La mia compagna ha un amico super intimo, dormono perfino insieme. Lui si interessa di TUTTO della n
La mia compagna ha un amico super intimo, dormono perfino insieme. Lui si interessa di TUTTO della nostra relazione e si arrabbia con lei se non gli risponde! Io non ne posso più di questa situazione, quando viene a casa sta tutto il giorno e tutto il tempo con noi, dorme addirittura da noi e si comporta come se fosse a casa sua, mi dice cosa dirle e non dirle (per esempio se scherza davanti a lei mi dice "non dirle questa cosa, perché ci rimane male", addirittura recentemente ha detto a lei che cerco di manipolarla. Lei gli racconta tutto (anche cose intime) e lo sente al telefono più volte al giorno, qualunque cosa, anche la più stupida, lei glie la racconta (in più ogni volta che battibecchiamo lo chiama e si confida con lui e non fa niente senza chiedergli consiglio). Si conoscono da 15 anni, lui 40 lei 37. È normale che io mi senta a disagio (non sono geloso, ma mi sento molto male)? Che comportamento è?
71 risposte
Salve! Quello che descrive non è una semplice "gelosia", ma un profondo senso di disagio per la violazione dei confini della coppia. È del tutto comprensibile e legittimo che lei si senta a disagio quando uno spazio intimo e di condivisione viene invaso in modo così costante da una terza presenza. Una relazione di coppia sana ha bisogno di un confine chiaro e protetto: una membrana che permetta certamente agli amici di entrare, ma che tuteli al tempo stesso l'intimità, le decisioni e la complicità esclusiva tra i due partner. Quando una figura esterna entra nei processi decisionali, nelle confidenze intime e nella gestione della casa, questo confine si sfuoca e la coppia rischia di perdere la propria autonomia. Più che chiederci che etichetta dare al comportamento dell'amico, cosa prova davvero quando si trova in questa situazione a casa sua? Si sente ascoltato, rispettato e al sicuro nel definire ciò di cui ha bisogno? Spesso il disagio è un segnale prezioso che ci avvisa che un nostro bisogno fondamentale di intimità e rispetto non sta trovando spazio. Come si sentirebbe a spostare la conversazione con la sua compagna da ciò che fa lui a ciò che vive lei? Invece di concentrarsi sulla figura dell'amico, che spesso porta l'altro a mettersi in difesa, può essere più efficace raccontarle come la fa sentire tutto questo nella quotidianità, per capire insieme quali aspetti della vostra vita appartengono esclusivamente a voi due e quali possono essere condivisi con l'esterno. Se sente che la comunicazione si è incagliata e che non riuscite più a sentirvi sulla stessa lunghezza d'onda, fare un passo indietro e chiedere il supporto di un professionista può aiutare a fare chiarezza sul vostro modo di entrare in relazione e a ritrovare uno spazio di rispetto e alleanza reciproca. Le auguro di cuore di poter ritrovare la chiarezza e lo spazio di ascolto che merita, per riprendere in mano con serenità i confini della sua vita e della sua relazione.
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È assolutamente comprensibile che tu ti senta a disagio. Da quello che racconti, sembra che questa amicizia occupi uno spazio molto importante all’interno della vostra relazione, fino a entrare anche nella vostra intimità, nei conflitti e nelle decisioni di coppia. Più che chiederti se sia “normale” o se tu sia geloso, proverei ad ascoltare ciò che questo disagio ti sta comunicando: quali confini senti che vengono oltrepassati e di quale spazio avresti bisogno nella relazione con la tua compagna? Il punto non è necessariamente stabilire se la loro amicizia sia giusta o sbagliata, ma capire se nella vostra coppia riuscite a costruire confini condivisi, nei quali entrambi possiate sentirvi rispettati e al sicuro. Parlerei con lei partendo proprio da come ti senti e dai tuoi bisogni, evitando di trasformare il confronto in una battaglia contro il suo amico.
Buongiorno, è comprensibile che questa situazione le provochi disagio. Più che chiedersi se questa amicizia sia “normale”, il punto centrale sembra essere quanto la presenza di questa persona sia entrata nello spazio e nell’intimità della vostra coppia. Il coinvolgimento costante dell’amico nei vostri conflitti, nelle confidenze e nelle decisioni può rendere i confini della relazione poco definiti. Il suo malessere, quindi, non va necessariamente letto come gelosia, ma può esprimere un bisogno di maggiore intimità, privacy e riconoscimento nella coppia. Potrebbe essere importante parlarne con la sua compagna partendo da ciò che prova e dai confini di cui avrebbe bisogno. Se sente di non riuscire a trovare un equilibrio, un confronto psicologico può aiutarla a comprendere meglio come affrontare questa situazione. Resto a disposizione.
Buongiorno, è comprensibile che una situazione di questo tipo possa farla stare male. Avere un’amicizia molto stretta al di fuori della coppia non è di per sé qualcosa di problematico. Ciò che merita attenzione, è il modo in cui questa relazione si inserisce nella vostra coppia e quali confini vengono stabiliti. Da quello che racconta, sembra che questo amico abbia un ruolo molto presente nella vostra quotidianità e che venga coinvolto frequentemente anche nelle questioni che riguardano la vostra relazione. Il fatto che la sua compagna condivida con lui aspetti intimi, si rivolga a lui dopo le vostre discussioni e cerchi spesso il suo parere può farle vivere la sensazione che una parte importante della vostra relazione venga vissuta anche all’esterno della coppia. Inoltre, il fatto che lui si senta autorizzato a dirle cosa dire o non dire alla sua compagna, a interpretare i suoi comportamenti o addirittura ad accusarla di manipolarla, può comprensibilmente farla sentire invasa e mettere in discussione il suo spazio all’interno della relazione. Non mi sentirei però di definire a distanza quale sia la natura del rapporto tra loro, né di stabilire se ci sia qualcosa di più di un'amicizia. La questione centrale è inanzitutto comprendere se per lei sia sostenibile questa situaizone e quali siano i confini di cui sente di avere bisogno nella vostra relazione. Può essere utile parlarne con la sua compagna esprimendo concretamente ciò che prova e ciò di cui avrebbe bisogno: maggiore riservatezza rispetto alle questioni intime della coppia, più autonomia nelle vostre decisioni e uno spazio della relazione che rimanga vostro. Insieme, se è possibile trovare un equilibrio che tuteli entrambi. Se questa situazione le sta causando una sofferenza importante o sta diventando difficile affrontarla dentro di se e con la sua compagna, può essere utile approfondire cosa sta accadendo e quali bisogni e confini siano coinvolti. Se desidera, sono disponibile ad accoglierla e ad accompagnarla in questo percorso. Dott.ssa Federica Di Benedetto
Sì, è comprensibile che lei si senta a disagio. Il punto non è stabilire se questa amicizia sia “normale” o meno, ma osservare l’effetto che sta avendo sulla vostra coppia: confini poco chiari, condivisione di aspetti intimi, presenza invasiva in casa, interferenze nelle vostre discussioni e una terza persona che sembra assumere un ruolo molto centrale nelle decisioni e nella comunicazione tra voi. Un’amicizia importante può esistere anche dentro una relazione, ma non dovrebbe sostituire il dialogo di coppia né diventare il luogo principale in cui vengono gestiti conflitti, fragilità e scelte comuni. Sarebbe utile parlarne con la sua compagna in modo fermo ma non accusatorio, spiegando non solo cosa la disturba, ma quali confini concreti ritiene necessari per sentirsi rispettato nella relazione. Iniziare un supporto psicologico online o in presenza, individuale o di coppia, può aiutarvi concretamente a capire se questa dinamica protegge davvero il rapporto o se lo sta progressivamente svuotando, e a ridefinire ruoli, limiti e priorità affettive. un caro saluto. Dott. Giulio Blasilli
Buongiorno, è del tutto comprensibile che si senta a disagio: il problema non sembra essere l’amicizia in sé, ma l’assenza di confini chiari tra amicizia e coppia. Quando una terza persona entra costantemente nell’intimità, nei conflitti e nelle decisioni della relazione, può diventare difficile costruire uno spazio realmente vostro. Più che chiedersi se sia “normale”, sarebbe importante parlare con la sua compagna di quali confini siano necessari perché lei possa sentirsi rispettato e al sicuro nella relazione.
È comprensibile che tu ti senta a disagio. Da quello che racconti, infatti, non sembra trattarsi semplicemente della presenza di un amico molto stretto, ma di una persona che occupa uno spazio molto ampio all’interno della vostra relazione. Non è necessario stabilire se tra loro ci sia qualcosa o definire lui in qualche modo per riconoscere che, per te, alcuni confini sono stati superati. Il problema potrebbe essere proprio la posizione che questa persona ha assunto nella vostra coppia: ogni volta che nasce una difficoltà, invece di rimanere una questione tra voi due, entra un terzo che ascolta, interpreta, consiglia e persino giudica il comportamento dell'altro. Forse, più che chiederti se sia “normale” avere un amico così, potresti chiederti: "che spazio rimane alla vostra coppia quando una parte così importante della vostra relazione viene continuamente condivisa e discussa con lui?" E soprattutto: la tua compagna riesce a costruire con te un confronto diretto, oppure prima e dopo ogni difficoltà ha bisogno del suo parere? Il punto, quindi, non è necessariamente allontanare lui, ma capire se nella vostra coppia esistono dei confini che entrambi ritenete rispettosi e se la tua compagna è disposta a tenerne conto. Puoi sentirti a disagio senza per questo essere semplicemente “geloso”: il disagio può essere un segnale che qualcosa nel modo in cui è organizzata la relazione non ti fa sentire adeguatamente tutelato. Sono disponibile per un colloquio online, saluti.
È comprensibile che lei si senta a disagio: non si tratta necessariamente di gelosia, ma del modo in cui percepisce i confini all'interno della vostra coppia. In un'ottica cognitivo-costruttivista, più che stabilire se il comportamento dell'amico sia “normale”, sarebbe importante osservare quale significato assume per lei e per la vostra relazione il fatto che una terza persona abbia così tanto spazio, anche nelle vostre questioni intime. Il punto non è necessariamente l'amicizia in sé, ma la possibilità che la coppia abbia confini condivisi e che entrambi possano sentirsi tutelati. Provi a parlarne con la sua compagna non accusando l'amico, ma raccontandole come questa situazione la fa sentire e quali limiti ritiene importanti per il vostro rapporto.
È comprensibile la frustrazione e il senso di disagio che prova. Ha provato a parlarci con questa amica e provato a capire che tipo di rapporto c'è tra queste due persone? La domanda che mi porrei è: perché mi sento male per questa relazione? Perché questo senso di fastidio?
È comprensibile che una situazione di questo tipo possa generarle disagio. Al di là del definire “normale” o meno il rapporto tra la sua compagna e questo amico, da ciò che racconta sembra che la sua presenza abbia assunto uno spazio molto importante all’interno della vostra relazione, anche rispetto alla vostra intimità e alle decisioni che riguardano la coppia. Più che cercare di stabilire quale sia il “comportamento” dell’amico, sarebbe importante comprendere come questa dinamica incida su di lei e sulla vostra relazione: cosa la fa stare peggio, quali confini sente che vengono oltrepassati e soprattutto come vengono gestite queste situazioni tra lei e la sua compagna. Mi soffermerei anche su un altro aspetto: lei racconta di non riuscire più a sostenere questa situazione, ma sarebbe utile capire da quanto tempo la vive e cosa l’ha portata ad accettarla fino ad oggi. Questo potrebbe aiutare a comprendere meglio sia i suoi bisogni sia le dinamiche presenti nella coppia. In questo senso, potrebbe essere utile parlarne apertamente con la sua compagna, cercando di esprimere il proprio disagio senza trasformare il confronto in un giudizio sul loro legame, ma provando a definire insieme quali confini e quali spazi siano necessari affinché entrambi possiate sentirvi rispettati all’interno della relazione. Se sente che questa situazione le sta causando una sofferenza significativa o che da solo fatica a trovare un modo per affrontarla, un percorso psicologico potrebbe aiutarla a fare maggiore chiarezza sui propri bisogni e sulle risorse a disposizione.
Salve, da quello che racconta la sua attuale situazione affettiva e lo stato emotivo che ne consegue meriterebbero maggiore approfondimento. Deve essere difficile affrontare la quotidianità con il disagio che porta in queste righe.. Buona fortuna Dott.ssa Daniela Colajanni
Buongiorno, più che chiederci se questa amicizia sia “normale”, credo sia importante partire da un dato molto chiaro: lei dentro questa situazione sta male e sente che lo spazio della vostra coppia è continuamente attraversato dalla presenza di una terza persona. Il fatto che la sua compagna abbia un'amicizia molto intima e di lunga durata non significa di per sé che ci sia qualcosa di sentimentale o sessuale tra loro. Ciò che merita attenzione è piuttosto come vengono definiti i confini tra l'amicizia e la relazione di coppia. Da ciò che racconta, questo amico conosce aspetti intimi della vostra relazione, viene coinvolto nei vostri conflitti, esprime giudizi su di lei, suggerisce cosa dovrebbe dire o non dire alla sua compagna e sembra diventare frequentemente il primo interlocutore quando tra voi nasce una difficoltà. È comprensibile che lei possa vivere tutto questo non semplicemente come gelosia, ma come la sensazione che nella relazione facciate fatica ad avere uno spazio che appartenga realmente a voi due. Tuttavia, concentrarsi esclusivamente sul comportamento dell'amico rischia di spostare il problema. È la sua compagna a scegliere che cosa condividere con lui, quanto coinvolgerlo e quale spazio concedergli nella vostra vita. E anche lei ha il diritto di esprimere quali confini considera necessari per poter stare bene in una relazione. Questo non significa chiederle necessariamente di rinunciare a un'amicizia di quindici anni. Significa poterle dire, senza trasformare il discorso in un'accusa verso l'amico: “Quando ciò che accade tra noi viene continuamente portato fuori dalla coppia e discusso con lui, io non sento più che alcune parti della nostra relazione appartengano anche a me e possano essere protette.” Sarebbe importante capire se la sua compagna riesce ad ascoltare questo disagio e se esiste da parte di entrambi la disponibilità a costruire dei confini condivisi. Perché un'amicizia importante può certamente convivere con una relazione di coppia, ma dovrebbe esserci anche uno spazio nel quale i due partner possano incontrarsi, confrontarsi e affrontare i propri conflitti senza che una terza persona diventi costantemente parte della relazione. Un caro saluto, Dott.ssa Cinzia Scirè Psicologa e Mediatrice Familiare
Buongiorno. Sono molto perplesso nel leggere la sua descrizione di una dinamica che non comprendo. Trovo comprensibile quanto meno il suo "disagio". Per capire che comportamento sia, dovrei saperne di più; ma credo che sia importante che lei ascolti il suo disagio.
Secondo me è assolutamente comprensibile che tu ti senta a disagio, e non necessariamente per gelosia. Da quello che racconti, questa persona sembra avere un ruolo molto presente nella vostra relazione: conosce aspetti intimi, viene coinvolta nei vostri conflitti, dà indicazioni alla tua compagna su come comportarsi con te e sembra avere un peso importante nelle sue decisioni. Più che chiedersi se il suo comportamento sia "normale" o se ci sia qualcosa di più, credo sia utile chiedersi se i confini di questa amicizia siano compatibili con ciò di cui avete bisogno come coppia. Un'amicizia può essere anche molto profonda, ma è comprensibile che tu abbia bisogno che alcune dinamiche rimangano all'interno della relazione. Come vedi la possibilità di parlarne con la tua compagna senza metterla nella posizione di dover scegliere tra te e lui, ma spiegandole concretamente cosa ti fa stare male e quali limiti senti necessari? Sarà poi importante osservare come reagisce: se riesce ad ascoltare il tuo disagio e a cercare insieme a te un equilibrio, oppure se lo liquida semplicemente come "gelosia". Il tuo disagio, in ogni caso, merita di essere ascoltato: non devi necessariamente essere geloso perché una situazione possa farti stare male.
Gentilissimo, ho letto il suo racconto e comprendo lo stato di disagio. Capisco anche la difficoltà delle dinamiche in cui si trova per questo credo che innanzitutto sia importante partire dal suo stato emotivo perché non è possibile decidere per gli altri. Non è scritto sul testo se lei ha provato a parlare con la sua compagna (sarebbe utile capirlo) e poi procedere prendendosi cura prima di tutto di sé stessi e di cosa lo fa stare bene e che, se ci sono dei limiti da mettere che lei sente utili per il suo benessere, di proporlo alla sua compagna. Un caro saluto
Salve. Dalle sue parole emerge un forte senso di frustrazione. All'interno di una relazione è sempre corretto e consigliabile comunicare in modo ben chiaro dei confini, in modo che il partner non metta in atto azioni o atteggiamenti che potrebbero ferirci. Il suo senso di disagio è più che plausibile, in quanto questa terza persona viene eccessivamente coinvolta nelle dinamiche di coppia che dovrebbero essere, invece, custodite esclusivamente da lei e dalla sua partner. La situazione da lei descritta si chiama "triangolazione", cioè una condizione in cui la tensione, i conflitti o i bisogni presenti nella coppia vengono spostati o gestiti attraverso una terza persona. Nel suo caso specifico la terza persona sembra essersi alleata alla sua partner, creando in lei la sensazione di essere stato escluso.
La risposta più onesta e immediata alla tua domanda è: sì, è del tutto normale che tu stia male. Anzi, il tuo disagio è un segnale estremamente sano. Quello che descrivi non è un semplice problema di gelosia, ma una profonda e oggettiva violazione dei confini della vostra coppia. Dal mio punto di vista, una coppia per esistere e funzionare ha bisogno di una sorta di "membrana" invisibile che la protegga dall'esterno. Questo confine serve a custodire l'intimità, i segreti, le decisioni e persino i litigi, che appartengono solo a voi due. Nella vostra situazione, questo confine sembra non esistere più. L'amico non è semplicemente una persona vicina alla tua compagna, ma è diventato a tutti gli effetti un terzo vertice all'interno della vostra relazione. Quando una persona racconta ogni minimo dettaglio intimo, telefona per qualsiasi sciocchezza e, soprattutto, delega all'esterno la gestione dei vostri battibecchi, si crea una dinamica in cui lo spazio decisionale ed emotivo viene tolto a te. Ti ritrovi a vivere con un "supervisore" in casa che decide cosa puoi dire, come devi comportarti e che addirittura ti accusa di manipolazione. È comprensibile che tu ti senta escluso e privato del tuo ruolo di partner. Spesso legami così lunghi, che durano da quindici anni, portano con sé dinamiche di forte dipendenza emotiva difficili da scardinare. È molto probabile che la tua compagna non si renda conto della gravità della situazione semplicemente perché per lei "è sempre stato così". Tuttavia, un conto è avere un legame affettivo importante, un altro è permettere a questo legame di colonizzare la vita di coppia attuale, impedendole di crescere e di essere un posto sicuro per te. Il mio consiglio è di provare a spostare il focus dei futuri confronti con la tua compagna. Invece di concentrarti su ciò che fa l'amico, cosa che la spingerebbe solo a difenderlo e a minimizzare, prova a parlarle di come ti senti tu. Spiegale che ti senti trasparente in casa tua, che avverti una mancanza di protezione della vostra intimità e che hai bisogno di ritrovare uno spazio esclusivo con lei. Non si tratta di farle tagliare i ponti con il passato, ma di rinegoziare le priorità del presente. Se vedi che questo dialogo si scontra con un muro o se la situazione continua a farti soffrire, un percorso psicologico relazionale, magari anche di coppia, potrebbe aiutarvi a ridefinire quei confini vitali che oggi mancano, per capire se c'è la reale volontà di costruire una relazione a due e non a tre. Ricorda che il tuo benessere e il tuo diritto di sentirti a casa tua e protetto nella tua relazione non sono negoziabili. Ti auguro di ritrovare presto la serenità e lo spazio che meriti.
Gentile utente, è comprensibile che lei si senta a disagio: non è necessario essere “gelosi” per soffrire quando una persona esterna occupa uno spazio molto ampio nella coppia e nella quotidianità. Più che stabilire se il comportamento dell'amico sia “normale”, sarebbe importante osservare come vengono definiti i confini della vostra relazione. Il fatto che lui conosca aspetti molto intimi, intervenga nei vostri conflitti e che la sua compagna si rivolga sistematicamente a lui per consigli e decisioni può farle vivere una sensazione di esclusione dalla coppia. Questo non dimostra necessariamente un interesse sentimentale tra loro, ma indica certamente una dinamica che merita di essere affrontata. Provi a parlarne con la sua compagna non concentrandosi sull'amico o sulle sue intenzioni, ma su ciò che accade tra voi: quali spazi desiderate proteggere, cosa ritenete intimo e quali limiti possono rendere la vostra relazione più equilibrata. I confini di una coppia, infatti, non dovrebbero essere stabiliti da una persona esterna. Un caro saluto.
Gentile utente, come la fa sentire questa dinamica tra la sua compagna e quello che dalla descrizione potrebbe essere definito "il migliore amico"? Cosa effettivamente la disturba? Ha elencato tanti comportamenti tra lei e lui, ma mi chiedo cosa la preoccupa? Cosa legge e interpreta lei di queste azioni? Di per sè forse sarebbe importante che lei tenga a mente che la sua compagnia ha scelto di stare con lei. Potrebbe essere importante però per lei spiegare cosa sente e prova in questa situazione, trovando un compremesso che non metta la sua compagna nella posizione di scegliere ma solo di equilibrare i legami. Nel caso la gestione di questa tematica fosse troppo complessa per voi, potreste farvi aiutare tramite un percoros di terapia di coppia. Cordialmente Dott.ssa Alessia D'Angelo
Gentile Utente ... perché accetta tutto questo? In questo post è molto chiaro che Lei sta "trattenendo" la sua verità. Perché non riesce a parlare con la sua compagna e dirle chiaramente che questa situazione (rapporto) NON Le piace; cosa Le impedisce di comunicare che sente come invasiva, intrusiva questa persona? La invito ad approfondire le sue emozioni, le sue paure ed avere più attenzione a Lei e al suo corpo. Grazie.
Gentile utente buongiorno. È comprensibile che lei si senta a disagio. E forse non è nemmeno necessario decidere se il suo sentimento sia “gelosia” oppure no: da quello che racconta, sembra esserci una situazione in cui una persona esterna alla coppia occupa uno spazio molto grande nella vostra relazione. Un'amicizia può essere profondissima, può durare da quindici anni e può comprendere confidenze, telefonate frequenti e anche una grande intimità. Non c'è necessariamente qualcosa di sbagliato in questo. La questione, forse, è un'altra: quanto spazio può avere un legame esterno alla coppia senza che l'altro partner finisca per sentirsi escluso, invaso o poco considerato? Nel suo racconto mi colpisce soprattutto che questo amico sembri essere diventato anche una sorta di interlocutore privilegiato della vostra relazione: sa quello che succede tra voi, viene coinvolto nei vostri momenti di conflitto, dà consigli su come comportarsi con la sua compagna e sembra avere anche una certa influenza sulle decisioni della coppia. È comprensibile che questo possa farle sentire che nella vostra relazione ci sia una “terza presenza”, anche senza che questo significhi necessariamente che tra loro ci sia qualcosa di romantico o sessuale. Forse la domanda più interessante, quindi, non è tanto “è normale che abbiano questo rapporto?”, ma: che cosa succede a lei, alla sua compagna e alla vostra coppia quando questo rapporto occupa così tanto spazio? E soprattutto: la sua compagna riesce a comprendere il disagio che questa situazione le provoca e a trovare con lei dei confini che vadano bene per entrambi? Anche perché lei può benissimo riconoscere l'importanza di questo amico per la sua compagna e, contemporaneamente, avere bisogno che nella vostra relazione esista uno spazio che appartenga alla coppia e non venga continuamente condiviso con lui. Potrebbe essere un punto di partenza per capire non tanto se qualcuno dei tre abbia torto o ragione, ma come costruire una coppia dentro la quale possano esistere anche altre relazioni importanti senza che uno dei due si senta messo ai margini. Potrebbe anche esserci, tra lei e la sua compagna, una differenza nelle vostre “premesse” rispetto a ciò che significa essere una coppia: quali aspetti della relazione appartengono alla coppia, quali possono essere condivisi con altre persone, quanto spazio possono avere le amicizie e quali confini è importante porre quando una relazione esterna diventa molto significativa. Non è detto che uno dei due abbia necessariamente una visione più corretta dell'altro, ma se queste premesse sono molto diverse è possibile che la stessa situazione venga vissuta in modi profondamente differenti: ciò che per la sua compagna rappresenta un'amicizia importante e naturale, per lei può rappresentare una forte invasione dello spazio della coppia. Se però vi accorgete che parlarne tra voi porta sempre agli stessi conflitti, oppure che non riuscite a trovare un equilibrio che tenga conto dei bisogni di entrambi, potrebbe essere utile valutare un percorso di terapia di coppia. Non tanto per stabilire chi abbia ragione o per decidere quanto spazio debba avere questo amico, quanto piuttosto per comprendere meglio le dinamiche che si sono create tra voi, esplorare le diverse idee che avete della coppia e aiutarvi a costruire insieme confini e modalità di comunicazione che siano sostenibili per entrambi. Se lo desidera può contattarmi e sarò lieta di approfondire con lei la situazione. Un caro saluto, dott.ssa Arianna Broglia
Buongiorno, il senso di disagio è più che comprensibile. Ma va colto anche il bisogno della sua ragazza di mantenere questa relazione amicale. Ciò che le consiglio di fare è instaurare un dialogo aperto con la sua ragazza spiegando come si sente di fronte a questa situazione, cercando però di non essere giudicante nei suoi confronti. Ogni essere umano ha dei bisogni emotivi propri: cerchi di capire quali sono i bisogni della sua compagna, che questo amico soddisfa, e soprattutto chiarisca in maniera sincera ma pacata quelle che sono le sue sensazioni. Il dialogo nella coppia è fondamentale per risolvere queste situazioni. Se non riuscite a dialogare su questo argomento senza arrabbiarvi potete farvi accompagnare da uno psicologo che funga da mediatore e vi aiuti a spiegare a parole ciò che non riuscite ad esprimere.
Buongiorno, È comprensibile che una situazione di questo tipo possa farla stare male. Il disagio che descrive non implica necessariamente gelosia: può riguardare anche il sentirsi poco tutelato o poco riconosciuto nel proprio spazio all'interno della relazione. Avere un'amicizia molto stretta è assolutamente possibile anche all'interno di una coppia. Ciò che può diventare problematico, però, è quando una terza persona entra in modo molto pervasivo nella vita della coppia: conosce ogni dettaglio della relazione, interviene nelle discussioni, esprime giudizi sul partner, diventa il principale interlocutore per le decisioni e le difficoltà della compagna, fino a occupare uno spazio che lei percepisce come eccessivo. Più che stabilire se questo sia un comportamento “normale” o se tra loro ci sia qualcosa di più, potrebbe essere utile chiedersi come viene definito, all'interno della vostra coppia, il confine tra la relazione di coppia e le relazioni con le altre persone. I confini, infatti, possono essere diversi da una coppia all'altra, ma dovrebbero essere condivisi e rispettosi dei bisogni di entrambi. Anche il fatto che il suo disagio venga ascoltato o meno dalla sua compagna è un elemento importante. Potrebbe provare a parlarne con lei non concentrandosi tanto sull'amico e sulle sue intenzioni, ma spiegandole che cosa prova e quali comportamenti, concretamente, le fanno sentire che il vostro spazio di coppia viene invaso. Infine, non è necessario dimostrare che l'amico abbia cattive intenzioni per poter dire che una determinata situazione per lei è diventata insostenibile. In una relazione è legittimo avere bisogni e limiti diversi, e trovare un equilibrio che permetta a entrambi di sentirsi rispettati. Un cordiale saluto
Buongiorno, sarebbe strano se una situazione del genere non le creasse disagio. Sembra che la sua compagna sia ancora molto dipendente da questo suo ex, il quale mette in atto comportamenti , stando a quello che lei riporta, molto intrusivi e controllanti. Faccia chiarezza con la sua fidanzata e le proponga una terapia di coppia così da portare in una sede appropriata i vostri malesseri e conflitti e trovare una via di comunicazione e soluzione.
Buongiorno, dalle sue parole mi sembra di cogliere una situazione in cui c'è poca chiarezza di ruoli e sono poco chiari i confini. E' comprensibile un suo disagio data la posizione in cui si trova. Potrebbe essere utile impostare una comunicazione chiara tra voi per riassestare la situazione. Un caro saluto, Dottssa LM
Buongiorno. Sì, è comprensibile che lei si senta a disagio. Il problema non sembra essere semplicemente l'esistenza di un'amicizia molto stretta, ma il ruolo che questa persona sembra avere all'interno della vostra relazione. Dormire insieme, essere coinvolto nelle vostre questioni intime, essere consultato sistematicamente durante i vostri conflitti e arrivare persino a dirle cosa dovrebbe o non dovrebbe dirle sono elementi che possono facilmente far percepire a un partner di essere stato spostato in una posizione secondaria. Più che domandarsi se il loro comportamento sia “normale”, potrebbe essere utile chiedersi: “Nella mia relazione c'è uno spazio riservato alla coppia, nel quale le decisioni e i problemi vengono prima di tutto affrontati tra noi due?”. E ancora: “Quando esprimo il mio disagio, la mia compagna cerca di comprenderlo e di trovare un equilibrio, oppure lo considera semplicemente un problema di mia gelosia?”. Non è necessario stabilire se tra loro ci sia o meno un interesse sentimentale per riconoscere che alcuni confini della vostra coppia sembrano essere poco definiti. Né sarebbe corretto attribuire a distanza un'etichetta al comportamento di questo amico. La questione centrale, quindi, potrebbe non essere “che comportamento è il suo?”, ma “che cosa sono disposto ad accettare nella mia relazione e quali confini ho bisogno che vengano rispettati?”. Questo è un tema che sarebbe importante affrontare direttamente con la sua compagna e, se non riuscite a farlo senza entrare in un conflitto, eventualmente in un consulto di coppia. Dott.ssa Francesca Gottofredi
Buongiorno, dev'essere molto difficile per lei convivere in questa relazione. Pare che la sua compagna possa far nulla senza il confronto e il parere del suo amico. Da quanto scrive la manipolazione c'è, probabilmente non da parte sua! Mi viene da considerare che per la fragilità o insicurezza della sua compagna sarebbe indicato un percorso di sostegno psicologico. Dal canto suo valuterei quanto vivere in questa mancanza di intimità con lei le costi in termini di energia, serenità e prospettiva futura.
Gentilissimo, È comprensibile che una terza persona così presente nella quotidianità della coppia possa generare malessere e disagio. Confidarsi con un amico, sfogarsi o chiedere un consiglio è assolutamente naturale; diverso può essere condividere sistematicamente ogni dettaglio della relazione, compresi quelli più intimi, dormire insieme o permettergli di intervenire suggerendo cosa dire o meno alla sua partner. Mi sembra che lei senta che i confini della propria relazione vengano invasi e, allo stesso tempo, faccia fatica a comprendere fino in fondo il significato che questi comportamenti hanno per la sua compagna. Non esistono confini universalmente giusti o sbagliati, ma se questa situazione le provoca tanto disagio è importante parlarne, magari in un momento di calma, cercando di indagare il bisogno che la porta a condividere così tanto della vostra relazione con questa persona e, contemporaneamente, confrontarvi su quali siano per entrambi i confini da preservare. L’obiettivo non è condurla ad una scelta tra il partner e l’amico, ma ascoltare e comprendere i bisogni di entrambi e tutelare uno spazio che appartenga solo ed esclusivamente alla coppia. Cordialmente, Dott.ssa Simona Accardo
Buongiorno, la ringrazio per questa condivisione. Da quello che scrive, oltre al suo disagio e malessere, sembra emergere la percezione di un'ampia presenza di una terza persona all’interno della vostra relazione: nella condivisione dell’intimità, nella gestione dei vostri conflitti e persino nelle indicazioni su come lei dovrebbe comportarsi con la sua compagna. Ha provato a parlarne con la sua compagna? Condividendo in particolare il suo disagio... cioè piuttosto che in forma conflittuale (es. “non voglio che tu abbia questo rapporto con lui”), cercare di comunicarle: “Quando alcuni aspetti intimi o i nostri conflitti vengono condivisi con lui, io mi sento escluso dalla nostra relazione e avrei bisogno che definissimo insieme quali confini vogliamo darle”. Questo perché una relazione si costruisce anche giungendo a dei compromessi, che vadano bene ad entrambi. Una relazione è caratterizzata dal cosiddetto "rapporto paritario" dove ognuno contribuisce con il proprio pezzo: non è paritario nel momento in cui uno prevarica e l'altro subisce. È importante per questo che ci si comunichi i propri disagi per costruire insieme strategie e modalità per vivere la relazione in modo funzionale. Se, provando ad affrontare il tema, vi ritrovate ripetutamente negli stessi conflitti senza riuscire a comprendere i bisogni reciproci, uno spazio psicologico potrebbe aiutarla a esplorare queste dinamiche con maggiore chiarezza. Un caro saluto, Dott.ssa Sara Marangoni
Buongiorno, grazie per la sua condivisione. Credo che sia assolutamente normale che lei si senta così, credo che il legame che la sua compagna ha con questo amico valichi dei confini, anche fisici (rispetto ad esempio anche ai vostri spazi) e che dal suo punto di vista sia invadente rispetto alla vostra relazione, col rischio oltretutto di farla sentire solo. Ha mai provato a parlare direttamente con la sua compagna di come si sente? La prima cosa che farei è provare a creare una comunicazione diretta su questo punto, dicendole chiaramente quello che prova, e chiedendole anche perchè sente il bisogno di condividere così tanto con lui anche della vostra relazione e della vostra intimità (ha bisogno della sua approvazione? che cosa sta cercando? perchè sente il bisogno di avere una connessione così totalizzante con questa persona?). Se non dovesse servire, il mio suggerimento è di provare a parlarne in terapia di coppia, in modo da poter dare voce a entrambi i vostri vissuti, per capire come poter incrociare e far incontrare il punto di vista di entrambi. Se avesse bisogno di approfondire la questione mi trova a disposizione, anche online, per lei o per una eventuale terapia di coppia. Un caro saluto, dott.ssa Elena Gianotti
Il disagio che descrive è comprensibile: al di là dell'etichetta di gelosia, ciò che sembra mancare qui è uno spazio di intimità e priorità riconosciuta alla coppia. Un'amicizia può essere molto stretta senza intaccare una relazione, ma quando coinvolge condivisioni che normalmente appartengono alla coppia (dormire insieme, confidenze quotidiane, decisioni prese ascoltando prima l'amico che il partner) è legittimo chiedere che vengano ridefiniti dei confini. Ne parlerei con la Sua compagna non tanto in termini di giusto o sbagliato, quanto di cosa serve a Lei per sentirsi rispettato e prioritario nella relazione.
Gent.mo, le motivazioni del comportamento di sua moglie potrebbero essere sconosciute persino a lei stessa. Ciò che al limite potrebbe fare è capire il senso del disagio che lei stesso invece sperimenta all'interno di questo legame. Se pensa possa esserle di aiuto, chieda una consultazione e valuti se vi siano le premesse per un lavoro psicoterapeutico personale. SG
Salve, è comprensibile che lei si senta a disagio. Da quello che racconta, il problema non sembra essere semplicemente la presenza di un amico nella vita della sua compagna, né necessariamente la gelosia. Sembra piuttosto riguardare lo spazio che questa persona occupa all'interno della vostra relazione. Avere un'amicizia molto stretta, anche di lunga data, può essere assolutamente normale. Diventa però importante chiedersi se questa amicizia lasci sufficiente spazio alla coppia. Nel suo racconto emerge che questo amico conosce molti aspetti della vostra intimità, viene coinvolto nei vostri conflitti, dà indicazioni alla sua compagna su come comportarsi con lei, pretende risposte, viene frequentemente consultato e sembra avere un ruolo importante nelle decisioni che riguardano la vostra relazione. Questo può creare una sorta di triangolazione, nella quale un problema della coppia viene continuamente portato all'interno del rapporto con una terza persona. Il punto, quindi, non è stabilire se tra loro ci sia o meno qualcosa di sentimentale. Non possiamo saperlo e, probabilmente, non è nemmeno la domanda più importante. La questione centrale è: la sua compagna riesce a costruire con lei uno spazio di coppia sufficientemente autonomo, nel quale le questioni della vostra relazione vengano affrontate principalmente tra voi due? Anche il fatto che lui le dica cosa può o non può dirle, che interpreti i suoi comportamenti e che arrivi a dirle che lei la manipola può farle sentire che la vostra relazione sia continuamente sottoposta al giudizio di una persona esterna. È comprensibile che questo possa generare disagio e anche una sensazione di esclusione. Allo stesso tempo, cercherei di evitare di impostare la questione come “devi scegliere tra me e lui”. Probabilmente sarebbe più utile parlare con la sua compagna dei confini di cui lei ha bisogno per sentirsi rispettato all'interno della relazione. Ad esempio, può dirle che non le chiede di rinunciare alla sua amicizia, ma che per lei è difficile accettare che questioni intime della coppia vengano sistematicamente condivise con lui, che lui venga coinvolto nei vostri litigi o che abbia un ruolo così rilevante nelle vostre decisioni. Può essere utile anche osservare la sua reazione. Se riesce ad ascoltare il suo disagio, a riconoscere che alcune dinamiche possono essere eccessive e a cercare insieme a lei dei limiti che tutelino la coppia, c'è uno spazio importante su cui lavorare. Se invece ogni tentativo di esprimere il suo disagio viene immediatamente interpretato come gelosia, controllo o manipolazione, senza possibilità di confronto, allora il problema diventa più ampio. Non è necessario dimostrare che il suo amico abbia cattive intenzioni per poter dire “questa situazione per me non è sostenibile”. In una coppia, i confini non servono necessariamente a stabilire chi ha torto o ragione, ma a proteggere lo spazio relazionale di entrambi. Quindi sì, il suo disagio è comprensibile. Non significa automaticamente che lei sia geloso o possessivo, così come non significa automaticamente che tra la sua compagna e questo amico ci sia qualcosa di più di un'amicizia. Significa che sta percependo una dinamica nella quale, almeno dal suo punto di vista, una terza persona occupa uno spazio molto grande nella vostra relazione. È questo aspetto che merita di essere affrontato apertamente con la sua compagna. Le mando un caloroso saluto Dott. Michele Basigli Psicologo clinico Perugia
Gentile Utente, quello che descrive è un vissuto del tutto comprensibile: sentirsi a disagio all'interno della propria coppia di fronte a una presenza così pervasiva è una reazione assolutamente legittima. La sensazione di malessere che prova sembrerebbe essere il segnale di una percezione di confini non chiari in questa dinamica. Vorrei invitarla a fare una riflessione riguardo alla vostra storia di coppia: quando sono insorti precisamente questi vissuti di disagio e quando questa presenza ha iniziato a essere percepita così ingombrante? Prima come funzionava tra di voi e qual era la collocazione di questo legame? Chiederselo aiuta a capire se si tratta di una modalità consolidata nel tempo o se si è modificato qualcosa nell'equilibrio della coppia. Ma soprattutto, di cosa sente di aver realmente bisogno oggi per stare bene all'interno del suo legame? Condividere apertamente con la sua compagna ciò di cui lei ha bisogno, spostando l'attenzione da ciò che fa l'amico a ciò che serve a voi due, potrebbe essere il primo passo per iniziare a fare chiarezza.
Ciao, è comprensibile che tu ti senta a disagio. Non è necessariamente una questione di gelosia, ma di confini nella coppia. Un’amicizia molto stretta può essere assolutamente sana, ma quando una terza persona entra costantemente nelle questioni intime della coppia, influenza le decisioni e diventa il principale punto di riferimento durante i conflitti, è comprensibile che tu possa sentirti escluso o invaso. Più che chiederti se il loro comportamento sia “normale”, potrebbe essere utile chiederti se nella vostra relazione c’è uno spazio sufficientemente protetto per voi due. E la tua compagna riesce ad ascoltare il tuo disagio senza delegare all’amico la valutazione di ciò che accade tra voi? Puoi provare a parlarne con lei evitando di concentrarti su di lui o sul fatto che debba interrompere l’amicizia, ma spiegandole concretamente cosa ti fa stare male e quali confini senti necessari nella vostra relazione. Mi auguro che riuscirai a trasformare questo disagio in un dialogo sincero, in cui entrambi possiate sentirvi ascoltati e rispettati
Buongiorno, sì, è comprensibile che lei si senta molto a disagio in questa situazione. Da ciò che racconta, il problema non sembra essere semplicemente che la sua compagna abbia un amico molto stretto, ma il fatto che questa persona sia entrata in uno spazio che normalmente appartiene alla coppia. Un’amicizia può essere molto profonda anche quando si è in una relazione sentimentale. Si può parlare spesso, confidarsi e trascorrere molto tempo insieme. Quello che fa la differenza è il confine. Nel suo racconto, invece, questo amico conosce dettagli molto intimi della vostra relazione, viene coinvolto durante i vostri litigi, dà indicazioni su ciò che lei dovrebbe o non dovrebbe dire alla sua compagna, esprime giudizi sul suo comportamento e sembra avere un ruolo importante anche nelle decisioni di lei. Da una prospettiva cognitivo comportamentale, sarebbe utile concentrarsi meno sulla domanda “che tipo di rapporto hanno loro due?” e maggiormente su ciò che concretamente succede nella vostra coppia. Se ogni volta che litigate la sua compagna chiama lui, gli racconta ciò che è accaduto e successivamente torna nel rapporto portando anche il suo punto di vista, il conflitto non rimane più realmente tra voi due. Diventa molto difficile costruire una modalità vostra di affrontare i problemi. Anche il fatto che lui le dica cosa può dire o non dire alla sua compagna rappresenta qualcosa di importante. Può certamente conoscerla molto bene dopo quindici anni, ma questo non significa che debba assumere il ruolo di interprete o mediatore permanente della vostra relazione. Lei dovrebbe poter conoscere direttamente la propria compagna, sbagliare, chiarire, capire cosa la ferisce e cosa le fa piacere attraverso il rapporto con lei, non attraverso le istruzioni di un’altra persona. Anche il fatto che dormano insieme può essere vissuto come problematico indipendentemente dalla gelosia. Ogni coppia ha confini differenti e non esiste una regola universale che stabilisca cosa sia sempre accettabile. Il punto è se quel comportamento sia compatibile con ciò che voi due considerate rispettoso all’interno della vostra relazione. Dire “questa cosa mi fa stare male” non equivale necessariamente a dire “non puoi avere amici uomini”. La differenza è importante. Potrebbe essere utile chiarire con la sua compagna quali siano per lei i confini fondamentali della coppia. Per esempio, quanta parte della vostra intimità desidera che venga condivisa con altre persone, quale spazio può avere questo amico nella vostra casa e quanto le decisioni che vi riguardano debbano essere prima discusse tra voi. Non dovrebbe trattarsi di convincerla che il suo amico sia una cattiva persona. Se la conversazione diventa “lui è sbagliato” contro “tu sei geloso”, probabilmente finirete per difendere ciascuno una posizione senza affrontare il problema reale. Potrebbe essere più utile dirle qualcosa del tipo: “non ti sto chiedendo di rinunciare alla tua amicizia. Ti sto dicendo che in questo momento non sento che esista uno spazio sufficientemente protetto per la nostra coppia”. Questo sposta il discorso dal controllo alla relazione. Mi sembra inoltre importante osservare la risposta della sua compagna quando esprime questo disagio. Riesce ad ascoltarlo? Cerca insieme a lei un compromesso? Riconosce che alcuni comportamenti possano essere invasivi? Oppure ogni suo limite viene interpretato immediatamente come gelosia, possessività o tentativo di controllo? Questo aspetto può dirle molto sulla qualità del dialogo tra voi. Allo stesso tempo, potrebbe essere utile chiedersi cosa succede dentro di lei quando questo amico entra così tanto nel rapporto. Si sente escluso? Svalutato? Come se la sua opinione contasse meno? Come se foste quasi in tre nella relazione? Dare un nome preciso a ciò che prova può aiutarla a comunicarlo senza arrivare soltanto alla rabbia. Un altro elemento da non sottovalutare è che questo equilibrio esiste da molto prima della vostra relazione. Quindici anni di amicizia possono aver creato abitudini molto consolidate, e per la sua compagna potrebbe essere difficile percepire come invadenti comportamenti che per lei sono sempre stati normali. Questo non significa però che lei debba semplicemente adattarsi. Una nuova relazione richiede anche una ridefinizione degli spazi e delle priorità. Se il problema continua a generare sofferenza e le conversazioni tra voi finiscono sempre nello stesso punto, potrebbe essere utile affrontarlo in un percorso psicologico, possibilmente ad orientamento cognitivo comportamentale. Un lavoro individuale o di coppia potrebbe aiutare a comprendere quali significati attribuite entrambi a fiducia, autonomia, amicizia e confini, evitando che la discussione rimanga bloccata sul semplice “hai ragione tu” oppure “ha ragione lui”. La domanda centrale, quindi, non è tanto se sia “normale” avere un amico così intimo. È chiedersi se il modo in cui questa amicizia entra nella vostra relazione lasci abbastanza spazio perché voi due possiate essere realmente una coppia. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Buongiorno, mi dispiace tanto per la situazione perchè il suo amico è una figura che si sta effettivamente intromettendo nella vostra relazione, fa parte di essa e il tuo timore è fondato. Non vi conosco ovviamente per fare delle affermazioni ma probabilmente lei sta dando spazio ad una persona che va bene può esserle di supporto ma questo non significa entrare in tutte le vostre dinamiche. A volte capita che sia un genitore più invasivo ma in questo caso è questa figura amicale che però non rispetta i vostri limiti e confini di coppia. Sarebbe importante un lavoro di terapia di coppia ma comprendo non sia facile da iniziare perchè lei probabilmente non vede la situazione con le sue criticità. Proverei a parlarle e a ribadire che lui sta invadendo il vostro spazio sia fisico che relazionale ma non perchè vuoi che scompaia dalla sua vita ma perchè hai bisogno di viverti la vita con lei o non con loro due. parlale senza attacchi e con serenità così che non si chiuda in difensiva. Non sarà facile e continuerei comunque a riflettere su che tipo di relazione vuoi e a che compromessi puoi stare. Se pensi che una terapia di coppia non sia fattibile puoi iniziare anche tu un percorso. Ovviamente le mie poche righe non sono risolutive per la situazione molto complessa. Rimango a disposizione, Dott.ssa Casumaro Giada
Sì, è normale che si senta a disagio. Non serve essere gelosi per stare male in una situazione come questa. Su che comportamento sia quello di questa persona non le dico nulla. Non l'ho mai incontrata, e un'etichetta non le servirebbe comunque. Le propongo di spostare lo sguardo di qualche centimetro. Non su di lui. Sul percorso che fanno le cose dentro casa vostra. Un battibecco, una confidenza, una decisione: passano tutti di lì prima di passare fra voi due. Anche quando riguardano voi due. Questo non dice chi ha ragione. Dice dove si trova, oggi, il centro della coppia. E qui c'è una parte che riguarda anche lei: quel posto era già libero, o si è liberato? I problemi di coppia si leggono male da una parte sola del racconto. Quello che le scrivo è una direzione in cui guardare, non una valutazione. Dott.ssa Alessia Cipriano, psicologa clinica
Buongiorno, direi che il suo disagio è più che lecito, si ritrova praticamente con un terzo all'interno della relazione. Parli con la sua compagna di questo amico e anche di come la fanno sentire i comportamenti di entrambi. Per quanto un'amicizia possa essere stretta ci sono dei limiti che vanno messi e che è giusto mettere, se si vuole avere una relazione sana. I comportamenti di questo amico scavalcano questi limiti e giustamente, portano disagio a lei nella relazione. Certo, non si tratta di gelosia, più direi un senso di ingiustizia. Grazie per la sua domanda, spero di esserle stata d'aiuto
Direi che è una triangolazione meravigliosamente portata avanti da tutti e tre. Cosa le impedisce di rinunciare a questa posizione così scomoda in cui si trova? A tutti gli effetti in questo rapporto siete in tre. Se volesse approfondire il motivo per cui si è trovato in una relazione del genere, resto a disposizione per un colloquio anche online.
Buongiorno, è sempre importante validare i propri vissuti e comprendere da dove arrivano. Ha provato a condividerli con la sua compagna? Potrebbe essere utile avere una conversazione in merito, per comprendere assieme come muoversi in questa situazione
Gentile utente di mio dottore, lei è portatore di una istanza di coppia ed è in un percorso di coppia che andrebbero affrontate le problematiche qui riportate. Ne parli anche con la su compagna, sarebbe una occasione di crescita per entrambi. Cordiali Saluti Dott. Diego Ferrara
Gentile Utente, più che chiederci se questa amicizia sia “normale”, credo sia importante riconoscere che **lei sta vivendo un disagio reale rispetto ai confini della sua relazione di coppia**. Avere un'amicizia molto profonda, anche di lunga data, non è di per sé incompatibile con una relazione sentimentale. Nel suo racconto, però, questo amico sembra occupare uno spazio molto ampio: conosce aspetti intimi della coppia, viene coinvolto nei vostri conflitti, dà indicazioni su come lei dovrebbe comportarsi con la sua compagna e diventa frequentemente il primo interlocutore quando tra voi qualcosa non funziona. Si crea così una sorta di **triangolazione**: una difficoltà che nasce tra due persone, invece di essere affrontata principalmente all'interno della coppia, viene portata sistematicamente a un terzo, che finisce per assumere un ruolo nella relazione stessa. Mi soffermerei soprattutto sul fatto che la sua compagna sembra consultarlo molto anche nelle proprie decisioni. Dopo quindici anni di amicizia potrebbe essersi costruito tra loro un legame profondissimo, ma sarebbe interessante comprendere quanto entrambi riescano a mantenere una propria autonomia e quanto spazio rimanga affinché la vostra coppia costruisca una sua intimità distinta. Non credo quindi che debba dimostrare di “non essere geloso”. Può invece chiedersi: **“Quali confini sono necessari perché io possa sentirmi realmente parte di una coppia?”** Per esempio, quali aspetti della vostra intimità desidera rimangano tra voi? Quanto spazio desidera avere nella propria casa? Quale ruolo è disposto ad accettare che un'altra persona abbia nei vostri conflitti? Ne parlerei con la sua compagna partendo da questi bisogni, più che dall'accusa verso l'amico. Perché, in definitiva, **non è lui a dover stabilire i confini della vostra coppia: siete voi due**. Se su questo non riuscite a trovare un equilibrio condiviso, qualche colloquio di coppia potrebbe essere utile per comprendere quale posto occupino oggi, nella vostra relazione, il “noi”, l'amicizia e gli spazi individuali. Un cordiale saluto, Marica Romano Psicologa
Buongiorno, il disagio che descrive è del tutto legittimo e non va scambiato per mera gelosia, si tratta della fisiologica reazione alla compromissione dei confini della sua coppia. La situazione riportata evidenzia una chiara ingerenza relazionale da parte dell'amico, il cui comportamento ha assunto tratti intrusivi e svalutanti, volti a minare la sua autorevolezza all'interno della relazione. Parallelamente, si rileva una dinamica di triangolazione sistemica, coinvolgere una figura terza nelle controversie o negli aspetti intimi della vita a due è una modalità disfunzionale per regolare le tensioni, che viola la riservatezza necessaria alla tutela del legame affettivo. Per la sua compagna, questo legame quindicennale risponde probabilmente a un bisogno di rassicurazione e continuità, rendendole tuttavia difficile cogliere quanto questa presenza stia saturando lo spazio di autonomia della coppia. La criticità principale non risiede nella presenza dell'amicizia in sé, ma nella totale assenza di confini trasparenti. Per salvaguardare il benessere della relazione è fondamentale affrontare un confronto assertivo con la partner dove l'obiettivo non deve essere l'interruzione dell'amicizia, ma la definizione di uno spazio privato condiviso, stabilendo limiti chiari sulla condivisione delle intimità e sull'invasività della presenza fisica dell'amico nella vita quotidiana. Restando a disposizione, buona giornata. Dott.ssa Giulia Raiano
Gentile utente, da come descrive questa situazione mi sembra che la coppia manchi di confini precisi e che ci sia molta invasione da parte di questa terza persona. Penso che il disagio sia comprensibile. Le auguro troviate un modo (magari con un professionista) per parlare dei reciproci bisogni e di cosa pensate sia importante per la vostra coppia. Buona vita
È comprensibile che lei si senta a disagio: ciò che descrive non riguarda necessariamente la gelosia, ma i confini all’interno della coppia. Un’amicizia molto stretta può essere assolutamente compatibile con una relazione, ma quando una terza persona entra costantemente nelle decisioni della coppia, nelle discussioni e nella vostra intimità, è legittimo chiedersi se gli spazi della relazione siano sufficientemente tutelati. Più che concentrarsi sul comportamento dell’amico, sarebbe importante parlare con la sua compagna di come questa situazione la fa sentire e di quali confini ritiene necessari nella vostra relazione. L’obiettivo non dovrebbe essere stabilire chi ha ragione, ma capire se riuscite a costruire insieme un equilibrio in cui entrambi vi sentiate rispettati e al sicuro. Dott.ssa Janett Aruta Ricevo online su MioDottore e in studio a Palermo
Buongiorno, è comprensibile che lei si senta a disagio. Il suo disagio, però, non deve necessariamente essere ricondotto alla gelosia: può riguardare i confini della coppia e il modo in cui una terza persona entra nella vostra relazione. Da quello che racconta, questo amico sembra avere un ruolo molto importante nella vita della sua compagna: conosce aspetti anche intimi della vostra relazione, viene coinvolto nei vostri conflitti, lei si confronta con lui prima di prendere decisioni e, in alcune situazioni, lui interviene direttamente dicendole cosa dovrebbe o non dovrebbe fare con lei. Il fatto che si conoscano da molti anni può spiegare la profondità del loro legame, ma non significa necessariamente che ogni modalità di condivisione debba essere accettata all'interno della coppia. Anche dormire insieme, trascorrere moltissimo tempo nella vostra casa o condividere dettagli intimi della relazione possono avere significati diversi per persone diverse. Non è tanto utile stabilire dall'esterno se siano “normali” o meno, quanto chiedersi quali confini siano compatibili con la vostra idea di coppia e quali invece generino sofferenza. Un aspetto che mi sembra particolarmente significativo è che, quando avete un conflitto, la sua compagna si rivolga sistematicamente a lui. Questo può creare una sorta di triangolazione: invece di rimanere una questione da affrontare principalmente tra voi due, entra stabilmente una terza persona che conosce la versione dei fatti, dà interpretazioni e può arrivare a influenzare il modo in cui lei vede la relazione. Questo non significa automaticamente che ci sia un interesse sentimentale tra loro o che lui stia “facendo qualcosa” di scorretto. Sarebbe un'interpretazione che dai fatti riportati non possiamo stabilire. Può però essere importante che lei riesca a parlare con la sua compagna non accusando l'amico, ma descrivendo ciò che accade a lei: “Quando i nostri problemi vengono raccontati a lui e lui interviene nella nostra relazione, io mi sento escluso e faccio fatica a sentire che alcune questioni appartengano alla nostra coppia”. La questione centrale, quindi, non è tanto eliminare l'amico dalla sua vita, quanto capire se nella vostra relazione esiste lo spazio per negoziare insieme dei confini che tengano conto dei bisogni di entrambi. E c'è una domanda che forse vale la pena porsi: non soltanto “che comportamento è il suo?”, ma “che cosa succede quando io esprimo il mio disagio? La mia compagna riesce ad ascoltarlo e a confrontarsi con me, oppure il mio disagio viene immediatamente delegittimato o discusso con lui?”. La risposta a questo potrebbe dirle molto sulla qualità del vostro equilibrio di coppia. Un caro saluto, Dott.ssa Grandi Chiara
Salve, leggendo le sue parole si percepisce quanto questa situazione la stia facendo soffrire. È comprensibile sentirsi a disagio quando si ha la sensazione che nella coppia ci sia poco spazio per l'intimità e che una persona esterna abbia un ruolo così importante. Le suggerisco di condividere con la sua compagna, in un momento di tranquillità, non tanto ciò che pensa del suo amico, ma come si sente lei: escluso, ferito o poco considerato. Parlare dei propri vissuti, senza accusare, rende più facile ascoltarsi e capire insieme se è possibile trovare un equilibrio che rispetti i bisogni di entrambi. Un saluto
Buongiorno, quello che provi è totalmente valido, e non c'è nulla di sbagliato in te per il fatto di sentirti a disagio. Le emozioni che noi proviamo sono sempre valide; l'emozione in sé non è né "giusta" né "sbagliata": semplicemente è. Ogni emozione ti comunica qualcosa su ciò che stai vivendo: la paura ti segnala un pericolo, la rabbia ti indica che un tuo confine è stato violato, la tristezza elabora una perdita, la gioia rinforza ciò che ti fa stare bene e l'ansia ti mostra un potenziale pericolo. Hanno lo scopo di aiutarci ad adattarci all'ambiente e a proteggere i nostri spazi fisici ed emotivi.
L'esclusività della relazione di coppia è, nella nostra società, ancora uno dei presupposti del contratto implicito che stipuliamo reciprocamente quando ci impegnamo in una relazione. Nella situazione che descrivi, sembra che questo patto di esclusività sia venuto meno. C'è da capire se la cosa sta bene ad entrambi o meno. A te sta bene? A lei? Meglio parlarne apertamente, da soli, per capire se di questa situazione attuale soffri tu solo o anche lei.
Buongiorno, da ciò che racconta, il suo disagio è comprensibile. Il problema non sembra essere semplicemente che la sua compagna abbia un amico molto stretto, ma il fatto che questa persona occupi uno spazio molto ampio anche dentro la vostra relazione. Quando un terzo viene coinvolto sistematicamente nei conflitti di coppia, conosce dettagli intimi, dà indicazioni su cosa dire o non dire e diventa il riferimento principale dopo ogni discussione, si può creare una dinamica di triangolazione: invece di restare tra i due partner, molti aspetti della relazione passano attraverso una terza persona. Questo non significa necessariamente che tra loro ci sia qualcosa di sentimentale o sessuale, né che l’amicizia in sé sia sbagliata. Il punto è capire se i confini della coppia sono condivisi. Per esempio: per voi è accettabile dormire con amici? Raccontare dettagli intimi della relazione? Chiedere continuamente consiglio a una terza persona sui vostri conflitti? Più che discutere sull’amico in sé, potrebbe essere utile parlare con la sua compagna di ciò che lei vive: “non ti sto chiedendo di rinunciare a questa amicizia, ma ho bisogno che alcuni aspetti della nostra relazione restino tra noi e che le decisioni sulla coppia vengano prese da noi due”. Se su questi confini avete visioni molto diverse e il tema continua a generare sofferenza, può essere utile affrontarlo in un colloquio psicologico di coppia o individuale, anche online, per chiarire bisogni, limiti e spazi reciproci. Un caro saluto.
Grazie della sua condivisione. Capisco che Lei “non ne possa più” e che si senta male in questa situazione. Da ciò che racconta, il suo disagio non sembra riguardare soltanto la gelosia, ma il fatto che questo amico sia presente in quasi tutto ciò che riguarda la vostra relazione, comprese le questioni più intime e i vostri battibecchi. Non è possibile definire questo comportamento senza conoscere anche il punto di vista della sua compagna. Sarebbe però importante parlarle apertamente di ciò che prova e comprendere insieme quali confini desiderate stabilire nella vostra coppia. Un caro saluto
Gentile utente, è comprensibile che tu possa sentirti a disagio. Il punto, da quello che racconti, non sembra essere semplicemente la gelosia o il fatto che la tua compagna abbia un amico molto stretto: sembra piuttosto che questa persona abbia uno spazio molto ampio all'interno della vostra relazione. Il fatto che lei condivida con lui anche aspetti molto intimi della vostra coppia, che si rivolga a lui dopo i vostri litigi, che chieda frequentemente il suo parere e che lui intervenga direttamente dicendoti cosa puoi o non puoi dire, può comprensibilmente farti sentire escluso o invaso. La domanda più importante, però, è come questa dinamica incida sulla vostra coppia e sui confini che voi due considerate accettabili. Più che cercare di capire se lui sia “il problema”, proverei a parlarne con la tua compagna partendo da come ti senti, senza attaccare il suo amico. La cosa importante sarà capire se lei riesce ad ascoltare il tuo disagio e se siete disposti entrambi a trovare un equilibrio. I confini in una coppia non dovrebbero essere imposti da una persona all'altra, ma negoziati insieme.
Buongiorno, sono la Dott.ssa Morena, psicologa. Sì, è comprensibile che questa situazione le provochi disagio. Non è necessario essere “gelosi” per sentirsi a disagio quando una persona esterna entra così frequentemente nella vita di coppia, conosce aspetti molto intimi della relazione e diventa anche un riferimento nelle discussioni tra voi. Detto questo, non è possibile stabilire da qui quale sia il rapporto tra la sua compagna e questo amico, né definirlo necessariamente come qualcosa di più di un'amicizia. Il punto che mi sembra più importante riguarda i confini: lui può avere un ruolo molto importante nella vita della sua compagna, ma non dovrebbe essere necessario che sia lui a stabilire cosa lei può dirle, come dovrebbe comportarsi con lei o come interpretare ciò che accade nella vostra relazione. Soprattutto, mi soffermerei meno sul comportamento di lui e più su quello che accade tra voi due. Quando avete un conflitto, riuscite a parlarne direttamente oppure la presenza di questo amico finisce per inserirsi sistematicamente tra voi? Forse la questione da affrontare con la sua compagna non è “devi scegliere tra me e lui”, ma “quali confini vogliamo avere nella nostra relazione e quali spazi devono rimanere nostri?”. Se sente che non riuscite a parlarne senza finire sempre nello stesso conflitto, può essere utile affrontare la questione con un professionista.
Buongiorno, sì, il suo disagio è comprensibile. Non è necessario essere “gelosi” o pensare che tra la sua compagna e questo amico ci sia necessariamente un coinvolgimento sentimentale per sentirsi a disagio rispetto alla situazione che descrive. Il punto, infatti, non sembra essere semplicemente il fatto che la sua compagna abbia un amico molto importante. Avere amicizie profonde, anche di lunga durata, è assolutamente compatibile con una relazione di coppia. Ciò che merita attenzione è il ruolo che questa persona sembra avere all’interno della vostra relazione: conoscere dettagli molto intimi, essere coinvolto frequentemente nei vostri conflitti, essere consultato sulle decisioni della sua compagna e, soprattutto, arrivare a dirle come comportarsi con lei o a darle indicazioni su ciò che dovrebbe o non dovrebbe dirle. Quando una coppia entra in conflitto, è normale cercare sostegno all’esterno. Diventa però problematico se il confronto con una terza persona sostituisce sistematicamente il dialogo tra i partner o se quella persona finisce per assumere un ruolo quasi “interno” alla coppia. Un altro elemento importante è che lei racconta di non sentirsi semplicemente geloso, ma di sentirsi male e di percepire una presenza che invade continuamente lo spazio della vostra relazione. Questo sentimento merita di essere ascoltato, senza però trasformarlo automaticamente nella prova che qualcuno stia facendo qualcosa di sbagliato. Le suggerirei di parlarne con la sua compagna, evitando di impostare la conversazione come “devi allontanarti da lui”. Una richiesta di questo tipo potrebbe facilmente trasformarsi in una contrapposizione tra lei e l’amico. Sarebbe più utile parlare dei confini che lei sente necessari nella relazione. Per esempio, potrebbe dirle: “Non voglio impedirti di avere questa amicizia e non ti sto chiedendo di rinunciarvi. Quello che mi fa stare male è il fatto che molte questioni della nostra coppia vengano condivise con lui e che lui finisca per avere un ruolo nelle nostre decisioni e nei nostri conflitti. Ho bisogno che anche la nostra relazione abbia uno spazio che appartenga soltanto a noi”. Sarebbe inoltre importante affrontare concretamente alcuni aspetti: quali informazioni intime della coppia è opportuno condividere con gli amici? Quanto spazio possono avere gli amici nella vostra casa? È accettabile che una persona esterna intervenga direttamente nelle vostre discussioni? E quando c’è un conflitto, riuscite a confrontarvi prima tra voi oppure la prima persona a cui la sua compagna si rivolge è sempre lui? Queste non sono regole universali: sono confini che ogni coppia deve negoziare. Infine, eviterei di concentrarsi sulla domanda “chi viene prima, io o lui?”. Una relazione di coppia non dovrebbe necessariamente richiedere di eliminare le amicizie importanti. La questione più utile è capire se la vostra coppia dispone di uno spazio di intimità, autonomia e confronto diretto sufficiente per funzionare. Se non riuscite a trovare un accordo su questi confini, una terapia di coppia potrebbe essere un modo utile per affrontare la questione senza trasformarla in una guerra tra lei e il suo amico.
Buongiorno. È comprensibile che una situazione di questo tipo possa farla sentire a disagio. Al di là del fatto che tra la sua compagna e questo amico ci sia o meno qualcosa di diverso da un’amicizia, ciò che sembra pesare è il modo in cui questa relazione entra nella vostra coppia e quanto spazio occupa al suo interno. Un’amicizia molto stretta può essere assolutamente legittima, ma in una relazione di coppia è importante che ciascuno possa sentirsi rispettato nei propri confini e che le questioni della coppia possano trovare, quando necessario, uno spazio di confronto all’interno della coppia stessa. Il fatto che l’amico venga coinvolto frequentemente nei vostri conflitti, conosca aspetti molto intimi della vostra relazione e intervenga anche nel modo in cui lei si rapporta a lei può comprensibilmente farle percepire di non avere uno spazio sufficientemente tutelato nella relazione. Più che chiedersi se il suo disagio sia “gelosia” o se il comportamento dell’amico sia “normale”, potrebbe essere utile interrogarsi su quali confini siano importanti per lei e parlarne con la sua compagna, cercando di descrivere ciò che prova e ciò di cui avrebbe bisogno, senza trasformare il confronto in un giudizio sull’amico. La questione centrale, infatti, non è stabilire chi abbia ragione, ma capire se nella vostra relazione ci sia la possibilità di costruire insieme dei confini che permettano a entrambi di sentirsi rispettati e al sicuro. Se questo confronto diventa difficile o genera conflitti ricorrenti, un percorso di coppia potrebbe essere uno spazio utile per affrontare la situazione. Dott.ssa Chiara Pesce.
Buongiorno, grazie per aver condiviso la situazione. È comprensibile che possa sentirsi a disagio: al di là del fatto che ci sia o meno una componente di gelosia, da ciò che racconta sembra esserci un coinvolgimento molto intenso di questa persona nella vostra relazione e nella quotidianità della sua compagna. Detto questo, da un messaggio non è possibile stabilire quale sia la natura del rapporto tra loro, né attribuire intenzioni all'amico. Quello che sembra però importante è che ci siano diversi aspetti che meritano di essere discussi all'interno della coppia: quali sono i confini che ritenete appropriati con le persone esterne, quali informazioni della vostra relazione condividere con altri e, soprattutto, quale spazio deve avere la vostra coppia nelle decisioni e nella gestione dei conflitti. La comunicazione è fondamentale in una relazione e questa situazione sembra caratterizzata da molti non detti. Più che concentrarsi esclusivamente sul comportamento dell'amico, potrebbe essere utile riuscire a parlare con la sua compagna di come lei vive questa dinamica e di quanto la faccia stare male, cercando di esprimere i propri bisogni senza trasformare il confronto in un'accusa. Sarebbe importante capire anche come reagisce lei quando prova a parlarne: è disponibile ad ascoltarla e a trovare insieme dei confini condivisi oppure tende a minimizzare il suo disagio? Anche questo può essere un elemento significativo da approfondire. Rimango disponibile se desidera approfondire ulteriormente la situazione.
Buongiorno, più che chiederci se questo rapporto sia “normale”, credo sia importante partire dal fatto che lei lo vive con forte disagio. E questo merita di essere ascoltato, anche senza definirlo necessariamente gelosia. Avere un'amicizia molto intima e significativa al di fuori della coppia non rappresenta di per sé un problema. Da ciò che racconta, però, la sua difficoltà sembra riguardare soprattutto i confini: questa persona viene coinvolta frequentemente nei vostri conflitti, conosce aspetti intimi della relazione, esprime giudizi su di lei e sui suoi comportamenti e sembra avere un ruolo importante anche nelle decisioni della sua compagna. Lei, di conseguenza, potrebbe avere la sensazione che alcuni spazi che vorrebbe appartenessero alla coppia siano costantemente condivisi con una terza persona. Non possiamo sapere dall'esterno quale sia la natura del loro legame né attribuire un significato preciso al comportamento dell'amico. Possiamo però dire che all'interno di una coppia è legittimo confrontarsi su quali siano i confini che fanno stare bene entrambi: cosa si può raccontare all'esterno della relazione, quanto coinvolgere altre persone nei conflitti, quali aspetti dell'intimità si desidera mantenere privati e quali spazi della casa e della coppia si vogliono preservare. Proverei quindi a spostare il confronto con la sua compagna da “il tuo amico è troppo presente” a “questa situazione mi fa stare male e vorrei che definissimo insieme quali confini vogliamo dare alla nostra relazione”. Il punto non è stabilire chi dei due abbia ragione o chiederle necessariamente di rinunciare a un'amicizia che dura da molti anni, ma capire se sia possibile trovare dei confini che permettano a entrambi di sentirsi rispettati all'interno della coppia.
Sì, è comprensibile che tu stia male. Da ciò che racconti, il punto non è quanto siano amici o da quanti anni si conoscano: è che lui entra nella vostra intimità, interviene nei vostri contrasti e occupa molto spazio anche in casa tua. Puoi sentirti a disagio senza dover dimostrare di essere geloso. Non posso dire da fuori che tipo di legame abbiano, né se ci sia qualcosa di romantico. Però i confini della vostra coppia sembrano poco chiari. In particolare, è ragionevole chiedere che le questioni intime non vengano raccontate a un terzo senza il tuo consenso, che lui non ti dica come parlare alla tua compagna e che la sua presenza in casa sia concordata anche con te. Proverei a parlarne con lei in un momento tranquillo, restando sui fatti e su ciò di cui hai bisogno: «Non ti chiedo di rinunciare alla vostra amicizia. Quando però gli racconti i nostri litigi e lui interviene tra noi, mi sento escluso dalla nostra relazione. Vorrei che decidessimo insieme cosa resta privato e quando invitarlo a casa». La sua risposta sarà importante: riesce ad ascoltare il tuo disagio e a concordare dei limiti concreti con te? Questo conta più dell’etichetta da dare al comportamento di lui. Buona serata
E' importante che in questi momenti di difficoltà riesca ad affidarsi a un terapeuta che sappia realmente aiutarla a conoscere e gestire i propri vissuti emotivi in merito. A presto, Dott. Salvatore Di Costanzo
Salve purtroppo questo non è un modo sano per gestire un'amicizia specie quando parliamo di persone adulte già da un pezzo. L'amicizia è rispetto, libertà e stare anche a casa propria specie quando subentrano altre dinamiche. Mantenga una posizione sana con la sua fidanzata e se lei vuole vivere quest'amicizia così invadente ed ingombrante lo può fare da sola. Buona giornata
Buongiorno, sì è comprensibile che si senta molto a disagio. Da ciò che descrive il problema non sembra essere semplicemente la presenza di un’amicizia importante, ma il fatto che questa persona sia entrata in uno spazio molto intimo della vostra coppia, fino a partecipare alle vostre dinamiche, ai conflitti e perfino alle decisioni. Più che chiedersi se il comportamento sia “normale”, potrebbe essere utile capire quali confini per lei sono diventati difficili da tollerare e soprattutto se questi confini vengono riconosciuti e rispettati dalla sua compagna. Quando una terza persona assume un ruolo così centrale nella relazione, il rischio è che la coppia perda uno spazio proprio. Il suo disagio quindi merita di essere preso sul serio. Parlare apertamente di ciò che prova, senza concentrarsi solo sull’amico ma sul bisogno di proteggere uno spazio di coppia, può essere un passaggio importante. Resto a disposizione.
Salve, voglio rassicurarla subito: la sua reazione è del tutto normale e la sua sofferenza è assolutamente comprensibile. Chiaramente ognuno ha il diritto di vivere i propri rapporti nel modo che reputa più congeniale, ma da ciò che scrive emerge un netto disagio: la sensazione di "subire" ciò che accade attorno a sé e una vera e propria intrusione nei suoi spazi intimi, fisici e mentali. Ciò che sta vivendo va ben oltre un'amicizia stretta o una semplice gelosia, trattandosi di una vera e propria invasione dei confini di coppia. Per affrontare la situazione è fondamentale che lei inizi a rivendicare il proprio benessere per definire i confini della coppia: ha il pieno diritto di parlarne con la sua compagna per "misurare la temperatura" del rapporto. A volte capita che nel tempo alcuni aspetti vadano ridefiniti, magari perché le esigenze cambiano. Ad ogni modo, proteggere la propria dignità e la propria sfera privata all'interno di una storia d'amore è un diritto fondamentale. Concludendo, la invito a riflettere su un punto: non abbiamo potere di azione diretto sul comportamento altrui, ma abbiamo un ampio margine d'azione su come comportarci di riflesso, stabilendo confini e decidendo cosa reputiamo o meno adatto a noi. Un caro saluto.
Buongiorno,mi ha colpito soprattutto quando scrive “non sono geloso, ma mi sento molto male”. Credo sia importante non liquidare automaticamente il suo disagio come gelosia. Da quello che racconta, infatti, il problema non sembra essere semplicemente che la sua compagna abbia un amico molto importante. È lo spazio che questo amico occupa dentro la vostra relazione. Conosce aspetti intimi della coppia, interviene nei vostri conflitti, esprime giudizi su di lei, suggerisce cosa dovrebbe o non dovrebbe dire alla sua compagna e viene coinvolto ogni volta che tra voi nasce una difficoltà. Più che chiedersi se questa amicizia sia “normale”, mi chiederei quali confini desidera lei nella propria relazione. Perché un'amicizia può essere profondissima senza necessariamente diventare una terza presenza nella coppia. E credo che il confronto principale dovrebbe essere con la sua compagna, non con lui. È lei che decide quali aspetti della vostra intimità condividere e quanto spazio concedere a questa persona. Forse potrebbe provare a dirle non “non voglio che tu lo frequenti”, ma qualcosa di più vicino a ciò che sta realmente vivendo. “Non mi disturba che lui sia importante per te. Mi fa stare male sentire che dentro la nostra relazione siamo diventati in tre.” Se questo confine continua a essere difficile da costruire, qualche colloquio di coppia potrebbe aiutarvi a capire quale spazio appartiene alla coppia e quale alle relazioni esterne. Un caro saluto, Dott.ssa Alina Mustatea Psicologa Clinica, Psicologa Giuridica e Psicodiagnosta
Buongiorno, il suo disagio è comprensibile, soprattutto perché sembra che questa amicizia occupi uno spazio molto ampio anche dentro la vostra relazione. Più che chiedersi se sia “normale”, può essere utile concentrarsi su quali confini sente mancare nella coppia e su ciò di cui avrebbe bisogno per sentirsi maggiormente tutelato e considerato all’interno della relazione.
Caro paziente, sento e comprendo il suo disagio nel vivere questa situazione scomoda. Non esiste un'emozione che sia "normale" o meno, esiste l'emozione valida per lei nella relazione che ha costruito con la sua compagna. E' possibile per lei poter condividere con la sua compagna i suoi stati d'animo? O questo spazio è ormai completamente divorato da un'altra conformazione che non vi appartiene più? La vostra coppia è nata così o c'è stato un momento in cui è iniziato a cambiare qualcosa? Lo spazio è un elemento molto presente che lei riporta in questa sua richiesta: penso sia opportuno costruire e dedicarvi proprio uno spazio di coppia, insieme a un professionista, per comprendere se sia ancora quello che desiderate. Un caro saluto.
Buongiorno, capisco il suo disagio, da quello che racconta, l'amico della sua compagna sembra avere un ruolo molto presente nella vostra vita di coppia, al punto da intervenire anche nelle vostre discussioni e nelle decisioni che vi riguardano. È comprensibile che questo possa farla sentire poco tutelato nel vostro spazio di intimità. Avere un'amicizia profonda è assolutamente legittimo, ma è altrettanto legittimo desiderare che alcuni aspetti della relazione rimangano privati e che i problemi di coppia vengano affrontati innanzitutto tra i partner. Credo quindi che il punto centrale sia riuscire a comunicare alla sua compagna come vive questa situazione e capire se sia possibile concordare insieme dei confini che facciano sentire entrambi rispettati. Se teme che il confronto possa trasformarsi in una discussione o fatica a esprimere il proprio disagio senza risultare accusatorio, potrebbe esserle utile un percorso individuale con uno psicologo, anche attraverso un training sull'assertività. Questo tipo di lavoro può aiutarla a esprimere con chiarezza i propri bisogni, formulare richieste concrete e sostenere il proprio punto di vista senza aggredire l'altra persona né rinunciare a ciò che per lei è importante. Un cordiale saluto.
Gentile utente, il suo disagio non è solo del tutto normale, ma è una reazione assolutamente sana e comprensibile. Quello che sta vivendo è una totale mancanza di confini chiari e protettivi attorno alla sua storia di coppia. Nel suo racconto emerge un'invadenza importante: emotiva e decisionale (lui che si inserisce in ogni dinamica, gestisce le confidenze intime, dice cosa dire e cosa non dire), e soprattutto reale (dormire insieme, controllare i tempi di risposta, vivere la casa altrui). Una relazione ha bisogno che entrambi i partner definiscano insieme cosa è accettabile e cosa lede la serenità del nido comune (limiti). Credo sia importante esprimere alla sua partner il suo bisogno di tutela, intimità e rispetto degli spazi della vostra coppia. un caro saluto
Sì, è comprensibile che lei si senta molto a disagio. E da ciò che racconta, non ridurrei il problema alla gelosia.Il punto non è semplicemente che la sua compagna abbia un amico molto stretto. Il problema sembra essere che i confini tra amicizia e relazione di coppia siano diventati molto sfumati: lui conosce dettagli intimi, viene coinvolto nei vostri conflitti, dà indicazioni su come lei dovrebbe comportarsi con lei, esprime giudizi sulla vostra relazione, pretende risposte e occupa molto spazio anche nella vostra casa. Inoltre, la sua compagna sembra rivolgersi sistematicamente a lui per consigli, rassicurazioni e mediazione. In psicologia si potrebbe parlare, in senso descrittivo e senza formulare diagnosi, di una triangolazione: invece di affrontare alcune dinamiche all’interno della coppia, viene costantemente coinvolta una terza persona. Questo può diventare problematico perché rende difficile costruire uno spazio emotivo realmente appartenente alla coppia. Il fatto che siano amici da 15 anni spiega certamente la loro grande confidenza, ma non significa che lei debba accettare qualsiasi modalità della loro amicizia. Anche dormire insieme, condividere aspetti intimi della vostra relazione o avere continuamente questa persona presente in casa sono confini sui quali è legittimo che due partner abbiano sensibilità diverse. Più che concentrarsi su di lui, parlerei con la sua compagna di ciò di cui lei ha bisogno nella relazione: privacy su determinate questioni, uno spazio di coppia non condiviso con l’amico, limiti alla sua permanenza in casa e soprattutto la possibilità di risolvere i vostri contrasti tra voi senza coinvolgerlo sistematicamente. La questione decisiva, quindi, non è stabilire se il comportamento dell’amico sia “normale”, ma capire se la sua compagna riconosce il suo disagio ed è disponibile a concordare con lei dei confini che facciano stare bene entrambi. Se ogni tentativo di parlarne finisce invece con il coinvolgimento dell’amico o con la delegittimazione dei suoi sentimenti, valuterei seriamente qualche colloquio di coppia.
Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.
















