Salve dottori, vorrei esporvi una situazione e se possibile avere un consiglio, sono una ragazza di
Salve dottori, vorrei esporvi una situazione e se possibile avere un consiglio, sono una ragazza di 26 anni, qualche mese fa avevo iniziato un percorso da un professionista, perché avevo bisogno di qualcuno che mi aiutasse a trovare delle risposte, in particolare dovuto al fatto che mi sono lasciata con una persona più grande da inizio anno circa, per vari motivi, pensavo di essere io nel difetto, e di essere in colpa perché non stavo più bene come volevo e avevo preso questa decisione, ho deciso quindi di rivolgermi a una psicologa per capire, e per capirmi, avevo fatto circa 1 mese in totale di sedute o qualche di più, ad ora non vado più perché era come se stessi "sprecando" a livello economico, perché non so se mi è servito o meno, mi sento sempre allo stesso punto anche se in certi momenti sento di essere diversa nel pensare a me stessa e come sto io, però ancora sento di avere bisogno di qualcuno a cui rivolgermi, dovrei continuare da lei o cambiare? Io da una parte vorrei riprovare con la stessa perché in parte mi conosce e sa già determinate dinamiche..dall'altra non so se sia giusta..e non so come poter scegliere bene un professionista giusto, anche per un fattore economico..come posso fare?
3 risposte
Ciao, da quello che racconti mi colpisce una cosa: mi sembra che, nonostante tu dica di sentirti "allo stesso punto", riconosci anche che qualcosa è cambiato nel modo in cui guardi te stessa e il tuo benessere. A volte questi cambiamenti sono più graduali di quanto ci aspetteremmo e, proprio perché avvengono lentamente, rischiano di passare inosservati. Un mese di percorso è generalmente un tempo piuttosto breve per aspettarsi cambiamenti profondi, soprattutto quando si sta elaborando la fine di una relazione e si cerca di comprendere dinamiche personali che probabilmente hanno radici più lontane. Se con la psicologa ti sei sentita accolta, ascoltata e compresa, potrebbe avere senso parlarle apertamente dei tuoi dubbi, compresa la sensazione di non sapere se il percorso stia funzionando e la difficoltà economica che stai vivendo. Confrontarsi su questi aspetti fa parte del lavoro terapeutico e può essere molto utile. Se invece senti che non si è creato un clima di fiducia o che il suo modo di lavorare non ti permette di sentirti a tuo agio, allora valutare un altro professionista può essere una scelta legittima. La relazione terapeutica è uno degli elementi più importanti del percorso. Più che chiederti quale sia il professionista "giusto", potrebbe essere utile domandarti: con questa persona mi sono sentita capita? Mi sono sentita libera di portare anche i miei dubbi? Le risposte a queste domande possono orientarti più di qualsiasi criterio esterno. Ti auguro di trovare il percorso che senti più adatto a te. Il fatto che tu stia continuando a interrogarti su ciò di cui hai bisogno è già un segnale di attenzione verso te stessa.
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Salve. Dal suo messaggio mi arriva il desiderio di capire se stessa, ma anche la paura di investire tempo, energie e denaro in qualcosa che poi possa non aiutarla davvero. È un dubbio che molte persone si trovano ad affrontare quando iniziano un percorso psicologico. Mi ha colpito una frase: "In certi momenti sento di essere diversa nel pensare a me stessa e come sto io." Anche se oggi le sembra di essere ancora "allo stesso punto", forse qualcosa si è già mosso. I cambiamenti più profondi, però, raramente si percepiscono dopo poche settimane: spesso richiedono tempo per consolidarsi e diventare più evidenti nella vita quotidiana. Un mese di percorso è generalmente un tempo molto breve per capire fino in fondo se una terapia possa essere utile. Se con quella psicologa si è sentita accolta, libera di esprimersi e compresa, potrebbe valere la pena parlarle apertamente dei dubbi che ha oggi, compreso quello legato ai costi e alla sensazione di non vedere ancora risultati. Anche questo fa parte del lavoro terapeutico. Se, invece, la sensazione è che non si sia creata una relazione di fiducia o che qualcosa non le permettesse di sentirsi davvero a suo agio, allora può essere legittimo valutare un altro professionista. Non perché qualcuno sia "più bravo" in assoluto, ma perché ogni percorso si costruisce nell'incontro tra due persone e sentirsi in sintonia è un aspetto importante. Più che cercare il professionista "perfetto", potrebbe chiedersi: con chi mi sento abbastanza al sicuro da poter parlare anche dei miei dubbi e delle mie resistenze? La risposta a questa domanda spesso orienta più di qualsiasi curriculum. Il fatto che oggi senta ancora il bisogno di uno spazio in cui comprendersi non significa che il percorso precedente sia stato inutile. Può semplicemente indicare che c'è ancora qualcosa di importante che desidera esplorare, con i tempi e il professionista che sente più adatti a lei.
Buongiorno, la domanda che pone è molto frequente e comprensibile. Quando si inizia un percorso psicologico è naturale chiedersi, dopo le prime sedute, se stia davvero funzionando oppure no. Tuttavia, un mese di percorso rappresenta spesso un tempo ancora molto iniziale, in cui si costruisce la conoscenza reciproca e si inizia a comprendere il problema più che a osservarne i cambiamenti. Dal suo racconto mi colpisce un aspetto: dice di sentirsi "allo stesso punto", ma allo stesso tempo riconosce che oggi pensa maggiormente a sé stessa e al suo benessere. Questo potrebbe essere già un primo cambiamento, anche se forse non corrisponde ancora ai risultati che sperava di ottenere. Se con quella professionista si è sentita accolta, ascoltata e libera di esprimersi, potrebbe avere senso parlarle apertamente dei suoi dubbi e della sensazione di non vedere abbastanza benefici. Un percorso terapeutico è anche uno spazio in cui confrontarsi su ciò che sta funzionando e su ciò che, invece, sembra non rispondere alle proprie aspettative. Cambiare professionista può essere una scelta valida quando non ci si sente compresi, quando manca la fiducia o quando il metodo di lavoro non risulta adatto. Se, invece, il dubbio nasce principalmente dal timore di investire tempo e denaro senza risultati immediati, potrebbe essere utile concedersi ancora un po' di tempo prima di prendere una decisione definitiva. La scelta del professionista "giusto" non dipende solo dall'approccio utilizzato, ma anche dalla qualità della relazione terapeutica che si costruisce. Sentirsi ascoltati, compresi e poter lavorare insieme verso obiettivi condivisi è uno degli elementi che più influenzano l'efficacia di un percorso. Se desidera confrontarsi sulla sua situazione e capire quale tipo di percorso possa rispondere meglio alle sue esigenze, resto a disposizione per un eventuale colloquio conoscitivo.
Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.
