Lei decide con enorme sofferenza di chiudere una relazione durata 9 anni. Dice di amarmi ancora ma d
Lei decide con enorme sofferenza di chiudere una relazione durata 9 anni. Dice di amarmi ancora ma di non essere piu appagata emotivamente e felice nella nostra relazione, convinta che anche io non lo sia piu. Ha portato via tutte le sue cose da casa durante una mia trasferta lavorativa. Io sto meditando molto su alcuni punti fermi che affrontai con lei negli ultimi periodi di confronto. La mia passione per la bici le ha tolto molto tempo per noi. Solo ora, comprendendo che non si tratta piu di una cosa cosi importante (non é piu il mio lavoro) mi rendo conto di quanto io abbia dato per scontato che le mie battaglie fossero anche le sue. Ho capito molto in questi giorni, lei ha avuto molte crisi in cui mi ha cercato ma io ho ribadito a lei che per continuare doveva essere sicura. Mandandole un messaggio in cui le dicevo di voler rispettare il suo tempo e in cui parlavo di una mia profonda meditazione a riguardo, scopro di essere stato bloccato ovunque (verosimilmente su consiglio di amiche e famiglia). Io sono nel panico perché ho paura che sia troppo tardi. So che non c’e’ una terza persona, so bene che ci manchiamo reciprocamente, ma oltre al non poter fare nulla e aspettare la mia possibilità di parlarle, non so che fare. A breve tornerò a casa e trovero’ tutto vuoto, senza le sue cose e senza la nostra gattina, che ha deciso di tenere a casa dei suoi. Vorrei un vostro consiglio. Grazie.
6 risposte
Grazie per aver condiviso un momento così straziante con questa lucidità e onestà. Quello che descrivi è la fine di una storia di 9 anni, che non finisce all'improvviso, anche se il vuoto in casa che troverai al tuo rientro lo farà sembrare così. Da quello che scrivi, questa relazione ha avuto da tempo segnali di crisi che forse non siete riusciti ad ascoltarvi reciprocamente. Ci sono alcuni punti molto importanti in quello che dici, e vanno riconosciuti: 1. Lei ha scelto di andarsene mentre non c'eri, e ti ha bloccato ovunque. Questo fa male, è un gesto forte. Ma spesso non è cattiveria. È il tentativo, anche se maldestro e doloroso, di una persona che per molto tempo si è sentita non ascoltata quando cercava di parlare, e ora ha bisogno di mettere un confine netto per riuscire a separarsi. Il blocco non è necessariamente "non ti amo più", è "ho bisogno che ora non mi cerchi per riuscire a stare in piedi". 2. Tu scrivi di aver dato per scontato che le tue battaglie fossero anche le sue, e che la bici ha tolto tempo al noi. Riconoscerlo ora è un atto di grande consapevolezza, e ti fa onore. Ma attenzione: questo non significa che sei stato tu a rovinare tutto. In una coppia di 9 anni, se uno spazio personale prende troppo spazio, spesso accade perché il "noi" aveva già delle crepe, e quella passione è diventata, senza volerlo, un luogo di rifugio. 3. Hai chiesto a lei di essere sicura per continuare. Quando si dice all'altro "se vuoi tornare devi essere sicura", pur volendo proteggersi, si mette l'altro in una condizione impossibile. Lei cercava forse un'apertura per ripensarsi insieme, e ha trovato una porta chiusa che le chiedeva una certezza che in un momento di crisi nessuno può avere. Ora sei nel panico, con la paura che sia troppo tardi, e l'idea di non poter fare nulla se non aspettare ti logora. È normale. Cosa puoi fare ora, concretamente? Rispetta davvero il blocco. So che è lacerante, ma insistere ora, cercare altri canali, confermerebbe solo la sua paura di non essere rispettata nei suoi tempi. Rispettare il blocco è l'unico modo che hai ora per dimostrarle che hai ascoltato quella richiesta di spazio che prima non riuscivi a vedere. Non tornare a casa da solo in quel vuoto. Per quando tornerai e troverai la casa senza le sue cose e senza la gattina, organizza prima un appoggio: un amico, un familiare con cui stare le prime ore. Non restare solo con quel vuoto addosso. Trasforma questa meditazione profonda in un lavoro su di te, non in una strategia per farla tornare. Scrivi, se ti aiuta, quello che hai capito di questi 9 anni, di cosa non hai ascoltato, di cosa ti mancherà. Non per mandarglielo. Per te. Perché se anche ci sarà una possibilità di parlarvi, potrai arrivare non con la paura di perderla, ma con una comprensione più matura di voi due. So che dici "so che ci manchiamo reciprocamente". Può essere vero. Ma ora il vostro mancarsi ha bisogno di silenzio per capire se è nostalgia o se è davvero voglia di ricostruire qualcosa di diverso. Se questo panico diventa troppo forte e senti di non riuscire a reggerlo, non restare da solo con questi pensieri. Parlane subito con una persona di fiducia o con un professionista vicino a te. Ti auguro di poterti dare il tempo che stai provando a dare a lei.
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Buongiorno, è comprensibile che dopo nove anni la separazione le provochi panico e il timore di aver perso definitivamente la persona che ama. Il fatto che lei abbia riconosciuto alcuni aspetti della relazione su cui riflettere è importante, ma non può sapere oggi cosa deciderà la sua compagna. Se ha scelto di interrompere i contatti, è importante rispettare questo spazio senza cercare di raggiungerla attraverso altri canali. Potrà eventualmente esserci un momento futuro per parlare, ma non è qualcosa che può essere forzato. Le consiglierei di intraprendere un percorso psicologico, che possa aiutarla ad attraversare questo momento, elaborare la separazione e comprendere più profondamente ciò che è accaduto nella relazione. Cordiali saluti.
Salve. Importante è che riconosca e avverta l’enorme sofferenza di lei, pur essendo ancora dentro alla sua. Scopro di essere stato bloccato ovunque; su cosa, esattamente? Nel vuoto delle sue “cose” e nell’assenza della gattina, che cosa emerge? Desidero anch’io quel che l’altro desidera da me (l’appagamento emotivo che menziona lei, su cui bisognerebbe approfondire ulteriormente) oppure desidero altro? Sembra che questa chiusura abbia forzato un’apertura che forse chiedeva di essere aperta da tempo, dove si scorge una domanda, sia sulla vostra relazione che su di lei in prima persona. Resto disponibile anche per un consulto online, Dott.ssa Jessica Servidio.
salve capisco che la fine di na storia rappresenti un fallimento della dinamica di coppia, ma non un fallimento personale e quindi al di la delle motivazioni sottostanti, dove ciascuno tra l'altro, avrà na propria visione, è fondamentale evitare di trasformare questa fine rapporto in una sentenza di inadeguatezza personale. cercare a tutti i costi una spiegazione razionale rischia solo di alimentare un circolo vizioso di ruminazione mentale.spesso alla base ci sono semplicemente divergenze dei percorsi e nei bisogni.Un consiglio, mantenere contatti frequenti nei primi tempi o monitorare la vita dell'ex rallenta il processo di distacco. per cui ciò che ha fatto la sua ex probabilmente perchè necessita di uno spazio per elaborare l'accaduto. Faccia lo stesso anche lei e sia tempo. Saluti
Gentile utente, comprendo profondamente il momento di grande smarrimento, e panico che sta attraversando in questo momento così delicato della sua vita. Affrontare la fine di una storia cosi lunga, durata 9 anni e trovarsi di colpo in una casa completamente vuota è un'esperienza sicuramente destabilizzante che comprensibilmente le genera un forte senso di vuoto. Ritengo normali e naturali l'emergere in questo momento, dei forti rimpianti legati alla storia e ai comportamenti avuti nel passato, così come ritengo normali riesaminare alcune dinamiche che aveva dato per scontato (come il tempo dedicato alla sua passione per la bici). E' importante però accogliere questo dolore senza colpevolizzarsi troppo: succede spesso che la consapevolezza di alcune priorità durante una relazione duale, rispetto ad altre riemergono proprio nei momenti di rottura. Nonostante la sua ex lo abbia cercato, credo che anche lei necessiti in questo momento di tempo per fare chiarezza, per ricostruire una spazio nuovo di profonda riflessione. Il passo più protettivo, in questa fase così delicata è rispettare questo tempo e questo distanziamento, sia per lei che per il legame che vi ha uniti in questi anni. Non si isoli troppo, si appoggi ad un rete familiare e amicale che possano sostenerla in questi primi giorni di rientro a casa; si prenda cura di sè e focalizzi le sue energie sulla gestione dell'ansia, che questo momento le sta procurando. resto a sua disposizione qualora volesse approfondire ciò che sta provando o i vissuti legati a questa dolorosa separazione.
Buongiorno, forse in questo momento proverei a spostare un po’ la domanda da “cosa posso fare per farla tornare?” a “cosa posso fare io, per me, con quello che mi sta succedendo?”. Quando rischiamo di perdere qualcuno che amiamo è normale vedere improvvisamente tante cose che prima non vedevamo. Cambiano le priorità, arrivano rimpianti, ci sembra chiarissimo cosa avremmo potuto fare diversamente. Ma capire non è ancora cambiare. Si chieda una cosa: quello che oggi sente di voler cambiare di sé, vorrebbe cambiarlo anche se lei non tornasse? Vorrebbe comunque essere un uomo diverso, vivere diversamente il suo tempo e le sue relazioni? Credo che questa sia una domanda importante. Perché se il cambiamento nasce soltanto dalla paura di perderla, una volta passata la paura è facile tornare piano piano alle vecchie abitudini. Se invece quello che sta vedendo oggi riguarda davvero lei e il modo in cui vuole vivere, allora questa separazione, per quanto dolorosa, le sta facendo incontrare qualcosa di sé che forse aveva perso di vista. Non abbia troppa fretta di togliere il dolore o riempire il vuoto. Provi anche ad ascoltarlo. Cosa le manca davvero? Cosa rimpiange? Cosa non vorrebbe più dare per scontato? E soprattutto, che persona vuole essere da qui in avanti? Anche tornare insieme immediatamente non garantirebbe di stare meglio. Senza il tempo necessario perché qualcosa cambi davvero, si rischierebbe di ritrovarsi, passato il sollievo iniziale, esattamente negli stessi punti. Adesso probabilmente il tempo è la cosa che vorrebbe meno, ma forse è proprio ciò che serve a entrambi. Le auguro che questo momento, qualunque cosa accada tra voi, possa diventare un’occasione per ritrovare qualcosa di sé.
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