con il cibo, il peso e il proprio corpo**. Potrebbe essere utile rivolgersi a uno psicologo o psicoterapeuta che abbia esperienza specifica nell’ambito dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione. Non è necessario aspettare che la situazione peggiori o che compaiano comportamenti alimentari particolarmente estremi per chiedere aiuto. Un professionista può aiutarla a comprendere da dove provenga questa paura, a ridurre gradualmente il bisogno di controllo e a recuperare la possibilità di vivere situazioni normali — come uscire a mangiare una pizza con gli amici — senza che diventino una fonte di angoscia. Sarebbe inoltre importante evitare di affrontare la questione attraverso **nuove diete drastiche, restrizioni o controlli sempre più rigidi del peso**, perché potrebbero alimentare ulteriormente il problema. E c’è un aspetto che forse vale la pena tenere a mente: il suo obiettivo non deve necessariamente essere quello di imparare a “non ingrassare”. Potrebbe essere molto più importante arrivare a **non avere più paura del proprio corpo e del cibo al punto da rinunciare a parti della propria vita**. Se ci sono anche abbuffate, digiuno o restrizione frequente, vomito, uso di lassativi o diuretici, esercizio fisico compulsivo, oppure se il peso è cambiato molto recentemente, sarebbe particolarmente importante parlarne con un professionista quanto prima. Un caro saluto, Dott.ssa Grandi Chiara


Gentile utente, nel suo messaggio dice una cosa importante: la paura non è rimasta un pensiero, ha cominciato a decidere al posto suo, per esempio quando rinuncia a una pizza con gli amici. Lei l'ha notato e l'ha scritto, ed è già un punto di partenza. Mi chiede come tranquillizzarsi. Provo a non risponderle con un trucco per calmarsi, perché spesso la paura si placa un momento e poi torna più forte. Preferisco lasciarle qualche domanda da portare con calma. Quando arriva questa paura, che cosa le dice? Che cosa teme che accada, davvero, se ci fosse un cambiamento nel suo corpo? E che posto hanno gli amici, e quella pizza che non ha mangiato, in tutto questo? Non servono risposte rapide o giuste. Ma una paura che porta a evitare la bilancia, il cibo e le uscite merita uno spazio dove essere ascoltata da una persona preparata su questi temi, che non la giudichi e non la metta fretta. Uno psicologo o uno psicoterapeuta può essere un buon primo passo, e prima si fa, più è semplice. Intanto non è sbagliata per avere questa paura. È qualcosa che si può guardare, con aiuto, senza affrontarla da sola. Con stima


Buonasera il disagio psichico legato al cibo andrebbe indagato meglio e cio' potrebbe farlo in psicoterapia. Lei e' molto attenta a non ingrassare e percio' non puo' mai perdere il controllo su cio' che mangia. Il problema e' piuttosto complesso e riguarda anche l'autostima e l'accettazione da parte degli altri. Cordiali saluti dott.ssa G.Elmo


Più cerchiamo di evitare ciò che temiamo, più spesso finiamo per renderlo indispensabile: la bilancia diventa un nemico, la pizza una minaccia, la vita sociale il prezzo da pagare per sentirsi al sicuro. Ma la domanda strategica potrebbe essere: “Quanto mi sta costando oggi il tentativo di non ingrassare?”. E se il vero problema non fosse il peso che può cambiare, ma la paura di non riuscire a tollerare quel cambiamento? Rimango a disposizione Dott.ssa Francesca Gottofredi


Buongiorno, da quello che racconta sembra che la paura di aumentare di peso stia progressivamente occupando uno spazio molto importante nella sua quotidianità. Non riguarda soltanto la bilancia o ciò che mangia, ma sembra iniziare a condizionare anche la possibilità di uscire con gli amici e vivere serenamente situazioni che normalmente potrebbero essere piacevoli. È comprensibile che, dopo aver vissuto in passato un dimagrimento importante e una dieta molto restrittiva, l'idea di tornare a quel periodo possa farle paura. Allo stesso tempo, quando il timore di ingrassare diventa così presente da portarla a evitare il cibo, la bilancia o alcune situazioni sociali, può essere utile fermarsi e chiedersi che cosa ci sia alla base di questa paura e quanto il bisogno di controllare il peso stia finendo per controllare la sua vita. Più che cercare di tranquillizzarsi ogni volta che compare il timore di ingrassare, potrebbe essere importante lavorare sulla possibilità di tollerare gradualmente quella paura senza lasciare che sia lei a stabilire cosa può o non può fare. Un percorso psicologico può offrire uno spazio per comprendere meglio il rapporto che ha costruito nel tempo con il proprio corpo, con il cibo e con l'idea di peso e per sviluppare un modo più libero e sereno di stare in relazione con questi aspetti. Attraverso un messaggio non è possibile fare una diagnosi, ma i comportamenti che descrive meritano di essere approfonditi, soprattutto considerando la dieta molto drastica che ha affrontato in passato e l'impatto che questa paura sta già avendo sulla sua vita sociale. In questo tipo di percorso, ritengo importante che si possa creare uno spazio in cui sentirsi compresa e non giudicata, perché parlare del proprio corpo, del cibo e delle proprie paure può essere tutt'altro che semplice. Il primo colloquio può servire proprio a conoscerci, comprendere meglio ciò che sta vivendo e capire insieme quali aspetti sarebbe utile affrontare, valutando anche se sente che posso essere la professionista adatta ad accompagnarla. Rimango volentieri disponibile per un primo confronto.


Salve, da ciò che racconta sembra che la paura di prendere peso stia occupando uno spazio importante nella sua quotidianità, arrivando anche a condizionare momenti di socialità e condivisione, come uscire a mangiare con gli amici. Più che cercare semplicemente di “tranquillizzarsi”, credo sia importante comprendere cosa alimenta questa paura e il significato che il peso e l’immagine corporea hanno assunto per lei. Considerando anche la precedente dieta drastica che riferisce, le suggerirei di non sottovalutare questi segnali e di rivolgersi a un professionista con esperienza nel rapporto con il cibo e l’immagine corporea. Un percorso psicologico può aiutarla a comprendere i pensieri e le emozioni legati alla paura di ingrassare e a costruire gradualmente un rapporto più sereno con il proprio corpo, il cibo e le situazioni sociali. Un caro saluto.


Quello che racconti merita di essere preso molto sul serio, e vorrei partire proprio da qui: non credo che il problema sia semplicemente trovare il modo di «tranquillizzarti» quando hai paura di ingrassare. Perché da quello che scrivi, questa paura non è più soltanto un pensiero che compare ogni tanto. È entrata nelle tue decisioni, nelle tue relazioni, nella tua libertà. Hai paura della bilancia, temi di tornare «grossa», hai già vissuto una dieta drastica con una perdita importante di peso e oggi arrivi a rinunciare a una pizza con gli amici per paura di ingrassare. E allora forse la domanda da porsi non è più soltanto «come faccio a non ingrassare?», ma «quanto spazio sta occupando ormai questa paura nella mia vita?». Perché c'è una differenza enorme tra desiderare di prendersi cura del proprio corpo e avere il terrore del proprio corpo. Nel primo caso una persona può scegliere come alimentarsi senza che ogni pasto diventi una minaccia. Nel secondo, il cibo può trasformarsi in qualcosa da controllare, evitare o temere e il peso può diventare una misura attraverso cui valutare continuamente se stessi. E c'è una frase del tuo racconto sulla quale mi fermerei moltissimo: «Ho paura di ritornare nuovamente grossa». Che cosa significa per te, realmente, quella parola? Che cosa temi che succederebbe se il tuo corpo cambiasse? Di che cosa hai paura di perdere? Il tuo valore? L'approvazione degli altri? Il controllo? La sicurezza che hai conquistato dopo essere dimagrita? La possibilità di sentirti finalmente accettabile? Perché spesso, quando la paura del peso diventa così intensa, il numero sulla bilancia non rappresenta più semplicemente un numero. Diventa qualcosa a cui attribuiamo significati enormi: «se aumento di peso allora sto fallendo», «se ingrasso non andrò più bene», «se il mio corpo cambia perderò il controllo». Ed è proprio lì che il problema può diventare molto più profondo del peso in sé. Inoltre, attenzione a un passaggio: hai già fatto una dieta drastica per perdere molti chili. Questo significa che hai sperimentato direttamente quanto può essere potente il controllo sul corpo. Oggi potresti ritrovarti a vivere nella paura di perdere quel controllo. E così ogni pizza diventa un rischio, ogni cambiamento del peso un allarme e perfino la bilancia, che dovrebbe essere soltanto uno strumento, diventa qualcosa che temi. Non voglio dirti semplicemente «mangia la pizza e non pensarci», perché sarebbe una risposta superficiale a una sofferenza che superficiale non è. Se il pensiero del peso ti impedisce di uscire con gli amici, allora non abbiamo davanti soltanto una questione alimentare: abbiamo una paura che sta progressivamente limitando la tua vita. E questa è la parte sulla quale ti inviterei a intervenire. Non aspettare che la situazione peggiori per chiedere aiuto. Una paura del peso accompagnata da restrizioni, evitamento dei pasti sociali e una forte preoccupazione per la bilancia merita una valutazione psicologica, e può essere utile anche un confronto con un professionista della nutrizione esperto di disturbi dell'alimentazione o della relazione con il cibo. Non perché da quello che hai scritto si possa stabilire una diagnosi, ma perché ci sono già segnali sufficienti per dire che sarebbe importante non lasciare che questa paura continui a crescere indisturbata. Il vero obiettivo non dovrebbe essere imparare a diventare ancora più brava a controllare il tuo peso. Dovrebbe essere tornare a poter vivere senza che il peso controlli te. Vorrei che potessi arrivare al punto in cui una pizza con gli amici è semplicemente una pizza con gli amici, non una prova da superare. In cui puoi ascoltare il tuo corpo senza averne paura. In cui un cambiamento corporeo non diventa automaticamente una condanna sul tuo valore. In cui la bilancia torna a essere un oggetto e non un giudice. E soprattutto, non devi aspettare di essere «abbastanza grave» per chiedere aiuto. Se questa paura ti sta già facendo rinunciare a pezzi della tua vita, è già un motivo sufficiente per prenderti cura di te. Se vuoi affrontare seriamente questo rapporto con il peso, il cibo e il controllo, puoi scrivermi quando vuoi. Possiamo partire esattamente da ciò che stai vivendo adesso e capire insieme che cosa alimenta questa paura, per aiutarti a recuperare una libertà che vale molto più di qualsiasi numero sulla bilancia.


Salve, quello che sta descrivedo sembra essere una preoccupazione che inizia a condizionare le sue scelte, le sue relazioni e la possibilità di vivere serenamente situazioni quotidiane come ad esempio uscire a mangiare una pizza. In quest'ottica, più che cercare di tranquillizzarsi rispetto al peso, sarebbe importante comprendere che cosa rappresenti per lei l'idea di “ingrassare” e quali vissuti, emozioni e significati si leghino al suo corpo. Le suggerirei di parlarne con uno psicoterapeuta, possibilmente che abbia esperienza nelle problematiche legate all'immagine corporea e al rapporto con l'alimentazione. Chiedere aiuto può essere un'occasione per costruire un rapporto più libero con il corpo e con il cibo. Le auguro un sereno percorso, Dott.ssa Persiani


Salve, da ciò che racconta sembra che la paura di aumentare di peso stia occupando uno spazio importante nella sua quotidianità. È importante distinguere una sana alimentazione da una dieta eccessivamente restrittiva, soprattutto quando le scelte alimentari iniziano a essere guidate più dalla paura di ingrassare che dal proprio benessere. Mangiare in modo equilibrato non significa privarsi continuamente o vivere il cibo con ansia e senso di colpa. Potrebbe essere utile comprendere meglio da dove nasce questa paura e quali pensieri e significati siano associati per lei al peso, alla bilancia e all'immagine corporea. Un percorso con uno psicologo o psicoterapeuta può aiutarla a lavorare proprio su questi aspetti e a recuperare maggiore serenità nel rapporto con il cibo e con il proprio corpo. Parallelamente, potrebbe rivolgersi anche a un nutrizionista, che potrà aiutarla a costruire un piano alimentare adeguato alle sue esigenze, equilibrato e non restrittivo, così da avere dei riferimenti corretti senza affidarsi a diete drastiche o al timore costante di prendere peso.


Salve, grazie per la condivisione. La paura di ingrassare sembra aver iniziato a limitare la tua vita: evitare una pizza con gli amici, avere terrore della bilancia e sentirti costantemente minacciata dall'idea di riprendere peso sono segnali importanti. L'ISS indica proprio l'evitamento della bilancia per paura e il senso di colpa legato al cibo tra i possibili segnali di difficoltà nell'area dei disturbi alimentari. E soprattutto: non c'è niente di sbagliato in te per il fatto che questa paura ci sia. Ha molto senso considerando quello che hai vissuto da bambina e la dieta drastica che hai fatto. Prova a separare due pensieri che probabilmente nella tua testa sono diventati quasi la stessa cosa. Il corpo non è un progetto che, una volta raggiunto un certo peso, deve rimanere identico per sempre. Il peso può cambiare nel corso della vita per moltissime ragioni. E soprattutto una pizza non determina il tuo peso corporeo. Mangiare una pizza con gli amici non è qualcosa che devi "meritare" o compensare. Iniziare un percorso di supporto psicologico ( online o in presenza) può aiutare ad avere una maggiore consapevolezza, resto a disposizione.


Buonsera sono la Dottoressa Francesca Romana Cinti. Ciò che descrive merita attenzione e accoglienza, perché sembra che la sua paura non riguardi soltanto il peso in sé, ma il timore di ritrovarsi in una condizione che in passato le ha provocato disagio e sofferenza. Da quello che racconta, dopo essere stata una bambina "abbastanza in carne", ha affrontato una dieta molto restrittiva che le ha permesso di perdere molti chili. A volte, quando il dimagrimento è accompagnato da grandi sacrifici o da una forte paura di ingrassare, può svilupparsi un'elevata preoccupazione nei confronti del peso e dell'alimentazione, anche quando le variazioni corporee rientrano nella normale vita di una persona. Un elemento importante che emerge dalle sue parole è che questa paura sembra iniziare a limitare la sua quotidianità: il terrore della bilancia, il pensiero costante di ingrassare e la rinuncia a momenti piacevoli con gli amici per paura di mangiare una pizza. Quando l'ansia legata al peso inizia a influenzare le scelte, le relazioni o il benessere emotivo, diventa importante non sottovalutarla. Spesso il tentativo di tranquillizzarsi cercando un controllo sempre maggiore sul cibo o sul peso produce l'effetto opposto: più si cerca la certezza di non ingrassare, più la paura tende ad aumentare. Può essere utile chiedersi non solo "Quanto peso ho preso?", ma anche "Quanto spazio sta occupando questa preoccupazione nella mia vita?". Un percorso psicologico potrebbe aiutarla a comprendere meglio il rapporto che ha costruito nel tempo con il suo corpo, con l'alimentazione e con l'immagine di sé, permettendole di distinguere i cambiamenti corporei reali dalle paure che questi attivano. In alcuni casi può essere utile anche un confronto multidisciplinare con uno specialista della nutrizione. Cerchi di ricordare che il suo valore come persona non coincide con il numero mostrato dalla bilancia. Il benessere nasce dall'equilibrio tra salute fisica, vita sociale ed emotiva, non dal controllo costante del peso. Il fatto che abbia riconosciuto questa difficoltà e abbia chiesto aiuto è già un primo passo importante verso una relazione più serena con sé stessa e con il proprio corpo. Le auguro di prendersi cura di quella bimba che vive dentro di lei e di renderla felice!


Buongiorno credo potrebbe essere di aiuto approfondire insieme che cosa rappresenta per lei il cibo e la sua immagine soprattuto quando entra in relazione con gli altri


Ciao! Da quello che riporti sembra che il pensiero di riprendere peso e la paura del cibo siano piuttosto presenti nella tua quotidianità. Il rapporto che abbiamo con il cibo e il nostro corpo hanno radici profonde e complesse, per questo, se questo tema è molto ricorrente, ti consiglierei di rivolgerti ad un* psicoterapeuta, per vedere più da vicino cosa c'è oltre questa forte paura di ingrassare


Buongiorno, grazie per la condivisione della sua fatica. La paura profonda di riprendere peso dopo aver vissuto un forte dimagrimento è una dinamica complessa, che spesso affonda le sue radici nelle esperienze dell'infanzia e nel bisogno di mantenere il controllo. Quando l'immagine corporea e la percezione di sé diventano strettamente dipendenti dal numero sulla bilancia, il cibo e i contesti sociali finiscono per essere vissuti come una minaccia costante anziché come momenti di nutrimento e condivisione. Rifiutare le uscite con gli amici per timore di prendere peso è un segnale chiaro di come questa ansia stia limitando la sua libertà e la sua qualità di vita. Tentare di tranquillizzarsi attraverso il controllo rigido, la rinuncia o il controllo ossessivo della bilancia produce solitamente l'effetto opposto, alimentando e rinforzando il circolo vizioso della paura. Le oscillazioni di peso sono eventi fisiologici del tutto naturali che non coincidono con un aumento reale di massa grassa, ma quando la percezione è alterata dall'ansia, ogni variazione viene vissuta come un pericolo imminente. Superare questa condizione non significa "sforzarsi di stare tranquilli", ma imparare gradualmente a slegare il proprio valore personale dal peso e a tollerare le normali fluttuazioni corporee. Quando questa preoccupazione diventa pervasiva e porta all'isolamento sociale, il passo più efficace è affidarsi a uno psicologo o psicoterapeuta specializzato nella gestione dell'ansia e dei disturbi del comportamento alimentare. Un percorso le consentirà di comprendere le cause profonde di questo timore, di ridimensionare le rigidità comportamentali e di ricostruire un rapporto sereno e flessibile con il cibo, con il suo corpo e con la sua vita relazionale. Rimango a disposizione per qualsiasi chiarimento. Qualora fosse interessata possiamo anche prendere appuntamento per un colloquio conoscitivo anche online. Un caro saluto


Cara, grazie per aver raccontato con sincerità una paura che, da quanto descrive, sembra essere diventata piuttosto presente nella sua quotidianità. È comprensibile che, dopo aver vissuto un cambiamento importante del peso e una dieta molto drastica, l'idea di poter tornare a quella situazione possa suscitare timore. Forse, però, più che chiedersi come eliminare la paura di ingrassare, potrebbe essere utile ascoltare cosa c'è dietro questa paura e quanto spazio sta occupando nella sua vita. Il fatto che arrivi a rinunciare a una pizza con gli amici e che la bilancia le provochi così tanto disagio suggerisce che non sia soltanto una preoccupazione per il peso, ma qualcosa che sta limitando la sua libertà. Non significa che ci sia qualcosa che non va in lei: spesso, quando il controllo del peso diventa un modo per sentirsi al sicuro, rinunciare o evitare può dare sollievo nell'immediato, ma mantenere la paura nel tempo. Potrebbe essere importante affrontare questo tema con delicatezza, senza giudicarsi e senza cercare di «imporsi» di non avere paura. Un percorso psicologico, eventualmente affiancato da un professionista della nutrizione, potrebbe aiutarla a ritrovare un rapporto più sereno con il cibo, il corpo e soprattutto con quei momenti della vita che oggi sente di dover evitare.


Salve, da ciò che racconta, la paura di ingrassare sembra condizionare non soltanto il suo rapporto con il corpo, ma anche la possibilità di vivere serenamente momenti di convivialità con gli amici. È comprensibile che le esperienze passate possano influenzare il modo in cui vive oggi i cambiamenti del suo corpo, ma non merita di rinunciare a occasioni piacevoli per paura del peso. Più che cercare di tranquillizzarsi ogni volta, sarebbe importante comprendere cosa rappresenti per lei l'idea di ingrassare e quali timori si nascondano dietro questa paura. Le suggerirei di rivolgersi a uno psicologo così da poter affrontare questi vissuti prima che limitino ulteriormente la sua quotidianità. Un caro saluto. Dott.ssa Gaia Evangelisti, Psicologa.


Buonasera, Immagino quanto possa essere difficile vivere con questa paura, soprattutto se in passato ha fatto tanti sacrifici per dimagrire e oggi teme di ritrovarsi nella situazione di allora. Mi dispiace che questa paura la porti anche a rinunciare a momenti con gli amici. Il cibo dovrebbe poter far parte della nostra vita senza diventare una fonte costante di ansia o farci sentire in colpa. Credo che la cosa importante sia capire cosa rappresenta per lei l’idea di ingrassare e quanto questa paura stia influenzando il modo in cui vive e si guarda. Perché non è solo una questione di peso, ma anche di come ci sentiamo con noi stessi. Un caro saluto.

Dott.ssa Sharon Cannataro

Dott.ssa Sharon Cannataro

psicologo

San Donato Milanese

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Buongiorno, grazie per aver condiviso i tuoi sentimenti e le tue preoccupazioni. Capisco che questa paura di ingrassare e il rapporto con il cibo possano essere angoscianti ed influire sulla tua qualità di vita. È importante sapere che queste emozioni sono più comuni di quanto si pensi e che, con il giusto supporto, è possibile affrontarle e lavorare su di esse. Ti suggerisco innanzitutto di considerare di parlare con una psicologa/uno psicologo specialista in disturbi del comportamento alimentare, che possa aiutarti a esplorare le radici di questa paura e a sviluppare strategie per gestirla. Spesso, queste preoccupazioni sono legate a convinzioni profonde e a esperienze passate che meritano di essere comprese e rielaborate. Nel frattempo, può essere utile praticare tecniche di mindfulness o di rilassamento, per imparare a riconoscere e gestire l'ansia che provi in situazioni legate al cibo o al peso. Ricordati che il cibo è anche un momento di socialità e piacere, e che un rapporto equilibrato con esso è importante per il benessere generale. Infine, cerca di essere gentile con te stessa e di non giudicarti troppo severamente: il percorso verso un rapporto più sereno con il cibo e il corpo richiede tempo, pazienza e supporto. Non sei sola in questa lotta, e chiedere aiuto è un passo importante e coraggioso.


Buongiorno, mi colpisce soprattutto che la paura di ingrassare stia cominciando a condizionare non soltanto il suo rapporto con il cibo e con il corpo, ma anche la sua vita sociale. Rinunciare a una pizza con gli amici per il timore di prendere peso ci dice che questa preoccupazione sta occupando uno spazio importante nella sua quotidianità e merita di essere approfondita. Credo sia significativo anche il riferimento alla sua infanzia. Racconta di essere stata una bambina piuttosto in carne e di essere successivamente dimagrita attraverso una dieta drastica. Mi domando quale significato abbia avuto per lei quel cambiamento: se, oltre alla perdita di peso, abbia rappresentato anche un modo per sentirsi più sicura, più accettata o maggiormente soddisfatta di sé stessa. In questo caso, riprendere qualche chilo potrebbe non essere vissuto semplicemente come una variazione del peso, ma come il rischio di perdere qualcosa di importante che aveva conquistato. È possibile che si sia creato un circolo nel quale la paura di ingrassare la porta a controllare maggiormente l'alimentazione, evitare determinate situazioni e temere la bilancia. Questi comportamenti possono darle temporaneamente la sensazione di proteggersi, ma rischiano di rafforzare progressivamente l'idea che il peso sia qualcosa da sorvegliare continuamente e che mangiare con maggiore libertà rappresenti un pericolo. Per questo non credo che la soluzione sia semplicemente rassicurarsi sul fatto che una pizza non la farà ingrassare. Il punto più importante sarebbe comprendere perché la possibilità di aumentare di peso sia diventata così minacciosa e quanto il numero sulla bilancia influenzi il modo in cui si percepisce e valuta sé stessa. Le suggerirei di parlarne con uno psicologo che abbia esperienza nelle difficoltà legate all'alimentazione e all'immagine corporea, eventualmente affiancato da una valutazione medica e nutrizionale. Non perché da queste poche informazioni si possa formulare una diagnosi, ma perché la paura costante di ingrassare, la precedente dieta drastica e l'evitamento delle occasioni sociali sono segnali che è importante non sottovalutare. L'obiettivo non dovrebbe essere convincerla a rinunciare al desiderio di prendersi cura del proprio corpo, ma aiutarla a costruire un rapporto con esso nel quale il peso non determini continuamente la sua tranquillità, le sue scelte e la possibilità di stare bene con gli altri. Forse la domanda da cui partire è proprio questa: che cosa teme possa cambiare, nel modo in cui vede sé stessa e immagina di essere vista dagli altri, se dovesse riprendere peso? Potrebbe esserci, dietro la paura della bilancia, una sofferenza che riguarda molto più del numero che vi compare.


Salve valuti l'aiuto di un professionista per la salute psicologica, che la aiuti a capire quali pensieri ed azioni accompagnano questa paura e se sussistono ancora difficoltà nell'accettare sè stessa e la sua forma fisica. L'evitare le uscite al momento potrebbe provocare ulteriori conseguenze negative nonché un calo dell'umore. Spero di esserle stata d'aiuto.

Dott.ssa Ilaria Visone

Dott.ssa Ilaria Visone

psicologo

Pomigliano d'Arco

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Gentile Utente, mi colpisce che la paura di ingrassare sia diventata così presente da portarla persino a rinunciare a una pizza con gli amici. Sembra che il peso non sia più soltanto una caratteristica del suo corpo, ma qualcosa da cui dipendono la sua tranquillità e alcune delle sue scelte quotidiane. Mi soffermerei sulla sua storia: racconta di essere stata una bambina “abbastanza in carne” e di aver successivamente perso molti chili attraverso una dieta drastica. **Che cosa significava per lei, allora, essere più in carne?** Come si sentiva rispetto al proprio corpo e allo sguardo degli altri? E che cosa è cambiato, emotivamente, quando è dimagrita? A volte la paura di riprendere peso non riguarda soltanto il corpo, ma anche il timore di tornare a sentirsi come ci sentivamo in passato: giudicati, poco desiderabili o non abbastanza. Forse, quindi, più che cercare una rassicurazione sul fatto che non ingrasserà, potrebbe essere importante chiedersi: **“Che cosa temo di perdere di me stessa se il mio corpo cambia?”** Il fatto che questa paura stia già condizionando la sua alimentazione e la sua vita sociale merita attenzione. Le consiglierei di confrontarsi con un professionista esperto nel rapporto con il cibo e l'immagine corporea, per comprendere ciò che sta vivendo e valutare un eventuale disturbo alimentare. L'obiettivo non dovrebbe essere imparare a controllare sempre meglio il proprio peso, ma **ritrovare la libertà di vivere il proprio corpo senza che la paura di ingrassare decida continuamente al posto suo**. Un cordiale saluto, Marica Romano Psicologa


Buongiorno, È davvero faticoso vivere nell'allerta costante e dover rinunciare anche ai momenti di convivialità con gli amici per la paura del cibo e del proprio corpo. La bilancia e il timore di "ritornare grossa" finiscono per diventare una prigione che le toglie serenità e isola la sua vita sociale. Quale parte di sé sta cercando di proteggere o di controllare attraverso questa costante paura del peso? Invece di cercare un modo rapido per tranquillizzarsi da sola, portare questa sofferenza all'interno di uno spazio di ascolto psicologico le permetterà di alleggerire questa rigidità e di ritrovare un rapporto più spontaneo con il suo corpo e con gli altri. Un caro saluto.


Salve di certo lei in preda alle così dette distorsioni cognitive. Può tranquillizzarsi imparando a rilassarsi prima di uscire attraverso tecniche mirate e mettendo in discussione i suoi pensieri che le causano malessere.

Dott. Francesco Ceneri

Dott. Francesco Ceneri

psicologo clinico

Montesilvano

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Buon giorno, per ciò che scrivi ti consiglierei di cercare un percorso psicologico. Una breve risposta qui sul forum non ti sarebbe di alcun aiuto.


Approfondendo i suoi obiettivi e rispettando le regole che si dà, uscendo quindi dai suoi troppo frequenti dubbi e portando avanti una "disciplina" che la possa sostenere nel suo impegno a mantenere il peso che vuole. Questo non esclude la possibilità di uscire con gli amici e mangiare una pizza.


Buongiorno, la sua condivisione permette di intuire la sofferenza che questa situazione le comporta oltre alle rinunce che ne derivano. Un percorso che permetta di indagare meglio la paura di ingrassare, la sua relazione con il cibo e il peso sia nel corso della sua crescita sia ora potrebbe essere una via. Un caro saluto


Buongiorno, posso immaginare quanta fatica ci sia dietro queste sue parole. Quando la paura di ingrassare arriva a farci rinunciare a una pizza con gli amici o a vivere con ansia la bilancia, spesso la sofferenza non riguarda solo il corpo, ma qualcosa di più profondo. Mi chiedo se, oltre al timore di prendere peso, ci sia anche la paura di perdere valore, di non piacersi più o di sentirsi giudicata dagli altri. Quando la nostra identità finisce per dipendere molto dall'aspetto fisico, ogni piccolo cambiamento può essere vissuto come una minaccia. Forse la domanda non è soltanto "Come faccio a non ingrassare?", ma anche "Come posso sentirmi bene con me stessa al di là del numero sulla bilancia?". Un percorso psicologico potrebbe aiutarla proprio in questo: non solo a ridurre l'ansia legata al peso, ma anche a comprendere e gestire quel senso di vuoto o di inquietudine che può emergere nei momenti in cui è sola con se stessa, costruendo un senso di valore personale meno dipendente dal giudizio degli altri. Si tratti con gentilezza: il suo valore non si misura in chili, e merita di poter vivere con più serenità i momenti di condivisione e le piccole gioie della vita.


inizialmente potresti esprimere tutti i tuoi dubbi a qualche professionista, il quale ascoltando la tua storia potrà capire la situazione e aiutarti a riprendere la vita in mano. Siamo qui per voi!


Salve, da ciò che racconta sembra che la paura di prendere peso stia occupando uno spazio importante nella sua quotidianità, fino a condizionare anche momenti piacevoli come uscire a mangiare con gli amici. Più che cercare semplicemente di “tranquillizzarsi”, credo sia importante comprendere cosa alimenta questa paura e il rapporto che ha sviluppato con il corpo e con il cibo, soprattutto considerando la dieta drastica vissuta in passato. Potrebbe essere utile parlarne con uno psicologo che abbia esperienza nel rapporto con l’alimentazione e l’immagine corporea, così da affrontare questa paura prima che diventi ancora più limitante.


Buongiorno ,grazie per aver condiviso una realtà cosi delicata. Da quello che racconta ,sembra che la paura di ingrassare stia occupando uno spazio importante nella sua vita quotidiana , fino a condizionare anche momenti di convivialità e piacere come mangiare una pizza con gli amici. Dopo aver vissuto un periodo di forte restrizione alimentare, è naturale che i cambiamenti del proprio corpo possano suscitare timore. La sua paura non è qualcosa da minimizzare o da giudicare; probabilmente sta cercando di proteggerla da emozioni che in questo momento sono difficili da tollerare. Allo stesso tempo, vivere costantemente con l ansia della bilancia e rinunciare a esperienze piacevoli per il timore di prendere peso può diventare una font significativa di sofferenza, Più che cercare di rassicurarsi continuamente sul peso, potrebbe essere utile , con delicatezza e senza sforzarsi ,comprendere che cosa rappresenti per lei l idea di ingrassare e quali emozioni si attivano quando sente di perdere il controllo sul proprio corpo. Non deve affrontare tutto questo da sola: un percorso con un professionista esperto nel rapporto col cibo e con l immagine corporea può offrirle uno spazio sicuro e non giudicante, aiutandola a ritrovare gradualmente maggiore serenità.


Salve, la paura di riprendere peso può essere molto angosciante, soprattutto quando è legata a esperienze passate e finisce per condizionare la vita quotidiana, le relazioni e il piacere di stare con gli altri. Il fatto che arrivi a rinunciare a occasioni sociali per timore di ingrassare è un segnale che merita attenzione: non si tratta soltanto di tranquillizzarsi, ma di comprendere il rapporto con il proprio corpo e con il cibo, senza lasciare che la paura prenda sempre più spazio. Le consiglierei un percorso psicologico, possibilmente con esperienza nelle difficoltà legate all’alimentazione e all’immagine corporea, per affrontare queste preoccupazioni e ritrovare maggiore libertà. Non deve aspettare che la situazione peggiori per chiedere aiuto.


Buongiorno. Tranquillizzarsi passa dal vivere un rapporto più sano con il cibo e quindi con la bilancia.


Buongiorno, immagino quanto possa essere faticoso vivere con questa paura, soprattutto quando arriva a condizionare momenti della quotidianità e occasioni piacevoli, come uscire a mangiare una pizza con gli amici. Mi colpisce il legame che racconta tra le esperienze vissute da bambina, la dieta drastica e il timore di tornare a essere come allora. A volte, infatti, la paura di ingrassare non riguarda soltanto il peso, ma anche ciò che quel cambiamento rappresenta per noi e il modo in cui temiamo di essere viste o di sentirci con noi stesse. Più che cercare di tranquillizzarsi ogni volta che questa paura si presenta, potrebbe essere importante capire da dove nasce e che spazio sta occupando nella sua vita. Il fatto che stia rinunciando anche alle occasioni di socialità è un segnale da non sottovalutare. Rivolgersi a uno psicologo potrebbe aiutarla a comprendere meglio questi vissuti e a costruire un rapporto più sereno con il proprio corpo e con il cibo. Merita di poter vivere con maggiore serenità, senza che la paura le impedisca di godersi momenti importanti della sua vita. Un caro saluto, Dott.ssa Azzurra Licata


Ciao, da quello che racconti, sembra che la paura di ingrassare sia diventata qualcosa che condiziona non solo il tuo rapporto con il corpo, ma anche la tua vita sociale e la possibilità di vivere serenamente momenti con gli amici. A volte, quando abbiamo vissuto esperienze difficili legate al peso e all’immagine corporea, può svilupparsi il timore di tornare a una condizione passata, come se ogni cambiamento del corpo fosse un segnale di pericolo. Questo, però, non significa che tu sia destinata a rivivere ciò che hai vissuto da bambina. Prova a chiederti quanto spazio stia occupando questa paura nella tua vita e a ricordare che il tuo valore non dipende dal numero sulla bilancia. Rinunciare a una pizza con gli amici per paura di ingrassare può essere un segnale che merita attenzione, soprattutto considerando la dieta drastica che hai affrontato in passato. Ti consiglierei di parlarne con uno psicologo, per lavorare sul rapporto con il corpo e con il cibo, senza dover affrontare tutto questo da sola. Non devi aspettare che la situazione peggiori per chiedere aiuto: meriti di vivere con maggiore serenità, senza che la paura del peso ti impedisca di goderti la tua vita.


Gentile utente, la ringrazio per aver condiviso la sua esperienza. Da quello che racconta, la paura di riprendere peso sembra avere un impatto significativo sulla sua serenità e sulla sua vita sociale, portandola anche a rinunciare a momenti piacevoli con gli amici. Quando il timore di ingrassare diventa costante e condiziona il rapporto con il cibo e le proprie abitudini, può essere importante approfondire il vissuto emotivo che si cela dietro questa paura. Il percorso di dimagrimento vissuto in passato potrebbe aver contribuito a sviluppare un rapporto difficile con il peso e con l'alimentazione, ma è importante comprendere meglio la sua esperienza personale. Le consiglierei di valutare un percorso di supporto psicologico, che possa aiutarla a comprendere e affrontare queste paure, ritrovare maggiore serenità nel rapporto con il cibo e con il proprio corpo e tornare a vivere con più libertà i momenti di convivialità, senza sentirsi costretta a rinunciare a ciò che le fa piacere. Non deve affrontare tutto questo da sola: chiedere aiuto può essere un primo passo importante per prendersi cura di sé e del proprio benessere. Sarei felice di accompagnarla in questo percorso. Se dovesse avere dei dubbi, può contattarmi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo. Resto a disposizione attraverso consulenze online. Dott. Luca Rochdi


Tecniche non si possono insegnare e non solo perché sarebbe non deontologico. Bisognerebbe rendere più sartoriale la sua descrizione :)


Buongiorno, da quello che racconta, la paura di riprendere peso sta iniziando a condizionare non solo il rapporto con il suo corpo, ma anche la possibilità di vivere serenamente momenti di convivialità con gli amici. Immagino quanto possa essere doloroso convivere con questa preoccupazione costante. Quando il timore di ingrassare porta a evitare situazioni sociali o genera molta ansia rispetto al cibo e alla bilancia, è importante non sottovalutare il disagio. Più che cercare di tranquillizzarsi nell'immediato, potrebbe essere utile comprendere che cosa rappresenta per lei l'aumento di peso e quali paure si accompagnano a questa possibilità. Le consiglierei di rivolgersi a uno psicologo per affrontare queste preoccupazioni e ritrovare gradualmente un rapporto più sereno con il cibo e con il proprio corpo. Se necessario, potrà valutare anche un supporto multidisciplinare.


Buongiorno, Le consiglio di intraprendere un percorso psicologico con un professionista di modo da indagare meglio la sua relazione con il discorso alimentare e sulla percezione del suo corpo. Le auguro il suo meglio. LM

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