Vicolo dei Macelli, 2, Chieri 10023
Nello studio di Chieri ricevo anche i bambini e le loro famiglie.
Leggi di più04/11/2026
Chieri 2 indirizzi
Sono la Dott.ssa Federica Rossi, Psicologa clinica laureata con lode presso l'Università degli Studi di Torino. Attualmente sto frequentando la scuola di Psicoterapia Psicoanalitica Relazionale e dell'Attaccamento presso l'Istituto Mitchell, di Torino.
Nel mio studio privato e online offro uno spazio di ascolto accogliente, riservato e non giudicante, rivolto ad adolescenti, adulti e coppie che desiderano comprendere meglio se stessi, affrontare momenti di difficoltà, disagio emotivo o relazionale e intraprendere un percorso di crescita personale.
Il mio approccio si basa sull'attenzione alla storia individuale, alle relazioni significative e alle risorse personali, valorizzando l'unicità di ogni persona. Credo fermamente che ogni individuo possieda dentro di sé le risorse per affrontare le difficoltà e crescere, e il mio ruolo è quello di accompagnare questo processo con professionalità, empatia e rispetto.
La mia formazione continua e le mie esperienze diversificate mi permettono di offrire un supporto psicologico attento, competente e personalizzato. Ogni persona è unica, con la propria storia, le proprie risorse e i propri obiettivi, e merita un percorso terapeutico su misura.
Ricevo privatamente nei miei studi in Vicolo dei Macelli, 2, Chieri e in Via Ala di Stura, 5, Torino
Se sull’agenda online non trovi orari disponibili che vadano bene per te, puoi scrivermi ed insieme troveremo un momento che faccia al caso tuo.
Per ulteriori informazioni su di me: https://psicologa-federica-rossi.pages.dev/
3407743855 (anche Whatsapp)
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Vicolo dei Macelli, 2, Chieri 10023
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13 recensioni
Più menzionato dai pazienti
Psicologa dolce, affidabile ed empatica. Consiglio caldamente di affidarsi a lei!
Dott.ssa Federica Rossi
Grazie di cuore per queste belle parole!
Mi sono subito sentita a mio agio. Ho potuto raccontarmi e le riflessioni fatte insieme mi hanno accompagnato anche dopo la seduta . Un percorso appena iniziato e che continuerò certamente
Dott.ssa Federica Rossi
Grazie per aver condiviso queste parole. Sono felice che tu ti sia sentita a tuo agio e che le riflessioni emerse durante il nostro incontro abbiano continuato ad accompagnarti anche dopo la seduta. Ti auguro che questo percorso possa offrirti nuove occasioni di ascolto e scoperta di te.
È stata la mia prima esperienza di terapia e sono contenta di essermi affidata a lei per affrontare e capire meglio quello che stavo attraversando. La dottoressa è una professionista empatica e disponibile, mi sono subito sentita accolta ed ascoltata.
Dott.ssa Federica Rossi
Grazie mille per le tue belle parole! Sono molto contenta dei traguardi che hai raggiunto in questo percorso!
Ottima esperienza, molto discreta e empatica, la consiglio vivamente
Dott.ssa Federica Rossi
Grazie mille! Sono contenta che sia stata un'esperienza positiva per lei, penso sia un buon presupposto per iniziare questo percorso insieme. A presto!
Federica è una professionista giovane e attenta che ha saputo accompagnarmi con cura in momenti di particolare fragilità. Mi ha aiutata a trovare la chiave giusta per comprendere meglio la mia situazione ed entrare in contatto con parti di me che non ascoltavo da tempo.. Da quando ho iniziato il percorso terapeutico con Federica sento di avere una consapevolezza diversa di me stessa.. La consiglio vivamente a chiunque desideri iniziare un percorso psicologico!
Dott.ssa Federica Rossi
Grazie mille per queste tue belle parole, sono molto contenta del percorso che stai e che stiamo facendo! A presto!
Psicologa competente e che sa metterti a tuo agio fin da subito. Mi sono trovata molto bene con lei e con il suo approccio. La consiglio vivamente!
Dott.ssa Federica Rossi
Ciao, ti ringrazio di cuore per queste tue parole. Mi rende molto contenta che tu ti sia sentita a tuo agio! Un caro saluto e a presto!
Accogliente gentile competente. Una esperienza del tutto positiva.
Dott.ssa Federica Rossi
Grazie mille! Mi fa piacere che lei abbia percepito uno spazio accogliente, è qualcosa a cui tengo molto. A presto!
Psicologa competente e molto empatica, attenta e preparata!! Mi sta aiutando in un periodo complicato della mia vita
Dott.ssa Federica Rossi
Grazie mille per queste tue belle parole! Grazie a te per l'impegno che metti sia in terapia che fuori, che poi è il principale motore per il cambiamento! A presto!
La dottoressa Rossi mi ha aiutato molto in un momento in cui ne avevo forte bisogno! Consiglio vivamente, rispettosa, preparata e professionale.
Dott.ssa Federica Rossi
Grazie mille per queste belle parole e per l'impegno che metti in questo percorso insieme! A presto!
Super disponibile e bravissima, cercavo una dottoressa giovane ed è stata molto professionale e ha saputo aiutarmi
Dott.ssa Federica Rossi
Grazie di cuore per queste tue belle parole. Sono contenta che il nostro percorso insieme di ti abbia aiutato! Sono molto fiera dei risultati che hai raggiunto! A presto!
ha risposto a 18 domande da parte di pazienti di MioDottore
Salve dottori, sono in un periodo un pò cosi e ho bisogno di un consiglio o parere o aiuto..premetto
Salve dottori, sono in un periodo un pò cosi e ho bisogno di un consiglio o parere o aiuto..premetto sono una ragazza di 26 anni, ho avuto una relazione (prima e unica seria) con una persona di 50 anni, durata circa 2 anni e finita verso inizio anno, ma continuavamo a sentirci e vederci, finita definitivamente poi questa fine estate, anche perché io ho conosciuto un ragazzo con cui ho iniziato ad avere un buon rapporto e con cui siamo usciti, abbiamo iniziato a conoscerci e tutt'ora ci stiamo piano piano conoscendo, purtroppo ol problema nasce dal fatto che la mia famiglia è come se non volesse o volesse avermi sempre in casa senza uscire o diciamo vivere la mia vita, nel senso che quando esco e torno magari tardino la notte, es. l'una di notte o due, mi fanno battute o mi fanno pesare di essere tornata tardi e di stare fuori, è come se mi sentissi in colpa perché esco, soprattutto mio padre, parte sempre da lui ciò, oppure quando rimango fuori a dormire è come se non potessi o stessi facendo qualcosa di sbagliato, anche con il mio ex è sempre stato cosi, e forse anche di più all'inizio perché è piu grande lui, però anche adesso lo fanno sempre, e mi pesa anche il fatto di conoscermi, quindi arrivo a pensare di non voler continuare perché almeno non mi sento loro che dicono qualcosa. Inoltre ho anche un altro pensiero, ovvero il fatto di voler portare lui a casa anche perché magari cosi loro possono essere piu tranquillo che sono io a casa, o per iniziare a conoscere insomma, però è come se avessi un blocco, perché mi ricorda la storia passata e ho paura, non lo so, paura anche di cosa possono pensare loro, premetto l'hanno gia conosciuto, però non so che pensiero hanno loro di lui, e forse mi spaventa anche perché se non gli piace, oppure non so, non so che fare, cosa pensare e come reagire..
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, da ciò che racconta sembra emergere un conflitto tra il desiderio di vivere autonomamente la propria vita affettiva e il timore che questo possa compromettere l'equilibrio del rapporto con la sua famiglia.
A 26 anni è naturale desiderare di costruire uno spazio personale, conoscere nuove persone e vivere le proprie relazioni secondo i propri tempi. Tuttavia, se le sue uscite sono accompagnate da commenti, battute o sensi di colpa, può diventare difficile concedersi questa libertà senza sentire di stare facendo qualcosa di sbagliato.
Sarebbe interessante comprendere come si sia costruito nel tempo questo rapporto con i suoi familiari e quanto il loro giudizio influenzi il modo in cui lei percepisce i propri desideri. A volte, quando si teme di deludere le persone importanti, scegliere per sé può essere vissuto come un gesto di allontanamento o come una forma di colpa, anche quando si tratta di scelte del tutto legittime.
Mi colpisce, in particolare, che lei arrivi a pensare di interrompere la nuova conoscenza per evitare le reazioni della sua famiglia. Sarebbe importante chiedersi se questo ragazzo le interessa e se desidera continuare a conoscerlo, distinguendo ciò che sente per lui dal bisogno di evitare tensioni a casa. Il rischio, altrimenti, è che le aspettative familiari finiscano per occupare uno spazio così importante da condizionare le sue possibilità di scelta.
Anche il timore di portarlo a casa sembra avere un significato che merita di essere esplorato. La precedente relazione potrebbe aver lasciato un'associazione tra la vita affettiva e le preoccupazioni legate al giudizio dei suoi genitori. È possibile, quindi, che oggi l'idea di coinvolgere la famiglia riattivi paure già sperimentate. Non è necessario forzarsi a presentare questo ragazzo né utilizzare la sua presenza in casa per rassicurare i familiari: può concedersi il tempo di capire che cosa desidera e come si sente in questa nuova relazione.
Il lavoro, forse, consiste proprio nel riuscire a riconoscere i propri bisogni senza sentirsi obbligata a sacrificarli per mantenere la tranquillità familiare. Si può voler bene ai propri genitori e, allo stesso tempo, non condividere sempre le loro aspettative. Costruire la propria autonomia non significa necessariamente allontanarsi affettivamente da loro, ma imparare a tollerare che possano avere pensieri e reazioni diversi dai propri.
Le proporrei, quindi, di partire da una domanda: se non temesse le reazioni della sua famiglia, che cosa desidererebbe fare con questo ragazzo? E, più in profondità, che cosa teme possa accadere nel rapporto con i suoi genitori quando sceglie qualcosa per sé?
Comprendere queste dinamiche potrebbe aiutarla a distinguere i suoi desideri dalle aspettative che sente di dover soddisfare, così da poter vivere le relazioni con maggiore libertà e serenità.
Dopo 5 mesi di una frequentazione in cui ho investito sincerità e coraggio, lui mi ha tradita e ment
Dopo 5 mesi di una frequentazione in cui ho investito sincerità e coraggio, lui mi ha tradita e mentito ripetutamente. Ho provato a perdonarlo, ma ha continuato a frequentare altre alle mie spalle. Non ha mai avuto il coraggio di chiudere definitivamente, nascondendosi dietro la scusa dell'essere 'confuso' e lasciandomi in sospeso. Ora cerco di non autodistruggermi e mi chiedo:
Il problema ero io? Valevo così poco da essere rimpiazzata in due settimane?
Come faccio a non sentirmi sbagliata, stupida e inferiore alle altre, sapendo che per loro il tempo lo trovava?
Come si smette di voler dare altre possibilità a chi ha risposto alla mia totale sincerità solo con bugie e mancanze di rispetto?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno,
quello che racconta sembra aver ferito non soltanto il suo legame con questa persona, ma anche l'immagine che oggi ha di se stessa. Dopo aver investito sincerità, fiducia e coraggio, è comprensibile chiedersi: “Se mi ha mentito e mi ha sostituita così facilmente, forse il problema ero io, forse valevo meno delle altre”.
È importante però distinguere il comportamento dell'altra persona dal proprio valore. Il fatto che lui abbia mentito, mantenuto altre frequentazioni e non abbia avuto il coraggio di interrompere definitivamente la relazione non dimostra che lei valesse poco. Descrive piuttosto il suo modo di gestire quella relazione e la sua difficoltà ad assumersi la responsabilità delle proprie scelte.
In un'ottica psicoanalitico-relazionale, trovo particolarmente significativo il fatto che lei continui a chiedersi se concedergli un'altra possibilità nonostante le ripetute delusioni. A volte, quando una relazione rimane ambigua e incompiuta, si può rimanere legati non soltanto alla persona, ma anche alla speranza che finalmente arrivi da quella stessa persona una riparazione: una scelta chiara, una spiegazione, un riconoscimento del proprio valore. È come se una parte di noi pensasse che, se l'altro finalmente ci scegliesse, anche il dolore vissuto assumerebbe un significato diverso.
Potrebbe allora essere utile spostare la domanda da “Come faccio a convincerlo a scegliere me?” a “Perché dovrei continuare ad affidare il mio valore alla scelta di una persona che finora non è stata capace di trattarmi con chiarezza e rispetto?”.
Anche il confronto con le altre persone frequentate da lui rischia di trasformare la situazione in una graduatoria del proprio valore: “Con loro il tempo lo trovava, quindi loro erano migliori di me”. Ma non abbiamo elementi per arrivare a questa conclusione. Il comportamento di una persona nei nostri confronti non è una misura oggettiva del nostro valore.
Il desiderio di dargli ancora una possibilità, inoltre, non significa necessariamente essere deboli o stupide. Può rappresentare la difficoltà a rinunciare definitivamente a un investimento affettivo nel quale si è creduto molto. La questione non è quindi giudicare questa parte di sé, ma comprenderla.
Una psicoterapia potrebbe aiutarla proprio a esplorare questi aspetti: cosa significa per lei essere scelta, perché l'abbandono o il rifiuto vengono tradotti in un giudizio su se stessa, quali bisogni la tengono legata a una relazione ambivalente e come poter costruire confini più protettivi senza rinunciare alla propria capacità di amare e fidarsi.
Non deve diventare meno sincera, meno disponibile o meno capace di amare. Può invece imparare a riconoscere quando dall'altra parte non c'è reciprocità.
Essere stata trattata con poco rispetto non significa essere una persona di poco valore. Significa che in quella relazione lei ha ricevuto meno rispetto, chiarezza e reciprocità di quanto aveva bisogno e diritto di aspettarsi.
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