Buongiorno gentilissimi dottori. Vi scrivo poiché una mia ex amica che sta attuando comportamenti in
Buongiorno gentilissimi dottori. Vi scrivo poiché una mia ex amica che sta attuando comportamenti insoliti. Ovvero copiare il mio profilo insta, scrivere le stesse cose nella bio, stesse emoj. Appena cambio qualcosa la mette anche lei. E adesso mi sta continuamente guardando il profilo di tik tok e copiando anche lì. Quando eravamo amiche ha avuto anche atteggiamenti simili tra cui comprarsi la cover uguale alla mia e poi un giorno mi chiese come si chiamava la ex del ragazzo con il quale mi ero frequentata e che voglio e mi ci sento adesso, perché voleva farsi le foto come lei. Io non le dissi nulla ma mi ero infastidita...cosa può esserci dietro questi atteggiamenti? Ed è un amica da cui stare alla larga?
41 risposte
Buongiorno a te. Comprendo perfettamente la sensazione di disagio e il senso di invasione che situazioni di questo tipo possono provocare. Ritrovarsi osservati e visti "rispecchiati" i propri comportamenti o la propria immagine online può generare una comprensibile frustrazione. Senza poter né dovere esprimere valutazioni cliniche o diagnosi sulle persone coinvolte, questi atteggiamenti si possono analizzare attraverso alcune dinamiche relazionali e comportamentali comuni. Cosa può esserci dietro questi comportamenti Ricerca di identità o modello: A volte, persone con una spiccata insicurezza o con difficoltà a definire un'identità autonoma tendono a emulare figure che percepiscono come carismatiche, approvate o di riferimento. Bisogno di approvazione ed emulazione: Copiare scelte estetiche, bio o elementi personali è un tentativo di appropriarsi di uno stile che la persona vede funzionare o che riscuote successo. Competizione indiretta o fissazione: In contesti relazionali interrotti o complessi, l'osservazione costante e il rispecchiamento possono rappresentare un modo indiretto per mantenere un legame o per competere silenziosamente. Indicazioni sul da farsi e gestione del confine Quando un rapporto smette di essere fonte di reciprocità e serenità per trasformarsi in motivo di tensione, è del tutto legittimo tutelare il proprio benessere: Valutare i propri confini: Se questa presenza genera fastidio o pressione, l'opzione più lineare è quella di limitare l'accesso ai propri contenuti (ad esempio rendendo i profili privati o bloccando/limitando l'utente sui social). Evitare l'alimentazione del circolo: Spesso, la mancanza di reazioni o la chiusura dei canali di visibilità fa decadere naturalmente l'interesse a proseguire con questi comportamenti. Prendere le distanze: Se l'amicizia è terminata e la dinamica continua a essere percepita come insana o invadente, allontanarsi anche sul piano digitale è una scelta coerente e protettiva per la propria tranquillità. Non c'è nulla di sbagliato nel voler proteggere i propri spazi e la propria individualità: stabilire confini chiari è il primo passo per preservare la propria serenità.
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Buongiorno, comprendo che il ripetersi di questi comportamenti possa risultarle insolito e anche infastidirla. Da quanto racconta, non è possibile stabilire con certezza cosa ci sia dietro l'atteggiamento della sua ex amica. Comportamenti imitativi possono avere significati diversi: possono essere legati ad ammirazione, confronto, insicurezza, bisogno di identificazione o competizione, ma sarebbe scorretto attribuirle una motivazione precisa senza conoscerla direttamente. Più che cercare di capire “cosa abbia” questa persona, può essere utile soffermarsi su ciò che accade a lei quando si sente osservata e imitata e su quali confini sente il bisogno di stabilire. Se questi comportamenti le provocano disagio, può certamente scegliere di limitarle l'accesso ai suoi profili o interrompere i contatti. Se sente che questa situazione sta occupando molto spazio nei suoi pensieri o le crea particolare preoccupazione, parlarne con uno psicologo potrebbe aiutarla a comprendere meglio ciò che sta vivendo e a individuare il modo più adeguato per tutelare i propri confini. Resto a disposizione qualora desiderasse approfondire.
Buongiorno, grazie per aver condiviso questa situazione. Comprendo che comportamenti di questo tipo possano risultare fastidiosi, soprattutto quando si ripetono nel tempo e sembrano riguardare diversi aspetti della sua immagine e della sua vita. Quello che descrivi può avere diverse possibili spiegazioni: potrebbe esserci il desiderio di sentirsi simile a lei, una forma di confronto o di ammirazione nei tuoi confronti, oppure semplicemente una modalità relazionale che per l’altra persona è diventata abituale. Tuttavia, non sarebbe possibile stabilire con certezza cosa ci sia alla base di questi comportamenti senza conoscerti e senza conoscere il contesto in modo più approfondito. E' importante osservare come questa situazione fa sentirti lei che effetto ha sulla tua serenità. Il fatto che un comportamento possa avere una spiegazione non significa necessariamente che tu debba accettarlo o che sei tenuta a mantenere un rapporto con questa persona. Se percepisci che questa dinamica invade i tuoi spazi, ti mette a disagio e ti porta a controllare continuamente ciò che l’altra persona fa, può essere utile stabilire dei confini. Per quanto riguarda la domanda se sia un’amica da cui stare alla larga, non mi sentirei di dare una risposta definitiva sulla base di questi soli elementi. Piuttosto, ti suggerirei di chiederti: “In questa relazione mi sento rispettata, libera di essere me stessa e tranquilla, oppure mi sento continuamente osservata, imitata o in competizione?”. La risposta a queste domande può aiutarti a capire quali confini desidera mettere. Se questa situazione continua a preoccuparti o senti il bisogno di comprenderne meglio l’impatto su di te, sono disponibile ad accoglierla e ad approfondire insieme in uno spazio sicuro. Dott.ssa Federica Di Benedetto
Salve, penso che la sua preoccupazione sia comprensibile, le rispondo partendo dall'ultima domanda che ha posto: io non conosco la storia della tua ex amica né il vostro rapporto e le motivazioni per le quali è diventata "ex amica", per questo non mi sentirei di esprimermi nel dirle banalmente "si, meglio starle alla larga", però mi sentirei di consigliarle di non ignorare i campanelli d'allarme che la fanno dubitare di questa persona, al di là degli atteggiamenti che qualcuno può avere, l'aspetto più importante è l'effetto che questi hanno su di noi, il nostro sistema nervoso percepisce quando una persona ci fa sentire sicure o in allarme. Non possiamo sapere con certezza cosa ci sia dietro questi comportamenti che lei percepisce come "copiare la sua identità", penso che la cosa più utile per lei sia riconoscere che questo comportamento semplicemente non non le piace, ognuno di noi ha un'identità, che esprime con ciò che indossa, ciò che acquista, ciò che posta sui social (e molto altro, anche perchè sarebbe limitante se l'identità fosse solo questo), per questo molto spesso se qualcuno ci copia ci fa sentire minacciati, perchè è una sorta di appropriazione indebita di parti di noi, quindi da un lato è comprensibile, dall'altro mi piacerebbe sapere come siete arrivate a questa situazione e cosa la preoccupa maggiormente.
Buongiorno, è difficile capire cosa ci sia dietro senza conoscere la persona: potrebbe trattarsi di ammirazione, insicurezza, competizione o difficoltà nel definire una propria identità, ma eviterei diagnosi a distanza. Più che chiedersi “cosa ha”, valuterei come questi comportamenti fanno sentire lei: se li vive come invasivi o disturbanti, è del tutto legittimo prendere le distanze e limitare l’accesso ai suoi profili.
Comprendo il suo fastidio: sentirsi continuamente imitata può far percepire una sorta di invasione dei propri spazi. In un'ottica cognitivo-costruttivista, però, sarebbe difficile attribuire un significato preciso a questi comportamenti senza conoscere la persona e il contesto: potrebbero riflettere bisogno di identificazione, confronto, ammirazione o insicurezza. Più che chiedersi cosa ci sia “dietro”, può essere utile osservare come questa relazione la fa sentire e quali confini sente di voler porre. Se la presenza di questa persona le genera disagio o la porta a sentirsi costantemente osservata, prendere le distanze e tutelare i propri spazi può essere una scelta legittima, senza necessariamente doverla etichettare.
Da quello che racconti, è comprensibile che questi comportamenti ti abbiano messa a disagio, soprattutto perché non si tratta di un singolo episodio, ma di una modalità che sembra essersi ripetuta nel tempo. Copiare la bio, le emoji, modificare il profilo dopo di te o replicare alcuni tuoi riferimenti può avere motivazioni diverse: ammirazione, bisogno di sentirsi simile a te, confronto, ricerca di approvazione o anche una certa competizione. Da questi comportamenti, però, non è possibile sapere con certezza cosa ci sia dietro. Forse la domanda più utile non è tanto “perché lo fa?”, quanto “che effetto ha su di me e quanto spazio voglio darle?”. Quando iniziamo a controllare continuamente se una persona ci sta guardando, cosa copia o cosa farà dopo una nostra modifica, rischiamo infatti di rimanere agganciati al suo comportamento e di darle ancora più spazio nella nostra attenzione. Non hai necessariamente bisogno di capire le sue intenzioni per decidere quali confini mettere. Se il suo comportamento ti infastidisce o ti fa sentire osservata, puoi semplicemente ridurre ciò che può vedere di te, smettere di verificare cosa fa lei e mantenere una distanza che ti faccia stare più tranquilla. Più che stabilire se sia “un'amica da cui stare alla larga”, osserva come ti senti nel rapporto con lei: ti senti libera di essere te stessa oppure ti ritrovi continuamente a confrontarti, controllare e proteggerti? Sono disponibile per un colloquio online, saluti.
Gentile utente, capisco che questi comportamenti possano risultare fastidiosi e farla sentire osservata o imitata. Tuttavia, da questi elementi non è possibile stabilire con certezza cosa ci sia alla base: potrebbe trattarsi di ammirazione, bisogno di identificazione, confronto o ricerca di approvazione, ma non sarebbe corretto fare una diagnosi o attribuire intenzioni senza conoscere la persona e il contesto. Più che chiedersi quale sia il motivo dei suoi comportamenti, Le suggerirei di chiedersi come questi La fanno sentire e quali confini desidera porre. Se la situazione le crea disagio, può limitare l'accesso ai Suoi profili, evitare di condividere informazioni personali e prendere le distanze da questa persona. Non è necessario stabilire se sia “una persona da cui stare alla larga”: è sufficiente riconoscere che, se una relazione non La fa sentire tranquilla o rispettata, ha tutto il diritto di mettere dei confini.
Da come descrive lei sicuramente si denota insicurezza e invidia. Si potrebbe pensare anche ad emulazione. Se queste cose diventano importanti chieda aiuto non vorrei sfociasse nello stolking. Saluti Dott.ssa Sara Rocco
Buongiorno e grazie per la condivisione. Da quello che scrive, mi chiedo prima di tutto come si sente lei in questa situazione. Oltre al fastidio per essere copiata, immagino che possa sentirsi invasa (è "tracciata", controllata nel suo utilizzo dei social) e inquieta, anche perché non sa spiegarsi le motivazioni di un simile comportamento. La sua domanda finale — È un'amica da cui stare alla larga? — mi fa pensare che forse sta nutrendo qualche timore rispetto a questa persona. Teme forse che possa rivelarsi pericolosa nei suoi confronti? Non avendo informazioni su di voi e sulla storia della vostra amicizia, è difficile fare ipotesi su ciò che può star dietro ai comportamenti della sua ex amica. Solo per farle esempi, potrei ipotizzare che la persona la ammiri e la reputi un modello da imitare (per avere più popolarità?), che si senta insicura su come apparire sui social; potrebbe essere un modo per continuare a stare in conflitto, se vi siete lasciate in malo modo; potrebbe essere un modo per farsi notare da lei (non so a quale scopo); potrebbe essere una di queste ipotesi e possono essercene anche altre. Al di là delle intenzioni della sua ex amica, quello che è importante è l'impatto che le sue azioni hanno su di lei. Se queste dinamiche le tolgono serenità, potrebbe valutare come recuperarla (esempio, proteggendosi sui social? Parlando con la persona in questione? o altro). Un caro saluto
Buonasera, ho letto con attenzione la richiesta ma è impossibile capire da cosa sia mossa la sua amica nell'attuare questi comportamenti senza parlare con la persona. Potrebbero esserci diverse ipotesi come una forte ammirazione nei suoi confronti e/o una sua profonda insicurezza. Il punto rimane però che effetto fa a lei questi comportamenti? Dal messaggio sembra infastidita: ha mai provato a parlarne con lei esprimendole il suo disagio per questa situazione? Potrebbe essere il primo passo per capire poi se distanziarsi da questa amicizia o meno. Le auguro di risolvere questa situazione con la sua amica. Un caro saluto Dott. Matteo Marconi Psicologo a Cesena
Buongiorno, è un atteggiamento alquanto bizzarro quello narrato ma potrebbe essere interessante interrogarsi sulla finalità di un atteggiamento così emulativo. Ad esempio: vorrà attirare la sua attenzione in modo poco maturo? è una provocazione" Ha valutato la possibilità di parlarle?
Buongiorno, dai comportamenti che descrive non è possibile stabilire con certezza che cosa ci sia “dietro”. L'imitazione può assumere significati molto diversi: può nascere da ammirazione, confronto, insicurezza, ricerca di somiglianza o identificazione, ma attribuire una motivazione precisa alla sua ex amica senza conoscerla sarebbe soltanto un'ipotesi. C'è però un dato concreto: lei osserva una certa ripetitività. Modifica qualcosa nei suoi profili e poco dopo ritrova elementi simili nei profili dell'altra persona; inoltre ricorda comportamenti analoghi già durante la vostra amicizia. È comprensibile quindi che questa coincidenza ripetuta abbia iniziato a infastidirla e a farla interrogare. Mi soffermerei però sulla sua domanda finale: “è un'amica da cui stare alla larga?”. Dal momento che parla già di una ex amica, forse non è indispensabile comprendere perfettamente le sue motivazioni per decidere quale distanza desidera mantenere. Può chiedersi soprattutto come sta lei dentro questa dinamica: quanto la infastidisce sentirsi osservata, quanto tempo dedica a controllare ciò che l'altra pubblica e quanto questa situazione continua a occupare il suo spazio mentale nonostante l'amicizia sia terminata. Sui social, inoltre, può utilizzare concretamente i confini che le piattaforme consentono — limitare la visibilità, rimuovere un follower o bloccare un profilo — se questo le permette di sentirsi più tranquilla. Mettere un confine non richiede necessariamente avere prima una spiegazione psicologica del comportamento dell'altra persona. Più che stabilire se questa ragazza sia una persona “da cui stare alla larga”, quindi, può essere utile riconoscere quale grado di vicinanza o distanza sente adeguato per sé e comportarsi coerentemente con quel limite. Un caro saluto, Dott.ssa Cinzia Scirè Psicologa e Mediatrice Familiare
Salve, non conoscendo la situazione e le persone coinvolte provo a dare un'interpretazione. Potrebbe essere che questa ex amica sia estremamente insicura e non sappia bene come muoversi nel mondo, perciò lo fa copiando quello che fanno gli altri. Mi sembra che questo atteggiamento le provochi molto fastidio, quindi per lei sicuramente è fondamentale mettere dei confini per definiti con questa persona, in modo da tutelarsi.
Gentile utente, è comprensibile che questi comportamenti possano risultare invasivi e creare disagio, soprattutto quando si ripetono nel tempo. È difficile stabilire a distanza cosa ci sia “dietro”: potrebbe trattarsi di bisogno di identificazione, confronto, ricerca di approvazione o altro ancora, ma sarebbe poco corretto attribuirle un'intenzione precisa senza conoscerla. Più che chiedersi cosa abbia lei, può essere utile chiedersi come questi comportamenti fanno sentire lei e quali confini desidera mettere. Se una relazione le genera continuamente fastidio o senso di invasione, prendere le distanze può essere una scelta legittima, anche senza dover necessariamente comprendere fino in fondo le motivazioni dell'altra persona. Un caro saluto.
Buongiorno, comprendo il fastidio e il senso di perplessità che può suscitare osservare una persona riprodurre ripetutamente aspetti del proprio modo di presentarsi. I comportamenti che descrive possono avere significati diversi, come identificazione, confronto o bisogno di sentirsi simile a lei, ma non è possibile stabilirne la motivazione senza conoscere direttamente la persona e il contesto. Più che attribuire un significato preciso a questi comportamenti, sarebbe utile considerarne l’impatto su di lei e approfondire il vissuto che questa situazione le provoca. Qualora la questione continui a crearle disagio o preoccupazione, può essere utile parlarne all’interno di un percorso psicologico con un professionista. Cordialmente, Dott.ssa Elisa Fiora
Buongiorno, quindi è amica o ex amica? Innanzitutto è da definire questo. Secondo poi dipende come sta in relazione a questa ragazza, come tutto ciò la fa stare, questo è il maggiore indicatore che le dice se è meglio starci alla larga oppure no. Da cosa possano derivare questi atteggiamenti è difficile definirlo non conoscendo la ragazza, ma essendo oneste a poco serve anche farlo cioè il focus è lei e il suo benessere e cosa serve a lei per potersi allontanare da ciò che la fa stare male.
Buongiorno. I comportamenti che descrive possono certamente risultare fastidiosi e invadenti, soprattutto perché sembrano ripetersi nel tempo. Tuttavia, da questi elementi non è possibile stabilire con certezza che cosa ci sia dietro: potrebbe trattarsi di imitazione, bisogno di identificazione, ricerca di approvazione o anche di una forma di competizione. Più che cercare di interpretare le sue intenzioni, può essere utile osservare l’effetto che questo comportamento ha su di lei e chiedersi: “Mi sento libera di essere me stessa oppure sento che devo continuamente controllare ciò che faccio perché lei lo riprodurrà?”. E ancora: “Quando una persona supera ripetutamente un confine che per me è importante, come reagisce se glielo comunico?”. Non è quindi possibile dire, sulla base di un messaggio, se sia un’amica da cui stare alla larga. È però legittimo prendere sul serio il proprio disagio e scegliere di mantenere una distanza maggiore da una relazione nella quale non ci si sente rispettati o a proprio agio. Dott.ssa Francesca Gottofredi
Gentile utente, il fastidio che prova è del tutto sano e giustificato: quando l'imitazione diventa così sistematica, smette di essere un complimento e si trasforma in una vera e propria violazione dei propri confini. Dietro comportamenti di questo tipo, compreso l'episodio molto rivelatore di voler copiare le foto della ex del ragazzo che le piace, si nasconde solitamente un profondo vuoto identitario. Chi ha il bisogno compulsivo di "indossare" la vita, le parole o gli oggetti di un'altra persona, spesso fatica a percepire un proprio Sé solido e definito. Per colmare questa forte insicurezza, usa le persone che idealizza come uno specchio, prendendo in prestito una personalità pronta all'uso per colmare il proprio vuoto e sentirsi adeguata. Rispondendo alla sua domanda: ha fatto molto bene a prendere le distanze. Le relazioni sane si nutrono di autenticità, mentre chi non ha confini identitari finisce solo per prosciugare le energie altrui. Il modo migliore per tutelarsi non è il confronto diretto (che alimenterebbe solo la sua ricerca di attenzioni), ma toglierle l'accesso alla sua vita. Utilizzi senza sensi di colpa le impostazioni di privacy dei social per bloccarla o nasconderle i contenuti: chiudendo questo "specchio", la dinamica si spegnerà da sola. Un caro saluto, Dott.ssa Lara Zinzilli.
Dietro comportamenti di questo tipo, quando ricorrenti nel tempo, si trova spesso un meccanismo di identificazione: osservare e imitare una persona che si percepisce come un modello, magari per insicurezza o per il bisogno di costruirsi un'identità ancora poco definita. Non è necessariamente un'intenzione ostile, anche se comprensibilmente può risultare invadente e infastidire chi lo subisce. Mettere dei confini chiari, anche senza un confronto diretto, resta comunque una scelta legittima quando una relazione non fa più stare bene.
Buongiorno, come la fa sentire questa relazione? credo che la sua scelta in merito possa arrivare appena riesce a dare una risposta a questa domanda. Se dovesse avere bisogno di ulteriore aiuto oppure fosse curiosa di approfondire sono disponibile per un consulto online.
Buongiorno, per alcuni è complicato comprendere quali sono i confini tra sé e un'altra persona. Se la vicinanza dalla sua ex amica non la fa sentire a suo agio, ascolti questa sensazione, il corpo è il nostro miglior alleato.
Quello che descrive può comprensibilmente darle fastidio, soprattutto perché non sembra trattarsi di un singolo episodio ma di una serie di comportamenti ripetuti che lei vive come imitativi e invasivi. Da qui, però, non è possibile capire con certezza “cosa ci sia dietro”: potrebbe esserci ammirazione, confronto, insicurezza, bisogno di identificazione o altro ancora. Più che cercare una diagnosi sulla sua ex amica, guarderei all’effetto che questa dinamica ha su di lei e ai confini che sente di voler mettere. Se controllare ciò che pubblica, sentirsi osservata o vedere replicati continuamente dettagli del suo profilo la mette in allerta, è legittimo proteggere maggiormente la propria privacy e prendere distanza. Un supporto psicologico può aiutarla a capire perché questa situazione la tocca così tanto, distinguere ciò che è realmente invasivo da ciò che può essere vissuto come confronto e scegliere confini più chiari senza restare agganciata al comportamento dell’altra. Se vuole approfondire, può prenotare una consulenza con me, online o in presenza; può anche scrivermi direttamente e consultare la mia agenda per verificare le disponibilità. un caro saluto. Dott. Giulio Blasilli
Salve, comprendo perché questi comportamenti possano risultarle fastidiosi e anche un po' inquietanti, soprattutto perché sembrano ripetersi nel tempo e riguardare aspetti della sua identità e della sua immagine. Non è però possibile stabilire con certezza, osservando dall'esterno questi comportamenti, che cosa ci sia dietro. Copiare una bio, utilizzare le stesse emoji, acquistare una cover simile o riprodurre determinati aspetti del modo di presentarsi può avere significati diversi: può esserci ammirazione, bisogno di identificazione, insicurezza, ricerca di appartenenza o, in alcuni casi, una forma di competizione. Sarebbe quindi rischioso attribuire automaticamente a questa persona un'intenzione precisa. Più che cercare di capire cosa “abbia nella testa” la sua ex amica, può essere utile concentrarsi su ciò che accade a lei. Se questi comportamenti la fanno sentire osservata, invasa o costantemente imitata, ha tutto il diritto di mettere dei confini. Non è necessario aspettare che l'altra persona faccia qualcosa di particolarmente grave per decidere di prendere le distanze. Anche la domanda “è un'amica da cui stare alla larga?” forse può essere trasformata in una domanda più concreta: questa relazione mi fa stare bene? Mi sento rispettata nella mia individualità? Posso essere me stessa senza sentirmi continuamente osservata o imitata? Se la risposta è negativa, prendere le distanze può essere una scelta legittima, senza necessariamente dover dimostrare che l'altra persona sia “cattiva” o abbia intenzioni malevole. Non tutte le relazioni che ci fanno stare male devono essere mantenute. Nel frattempo, potrebbe anche essere utile evitare di controllare continuamente il suo profilo o verificare se ha copiato le sue ultime modifiche. Questo rischierebbe di creare un circuito nel quale lei finisce per dedicare sempre più attenzione al comportamento dell'altra persona. Se necessario, può utilizzare anche gli strumenti di privacy e limitazione presenti sui social per proteggere maggiormente i propri spazi. In definitiva, non possiamo sapere con certezza se dietro questi comportamenti ci siano ammirazione, insicurezza, competizione o altro. Possiamo però dire che non è obbligata a mantenere una relazione nella quale non si sente rispettata o a proprio agio, indipendentemente dalle motivazioni dell'altra persona. Le mando un caloroso saluto Dott. Michele Basigli Psicologo clinico Perugia
Buongiorno, capisco perché questi comportamenti possano infastidirla e farle percepire qualcosa di poco chiaro, soprattutto perché sembrano ripetersi nel tempo e riguardano aspetti molto personali della sua immagine e delle sue relazioni. Da una prospettiva cognitivo comportamentale, però, sarebbe utile distinguere ciò che osserva concretamente dalle spiegazioni che può attribuirvi. I fatti, da ciò che racconta, sono che questa ragazza ha ripreso elementi del suo profilo, della bio, delle emoji, ha acquistato in passato oggetti simili ai suoi e sembra osservare con frequenza i suoi contenuti. Quello che invece non possiamo sapere con certezza è perché lo faccia. Dietro comportamenti imitativi possono esserci motivazioni molto diverse. Potrebbe esserci ammirazione, confronto, bisogno di sentirsi più simile a una persona che considera interessante, insicurezza rispetto alla propria identità oppure una forma di competizione. Anche il desiderio di imitare l'ex di un ragazzo che interessava a lei può far pensare a una particolare attenzione verso modelli femminili con cui confrontarsi, ma non sarebbe corretto trarre conclusioni più precise senza conoscerla direttamente. Più che cercare di capire cosa “abbia” questa persona, potrebbe essere utile chiedersi che effetto ha il suo comportamento su di lei e quali confini desidera stabilire. Se il rapporto di amicizia è già terminato e oggi questi episodi le procurano disagio, non è obbligata a mantenere accesso reciproco ai social. Può limitare ciò che questa persona vede, ridurre le interazioni o interromperle del tutto se questo la fa sentire più tranquilla. Non sarebbe necessario, però, controllare continuamente il suo profilo per verificare se abbia copiato l'ultima modifica. Questo rischierebbe di creare un meccanismo nel quale lei cambia qualcosa, controlla cosa farà l'altra, nota una somiglianza, si preoccupa ancora di più e torna nuovamente a monitorarla. In questo modo, paradossalmente, l'altra persona continuerebbe ad occupare molto spazio nella sua attenzione anche dopo la fine dell'amicizia. Rispetto alla domanda “è una persona da cui stare alla larga?”, forse sarebbe più utile non formulare un giudizio globale sulla persona, ma valutare il rapporto concreto. Se in quella relazione si è sentita spesso invasa, imitata, messa in competizione o poco rispettata nei suoi confini, può certamente scegliere una maggiore distanza senza dover prima dimostrare che dietro quei comportamenti esista un'intenzione negativa. Un confine non richiede necessariamente una colpa dell'altro. Può anche semplicemente decidere che quella modalità relazionale non le fa bene. Se invece dovessero comparire comportamenti più invasivi, come contatti insistenti dopo richieste esplicite di non essere cercata, tentativi ripetuti di interferire nelle sue relazioni o altre condotte che la facciano sentire concretamente minacciata, allora sarebbe opportuno prendere la situazione più seriamente e conservarne traccia. Per il momento, da ciò che racconta, sembra più utile ridurre l'attenzione verso il tentativo di comprenderne ogni motivazione e riportarla sui suoi confini. Un percorso psicologico, possibilmente ad orientamento cognitivo comportamentale, potrebbe essere utile se nota che questa situazione la porta a controllare frequentemente ciò che l'altra ragazza fa, a rimuginare sulle sue intenzioni o a sentirsi particolarmente minacciata dal confronto. Potrebbe aiutare a comprendere quali aspetti della vicenda la colpiscono maggiormente e perché. La domanda centrale potrebbe quindi diventare meno “perché mi copia?” e più “quanto spazio voglio concedere nella mia vita a una persona il cui comportamento mi mette a disagio?”. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Buongiorno. Ha parlato con la sua amica, ormai ex leggo, di questi comportamenti che ha osservato? Descritto così sembra un tentativo di emulazione, che nasconde qualche necessità di questa persona. Necessità che comunque non deve essere sua responsabilità. Se la relazione con questa persona le causa fastidio, ha tutto il diritto di allontanarsene. Grazie per la sua domanda, spero di esserle stata d'aiuto
Ciao, è comprensibile il fastidio e il disagio che puoi provare quando noti questi comportamenti, soprattutto considerando ciò che era già accaduto durante la vostra amicizia. Non possiamo sapere con certezza cosa ci sia dietro. Potrebbe trattarsi di ricerca di identificazione, ammirazione, bisogno di sentirsi simile a lei o di dinamiche di confronto. È importante, però, non fermarsi soltanto alle tue intenzioni, ma osservare come questa relazione ti fa sentire e quali confini desideri stabilire. Non è necessario definire a priori se sia una persona da cui stare alla larga, ma puoi scegliere di prendere le distanze se senti che il rapporto non ti fa bene, senza dover giustificare continuamente il proprio disagio. Ti auguro di poter vivere le tue relazioni con serenità, sentendoti libera di esprimere te stessa e di proteggere i propri confini
Buongiorno, i dubbi che ha li provi a condividere con questa ex amica o amica. Esprima le cose che ha notato spiegando cosa le suscita. E' difficile poter sapere esattamente cosa ci sia dietro il comportamento di un'altra persona. Sicuramente però nel manifestare questo disagio la persona potrà decidere cosa fare e a quel punto comprenderà meglio se quanto comunicato abbia trovato ascolto o indifferenza. Cordialità.
Gentile Utente, da ciò che racconta non possiamo sapere con certezza che cosa ci sia dietro i comportamenti della sua ex amica. Una possibile lettura, però, riguarda il tema dell'**emulazione**. Quando una persona non sente ancora sufficientemente stabile la propria identità, può cercare all'esterno modelli ai quali somigliare: riprodurre uno stile, un modo di presentarsi, determinate scelte o caratteristiche dell'altro può diventare un modo per colmare temporaneamente un'insicurezza e costruire, attraverso qualcuno che viene preso come riferimento, qualcosa che dentro di sé non sente ancora ben definito. In questo senso, imitare non significa necessariamente voler “rubare” l'identità dell'altro o avere intenzioni negative. Potrebbe parlare maggiormente della sua difficoltà nel trovare un modo personale di definirsi. Mi sembra però altrettanto importante spostare l'attenzione da *“Perché lei fa così?”* a **“Che effetto fa a me quando lo fa?”**. Lei racconta di essersi già sentita infastidita durante l'amicizia e oggi continua a percepire questi comportamenti come invasivi. Non è necessario stabilire se questa ragazza sia oggettivamente “da evitare” per autorizzarsi a mettere dei confini. Può scegliere quanto accesso concederle alla sua vita e ai suoi profili semplicemente sulla base di ciò che la fa sentire sufficientemente serena. A volte comprendere le fragilità dell'altro può aiutarci a non viverne i comportamenti come un attacco personale, ma **comprendere non significa necessariamente doverli accettare o mantenere una vicinanza che ci mette a disagio**. Un cordiale saluto, Marica Romano Psicologa
Buongiorno, sono la Dott.ssa Morena, psicologa. Capisco che possa essere inquietante vedere una persona riprendere continuamente le proprie scelte, soprattutto quando si tratta di un’ex amica. Però dai comportamenti che racconti non possiamo sapere con certezza cosa ci sia dietro: potrebbe esserci ammirazione, bisogno di sentirsi simile a te, confronto o altro. Più che capire le sue intenzioni, forse è importante chiederti **come ti fa stare questa situazione e quali confini vuoi mettere**. Se ti senti osservata o invasa, hai tutto il diritto di prendere le distanze, limitare ciò che può vedere sui social e proteggere il tuo spazio, senza necessariamente dover capire prima “perché” lo faccia. Non devi aspettare che il comportamento diventi più grave per autorizzarti a prendere le distanze da una persona che non ti fa stare bene. Se vuoi, puoi scrivermi: possiamo parlarne insieme e capire come gestire questa situazione senza farti condizionare.
Questi comportamenti possono essere fastidiosi e comprensibilmente farla sentire osservata, ma da soli non permettono di capire con certezza cosa ci sia dietro: possono derivare da bisogno di identificazione, confronto, ricerca di approvazione o da altre dinamiche personali. Più che cercare di interpretare le intenzioni della sua ex amica, osservi come si sente lei e quanto questo comportamento interferisca con il suo benessere. Se la situazione la mette a disagio, può legittimamente prendere le distanze, porre dei confini e limitare l’accesso ai suoi profili. Non è necessario stabilire se l’altra persona abbia “qualcosa che non va” per decidere quale distanza sia più tutelante per lei. Dott.ssa Janett Aruta Ricevo online su MioDottore e in studio a Palermo
Buongiorno, capisco che questi comportamenti possano risultarle strani e anche infastidirla, soprattutto perché sembrano ripetersi nel tempo. Tuttavia, dai comportamenti che descrive non credo sia possibile stabilire con certezza cosa ci sia “dietro” né ricavare un giudizio complessivo sulla sua ex amica. Il fatto che riprenda elementi del suo profilo, le stesse frasi, emoji o altri aspetti del suo modo di presentarsi potrebbe avere significati diversi. A volte l’imitazione può nascere dall’ammirazione e dal desiderio di assomigliare a qualcuno; altre volte può riguardare insicurezza, confronto, competizione oppure una difficoltà nel costruire un proprio modo di sentirsi e rappresentarsi. Mi sembra significativo, però, che lei descriva qualcosa di abbastanza sistematico: “appena cambio qualcosa la mette anche lei”. È comprensibile che, soprattutto dopo la fine dell’amicizia, questo le faccia percepire una certa invasione dei suoi confini. Mi soffermerei anche sull’episodio della ex del ragazzo che frequentava. Il desiderio di sapere chi fosse per “farsi le foto come lei” sembra suggerire che il confronto e l’imitazione non riguardassero esclusivamente lei, ma potessero essere una modalità più generale attraverso la quale questa ragazza guardava alle altre e costruiva la propria immagine. Anche in questo caso, però, sarebbe azzardato attribuirle una motivazione precisa senza conoscerla. Rispetto alla domanda “è un’amica da cui stare alla larga?”, forse partirei da un’altra domanda: come si sentiva lei all’interno di quell’amicizia? Si sentiva rispettata nella sua individualità oppure frequentemente osservata, imitata, messa in competizione o invasa? Non è necessario riuscire a formulare una diagnosi dell’altra persona per decidere quale distanza ci faccia stare meglio. Dal momento che oggi parliamo di una ex amica, potrebbe anche essere utile evitare di continuare a controllare reciprocamente ciò che accade sui social e, se necessario, utilizzare gli strumenti che le piattaforme mettono a disposizione per limitare l’accesso al proprio profilo. Stabilire un confine non significa necessariamente attribuire all’altra persona intenzioni negative: può semplicemente essere un modo per proteggere uno spazio che lei sente come proprio.
Si tratta di un disturbo di identita' che copre un vuoto profondo del se' della Sua amica.Capisco il Suo disappunto ma credo che questa persona potrebbe affrontare il proprio disturbo se ne fosse consapevole. Non e' un' amica forse come la vorrebbe ma credo seriamente che non sia realmente pericolosa ma che le dia fastidio si'.Cordiali saluti dott.ssa G.Elmo
Buongiorno, capisco che questi comportamenti possano risultare strani e anche invasivi, soprattutto perché sembrano ripetersi nel tempo. Da ciò che racconta non è possibile stabilire con certezza cosa ci sia dietro: potrebbe trattarsi di imitazione, ammirazione, confronto, insicurezza o bisogno di identificarsi con qualcuno. Sarebbe però rischioso attribuirle intenzioni precise senza conoscerla direttamente. Più che chiedersi “che cosa ha lei?”, può essere utile osservare che effetto fa tutto questo su di lei: si sente infastidita, osservata, invasa, preoccupata? Se il rapporto non le fa stare bene, ha pieno diritto di prendere distanza, limitare ciò che questa persona può vedere sui social e proteggere i propri confini. Non è necessario stabilire se l’altra persona sia “pericolosa” per riconoscere che alcuni suoi comportamenti le creano disagio. Se invece dovessero comparire contatti insistenti, minacce, profili falsi o intrusioni più concrete nella sua vita privata, sarebbe importante non minimizzare e chiedere supporto.
Buongiorno, da ciò che racconta, sembra esserci una modalità ripetuta di imitazione e osservazione dei suoi profili che comprensibilmente può risultarle fastidiosa. È però difficile stabilire con certezza che cosa ci sia “dietro” questi comportamenti. Potrebbero esserci ammirazione, confronto, bisogno di somigliare, competizione o altre dinamiche personali, ma senza conoscere direttamente questa persona sarebbe poco corretto attribuirle intenzioni precise. Più che cercare di capire perché lo faccia, può essere utile chiedersi quanto questa situazione stia incidendo sul suo benessere e sui suoi confini. Se controlla spesso ciò che lei pubblica, la imita sistematicamente o le fa sentire di dover modificare ciò che condivide per paura di essere copiata, allora il problema non è tanto darle un’etichetta, quanto proteggere il proprio spazio. Può quindi limitare ciò che questa persona vede, restringere l’accesso ai suoi contenuti o bloccarla, se questo la fa sentire più tranquilla. Non è necessario dimostrare che l’altra persona abbia “cattive intenzioni” per decidere di mettere un confine. Se nota che questa situazione le crea molta ansia, la porta a controllare continuamente i suoi profili o le rende difficile sentirsi libera online, può essere utile approfondire il tema anche in un colloquio psicologico, eventualmente online. Un caro saluto.
E' importante che in questi momenti di difficoltà riesca ad affidarsi a un terapeuta che sappia realmente aiutarla a conoscere e gestire i propri vissuti emotivi in merito. A presto, Dott. Salvatore Di Costanzo
Buongiorno sicuramente è utile essere molto chiari in modo da creare un confine al quale una persona non può oltrepassare, potrebbe contattarla e dirle chiaramente che sta assumendo una posizione scorretta e che deve rivedere assolutamente. In questo modo la persona in questione, se vuole frequentarla, deve necessariamente darsi una regolata, in caso contrario è utile allontanarsi. Dietro a tutto questo ci può essere bassa autostima, senso di inadeguatezza e una scarsa definizione della propria identità. Buona giornata
Buongiorno, mi colpisce che la definisca già “ex amica” e allo stesso tempo si chieda se sia una persona da cui prendere le distanze. Forse, più che cercare di capire con certezza cosa ci sia dietro i suoi comportamenti, può essere utile osservare cosa prova lei in questa relazione e quali confini sente il bisogno di mettere.
Buongiorno,mi ha colpito soprattutto il fatto che lei stia cercando di capire “cosa c’è dietro”. È comprensibile, perché quando certi comportamenti si ripetono viene spontaneo cercare una spiegazione. Da ciò che racconta, però, non possiamo sapere perché questa ragazza la imiti.Potrebbe esserci ammirazione, confronto, insicurezza, competizione o semplicemente una modalità molto imitativa di rapportarsi agli altri. Eviterei di attribuirle intenzioni precise senza conoscerla.Mi soffermerei invece su ciò che accade a lei. Questa persona è ormai una ex amica, eppure continua a entrare nel suo spazio attraverso i social e questo la infastidisce. Non ha bisogno di dimostrare che dietro ci sia qualcosa di patologico o di intenzionalmente negativo per concedersi di mettere un confine. Se controllare ciò che copia la porta a osservare continuamente il suo profilo, rischiate inoltre di rimanere legate in una dinamica che probabilmente lei vorrebbe invece lasciarsi alle spalle.Più che chiedersi “è una persona da cui stare alla larga?”, proverei quindi a chiedersi “che distanza mi farebbe stare tranquilla?”. Potrebbe significare semplicemente smettere di controllarla, limitarle l'accesso ai suoi contenuti o bloccarla, se ne sente il bisogno.Se invece questa situazione le provoca molta ansia o riattiva dinamiche di confronto e controllo già vissute in altre relazioni, potrebbe essere interessante approfondirlo anche in un percorso psicologico. Un caro saluto, Dott.ssa Alina Mustatea Psicologa Clinica, Psicologa Giuridica e Psicodiagnosta
Lei si trova in un punto scomodo: da fuori sembra poco, una bio, una cover, delle emoji, e dentro il fastidio è vero. Quel fastidio ha senso, e non dipende dalle dimensioni dell'episodio. Su cosa ci sia dietro di lei non posso dirle niente di serio, perché non la conosco, e attribuire un'etichetta a qualcuno a partire dal racconto di un'altra persona è il modo più rapido per sbagliare. Quello che si può guardare è il suo lato. Lei scrive: "io non le dissi nulla ma mi ero infastidita". È successo allora, e sta succedendo ancora adesso. La domanda allora non è che cosa muova lei. È questa: cos'è che le rende difficile dire che una cosa non le va bene, nel momento in cui succede? Nelle difficoltà relazionali capita spesso che a distanza di tempo pesi il silenzio, più del gesto. Da un racconto solo non si valuta quanto conti qui. Dott.ssa Alessia Cipriano, psicologa clinica
Buongiorno, capisco che questi comportamenti possano metterla a disagio, soprattutto perché sembrano ripetersi nel tempo e riguardano aspetti della sua identità e della sua vita personale. Non possiamo sapere con certezza che cosa ci sia dietro: imitare qualcuno può essere legato ad ammirazione, al desiderio di somigliare all'altra persona, a insicurezza o a una difficoltà nel definire la propria identità. Tuttavia, senza conoscere il punto di vista della sua ex amica, sarebbe difficile attribuirle un'intenzione precisa. Più che cercare di capire a tutti i costi perché lo faccia, le suggerirei di partire da come si sente lei e da quali limiti desidera mettere. Se questa situazione la fa sentire osservata o invasa nella sua privacy, può limitare l'accesso ai suoi profili e scegliere quanto condividere, senza sentirsi in dovere di giustificarsi. Quanto al fatto che sia una persona da cui stare alla larga, non è necessario arrivare a un giudizio definitivo su di lei. Può semplicemente riconoscere che, al momento, questi comportamenti non le fanno stare bene e mantenere la distanza che ritiene opportuna. Non serve conoscere con certezza le motivazioni dell'altra persona per legittimare il proprio bisogno di tranquillità e proteggere i propri confini.
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