Oggi mi sono sentita molto fragile e incompresa. A volte ho la sensazione di non essere mai abbastan
Oggi mi sono sentita molto fragile e incompresa. A volte ho la sensazione di non essere mai abbastanza e che, qualsiasi cosa faccia, ci sia sempre qualcosa di sbagliato. Quando non vengo capita, avrei solo bisogno di sentirmi abbracciata, protetta e racchiusa in una bolla di sicurezza, senza dovermi difendere o spiegare continuamente. Invece, alcune volte, quella bolla si rompe e mi arrivano addosso ancora più incomprensioni. So che a volte posso sembrare troppo drammatica, ma quello che provo in quei momenti per me è reale. Non pretendo che vada sempre tutto bene: può capitare che io stia male, che mi senta più fragile o che abbia bisogno di essere rassicurata. Vorrei solo sentirmi accolta, ascoltata e non giudicata. Oggi però, sono riuscita a stare più tranquilla . Ho anche deciso che vorrei provare a parlare con uno psicologo, perché penso di meritare uno spazio sicuro in cui poter dire quello che sento senza paura di essere fraintesa.
136 risposte
Grazie per aver condiviso la tua esperienza, quello che provi è delicato e lo hai espresso molto chiaramente. Ci sono momenti in cui il sentirsi non capiti non è solo una frustrazione, ma diventa qualcosa di più profondo, come se, insieme al non essere compresa, si attivasse anche il dubbio di non essere abbastanza, o di avere sempre qualcosa di “sbagliato”. In quei momenti il bisogno non è di spiegarsi meglio, ma di essere tenuta, accolta, senza dover dimostrare nulla. Quando questa accoglienza non arriva, è comprensibile che tutto si amplifichi. Non è questione di essere “drammatica” ma è quello che senti, in quel momento. Questo bisogno di essere accolta sembra fare fatica a trovare uno spazio stabile nelle relazioni, come se restasse ogni volta un po’ scoperto, esposto al rischio di non essere incontrato o visto. In questo senso, il desiderio di iniziare un percorso con uno psicologo non è casuale, è proprio il desiderio di creare uno spazio dove quello che senti possa esistere senza essere messo in discussione o frainteso, dove non devi difenderti per essere capita. A volte è da lì che si parte, fare esperienza di un luogo in cui puoi essere accolta così come sei. E poi, piano piano, qualcosa cambia anche nel modo in cui ti muovi fuori.
Ottieni una risposta grazie al consulto online
Hai bisogno del consiglio di uno specialista? Prenota un consulto online: riceverai tutte le risposte senza uscire di casa.
Buon pomeriggio. Grazie per la sua condivisione, quello che lei descrive potrebbe essere collegato a molti vissuti personali che hanno portato a questa situazione. Un percorso psicologico è utile proprio a ricostruire questi vissuti, creare ordine all'interno di uno spazio sicuro. Rimango a disposizione, anche in modalità online Cordiali saluti, Dott.ssa Angelica Venanzetti
Grazie di cuore per esserti aperta e per aver raccontato tutto questo. Immagino quanto possa essere stato difficile mettere in parole quello che stai vivendo, e ti sono davvero grata per la fiducia. Mi dispiace sapere che oggi ti sei sentita così fragile e incompresa. Da quello che racconti, si percepisce quanto tu abbia bisogno, in quei momenti, di sentirti semplicemente accolta, abbracciata e al sicuro, senza dover trovare ogni volta le parole per spiegare o giustificare ciò che provi. È un desiderio profondamente umano e meriti di essere ascoltata con dolcezza e senza giudizio. Mi ha fatto davvero piacere leggere che, nonostante tutto, oggi sei riuscita a ritrovare un po' di tranquillità. E sono molto felice della decisione che hai preso di parlare con uno psicologo. Credo sia un bellissimo gesto di cura e di amore verso se stessi. Ti auguro con tutto il cuore che tu possa trovare una persona con cui sentirti libera di essere te stessa, che sappia accoglierti, ascoltarti e aiutarti a costruire quello spazio sicuro di cui senti tanto il bisogno. Ti mando un abbraccio grande e sincero. Grazie ancora per aver condiviso con me una parte così delicata di te. Ti auguro davvero di trovare tutta la serenità, la comprensione e la dolcezza che meriti.
Ciao, da quello che leggo mi sembri molto consapevole e coscinete di cio' che provi e stai attraversando, partiamo quindi gia' da una buona base, poiche' sai descrivere bene le tue sensazioni. Essere fragili e' perte del nostro essere umani , compreso avere momenti difficili in cui ci sis ente parecchio incomorese. Pero' e' da capire se questi momenti sono molto frequenti oppure no. La frequenza puo' essere un indicatore importante, ci permette di capire se c'e' qualcosa interiormente che non abbiamo ancora mai affrontato e sembre essere sempre li a chiamare la nostra attenzione, se ci troviamo in un ambiente forse tossico per noi e che non soddisfa i nostri bisogni. Tutto questo potrebbe essere meglio indagato attraverso una consulenza psicologica. Sono a disposizione per qualsiasi informazione.
Buonasera, ciò che provi è del tutto valido: cercare un rifugio sicuro, comprensione e protezione quando ci si sente vulnerabili è una necessità umana normale, non una reazione esagerata. È normale desiderare un luogo in cui potersi semplicemente sfogare, senza l'ansia di doversi continuamente difendere o dare spiegazioni. Trovo che sia una dimostrazione di enorme consapevolezza e coraggio il fatto che tu sia riuscita a ritrovare un po' di serenità e, soprattutto, che tu abbia scelto di farti aiutare da un professionista. Hai il pieno diritto di avere un posto tutto tuo, privo di giudizi, dove la tua emotività possa essere accolta senza riserve. Se ti va, posso darti una mano a capire da dove iniziare e come muoverti per trovare il professionista più adatto a te. Cordialmente Dott.ssa Chantal Danna
Le sue parole trasmettono molta consapevolezza e, soprattutto, molta umanità. Quello che descrive non è il bisogno di essere "perfetta" o di avere sempre ragione, ma il desiderio profondo di sentirsi al sicuro nella relazione con l'altro. Quando questo bisogno non trova risposta, è comprensibile che si riattivino emozioni molto intense e che le incomprensioni vengano vissute come qualcosa di molto più doloroso del semplice disaccordo. Mi ha colpito una frase: "Quello che provo in quei momenti per me è reale." È importante non perderla di vista. Le emozioni non hanno bisogno di essere giustificate per meritare ascolto. Possono certamente essere comprese, elaborate e ridimensionate, ma non invalidate. C'è anche un altro aspetto che mi sembra significativo: oggi, nonostante la sofferenza, lei è riuscita a stare più tranquilla. Questo racconta che dentro di sé esistono già delle risorse che forse, fino a poco tempo fa, faticava a riconoscere. Credo che la decisione di rivolgersi a uno psicologo sia un gesto di grande cura verso sé stessa. Non perché ci sia qualcosa che non va in lei, ma perché tutti abbiamo bisogno di uno spazio in cui poter portare le nostre parti più vulnerabili senza il timore di essere giudicati o fraintesi. Forse il percorso non le insegnerà a non aver più bisogno di essere accolta. Piuttosto, potrà aiutarla a costruire dentro di sé quella "bolla di sicurezza" che oggi cerca comprensibilmente nelle relazioni, così che, anche quando qualcuno non riuscirà a comprenderla, il suo valore non venga messo in discussione. Il fatto che oggi abbia scelto di chiedere aiuto mi sembra già un modo per dirsi una cosa importante: "Quello che sento merita di essere ascoltato". E questo è spesso il primo passo verso un rapporto più gentile e sicuro con sé stessi.
Le tue parole mi hanno colpita. Ti ringrazio per la fiducia con cui hai scelto di raccontare quello che stai vivendo. Da quello che scrivi sento quanto, nei momenti di maggiore fragilità, tu abbia bisogno di sentirti accolta, compresa e al sicuro. Quello che provi è reale e merita di essere ascoltato con rispetto, senza giudizio. Mi fa piacere sapere che oggi sei riuscita a ritrovare un po' di tranquillità. Credo che la decisione di rivolgerti a uno psicologo sia un gesto di grande cura verso te stessa: concederti uno spazio sicuro in cui esprimere ciò che senti è un passo importante. Ti auguro di continuare ad ascoltarti con la stessa sincerità con cui hai scritto questo messaggio. Meriti di sentirti vista, ascoltata e accolta.
Mi dispiace per questo vissuto e la ringrazio per averlo condiviso con tanta delicatezza. Quello che descrive non va liquidato come “drammatico”: se in quei momenti lei sente fragilità, bisogno di protezione, paura di essere giudicata o non compresa, quell’esperienza merita ascolto. Il bisogno di sentirsi accolti e rassicurati è umano, soprattutto quando ci si percepisce vulnerabili. Allo stesso tempo, può essere utile comprendere meglio cosa accade quando quella “bolla di sicurezza” si rompe: quali situazioni la attivano, quali pensieri compaiono, quali bisogni restano senza risposta e come comunicarli senza sentirsi costretta a difendersi. La scelta di parlare con uno psicologo mi sembra molto sensata: una consulenza psicologica, online o in presenza, può offrirle uno spazio sicuro in cui dare valore a ciò che prova, senza giudizio, e imparare a costruire maggiore stabilità emotiva anche nelle relazioni. un caro saluto. Dott. Giulio Blasilli
Gentile utente, grazie per aver condiviso con tanta sincerità ciò che sta vivendo. Dalle sue parole emerge un forte bisogno di sentirsi accolta, compresa e al sicuro, soprattutto nei momenti in cui si sente più vulnerabile. Il fatto che le sue emozioni siano intense non significa che siano "sbagliate": ciò che prova è reale e merita attenzione e ascolto. È comprensibile che, quando percepisce di non essere capita, possa sentirsi ancora più esposta e sola. In queste situazioni può instaurarsi un circolo in cui il bisogno di rassicurazione aumenta e, se non trova la risposta sperata, la sofferenza si intensifica. Questo non significa essere "troppo drammatica", ma indica che in quei momenti il suo sistema emotivo ha bisogno di maggiore contenimento. Mi sembra molto significativo che, nonostante la difficoltà della giornata, lei sia riuscita a ritrovare un po' di tranquillità. Questo suggerisce che possiede già delle risorse per regolare le proprie emozioni, anche se talvolta possono sembrare difficili da riconoscere. La decisione di intraprendere un percorso psicologico mi sembra un passo importante. Uno spazio terapeutico può offrirle la possibilità di esplorare questi vissuti, comprendere meglio l'origine del bisogno di sentirsi costantemente rassicurata e sviluppare modalità più efficaci per affrontare i momenti di fragilità, in un contesto privo di giudizio e fondato sull'ascolto. Le auguro di poter trovare un professionista con cui sentirsi a proprio agio. Concedersi uno spazio dedicato a sé non è un segno di debolezza, ma un modo concreto per prendersi cura del proprio benessere emotivo. Le mando un caloroso saluto Dott. Michele Basigli Perugia
Cara utente, le sue parole mi colpiscono per la loro delicatezza. Il bisogno di sentirsi accolti, protetti e non giudicati quando ci si sente fragili è una necessità vitale per ognuno di noi. Spesso facciamo una fatica immensa a stare nel mondo perché sentiamo il dovere di doverci continuamente spiegare, difendere o mostrare all'altezza delle aspettative altrui, arrivando persino a colpevolizzarci e a definirci "troppo drammatici" se stiamo male. Ma la fragilità è solo una parte di noi che chiede di essere accolta e capita. Anche se oggi si è sentita incompresa dalle persone che ha accanto, ha capito di meritare uno spazio suo e sicuro, libero dal giudizio. Decidere di rivolgersi a un professionista significa riconoscere il valore proprio e delle proprie emozioni, e aver smesso di aspettare che il mondo esterno capisca qualcosa che forse non capirà mai. Ha già individuato da sola la strada per stare meglio e questo è il passo più importante e coraggioso. Inizi questo percorso con fiducia, le faccio i migliori auguri. Un cordiale saluto.
Gentile Utente, La ringrazio di cuore per aver condiviso queste parole così intime, delicate e sincere. Leggendola, mi è arrivato forte e chiaro il suo bisogno di quell'abbraccio e di quella "bolla di sicurezza" in cui potersi semplicemente riposare. Sentirsi "mai abbastanza" o costantemente sbagliati è un peso enorme da portare da soli. Quando ci si sente così, è del tutto naturale desiderare un rifugio dove non doversi difendere, giustificare o spiegare continuamente. Ci tengo a rassicurarla su una cosa per me fondamentale: lei non è affatto "troppo drammatica". Le sue emozioni sono reali, profonde e meritano il massimo del rispetto. Avere bisogno di rassicurazione e di comprensione è un bisogno profondamente umano. La parte più bella e luminosa del suo messaggio, però, è la conclusione. Il fatto che lei sia riuscita a trovare un momento di tranquillità oggi e, soprattutto, che abbia maturato la consapevolezza di meritare uno spazio sicuro, è un passo avanti immenso. Riconoscere di aver diritto a stare bene è il primo, vero atto di cura verso se stessa. Ha perfettamente ragione: lei merita assoluta attenzione. Il percorso psicologico serve esattamente a questo: a costruire insieme quella "bolla", uno spazio protetto, accogliente e totalmente privo di giudizio, dove può permettersi di essere fragile ed essere se stessa senza alcuna paura di essere fraintesa o criticata. Se lo desidera, sarò davvero felice di accoglierla e di offrirle questo spazio. Nel frattempo, accolga la sua fragilità con dolcezza. Le mando un caro saluto.
Salve, direi che la decisione di intraprendere un percorso psicologico è un ottimo punto di partenza, in primis poiché legittima giustamente un suo bisogno di maggior equilibrio e serenità, poi perché potrebbe effettivamente aiutarla a comprendere quando è "fisiologico/naturale" cercare rassicurazione e conferme e quando invece è frutto di dinamiche intra o inter personali diverse che andrebbero affrontate in modo più funzionale. Detto questo, buon lavoro su di sé! Saluti. Dr. Francesco Rossi.
Gentile utente, quello che prova è reale e legittimo: sentirsi fragili e desiderare un porto sicuro in cui essere semplicemente accolti, senza doversi difendere, è un bisogno umano profondo, non una "drammatizzazione". È molto bello leggere che sia riuscita a trovare un momento di maggiore tranquillità e che abbia riconosciuto di meritare uno spazio tutto suo. Decidere di rivolgersi ad uno psicologo è un grandissimo atto di cura verso se stessi: in quel luogo protetto, la sua "bolla di sicurezza" diventerà il punto di partenza per esplorare le sue emozioni senza il timore del giudizio. Un caro saluto
Quello che descrivi è un’esperienza emotiva molto intensa, e il modo in cui la racconti mostra una grande consapevolezza di ciò che accade dentro di te. Sentirsi fragili, non compresi o “mai abbastanza” può diventare davvero faticoso, soprattutto quando sembra di dover spiegare continuamente il proprio stato d’animo senza riuscire a trovare uno spazio sicuro in cui potersi fermare. Il bisogno di protezione che esprimi — quella “bolla” in cui sentirti accolta, ascoltata e non giudicata — è un bisogno legittimo. Non è esagerazione, non è dramma: è il tuo modo di comunicare che in quei momenti hai bisogno di calma, di vicinanza emotiva e di qualcuno che possa comprendere la tua vulnerabilità senza metterla in discussione. È significativo che, nonostante la difficoltà, tu sia riuscita a ritrovare un po’ di tranquillità. Questo indica che dentro di te ci sono risorse che ti aiutano a riorientarti, anche quando la giornata è pesante. La decisione di cercare uno psicologo è un passo importante e molto rispettoso verso te stessa. Significa riconoscere che meriti uno spazio in cui poter parlare liberamente, senza paura di essere fraintesa, e in cui la tua fragilità possa essere accolta come parte della tua esperienza, non come qualcosa da correggere. È un atto di cura, non di debolezza.
Gentile Utente, quando ci si sente particolarmente vulnerabili e incompresi, il bisogno di sentirsi accolti e rassicurati è prezioso: ci invita a prenderci cura di noi stessi nella relazione con l'altro. Trovo significativo che, nonostante la fatica di questo momento, lei sia riuscita a ritrovare un momento di tranquillità e abbia deciso di concedersi uno spazio in cui prendersi cura di sé. Le auguro di trovare un luogo in cui sentirsi ascoltata e accolta. Un cordiale saluto.
buon giorno e grazie . È davvero importante quello che ha condiviso, ed è un segno di grande forza e consapevolezza ammettere di sentirsi fragili e desiderare uno spazio protetto. La sensazione di non essere abbastanza o di non venire capiti è un peso enorme, ed è del tutto naturale cercare una "bolla di sicurezza" in cui potersi semplicemente essere, senza dover sempre spiegare o difendere le proprie emozioni. Quello che prova è reale e merita di essere ascoltato con profondo rispetto. Come psicologa, voglio dirle che la decisione di voler iniziare un percorso con un professionista è un passo straordinario e protettivo verso se stessa. Merita assolutamente quel luogo sicuro in cui esprimersi senza il timore del giudizio o del fraintendimento. Nel frattempo, è fondamentale che sappia che ha la possibilità di parlare di ciò che la preoccupa e di ciò che sente, proprio come ha fatto qui con noi. Questo spazio è a sua disposizione per aiutarla a fare ordine. io lavorerei su di un primo grande obiettivo : sviluppare una profonda comprensione di ciò che prova: accogliere la fragilità non come un difetto, ma come una parte di lei che ha bisogno di ascolto. Una volta compreso e dato un nome a quello che sente, il passo successivo su cui lavorare è imparare a comunicarlo agli altri in modo efficace. A volte, il modo in che usiamo per proteggerci rischia di allontanare le persone o di creare ulteriori incomprensioni; imparare a esprimere i propri bisogni emotivi in modo chiaro e sintonizzato è una competenza che permetterà di proteggere quella "bolla" e di farle capire meglio da chi la circonda. ci dice che aggi è riuscita a stare più tranquilla, e questo dimostra che dentro di lei ci sono già le risorse per trovare un equilibrio. Se le va, possiamo iniziare chiedendoci: c'è un momento specifico di oggi in cui si è sentita particolarmente ascoltata o in cui hai percepito che la sua comunicazione ha funzionato meglio?........se vuole io ci sono anche on line se la distanza non consentisse la presenza. a presto dott.ssa giusi vicino
Comprendo il suo desiderio di sentirsi rassicurata quando sperimenta incomprensione e fragilità e indubbiamente sarebbe molto piacevole poter essere rassicurati ogni qualvolta ne sentiamo il bisogno. Fra le parole che lei ha scelto di usare mi ha colpito il suo sentire di doversi “spiegare continuamente”, quasi che la comprensione altrui sia necessaria prima che l’espressione di sé sia possibile. Mi chiedo se lei senta di potersi esprimere liberamente anche quanto percepisce che si sta differenziando dagli altri. Da ciò che descrive, a me sembra che lei senta l’esigenza di spiegarsi con gli altri tutte le volte che, attraverso il suo pensiero, le sue parole, esprime qualcosa di differente rispetto al punto di vista altrui. Forse il suo bisogno si sentirsi accolta, ascoltata e non giudicata, cela una paura di dare spazio a sé stessa. Possiamo concedere agli altri di avere giudizi sulle nostre scelte, sapendo che tutto ciò che è detto è detto da un osservatore, mentre le nostre scelte rimangono nostre. Comprendo che per taluni di noi può rivelarsi più impegnativo non poter avere le cose per come vorremmo tanto che andassero e con la terapia possiamo imparare a stare in ciò che ci procura fastidio. Io ci sono.
Cara utente, il bisogno di essere protetta e accudita è insito nell'essere umano sin dai primi giorni di vita. E' un bisogno fisiologico che crescendo sembra passare in secondo piano, in realtà rimane presente, solo in una forma differente e con modalità diverse con cui viene soddisfatto. E' doloroso abbassare le difese con la speranza di trovare comprensione e contenimento, e ricevere in cambio incomprensione e indifferenza. Spesso si ha la sensazione di essere "esagerati" e "drammatici", in realtà lei ha dei bisogni reali che necessitano di essere considerati e soddisfatti. La scelta di rivolgersi ad uno psicologo indica la sua enorme consapevolezza e la sua voglia di ascoltarsi per costruire uno spazio sicuro in cui poter esprimere davvero se stessa e finalmente vivere con la serenità e il rispetto che merita. Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti. Le auguro di trovare presto lo spazio sicuro che cerca. Un caro saluto.
Tutti quanti noi vorremo " essere migliori "! E' come se vivessimo in un costante e continuo " auto-giudizio " dove alla fine ne usciamo sempre sconfitti! Tra l'altro aggiungerei che sicuramente il mondo non ci facilita la cosa ... i social ... ci trasmettono sempre obiettivi o traguardi che non riusciamo a raggiungere! La via di uscita è un'altra"; la via di uscita è accettarci, accettarci per quello che siamo ! Questo non significa non cercare di migliorarci; significa migliorarci da quello che siamo per raggiungere stati che corrispondono alla nostra vera " Autenticità "! E' come se ognuno dovesse fare "il proprio sentiero "; è un Umiltà Piena, non un accontentarsi! La cosa difficile però è proprio questa! Riconoscersi , accettarsi, migliorarsi per quello che siamo e non per i modelli o le mode che il mondo ci propone! Però, come scrivevo, questo è difficile, anche se possiamo comprenderlo razionalmente, magari poi non riusciamo a viverlo emotivamente! La scelta di rivolgersi ad un collega per fare questo percorso è una buona idea! Devi però fare attenzione ! Devi trovare uno psicologo che abbia già la maturità di essere Autentico. Se ci vai con l'animo aperto, sicuramente dopo un pò sentirai o scoprirai se è nelle tue corde!
Gentile paziente, ha ragione nel dire che ciò che si sente non andrebbe delegittimato e incasellato nel "giusto" o "sbagliato" poiché i vissuti, anche quando appaiono contraddittori o sproporzionati o difficili da spiegare, rappresentano qualcosa che va accolto. Anzi, proprio quel vissuto può essere interrogato e diventare la via di accesso per una riflessione più profonda su di sé, sul posto che si tende ad occupare e da cui ci si mette in relazione agli altri. Riconoscere e legittimare ciò che si sente permette di esplorare da dove potrebbero nascere questi vissuti e aprire nuove possibilità di comprensione e cambiamento. Un caro saluto
Buonasera, innanzitutto desidero ringraziarla per aver condiviso con tanta sincerità ciò che sta vivendo. Credo che le sue parole possano essere di aiuto anche a molte altre persone che, pur riconoscendosi in ciò che descrive, spesso faticano a trovare il coraggio di esprimerlo. Nel suo messaggio leggo desideri profondamente umani e legittimi: il bisogno di sentirsi accolta, compresa, rassicurata e di poter mostrare la propria fragilità senza sentirsi giudicata o dover continuamente giustificare ciò che prova. Sono bisogni che accomunano molte persone, anche se troppo spesso vengono vissuti come "eccessivi" o scomodi. In realtà, le emozioni non sono mai sbagliate: ciò che prova in quei momenti è reale e merita di essere ascoltato. Mi ha colpita in modo particolare il fatto che abbia maturato spontaneamente il desiderio di intraprendere un percorso psicologico. Credo che questa sia un'ottima base di partenza: scegliere di concedersi uno spazio sicuro in cui sentirsi ascoltati e compresi è un gesto di cura verso se stessi e rappresenta spesso il primo passo verso un cambiamento importante. A questo punto non le resta che trovare il professionista con cui sentirsi a suo agio e iniziare questo percorso. Se lo desidera, sul mio profilo MioDottore è possibile prenotare un primo colloquio conoscitivo gratuito: sarà un piacere conoscerla e, se sentirà che è il percorso giusto per lei, accompagnarla in questo cammino. Le auguro di poter trovare quello spazio di sicurezza che oggi sente di desiderare così tanto.
Salve, è una buona idea iniziare un percorso psicologico. Attraverso la psicoterapia potrà affrontare tutti i temi qui riportati. Cordiali Saluti Dott. Diego Ferrara
Comprendo il suo stato d'animo e il suo bisogno di protezione, di ascolto e di una "bolla di sicurezza": ciò che prova nei momenti di sconforto è reale e merita rispetto, mai giudizio. Bene che abbia maturato la decisione di rivolgersi a un professionista e quindi riconoscere di meritare uno spazio sicuro e non giudicante è un importantissimo atto di cura e di amore verso se stessa.
Accolgo le tue parole con profondo rispetto. Sentirsi fragili, incompresi e colmi del peso di "non essere mai abbastanza" è una fatica immensa, e voglio dirti che ogni singola emozione che provi è reale, lecita e merita dignità, senza che tu debba mai giustificarla o sentirti "drammatica". È importante che oggi tu sia riuscita a trovare un momento di maggiore tranquillità, ed è un passo di immenso coraggio e amore verso te stessa la decisione di rivolgerti a uno psicologo. Meriti assolutamente uno spazio sicuro, protetto e non giudicante e sentirti finalmente ascoltata e accolta per come sei.
Salve, grazie per aver condiviso con tanta sincerità ciò che sta vivendo. Dalle sue parole emerge una grande consapevolezza del suo mondo emotivo e dei suoi bisogni. Sentirsi fragili, incompresi o avere il desiderio di essere accolti e rassicurati è un'esperienza umana che può presentarsi in diversi momenti della vita, soprattutto quando si attraversano periodi di particolare vulnerabilità. Le emozioni che descrive sono reali e meritano di essere ascoltate con rispetto, senza giudicarle. È significativo anche il fatto che oggi sia riuscita a ritrovare un po' di tranquillità: questo suggerisce che, anche nei momenti più difficili, esistono risorse che possono aiutarla a ritrovare un equilibrio. Trovo inoltre molto importante la decisione di rivolgersi a uno psicologo. Intraprendere un percorso psicologico può offrirle uno spazio sicuro e protetto in cui sentirsi ascoltata, accolta e compresa, oltre a permetterle di esplorare più a fondo le emozioni, i bisogni relazionali e quelle dinamiche che possono alimentare la sensazione di "non essere mai abbastanza". L'obiettivo non è eliminare le emozioni difficili, ma comprenderle, attribuire loro un significato e sviluppare modalità più funzionali per affrontarle. Le auguro di trovare un professionista con cui possa costruire una relazione di fiducia e sentirsi libera di esprimere ciò che prova. Un cordiale saluto.
Buonasera e grazie per la condivisione! La prima cosa che mi sento di dirle, leggendo le sue parole, è che mi sembra davvero molto consapevole di chi è e di dove vuole andare. Il fatto che oggi sia riuscita a sperimentare una maggiore tranquillità inoltre, dimostra che in lei c'è già una naturale capacità di recupero e di centratura. Questa è una grande risorsa. Sappia anche che sentirsi fragili, incompresi e con la sensazione di non essere mai abbastanza è sì un'esperienza emotiva dolorosa, ma profondamente umana. Si dia il permesso di essere "fragile" ogni tanto... il benessere psicologico non consiste nell'essere sempre forti, ma nell'accogliere le proprie vulnerabilità senza giudicarsi. Spesso, quando temiamo il giudizio esterno, cerchiamo quella "bolla di sicurezza" negli altri, esponendoci a nuove incomprensioni. Un percorso psicologico è lo strumento ideale per aiutarla a costruire quella protezione prima di tutto dentro di sé, imparando a gestire il peso del disaccordo altrui con molta più leggerezza. La sua decisione di regalarsi uno spazio sicuro e privo di giudizio indica che ha già imboccato la strada giusta. Le auguro il meglio per l'inizio di questo percorso!
Gentile, la ringrazio per aver condiviso con tanta sincerità ciò che sta vivendo. Dalle sue parole emerge il desiderio profondo di sentirsi accolta, compresa e rassicurata nei momenti di maggiore vulnerabilità. Quando ci si sente fragili, il bisogno di essere ascoltati senza giudizio è un bisogno umano e legittimo. Mi colpisce anche la consapevolezza con cui descrive le sue emozioni. Riconoscere che ciò che prova è reale, anche quando gli altri possono non comprenderlo, rappresenta già un importante punto di partenza. Spesso il dolore non deriva solo dalle difficoltà che attraversiamo, ma anche dalla sensazione di dover continuamente giustificare ciò che sentiamo. È significativo che oggi sia riuscita a ritrovare un po' di tranquillità e, soprattutto, che abbia maturato il desiderio di intraprendere un percorso psicologico. Decidere di chiedere aiuto non significa essere deboli, ma scegliere di dedicarsi uno spazio in cui poter esplorare le proprie emozioni, comprendere i propri bisogni e costruire un rapporto più sereno con sé stessi e con gli altri. Uno spazio terapeutico può diventare proprio quella "bolla di sicurezza" che descrive: un luogo in cui sentirsi ascoltata, accolta e libera di esprimere ciò che prova senza il timore di essere giudicata o fraintesa. Le auguro di continuare a concedersi la stessa gentilezza e la stessa attenzione che oggi ha scelto di dedicare a sé stessa. È un passo importante verso il proprio benessere. Un caro saluto, Dott.ssa Alessia Mariosa Psicologa Ricevo anche online
Salve, grazie per aver condiviso queste sue riflessioni così intime e profonde. Sentirsi fragili, incompresi o schiacciati dalla sensazione di non essere "mai abbastanza" non significa affatto essere drammatici. Significa essere umani. Le emozioni che prova in quei momenti sono reali, legittime e hanno un valore immenso. Il bisogno di accoglienza, di protezione e di una bolla di sicurezza è una necessità naturale. Nei momenti di maggior fragilità, poter cercare e trovare rassicurazione nelle persone è una risorsa preziosa e fondamentale. Riconoscere tutto questo e decidere di volersi affidare a un percorso psicologico è un atto di grande forza e di profondo rispetto verso se stessi. Si merita uno spazio sicuro, privo di giudizio, in cui potersi raccontare senza il bisogno di doversi continuamente difendere o spiegare. Le auguro davvero di trovare questo spazio e di iniziare questo cammino di ascolto. Un caro saluto, Dott.ssa Eleonora Pellegrino
Buongiorno. Trovo il suo messaggio molto introspettivo ed importante, e può essere un punto di partenza per approfondire la conoscenza di sé stessa e trovare nuovi equilibri e un nuovo benessere. Parlare di queste sensazioni con un professionista può essere importante per comprendere che significato hanno nella sua vita e nei suoi contesti e, se vorrà, come può trasformarle.
Gent.ma utente, la sua è una riflessione importante e merita sicuramente di non rimanere una voce inascoltata. Ha espresso con grande chiarezza come il suo bisogno di sicurezza non è soddisfatto come vorrebbe e ciò le toglie serenità, armonia con il mondo che la circonda e le persone che ne fanno parte. Sentirsi fragile non può e non deve essere un segno di debolezza, o una sconfitta personale. La fragilità è propria dell'essere umano, ne evidenzia la capacità di "sentire", di essere intelligenti emotivamente. Ma può essere anche un pungolo a ricercare un maggiore benessere, a sentirsi gratificati dalla vita e a restituire al mondo esterno le proprie migliori qualità. La direzione sbagliata potrebbe essere quella di cercare soddisfazione a questi bisogni esclusivamente all'esterno, nel comportamento e nella stima delle altre persone che, però, nel loro essere imperfetti e fragili a loro volta, spesso eludono le nostre aspettative. E rimane un senso di frustrazione, di incomprensione. E' fondamentale scoprire quali sono le risorse interiori per riconquistare controllo sulla propria vita, per condizionare positivamente gli eventi che ci riguardano personalmente, potendo contare sulle nostre potenzialità, sui migliori attributi del nostro temperamento, sulla capacità di rendere il nostro medio-ambiente un luogo migliore dove vivere. In questa finestra di tranquillità che ha trovato, ha cominciato a valutare la possibilità di intraprendere un percorso psicologico. Sarebbe un percorso di crescita personale e di maggiore consapevolezza di come funziona la sua mente e le sue emozioni. Acquisirebbe strumenti e strategie per rinsaldare la sua autostima, per costruire resilienza e cogliere con più facilità ciò che c'è di bello nella sua vita, partendo dalle piccole cose quotidiane. Il mio approccio è basato sulla Psicologia Positiva e sulle pratiche di Mindfulness. Può essere adatto alle sue esigenze. Mi contatti pure per ulteriori informazioni, anche in previsione di una consulenza online. Le auguro il meglio, Dott. Antonio Cortese
Grazie per aver condiviso una parte così delicata di te. Quello che provi merita ascolto e non deve essere sminuito. Avere bisogno di sentirsi accolti e rassicurati nei momenti di fragilità è un bisogno umano, non un segno di debolezza. Mi fa piacere leggere che tu abbia deciso di rivolgerti a uno psicologo: è un gesto di cura e di rispetto verso te stessa. Ti auguro di trovare uno spazio in cui sentirti compresa e al sicuro.
Quello che descrive è un vissuto che merita attenzione e ascolto. Sentirsi fragili, incompresi o avere la sensazione di non essere mai abbastanza può essere molto doloroso, soprattutto quando si avrebbe bisogno di sentirsi accolti e rassicurati. Le emozioni che prova sono reali e non perché possano apparire intense o "drammatiche" diventano meno legittime. È importante ricordare che attraversare momenti di maggiore vulnerabilità fa parte dell'esperienza umana e non rappresenta un segno di debolezza. A volte, quando ci si sente poco compresi, si può sviluppare la tendenza a mettere in discussione il proprio valore o a sentirsi costantemente in difetto, alimentando un circolo di sofferenza e insicurezza. Mi sembra molto significativo che, nonostante la difficoltà della giornata, sia riuscita a ritrovare un po' di tranquillità. Ancora più importante è la decisione di rivolgersi a uno psicologo: è un gesto di cura verso se stessa e non un segno di fragilità. Uno spazio terapeutico può offrirle la possibilità di esplorare ciò che prova senza sentirsi giudicata, comprendere meglio i bisogni emotivi che emergono in queste situazioni e sviluppare modalità più efficaci per prendersi cura di sé e delle proprie emozioni. Dott.ssa Chiara Avelli
Buongiorno, trovare la forza di ricercare aiuto con un professionista non è mai cosa da poco, ed uno psicologo le permetterebbe di entrare maggiormente in sintonia con i suoi bisogni, comprenderli al meglio e capire come soddisfarli. È un primo passo difficile eppure importantissimo per lei, se lo ricordi
Gentile, grazie di aver condiviso questo vissuto. Quello che descrive sembra essere un vissuto di forte vulnerabilità, accompagnato dal bisogno di sentirsi compresa, rassicurata e accolta senza giudizio. Il fatto che le sue emozioni possano apparire intense non significa che siano “sbagliate”: ciò che prova merita di essere ascoltato e compreso. È significativo che oggi sia riuscita a ritrovare maggiore tranquillità e che abbia deciso di rivolgersi a uno psicologo. Un percorso psicologico può offrirle uno spazio protetto in cui esplorare questi vissuti, comprendere cosa alimenta la sensazione di non essere mai abbastanza e trovare modalità più efficaci per comunicare i suoi bisogni e affrontare i momenti di fragilità. Prendersi cura di sé e chiedere aiuto rappresenta un passo importante.
Quello che descrive arriva con molta intensità e lascia intuire quanto possa essere faticoso sentirsi ripetutamente incompresa. Quando si vive un momento di particolare vulnerabilità, il desiderio di essere accolti, rassicurati e ascoltati senza sentirsi giudicati è un bisogno profondamente umano. Il fatto che lei riconosca di essersi sentita più tranquilla nel corso della giornata è un elemento importante: le emozioni, anche quelle più dolorose, sono in continuo movimento e possono cambiare. Allo stesso tempo, se questa sensazione di "non essere mai abbastanza" o di non sentirsi compresa è qualcosa che si ripete nel tempo, merita di essere ascoltata con attenzione. Mi colpisce soprattutto la decisione che ha preso: scegliere di rivolgersi a uno psicologo. È un passo significativo, perché significa concedersi uno spazio protetto in cui poter dare voce ai propri vissuti senza il timore di essere fraintesa o giudicata. In un percorso psicologico non si tratta di stabilire se le emozioni siano "troppo" o "poco" intense, ma di comprenderne il significato, l'origine e il modo in cui influenzano il benessere e le relazioni. Le auguro di poter trovare un professionista con cui sentirsi accolta e al sicuro. A volte, sentirsi davvero ascoltati è già l'inizio di un cambiamento importante. Resto a disposizione. Filomena Guida
Buonasera, grazie per la sua condivisione! Quello che descrive restituisce l’immagine di una persona che, nei momenti di maggiore vulnerabilità, non cerca soluzioni immediate, ma prima di tutto un’esperienza di accoglienza e comprensione. Il bisogno di sentirsi protetta e rassicurata non è un qualcosa che riconducibile alla debolezza, ma un bisogno umano che tutti possiamo sperimentare, soprattutto quando ci sentiamo soli o non compresi. Potrebbe essere utile soffermarsi su come queste emozioni prendono forma nelle relazioni significative della sua vita. A volte la sensazione di “non essere mai abbastanza” si costruisce e si mantiene all’interno di modalità relazionali che, nel tempo, possono portare a sentirsi costantemente in dovere di spiegarsi, giustificarsi o difendersi. Comprendere questi schemi permette spesso di dare un significato diverso a ciò che si vive nel presente. Vorrei soffermarmi anche sul fatto che, nonostante la fatica della giornata, lei riconosca di essere riuscita a ritrovare un po’ di tranquillità e, soprattutto, abbia deciso di chiedere un aiuto. È un passaggio importante: significa riconoscere che merita uno spazio in cui sentirsi ascoltata senza giudizio e in cui poter esplorare le sue emozioni con qualcuno che le accolga. Credo che questa scelta possa rappresentare un’opportunità preziosa, non solo per alleviare la sofferenza del momento, ma anche per comprendere più a fondo i bisogni che stanno dietro a questa fragilità e trovare modalità nuove e più soddisfacenti di stare nelle relazioni. Le auguro di poter trovare uno spazio terapeutico in cui sentirsi davvero vista e compresa.
La sua situazione merita di essere approfondita per trovare, insieme, una soluzione che le permetta di vivere nel migliore dei modi possibili. Mi contatti e ne parleremo. Dott. Agostino Marotti - psicologo e coach di formazione breve strategica (Perugia)
Voglio rassicurarti subito su una cosa: quello che provi non è affatto 'drammatico', è enormemente umano. Il bisogno di sentirsi accolti, protetti e ascoltati senza doversi continuamente spiegare o difendere è un bisogno primario e assolutamente legittimo. Quando ci si sente incompresi, è naturale desiderare una 'bolla di sicurezza' e avvertire la fatica quando questa sembra rompersi. Sono molto contenta di sapere che oggi tu sia riuscita a ritrovare un po' di tranquillità. La decisione che hai preso di voler dedicare a te stessa uno spazio sicuro è un atto di grande rispetto e cura nei tuoi confronti: meriti assolutamente un luogo in cui poter esprimere ciò che senti senza la paura del giudizio o del fraintendimento.
Quello che descrive suggerisce una sofferenza autentica, non un eccesso. In ottica cognitivo-comportamentale, la sensazione di essere sempre inadeguata spesso deriva da schemi disfunzionali appresi, come standard rigidi e autocritica. La decisione di iniziare un percorso è un passo importante di cura verso di sé. In terapia potrà lavorare sui pensieri automatici, sperimentare nuove modalità relazionali e costruire, gradualmente, uno spazio interno di sicurezza. Un caro saluto, Dr. Vittorio Penzo
Buongiorno, innanzitutto desidero ringraziarla per aver condiviso con tanta sincerità quello che sta vivendo. Dal suo messaggio emerge una grande consapevolezza delle sue emozioni e, soprattutto, il desiderio di comprenderle anziché limitarle o nasconderle. Questo è già un punto di partenza molto importante. Mi ha colpito l'immagine che utilizza quando parla di una "bolla di sicurezza". È una metafora molto efficace, perché descrive il bisogno, profondamente umano, di sentirsi accolti, compresi e protetti nei momenti di maggiore vulnerabilità. Tutti possiamo attraversare periodi in cui abbiamo bisogno di sentirci sostenuti emotivamente. Il fatto che lei senta questo bisogno non significa essere deboli o eccessivamente sensibili, ma semplicemente riconoscere una parte di sé che, in alcuni momenti, ha bisogno di vicinanza. Allo stesso tempo, dalle sue parole sembra emergere anche un'altra difficoltà: quando non si sente capita, il dolore non rimane circoscritto a quel singolo episodio, ma sembra trasformarsi rapidamente nella sensazione di "non essere mai abbastanza". Questo passaggio è molto importante. Da un punto di vista cognitivo comportamentale, infatti, spesso ciò che ci fa soffrire non è soltanto l'evento in sé, ma il significato che la nostra mente gli attribuisce. Un'incomprensione può diventare, quasi automaticamente, la conferma di un giudizio molto più ampio su se stessi, come se un episodio specifico dimostrasse di valere meno o di essere sbagliati. Lei scrive anche di avere la sensazione di dover continuamente spiegare e difendere ciò che prova. Deve essere molto faticoso sentirsi nella posizione di dover giustificare le proprie emozioni per renderle comprensibili agli altri. Le emozioni, però, non hanno bisogno di essere "meritate" per essere legittime. Possono essere comprese, esplorate e, se necessario, regolate, ma il fatto che esistano non le rende sbagliate. Mi ha colpito molto anche quando scrive: "So che a volte posso sembrare troppo drammatica, ma quello che provo in quei momenti per me è reale". Credo che questa frase racchiuda un aspetto fondamentale. È possibile che le persone intorno a lei percepiscano le sue reazioni in un modo diverso rispetto a come lei le vive dall'interno. Questo non significa che il suo dolore sia meno autentico. Significa piuttosto che potrebbe esserci una differenza tra l'intensità dell'esperienza emotiva che vive e il modo in cui questa viene interpretata dagli altri. Comprendere come nasce questa discrepanza può essere molto utile. Vorrei sottolineare anche un elemento molto positivo del suo messaggio. Lei racconta che, nonostante la giornata difficile, è riuscita a tranquillizzarsi e ha maturato la decisione di rivolgersi a uno psicologo. A mio avviso questa è una scelta che merita di essere valorizzata. Non perché ci sia necessariamente qualcosa che "non va" in lei, ma perché desiderare uno spazio sicuro in cui poter esplorare le proprie emozioni senza sentirsi giudicata è un bisogno sano e legittimo. Un percorso psicologico a orientamento cognitivo comportamentale potrebbe aiutarla proprio a comprendere meglio il funzionamento di queste esperienze. Ad esempio, potrebbe essere utile esplorare come si costruisce quel pensiero di "non essere abbastanza", quali situazioni tendono ad attivarlo, quali emozioni suscita e quali comportamenti mette in atto quando si sente non compresa. Comprendere questi meccanismi permette spesso di sviluppare un rapporto più equilibrato con se stessi e con gli altri, imparando gradualmente a non far dipendere il proprio valore esclusivamente dal sentirsi approvati o compresi. Vorrei lasciarle un'ultima riflessione. Nel suo messaggio non vedo soltanto fragilità. Vedo anche una persona capace di osservare il proprio mondo interiore, di riconoscere i propri bisogni e di fare un passo concreto per prendersene cura. Questa capacità di mettersi in ascolto di sé rappresenta una risorsa importante. Avere bisogno di essere accolti non è una debolezza. Diventa prezioso, però, imparare gradualmente a costruire quella sensazione di sicurezza anche dentro di sé, così che le inevitabili incomprensioni che possono verificarsi nelle relazioni non diventino automaticamente una conferma di non essere abbastanza. Le auguro di trovare quello spazio di ascolto che desidera. Potrebbe essere l'occasione per conoscere più a fondo il suo modo di funzionare e costruire, passo dopo passo, un rapporto più gentile e stabile con se stessa. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Quello che descrive arriva con molta intensità e merita di essere accolto con rispetto. Sentirsi fragili, incompresi o avere la sensazione di "non essere mai abbastanza" può essere molto doloroso, soprattutto quando si avrebbe bisogno di sentirsi accolti e, invece, ci si sente ancora più soli. Il desiderio di una "bolla di sicurezza" è un'immagine molto significativa: racconta il bisogno umano di trovare uno spazio in cui poter abbassare le difese, sentirsi visti e non dover giustificare continuamente ciò che si prova. Le emozioni, anche quando sembrano molto intense, non sono "sbagliate": sono segnali che ci parlano di bisogni, ferite e aspetti di noi che chiedono attenzione. È bello leggere che oggi sia riuscita a ritrovare un po' di tranquillità. Questo dimostra che, anche nei momenti più difficili, possono esserci piccoli cambiamenti che meritano di essere riconosciuti. La decisione di rivolgersi a uno psicologo è un gesto di cura verso se stessa, non un segno di debolezza. Avere uno spazio protetto, dove sentirsi ascoltati senza giudizio e poter dare un significato a ciò che si vive, può aiutare a costruire, poco alla volta, quella sicurezza che oggi sente così necessaria. Le auguro di continuare a concedersi la stessa comprensione e la stessa gentilezza che desidererebbe ricevere dagli altri. Dott.ssa Irene Canulli
è normale, hai interiorizzato il giudizio degli altri, in particolare dei tuoi genitori quando eri piccola. Hai bisogno di avere attorno persone che non ti fanno sentire giudicata e di capire perchè provi queste emozioni così intense. impara a conoscerti e a parlarti con amore.
Mi fa piacere che oggi tu sia riuscita a stare più tranquilla. Hai fatto bene a pensare a uno psicologo e, se senti il bisogno di parlare, chiamami con fiducia: ci sono. Un caro abbraccio Dr.ssa Antonella Socrate
Buongiorno, da ciò che scrive emerge una sofferenza autentica. Vorrei però lasciarle una riflessione: prima ancora di essere capiti dagli altri, è importante imparare a capire se stessi. Quando iniziamo a comprendere davvero il significato delle nostre emozioni, dei nostri bisogni e delle nostre ferite, il bisogno di sentirsi continuamente confermati dall'esterno tende gradualmente a diminuire. Credo che il desiderio di iniziare un percorso psicologico sia un passo importante. Può diventare proprio quello spazio sicuro in cui conoscersi più a fondo, dare un senso a ciò che prova e costruire una sicurezza che non dipenda soltanto dal fatto di essere compresa dagli altri. Dr. Giuseppe Mirabella
Credo sia certamente utile ricorrere ad una psicoterapia che può rafforzare il Suo Sè e soprattutto consentirLe di crescere emotivamente. Comprendere le ragioni della propria "fragilita" ed in quali casi ciò si avverte è sempre una grande conquista , ma soprattutto lo diventa se riusciamo a ricontestualizzare le nostre storie personali sulla base dei sogni, dei ricordi, delle libere associazioni che ci aprono le porte dell'inconscio e delle ragioni più profonde dei nostri comportamenti. Le auguro di fare un bel percorso terapeutico che Le consenta di sviluppare la propria personalità appieno. Cordiali sluti dott.ssa G.Elmo
Buongiorno, comprendo profondamente il suo senso di fragilità e la sensazione di non sentirsi mai abbastanza. Ciò che prova in quei momenti di sconforto è assolutamente normale e merita rispetto, non giudizio. Il suo desiderio di rinchiudersi in una bolla di sicurezza esprime un bisogno umano di accoglienza e protezione e non c'è nulla di eccessivo o drammatico nel voler sentirsi rassicurati quando ci si sente vulnerabili. Proprio per questa ragione, l'idea di rivolgersi a uno psicologo rappresenta un grande atto di cura verso se stessa. Lo spazio terapeutico rappresenta esattamente quella bolla protetta che sta cercando. Un caro saluto, dott.ssa Maria Rosa Biondo
Quello che descrive merita di essere preso sul serio. Il fatto che in certi momenti possa apparire molto emotiva non rende meno reale ciò che prova. Quando ci si sente fragili, il bisogno di essere accolti, rassicurati e protetti non è un capriccio, ma un bisogno relazionale comprensibile. Il punto non è stabilire se lei sia “troppo drammatica”, ma osservare il circuito che sembra attivarsi: si sente vulnerabile, teme di non essere abbastanza, prova a spiegarsi o a farsi capire; se la risposta dell’altro non arriva nel modo sperato, aumenta il bisogno di difendersi, chiarire e chiedere rassicurazione. A quel punto ogni nuova incomprensione può diventare la conferma dolorosa di non essere vista o accolta. Questo non permette di formulare diagnosi a distanza, ma suggerisce che potrebbe essere utile comprendere meglio cosa rende alcuni momenti così intensi e perché il senso di sicurezza dipenda tanto dalla risposta dell’altro. Nel prossimo episodio può provare una piccola cosa: prima di spiegare tutto, si fermi per un minuto e distingua tre elementi: che cosa è accaduto, che cosa ha pensato e di che cosa ha bisogno. Poi trasformi il bisogno in una richiesta semplice e concreta, per esempio: “In questo momento non ho bisogno di soluzioni. Ho bisogno che tu mi ascolti e mi stia vicino per dieci minuti”. La decisione di parlare con uno psicologo mi sembra un passo importante, non perché ci sia necessariamente qualcosa di sbagliato in lei, ma perché merita uno spazio in cui comprendere ciò che sente senza dover continuamente dimostrare che il suo dolore è legittimo. Questa sensazione di non essere abbastanza compare soprattutto con una persona specifica o in più relazioni? Che cosa accade di solito poco prima che la “bolla di sicurezza” si rompa? Quando chiede rassicurazione, come reagiscono normalmente gli altri? Un caro saluto.
Buongiorno, la sua domanda solleva questioni importanti e interessanti da esplorare. La sensazione di fragilità è comune all'essere umano, come il bisogno di sentirsi accolto e ascoltato e la ricerca di quella sicurezza che consente di uscire dalla bolla e aprirsi alle esperienze e alle relazioni sociali. Parlarne con un professionista di fiducia è sicuramente un primo passo.
Buongiorno, quello che racconta è un sentimento legittimo e assolutamente valido. Condivido il suo proposito di ricercare un sostegno psicologico/psicoterapeutico dove potersi sentire accolta. Cordiali saluti, dott.ssa Marianna Mansueto
Gentilissima, dalle sue parole emerge una grande sofferenza ma anche una notevole capacità di entrare in contatto con ciò che prova. Credo sia importante dare valore anche a questo, perché significa che dentro di lei esistono già delle risorse sulle quali poter costruire un bellissimo lavoro terapeutico. Quello che descrive è un bisogno molto umano: sentirsi accolti, compresi e rassicurati nei momenti di maggiore fragilità. Non c'è nulla di "sbagliato" nell'avere bisogno, a volte, di una bolla di sicurezza in cui sentirsi protetti. Le emozioni che prova sono reali e, proprio perché reali, meritano di essere ascoltate e legittimate. Mi domando anche se questa sensazione di sentirsi incompresa e "mai abbastanza" riguardi la maggior parte delle sue relazioni oppure se emerga soprattutto con alcune persone significative. È una distinzione importante, perché può aiutare a comprendere meglio il funzionamento di queste dinamiche. A volte tendiamo a dare per scontato che gli altri comprendano ciò di cui abbiamo bisogno, ma non sempre è così. Comunicare apertamente i propri bisogni può essere uno dei modi più semplici per permettere all'altro di aiutarci. Dire, ad esempio, "In questo momento non ho bisogno che tu mi dia una soluzione, ho solo bisogno di sentirmi ascoltata". Allo stesso tempo, credo ci sia un altro aspetto molto prezioso che si può imparare in terapia: imparare a esserci noi per noi stessi. Significa sviluppare, nel tempo, la capacità di offrirci quella comprensione, quella validazione e quella legittimazione che spesso cerchiamo all'esterno. Non perché gli altri non siano importanti, ma perché il nostro benessere non dipenda esclusivamente dal fatto che qualcuno ci comprenda o ci rassicuri. Costruire una relazione più gentile con se stessi permette di affrontare con maggiore stabilità anche i momenti in cui l'altro non riesce a darci ciò di cui avremmo bisogno. Trovo molto significativo che abbia scritto di voler parlare con uno psicologo. In un certo senso, questo è già un gesto di cura verso se stessa. Le auguro di legittimarsi a fare questo passo, perché la terapia può diventare proprio quello spazio sicuro in cui esplorare parti di sé, comprendere meglio i propri bisogni e imparare strumenti nuovi per affrontare le difficoltà della vita con maggiore serenità. Le auguro il meglio e resto a disposizione. Dott.ssa Arianna Savastio
Buongiorno a Lei. E' importante provare a dare spazio a quanto sente, incluso il bisogno di essere "semplicemente" accolta ed ascoltata. Rispetto al non sentirsi abbastanza, è un vissuto molto comune ma potrebbe provare a chiedersi "abbastanza rispetto a che cosa, a quale aspettativa, confronto o ideale"?. Le mando un caro saluto.
Buongiorno, dalle sue parole emerge quanto sia intenso il bisogno, in quei momenti di fragilità, di sentirsi accolta, compresa e al sicuro. Il desiderio di essere abbracciata, protetta e rassicurata non è un segno di debolezza o di “eccessiva drammaticità”: spesso, quando attraversiamo momenti di sofferenza emotiva, il bisogno di vicinanza e di comprensione è un bisogno umano fondamentale. Sentirsi “mai abbastanza” o avere la percezione che ci sia sempre qualcosa di sbagliato può essere molto doloroso e, in alcuni periodi della vita, può portare a sentirsi sole anche quando intorno ci sono persone. A volte non è tanto il bisogno che gli altri risolvano ciò che proviamo, quanto il desiderio di sentirsi viste e accolte senza dover continuamente spiegare o difendere il proprio vissuto. Lei racconta anche di essere riuscita, alla fine della giornata, a ritrovare maggiore tranquillità: ciò può farle toccare le sue risorse interne e la capacità di attraversare anche momenti emotivamente difficili, pur con fatica. La scelta di rivolgersi a uno psicologo può rappresentare proprio la ricerca di quello spazio sicuro che descrive: un luogo in cui poter esprimere pensieri ed emozioni senza il timore di essere giudicata o fraintesa, e in cui comprendere meglio ciò che accade dentro di lei e i bisogni che emergono nelle relazioni con gli altri. Le suggerirei di avvicinarsi a questo percorso con curiosità e gentilezza verso se stessa, senza pensarlo come un “aggiustare qualcosa che non va”, ma come un’opportunità per conoscersi meglio e costruire un rapporto più accogliente con le proprie emozioni. Le auguro di trovare uno spazio in cui possa sentirsi ascoltata e riconosciuta per ciò che porta, anche nei momenti in cui si sente più vulnerabile. Un caro saluto, Dott.ssa Sara Gerbi
Le sue parole restituiscono con chiarezza il bisogno di sentirsi accolta e compresa nei momenti di maggiore vulnerabilità. Dare spazio a questi vissuti, senza giudicarli o minimizzarli, è un passo importante. La decisione di intraprendere un percorso psicologico può offrirLe proprio quello spazio sicuro in cui esplorare le Sue emozioni, comprenderne il significato e costruire, nel tempo, una maggiore fiducia nelle Sue risorse.
Molto spesso avvertiamo l'esigenza di trovare accoglienza per le nostre fragilità e preoccupazioni. Quando questo ascolto viene a mancare, è naturale reagire con modalità che gli altri possono travisare, accentuando il senso di solitudine e incomprensione. L'obiettivo fondamentale di un percorso personale è sviluppare una solida autonomia emotiva: comprendere di avere in sé le risorse per farcela e passare dal bisogno dell'altro alla scelta di condividere con l'altro. La scelta di ritagliarsi uno spazio d'ascolto dedicato rappresenta uno strumento prezioso non solo per aprirsi, ma soprattutto per acquisire una maggiore consapevolezza di sé.
Gentile utente, grazie per la tua condivisione. Ciò che descrivi è un'esperienza che può fare molto male, un sentimento che nasce quando non ci sentiamo compresi; è facile arrivare a pensare che ci sia qualcosa di sbagliato in noi. Eppure, molto spesso, siamo proprio noi i giudici più severi di noi stessi. Mi ha colpito molto il fatto che tu abbia riconosciuto il desiderio di avere uno spazio sicuro in cui sentirti accolta e ascoltata. Credo che questo sia un passo importante e prezioso. Potresti provare a chiederti cosa ti abbia portata a sentire questo bisogno proprio in questo momento della tua vita: a volte fermarsi ad ascoltare questa domanda può già aprire la strada a una maggiore comprensione di sé. Ti auguro di trovare uno spazio in cui tu possa sentirti libera di portare anche la tua fragilità in tutte le sue sfumature e in tutta la sua unicità, senza doverti difendere o temere di essere giudicata. Tutte le emozioni meritano di essere ascoltate con rispetto, anche quelle che ci fanno sentire più vulnerabili.
Quello che descrive trasmette con molta chiarezza quanto possa essere doloroso sentirsi fragili e, allo stesso tempo, non sentirsi compresi. Il bisogno di essere accolti, ascoltati e rassicurati è un bisogno profondamente umano e non significa essere "troppo" o "sbagliati". Nel Suo messaggio emerge anche un aspetto importante: nonostante la sofferenza, oggi è riuscita a ritrovare un po' di tranquillità e ha deciso di rivolgersi a uno psicologo. È una scelta che richiede coraggio e rappresenta un passo significativo nella cura di sé. Un percorso psicologico può offrirLe uno spazio protetto in cui esprimere ciò che prova senza il timore di essere giudicata o fraintesa. Con il tempo, questo può aiutarLa a comprendere meglio le Sue emozioni, riconoscere i Suoi bisogni e costruire una maggiore sicurezza interiore. Le auguro di trovare il professionista con cui sentirsi davvero accolta e libera di portare sé stessa, anche nei momenti di maggiore vulnerabilità. Un caro saluto. Dott.ssa Cinzia Pirrotta
Dal suo messaggio emerge con molta chiarezza quanto possa essere doloroso sentirsi incompresi nei momenti in cui si è più vulnerabili. Quando ci si sente fragili, il bisogno di essere accolti, ascoltati e rassicurati è del tutto comprensibile. È importante ricordare che le emozioni, anche quando sono molto intense, meritano di essere ascoltate senza giudicarle o sminuirle. Il fatto che lei sia riuscita a ritrovare un po' di serenità oggi è un elemento positivo, così come la decisione di rivolgersi a uno psicologo. Un percorso psicologico può offrire uno spazio protetto in cui esplorare questi vissuti, comprenderne il significato e sviluppare strumenti per affrontare con maggiore sicurezza i momenti di maggiore sofferenza, senza sentirsi costretti a dover giustificare continuamente ciò che si prova. Le auguro di trovare il sostegno che desidera e merita.
Il sentimento di fragilità e di incomprensione che descrive sono importanti. Ciò che prova è reale e non ha nulla di 'drammatico', ma rappresenta l'espressione profonda di un bisogno autentico. Il bisogno di ritrovare una 'bolla di sicurezza' appartengono a una richiesta di accoglimento che va oltre le parole. Il dolore, la fragilità e il bisogno di rassicurazione sono parti integranti dell'esperienza umana e non devono essere nascosti o giustificati ma forse solo compresi. Riconoscere l'importanza di dare voce a questo vissuto, all'interno di uno spazio sicuro e privo di giudizio, è un passo di grande consapevolezza per iniziare a comprendere le radici di questo malessere e restituire valore alla sua singolarità.
Salve, la ringrazio per aver condiviso ciò che sta vivendo. Dalle sue parole emerge il desiderio profondo di sentirsi accolta, compresa e rassicurata nei momenti di maggiore vulnerabilità. Quando ci sentiamo fragili, il bisogno di trovare uno spazio relazionale sicuro, in cui poter esprimere le proprie emozioni senza timore di essere giudicati, è un bisogno umano e legittimo. Mi colpisce il fatto che lei riesca a riconoscere con chiarezza ciò di cui avrebbe bisogno in quei momenti: non che tutto sia sempre perfetto, ma di sentirsi ascoltata e sostenuta, senza dover continuamente giustificare ciò che prova. Dare valore alle proprie emozioni non significa essere "troppo drammatica": significa riconoscere che ciò che sente è reale e merita di essere compreso. Trovo molto significativo anche che, nonostante la fatica della giornata, lei sia riuscita a ritrovare un po' di tranquillità e abbia maturato il desiderio di intraprendere un percorso psicologico. Scegliere di chiedere aiuto non è un segno di debolezza, ma un gesto di cura verso se stessa. Uno spazio terapeutico può offrirle l'opportunità di esplorare questi vissuti, comprenderne il significato e costruire, nel tempo, un senso di sicurezza che possa diventare sempre più stabile anche nelle relazioni con gli altri. Un caro saluto. Dott.ssa Gaia Evangelisti, Psicologa.
La ringrazio per aver condiviso con tanta sincerità ciò che ha vissuto oggi. Dalle Sue parole emerge quanto possa essere doloroso sentirsi fragile e non compresa, soprattutto quando avrebbe bisogno di sentirsi accolta e al sicuro. Quello che prova merita ascolto e rispetto. Avere momenti di maggiore vulnerabilità non significa essere "troppo drammatica": significa attraversare emozioni che, per Lei, sono autentiche e importanti. Il desiderio di sentirsi rassicurata, senza dover continuamente giustificare ciò che sente, è un bisogno umano e comprensibile. Mi fa piacere leggere che oggi sia riuscita a ritrovare un po' di tranquillità e, soprattutto, che abbia deciso di valutare un percorso con uno psicologo. È una scelta che dimostra attenzione verso se stessa e il desiderio di prendersi cura del proprio benessere. Avere uno spazio protetto, in cui potersi esprimere senza il timore di essere giudicata o fraintesa, può essere un'opportunità preziosa. Saluti, Dott.ssa Donatella Valsi
Grazie per aver condiviso quello che stai vivendo. Da ciò che scrivi sento quanto tu abbia bisogno di uno spazio in cui poter abbassare le difese, sentirti accolta, ascoltata e al sicuro , senza dover giustificare ciò che provi. Il lavoro dello psicologo è proprio quello di offrire un ambiente riservato, rispettoso e privo di giudizio, in cui tu possa esprimere liberamente pensieri, emozioni e vissuti, con i tuoi tempi. Se senti che questo può essere il momento giusto, fallo liberamente. Dott.ssa Giuseppina Torre
Quello che descrivi è un’esperienza emotiva molto reale: quando ci si sente fragili o non compresi, può diventare difficile percepirsi “abbastanza”, e ogni incomprensione può pesare più del solito. Il bisogno di essere accolti, ascoltati e rassicurati non è un segno di debolezza, ma una parte importante della nostra vitata emotiva. Il fatto che tu riesca a riconoscere ciò che provi, a descriverlo con questa chiarezza e a notare anche i momenti in cui ritrovi un po’ di tranquillità, è già un passo significativo. Non è “drammaticità”: è sensibilità, ed è un modo autentico di stare nelle relazioni. La decisione di cercare uno spazio sicuro in cui parlare con uno psicologo è molto preziosa. Avere un luogo dove non devi difenderti, dove puoi esprimere ciò che senti senza paura di essere fraintesa, può aiutarti a comprendere meglio le tue emozioni e a sentirti più stabile nelle situazioni che oggi ti mettono in difficoltà. Se vorrai iniziare un percorso, sarà proprio questo il punto di partenza: costruire insieme uno spazio in cui tu possa sentirti accolta, ascoltata e non giudicata. L’obiettivo del lavoro sarà aiutarti a ritrovare maggiore serenità e benessere nelle tue giornate: è qualcosa che meriti, ed è una possibilità concreta.
Buongiorno, grazie per la sua condivisione. Credo che sia preziosa la consapevolezza che ha di sè e delle sue emozioni: imparare ad ascoltarsi e prendersi sul serio è il primo passo per poter stare meglio, e lavorare per costruire l'equilibrio che merita. Merita di sentirsi abbracciata, protetta e sicura, con le altre persone sicuramente ma in primis con se stessa. Il mio suggerimento va proprio nella direzione della sua decisione: credo che affidarsi ad un terapeuta che possa ispirarle fiducia, e che possa ascoltarla e comprenderla, sia una scelta che può aiutarla a costruire il benessere e l'equilibrio di cui ha bisogno, per costruire una sicurezza e una tranquillità che merita. Se volesse approfondire la questione mi trova a disposizione, anche online. Un caro saluto, dott.ssa Elena Gianotti
Gentile utente, sono dispiaciuto che tu non ti senta mai abbastanza, incompresa e sbagliata. Sembra tu abbia bisogno di uno spazio di ascolto che sappia accoglierti come sei, e che ti dia modo di rafforzare la stima di te, accogliendo le tue fragilità, ma riconoscendo i tuoi punti di forza. Se ti può aiutare mi rendo disponibile per eventuali colloqui. Un caro abbraccio dott. Omar Saggioro
Buongiorno, grazie per aver condiviso ciò che stai vivendo. Dalle tue parole emerge un grande bisogno di sentirti accolta e compresa, soprattutto nei momenti in cui ti senti più fragile. E' naturale desiderare uno spazio sicuro, in cui non sia necessario difendersi o giustificarsi continuamente. Il fatto che tu viva queste emozioni in modo intenso non significa che siano "esagerate": ciò che provi è reale e merita di essere ascoltato con rispetto. Allo stesso tempo, è importante ricordare che la tua sensibilità non definisce il tuo valore come persona. Ti voglio rimandare il fatto che, nonostante la giornata difficile, tu sia riuscita a ritrovare un po' di tranquillità e abbia maturato la decisione di rivolgerti a uno psicologo. È una scelta che denota cura verso te stessa, non debolezza. Un percorso psicologico può offrirti proprio quello spazio protetto che descrivi, aiutandoti a comprendere meglio i tuoi bisogni emotivi e a costruire, nel tempo, una maggiore sicurezza interiore, affinché il tuo benessere dipenda sempre meno dalla paura di essere fraintesa e sempre più da te stessa.
Salve l'idea dello spazio sicuro mi sembra possa essere un buon primo passo per affrontare la sensazione di non essere mai abbastanza. Un professionista potrebbe accoglierla senza giudizio ed ascoltarla. In terapia le bolle vanno prima esplorate, a volte si rompono ma è un bene perchè uscirne potrebbe significare imparare a crearsi la sicurezza interiore. Che poi la bolla ha questa funzione protettiva.
Buongiorno, apprezzo molto la fiducia riposta in noi professionisti che scriviamo su questo format e il coraggio che hai mostrato nel descrivere le tue fragilità. E' un passo delicato e importante. Quello che ricerchi, poter lasciare andare il peso del doversi sempre giustificare e del sentirsi sempre sbagliata ed essere finalmente accolta senza essere giudicata e senza doverti giustificare, è un bisogno umano autentico. La scelta consapevole di volerne parlare con uno Psicologo e cercare uno spazio dove non difenderti da nulla è un secondo passo importante. Sarei lieto di poterti offrire questo spazio con un primo colloquio conoscitivo, senza alcun impegno. Al di à del professionista che sceglierai ti auguro sinceramente di trovare l'ascolto accogliente che meriti. A presto.
Buongiorno, intanto la ringrazio per aver condiviso un pensiero così intimo e profondo. Penso che averlo fatto sia stato un gesto importante sia nei confronti della sua sofferenza, che finalmente può prendere voce, spazio e forma, ed anche nei confronti di altre persone che leggendo il suo contributo potrebbero riconoscersi e quindi sentirsi capite ed supportate. Penso che la conclusione della sua riflessione sia essa stessa parte già della risposta alla sua domanda, in quanto penso che iniziare un percorso di psicoterapia possa rappresentare per lei un passaggio importante e significativo. La sua percezione di fragilità e incomprensione è probabilmente ricollegata a degli aspetti della sua storia personale che influenzano il suo modo di percepire se stessa e gli eventi che le accadono. Dare voce alle sue emozioni in uno spazio come la psicoterapia potrà sicuramente servire a sentirsi meno “drammatica” (come lei scrive) e a sentirsi invece parte del proprio percorso di comprensione di sé ed accettazione. Un caro saluto, Dott.ssa Valentina Cirelli Psicologa Psicoterapeuta
Buongiorno, la ringrazio per aver condiviso ciò che sta vivendo. Posso immaginare quanto sia difficile sentirsi compresa e quanto sia forte il bisogno di trovare uno spazio accogliente e sicuro in cui non dover sempre giustificare o difendere ciò che prova. La sua esperienza emotiva è significativa e merita ascolto e attenzione. È importante il fatto che stia valutando di rivolgersi a un professionista, poichè iniziare un percorso di psicoterapia potrebbe aiutarla a disporre di uno spazio di ascolto che sia soltanto suo, in cui poter raccontare con serenità ciò che vive e comprendere meglio come pensieri, emozioni e modalità di risposta si siano organizzati nel tempo, anche in relazione ai suoi bisogni di protezione e ai suoi vissuti relazionali. Se lo desidera, potrebbe essere un primo passo utile per dare senso a questi vissuti e affrontarli con maggiore sostegno e consapevolezza. Psicologa e Psicoterapeuta Caterina Loiacono
Buongiorno, la ringrazio per aver condiviso con tanta sincerità quello che sta vivendo. Dalle sue parole emerge quanto possa essere doloroso sentirsi fragile e, allo stesso tempo, non sentirsi compresa nel momento in cui avrebbe maggiormente bisogno di vicinanza e sicurezza. È importante riconoscere che ciò che prova è reale e merita ascolto. Avere bisogno di rassicurazione, protezione o semplicemente di sentirsi accolti senza dover continuamente spiegare o difendere le proprie emozioni non significa essere “troppo drammatici”, ma esprime un bisogno umano di comprensione e di contenimento emotivo. Mi sembra importante anche che oggi sia riuscita a ritrovare un po’ di tranquillità e che abbia riconosciuto il bisogno di avere uno spazio sicuro in cui poter parlare di sé senza timore di essere giudicata. La scelta di rivolgersi a uno psicologo è un passo significativo e può rappresentare un’opportunità preziosa di ascolto e sostegno. Resto a disposizione, anche online, per accompagnarla in questo percorso di ascolto e comprensione, nel rispetto dei suoi tempi e dei suoi bisogni. Un caro saluto, Dott.ssa Giada Vanini
Buongiorno, quello che descrive è molto significativo e credo che ciò che conta non sia tanto la realtà oggettiva degli eventi quanto il modo in cui vengono vissuti e percepiti soggettivamente. Se in un determinato momento si sente incompresa, fragile o non abbastanza, quella sofferenza è reale e merita di essere ascoltata indipendentemente da come gli altri interpretano la situazione. La decisione di rivolgersi a uno specialista mi sembra un passo importante. Un percorso di psicoterapia può offrirle uno spazio protetto in cui esplorare questi vissuti, comprendere da dove nascono il bisogno di rassicurazione e la paura di non essere capita e costruire nel tempo un senso di sicurezza più stabile. Dare valore alla sua esperienza emotiva è già un primo passo verso una maggiore consapevolezza e benessere. Resto a disposizione anche online. Un saluto
Grazie per aver condiviso quello che stai vivendo. Dalle tue parole emerge quanto possa essere doloroso sentirsi incompresi, soprattutto nei momenti di maggiore vulnerabilità. Avere bisogno di accoglienza, rassicurazione e ascolto non è un segno di debolezza, ma un bisogno umano che tutti possiamo sperimentare. È positivo che tu sia riuscita a ritrovare un po' di tranquillità e che abbia scelto di rivolgerti a uno psicologo. Un percorso psicologico può offrirti uno spazio protetto in cui dare significato alle tue emozioni, comprendere meglio i tuoi bisogni e trovare modalità più efficaci per prenderti cura di te. Ti auguro che questo possa essere l'inizio di un cammino di maggiore consapevolezza e benessere. Io sono una Psicologa se vuoi approfondire mi trovi su MioDottore Dott.ssa Sacha Giannetti
Salve, sentirsi fragili, incompresi o avere la sensazione di non essere mai abbastanza è un vissuto che molte persone sperimentano in alcuni momenti della propria vita e che può assumere significati diversi per ciascuno. Non credo sia utile giudicare ciò che prova come “drammatico”: le emozioni e le difficoltà meritano di essere ascoltate e comprese, indipendentemente dalla loro origine. Il fatto che stia pensando di intraprendere un percorso e desideri ritagliarsi uno spazio sicuro tutto per sé mostra attenzione verso il proprio benessere. Le suggerisco di prendersi il tempo di informarsi e individuare il professionista con cui sente di poter sentirsi più a suo agio e maggiormente compresa. Qualora ritenesse che il mio modo di lavorare possa rispondere alle sue esigenze, resto volentieri a disposizione per un colloquio online.
Questa sensazione di non essere abbastanza, e il bisogno di sentirsi accolta senza doversi difendere, sono qualcosa di reale e che meritano di essere ascoltati, non minimizzati. Il fatto che oggi, nonostante una giornata difficile, sia riuscita a stare più tranquilla e abbia preso la decisione di cercare uno spazio di supporto, dice molto sulla Sua capacità di prendersi cura di sé anche nei momenti più faticosi. Quello spazio che cerca, in cui poter dire quello che sente senza paura di essere fraintesa, è esattamente quello che un percorso psicologico può offrirLe.
Buongiorno, aver bisogno di essere compresi e rassicurati è umano, così come la difficoltà nel comunicare e farsi capire. Tendiamo a dare piuttosto per scontata la comunicazione, ma è un lavoro che comporta una certa fatica, uno sforzo e un'intenzione da parte nostra e da parte dell'altro. Credo che aver deciso di concedersi uno spazio di ascolto non giudicante, nel quale sentirsi libera di comunicare e cercare di capirsi al meglio sia un passo molto bello verso una nuova scoperta di sé. Le auguro buona fortuna per il suo percorso!
Buongiorno, dalle sue parole emerge una grande capacità di mettersi in ascolto di sé e di dare un nome a ciò che prova. Sentirsi fragili, incompresi o avere il timore di non essere "abbastanza" può essere molto doloroso, soprattutto quando si ha il desiderio di essere accolti proprio nei momenti di maggiore vulnerabilità. Mi colpisce l'immagine della "bolla di sicurezza": sembra rappresentare il bisogno di una relazione in cui potersi sentire protetta, compresa e libera di esprimere le proprie emozioni senza il timore di essere giudicata o di dover continuamente giustificare ciò che sente. Questo è un bisogno umano e legittimo. Il fatto che lei riconosca che le sue emozioni siano reali, anche quando possono apparire intense, è un passaggio importante. Le emozioni non sono giuste o sbagliate: possono essere comprese, accolte e aiutate a trovare un significato, senza che questo significhi esserne sopraffatti. Credo che la decisione di rivolgersi a uno psicologo sia un gesto di cura verso se stessa. Uno spazio terapeutico può offrirle la possibilità di esplorare queste esperienze, comprendere da dove nasca quel senso di inadeguatezza e costruire, nel tempo, una maggiore fiducia nelle proprie emozioni e nelle relazioni. Il fatto che oggi sia riuscita a sentirsi un po' più tranquilla e abbia maturato questa scelta mi sembra un segnale importante. Le auguro di poter trovare uno spazio in cui sentirsi davvero ascoltata, riconosciuta e accolta, così come desidera. Un caro saluto, Dott.ssa Donatella De Marco
A volte ci sentiamo incompresi perché non riusciamo a formulare richieste di aiuto chiare Altre volte perché desideriamo ascolto da chi ha troppo rumore dentro se e non può cogliere le voci di fuori Le persone capaci di ascoltarla e accoglierla arriveranno
Buongiorno. il vissuto di non essere mai abbastanza spesso si collega a vicende personali e familiari legate alla propria storia e si attiva nelle relazioni affettive per noi significative. Un percorso psicologico la puo' aiutare a comprendere le radici della sua problematica e imparare ad esprimere i propri bisogni e anche le proprie parti fragili. Cordiali saluti. Dott.ssa Alessandra Marra
Buonasera, grazie per la sua domanda. Può capitare di sentirsi soli, fragili, incompresi, distanti da tutti e tutto ciò che ci circonda. Non tutti riescono ad ammetterlo e non tutti riescono a reagire. Lei ha fatto entrambe le cose e sente di meritare uno spazio per lei e tutti questi elementi: sa già cosa deve fare. Se non è lei la prima ad ascoltarsi, capirsi, accettarsi, chi potrà farlo al suo posto? Le auguro di trovare questo spazio e di scoprire la persona che c'è dietro tutta quella fragilità e quel desiderio di essere capita
Buongiorno, visto ciò che descrive potrebbe esserle molto utile affrontare un percorso psicologico. Se avesse bisogno sono a sua disposizione in presenza o online, per una terapia di tipo relazionale integrata, con il supporto di varie tecniche personalizzate in base al paziente, ai suoi bisogni ed obiettivi con evidenza scientifica. Dott.ssa Susanna Scainelli
Ho letto con attenzione il tuo messaggio, la tua è un’esperienza che molte persone vivono nei momenti di maggiore vulnerabilità. Spesso quando ci sentiamo fragili, il bisogno di essere compresi, accolti e rassicurati diventa ancora più intenso e questo non significa essere “troppo” o essere deboli, significa semplicemente avere un bisogno emotivo che merita ascolto. A volte, quando ci sentiamo feriti o non compresi anche i pensieri possono diventare più severi con noi stessi, portandoci a credere di non essere abbastanza o che ci sia sempre qualcosa di sbagliato in ciò che facciamo. E' molto importante riconoscere questi pensieri e imparare a osservarli con maggiore consapevolezza, senza considerarli automaticamente come verità, questo è spesso un primo passo per stare meglio. È importante anche ciò che racconti alla fine del tuo messaggio ossia che nonostante la difficoltà sei riuscita a ritrovare un po’ di tranquillità e hai riconosciuto il desiderio di chiedere un aiuto psicologico e questo ti assicuro che è un segnale di cura verso te stessa non di fragilità. Uno spazio terapeutico può offrirti proprio quello che stai cercando, un luogo in cui esplorare ciò che provi senza sentirti giudicata, comprendere da dove nasce quella sensazione di “non essere mai abbastanza” e imparare gradualmente a riconoscere i bisogni emotivi, i pensieri e le emozioni che si attivano in quei momenti. Questo permette nel tempo di costruire una sicurezza più stabile che non dipende esclusivamente dalla conferma degli altri. Ti auguro di concederti questo spazio con la gentilezza che oggi senti di meritare.
Gentile utente, dal suo scritto vedo che ha fatto una domanda e si è fatta anche una risposta: parlarne con uno psicologo. Lei si sente incompresa e teme di apparire "sbagliata". Non so quanti anni ha, se è una adolescente o una donna adulta. In ogni caso, dovrebbe sviluppare un'autostima maggiore. Tale da non sentirsi in difetto quando si relaziona con qualcuno. Pensi che siamo tutti unici. Non deve temere di essere inappropriata o sbagliata. Affronti è la vita a testa alta. E se non ci riesce, ne parli con uno psicologo. Tanti auguri. Buona vita. Cordiali saluti. Dott. Francesco Romano
Buongiorno, La ringrazio per aver condiviso con tanta autenticità quello che sta vivendo. Dalle sue parole emerge un forte bisogno di sentirsi accolta, compresa e al sicuro nei momenti di maggiore vulnerabilità, ed è importante che sia riuscita a riconoscerlo e a dargli voce. Colpisce anche la consapevolezza con cui racconta di voler intraprendere un percorso psicologico: concedersi uno spazio in cui sentirsi ascoltata, senza timore di essere giudicata o fraintesa, è un passo significativo. Se desidera, resto disponibile per un confronto, in uno spazio di ascolto accogliente e privo di giudizio. Un caro saluto Dott.ssa Barcella
Salve, da psicologa e psicoterapeuta i.f. ci tengo a dirle che non metto assolutamente in dubbio che quello che prova lei è reale, mi chiedevo se fosse mai riuscita a comunicare ciò che prova ed i suoi bisogni alle persone da cui vorrebbe sentirsi accolta. Le fragilità fanno parte di noi, molto spesso non le si riesce ad accettare perchè si pensa di essere deboli, ma in realtà sono tra le forme di emotività più profonda. L'idea di parlare con un/una collega la sento molto funzionale per lei in quanto potrebbe aiutarla sia a comprendere da dove derivano i suoi bisogno e desideri, sia a trasformare ciò che cui parla in risorsa. Un caro saluto.
Buongiorno, leggendo il suo racconto emerge una buona capacità di ascoltare ciò che prova e di dare un nome ai suoi bisogni e alle proprie vulnerabilità. Mi colpisce l'immagine della "bolla di sicurezza": è una metafora molto significativa poiché descrive il desiderio di avere uno spazio relazionale in cui, nei momenti di maggiore fragilità, non sia necessario difendersi o giustificare continuamente ciò che si prova. Quando scrive "quello che provo in quei momenti per me è reale", tocca un punto fondamentale. Le emozioni sono reali, anche quando gli altri non le comprendono o le vivono in modo diverso. Essere accolti non significa che l'altro debba essere sempre d'accordo con noi, ma che possa riconoscere la nostra esperienza senza svalutarla. È altrettanto importante ciò che aggiunge alla fine del messaggio: "Oggi però, sono riuscita a stare più tranquilla." Questo suggerisce che, pur attraversando momenti di forte sofferenza, possiede anche delle risorse che le permettono di ritrovare un equilibrio. Vale la pena riconoscerle, perché spesso, quando si sta male, tendiamo a vedere solo la fragilità e non la capacità di attraversarla. Trovo molto significativa anche la decisione di rivolgersi a uno psicologo: non come conseguenza del fatto che ci sia "qualcosa che non va", ma perché riconosce di meritare uno spazio in cui sentirsi ascoltata e compresa. È una motivazione preziosa: non nasce dalla ricerca di qualcuno che le dia ragione, ma dal desiderio di comprendere meglio sé stessa e di prendersi cura del proprio benessere. Un percorso psicologico può offrirle proprio questo: un luogo in cui esplorare i momenti in cui si sente "non abbastanza", capire da dove nasce questo vissuto e costruire, gradualmente, una sensazione di sicurezza che dipenda sempre meno dallo sguardo degli altri e sempre più dal rapporto con sé stessa. Le auguro che questo spazio possa diventare quella "bolla di sicurezza" di cui parla: un luogo in cui sentirsi accolta, senza il timore di essere giudicata o fraintesa. Un cordiale saluto.
Buongiorno, penso sia una buona idea anche per capire i motivi di tali sensazioni. Spero trovi uno spazio sicuro di ascolto e di lavoro! Buona giornata, cordiali saluti!
Dalle tue parole emerge una grande consapevolezza di ciò che provi e dei bisogni che accompagnano questi momenti di fragilità. Sentirsi accolti, ascoltati e non giudicati è un bisogno umano fondamentale, soprattutto quando ci si sente più vulnerabili. Trovo molto significativo che, nonostante la fatica, oggi tu sia riuscita a ritrovare un po' di tranquillità e abbia deciso di rivolgerti a uno psicologo. È un passo importante, che può offrirti uno spazio sicuro in cui comprendere meglio ciò che stai vivendo e trovare nuovi modi per affrontarlo. Ti auguro di intraprendere questo percorso con fiducia. Se lo desideri, resto a disposizione per un colloquio psicologico online. Un caro saluto.
Grazie per aver condiviso con tanta sincerità quello che sta vivendo in questo periodo. Posso immaginare quanto sia doloroso sentirsi fragile e non trovare, proprio in quei momenti delicati, protezione e comprensione. Mi fa piacere leggere che oggi lei sia riuscita a trovare un po' di tranquillità e che abbia deciso di concedersi uno spazio con uno psicologo. È una scelta che parla di cura verso se stessa ed anche del desiderio di comprendersi meglio. Anche lei merita un luogo sicuro in cui sentirsi ascoltata, accolta e sostenuta. Le auguro di trovarlo, il suo spazio sicuro.
Cara, grazie per aver condiviso quello che senti! Tutti noi abbiamo bisogno di sentirci ascoltati e compresi, soprattutto nei momenti di vulnerabilità. Desiderare di sentirsi "abbracciati" emotivamente, protetti e rassicurati non significa essere deboli o drammatici, ma esprime un bisogno umano di sicurezza e connessione. Mi colpisce positivamente la fine del tuo messaggio. Incontrare uno psicologo è una scelta che richiede coraggio e rappresenta un importante passo verso la cura di se. Puoi trovare in questo modo uno spazio sicuro in cui esplorare i tuoi vissuti senza il timore di essere giudicata. Spero di averti aiutata e resto a tua disposizione, Dott.ssa Maryviol De Bernardi
Buongiorno, Una psicoterapia è uno spazio dove sentirsi accolti per potersi aprire in uno spazio sicuro dove non esistono tabù. È il luogo adatto per costruire o rafforzare delle strategie per sentirsi forte delle proprie scelte senza avere bisogno di un’approvazione costante: ricominciare ad avere autostima e a sentirsi vicini alla persone che ha intorno sarebbe un bellissimo obiettivo per una psicoterapia. Rimango a disposizione, Dott.ssa Giulia Angeli.
Grazie per aver condiviso quello che stai vivendo. Le emozioni e i bisogni che descrivi sono comprensibili: ci sono momenti in cui tutti possiamo sentirci più fragili, abbiamo bisogno di essere accolti, rassicurati e sentirci compresi. Questo non rende ciò che provi "esagerato", ma racconta un momento di particolare vulnerabilità. Mi sembra importante che tu abbia riconosciuto il desiderio di dedicarti uno spazio in cui poter dare voce a quello che senti senza il timore di essere giudicata. Se senti che è il momento giusto, puoi decidere di contattare me o un altro professionista della salute e iniziare insieme questo percorso.
Quello che provi è reale e merita di essere accolto. È una scelta bellissima e coraggiosa quella di cercare uno spazio sicuro con uno psicologo. Ti meriti di essere ascoltata senza giudizio. Il tuo bisogno di sentirti accolta ha a che fare con situazioni particolari della tua vita dove non sei stata vista come desideravi. Stabilire un rapporto professionale con uno psicologo fa sì che quelle situazioni di inadeguatezza ritornino a rivivere e, proprio per questo ad essere rielaborate per una nuova visione di noi stesse, determinata e libera, che si protrarrà negli anni a venire.
Ti ringrazio per esserti aperta così tanto. C'è molta sofferenza nel tuo racconto, ma c'è anche una forte consapevolezza di ciò che desideri per stare meglio. Il bisogno di sentirsi accolti, compresi e al sicuro non è un difetto o una debolezza: è semplicemente umano. La frase che hai usato — 'Quello che provo per me è reale' — racchiude il cuore di tutto. La sofferenza non si misura dall'esterno; se fa male a te, merita di essere ascoltata e validata, senza riserve. Notare la piccola parentesi di serenità di oggi è prezioso, perché dimostra che il cambiamento è possibile. Rivolgerti a uno psicologo è una decisione coraggiosa: significa regalarti uno spazio protetto in cui sentirti finalmente vista e accompagnata, esattamente per come sei!! Ti auguro il meglio!
Buongiorno, è importante che lei riconosca questo bisogno. A volte rivolgersi a un professionista aiuta a sperimentare la sensazione di cui parla lei, sentirsi in uno spazio sicuro e non giudicante.
Buongiorno, sicuramente la terapia può essere il giusto spazio dove affrontare le sue difficoltà in un clima accogliente e privo di giudizio, è un'ottima opportunità che può darsi per capire meglio certi aspetti di sé e cercare una maggiore serenità. Un caro saluto, Laura De Biasio
Gentile Utente, nelle sue parole si percepisce una sofferenza autentica, ma anche un'importante consapevolezza. Quando scrive che, nei momenti di maggiore fragilità, avrebbe bisogno di sentirsi "abbracciata, protetta e racchiusa in una bolla di sicurezza", sta descrivendo un bisogno umano e profondo: quello di sentirsi accolti quando le emozioni diventano difficili da sostenere. Mi colpisce anche un altro passaggio: dice che a volte teme di sembrare "troppo drammatica", ma riconosce che ciò che prova è reale. Questo è un punto fondamentale. L'intensità di un'emozione non la rende sbagliata; piuttosto, invita a domandarsi quale bisogno o quale ferita stia cercando di esprimere. È altrettanto significativo che oggi sia riuscita a ritrovare un po' di tranquillità. Questo ci ricorda che le emozioni, anche quelle più intense, non sono immobili: cambiano, si trasformano e possono essere attraversate, soprattutto quando iniziamo ad ascoltarle senza giudicarle. La decisione di rivolgersi a uno psicologo mi sembra un passo importante. Non perché ci sia qualcosa di "sbagliato" in lei, ma perché desidera offrirsi quello spazio sicuro che oggi sente di meritare: un luogo in cui poter dare voce ai suoi vissuti senza il timore di essere fraintesa o di dover continuamente giustificare ciò che sente. Un percorso psicologico può aiutarla non solo a trovare accoglienza, ma anche a comprendere da dove nasce quella sensazione di "non essere mai abbastanza" e come costruire, poco alla volta, una sicurezza che non dipenda esclusivamente dallo sguardo degli altri. Le auguro di concedersi questo spazio con la stessa gentilezza che oggi desidererebbe ricevere da chi le sta accanto. Un cordiale saluto, Marica Romano Psicologa
Non è facile mettere in parole una fragilità così profonda, e il fatto che tu l'abbia fatto è già un passo importante. Quello che provi è reale, e ha tutto il diritto di esistere così com'è, senza bisogno di essere giustificato o ridimensionato. Il bisogno di sentirsi accolti, protetti e capiti — soprattutto nei momenti in cui sembra che nulla di ciò che fai sia "abbastanza" — è un bisogno profondamente umano, non una debolezza né un'esagerazione. Mi fa piacere che oggi tu sia riuscita a trovare un po' più di calma, ed è bello leggere che hai deciso di darti lo spazio per essere ascoltata davvero, senza il timore di essere fraintesa. Un percorso psicoterapico può offrirti uno spazio sicuro, accogliente e non giudicante, dove poter portare tutto ciò che senti, anche le parti più fragili o "scomode". Ti abbraccio dott.ssa Annamaria Bottillo
Ciao sono la dottoressa Ilenia Ferlito. Il bisogno di essere accolta, ascoltata e rassicurata è un bisogno umano e importante, che tutti possiamo sperimentare in alcuni momenti della vita. Purtroppo non sempre è facile trovare, nelle persone che ci circondano, quello spazio di ascolto e di comprensione di cui avremmo bisogno. Proprio per questo, intraprendere un percorso psicologico è consigliabile, troveresti un posto sicuro, protetto e privo di giudizio, dove potrai esprimere liberamente ciò che provi e dare valore alle tue emozioni. Inoltre si può lavorare per comprendere meglio i tuoi bisogni e trovare modalità che ti aiutino a comunicarli agli altri in modo che possano essere accolti e compresi. Se sentirai che è il momento giusto per iniziare questo percorso ricevo sia Online che a Catania, sarò lieta di offriti uno spazio sicuro in cui potrai esprimere le tue emozioni e i tuoi bisogni.
Le tue sensazioni hanno bisogno di essere accolte e ascoltate perchè provengono da un vissuto che fa parte di te (e lo stai già facendo, ottimo inizio!). Nessuno di noi è sbagliato quando si legge dentro. Sarebbe da comprendere quanto il bisogno di approvazione esterno può condizionare ciò che sei veramente. Spero di averti dato uno spunto su cui riflettere. Un abbraccio!
Gentilissima, grazie per la condivisione. A me arriva molto il bisogno profondo di essere accolta senza dover continuamente giustificare ciò che prova. Quando una persona vive momenti di fragilità, il sentirsi “troppo” o “non abbastanza” è spesso il segnale di un sistema interno che sta cercando protezione, non di un difetto personale. Lei non è drammatica: sta semplicemente dando voce a un’emozione che, in quei momenti, è intensa e reale. La sua sensibilità sembra entrare in conflitto con contesti in cui non si sente compresa. Questo può creare una sorta di oscillazione: il desiderio di una “bolla sicura” e, dall’altra parte, la paura che quella bolla si rompa. È una dinamica molto comune nelle persone che hanno un forte bisogno di connessione emotiva e che, quando non trovano ascolto, vivono un senso di esposizione che fa male. Il fatto che oggi sia riuscita a stare più tranquilla indica che dentro di lei esistono già risorse di regolazione, anche se a volte faticano a emergere. E la decisione di cercare uno spazio psicologico è un gesto di cura verso se stessa: significa riconoscere che merita un luogo dove non dover “tenere tutto insieme”, dove ciò che sente può essere accolto senza giudizio. Mi sembra un passo molto importante: scegliere di offrirsi un contesto in cui la sua voce possa essere ascoltata con continuità e rispetto. Resto a disposizione per ogni ulteriore necessità. Con i miei migliori saluti, Dott.ssa Michelle Borrelli
Gentile utente, quello che descrive merita di essere accolto con rispetto e attenzione. Quando ci si sente costantemente "non abbastanza" o incomprese, è naturale desiderare un luogo in cui non sia necessario giustificare ciò che si prova. Spesso la sofferenza non nasce solo da ciò che accade, ma anche dal significato che, nel tempo, abbiamo costruito rispetto a noi stesse, agli altri e alle relazioni. Per questo motivo può essere importante comprendere da dove nasce questa esperienza e come mai oggi si ripresenta con tanta intensità. Il fatto che abbia pensato di rivolgersi a uno psicologo mi sembra un passo prezioso. La psicoterapia può diventare proprio quello spazio sicuro in cui esplorare, senza giudizio e con i propri tempi, il modo in cui sta dando senso a ciò che vive. Non per dirle cosa è giusto o sbagliato sentire, ma per aiutarla a costruire nuove possibilità di leggere se stessa e le sue relazioni, ritrovando maggiore libertà e benessere. Le auguro di concedersi questo spazio perché merita un luogo in cui sentirsi davvero ascoltata e compresa. un cordiale saluto, Dott.ssa Silvia Tomaino
Gentilissima grazie per aver condiviso la sua sofferenza con tanta delicatezza. Sentirsi fragile e incompresa e mai abbastanza , avere bisogni di sentirsi abbracciata e protetta da una bolla di sicurezza senza doversi sempre difendere o giustificare, è un vissuto umano profondo e validissimo . Non è essere "troppo drammatica". Quanto lei prova merita rassicurazione, accoglienza e non giudizio. E' molto importante il passo che ha fatto oggi: riconoscere di meritare uno spazio sicuro dove poter dire ciò che sente senza paura di essere fraintesa. La psicoterapia è proprio questo, una bolla di sicurezza dove può portare la sua fragilità imparare a proteggerla senza chiudersi e a comunicarla a chi le sta accanto. Nel mio lavoro mi occupo proprio di questo, creare uno spazio di ascolto non giudicante per persone altamente sensibili che spesso si sentono incomprese. se lo desidera sono a sua disposizione per un primo colloquio conoscitivo. Ha già fatto il passo più difficile. cordialmente Francesca Caputo
Buongiorno, Comprendo possa essere difficile per lei sentirsi non abbastanza, fragile, incompresa. Ognuno di noi può avere una vulnerabilità di questo tipo, la potremmo definire una ferita interiore. Tuttavia, per alcuni di noi ed in alcuni momenti della vita, questa ferita è particolarmente dolorosa, in quanto ancora aperta e sanguinante, nonostante si possa essere formata da tempo e con il tempo. Il bisogno di trovare uno spazio sicuro in una relazione terapeutica, è molto importante e potrebbe essere una fonte di cambiamento per lei, in quanto le permetterebbe di sentirsi accolta, ascoltata e non giudicata, e le darebbe la possibilità di entrare in contatto con i fattori che hanno portato alla formazione della sua ferita, risanarla, e sentire meno la dolorosità della sua vulnerabilità nella propria vita quotidiana. Nel caso in cui voglia provare a trovare un posto sicuro con me, Rimango disponibile ad essere contattata. Dott.ssa Ilaria De Mola.
Buongiorno, se già sente che le sarà utile si affidi ad un professionista, così comprenderà meglio alcune parti di se stessa e troverà nella relazione con il terapeuta uno spazio d'ascolto sicuro dove si sentirà libera di esprimersi appieno. Cordialmente
Ciao, mi dispiace molto per quello che stai passando e capisco bene la sensazione che descrivi. Dalle tue parole, per quanto scritte, percepisco molta stanchezza e sofferenza. Hai messo molta carne sul fuoco e da quello che dici ci possono essere diversi livelli di intervento. Se vuoi fare due chiacchiere e costruire un tuo spazio sicuro, sono qui.
Ciao, si ti consiglio di parlarne con un professionista perchè le sensazioni che descrivi proviengono da vissuti infantili dolorosi in cui non ti sei sentita ascoltata, supportata, protetta e compresa che puoi elaborare per sentirti meglio e comprendere che ciò che è accaduto allora parla delle difficoltà dei tuoi genitori e non di te. Il tuo "sembrare troppo drammatica" è dolore che va accolto con empatia e calore e senza giudizio. Ti saluto e ti abbraccio, almeno virtualmente.
Buongiorno, grazie per aver condiviso ciò che sta vivendo. Dalle sue parole emerge quanto possa essere faticoso sentirsi fragili e, allo stesso tempo, avere la sensazione di non essere compresi o accolti nei momenti di maggiore vulnerabilità. Naturalmente conosco solo una piccola parte della sua storia e non è possibile comprendere da dove nascano questi vissuti. Tuttavia, ciò che prova merita sicuramente ascolto e attenzione, senza essere sminuito o giudicato. Sentirsi rassicurati, compresi e accolti è un bisogno umano, soprattutto quando si attraversano momenti di difficoltà. Mi colpisce positivamente anche un altro aspetto del suo messaggio: nonostante la sofferenza, riconosce di essere riuscita a ritrovare un po' di tranquillità e ha maturato il desiderio di prendersi cura di sé chiedendo un supporto psicologico. Credo sia un passo importante, perché uno spazio terapeutico può offrirle la possibilità di esplorare ciò che sta vivendo, comprendere meglio questi vissuti e costruire, nel tempo, strumenti per affrontarli con maggiore serenità. Le auguro di trovare il professionista con cui sentirsi al sicuro e libera di esprimere ciò che sente. Merita uno spazio in cui sentirsi ascoltata e compresa.
Buongiorno, è importante che lei sia arrivata alla conclusione di scegliere di ricavarsi uno spazio sicuro, privo di giudizio, in cui poter esplorare le sue difficoltà con l'aiuto di un professionista. Questo incontro favorirà la possibilità di esplorare le sue emozioni e sensazioni, riconoscerne la storia e lavorare affinchè possa sentirsi meglio e più al sicuro anche nelle relazioni con gli altri.
Gentile utente, quello che descrive trasmette una sofferenza autentica. Sentirsi fragili, incompresi o avere la sensazione di non essere "abbastanza" può essere molto doloroso, soprattutto quando si avrebbe bisogno di accoglienza e ci si sente invece ancora più soli. È significativo, però, che nel suo messaggio emerga anche un elemento importante: oggi è riuscita a ritrovare un po' di tranquillità e ha riconosciuto il desiderio di chiedere aiuto. Questa è una risorsa preziosa e un passo che richiede coraggio. Uno spazio psicologico può offrirle proprio ciò che dice di cercare: un luogo in cui poter esprimere ciò che prova senza sentirsi giudicata, esplorare i bisogni che emergono nei momenti di maggiore vulnerabilità e comprendere più a fondo le emozioni che vive. Non perché ci sia qualcosa di "sbagliato" in lei, ma perché merita di essere ascoltata con attenzione e rispetto. Le auguro di poter dare seguito a questa decisione e di trovare un professionista con cui sentirsi al sicuro e costruire una relazione di fiducia. È un investimento importante nel proprio benessere. Sarei felice di accompagnarla in questo percorso. Se dovesse avere dei dubbi, può contattarmi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo. Resto a disposizione attraverso consulenze online. Dott. Luca Rochdi
Buongiorno, E' una sensazione normale quella di sentirsi incompresi e, a volte, fragili. Spesso si cerca rassicurazione da qualcosa di esterno, perché la nostra autostima e autoefficacia non basta certe giornate. Non è scontato quello che dice nel messaggio, ovvero il comprendere di aver bisogno di qualcosa che possa essere fisico o emotivo. Fare i conti con i propri vissuti e le proprie emozioni è un ottimo punto di partenza per poter avviare un percorso psicologico, nel quale questi possano essere approfonditi.
Certe idee su di sé si formano presto e restano, come una vecchia mappa di una città che nel frattempo è cambiata: continuiamo a seguirla anche quando ci porta fuori strada. Nascono dentro rapporti che contano, come un modo per restare legati a chi si prendeva cura di noi, e diventano la spiegazione più plausibile: il problema è il nostro modo di essere. Se ogni volta che mostro come sto qualcosa si complica, allora forse sono io a essere di troppo. Mi ha colpito che lei senta il bisogno di premettere che a volte può sembrare troppo drammatica. È come se dovesse dimostrare di avere diritto a essere accolta, prima di poterlo chiedere. Può accadere che chi ha imparato presto che i propri stati d'animo pesavano su qualcuno finisca poi per soppesarli sempre, prima di dirli, e per sentirsi in difetto quando non viene capito. Mi sembra un modo di avere riguardo per le persone a cui tiene, imparato quando non c'era altra scelta. Che oggi lei sia arrivata a pensare di meritare uno spazio dove dire quello che sente senza doversi difendere mi sembra dire parecchio. Chi si sente sempre in torto non ci arriva facilmente. Parlarne con uno psicologo può servire anche a questo: avere un luogo dove verificare, con calma, se quella vecchia idea regga ancora.
Salve! Quello che descrive comunica una grande consapevolezza del suo mondo emotivo. Mi colpisce, in particolare, la distinzione che fa tra il bisogno di essere rassicurata e la pretesa che tutto vada sempre bene: sono due cose molto diverse. Avere momenti di fragilità, sentire il bisogno di vicinanza o di sentirsi compresi non è un segno di debolezza, ma un bisogno umano fondamentale. Quando dice di avere la sensazione di "non essere mai abbastanza" e di doversi continuamente difendere o spiegare, emerge una sofferenza che va oltre il singolo episodio. È come se, nei momenti di vulnerabilità, l'incomprensione dell'altro amplificasse un senso di inadeguatezza già presente, rendendo ancora più difficile sentirsi al sicuro. In questi casi, il desiderio di una "bolla di sicurezza" può essere letto come il bisogno di uno spazio relazionale in cui le emozioni vengano accolte prima di essere analizzate o corrette. Vorrei anche sottolineare un altro aspetto importante. Scrive: "So che a volte posso sembrare troppo drammatica, ma quello che provo in quei momenti per me è reale". Questa frase suggerisce che, in parte, lei abbia interiorizzato lo sguardo di chi può aver minimizzato o giudicato le sue emozioni. Il fatto che un'emozione possa apparire intensa agli occhi degli altri non significa che sia meno autentica. In terapia non ci si chiede se un'emozione sia "esagerata", ma si cerca di comprenderne il significato e la funzione. Mi sembra molto significativo anche ciò che racconta alla fine del messaggio: nonostante la giornata difficile, è riuscita a ritrovare un po' di tranquillità e ha maturato la decisione di rivolgersi ad uno psicologo. Questo rappresenta un segnale di cura verso se stessa. Non perché lei sia "troppo fragile", ma perché riconosce di meritare uno spazio in cui poter esprimere ciò che prova senza il timore di essere giudicata o fraintesa. Credo che un percorso psicologico possa offrirle proprio questo: una relazione sufficientemente sicura in cui esplorare i vissuti di inadeguatezza, comprendere da dove originano e costruire, nel tempo, un senso di sicurezza interna che non dipenda esclusivamente dalla conferma degli altri. Sentirsi accolti non elimina il dolore, ma permette di attraversarlo senza sentirsi soli. Il fatto che oggi lei abbia scelto di ascoltare il suo bisogno invece di ignorarlo è già un primo passo importante. Chiedere aiuto, quando ci si accorge di averne bisogno, non è un segno di fragilità, ma un atto di responsabilità e di rispetto verso se stessi. Buona serata!
Buongiorno, ho letto ciò che ha scritto e quando sono arrivato al penultimo rigo ho provato un senso di liberazione, non so se può essere analogo a qualche emozione che ha provato anche lei nel momento in cui ha deciso di prendersi uno "spazio sicuro" in cui elaborare il suo vissuto. Lo sento veramente importante questo passo che lei ha fatto e nel leggere questo suo resoconto mi sono chiesto: che cos'è che le ha fatto sbloccare questa deicisione? E' successo qualcosa in particolare che l'ha fatta stare più tranquilla e l'ha indotta a darsi il permesso di chiedere un aiuto? rimango a disposizione Dott. Federico Bartoli
Buongiorno, mi sono fermata su una frase del suo messaggio. "Penso di meritare uno spazio sicuro." Credo che sia una frase molto importante, perché arriva dopo aver raccontato quanto sia doloroso sentirsi fraintesa. Mi ha dato l'impressione che una parte di lei stia finalmente iniziando a prendersi cura di sé, invece di cercare continuamente di convincere gli altri a capirla. Mi ha colpito anche quando scrive che, quando non viene capita, sente il bisogno di essere abbracciata e protetta. Non mi sembra il desiderio di essere "salvata", ma quello di poter abbassare le difese senza il timore di essere giudicata o di dover giustificare ciò che prova. Mi chiedo se la sofferenza non nasca solo da quello che gli altri le dicono, ma anche dal fatto che, in quei momenti, finisca per credere che ci sia davvero qualcosa di sbagliato in lei. Il fatto che oggi sia riuscita a tranquillizzarsi e abbia deciso di chiedere aiuto mi sembra un segnale importante. Non perché la fragilità sia scomparsa, ma perché sta scegliendo di non affrontarla più da sola.Credo che iniziare un percorso psicologico possa offrirle proprio quello spazio che descrive così bene, un luogo in cui non sia necessario difendersi per sentirsi accolta. E da lì, poco alla volta, imparare a non misurare il proprio valore da quanto si sente compresa dagli altri. Un caro saluto, Dott.ssa Alina Mustatea Psicologa Clinica, Psicologa Giuridica e Psicodiagnosta
buonasera, ho letto il suo messaggio e percepisco un senso di insicurezza. Credo che la chiave di lettura di ciò debba essere ricercata nel suo passato. Se avrà voglia di affrontare le sue fragilità sarò lieta di accoglierla. Intanto le mando un abbraccio
Buongiorno, mi sento di dirle che quando ci sentiamo vulnerabili è fisiologico il bisogno di avere vicino qualcuno che si prenda cura di noi, ci rassicuri e si sintonizzi emotivamente. Immagino però che la fragilità di cui parla è molto più profonda del fisiologico bisogno di attaccamento nei momenti difficili di vita e come ha ben intuito lei, può essere utile uno spazio di psicoterapia. Rimango a sua disposizione, anche online. Un caro saluto. Dott.ssa Martina Orzi
Salve, dal suo racconto emerge con grande chiarezza quanta fatica e quanto dolore ci siano nel sentirsi costantemente giudicata, come se ogni cosa che fa contenesse un errore. Quando ci si sente così vulnerabili, il bisogno di trovare un riparo sicuro quella "bolla" dove potersi semplicemente abbandonare senza doversi difendere o dare spiegazioni è un desiderio profondamente autentico. Le sue emozioni sono reali e hanno tutto il diritto di esistere così come sono, senza essere etichettate come esagerate. In questa giornata così intensa, è riuscita a trovare un momento di quiete e a riconoscere il valore di ciò che prova. La sua decisione di cercare uno psicologo mostra il profondo desiderio di concedersi finalmente quel luogo protetto e privo di giudizio che sente di meritare. Scegliere di darsi uno spazio in cui essere accolta nella propria totalità, con le proprie fragilità e senza la paura di essere fraintesa, è un passo di fondamentale importanza per il suo cammino. Qualora lo desiderasse, sappia che sono qui ad offrirle questo spazio di ascolto e di accoglierla a studio.
Leggendo le tue parole si percepisce quanta fatica ci sia dietro quel sentirti "mai abbastanza". Deve essere doloroso avere la sensazione di dover spiegare continuamente ciò che provi, quando in realtà avresti solo bisogno di sentirti accolta. Mi fa piacere leggere che oggi sei riuscita a stare un po' meglio. A volte non possiamo evitare che arrivino giornate difficili, ma possiamo imparare a viverle con maggiore gentilezza verso noi stessi. Hai scritto una frase che considero molto significativa: "Penso di meritare uno spazio sicuro." Credo che sia un pensiero prezioso. Riconoscere di meritare ascolto, rispetto e cura è già un primo passo importante. Ti auguro che il percorso con uno psicologo possa offrirti proprio quello spazio, dove sentirti libera di essere te stessa, senza il timore di essere fraintesa.
Gentile paziente, la ringrazio per aver condiviso con tanta sincerità ciò che sta vivendo. Dalle sue parole emerge una sofferenza che sembra andare oltre il singolo episodio di oggi: il desiderio profondo di sentirsi compresa, accolta e al sicuro nelle relazioni, soprattutto nei momenti di maggiore vulnerabilità. Può capitare di attraversare periodi in cui ci si sente più fragili e si ha bisogno di maggiore vicinanza emotiva. Questo non significa essere "troppo drammatici", ma riconoscere che alcune esperienze hanno un impatto reale sul proprio benessere. Le emozioni che proviamo, anche quando sono molto intense, meritando di essere ascoltate e comprese, non giudicate. Colpisce il modo in cui descrive il bisogno di una "bolla di sicurezza": è un'immagine che richiama il desiderio di avere uno spazio in cui poter esprimere ciò che sente senza la paura di doversi continuamente giustificare o difendere. Quando questo bisogno non trova risposta, è comprensibile che possano emergere pensieri come "non sono abbastanza" o la sensazione di essere costantemente fraintesa. Tuttavia, questi pensieri non definiscono il suo valore come persona, ma raccontano quanto sia importante per lei sentirsi vista e riconosciuta. E' significativo anche che, nonostante la difficoltà della giornata, lei sia riuscita a ritrovare un po' di tranquillità e abbia maturato la decisione di rivolgersi a uno psicologo. Questa scelta non rappresenta un segno di debolezza, ma un gesto di cura verso se stessa. Un percorso psicologico può offrire proprio quello spazio protetto che descrive: un luogo in cui esplorare le proprie emozioni, comprendere i bisogni che emergono nelle relazioni e sviluppare strumenti per affrontare i momenti di maggiore fragilità con maggiore sicurezza. Il fatto che oggi sia riuscita a riconoscere il suo bisogno di essere ascoltata e abbia deciso di prendersene cura è già un passo importante. Tutti meritano uno spazio in cui sentirsi accolti, rispettati e compresi, e concedersi questa possibilità può rappresentare l'inizio di un percorso di maggiore benessere. Resto a disposizione. Dott.ssa Giorgia Russo.
Grazie per esserti raccontata con tanta sincerità. Mi colpisce una frase in particolare: "Quello che provo in quei momenti per me è reale." Ed è importante riconoscere proprio questo. Le emozioni non hanno bisogno di essere "giustificate" per esistere. Leggendo le tue parole, mi sembra che il desiderio più grande non sia che qualcuno risolva il tuo dolore, ma che resti accanto a te senza farti sentire "troppo". E questo è un bisogno umano, non una debolezza. Mi fa piacere leggere che oggi tu sia riuscita a ritrovare un po' di tranquillità e, soprattutto, che abbia pensato di rivolgerti a uno psicologo. Decidere di concedersi uno spazio in cui poter esplorare ciò che si prova è un gesto di cura verso sé stessi. Ti auguro di trovare un luogo in cui sentirti davvero libera di essere te stessa. Se vorrai, puoi contattarmi per un consulto: sarà un'occasione per esplorare insieme ciò che stai vivendo.
Complimenti e congratulazione per la forza che ha avuto nel prendere la decisione di farsi aiutare e supportare da un professionista del settore. Lavori su di sè, sulle sue risorse, sulla sua autostima, sulle sue emozioni e soprattutto sulle sue "fragilità" che diventeranno le sue risorse e tratti più belli...saranno ciò che la caratterizzano... ciò che la faranno riconoscere...le sue fragilità di oggi diventeranno le sue forze di domani! non si arrenda e creda in sè e nel suo percorso di conoscenza, miglioramento e soprattutto di "cambiamento e fioritura"! FORZA !!
Buongiorno, mi dispiace molto per come si sente. Sentirsi non ascoltata, incompresa e giudicata crea un profondo malessere ed una profonda frustrazione; non si tratta di essere drammatici, ma di esprimere la sofferenza che uno prova per non essere accolta. Intraprendere un percorso con uno psicologo è sempre una decisione coraggiosa e valorosa, sono sicura che riuscirà a trovare il suo spazio sicuro in cui sarà accolta, compresa, e ascoltata profondamente. Le auguro una buona giornata
Gentile utenze, prima di tutto, grazie per essersi aperta e per aver condiviso ciò che sta vivendo. Dalle sue parole emerge quanto possa essere doloroso sentirsi incompresi proprio nei momenti in cui si avrebbe più bisogno di vicinanza e protezione. L'immagine della "bolla di sicurezza" che si rompe è molto significativa: sembra descrivere il desiderio di trovare uno spazio in cui poter essere accolti senza sentirsi costretti a giustificare continuamente ciò che si prova. Mi ha colpito anche un passaggio importante: "quello che provo in quei momenti per me è reale". Le emozioni, infatti, non sono "giuste" o "sbagliate": possono essere intense, difficili da comprendere o da comunicare, ma meritano comunque di essere ascoltate. Il modo in cui viviamo le emozioni e ci sentiamo accolti o meno prende forma anche attraverso le esperienze relazionali che abbiamo costruito nel tempo. Per questo, più che chiedersi se si è "troppo drammatici", può essere utile domandarsi quali situazioni rendano alcune ferite più sensibili e quali bisogni stiano cercando di trovare spazio. Trovo molto significativo che, nonostante la difficoltà vissuta, lei racconti di essere riuscita a ritrovare un po' di tranquillità e, soprattutto, di aver deciso di rivolgersi a uno psicologo. Questa non è una resa, ma un gesto di cura verso sé stessa. Avere uno spazio protetto in cui poter esprimere liberamente ciò che sente, senza il timore di essere giudicata o fraintesa, può rappresentare un'opportunità preziosa per comprendere meglio il significato di queste esperienze e costruire modalità nuove di stare nelle relazioni. Le auguro di poter trovare quel luogo sicuro che descrive e di concedersi il diritto di essere ascoltata con rispetto e senza giudizio. Prendersi cura di sé è un passo importante, e il fatto che abbia scelto di farlo è già un segnale di attenzione verso il proprio benessere.
Buongiorno cara paziente anonima. Credo che sia molto saggia la sua affermazione: perchè dobbiamo sempre giustificare ciò che proviamo? perchè dobbiamo sempre sentirci "drammatiche" se sentiamo qualcosa? Tutto ciò che lei prova, per il solo fatto che lei lo sta provando, è giusto e andrebbe accolto, ascoltato, supportato. Ognuno di noi merita di essere davvero "visto" e riconosciuto per quello che prova, non disconosciuto o ritenuto esagerato. Credo che un percorso psicologico possa avere proprio l'effetto che lei desidera. Il sentirsi ascoltata, "abbracciata" simbolicamente, compresa. Forse è arrivato il momento in cui ciò avvenga e in cui fare anche delle riflessioni profonde sul perchè non avviene nella vita quotidiana. La saluto con affetto.
Buongiorno, penso che lo spazio della terapia sia sempre uno spazio sicuro dove poter esprimersi in libertà senza temere giudizi. Le auguro di poterlo trovare e di averne cura. Dott.ssa Laurent Alessia
Mi ha colpito molto leggere il suo messaggio. Il fatto che abbia riconosciuto il desiderio di iniziare un percorso è già un importante gesto di cura verso se stessa. Se lo desidera, resto a disposizione per accompagnarla in questo percorso, offrendole uno spazio di ascolto sicuro, accogliente e privo di giudizio, in cui poter dare voce a ciò che sente e costruire insieme nuove modalità per affrontare ciò che sta vivendo. Le auguro, in ogni caso, di trovare il professionista con cui sentirsi davvero compresa.
Gentilissima, Grazie per ciò che ha condiviso; leggendo il suo messaggio, percepisco il forte desiderio di poter esprimere ciò che sente senza il timore di essere invalidata. Quando per tanto tempo ci si sente nella posizione di dover spiegare, giustificare o ridimensionare le proprie emozioni, si finisce per dubitare persino di se stessi, ma nessuno dovrebbe sentirsi costretto ad adattarsi continuamente, o a dover convincere gli altri che il proprio dolore è reale. Le emozioni necessitano di essere vissute, accolte, prima ancora di essere comprese. Mi fa piacere leggere che, nonostante la sofferenza, ha trovato la forza di riconoscere di meritare uno spazio in cui poter parlare senza sentirsi fraintesa. Le auguro di trovare presto quello spazio. Non per convincersi che ciò che prova sia legittimo, ma per smettere di sentire l’obbligo di dimostrarlo. Un cordiale saluto, Dott.ssa Simona Accardo
Buonasera, quello che scrivi restituisce molto bene quanto possa essere faticoso sentirsi fragili e, proprio nei momenti in cui si avrebbe maggiormente bisogno di comprensione e vicinanza, percepire invece di dover spiegare o difendere ciò che si prova. Il desiderio di sentirti accolta, ascoltata e non giudicata non significa essere “troppo drammatica”: le emozioni che vivi, anche quando possono sembrare difficili da comprendere agli occhi degli altri, hanno per te un significato e meritano di essere ascoltate con attenzione e rispetto. Trovo importante anche ciò che scrivi alla fine: essere riuscita oggi a ritrovare un po’ di tranquillità e aver pensato di rivolgerti a uno psicologo. Potrebbe essere un modo per concederti finalmente quello spazio sicuro che descrivi, nel quale poter dare voce a ciò che senti senza la necessità di proteggerti, giustificarti o temere di essere fraintesa. Un percorso psicologico può aiutare a comprendere meglio ciò che accade dentro di sé e a costruire, gradualmente, modalità più serene per affrontare quei momenti di maggiore fragilità. Se sentirai che è il momento giusto, potrai iniziare a raccontare la tua esperienza partendo esattamente da ciò che hai scritto qui. Non è necessario avere già tutte le risposte: può essere sufficiente trovare uno spazio in cui poter iniziare a raccontarsi. Un caro saluto, Dott. Fabio Mallardo Psicologo-Psicoterapeuta Ricevo anche on-line
Buongiorno, quando scrive di desiderare una "bolla di sicurezza" in cui non dover continuamente spiegare o difendere ciò che prova, trasmette quanto possa essere faticoso percepire di non trovare quello spazio di ascolto di cui avrebbe bisogno. Mi ha colpito anche il fatto che lei stessa riconosca: "quello che provo in quei momenti per me è reale." È una riflessione importante. Le emozioni, anche quando sono molto intense, meritano di essere ascoltate e comprese, senza essere necessariamente giudicate come "esagerate" o "sbagliate". Comprenderle non significa assecondarle sempre, ma riconoscere che rappresentano un'esperienza autentica per chi le vive. Allo stesso tempo, è significativo che nel suo racconto ci sia anche un elemento di speranza. Dice infatti che oggi è riuscita a stare più tranquilla e che ha maturato la decisione di rivolgersi a uno psicologo. Questo suggerisce che, accanto alla sofferenza, c'è anche il desiderio di prendersi cura di sé e di costruire uno spazio in cui poter esplorare ciò che sente con serenità. La scelta di intraprendere un percorso psicologico non è un segno di debolezza, ma può rappresentare un'opportunità per comprendere meglio il significato di queste esperienze, riconoscere i propri bisogni emotivi e trovare modalità che le permettano di affrontare con maggiore sicurezza i momenti di fragilità. Le auguro di poter trovare quello spazio di ascolto che desidera. Dal suo messaggio emerge una persona che non chiede di non soffrire mai, ma che desidera sentirsi vista, compresa e accolta nei momenti di difficoltà. Questo è un bisogno umano e legittimo, e merita di trovare un luogo in cui possa essere ascoltato con rispetto e senza giudizio. Cordialmente
Buongiorno, il sentire che porta in queste righe è molto autentico. E' normale alle volte sentirsi fragili e vulnerabili, non c'è nulla di sbagliato in questo. Dare spazio alle proprie fragilità è uno degli unici modi per potersene prendere cura. Il suo sentire è REALE perché lo sente, è altrettanto importante capire se rispecchia la realtà che la circonda, mi spiego meglio: può sentirsi non all'altezza con sé stessa sul lavoro perché ha standard molto alti ma comunque essere una professionista di livello. Il suo sentire è ciò che lei crede, ed è reale dentro di lei, ma includendo anche i dati di realtà può appianare questo pensiero rendendosi conto che non rispecchia il contesto in cui vive e che in realtà è all'altezza di ciò che le è richiesto da chi la circonda. Andare ad indagare il sentire può aiutare a capire come mai si sente così e a notare che alle volte siamo molto cattivi con noi stessi quando non ce n'è bisogno. Se si è convinto ad iniziare un percorso, è sicuramente la strada che in questo momento fa per lei.
Salve. Avere dei momenti di fragilità è del tutto normale e comprensibile, perchè siamo umani. Purtroppo viviamo in una società che inculca l'idea che nella vita bisogna essere sempre coraggiosi, forti, senza piangere e senza lamentarsi. E le emozioni o vanno sempre gestite alla perfezione o non vanno mostrate. La verità è che è bello anche essere fragili. Per quanto riguarda il desiderio di sentirsi accolta e protetta, probabilmente delinea un bisogno che in qualche modo fin dall'infanzia non è stato soddisfatto a sufficienza. Parlare con uno psicologo sicuramente le può essere utile.
Bongiorno. Quello che descrive sembra riguardare soprattutto il bisogno, nei momenti di maggiore fragilità, di sentirsi accolta e compresa senza dover spiegare, giustificare o difendere ciò che prova. È un bisogno umano e comprensibile, anche se non sempre le persone che ci stanno accanto riescono a riconoscerlo o a rispondervi nel modo che vorremmo. È importante anche distinguere tra ciò che sente e il giudizio che può dare di sé per il fatto di sentirlo: un’emozione intensa non è “sbagliata” né necessariamente “drammatica”; è qualcosa che merita di essere ascoltato e compreso, soprattutto quando si accompagna alla sensazione ricorrente di non essere mai abbastanza. La decisione di rivolgersi a uno psicologo mi sembra quindi un passo utile. Uno spazio psicologico può permetterle non soltanto di sentirsi ascoltata, ma anche di comprendere meglio da dove nascano questa vulnerabilità al sentirsi incompresa, il bisogno di rassicurazione e quella sensazione di essere facilmente ferita dal giudizio degli altri. Il fatto che talvolta riesca a ritrovare maggiore tranquillità è già un elemento importante: significa che questi stati emotivi, per quanto intensi quando arrivano, possono modificarsi. Un percorso psicologico potrebbe aiutarla progressivamente a conoscerli meglio e a costruire una maggiore sicurezza anche dentro di sé, senza dover dipendere interamente dalla capacità degli altri di offrirle quella “bolla di sicurezza” di cui sente il bisogno..
Gentile utente, Le sue parole esprimono con grande lucidità e delicatezza un bisogno che è profondamente umano: sentirsi accolti, protetti e al sicuro, specialmente nei momenti in cui la fragilità prende il sopravvento. È importante che lei riconosca a se stessa una verità fondamentale: ciò che prova non è mai "troppo drammatico" né sbagliato. Le sue emozioni sono reali, legittime e meritano rispetto. Sentire la necessità di una "bolla di sicurezza", un luogo dove non doversi difendere, giustificare o spiegare, è il modo in cui la sua parte più autentica chiede di essere custodita. Quando gli altri non riescono a cogliere questa sensibilità, le incomprensioni possono fare ancora più male, ma questo non significa che il suo sentire sia difettoso o eccessivo. Il fatto che oggi sia riuscita a ritrovare una maggiore tranquillità e, soprattutto, che abbia maturato la decisione di rivolgersi a uno psicologo è un passo di straordinaria forza e maturità emotiva. Riconoscere di meritare uno spazio sicuro, privo di giudizio, in cui potersi esprimere in totale libertà e senza il timore di essere fraintesa è un atto di profondo amore e rispetto verso se stessa. Un percorso di psicoterapia o di consulenza psicologica rappresenta proprio quell'ambiente protetto che sta cercando: un luogo in cui non serve indossare corazze, ma dove è possibile esplorare le proprie fragilità, rinforzare l'autostima e imparare a comunicare i propri bisogni con maggiore serenità anche nelle relazioni di tutti i giorni. Ha assolutamente ragione: lei merita questo spazio e merita di sentirsi ascoltata. Le auguro di muovere questo passo con la fiducia che ha dimostrato oggi. Se desidera un orientamento su come scegliere il professionista più adatto alle sue esigenze, resto con piacere a sua disposizione. Un caro saluto.
Buongiorno, grazie per aver condiviso con tanta sincerità quello che sta vivendo. Dalle sue parole emerge una sofferenza che merita di essere accolta con rispetto e ascolto. Sentirsi fragili, incompresi o avere bisogno di rassicurazione sono esperienze umane che, quando diventano frequenti o particolarmente intense, possono incidere sul benessere emotivo. È positivo che lei abbia riconosciuto il desiderio di prendersi cura di sé e abbia pensato di rivolgersi a uno psicologo: può essere un'opportunità per comprendere meglio ciò che prova e trovare uno spazio in cui sentirsi ascoltata senza giudizio. Le auguro di trovare un professionista con cui possa sentirsi ascoltata e libera di esprimere ciò che prova. Un caro saluto.
Quello che descrivi, il bisogno di essere accolta senza doverti giustificare continuamente, è un bisogno molto umano, non una fragilità da correggere. Il fatto che oggi tu sia riuscita a ritrovare un po' di calma dice già qualcosa della tua capacità di attraversare questi momenti. La scelta di rivolgerti a uno psicologo va nella direzione giusta: avere uno spazio dove essere ascoltata senza doverti sempre spiegare fa davvero la differenza. Se vuoi, sono a disposizione per iniziare questo percorso insieme.
Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.























