Ciao, avrei bisogno di un parere da un specialista, io praticamente sono in una relazione da 7 anni,

Ciao, avrei bisogno di un parere da un specialista, io praticamente sono in una relazione da 7 anni, però purtroppo per motivi suoi familiari non possiamo crearci il futuro che io desidero cioè sposarci e creare una famiglia, pero credo mi ami almeno da quello che vedo dai comportamenti e parole, pero e da quest’anno che io inizio a desiderare di provare a sistemarmi, pero mi sento in colpa a lasciare una persona che veramente mi ama e fidarmi di qualcun altro la trovo difficile al giorno di oggi, non saprei come comportarmi

16 risposte


Ciao, da quello che scrivi sembra che tu sia divisa tra l’amore per questa persona e il desiderio di costruire una vita insieme che, dopo sette anni, senti sempre più forte. Desiderare un matrimonio e una famiglia non significa amare meno, né essere ingrata verso chi ti ama. Il suo amore può essere sincero, e allo stesso tempo la relazione può non offrirti ciò di cui hai bisogno. È questo che rende la scelta così dolorosa: non sempre serve che qualcuno si comporti male perché emerga una distanza importante tra i progetti di vita. Prima di decidere, proverei a chiarire con lui una cosa: questi problemi familiari comportano un’attesa con prospettive concrete, oppure un rinvio senza una fine prevedibile? Anche capire se lui desidera davvero il tuo stesso futuro è essenziale. Potresti dirgli: «Ti amo e riconosco il tuo amore, ma per me costruire una famiglia è diventato un bisogno importante. Ho bisogno di capire se lo desideri anche tu e quali passi possiamo fare concretamente, con tempi realistici.» Il senso di colpa merita ascolto, ma non può decidere da solo della tua vita. Puoi avere cura di lui senza rinunciare indefinitamente a te stessa. E non devi avere la certezza di trovare un’altra persona per prendere sul serio ciò che ti manca oggi. Prova a chiederti: se sapessi che questa situazione resterà identica ancora per alcuni anni, sceglierei comunque di restare? Non è una domanda per spingerti a lasciarlo, ma per distinguere ciò che desideri da ciò che temi. Buona serata.

Dott. Fabio Nenci

Dott. Fabio Nenci

psicologo clinico

San Maurizio Canavese

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Buonasera, credo che sarebbe importante capire cosa muove il desiderio di sposarsi e crearsi una famiglia e l'amore che invece lega lei e la persona con cui ha una relazione e comprendere se esiste una possibilità di mediazione senza farsi male. Sarebbe meglio esplorare cosa significa per lei " famiglia " al di là del concetto canonico che intendiamo a livello sociale per capire cosa potrebbe essere davvero meglio per voi. Augurandole tutto il bene possibile, resto a disposizione. Dott.ssa Chiara Cagnoli


Buonasera. La situazione che descrive mette in luce un dubbio profondo e doloroso, che deriva dal conflitto tra un sentimento sincero e la possibilità concreta di costruire un progetto di vita condiviso. Sette anni sono un tempo importante, e quando c'è l'amore ma mancano i presupposti per realizzare desideri fondamentali come il matrimonio o una famiglia, ci si ritrova bloccati in un vero e proprio stallo emotivo. La prima cosa da considerare è che il suo desiderio di "sistemarsi" e di dare una direzione chiara alla sua vita non è una colpa, ma una fase di maturazione del tutto naturale. L'amore è un ingrediente fondamentale in una coppia, ma da solo non sempre basta a colmare la distanza quando i progetti di vita o le priorità diventano incompatibili. Sentirsi in colpa all'idea di chiudere una storia dove c'è affetto è normale, ma rimanere all'interno di un rapporto rinunciando ai propri bisogni primari rischia, con il tempo, di trasformare quel sentimento in frustrazione e risentimento verso il partner. Rispetto alla paura di non riuscire più a fidarsi di nessun altro, è una sensazione molto comune quando si pensa di chiudere un legame lungo e significativo. Dopo sette anni, l'idea di ricominciare da capo fa spavento e la fiducia verso il futuro appare fragile, ma si tratta di una difesa fisiologica di fronte al cambiamento. La capacità di fidarsi non si perde per sempre: si ricostruisce con il tempo, una volta rielaborata la fine della storia attuale e ritrovata la certezza in ciò che si desidera davvero. In questo momento le può essere utile affrontare una conversazione aperta con il suo compagno. Non si tratta di colpevolizzarlo per i suoi vincoli familiari, ma di mettere sul tavolo con chiarezza quali sono le sue esigenze di vita e capire se esiste un margine reale di incontro o se le sue difficoltà familiari rappresentino un blocco insuperabile. Se la risposta dovesse confermare che i vostri progetti non possono convergere, la scelta di lasciarsi non sarà un atto di egoismo, ma un gesto di rispetto verso se stessa e verso i desideri che merita di inseguire. Se sente che il peso di questo passaggio o la paura del futuro diventano troppo difficili da gestire da sola, può valutare un percorso di supporto psicologico per trovare la forza di prendere la decisione migliore per la sua vita.


Capisco la difficoltà di lasciare una persona che si ama e da cui ci si sente amati, soprattutto dopo sette anni insieme. Tuttavia, è importante chiedersi se i vostri obiettivi di vita siano almeno condivisibili, sebbene ancora non realizzabili e se ci sia una possibilità concreta di costruire il futuro che desidera. Si chieda: se nulla cambiasse e la situazione rimanesse questa anche tra qualche anno, sarei felice di aver fatto questa scelta?


Buongiorno, dopo sette anni di relazione è comprensibile sentirsi divisa tra l'affetto per una persona importante e il desiderio di costruire il futuro che si immagina. Il senso di colpa, però, non dovrebbe essere l'unico criterio per decidere se restare. Si può amare una persona e, allo stesso tempo, sentire il bisogno di capire se i propri progetti di vita possano trovare spazio nella relazione. Potrebbe esserle utile chiedersi se oggi desidera continuare questo rapporto per una scelta autentica oppure soprattutto per paura di ferire l'altra persona e di affrontare l'incertezza di un nuovo inizio. Ascoltare i propri bisogni, senza svalutare il legame costruito, può aiutarla a fare maggiore chiarezza. Un caro saluto. Dott.ssa Cinzia Pirrotta


Gentile utente, grazie per la condivisione. Non credo di poterle dare una soluzione certa. Le consiglierei di parlare al suo/sua partner di quello che prova, capisco ci possano essere molte cose che creano indecisione e confusione; penso sinceramente che affrontarle assieme potrebbe essere un buon inizio per portare chiarezza. Rimane il fatto che, a volte, non sappiamo bene cosa dire, abbiamo come una matassa in testa difficile da sbrogliare. Se fosse questa la sua sensazione, magari potrebbe iniziare interrogandosi lei sulle sue priorità, cosa vorrebbe da una relazione, da questa persona, quali sono i suoi progetti futuri, quanto è disposto ad aspettare prima di sistemarsi. Una volta fattosi chiarezza interiormente, può provare ad affrontare il discorso con il/la partner. Nel caso senta il bisogno di un aiuto esterno, le suggerisco sempre di iniziare un percorso di psicoterapia, che può sempre essere utile a riguardo. Le auguro un buon proseguimento, cordiali saluti, dott. Orsi Bandini.


gentilissim*, la domanda meriterebbe un maggiore approfondimento. In particolare, non è chiaro il motivo per cui non potete crearvi un futuro: è un'impossibilità permanente o non è possibile al momento? c'è intanto da capire appunto se queste difficoltà possano essere affrontate lavorando magari come coppia sulla possibilità di trovare un "compromesso" oppure se non c'è una compatibilità perché volete cose diverse dalla relazione. rimango a disposizione qualora volesse approfondire la questione. cordialmente


Salve. Quando si è in una posizione di conflitto e non si sa come agire, c'è il rischio di sbagliare per eccesso di fretta o di incertezza. Occorre fare chiarezza dentro di sé e oltrepassare ogni senso di colpa, in modo da trovare la lucidità per affrontare presente e futuro. I percorsi psicologici vanno incontro non soltanto a chi ha una sofferenza grave, ma anche a chi si trova nel mezzo, come sospesa. Credo sia arrivato il momento di mettersi in gioco. Un caro saluto e tanti auguri.


Salve, dovrebbe capire quanto sarebbe disposta a mettere da parte i suoi progetti per il futuro per questa relazione, se trovare un compromesso non è possibile. Ovviamente i sentimenti ci sono da entrambe le parti, ma deve esserci anche una visione comune della relazione e del futuro insieme. Fidarsi di nuove persone può essere un qualcosa di difficile e serve tempo. Adesso sembra impossibile, ma piano piano si tolgono le barriere senza che ce ne si accorga.


Salve, la ringrazio per la sua condivisione. Dopo sette anni di relazione, è comprensibile trovarsi a riflettere sul proprio futuro e su ciò che si desidera costruire. Da una parte, riconosce l'amore che il suo partner le dimostra; dall'altra, sente il desiderio di sposarsi e creare una famiglia, ma attualmente questo progetto sembra difficile da realizzare per motivi familiari. Potrebbe esserle utile chiedersi quanto questo desiderio sia importante per lei e se ci siano possibilità concrete di realizzarlo all'interno della relazione. Allo stesso tempo, cerchi di non prendere decisioni esclusivamente sulla base del senso di colpa o della paura di non riuscire a fidarsi di un'altra persona. Non è necessario decidere tutto subito: può concedersi del tempo per comprendere meglio i propri bisogni e valutare ciò che ritiene importante per il suo futuro. Se la sua situazione avesse bisogno di un intervento di un professionista, è sempre consigliabile chiedere aiuto. Rimango a disposizione Dott.ssa Martina Mari


Buongiorno, mi sembra che lei si trovi in una situazione particolarmente difficile perché non sta pensando di lasciare una persona che non la ama o con la quale necessariamente sta male. Al contrario, racconta di sentirsi amata, ma di avvertire sempre più chiaramente che la relazione, così com'è oggi, potrebbe non permetterle di realizzare qualcosa che per lei sta diventando molto importante: sposarsi e costruire una famiglia. Credo sia utile distinguere questi due aspetti. L'amore che il suo compagno prova per lei può essere autentico e, contemporaneamente, possono esserci delle condizioni che rendono difficile o impossibile costruire il futuro che desidera. Non sempre, purtroppo, il sentimento è sufficiente a rendere compatibili due progetti di vita. Mi soffermerei soprattutto sul senso di colpa che prova all'idea di lasciarlo. È come se il fatto di essere amata la facesse sentire in qualche modo obbligata a rimanere, quasi che scegliere diversamente significasse non riconoscere il valore di ciò che lui le ha dato. Ma si può voler bene a una persona, riconoscere quanto sia stata importante e, nello stesso tempo, accorgersi che continuare quella relazione comporterebbe rinunciare a qualcosa di essenziale per sé. Sarebbe però importante comprendere meglio quali siano questi impedimenti familiari. Si tratta di difficoltà temporanee, sulle quali il suo compagno sta concretamente cercando di intervenire, oppure di condizioni che probabilmente continueranno a impedire un progetto comune? E soprattutto, lui desidera davvero il matrimonio e una famiglia con lei, oppure siete voi due ad avere aspettative differenti rispetto al futuro? Sono questioni che meritano una conversazione chiara, perché dopo sette anni è importante distinguere ciò che sperate possa cambiare da ciò che realisticamente potete costruire. C'è poi la paura di non riuscire a fidarsi di qualcun altro. È comprensibile che, dopo una relazione così lunga, l'idea di ricominciare possa spaventare. Tuttavia, fare dipendere la scelta di rimanere dalla difficoltà di immaginare un altro rapporto rischia di confondere due domande differenti: “desidero ancora costruire la mia vita con questa persona?” e “ho paura di non trovare più qualcuno che mi ami?”. Non credo debba prendere una decisione affrettata, né che lasciare il suo compagno sia necessariamente la soluzione. Le suggerirei però di non mettere da parte il suo desiderio di famiglia soltanto per evitare di ferirlo o per proteggersi dall'incertezza di un futuro senza di lui. Mi sembra significativo che scriva di aver iniziato proprio quest'anno a desiderare maggiormente di “sistemarsi”. Forse qualcosa è cambiato nei suoi bisogni, nelle sue priorità o nel modo in cui immagina la propria vita. Sarebbe importante dare spazio a questo cambiamento, senza viverlo come un tradimento nei confronti della relazione. Forse la domanda più utile non è se sia giusto lasciare una persona che la ama, ma se sia possibile continuare a scegliere questa relazione senza dover rinunciare a una parte importante del futuro che desidera. E, qualora questa rinuncia fosse inevitabile, comprendere se sarebbe una scelta che sente davvero sua oppure un sacrificio sostenuto principalmente dal senso di colpa e dalla paura di rimanere sola.


Buongiorno, dopo sette anni di relazione è comprensibile che il desiderio di costruire un futuro insieme assuma un'importanza sempre maggiore. Dalle sue parole emerge un conflitto significativo: da una parte l'affetto che prova per il suo compagno, dall'altra il bisogno di realizzare un progetto di vita che oggi sembra difficile condividere. Credo sia importante ricordare che amare una persona non significa necessariamente avere gli stessi desideri o poter costruire lo stesso futuro. Allo stesso tempo, scegliere di dare valore ai propri bisogni non equivale a essere egoisti o a sminuire l'amore ricevuto. Prima di prendere una decisione, sarebbe utile comprendere quanto gli ostacoli familiari siano effettivamente insuperabili e quanto entrambi siate disponibili a cercare soluzioni concrete. La inviterei inoltre a riflettere su un aspetto: desidera continuare questa relazione per ciò che può offrirle oggi e domani, oppure anche per il timore di perdere una persona che la ama e di non ritrovare altrove lo stesso sentimento? Un sostegno psicologico può aiutarla a distinguere il senso di colpa dai suoi desideri autentici, senza orientarla necessariamente verso una separazione. Se lo desidera, possiamo approfondire insieme questa situazione attraverso un primo colloquio psicologico, online o in presenza. Può consultare la mia agenda su MioDottore per verificare le disponibilità e prenotare una consulenza. un caro saluto. Dott. Giulio Blasilli


Buongiorno, quello che descrive è un conflitto molto comprensibile, perché non sembra esserci mancanza di amore, ma una distanza importante tra ciò che prova per il suo compagno e il tipo di futuro che desidera costruire. Da una prospettiva cognitivo comportamentale, sarebbe utile distinguere il sentimento dalla compatibilità progettuale. Può essere vero che lui la ami e, allo stesso tempo, che oggi non sia nelle condizioni di costruire con lei matrimonio, convivenza o famiglia nei tempi che lei sente importanti. Le due cose possono coesistere. Il senso di colpa sembra nascere dall’idea che lasciare una persona che ci ama significhi farle un torto oppure essere ingrati. In realtà una relazione non si regge soltanto sul fatto che ci sia amore. Contano anche i bisogni, i progetti, i tempi e la possibilità concreta di costruire qualcosa insieme. Mi sembra importante anche la paura di fidarsi di qualcun altro. Questo può portarla a pensare: “almeno qui so che mi ama, fuori potrei non trovare niente di altrettanto sicuro”. Ma restare soltanto perché il futuro è incerto rischia di trasformare una scelta affettiva in una scelta dettata dalla paura. Da una prospettiva cognitivo comportamentale, potrebbe essere utile chiedersi: se avesse la certezza che in futuro potrebbe incontrare altre persone affidabili, resterebbe comunque in questa relazione così com’è oggi? Oppure sente che sta rinunciando a qualcosa di fondamentale per lei? Un altro passaggio importante è capire se i motivi familiari che oggi impediscono di costruire un futuro insieme siano realmente temporanei oppure se, di fatto, stiano diventando una condizione senza una prospettiva chiara di cambiamento. Non serve necessariamente pretendere una data o mettere ultimatum, ma può essere utile avere un confronto molto concreto con lui su ciò che vuole, su ciò che è disposto a fare e su quali passi realistici immagina nei prossimi anni. Se la risposta fosse vaga, continuamente rimandata o lasciasse tutto invariato, anche questo sarebbe un dato da considerare. Può amare qualcuno e riconoscere comunque che la relazione non sta andando nella direzione di cui ha bisogno. Allo stesso modo, non è detto che debba lasciarlo solo perché oggi sente il desiderio di costruire una famiglia. Il punto è capire quanto questo bisogno sia importante per lei e quanto sia disposta ad aspettare senza accumulare frustrazione o risentimento. Un percorso psicologico, possibilmente ad orientamento cognitivo comportamentale, potrebbe aiutarla a distinguere meglio amore, senso di colpa, paura della solitudine e desiderio autentico di futuro. Potrebbe essere utile anche per capire quali schemi la portano a mettere i bisogni dell’altro prima dei propri o a pensare che scegliere per sé equivalga necessariamente a ferire qualcuno. La decisione non dovrebbe nascere né dalla paura di perderlo né dalla fretta di “sistemarsi”. Dovrebbe nascere da una domanda più profonda: la relazione che ho oggi è compatibile con la vita che desidero costruire, oppure sto aspettando che diventi qualcosa che, al momento, non può essere? Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero


Buongiorno, sono la Dott.ssa Morena, psicologa. Dopo sette anni insieme, immagino quanto possa essere difficile trovarsi davanti a una scelta del genere, soprattutto quando si prova amore per una persona e, allo stesso tempo, si sente il desiderio di costruire un futuro che, almeno per ora, sembra non essere possibile. Vorrei dirle che **si può amare qualcuno e, allo stesso tempo, sentire il bisogno che la propria vita vada in una direzione diversa**. Questo non rende meno autentico l'amore vissuto e non significa essere ingrati verso chi ci è stato accanto. Mi colpisce anche il senso di colpa che prova all'idea di lasciarlo e la difficoltà a immaginarsi con un'altra persona. Forse, in questo momento, non sta scegliendo soltanto tra il restare e l'andare via, ma si trova divisa tra ciò che prova per lui, il futuro che desidera e la paura di perdere qualcosa di importante senza sapere cosa troverà dopo. Non deve necessariamente decidere tutto subito. Potrebbe essere utile capire se ci sono possibilità concrete di costruire insieme il futuro che desidera e se entrambi siete disposti a impegnarvi in quella direzione. **Non è egoista desiderare una famiglia, così come non è necessario smettere di amare qualcuno per riconoscere che i propri bisogni meritano spazio.** Se sente di essere bloccata tra l'amore, il senso di colpa e la paura di ricominciare, può scrivermi. Possiamo provare a fare chiarezza insieme, senza giudicare i suoi sentimenti e senza forzarla verso una decisione.


Capisco il conflitto tra l’affetto per una persona e il desiderio di costruire il futuro che senti tuo. Un percorso psicologico potrebbe aiutarti a distinguere il senso di colpa dai tuoi reali bisogni, comprendere quanto sei disposta ad aspettare e riconoscere che voler costruire una famiglia non significa amare meno il proprio partner. Non devi decidere per paura di perdere qualcuno, ma partendo da ciò che desideri per la tua vita.


Buongiorno, capisco la difficoltà della situazione, soprattutto dopo sette anni di relazione e quando sono presenti sentimenti importanti da entrambe le parti. Credo che possa essere utile, prima di prendere una decisione, cercare di comprendere meglio quali siano i problemi familiari che impediscono al vostro rapporto di evolvere e se si tratti di ostacoli temporanei o di difficoltà che, concretamente, non lasciano spazio al futuro che desidera. È importante parlarne apertamente con il suo compagno, cercando di capire se condividete gli stessi progetti e se esista una possibilità concreta di realizzarli, magari con tempi e passi definiti. Allo stesso tempo, si conceda di riflettere su quanto il desiderio di sposarsi e costruire una famiglia sia importante per lei e su quanto sarebbe disposta ad aspettare senza rinunciare a ciò che desidera. Il fatto che una persona la ami non significa necessariamente che possa offrirle la vita che vorrebbe, così come decidere di allontanarsi non significa negare il valore dei sette anni trascorsi insieme. Non deve sentirsi in colpa per avere dei bisogni e dei progetti personali. La domanda, quindi, non è soltanto se lo ama, ma anche se la relazione, nelle condizioni attuali e in quelle realisticamente prevedibili, può permetterle di costruire il futuro che desidera.

Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.