Ho 53 anni, sposata con due figli adolescenti. In quattro anni ho perso mio padre in 4 mesi, mio mar
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Ho 53 anni, sposata con due figli adolescenti. In quattro anni ho perso mio padre in 4 mesi, mio marito è stato operato per tumore grave, ho perso mia mamma dopo averla curata per 7 anni di Parkinson.Mi sono buttata nel lavoro ma è un lavoro strssantissimo, pieno di scadenze e l'anno scorso dopo le ferie 2017 sono letteralmente scoppiata. Ero già stata in cura per depressione quando sono nati i miei figli.poi sembrava fossi diventata invincibile. Pensavo a tutto io. Adesso temo il giudizio degli altri, mi sento insicura, anche nel mio lavoro che faccio da 30 anni, in famiglia faccio fatica a pensare alle faccende domestiche, preparare il cibo è un supplizio. Sono in cura da uno psicoterapeuta/psichiatra. Devo lasciare andare il giudizio verso me stessa troppo rigido, lasciarmi scivolare le situazioni difficili, recuperare un rapporto di coppia e altro lavoro. Ma quando mi prendono questi stati ansiosi o depressivi è difficile pensare di uscirne dopo un anno. Grazie a tutti per le risposte.
Buongiorno. Dalle sue parole si evince il desiderio di cambiare atteggiamento (lei stessa si definisce eccessivamente "doverizzante"), ma se viene anch'esso sentito come un obiettivo, rischia di incrementare il loop del suo stato mentale attuale. E' riuscita a sostenere grandi sofferenze in questi ultimi anni e talvolta cedere emotivamente è fisiologico. Immagino che, ora, provvedere alle oscillazioni umorali che si ritrovano negli adolescenti, oppure ottemperare agli impegni lavorativi richieda un ulteriore carico. Mi viene da considerare solo una cosa riguardo, invece, alla coppia: forse come lei è stata vicina a suo marito, nel momento del bisogno, potrebbe ora tentare di chiedere a lui un sostegno. Ovviamente questo mio pensiero non sostituisce il lavoro di terapia, anzi! Ma la suggestione viene spontanea rileggendo quanto scrive sul "recuperare".
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E' normale nel corso di una psicoterapi,avere dei momenti di dubbio e la sensazione che tutti gli sforzi siano inutili, soprattutto quando si vive una fase della vita piena di lutti e di difficoltà.
Credo che la cosa migliore sia confidarsi con il suo psicoterapeuta e condividere il buio, il risentimento, la tristezza che vive oggi. Nessuno di noi è un'isola.
Credo che la cosa migliore sia confidarsi con il suo psicoterapeuta e condividere il buio, il risentimento, la tristezza che vive oggi. Nessuno di noi è un'isola.
Salve, lei ha vissuto dei momenti molto dolorosi, la morte dei suoi genitori, inoltre il suo lavoro, come lei scrive, molto stressante e due figli adolescenti, che stanno vivendo una fase di cambiamento molto complicato a cui lei deve dare molto supporto. Cerchi di lasciarsi andare nella sua terapia, deve avere fiducia nei confronti della sua terapeuta e dello psichiatra, chieda aiuto a loro che la conoscono di più di quanto la possiamo conoscere noi, la saluto cordialmente, doot.Eugenia Cardilli
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Salve Signora, è molto buono che abbia deciso di prendere cura di lei con uno psicoterapeuta. quello che in questa fase di vita sta sperimentando, attiene alle tante fatiche vissute in questi anni. Sia fiera di lei, per non essersi lasciata andare! non siamo di ferro, abbiamo tutti delle possibilità di "incrinarci", sono certa che se sarà costante nel suo percorso, potrà ritornare a dare senso e sapore alla sua vita. un abbraccio.
Buonasera, la storia che ci racconta è densa di eventi dolorosi e ravvicinati, deve essere fiera di sé stessa per come è riuscita ad ora ad affrontarli e per l'aver accettato di chiedere aiuto. Anche questo è sinonimo di coraggio! I momenti di sconforto ci sono anche nei migliori percorsi terapeutici, ma non perda mai la fiducia in se stessa e nei professionisti che la seguono.
In bocca al lupo!
In bocca al lupo!
Salve, negli ultimi 4 anni nella sua vita ci sono stati molti cambiamenti: la perdita dei suoi genitori e la malattia di suo marito. E' veramente difficile sopportare e gestire tutto.
Un cambiamento c'è stato anche in lei. Data la sua età sarà vicina alla menopausa e questo cambiamento richiede molte energie per se stessa. il suo fisico è impegnato a stabilire un nuovo equilibrio e usa tutta la sua energia.
E' una fase di passaggio e con il tempo ci si adatta.
Abbia un pò di pazienza, non chieda troppo a se stessa.
Un saluto
Un cambiamento c'è stato anche in lei. Data la sua età sarà vicina alla menopausa e questo cambiamento richiede molte energie per se stessa. il suo fisico è impegnato a stabilire un nuovo equilibrio e usa tutta la sua energia.
E' una fase di passaggio e con il tempo ci si adatta.
Abbia un pò di pazienza, non chieda troppo a se stessa.
Un saluto
Salve. come le è già stato suggerito, sono cambiate molte cose nella sua vita e, come succede spesso, gli eventi sembrano essere molto ravvicinati nel tempo.
sta cambiando anche il suo organismo vista la vicinanza con la menopausa. inoltre sta anche facendo un percorso Psicoterapeutico. mi sembra che debba accettare e pazientare. Passerà sicuramente attraverso questo tunnel vedraà!. Cordiali Saluti.
sta cambiando anche il suo organismo vista la vicinanza con la menopausa. inoltre sta anche facendo un percorso Psicoterapeutico. mi sembra che debba accettare e pazientare. Passerà sicuramente attraverso questo tunnel vedraà!. Cordiali Saluti.
Buonasera,
gli eventi che brevemente ha illustrato hanno una portata importante a livello emotivo, occorre darsi il tempo di rielaborare il tutto e farlo fluire lentamente.
Se non avesse intrapreso un percorso psicoterapico le avrei suggerito di iniziare, ma comprendendo che lo sta già seguendo le dirò una cosa banale ma anche molto importante: la psicoterapia necessita di un tempo che non è quello che siamo abituati a "conoscere o gestire", occorre pazientare e conoscere qual è il proprio tempo interiore: per accettare ed elaborare le sue perdite, la sua grande sofferenza e fatica e contattare le zone di grande cambiamento che si stanno affacciando in questo periodo della sua vita.
Un caro augurio!
Dott.ssa Giuli Elisabetta
gli eventi che brevemente ha illustrato hanno una portata importante a livello emotivo, occorre darsi il tempo di rielaborare il tutto e farlo fluire lentamente.
Se non avesse intrapreso un percorso psicoterapico le avrei suggerito di iniziare, ma comprendendo che lo sta già seguendo le dirò una cosa banale ma anche molto importante: la psicoterapia necessita di un tempo che non è quello che siamo abituati a "conoscere o gestire", occorre pazientare e conoscere qual è il proprio tempo interiore: per accettare ed elaborare le sue perdite, la sua grande sofferenza e fatica e contattare le zone di grande cambiamento che si stanno affacciando in questo periodo della sua vita.
Un caro augurio!
Dott.ssa Giuli Elisabetta
Buonasera Signora e grazie per aver posto il suo quesito permettendosi in questo modo un primo passo verso il cambiamento. Nella vita a volte capita di pretendere da noi stessi l'invincibilità ma... quello che spesso non ci legittimiamo di SENTIRE è la nostra parte più umana, più vulnerabile, più fragile.. una parte preziosa, che ci consente di lasciare la presa e di vivere quelle emozioni che ci neghiamo di provare, che sono fondamentali per elaborare lutti, cambiamenti, e profonde crescite interiori che fanno crescere la consapevolezza di noi stessi e dei nostri più autentici desideri.
Un grosso saluto e un grande grazie.
Un grosso saluto e un grande grazie.
talvolta il sintomo ti aiuta a capire che devi cambiare tutto
per orizzonti nuovi!
questo io faccio con il paziente...........
ti aspetto
alessandra lancellotti
per orizzonti nuovi!
questo io faccio con il paziente...........
ti aspetto
alessandra lancellotti
Buonasera, diciamo che ha veramente 'tirato la corda' e non poteva fare altro. Ora è necessario che badi a sé, è possibile uscirne anche dopo un anno. Abbia fiducia sé stessa e nel percorso che sta compiendo con il professionista che la segue. Faccia un pezzo alla volta, la dedizione verso la mamma malata, l'impegno lavorativo denotano caparbietà e decisione e dedizione. Questi elementi non sono persi, è questione di pensarsi e accettarsi fallibili e da qui rimettersi in cammino per raggiungere una situazione migliore e più adeguata.
La vita spesso ci mette alla prova. Eventi di varia natura minano la nostra stabilità psichica e a volte é dura resistere. Da quanto ci racconta lei é riuscita a tenere testa a situazioni dolorose, faticose e impegnative dal punto di vista emotivo, finché le sue energie interne hanno ceduto. Ciò che mi viene di dirle é che in lei c'è una grande forza interiore che ora va solo sostenuta. Si conceda questo momento di dolore e si faccia aiutare per poter tornare con le energie di prima!
Gentile, capisco lo sfogo. La vita è una lotta, ogni giorno ci confrontiamo con mille problemi causati dal mondo esterno, ma alle volte anche da noi stessi. Per questo motivo è importante conoscersi, iniziare un percorso di consapevolezza delle nostra capacità di far fronte alle situazioni difficile e stressanti. Dalla sua risposta mi sembra di capire che questo percorso lo ha iniziato da un anno. Continui e non si lasci scoraggiare se non vedo ancora i risultati che si aspetta. Di questo le consiglio di parlarne con il suo terapeuta.
Lei si è spesa molto su tutti i fronti, vuoi per necessità oggettive dei suoi familiari vuoi perché DOVEVA essere invincibile, come lei stessa ammette. Questa corsa al dover fare tutto e ora colpevolizzarsi perché ha ceduto (comprensibilmente!) a cosa è dovuta? Rifletta perché è diventata la tiranna di se stessa e cosa nasconde questo atteggiamento e in futuro sia più indulgente e consapevole dei giusti limiti entro i quali poter giostrare il suo impegno nella coppia, in famiglia e sul lavoro. Ma sta imparando e vedrà che le situazioni si normalizzeranno a poco a poco. Dr.ssa Benvenuti
Cara signora, in poco tempo Lei ha perso molte delle possibili fonti di co-percezione e di ruoli per Lei significativi; non è più figlia, non è più moglie allo stesso modo. Le persone e i ruoli che Le permettevano di sentir-si (importante, valida, capace, amata) sono venuti meno. Si è buttata sul lavoro come possibile altra Alterità in grado di darLe un senso di capacità e di stabilità personale ma a causa della tipologia dello stesso (e del comprensibilissimo stress associato agli eventi di vita) anche la possibilità di reggersi su di esso è venuta a mancare. Certamente Lei oggi si sente insicura! In che modo può muoversi nel mondo se ogni punto di riferimento (che dice di Chi Lei è, e quindi, di quanto Lei sia capace o meno) è venuto meno? Senza la sicurezza di sè, il giudizio altrui diventa una fonte impietosa di sentire sè stessi, ne va di tutta Lei: per questo è così importante, tutto di un tratto! L'unico modo per essere sicura di come si muove è pretendere un livello di perfezione e di accuratezza da sè stessa (la rigidità che riferisce) che paradossalmente ottiene solo l'effetto contrario, aumentando la discrepanza tra ciò che riesce e ciò che vorrebbe fare e provocando un senso di immobilità in risposta all'impossibilità fare bene. Continui la psicoterapia (verifichi che il professionista che La segue sia ANCHE psicoterapeuta, visto che Lei parla di "psicoterapeuta/psichiatra", che non sono la stessa cosa) con fiducia: è la via giusta per riuscire a riguadagnare un senso di fiducia in sè e nel mondo e un Suo posto in esso, attraverso la moltiplicazione delle fonti di co-percezione e co-determinazione. In bocca al lupo! cordialità, DMP
Dalle sue parole traspare allo stesso tempo molta forza e dolore per ciò che ha affrontato e sta affrontando! si dia tempo e sopratutto amore, inizi a vedersi con affetto e compassione,è stata e continua a essere tenace. Continui con il supporto psicologico, saluti.
Buongiorno,
quanta fatica e quanta sofferenza....Lei sta già facendo abbastanza........sia materialmente che psichicamente...........sarebbe meglio prendersi il suo tempo......cercare di delegare qualcosa.......con l'obiettivo di ricaricare le "pile" e riprendersi la sua vita.
Auguri cara signora!
quanta fatica e quanta sofferenza....Lei sta già facendo abbastanza........sia materialmente che psichicamente...........sarebbe meglio prendersi il suo tempo......cercare di delegare qualcosa.......con l'obiettivo di ricaricare le "pile" e riprendersi la sua vita.
Auguri cara signora!
Buongiorno,
Negli ultimi anni ha dovuto affrontare diversi eventi critici e tante sfide, i ragazzi hanno un'età complicata e lei si avvia verso cambiamenti fisici importanti (forse il mutamento più complicato di tutta la vita di una donna: la menopausa). Credo sia fisiologico sentirsi stanca e poco motivata, ma il desidero di cambiare è già lì: nell'aver chiesto aiuto ad uno psicoterapeuta e tra le righe/parole che lei usa per descrivere la sua situazione. Il cambiamento, per lei gentile signora, è come la brace sotto la cenere: basta soffiare con delicatezza per far riprendere le fiamme.
Non abbia paura e "soffi".
Negli ultimi anni ha dovuto affrontare diversi eventi critici e tante sfide, i ragazzi hanno un'età complicata e lei si avvia verso cambiamenti fisici importanti (forse il mutamento più complicato di tutta la vita di una donna: la menopausa). Credo sia fisiologico sentirsi stanca e poco motivata, ma il desidero di cambiare è già lì: nell'aver chiesto aiuto ad uno psicoterapeuta e tra le righe/parole che lei usa per descrivere la sua situazione. Il cambiamento, per lei gentile signora, è come la brace sotto la cenere: basta soffiare con delicatezza per far riprendere le fiamme.
Non abbia paura e "soffi".
Gentile utente, il suo messaggio contiene elementi molto importanti da sottolineare. Da una parte, lei stessa riconosce la profonda sofferenza che la accompagna da tempo e, come è comprensibile, si sente talvolta scoraggiata e spossata. Dall'altra descrive alcuni elementi molto positivi, che è fondamentale riconoscere: la presenza di periodi caratterizzati da benessere e senso di forza interiore nel passato, la sua buona capacità di trovare un aiuto e un supporto per sè attraverso la presa in carico psicoterapeutica e psichiatrica, l'individuazione di alcuni temi per lei importanti (senso del dovere, dinamiche di coppia coniugale) sui quale desidera lavorare. Si tratta di aspetti di consapevolezza importanti e non scontati, che la aiuteranno nel cambiamento verso un senso di maggiore benessere e soddisfazione personale. I miei migliori auguri, Dott.ssa Salustri
Salve, credo che per lei sia veramente importante sfogarsi e parlare con qualcuno che possa realmente aiutarla.
Ha mai pensato a un consulto psicologico e vedere come procede?
Buona serata.
Dott. Fiori
Ha mai pensato a un consulto psicologico e vedere come procede?
Buona serata.
Dott. Fiori
Gentile Signora,
Da queste poche righe emerge la sua sofferenza ma anche la sua forza... Nessuno è "invincibile", ma possiamo prenderci cura di noi stessi e darci il permesso di sentirci anche insicuri, preoccupati, tristi...
Ed è questa la strada per la serenità...
Un caro saluto
Da queste poche righe emerge la sua sofferenza ma anche la sua forza... Nessuno è "invincibile", ma possiamo prenderci cura di noi stessi e darci il permesso di sentirci anche insicuri, preoccupati, tristi...
Ed è questa la strada per la serenità...
Un caro saluto
Carissima, penso che dovrebbe fare il punto della situazione rispetto al percorso psicoterapico che sta seguendo . Se lo percepisce come un aiuto, prosegua in questa direzione accettando l'idea che i cambiamenti richiedono tempo. In caso contrario valuti la possibilità di iniziare un percorso di supporto psicologico.
Anche le consulenze psicologiche online sono un'ottima opportunità.
A presto
Anche le consulenze psicologiche online sono un'ottima opportunità.
A presto
Buongiorno, dalle sue parole si percepisce la frustrazione che sta vivendo, purtroppo nessuno è invincibile e il peso delle situazioni alla fine si presenta.
Affronti un percorso insieme ad un terapista, sicuramente saprà aiutarla i questo momento difficile.
MMM
Affronti un percorso insieme ad un terapista, sicuramente saprà aiutarla i questo momento difficile.
MMM
Buonasera, penso che al momento attuale, rivolgersi ad uno psicologo potrebbe esserle di aiuto per fare chiarezza e avere maggiore comprensione del periodo che sta attraversando. Un saluto, Dott. Alessandro D'Agostini
Buongiorno.
E' difficile dare un contributo non conoscendola.
Certo è che nell'intensità dei momenti che lei descrive, le personalità forti tendono a voler combattere contro gli stati d'animo che pesano. Ci fanno paura e ci fanno sentire precari. Ma la inviterei a non mettersi in lotta con se stessa, se le è possibile. Ascolti la sua fatica e, ogni tanto, la assecondi, come fosse un compagno di viaggio non sempre piacevole.
Un pensiero molto banale ma altrettanto utile è "adesso è così". Cerchi quel punto delicatissimo in bilico tra l'accettazione - sicuramente difficile - del suo stato d'animo, e la volontà di impegnarsi per modificarlo, un passo alla volta.
Un caro saluto,
O.M.
E' difficile dare un contributo non conoscendola.
Certo è che nell'intensità dei momenti che lei descrive, le personalità forti tendono a voler combattere contro gli stati d'animo che pesano. Ci fanno paura e ci fanno sentire precari. Ma la inviterei a non mettersi in lotta con se stessa, se le è possibile. Ascolti la sua fatica e, ogni tanto, la assecondi, come fosse un compagno di viaggio non sempre piacevole.
Un pensiero molto banale ma altrettanto utile è "adesso è così". Cerchi quel punto delicatissimo in bilico tra l'accettazione - sicuramente difficile - del suo stato d'animo, e la volontà di impegnarsi per modificarlo, un passo alla volta.
Un caro saluto,
O.M.
Gentile utente, sicuramente deve continuare con fiducia il percorso con il suo psicoterapeuta, vedrà che l'aiuterà a gestire meglio le sue emozioni, la situazione da lei descritta richiede diverso tempo per essere elaborata ed accettata, le faccio i miei migliori auguri.
Cordialmente
Dottor Mauro Vargiu
Cordialmente
Dottor Mauro Vargiu
Gentile signora, persegua il suo lavoro di terapia con fiducia. Parli al suo terapeuta dei suoi dubbi e delle sue fatiche anche se riguardano la cura stessa. un saluto
Buongiorno, grazie per la sua condivisione. Ci vuole tempo e pazienza per tornare a sentirsi solidi. Quando lavorò su se stessa all'epoca della nascita dei suoi figli, immagino che ebbe anche in quel caso dei dubbi o dei momenti di sfiducia. Un caro saluto.
Buona sera, ha attraversato un periodo costellato di lutti, malattie e cambiamenti, di fronte ai quali è normale sentire crollare le "certezze" faticosamente costruite. Ha provato a compensare con il lavoro, dove tuttavia ha dovuto gestire altro stress. Tutto questo dolore emotivo richiede tempo per poter essere alleviato e lasciare spazio a una nuova stabilità... Si affidi ai suoi curanti, discuta con loro delle sue sensazioni e fatiche, anch'esse del tutto legittime. Non si chiuda ma condivida con loro quanto le accade compresi i dubbi e le perplessità sulla riuscita del percorso. Cordiali saluti
Gentilissimo le rispondo con ritardo poiché solo da poco iscritta ma con una ampia esperienza per il suo questo clinico. La mia opinione è quella che sia necessario un lavoro di rete con il suo psichiatra e cercare di coinvolgere i suoi figli e suo marito delle emozioni che sta provando. Il trattamento dell'ansia è tanto più efficace quanto più precisa è la diagnosi del disturbo; è quindi di grande importanza pervenire ad una diagnosi accurata di tutte le condizioni emotive che possono contribuire al disturbo lamentato da lei, per determinare quale ne sia la causa primaria: questa informazione ci aiuterà a stabilire il piano di trattamento più adeguato.
Per rendere questi pensieri più funzionali è necessario modificarli, e ciò sarà possibile mediante la psicoterapia, la quale annovera tra i suoi obiettivi primari proprio la trasformazione delle credenze disfunzionali per favorire il benessere della persona.
Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Cordialmente dott.ssa Bachiorri Sara
Per rendere questi pensieri più funzionali è necessario modificarli, e ciò sarà possibile mediante la psicoterapia, la quale annovera tra i suoi obiettivi primari proprio la trasformazione delle credenze disfunzionali per favorire il benessere della persona.
Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Cordialmente dott.ssa Bachiorri Sara
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Cara signora, grazie per la condivisione di questo momento di fatica, che sembra essere per lei così doloroso. Il mio suggerimento è quello di parlare al suo terapeuta di questi stati d'animo di sfiducia e di stanchezza emotiva, anche se riguardano la terapia stessa: momenti di fatica possono esserci in terapia, ma fanno parte di questo percorso e rivelarne la presenza può essere utile per migliorare il lavoro che fate insieme. Un augurio di star presto meglio e un saluto. Giada.
Caro Utente, mi dispiace molto per quello che sta passando, nella richiesta che pone ci sono diversi elementi che meriterebbero senz'altro di attenzione. Potrebbe essere utile condividere i suoi stati d'animo con il terapeuta che la sta seguendo.
Resto a disposizione,anche online, e le auguro una buona giornata
Dott.ssa Beatrice Taveggia
Resto a disposizione,anche online, e le auguro una buona giornata
Dott.ssa Beatrice Taveggia
Buongiorno,
il suo vissuto è sicuramente carico di sofferenza e stress. Continui ad affidarsi al terapeuta con cui sta facendo il percorso fiduciosa che ci saranno miglioramenti con il proseguo della terapia.
Le auguro che possa stare meglio presto.
Cordialmente
Dott.ssa Valeria Filippi
il suo vissuto è sicuramente carico di sofferenza e stress. Continui ad affidarsi al terapeuta con cui sta facendo il percorso fiduciosa che ci saranno miglioramenti con il proseguo della terapia.
Le auguro che possa stare meglio presto.
Cordialmente
Dott.ssa Valeria Filippi
"Ogni volta che riordino, ho l'ansia": in questo modo può essere sintetizzato quanto ha scritto. Questa è quella che nel coaching viene chiamata "ancora negativa", ovvero l'associazione tra uno stimolo (in questo caso l'azione del riordino o anche il suo sol pensiero) e una emozione negativa (l'ansia). Come anticipavano i colleghi, è difficile poter dare una interpretazione univoca, in base agli elementi forniti. Ad ogni modo, grazie alla metodologia del coaching, una volta compresi i significati che lei associa al riordino, è possibile rimuovere questa "ancora negativa" per sostituirla con una più potenziante.
Buongiorno. come da Lei descritto sono cambiate molte cose nella sua vita. Il mio consiglio è sicuramente un percorso psicologico di approfondimento di se stessa, così da comprendersi meglio e ridare quell'equilibrio anche alle cose intorno a Lei.
Cordialità
dott. Maurizio Di Benedetto
Cordialità
dott. Maurizio Di Benedetto
Gent.le utente, dalle sue parole emerge che negli ultimi anni si sono presentate situazioni emotivamente complesse nella sua vita.
L'aver intrapreso un percorso di cura con uno psichiatra/psicoterapeuta è un'occasione per osservare da vicino i suoi stati emotivi e poterla guidare verso un miglioramento della sua qualità di vita. La percezione dell'efficacia di un percorso di psicoterapia è graduale, non è possibile stabilire a priori una previsione temporale di risoluzione totale dei sintomi che riporta, si lavora tendenzialmente per gradualità e piccoli passi.
Il mio invito è quello di riportare quanto ha scritto direttamente al suo psicoterapeuta, per poter lavorare sulle sue aspettative e i suoi obiettivi.
Rimango a sua disposizione, anche online.
Cordialmente,
Dott. Francesco Culcasi
L'aver intrapreso un percorso di cura con uno psichiatra/psicoterapeuta è un'occasione per osservare da vicino i suoi stati emotivi e poterla guidare verso un miglioramento della sua qualità di vita. La percezione dell'efficacia di un percorso di psicoterapia è graduale, non è possibile stabilire a priori una previsione temporale di risoluzione totale dei sintomi che riporta, si lavora tendenzialmente per gradualità e piccoli passi.
Il mio invito è quello di riportare quanto ha scritto direttamente al suo psicoterapeuta, per poter lavorare sulle sue aspettative e i suoi obiettivi.
Rimango a sua disposizione, anche online.
Cordialmente,
Dott. Francesco Culcasi
Gentile utente, grazie per aver condiviso la sua storia, dalle sue parole emergono la stanchezza e lo sconforto in cui comprensibilmente si sta trovando. Dover affrontare tutti gli gli eventi da lei riportati non deve esser stato facile e, nonostante si sentisse "invincibile" dopo la nascita dei suoi figli, probabilmente si è trovata in sovraccarico. Per quanto sia faticoso e necessiti tempo, il percorso psicologico che ha intrapreso la porterà a raggiungere gli obiettivi da lei elencati. Lei parla di depressione e la terapia cognitivo-comportamentale segue dei protocolli, che si adattano ovviamente all'individuo, che hanno un grande riscontro in termini di efficacia. Le auguro che possa presto star meglio. Cordialmente
Buongiorno gentile Utente, vedo che la causa della sua comprensibile sofferenza si può ricondurre ad una serie di situazioni altamente stressanti e potenzialmente traumatizzanti, osservo anche che ha avuto una vita piena che probabilmente le ha sempre richiesto di essere in qualche modo performante e non le ha dato modo di dedicarsi a sé stessa... Probabilmente proprio ciò può essere stata fonte di un accumularsi di stress senza lasciarle valvole di sfogo e cristallizzando proprio quel pensiero che la affligge, quel senso del dovere che a volte si trova a scontrarsi con questa realtà dove non sempre abbiamo la possibilità di compiere certi doveri; ciò che è importante è accettare i nostri limiti e valorizzare le nostre risorse.
Ci saranno sicuramente alti e bassi, ma sono sicuro che attraverso un percorso di sostegno psichiatrico e psicologico potrà riacquisire quell'equilibrio e benessere che per cause di forza maggiore ha dovuto accantonare per troppo tempo.
Coi miei migliori auguri, le porgo cordiali saluti e resto a disposizione per ulteriori consigli o per un percorso di supporto.
Dott. Luca Vocino
Ci saranno sicuramente alti e bassi, ma sono sicuro che attraverso un percorso di sostegno psichiatrico e psicologico potrà riacquisire quell'equilibrio e benessere che per cause di forza maggiore ha dovuto accantonare per troppo tempo.
Coi miei migliori auguri, le porgo cordiali saluti e resto a disposizione per ulteriori consigli o per un percorso di supporto.
Dott. Luca Vocino
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Gentile Utente,
La sensazione di fatica e il sentirsi scoraggiati sono frequenti quando si attraversano stati depressivi e ansiosi, ma anche quando si lavora su se stessi. Il percorso che ha intrapreso con uno psicoterapeuta l'aiuterà sicuramente a ritrovare un significato e un senso ad alcune sue modalità di essere peculiari, come la sensibilità al giudizio e la ricerca di un'alterità su cui reggere il senso di sè e di valore.
Il percorso verso la consapevolezza e il cambiamento può essere lungo e faticoso, ma vedrà che ripagherà i suoi sforzi!
Un caro saluto.
La sensazione di fatica e il sentirsi scoraggiati sono frequenti quando si attraversano stati depressivi e ansiosi, ma anche quando si lavora su se stessi. Il percorso che ha intrapreso con uno psicoterapeuta l'aiuterà sicuramente a ritrovare un significato e un senso ad alcune sue modalità di essere peculiari, come la sensibilità al giudizio e la ricerca di un'alterità su cui reggere il senso di sè e di valore.
Il percorso verso la consapevolezza e il cambiamento può essere lungo e faticoso, ma vedrà che ripagherà i suoi sforzi!
Un caro saluto.
Gentilissima utente, mi dispiace molto per tutte le difficoltà che hai affrontato negli ultimi anni. È normale sentirsi insicuri e stressati dopo aver attraversato così tante prove difficili. È importante ricordare che è ok non essere perfetti e che è importante prendersi cura di se stessi, sia mentalmente che fisicamente.
Continua a seguire il percorso di cura con il tuo psicoterapeuta/psichiatra e ricorda che è un processo che richiede tempo e pazienza. Lascia andare il giudizio verso te stessa e cerca di essere gentile con te stessa. È ok chiedere aiuto e supporto quando ne hai bisogno.
Concentrati su trovare momenti di gioia e relax nella tua vita quotidiana, anche se possono sembrare piccoli e insignificanti. Cerca di ristabilire il rapporto di coppia con tuo marito attraverso la comunicazione aperta e la condivisione delle tue emozioni.
Ricorda che sei una persona forte e coraggiosa, e che hai già superato molte sfide difficili. Non avere fretta nel vedere risultati immediati, ogni passo che fai verso il recupero è importante e significativo. Mantieni la speranza e la determinazione e continuerai a superare queste difficoltà. Sono qui per te, ti auguro il meglio nel tuo percorso di guarigione. Rimango a sua disposizione per un eventuale colloquio di conoscenza.
Dott. Cordoba
Continua a seguire il percorso di cura con il tuo psicoterapeuta/psichiatra e ricorda che è un processo che richiede tempo e pazienza. Lascia andare il giudizio verso te stessa e cerca di essere gentile con te stessa. È ok chiedere aiuto e supporto quando ne hai bisogno.
Concentrati su trovare momenti di gioia e relax nella tua vita quotidiana, anche se possono sembrare piccoli e insignificanti. Cerca di ristabilire il rapporto di coppia con tuo marito attraverso la comunicazione aperta e la condivisione delle tue emozioni.
Ricorda che sei una persona forte e coraggiosa, e che hai già superato molte sfide difficili. Non avere fretta nel vedere risultati immediati, ogni passo che fai verso il recupero è importante e significativo. Mantieni la speranza e la determinazione e continuerai a superare queste difficoltà. Sono qui per te, ti auguro il meglio nel tuo percorso di guarigione. Rimango a sua disposizione per un eventuale colloquio di conoscenza.
Dott. Cordoba
Mi dispiace molto sentire quanto hai passato e quanto stai ancora affrontando. È comprensibile che dopo un periodo così difficile ti senta esausta e sopraffatta dagli stati ansiosi e depressivi.
È positivo che tu stia già ricevendo aiuto da uno psicoterapeuta/psichiatra, poiché lavorare con un professionista può essere fondamentale per affrontare queste sfide. È un processo che richiede tempo e pazienza, ma il fatto che tu stia cercando supporto è un passo importante verso il recupero.
Riflettere sul lasciar andare il giudizio verso te stessa è cruciale. È facile essere troppo duri con noi stessi, soprattutto quando ci troviamo in situazioni difficili. Accettare che hai fatto del tuo meglio nelle circostanze date e permetterti di essere umana, con tutte le tue imperfezioni, è un passo verso la guarigione.
Anche il recupero del rapporto di coppia e il trovare un lavoro meno stressante sono obiettivi validi, ma è importante non sentirti in colpa se ci vogliono del tempo per raggiungerli. Prenditi tutto il tempo di cui hai bisogno per curarti e percorri il percorso verso il benessere a tuo ritmo.
Nel frattempo, cerca di praticare la gentilezza verso te stessa. Fai attenzione alle piccole cose che ti portano gioia e cerca di dedicare del tempo a te stessa, anche se è solo qualche minuto al giorno. Ricorda che sei importante e meriti cura e gentilezza, soprattutto da parte tua.
Continua a lavorare con il tuo terapeuta e non esitare a chiedere supporto anche dagli amici e dalla famiglia quando ne hai bisogno. Se hai difficoltà a gestire gli stati ansiosi o depressivi, ricorda che ci sono anche opzioni di trattamento come la terapia farmacologica che potrebbero essere utili.
Spero che con il tempo e con il sostegno adeguato possa trovare la pace e la serenità che meriti. Se hai bisogno di ulteriori consigli o supporto, sono qui per aiutarti.
È positivo che tu stia già ricevendo aiuto da uno psicoterapeuta/psichiatra, poiché lavorare con un professionista può essere fondamentale per affrontare queste sfide. È un processo che richiede tempo e pazienza, ma il fatto che tu stia cercando supporto è un passo importante verso il recupero.
Riflettere sul lasciar andare il giudizio verso te stessa è cruciale. È facile essere troppo duri con noi stessi, soprattutto quando ci troviamo in situazioni difficili. Accettare che hai fatto del tuo meglio nelle circostanze date e permetterti di essere umana, con tutte le tue imperfezioni, è un passo verso la guarigione.
Anche il recupero del rapporto di coppia e il trovare un lavoro meno stressante sono obiettivi validi, ma è importante non sentirti in colpa se ci vogliono del tempo per raggiungerli. Prenditi tutto il tempo di cui hai bisogno per curarti e percorri il percorso verso il benessere a tuo ritmo.
Nel frattempo, cerca di praticare la gentilezza verso te stessa. Fai attenzione alle piccole cose che ti portano gioia e cerca di dedicare del tempo a te stessa, anche se è solo qualche minuto al giorno. Ricorda che sei importante e meriti cura e gentilezza, soprattutto da parte tua.
Continua a lavorare con il tuo terapeuta e non esitare a chiedere supporto anche dagli amici e dalla famiglia quando ne hai bisogno. Se hai difficoltà a gestire gli stati ansiosi o depressivi, ricorda che ci sono anche opzioni di trattamento come la terapia farmacologica che potrebbero essere utili.
Spero che con il tempo e con il sostegno adeguato possa trovare la pace e la serenità che meriti. Se hai bisogno di ulteriori consigli o supporto, sono qui per aiutarti.
Gentile utente, lei si è sovraccaricata di ogni aspetto della sua vita. Deve lasciare andare qualcosa. Passare dalla depressione all'invincibilità e viceversa è uno stato che non la porterà lontano. Non abbia la pretesa, soprattutto da lei stessa, di modificare le cose da un giorno all'altro e impari a dire NO!
dott.ssa Floriana Ricciardi
dott.ssa Floriana Ricciardi
Buongiorno, è normale avere dei dubbi durante un percorso di psicoterapia, oppure vive momenti in cui tutto sembra stagnante e non vede prospettive migliori. Condivida i suoi pensieri con il suo terapeuta, potrebbe aiutare anche lui a reindirizzare il vostro percorso per adattarlo alle sue esigenze.
Dott.ssa Sara Passavanti
Dott.ssa Sara Passavanti
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Buongiorno Signora,
come detto già da alcuni colleghi sicuramente ha dovuto affrontare tante sfide difficili e dolorose...per recuperare serve tempo, pazienza. Oltre a continuare il suo percorso mi viene in mente di cercare di circondarsi di persone che la supportano e con le quali può trovare momenti di conforto e leggerezza. Potrebbe essere utile qualche pratica di compassione rivolta a se stessa.
Spero possa stare presto meglio.
Un saluto,
Elena Cristalli
come detto già da alcuni colleghi sicuramente ha dovuto affrontare tante sfide difficili e dolorose...per recuperare serve tempo, pazienza. Oltre a continuare il suo percorso mi viene in mente di cercare di circondarsi di persone che la supportano e con le quali può trovare momenti di conforto e leggerezza. Potrebbe essere utile qualche pratica di compassione rivolta a se stessa.
Spero possa stare presto meglio.
Un saluto,
Elena Cristalli
Salve, capisco il peso delle esperienze e delle responsabilità che sta affrontando. La Terapia Breve Strategica potrebbe offrirLe un approccio efficace per gestire i Suoi stati ansiosi e depressivi. Questo metodo si concentra su interventi pratici e mirati per ridurre i sintomi e migliorare la qualità della vita in tempi relativamente brevi.
La terapia si focalizza su strategie specifiche per affrontare e modificare le reazioni e i pensieri disfunzionali, senza richiedere una lunga esplorazione del passato. Potrebbe essere utile integrare questo approccio al Suo attuale percorso di psicoterapia e psichiatria. Le consiglio di consultare un terapeuta specializzato in Terapia Breve Strategica per iniziare un percorso che possa offrirLe un sollievo concreto e immediato.
La terapia si focalizza su strategie specifiche per affrontare e modificare le reazioni e i pensieri disfunzionali, senza richiedere una lunga esplorazione del passato. Potrebbe essere utile integrare questo approccio al Suo attuale percorso di psicoterapia e psichiatria. Le consiglio di consultare un terapeuta specializzato in Terapia Breve Strategica per iniziare un percorso che possa offrirLe un sollievo concreto e immediato.
Buongiorno signora! Innanzi tutto vorrei esprimerle la mia vicinanza per il lungo periodo di dolore da lei vissuto e che continua tuttora a vivere. In casi come questi elaborare lutti e dolori così ravvicinati è operazione piuttosto complessa per il nostro cervello. Moltissime emozioni difficili si affollano tutti i giorni nella mente. Le consiglio vivamente di scrivere ogni sera una lettera a sé stessa, lettera in cui raccontare quello che prova o che ha vissuto, lettera in cui scaricare tutto il peso delle sue sensazioni. Scrivere aiuta sempre a elaborare lutti e dolori, anche quelli peggiori, quelli che si sovrappongono l'uno con l'altro.
Scrivere aiuta ad affrontare il dolore, attraversarlo per uscirne e per farne addirittura un gradino su cui risalire per darsi lo slancio per ripartire.
Se questo non avviene il rischio è di debilitarsi a tal punto nello spirito da sentirsi fragili, deboli, indipendentemente dalla forza mostrata precedentemente.
Scrivere aiuta ad affrontare il dolore, attraversarlo per uscirne e per farne addirittura un gradino su cui risalire per darsi lo slancio per ripartire.
Se questo non avviene il rischio è di debilitarsi a tal punto nello spirito da sentirsi fragili, deboli, indipendentemente dalla forza mostrata precedentemente.
Salve, nessuno è invincibile, lei ha scoperto di avere un limite, quindi ora deve imparare a rispettare la linea di demarcazione.
Responsabilizzare gli altri nella gestione del ménage, rispettare di sé stessa ed essere più morbida sono tutti obiettivi perseguibili.
Si riporti inoltre sempre alla sua terapia come momento di crescita.
Saluti, dott.ssa Sandra Petralli
Responsabilizzare gli altri nella gestione del ménage, rispettare di sé stessa ed essere più morbida sono tutti obiettivi perseguibili.
Si riporti inoltre sempre alla sua terapia come momento di crescita.
Saluti, dott.ssa Sandra Petralli
Gentile utente, innanzitutto sento di ringraziarla per la sincerità che accompagna le sue parole. Leggendo quanto ha scelto di condividere con noi, si percepisce il peso e la fatica che contraddistinguono questo suo momento così difficile. Mi sembra di capire che in poco tempo ha dovuto affrontare eventi complessi ed emotivamente forti. Cerchi di non giudicarsi troppo ma provi a darsi del tempo, a giustificare in qualche modo la sua sofferenza. Gli dia il valore che questa merita, la attraversi piuttosto che evitarla. Non abbia paura di non uscire da questo momento, vedrà che piano piano e con l'aiuto giusto saprà trovare la strada che la farà stare meglio, più serena. Si prenda del tempo per sé e lasci che gli altri adesso si prendano cura di lei, così come lei ha fatto con i suoi familiari fino ad oggi. Laddove ne sentisse la necessità, oltre ad un percorso psichiatrico (che mi sembra di capire lei ha già iniziato), non escluda la possibilità di un percorso psicologico.
Per qualsiasi dubbio e/o chiarimento in merito a quanto detto, resto a sua completa disposizione.
Le auguro di stare bene!
Cordialmente,
dott.ssa Daniela Ammendola
Per qualsiasi dubbio e/o chiarimento in merito a quanto detto, resto a sua completa disposizione.
Le auguro di stare bene!
Cordialmente,
dott.ssa Daniela Ammendola
Gentile utente, la Sua storia riflette un periodo estremamente difficile e carico di emozioni complesse. La perdita di persone care e le sfide che ha affrontato, unite a un lavoro stressante, hanno creato un peso significativo sulla Sua vita. È comprensibile sentirsi sopraffatti, insicuri e preoccupati per il giudizio altrui. La pressione di dover gestire tutto da sola può rendere difficile affrontare quotidianamente le situazioni, sia in ambito lavorativo che familiare. La Sua esperienza di sentirsi "invincibile" in passato, seguita da un ritorno a stati di ansia e depressione, evidenzia un cambiamento profondo nella Sua percezione di sé e delle proprie capacità. È importante convalidare questi sentimenti e riconoscere che è del tutto normale esaurirsi di fronte a carichi emotivi e pratici così pesanti. Continuare a lavorare sulla Sua autocomprensione e sull’accettazione di sé è essenziale. È fondamentale ricordare che non deve affrontare tutto da sola e che dare spazio ai propri bisogni emotivi è importante tanto quanto occuparsi di quelli degli altri. Essere sotto la cura di uno psicoterapeuta/psichiatra è un passo significativo e permette di avere un supporto professionale mentre naviga attraverso queste sfide. Prendersi il tempo per far scivolare le situazioni difficili e recuperare il rapporto di coppia richiede uno sforzo genuino e pazienza. Se desidera approfondire ulteriormente queste tematiche e cercare modi per affrontare i momenti difficili, La invito a contattarmi. Sarò lieta di offrirLe supporto in questo percorso. Cordialmente, Dottoressa Laura Lanocita
La tua storia racconta un vissuto ricco di eventi dolorosi e carichi emotivi che hai cercato di sostenere tutto da sola, come se fossi "invincibile". La perdita dei tuoi genitori, la malattia di tuo marito e il carico di un lavoro stressante hanno accumulato un peso enorme sulla tua salute psicologica, portandoti a un momento di "rottura".
Il fatto che tu stia affrontando queste difficoltà con il supporto di uno psicoterapeuta e uno psichiatra è un passo estremamente importante e dimostra la tua forza e volontà di prenderti cura di te stessa. È naturale sentirsi sopraffatti e stanchi in questa fase, ma è altrettanto importante ricordare che il percorso verso il benessere richiede tempo, pazienza e fiducia nel processo terapeutico.
Per lavorare sul giudizio verso te stesso e costruire una maggiore serenità emotiva, può essere utile integrare pratiche come la Mindfulness o strategie cognitive che ti aiutano a gestire i pensieri negativi e l'ansia. Anche piccoli passi, come ritagliarti del tempo per attività che ti piacciono o chiedere aiuto in famiglia, possono fare una grande differenza.
In situazioni così complesse, può essere normale sentirsi intrappolati in uno stato di ansia o depressione, ma ogni sforzo che fai per affrontare questi stati emotivi e un progresso. Rivolgerti a uno specialista, come già stai facendo, è fondamentale per approfondire le cause di questi vissuti e trovare le strategie più adatte a te. Continuare a collaborare con il tuo terapeuta e considerare nuove possibilità, come un gruppo di supporto o tecniche terapeutiche innovative (ad esempio l'EMDR per elaborare traumi), può aiutarti a ritrovare equilibrio e serenità.
Non dimenticare: chiedere aiuto non è un segno di debolezza, ma un atto di grande coraggio.
Dottoressa Silvia Parisi Psicologa psicoterapeuta Sessuologa
Il fatto che tu stia affrontando queste difficoltà con il supporto di uno psicoterapeuta e uno psichiatra è un passo estremamente importante e dimostra la tua forza e volontà di prenderti cura di te stessa. È naturale sentirsi sopraffatti e stanchi in questa fase, ma è altrettanto importante ricordare che il percorso verso il benessere richiede tempo, pazienza e fiducia nel processo terapeutico.
Per lavorare sul giudizio verso te stesso e costruire una maggiore serenità emotiva, può essere utile integrare pratiche come la Mindfulness o strategie cognitive che ti aiutano a gestire i pensieri negativi e l'ansia. Anche piccoli passi, come ritagliarti del tempo per attività che ti piacciono o chiedere aiuto in famiglia, possono fare una grande differenza.
In situazioni così complesse, può essere normale sentirsi intrappolati in uno stato di ansia o depressione, ma ogni sforzo che fai per affrontare questi stati emotivi e un progresso. Rivolgerti a uno specialista, come già stai facendo, è fondamentale per approfondire le cause di questi vissuti e trovare le strategie più adatte a te. Continuare a collaborare con il tuo terapeuta e considerare nuove possibilità, come un gruppo di supporto o tecniche terapeutiche innovative (ad esempio l'EMDR per elaborare traumi), può aiutarti a ritrovare equilibrio e serenità.
Non dimenticare: chiedere aiuto non è un segno di debolezza, ma un atto di grande coraggio.
Dottoressa Silvia Parisi Psicologa psicoterapeuta Sessuologa
Buongiorno, se è già seguita da uno psicoterapeuta e psichiatra con cui si trova bene, vedrà che è solo questione di tempo. Ha già sofferto di questo male quindi sa che ne può uscire e curare la depressione oggi è molto più semplice del passato perché si conosce maggiormente la patologia, combinando supporto psicologico e farmacologico. Resto a disposizione per ulteriori dubbi o domande. Cordialmente, dott.ssa Giulia Pelini
Buongiorno gentile utente e grazie per aver condiviso queste sue difficoltà.
La condizione e le difficoltà vissute come da lei decritte sono situazioni che possono generare stati di ansia in parecchie persone. Penso che sia importante che lei abbia deciso di farsi assistere da uno specialista che sicuramente saprà darle le indicazioni più opportune.
Credo anche che il modo migliore per poter superare, o quantomeno poter convivere con gli stati ansiosi e depressivi da lei descritti, sia quello di comprendere a fondo quali siano le cause da cui derivano e perché tali cause siano ancora presenti.
Resto a sua disposizione per qualsiasi chiarimento
Dott. Marco Albertoni
La condizione e le difficoltà vissute come da lei decritte sono situazioni che possono generare stati di ansia in parecchie persone. Penso che sia importante che lei abbia deciso di farsi assistere da uno specialista che sicuramente saprà darle le indicazioni più opportune.
Credo anche che il modo migliore per poter superare, o quantomeno poter convivere con gli stati ansiosi e depressivi da lei descritti, sia quello di comprendere a fondo quali siano le cause da cui derivano e perché tali cause siano ancora presenti.
Resto a sua disposizione per qualsiasi chiarimento
Dott. Marco Albertoni
Gentile, quello che sta vivendo è un momento molto impegnativo e carico di emozioni profonde. È del tutto comprensibile sentirsi sopraffatti dopo aver affrontato eventi così dolorosi e aver portato un carico di responsabilità così grande. Non è sola in questo, e ciò che sta facendo – rivolgersi a uno specialista – è un passo fondamentale e molto coraggioso.
Si permetta di avere pazienza con se stessa: il percorso che sta intraprendendo richiede tempo, ma i risultati arriveranno. È importante continuare con costanza e tenacia, ogni sforzo che fa oggi contribuisce a ritrovare gli strumenti per gestire e affrontare la vita
Si permetta di avere pazienza con se stessa: il percorso che sta intraprendendo richiede tempo, ma i risultati arriveranno. È importante continuare con costanza e tenacia, ogni sforzo che fa oggi contribuisce a ritrovare gli strumenti per gestire e affrontare la vita
Buongiorno, capisco benissimo come si sente. Venire a contatto con la morte e con la malattia di persone care, ci pone di fronte alle nostre fragilità che può generare ansia e paura che vanno quindi ridimensionate per riuscire a vivere il "qui e ora". Cordiali saluti
Signora, intanto si legittimi quello che sta provando di fronte a due lutti importanti e la malattia di suo marito. Non deve essere stato semplice e si riconosca che sta utilizzando tutte le sue risorse in questo periodo molto intenso. Inoltre è importante che si prenda cura di sè, che si dia uno spazio in cui rielaborare tutto questo. Si permetta di stare con tutto questo e con i propri tempi recupererà il suo benessere grazie al suo percorso. Non deve essere per forza "invincibile", a volte ci si può lasciare andare ed è essere vulnerabili. Si prenda cura di sè.
Buongiorno,
dal suo messaggio si sente tutta la fatica che si porta dietro, come un masso difficile da tenere da sola sulle spalle. Non si è mai invincibili, si è umani, e spesso la vita mette a dura prova. Ce l'ha già fatta una volta ad uscire da un periodo difficile, questo vuol dire che ne è in grado, l'obiettivo ad oggi potrebbe essere quello di ritrovare la fiducia in sé stessa. Si prenda i suoi spazi e il suo tempo, chiedere aiuto non è sintomo di debolezza ma di umanità.
Le sono vicina e le auguro di ritrovare quella fiducia e quel potere personale che le possano permettere di prendere le redini della sua vita.
Dott.ssa Alessandra Sala
dal suo messaggio si sente tutta la fatica che si porta dietro, come un masso difficile da tenere da sola sulle spalle. Non si è mai invincibili, si è umani, e spesso la vita mette a dura prova. Ce l'ha già fatta una volta ad uscire da un periodo difficile, questo vuol dire che ne è in grado, l'obiettivo ad oggi potrebbe essere quello di ritrovare la fiducia in sé stessa. Si prenda i suoi spazi e il suo tempo, chiedere aiuto non è sintomo di debolezza ma di umanità.
Le sono vicina e le auguro di ritrovare quella fiducia e quel potere personale che le possano permettere di prendere le redini della sua vita.
Dott.ssa Alessandra Sala
Gentile utente, quando ci sentiamo sopraffatti dalle emozioni intense e negative può essere difficile rimettersi in gioco. Sappia che per stare meglio (seppur con fatica) bisogna fare, e non aspettare di stare meglio per fare.
Immagino sia faticoso, ma lei stessa ha avuto esperienza che una situazione dolorosa e spiacevole se attraversata elaborata, passa. Passa attraverso il suo impegno, fatico certamente, ma lo ha già fatto. Deve solo trovare la sua vita. Il collega/la collega la aiuterà a ritrovare il suo percorso. Cordialmente Dott.ssa Alessia D'Angelo
Immagino sia faticoso, ma lei stessa ha avuto esperienza che una situazione dolorosa e spiacevole se attraversata elaborata, passa. Passa attraverso il suo impegno, fatico certamente, ma lo ha già fatto. Deve solo trovare la sua vita. Il collega/la collega la aiuterà a ritrovare il suo percorso. Cordialmente Dott.ssa Alessia D'Angelo
Ciao, grazie per aver condiviso la tua esperienza. Comprendo quanto le difficoltà che hai vissuto, tra lutti e sfide familiari, possano aver generato una pressione enorme su di te, sia sul piano emotivo che fisico. Il fatto che ti senta "scoppiata" dopo aver cercato di mantenere tutto sotto controllo, senza concederti il tempo per elaborare, è comprensibile: molte persone che affrontano traumi e stress accumulato si trovano in una situazione simile. Sembra che tu abbia vissuto il ruolo di "colonna portante" per tanto tempo, prendendo su di te molte responsabilità e cercando di essere "invincibile". Ma quando il corpo e la mente non ricevono la giusta cura e i giusti spazi, come hai vissuto tu, si può arrivare ad un punto di esaurimento emotivo e fisico, che ti rende difficile anche affrontare le piccole cose quotidiane. Hai già intrapreso un percorso di cura psicoterapeutica, e questo è un grande passo verso la guarigione. È importante che tu ti conceda il permesso di non essere perfetta, di non dover controllare tutto, e di lasciare andare le aspettative troppo rigide che hai su te stessa. La rigidità che descrivi potrebbe essere un meccanismo di difesa che ti ha protetto nei momenti più difficili, ma ora potrebbe esserti d'ostacolo.
Il recupero richiede tempo, e non è facile vedere una via d'uscita quando si è nel mezzo di stati ansiosi e depressivi, ma il fatto che tu stia cercando di capire come andare avanti e come riappropiarti della tua vita è già un segno di forza. Affrontare queste difficoltà richiede pazienza con se stessi, ma anche un supporto continuo, che può venire da una terapia relazionale, in cui esplorare anche i tuoi legami familiari e di coppia. Sii gentile con te stessa, non sei sola in questo processo, e ogni piccolo passo che fai è un progresso.
Se hai bisogno di un confronto più approfondito, possiamo lavorare insieme su come alleggerire il peso delle tue ansie, per darti più respiro e spazio emotivo.
Rimango a totale disposizione per un approfondimento ulteriore,
un caro saluto ,
Dott. Lorenzo Boccalari
Il recupero richiede tempo, e non è facile vedere una via d'uscita quando si è nel mezzo di stati ansiosi e depressivi, ma il fatto che tu stia cercando di capire come andare avanti e come riappropiarti della tua vita è già un segno di forza. Affrontare queste difficoltà richiede pazienza con se stessi, ma anche un supporto continuo, che può venire da una terapia relazionale, in cui esplorare anche i tuoi legami familiari e di coppia. Sii gentile con te stessa, non sei sola in questo processo, e ogni piccolo passo che fai è un progresso.
Se hai bisogno di un confronto più approfondito, possiamo lavorare insieme su come alleggerire il peso delle tue ansie, per darti più respiro e spazio emotivo.
Rimango a totale disposizione per un approfondimento ulteriore,
un caro saluto ,
Dott. Lorenzo Boccalari
Purtroppo nella vita capitano eventi terribili, anche con tempistiche ravvicinate, che ci mettono nella condizione di dover affrontare noi stessi nella nostra reazione a tali tragicità.
Ansia, tristezza, sconforto e senso di smarrimento sembrano impedirci di poter fronteggiare dei cambiamenti che siamo costretti a fare. H.a instradato un percorso con un professionista e sono sicuro che il collega saprà ascoltarla in maniera professionale e preparata, aiutandola a trovare qualche risposta o risorsa in più per fronteggiare i suoi problemi. Non demorda.
Ansia, tristezza, sconforto e senso di smarrimento sembrano impedirci di poter fronteggiare dei cambiamenti che siamo costretti a fare. H.a instradato un percorso con un professionista e sono sicuro che il collega saprà ascoltarla in maniera professionale e preparata, aiutandola a trovare qualche risposta o risorsa in più per fronteggiare i suoi problemi. Non demorda.
Buonasera,
prima di tutto, mi sento di dirti che quello che stai vivendo è estremamente comprensibile dato il peso delle esperienze che hai dovuto affrontare negli ultimi anni. Hai attraversato perdite devastanti e ti sei trovata a dover gestire non solo il dolore, ma anche una serie di responsabilità che ti hanno spinta a dover essere sempre "forte", a non mostrarti vulnerabile, e questo può davvero diventare insostenibile nel tempo.
Perdere una persona cara, affrontare la malattia di un congiunto, gestire un lavoro estremamente stressante, e fare tutto questo mentre continui a prenderti cura della tua famiglia, sono situazioni che richiedono enormi risorse emotive e psicologiche. Dopo aver vissuto tutte queste esperienze, è del tutto naturale che tu stia attraversando un momento di grande fatica, sia fisica che mentale. La sensazione che descrivi di sentirti "insicura", di faticare nelle attività quotidiane come cucinare o occuparsi della casa, è il segno che il tuo corpo e la tua mente sono stati saturati da troppe cose, e il recupero emotivo richiede tempo.
Il fatto che tu stia già seguendo una psicoterapia e un trattamento psichiatrico è una scelta importante per affrontare questo momento difficile. L'ansia e la depressione possono portare a una visione distorta di sé stessi e del futuro, facendo sembrare che il miglioramento non arriverà mai. Ma in realtà, anche se a volte i progressi sono lenti e faticosi, non vuol dire che non ci sia speranza o che non ci sia un futuro in cui riuscirai a stare meglio. La guarigione, infatti, non è un processo lineare, ma piuttosto un cammino che può presentare alti e bassi. L'importante è non perdere la speranza nei momenti più bui.
Per quanto riguarda il giudizio che senti verso te stessa, questo è spesso il risultato di anni di aspettative che ti sei posta, o che gli altri hanno posto su di te. Molte persone che affrontano situazioni difficili, come quelle che hai descritto, finiscono per sviluppare un'auto-esigenza molto alta, arrivando a non concedersi il diritto di essere fragili o di chiedere aiuto. Lasciar andare questo giudizio rigido verso te stessa richiede molta gentilezza e pazienza, e forse anche il riconoscere che è normale non poter fare tutto da sola, che va bene essere imperfetti e che non sei obbligata a essere sempre "invincibile". Accettare la tua vulnerabilità non significa essere più debole, ma trovare la forza di essere autentica con te stessa.
Nel tuo percorso, il recupero della relazione di coppia e il recupero del lavoro potrebbero sembrare obiettivi molto lontani, ma un passo alla volta potresti cominciare a rientrare in contatto con le cose che ti danno soddisfazione, anche se in piccole dosi. Non è necessario fare tutto in una volta, e a volte, semplicemente fermarsi e respirare è un passo molto importante. Potresti anche chiedere a tuo marito e ai tuoi figli di aiutarti più concretamente, senza sentirti in dovere di fare tutto da sola. La condivisione del carico emotivo e pratico può alleggerire enormemente il peso che senti.
Infine, voglio rassicurarti sul fatto che, anche se questo periodo sembra non avere fine, con il supporto giusto, come quello che stai già ricevendo, puoi davvero cominciare a trovare un equilibrio di vita che ti permetta di stare meglio. Ti auguro di continuare a dare spazio a te stessa, a concederti delle pause e a riconoscere i tuoi progressi, anche se piccoli. Ogni passo che fai, anche se sembra piccolo, è un segno di forza.
Se senti che in qualche momento il peso diventa troppo grande, non esitare a parlarne con il tuo terapeuta, che può aiutarti a orientarti meglio in questo cammino di recupero.
Ti auguro davvero di trovare pace e serenità.
prima di tutto, mi sento di dirti che quello che stai vivendo è estremamente comprensibile dato il peso delle esperienze che hai dovuto affrontare negli ultimi anni. Hai attraversato perdite devastanti e ti sei trovata a dover gestire non solo il dolore, ma anche una serie di responsabilità che ti hanno spinta a dover essere sempre "forte", a non mostrarti vulnerabile, e questo può davvero diventare insostenibile nel tempo.
Perdere una persona cara, affrontare la malattia di un congiunto, gestire un lavoro estremamente stressante, e fare tutto questo mentre continui a prenderti cura della tua famiglia, sono situazioni che richiedono enormi risorse emotive e psicologiche. Dopo aver vissuto tutte queste esperienze, è del tutto naturale che tu stia attraversando un momento di grande fatica, sia fisica che mentale. La sensazione che descrivi di sentirti "insicura", di faticare nelle attività quotidiane come cucinare o occuparsi della casa, è il segno che il tuo corpo e la tua mente sono stati saturati da troppe cose, e il recupero emotivo richiede tempo.
Il fatto che tu stia già seguendo una psicoterapia e un trattamento psichiatrico è una scelta importante per affrontare questo momento difficile. L'ansia e la depressione possono portare a una visione distorta di sé stessi e del futuro, facendo sembrare che il miglioramento non arriverà mai. Ma in realtà, anche se a volte i progressi sono lenti e faticosi, non vuol dire che non ci sia speranza o che non ci sia un futuro in cui riuscirai a stare meglio. La guarigione, infatti, non è un processo lineare, ma piuttosto un cammino che può presentare alti e bassi. L'importante è non perdere la speranza nei momenti più bui.
Per quanto riguarda il giudizio che senti verso te stessa, questo è spesso il risultato di anni di aspettative che ti sei posta, o che gli altri hanno posto su di te. Molte persone che affrontano situazioni difficili, come quelle che hai descritto, finiscono per sviluppare un'auto-esigenza molto alta, arrivando a non concedersi il diritto di essere fragili o di chiedere aiuto. Lasciar andare questo giudizio rigido verso te stessa richiede molta gentilezza e pazienza, e forse anche il riconoscere che è normale non poter fare tutto da sola, che va bene essere imperfetti e che non sei obbligata a essere sempre "invincibile". Accettare la tua vulnerabilità non significa essere più debole, ma trovare la forza di essere autentica con te stessa.
Nel tuo percorso, il recupero della relazione di coppia e il recupero del lavoro potrebbero sembrare obiettivi molto lontani, ma un passo alla volta potresti cominciare a rientrare in contatto con le cose che ti danno soddisfazione, anche se in piccole dosi. Non è necessario fare tutto in una volta, e a volte, semplicemente fermarsi e respirare è un passo molto importante. Potresti anche chiedere a tuo marito e ai tuoi figli di aiutarti più concretamente, senza sentirti in dovere di fare tutto da sola. La condivisione del carico emotivo e pratico può alleggerire enormemente il peso che senti.
Infine, voglio rassicurarti sul fatto che, anche se questo periodo sembra non avere fine, con il supporto giusto, come quello che stai già ricevendo, puoi davvero cominciare a trovare un equilibrio di vita che ti permetta di stare meglio. Ti auguro di continuare a dare spazio a te stessa, a concederti delle pause e a riconoscere i tuoi progressi, anche se piccoli. Ogni passo che fai, anche se sembra piccolo, è un segno di forza.
Se senti che in qualche momento il peso diventa troppo grande, non esitare a parlarne con il tuo terapeuta, che può aiutarti a orientarti meglio in questo cammino di recupero.
Ti auguro davvero di trovare pace e serenità.
Capisco quanto possa essere difficile affrontare tutto questo, soprattutto dopo anni di carico emotivo e responsabilità. Ha già fatto passi importanti, come chiedere aiuto e riconoscere la necessità di alleggerire il giudizio su se stessa. Il percorso di guarigione non è lineare, ma ogni piccolo passo conta. Se ha bisogno di ulteriore supporto, può contattarmi.
Non demorda. Capisco che sia difficile e lungo come percorso ma a volte siamo vittime di dinamiche così radicate in noi che è richiesto tempo per poterle notare e cambiare, apprezzi anche i piccoli passi fatti fino ad ora.
Buongiorno, quanti brutti momenti ha dovuto affrontare, ma coraggiosa e saggia è stata la decisione di chiedere aiuto, il collega l’accompagnerà nel suo percorso.
Mi chiarisca la domanda per noi.
Grazie e buona giornata!
Mi chiarisca la domanda per noi.
Grazie e buona giornata!
Buongiorno,
il carico emotivo che porta è molto grande, e la sua reazione è del tutto comprensibile. La psicoterapia sistemica può aiutarla non solo a gestire ansia e autogiudizio, ma a rileggere le sue relazioni e i ruoli che ricopre.
E' importante costruire un nuovo equilibrio, integrando fragilità e risorse.
Un caro saluto.
il carico emotivo che porta è molto grande, e la sua reazione è del tutto comprensibile. La psicoterapia sistemica può aiutarla non solo a gestire ansia e autogiudizio, ma a rileggere le sue relazioni e i ruoli che ricopre.
E' importante costruire un nuovo equilibrio, integrando fragilità e risorse.
Un caro saluto.
Gentile utente,
grazie per aver condiviso la sua esperienza. Da quanto riporta, mi pare di comprendere che in poco tempo si è trovata ad affrontare situazioni complesse e di forte carico emotivo. Concordo con i colleghi sull'importanza di proseguire con fiducia il lavoro terapeutico intrapreso con il/la collega, concedendosi il tempo necessario per elaborare i vissuti che emergono. Potrebbe essere importante, inoltre, condividere con la persona che la sta seguendo eventuali perplessità o fatiche che sperimenta durante il percorso.
Cordialmente, Dott.ssa Greta Mortara
grazie per aver condiviso la sua esperienza. Da quanto riporta, mi pare di comprendere che in poco tempo si è trovata ad affrontare situazioni complesse e di forte carico emotivo. Concordo con i colleghi sull'importanza di proseguire con fiducia il lavoro terapeutico intrapreso con il/la collega, concedendosi il tempo necessario per elaborare i vissuti che emergono. Potrebbe essere importante, inoltre, condividere con la persona che la sta seguendo eventuali perplessità o fatiche che sperimenta durante il percorso.
Cordialmente, Dott.ssa Greta Mortara
Buongiorno, il vissuto che racconta è pregno di dolore e sofferenza e sicuramente avrà avuto un forte impatto sulla sua quotidianità e sulla sua autostima, come in effetti descrive. Un percorso psicologico con un professionista del settore potrebbe esserle di grande giovamento per intervenire sul suo senso di inadeguatezza, su come si sente con sé stessa, su come affronta le situazioni di vita quotidiane e su come apportare un cambiamento in tutto ciò. Mi sento di consigliarle di prendere coraggio e di rivolgersi a qualcuno con cui possa intraprendere questo percorso e con cui si senta di potersi fidare e affidare per iniziare questo cambiamento! Se avesse voglia di fare una chiacchierata io sono disponibile ad accoglierla sia in studio in presenza sia in modalità online!
Le mando un caro saluto,
Dott.ssa Beatrice Verzeletti
Le mando un caro saluto,
Dott.ssa Beatrice Verzeletti
Buongiorno cara, il mio consiglio è di parlarne in terapia con il suo psicoterapeuta/psichiatra, fissare obiettivi a breve termine, occuparsi di poco, poco per volta.. l'ansia ci porta ad anticipare o a immaginare il peggio, e non ci permette di focalizzarci sul qui ed ora, cosa che invece aiuterebbe molto. Ci vuole tempo , e sicuramente un percorso di cura con un terapeuta fidato. Le auguro il meglio, buon lavoro!
Mi dispiace molto per le difficoltà che ha attraversato e continua ad affrontare. Le sue parole raccontano di un grande dolore e di una forza straordinaria, ma anche di un accumulo che, come giustamente dice, ha avuto il suo prezzo. La sua stanchezza, la difficoltà nel gestire le faccende quotidiane e la paura del giudizio sono segnali legittimi di una sofferenza emotiva. È importante che stia seguendo un percorso con uno psicoterapeuta ma non abbia fretta, si conceda del tempo.
Lasciare andare il giudizio severo su sé stessa richiede tempo e pazienza. Non è un percorso facile. La invito a darsi il permesso di non essere perfetta, di fare quello che può, senza sensi di colpa. Non è sola, e non deve sentirsi obbligata a fare tutto da sola.
Lasciare andare il giudizio severo su sé stessa richiede tempo e pazienza. Non è un percorso facile. La invito a darsi il permesso di non essere perfetta, di fare quello che può, senza sensi di colpa. Non è sola, e non deve sentirsi obbligata a fare tutto da sola.
Buongiorno, posso immaginare quanto sia stato duro il periodo che ha passato e che sta vivendo adesso. Decidere di prendersi cura della sua salute psicologica è stata una scelta importante e positiva. È comprensibile che in alcuni momenti ci si senta sfiduciati perché il traguardo sembra lontano ma in questi momenti provi a pensare anche a tutti i passi in avanti che ha fatto. Anche solo riuscire a trovare l'energia per cucinare un pasto è una cosa da considerare. Quando si soffre di depressione anche i piccoli sforzi che si fanno devono essere tenuti in considerazione. Le consiglio di parlare di questi momenti di sconforto con i suoi curanti e di continuare a prendersi cura di lei.
Buongiorno, mi spiace davvero molto per il difficile periodo che ha dovuto affrontare. Immagino sia stato veramente arduo sopportare il peso emotivo di questi eventi così drammatici e gestire contemporaneamente la sua vita famigliare, personale e lavorativa.
Nella sua domanda riporta di essere già all'interno di un percorso psicoterapeutico, nel quale sono sicuro che il collega le starà fornendo uno spazio in cui poter dar voce ed esplorare le emozioni e i vissuti provati in questi anni e come si sente in questo momento. Prendersi cura di sé e provare a cambiare il modo con cui guardiamo noi stessi e il mondo è un processo complesso. Ciò implica la messa in discussione della nostra storia e delle modalità con cui abbiamo agito e incontrato il mondo fino ad ora. Continui ad affidarsi al collega e vedrà che riuscirà a costruire nuovi modi di stare e di vivere la sua vita.
Rimango a disposizione. Un caro saluto, Dott. Luca Fiorona
Nella sua domanda riporta di essere già all'interno di un percorso psicoterapeutico, nel quale sono sicuro che il collega le starà fornendo uno spazio in cui poter dar voce ed esplorare le emozioni e i vissuti provati in questi anni e come si sente in questo momento. Prendersi cura di sé e provare a cambiare il modo con cui guardiamo noi stessi e il mondo è un processo complesso. Ciò implica la messa in discussione della nostra storia e delle modalità con cui abbiamo agito e incontrato il mondo fino ad ora. Continui ad affidarsi al collega e vedrà che riuscirà a costruire nuovi modi di stare e di vivere la sua vita.
Rimango a disposizione. Un caro saluto, Dott. Luca Fiorona
Gentile,
poter esprimere al Suo terapeuta il suo scoramento e la paura che sente rispetto al Suo stato emotivo è certamente un passo verso l'accogliere sé stessa e ciò che prova in uno spazio protetto nel quale sentirsi compresa e sostenuta.
Cordialmente,
Dott. Ssa Scognamiglio Rita
poter esprimere al Suo terapeuta il suo scoramento e la paura che sente rispetto al Suo stato emotivo è certamente un passo verso l'accogliere sé stessa e ciò che prova in uno spazio protetto nel quale sentirsi compresa e sostenuta.
Cordialmente,
Dott. Ssa Scognamiglio Rita
Ha affrontato prove molto dure, e le sue reazioni sono del tutto comprensibili. Essere in cura è già un passo fondamentale: non è sola. Con pazienza e maggiore comprensione verso sé stessa, potrà ritrovare equilibrio e forza. Anche nei momenti più difficili, ogni piccolo passo conta.
A.B.
A.B.
Gentile signora,
La sua testimonianza è incredibilmente toccante e, purtroppo, rappresenta un'esperienza di stress e lutto accumulato che può mettere a dura prova anche la persona più forte. È evidente che negli ultimi quattro anni ha attraversato un vero e proprio "uragano" emotivo: la perdita ravvicinata di entrambi i genitori, la malattia grave di suo marito, e l'impegno prolungato nella cura della mamma con il Parkinson. Tutto questo, sommato a un lavoro altamente stressante, avrebbe messo in ginocchio chiunque.
Comprendere il Crollo e la Sensazione di Non Uscirne
È del tutto comprensibile che lei sia "scoppiata" dopo le ferie del 2017. Le ferie, anziché essere un momento di recupero, a volte ci mettono di fronte al vuoto e alla fatica accumulata, proprio quando la mente e il corpo rallentano la loro corsa forzata. La sua sensazione di essere stata "invincibile" e di aver "pensato a tutto lei" è tipica di chi si assume un carico enorme, spesso per un senso di responsabilità o per proteggere gli altri, ma a un certo punto le risorse si esauriscono.
Il fatto che lei abbia già avuto esperienze di depressione in passato, in un momento delicato come la nascita dei figli, indica una certa predisposizione o vulnerabilità. Questo non è un difetto, ma un dato di fatto che la rende più sensibile a periodi di forte stress e perdita.
La sensazione di non riuscire a uscirne dopo un anno, quando si è presi dagli stati ansiosi o depressivi, è un'esperienza profondamente frustrante e demotivante. L'ansia e la depressione alterano la nostra percezione, rendendo le difficoltà insormontabili e le soluzioni invisibili. La fatica nelle semplici faccende domestiche, la difficoltà a preparare il cibo, la perdita di sicurezza nel lavoro trentennale e la paura del giudizio altrui sono tutti sintomi chiari di un profondo esaurimento psicofisico.
La Via del Recupero: Punti Chiave da Rinforzare
È fondamentale che lei sia già in cura con uno psicoterapeuta/psichiatra. Questo è il passo più importante e corretto che potesse fare. Le indicazioni che le sono state date – "lasciare andare il giudizio verso me stessa troppo rigido, lasciarmi scivolare le situazioni difficili, recuperare un rapporto di coppia e altro lavoro" – sono tutte strategie terapeutiche valide e mirate.
Vorrei aggiungere alcuni punti per aiutarla a sostenere il percorso e a gestire la frustrazione del "non uscirne":
Validare il suo dolore e la sua fatica: Non minimizzi ciò che ha vissuto. Ha affrontato un'enorme quantità di perdite e stress. Non c'è nulla di sbagliato o debole nel sentirsi sopraffatti. Il suo corpo e la sua mente stanno semplicemente chiedendo una tregua e un'opportunità per elaborare tutto ciò che è accaduto.
La pazienza come alleata: Il recupero dalla depressione e dall'esaurimento non è lineare. Ci saranno giorni buoni e giorni meno buoni. Immagini questo percorso come una convalescenza dopo una lunga malattia: richiede tempo, riposo, e un recupero graduale delle forze. Un anno può sembrare tanto, ma per un carico emotivo così pesante, è un tempo di transizione. Sia gentile con se stessa e celebri anche i più piccoli progressi.
Il "lasciare andare" è un processo: Il consiglio di "lasciare andare il giudizio rigido" o "lasciarsi scivolare le situazioni" non è un interruttore che si gira. È una capacità che si apprende gradualmente, con il supporto della terapia. Il suo terapeuta la guiderà in questo, forse attraverso tecniche cognitive o di mindfulness che la aiuteranno a identificare e modificare i suoi schemi di pensiero e di reazione.
Piccoli passi verso le attività: Quando la fatica è tanta, anche un piccolo compito sembra insormontabile. Inizi con obiettivi minimi e raggiungibili. Invece di pensare a "fare le faccende domestiche", pensi a "svuotare la lavastoviglie" o "preparare un solo componente del pasto". Ogni piccolo successo costruisce fiducia.
Comunicazione in famiglia e recupero del rapporto di coppia: La sua fatica influisce su tutti gli ambiti. Parlare apertamente con suo marito e i suoi figli (anche se adolescenti) può aiutarli a comprendere cosa sta succedendo e a darle il supporto necessario. Riguardo al rapporto di coppia, anche qui, non ponga l'aspettativa di "recuperarlo" subito. Magari iniziando con un momento di ascolto reciproco o un gesto semplice che vi riconnetta, senza pressioni.
Il lavoro e il giudizio degli altri: Il suo timore del giudizio è una manifestazione dell'insicurezza che deriva dalla sua attuale condizione. Nel suo lavoro trentennale, lei ha una base solida di esperienza. Cerchi di focalizzarsi su ciò che sa fare e, se possibile, deleghi o chieda supporto per le parti più stressanti. Ricordi che il suo valore non è definito dalla sua attuale difficoltà, ma da tutta la sua persona e la sua storia.
Lei è una donna che ha affrontato e superato sfide immense. La "invincibilità" di un tempo era frutto della sua forza, ma anche di una spinta a dare sempre, forse troppo. Ora è il momento di imparare a ricevere e a permettersi di essere fragile. La terapia è il luogo sicuro per questo processo. Non si scoraggi se la strada sembra lunga; ogni passo, anche il più piccolo, è un progresso.
Con i miei migliori auguri per il suo percorso di recupero,
Dott. Sandro Mangano
La sua testimonianza è incredibilmente toccante e, purtroppo, rappresenta un'esperienza di stress e lutto accumulato che può mettere a dura prova anche la persona più forte. È evidente che negli ultimi quattro anni ha attraversato un vero e proprio "uragano" emotivo: la perdita ravvicinata di entrambi i genitori, la malattia grave di suo marito, e l'impegno prolungato nella cura della mamma con il Parkinson. Tutto questo, sommato a un lavoro altamente stressante, avrebbe messo in ginocchio chiunque.
Comprendere il Crollo e la Sensazione di Non Uscirne
È del tutto comprensibile che lei sia "scoppiata" dopo le ferie del 2017. Le ferie, anziché essere un momento di recupero, a volte ci mettono di fronte al vuoto e alla fatica accumulata, proprio quando la mente e il corpo rallentano la loro corsa forzata. La sua sensazione di essere stata "invincibile" e di aver "pensato a tutto lei" è tipica di chi si assume un carico enorme, spesso per un senso di responsabilità o per proteggere gli altri, ma a un certo punto le risorse si esauriscono.
Il fatto che lei abbia già avuto esperienze di depressione in passato, in un momento delicato come la nascita dei figli, indica una certa predisposizione o vulnerabilità. Questo non è un difetto, ma un dato di fatto che la rende più sensibile a periodi di forte stress e perdita.
La sensazione di non riuscire a uscirne dopo un anno, quando si è presi dagli stati ansiosi o depressivi, è un'esperienza profondamente frustrante e demotivante. L'ansia e la depressione alterano la nostra percezione, rendendo le difficoltà insormontabili e le soluzioni invisibili. La fatica nelle semplici faccende domestiche, la difficoltà a preparare il cibo, la perdita di sicurezza nel lavoro trentennale e la paura del giudizio altrui sono tutti sintomi chiari di un profondo esaurimento psicofisico.
La Via del Recupero: Punti Chiave da Rinforzare
È fondamentale che lei sia già in cura con uno psicoterapeuta/psichiatra. Questo è il passo più importante e corretto che potesse fare. Le indicazioni che le sono state date – "lasciare andare il giudizio verso me stessa troppo rigido, lasciarmi scivolare le situazioni difficili, recuperare un rapporto di coppia e altro lavoro" – sono tutte strategie terapeutiche valide e mirate.
Vorrei aggiungere alcuni punti per aiutarla a sostenere il percorso e a gestire la frustrazione del "non uscirne":
Validare il suo dolore e la sua fatica: Non minimizzi ciò che ha vissuto. Ha affrontato un'enorme quantità di perdite e stress. Non c'è nulla di sbagliato o debole nel sentirsi sopraffatti. Il suo corpo e la sua mente stanno semplicemente chiedendo una tregua e un'opportunità per elaborare tutto ciò che è accaduto.
La pazienza come alleata: Il recupero dalla depressione e dall'esaurimento non è lineare. Ci saranno giorni buoni e giorni meno buoni. Immagini questo percorso come una convalescenza dopo una lunga malattia: richiede tempo, riposo, e un recupero graduale delle forze. Un anno può sembrare tanto, ma per un carico emotivo così pesante, è un tempo di transizione. Sia gentile con se stessa e celebri anche i più piccoli progressi.
Il "lasciare andare" è un processo: Il consiglio di "lasciare andare il giudizio rigido" o "lasciarsi scivolare le situazioni" non è un interruttore che si gira. È una capacità che si apprende gradualmente, con il supporto della terapia. Il suo terapeuta la guiderà in questo, forse attraverso tecniche cognitive o di mindfulness che la aiuteranno a identificare e modificare i suoi schemi di pensiero e di reazione.
Piccoli passi verso le attività: Quando la fatica è tanta, anche un piccolo compito sembra insormontabile. Inizi con obiettivi minimi e raggiungibili. Invece di pensare a "fare le faccende domestiche", pensi a "svuotare la lavastoviglie" o "preparare un solo componente del pasto". Ogni piccolo successo costruisce fiducia.
Comunicazione in famiglia e recupero del rapporto di coppia: La sua fatica influisce su tutti gli ambiti. Parlare apertamente con suo marito e i suoi figli (anche se adolescenti) può aiutarli a comprendere cosa sta succedendo e a darle il supporto necessario. Riguardo al rapporto di coppia, anche qui, non ponga l'aspettativa di "recuperarlo" subito. Magari iniziando con un momento di ascolto reciproco o un gesto semplice che vi riconnetta, senza pressioni.
Il lavoro e il giudizio degli altri: Il suo timore del giudizio è una manifestazione dell'insicurezza che deriva dalla sua attuale condizione. Nel suo lavoro trentennale, lei ha una base solida di esperienza. Cerchi di focalizzarsi su ciò che sa fare e, se possibile, deleghi o chieda supporto per le parti più stressanti. Ricordi che il suo valore non è definito dalla sua attuale difficoltà, ma da tutta la sua persona e la sua storia.
Lei è una donna che ha affrontato e superato sfide immense. La "invincibilità" di un tempo era frutto della sua forza, ma anche di una spinta a dare sempre, forse troppo. Ora è il momento di imparare a ricevere e a permettersi di essere fragile. La terapia è il luogo sicuro per questo processo. Non si scoraggi se la strada sembra lunga; ogni passo, anche il più piccolo, è un progresso.
Con i miei migliori auguri per il suo percorso di recupero,
Dott. Sandro Mangano
Gentile utente,
dalle sue parole emerge chiaramente la complessa situazione che si trova a fronteggiare in questo momento della sua vita. Mi rendo conto che gli stati ansiosi e depressivi rendano talvolta difficile credere che ci possa essere una via d'uscita, ma la buona notizia è che una via d'uscita c'è, anche se non immediata.
Credo che sia importante assumere con regolarità la terapia farmacologica (se ne assume una) e incrementare il lavoro psicoterapico laddove lei o il suo curante lo riteniate necessario.
Resto a disposizione per ulteriori necessità.
Un caro saluto
Dott.ssa Marta Romano
dalle sue parole emerge chiaramente la complessa situazione che si trova a fronteggiare in questo momento della sua vita. Mi rendo conto che gli stati ansiosi e depressivi rendano talvolta difficile credere che ci possa essere una via d'uscita, ma la buona notizia è che una via d'uscita c'è, anche se non immediata.
Credo che sia importante assumere con regolarità la terapia farmacologica (se ne assume una) e incrementare il lavoro psicoterapico laddove lei o il suo curante lo riteniate necessario.
Resto a disposizione per ulteriori necessità.
Un caro saluto
Dott.ssa Marta Romano
Cara utente,
grazie per la condivisione. In poche righe ha riassunto la sua vita e le sue ferite: ha già acquisito molta consapevolezza. Penso che essere seguita da uno specialista, soprattutto se ha già sofferto di depressione in passato, sia la scelta migliore per avere un supporto terapeutico e farmacologico.
grazie per la condivisione. In poche righe ha riassunto la sua vita e le sue ferite: ha già acquisito molta consapevolezza. Penso che essere seguita da uno specialista, soprattutto se ha già sofferto di depressione in passato, sia la scelta migliore per avere un supporto terapeutico e farmacologico.
Buongiorno, la ringrazio per la volontà di raccontare ciò che sta vivendo, non deve essere facile e questo è già un importante passo. Innanzitutto è importante riconoscere che sarà un percorso lungo e tortuoso se necessario, che non è possibile un cambiamento dalla sera alla mattina, ma con il tempo. Lei prosegua con il percorso con il suo terapeuta, può sembrare che non ci siano cambiamenti, ma sicuramente ogni piccolo passo, sebbene lei non lo veda, la porta al cambiamento. Presti più attenzione a questi piccoli cambiamenti, che possono essere un incentivo ad andare avanti.
Cordiali saluti, dott.ssa Macchi Francesca
Cordiali saluti, dott.ssa Macchi Francesca
La ringrazio per aver condiviso con tanta onestà e profondità la sua esperienza. Quello che sta vivendo non è solo il risultato di un periodo difficile, ma il peso di anni in cui ha affrontato eventi molto dolorosi, tutti concentrati in un arco di tempo ravvicinato. La perdita dei genitori, la malattia del marito, la gestione della famiglia e un lavoro impegnativo: tutto questo rappresenta un carico emotivo e fisico immenso, che spesso viene sopportato a lungo senza concedersi il diritto di fermarsi.
È del tutto comprensibile che, dopo aver “retto” per tanto tempo, il corpo e la mente abbiano iniziato a chiedere ascolto. Quando ci si spinge oltre le proprie risorse per troppo tempo, anche chi ha sempre dimostrato forza e resilienza — come sembra essere il suo caso — può trovarsi improvvisamente svuotato, vulnerabile, in preda a insicurezze e stanchezza profonda.
Le emozioni che descrive – ansia, insicurezza, senso di colpa, difficoltà a occuparsi della quotidianità – non sono segni di debolezza, ma indicatori di quanto abbia dato, senza potersi fermare a rielaborare ciò che è accaduto. Spesso, chi ha vissuto molto a lungo in una modalità di “sopravvivenza” si accorge della stanchezza solo quando il peggio sembra passato.
Il fatto che sia in cura da uno psicoterapeuta/psichiatra è già un passo molto importante. La psicoterapia, unita al trattamento farmacologico se indicato, può aiutarla a ridurre il carico interiore, a rivedere il rapporto che ha con sé stessa e a ritrovare un senso di stabilità, anche se i tempi possono sembrare lunghi.
La rigidità nel giudizio verso sé stessi è spesso radicata, ma lavorarci permette di riconoscersi il diritto di essere umani, di non dover essere sempre forti, sempre presenti, sempre capaci. A volte lasciarsi attraversare dalla fragilità è proprio ciò che ci consente, col tempo, di ritrovare un equilibrio più autentico e meno faticoso.
Anche il desiderio di recuperare una dimensione di coppia, e forse di rivedere la propria posizione professionale, meritano uno spazio attento, in cui lei possa riconnettersi ai suoi bisogni profondi, non solo ai doveri. Un caro saluto.
È del tutto comprensibile che, dopo aver “retto” per tanto tempo, il corpo e la mente abbiano iniziato a chiedere ascolto. Quando ci si spinge oltre le proprie risorse per troppo tempo, anche chi ha sempre dimostrato forza e resilienza — come sembra essere il suo caso — può trovarsi improvvisamente svuotato, vulnerabile, in preda a insicurezze e stanchezza profonda.
Le emozioni che descrive – ansia, insicurezza, senso di colpa, difficoltà a occuparsi della quotidianità – non sono segni di debolezza, ma indicatori di quanto abbia dato, senza potersi fermare a rielaborare ciò che è accaduto. Spesso, chi ha vissuto molto a lungo in una modalità di “sopravvivenza” si accorge della stanchezza solo quando il peggio sembra passato.
Il fatto che sia in cura da uno psicoterapeuta/psichiatra è già un passo molto importante. La psicoterapia, unita al trattamento farmacologico se indicato, può aiutarla a ridurre il carico interiore, a rivedere il rapporto che ha con sé stessa e a ritrovare un senso di stabilità, anche se i tempi possono sembrare lunghi.
La rigidità nel giudizio verso sé stessi è spesso radicata, ma lavorarci permette di riconoscersi il diritto di essere umani, di non dover essere sempre forti, sempre presenti, sempre capaci. A volte lasciarsi attraversare dalla fragilità è proprio ciò che ci consente, col tempo, di ritrovare un equilibrio più autentico e meno faticoso.
Anche il desiderio di recuperare una dimensione di coppia, e forse di rivedere la propria posizione professionale, meritano uno spazio attento, in cui lei possa riconnettersi ai suoi bisogni profondi, non solo ai doveri. Un caro saluto.
Buongiorno, grazie per la condivisione.
Penso che lo psicoterapeuta da cui è in cura lavori sul timore del giudizio degli altri, su ciò che le scatena ansia, sul giudizio verso se stessa, sulle perdite che ha avuto.
I progressi forse sono un pò lenti ma per cambiare le credenze di fondo e i pensieri ci vuole tempo. L'importante è che gradualmente sappia gestire sempre di più il suo umore deflesso e gli stati ansiosi.
Cordiali saluti.
Dott.ssa Monia Michelini
Penso che lo psicoterapeuta da cui è in cura lavori sul timore del giudizio degli altri, su ciò che le scatena ansia, sul giudizio verso se stessa, sulle perdite che ha avuto.
I progressi forse sono un pò lenti ma per cambiare le credenze di fondo e i pensieri ci vuole tempo. L'importante è che gradualmente sappia gestire sempre di più il suo umore deflesso e gli stati ansiosi.
Cordiali saluti.
Dott.ssa Monia Michelini
Buongiorno signora,
leggendo le sue parole si percepisce con chiarezza quanto lei abbia dovuto affrontare negli ultimi anni. Dopo tanto tempo per cercare di tenere tutto insieme, il corpo e la mente hanno cercato di chiedere una pausa e ora sta emergendo il bisogno di elaborare quanto vissuto e recuperare le energie. Il fatto che lei sia già in cura con uno psicoterapeuta è un passo prezioso: significa che si sta dando la possibilità di essere aiutata e sostenuta in questo processo. La invito a dare tempo al percorso che ha intrapreso. Ogni percorso ha il suo ritmo: non c’è un tempo “giusto” per stare meglio, c’è il tempo che serve a ognuno di noi. La strada del recupero non è sempre lineare, e ci saranno giorni più difficili, ma questo non significa che non stia procedendo perché ogni passo, anche piccolo, è parte del percorso.
Un caro saluto.
Dott.ssa Valentina Sartirana
leggendo le sue parole si percepisce con chiarezza quanto lei abbia dovuto affrontare negli ultimi anni. Dopo tanto tempo per cercare di tenere tutto insieme, il corpo e la mente hanno cercato di chiedere una pausa e ora sta emergendo il bisogno di elaborare quanto vissuto e recuperare le energie. Il fatto che lei sia già in cura con uno psicoterapeuta è un passo prezioso: significa che si sta dando la possibilità di essere aiutata e sostenuta in questo processo. La invito a dare tempo al percorso che ha intrapreso. Ogni percorso ha il suo ritmo: non c’è un tempo “giusto” per stare meglio, c’è il tempo che serve a ognuno di noi. La strada del recupero non è sempre lineare, e ci saranno giorni più difficili, ma questo non significa che non stia procedendo perché ogni passo, anche piccolo, è parte del percorso.
Un caro saluto.
Dott.ssa Valentina Sartirana
Buongiorno,
nelle sue parole si percepisce con forza quanto abbia dovuto affrontare negli ultimi anni e quanto sia stato faticoso reggere tutto quasi da sola. Quando ci si ritrova a sostenere tante perdite, malattie e responsabilità, è naturale che prima o poi arrivi un momento in cui le energie sembrano esaurirsi e si faccia strada la sensazione di non farcela più.
Il timore del giudizio, la fatica nelle cose quotidiane e i vissuti di ansia o depressione non sono segni di debolezza, ma la testimonianza di quanto il corpo e la mente abbiano bisogno di prendersi cura di sé dopo aver retto a lungo. Concedersi di non essere “invincibili”, come dice, può diventare un passo importante per ritrovare un equilibrio più autentico.
Anche se a volte sembra impossibile, proprio nei momenti più bui si può iniziare a ricostruire: partendo da piccole attenzioni verso se stessi, dal riconoscimento delle proprie fragilità e dalla possibilità di viverle non come un fallimento, ma come un segnale di umanità e bisogno di cura.
nelle sue parole si percepisce con forza quanto abbia dovuto affrontare negli ultimi anni e quanto sia stato faticoso reggere tutto quasi da sola. Quando ci si ritrova a sostenere tante perdite, malattie e responsabilità, è naturale che prima o poi arrivi un momento in cui le energie sembrano esaurirsi e si faccia strada la sensazione di non farcela più.
Il timore del giudizio, la fatica nelle cose quotidiane e i vissuti di ansia o depressione non sono segni di debolezza, ma la testimonianza di quanto il corpo e la mente abbiano bisogno di prendersi cura di sé dopo aver retto a lungo. Concedersi di non essere “invincibili”, come dice, può diventare un passo importante per ritrovare un equilibrio più autentico.
Anche se a volte sembra impossibile, proprio nei momenti più bui si può iniziare a ricostruire: partendo da piccole attenzioni verso se stessi, dal riconoscimento delle proprie fragilità e dalla possibilità di viverle non come un fallimento, ma come un segnale di umanità e bisogno di cura.
Buongiorno, è pienamente comprensibile la difficoltà che sente quando ci sono ansia e depressione, ma ritengo anche che abbia fatto una scelta molto coraggiosa: rivolgersi ad un professionista. Il suo psicoterapeuta mi sembra le abbia dato obiettivi ambiziosi che sono sicura potrà raggiungere con la determinazione che ha dimostrato sul lavoro, la tenacia con cui si occupava di tutto e il coraggio che ha avuto nel farsi aiutare.
In bocca al lupo, Francesca
In bocca al lupo, Francesca
Buon pomeriggio Signora, le sensazioni che descrive, l’ansia, la difficoltà a occuparsi delle cose di tutti i giorni, la paura del giudizio, la stanchezza profonda, sono comuni in chi attraversa lunghi periodi di stress e di dolore. Lei però sta facendo un buon lavoro per sè facendosi aiutare. Abbia fiducia. Le auguro il meglio. Saluti
È comprensibile che dopo tutto questo tu senta ansia, insicurezza e fatica anche nelle attività quotidiane.
Dal punto di vista psicologico, stai affrontando un esaurimento emotivo cumulativo e un carico di stress cronico, che può rendere difficile anche il ritorno alla normalità nonostante tu sia già in cura. Il fatto che tu stia lavorando con uno psicoterapeuta e uno psichiatra è un passo fondamentale: queste condizioni richiedono supporto professionale continuativo, pazienza e gradualità.È normale che dopo un anno ti sembri difficile uscire da stati ansiosi o depressivi; la ripresa emotiva segue tempi personali e non lineari. La chiave è continuare con il percorso terapeutico, monitorando progressi anche piccoli, e non colpevolizzarti se ci sono ricadute o momenti di stanchezza. Se ti va aggiornami :)
Dal punto di vista psicologico, stai affrontando un esaurimento emotivo cumulativo e un carico di stress cronico, che può rendere difficile anche il ritorno alla normalità nonostante tu sia già in cura. Il fatto che tu stia lavorando con uno psicoterapeuta e uno psichiatra è un passo fondamentale: queste condizioni richiedono supporto professionale continuativo, pazienza e gradualità.È normale che dopo un anno ti sembri difficile uscire da stati ansiosi o depressivi; la ripresa emotiva segue tempi personali e non lineari. La chiave è continuare con il percorso terapeutico, monitorando progressi anche piccoli, e non colpevolizzarti se ci sono ricadute o momenti di stanchezza. Se ti va aggiornami :)
Buonasra signora,
si sente che sta attraversando un periodo stressante in cui servirebbe veramente un pò di spazio per lei, solo per lei.I figli adolescenti sono impegnativi, ma lei ha anche da elaborare il lutto dei suoi genitori e la malattia di suo marito.
Sarò felice di aiutarla e sostenerla.
Buona serata
Dr. Grazia Chianetta
si sente che sta attraversando un periodo stressante in cui servirebbe veramente un pò di spazio per lei, solo per lei.I figli adolescenti sono impegnativi, ma lei ha anche da elaborare il lutto dei suoi genitori e la malattia di suo marito.
Sarò felice di aiutarla e sostenerla.
Buona serata
Dr. Grazia Chianetta
Grazie a te per aver condiviso tutto questo con tanta sincerità. Il tuo racconto è profondo, coraggioso e toccante. Quello che hai vissuto negli ultimi anni — e nella tua vita — è tanto, forse troppo da reggere tutta da sola: lutti, malattia, responsabilità familiari, pressione lavorativa, senso del dovere sempre presente.
Non sei “debole” perché ti senti così. Sei semplicemente umana. E forse, dopo anni passati a tenere tutto insieme, il tuo corpo e la tua mente ti stanno dicendo: “Ora tocca a me, ad ascoltarmi, a curarmi.”
È comprensibile che nei momenti bui ti sembri impossibile uscirne, soprattutto quando lo sfinimento mentale prende il sopravvento. Ma è importante ricordarti — anche nei momenti più faticosi — che sei già nel processo di guarigione: sei in terapia, sei consapevole di cosa ti pesa, e stai mettendo parole su ciò che vivi. Questo è un inizio potente.
Alcuni pensieri per te:
- Non devi tornare quella che eri prima. Devi diventare la versione più vera e più gentile di te oggi, con tutto il tuo vissuto.
- Non si guarisce facendo tutto. A volte si guarisce imparando a fare meno, ad abbassare le aspettative, ad accogliersi anche nelle giornate no.
- Il giudizio che temi dagli altri è spesso lo stesso che hai verso te stessa. La tua voce interiore ha bisogno di più tenerezza.
- La fatica non ti rende meno capace. Sei ancora la persona competente, presente, amorevole che sei sempre stata. Solo che adesso hai bisogno di essere anche sostenuta.
Continua il tuo percorso con fiducia. E se riesci, concediti spazi piccoli ma autentici in cui puoi respirare davvero. Un passo alla volta.
Ti abbraccio con rispetto e stima. Sei molto più forte di quanto pensi — anche se adesso ti senti fragile.
Non sei “debole” perché ti senti così. Sei semplicemente umana. E forse, dopo anni passati a tenere tutto insieme, il tuo corpo e la tua mente ti stanno dicendo: “Ora tocca a me, ad ascoltarmi, a curarmi.”
È comprensibile che nei momenti bui ti sembri impossibile uscirne, soprattutto quando lo sfinimento mentale prende il sopravvento. Ma è importante ricordarti — anche nei momenti più faticosi — che sei già nel processo di guarigione: sei in terapia, sei consapevole di cosa ti pesa, e stai mettendo parole su ciò che vivi. Questo è un inizio potente.
Alcuni pensieri per te:
- Non devi tornare quella che eri prima. Devi diventare la versione più vera e più gentile di te oggi, con tutto il tuo vissuto.
- Non si guarisce facendo tutto. A volte si guarisce imparando a fare meno, ad abbassare le aspettative, ad accogliersi anche nelle giornate no.
- Il giudizio che temi dagli altri è spesso lo stesso che hai verso te stessa. La tua voce interiore ha bisogno di più tenerezza.
- La fatica non ti rende meno capace. Sei ancora la persona competente, presente, amorevole che sei sempre stata. Solo che adesso hai bisogno di essere anche sostenuta.
Continua il tuo percorso con fiducia. E se riesci, concediti spazi piccoli ma autentici in cui puoi respirare davvero. Un passo alla volta.
Ti abbraccio con rispetto e stima. Sei molto più forte di quanto pensi — anche se adesso ti senti fragile.
Gentilissima, lei ha perso in poco tempo delle persone importanti ed in questi momenti è difficile ritrovare subito la serenità e ricostruire un equilibrio. Oltre a tutte le risorse che lei già ha e a quello che sta facendo per prendersi cura della sua serenità mentale, al fine di evitare un ulteriore sovraccarico quotidiano di responsabilità e pensieri negativi, potrebbe dedicare a se stessa dei momenti che siano solo per lei e che la scarichino dai pensieri e dalle incombenze quotidiane.
La pratica della meditazione o della mindfulness ad esempio hanno lo scopo di riequilibrare lo stato emotivo e riconnettere il soggetto al momento presente e al luogo in cui è, riportandolo in uno stato di quiete. Inoltre, possono facilitare la riduzione di pensieri negativi ricorrenti e permettono al soggetto di osservare la situazione presente in assenza di giudizio.
Nella speranza di esserle stata un po' più d'aiuto, porgo cordiali saluti.
Dott.ssa Eleonora Mozzani
La pratica della meditazione o della mindfulness ad esempio hanno lo scopo di riequilibrare lo stato emotivo e riconnettere il soggetto al momento presente e al luogo in cui è, riportandolo in uno stato di quiete. Inoltre, possono facilitare la riduzione di pensieri negativi ricorrenti e permettono al soggetto di osservare la situazione presente in assenza di giudizio.
Nella speranza di esserle stata un po' più d'aiuto, porgo cordiali saluti.
Dott.ssa Eleonora Mozzani
salve, grazie mille per aver scritto a Mio Dottore.
mi dispiace leggere come si sente, non è facile lasciar andare il giudizio degli altri ma anche non deve essere stato facile sopportare tutte queste esperienze nella sua vita.
le direi che rivolgersi ad un aiuto professionale è stata la scelta giusta.
si dia tempo, il lavoro su sè stessi è lento e tortuoso, però darà i suoi frutti.
mi dispiace leggere come si sente, non è facile lasciar andare il giudizio degli altri ma anche non deve essere stato facile sopportare tutte queste esperienze nella sua vita.
le direi che rivolgersi ad un aiuto professionale è stata la scelta giusta.
si dia tempo, il lavoro su sè stessi è lento e tortuoso, però darà i suoi frutti.
Quello che lei descrive è una situazione sicuramente complessa connotata da tanti eventi paranormatiivii che lasciano dietro di sé una scia di tristezza e malessere generalizzato. Non è facile affrontare tutti questi eventi, ma il solo fatto di essersi rivolta ad uno specialista fa dii lei una donna capace di potersi prendere cura di sé e degli altri.
Buongiorno,
quello che hai attraversato in questi anni è enorme: lutti, malattia, responsabilità continue. È comprensibile che il tuo corpo e la tua mente abbiano “ceduto” dopo aver retto così tanto. Non è fragilità: è la naturale conseguenza di uno stress prolungato e di un carico emotivo insostenibile per chiunque.
Il fatto che tu sia già in cura è un passo fondamentale. In questi momenti gli stati ansiosi e depressivi tendono a far percepire tutto come definitivo, ma non lo è: il recupero richiede tempo, soprattutto dopo anni di iper-responsabilità.
Ti incoraggio a continuare il percorso, a trattarti con più gentilezza e a ridurre l’autocritica: non devi “tornare quella di prima”, ma costruire un nuovo equilibrio più sostenibile.
Chiedere aiuto, delegare, concederti pause e non pretendere di funzionare sempre al massimo è parte della cura, non un fallimento.
Con il supporto terapeutico e piccoli passi quotidiani, questi momenti difficili si attenueranno. Non sei sola, e la tua reazione è umana e comprensibile.
Un caro saluto
Dott.ssa Martina Rignanese
quello che hai attraversato in questi anni è enorme: lutti, malattia, responsabilità continue. È comprensibile che il tuo corpo e la tua mente abbiano “ceduto” dopo aver retto così tanto. Non è fragilità: è la naturale conseguenza di uno stress prolungato e di un carico emotivo insostenibile per chiunque.
Il fatto che tu sia già in cura è un passo fondamentale. In questi momenti gli stati ansiosi e depressivi tendono a far percepire tutto come definitivo, ma non lo è: il recupero richiede tempo, soprattutto dopo anni di iper-responsabilità.
Ti incoraggio a continuare il percorso, a trattarti con più gentilezza e a ridurre l’autocritica: non devi “tornare quella di prima”, ma costruire un nuovo equilibrio più sostenibile.
Chiedere aiuto, delegare, concederti pause e non pretendere di funzionare sempre al massimo è parte della cura, non un fallimento.
Con il supporto terapeutico e piccoli passi quotidiani, questi momenti difficili si attenueranno. Non sei sola, e la tua reazione è umana e comprensibile.
Un caro saluto
Dott.ssa Martina Rignanese
Buonasera,
ha attraversato eventi estremamente dolorosi e impegnativi in un tempo molto breve: lutti, malattia, carichi familiari e un lavoro stressante. È comprensibile che il suo corpo e la sua mente abbiano “ceduto” a un certo punto. Non è fragilità: è una reazione naturale a un sovraccarico emotivo enorme.
Sta già facendo un percorso e questo è essenziale, ma è importante riconoscere che guarire richiede tempo e gentilezza verso sé stessi. Gli stati ansiosi e depressivi che tornano non significano che non migliorerà, ma che il sistema ha bisogno di consolidare nuove risorse dopo anni così difficili.
Continui a lavorare con il suo terapeuta, alleggerisca i carichi quando possibile e non pretenda da sé stessa ciò che nemmeno una persona “invincibile” potrebbe sostenere. Sta già facendo molto più di quanto pensa.
ha attraversato eventi estremamente dolorosi e impegnativi in un tempo molto breve: lutti, malattia, carichi familiari e un lavoro stressante. È comprensibile che il suo corpo e la sua mente abbiano “ceduto” a un certo punto. Non è fragilità: è una reazione naturale a un sovraccarico emotivo enorme.
Sta già facendo un percorso e questo è essenziale, ma è importante riconoscere che guarire richiede tempo e gentilezza verso sé stessi. Gli stati ansiosi e depressivi che tornano non significano che non migliorerà, ma che il sistema ha bisogno di consolidare nuove risorse dopo anni così difficili.
Continui a lavorare con il suo terapeuta, alleggerisca i carichi quando possibile e non pretenda da sé stessa ciò che nemmeno una persona “invincibile” potrebbe sostenere. Sta già facendo molto più di quanto pensa.
Buongiorno , se è in cura da uno psichiatra è importante che affianchi un percorso psicologico mirato a risolvere la situazione depressiva che , a mio avviso, si sta protraendo da troppo tempo per non avere ancora dei risultati che le permettano di vivere serena.
Se desidera resto a doiposizione.
Se desidera resto a doiposizione.
Buongiorno. Leggendo la sua storia mi è venuta in mente l'immagine di una persona che per moltissimo tempo ha funzionato come un 'porto sicuro' per l'intera famiglia. È normale che, dopo aver curato per anni la malattia e il dolore altrui, il suo sistema abbia avuto bisogno di fermarsi.
Vorrei sottolineare quanto sia significativo che lei sia già impegnata in un percorso terapeutico: è il segno che, nonostante la fatica, la sua parte vitale è attiva e ha saputo chiedere soccorso. Spesso tendiamo a giudicarci per i sintomi (l'ansia, la svogliatezza), ma il fatto che lei si stia prendendo cura di sé con l'aiuto di professionisti è la risorsa più grande che può mettere in campo anche per i suoi figli e suo marito. Non è un anno 'perso', ma un anno di 'ricostruzione' necessario dopo quattro anni di emergenza continua.
Vorrei sottolineare quanto sia significativo che lei sia già impegnata in un percorso terapeutico: è il segno che, nonostante la fatica, la sua parte vitale è attiva e ha saputo chiedere soccorso. Spesso tendiamo a giudicarci per i sintomi (l'ansia, la svogliatezza), ma il fatto che lei si stia prendendo cura di sé con l'aiuto di professionisti è la risorsa più grande che può mettere in campo anche per i suoi figli e suo marito. Non è un anno 'perso', ma un anno di 'ricostruzione' necessario dopo quattro anni di emergenza continua.
Gentile Signora,
la quantità di perdite e situazioni traumatiche che ha attraversato in pochi anni è enorme. La malattia e la morte dei suoi genitori, la lunga assistenza a sua madre, la malattia di suo marito e il forte carico lavorativo avrebbero messo in difficoltà chiunque. Il “crollo” che descrive non è una debolezza, ma il risultato di uno stress protratto senza il tempo necessario per elaborare il dolore.
È frequente che persone abituate a reggere tutto, quando le risorse si esauriscono, sviluppino ansia, insicurezza, paura del giudizio e una profonda stanchezza anche nelle attività quotidiane. Il fatto che sia già in cura è un passo fondamentale.
In questi casi, percorsi di psicoterapia orientati al trauma possono essere particolarmente indicati. L’EMDR permette di rielaborare esperienze emotivamente molto intense che continuano ad alimentare ansia e autocritica; anche la psicoterapia ipnotica, se svolta da professionisti esperti, aiuta a recuperare risorse interne e a ritrovare una maggiore regolazione emotiva.
La sensazione di “non uscirne” è tipica degli stati ansioso-depressivi, ma con un lavoro mirato e rispettoso dei suoi tempi è possibile ritrovare equilibrio e fiducia, imparando anche a essere meno severa con sé stessa. Questo percorso può diventare un’importante occasione di cura e trasformazione personale.
Un caro saluto.
la quantità di perdite e situazioni traumatiche che ha attraversato in pochi anni è enorme. La malattia e la morte dei suoi genitori, la lunga assistenza a sua madre, la malattia di suo marito e il forte carico lavorativo avrebbero messo in difficoltà chiunque. Il “crollo” che descrive non è una debolezza, ma il risultato di uno stress protratto senza il tempo necessario per elaborare il dolore.
È frequente che persone abituate a reggere tutto, quando le risorse si esauriscono, sviluppino ansia, insicurezza, paura del giudizio e una profonda stanchezza anche nelle attività quotidiane. Il fatto che sia già in cura è un passo fondamentale.
In questi casi, percorsi di psicoterapia orientati al trauma possono essere particolarmente indicati. L’EMDR permette di rielaborare esperienze emotivamente molto intense che continuano ad alimentare ansia e autocritica; anche la psicoterapia ipnotica, se svolta da professionisti esperti, aiuta a recuperare risorse interne e a ritrovare una maggiore regolazione emotiva.
La sensazione di “non uscirne” è tipica degli stati ansioso-depressivi, ma con un lavoro mirato e rispettoso dei suoi tempi è possibile ritrovare equilibrio e fiducia, imparando anche a essere meno severa con sé stessa. Questo percorso può diventare un’importante occasione di cura e trasformazione personale.
Un caro saluto.
Hai vissuto traumi cumulativi senza tempo di recupero. L’ansia e il crollo non sono debolezza, ma esaurimento emotivo. Il fatto che tu sia già in cura è corretto: serve tempo e gentilezza verso te stessa. Continua il percorso con terapeuta/psichiatra.
Buongiorno, grazie per aver condiviso il suo vissuto. leggendo le sue parole emerge con estrema chiarezza il peso degli ultimi anni: una successione di eventi traumatici che avrebbero messo alla prova chiunque. Lei ha affrontato malattie, lutti e responsabilità familiari enormi, vestendo per molto tempo i panni della persona 'invincibile'.
Quello che lei descrive come un essere 'scoppiata' non è un segno di debolezza, ma la risposta fisiologica del suo organismo a un iper-attivismo protratto. Quando ci si 'butta nel lavoro' e nella cura degli altri per non crollare, si finisce per consumare ogni riserva di energia. Il fatto che oggi anche cucinare o gestire le scadenze le sembri un supplizio è il segnale che il suo corpo e la sua mente stanno chiedendo, con forza, quel riposo e quell'ascolto che per anni sono stati messi da parte.
È molto positivo che lei sia già seguita da uno specialista: in questi percorsi, il tempo è un elemento frustrante ma necessario. Un anno può sembrare tanto, ma rispetto a un decennio di fatiche accumulate è un tempo ancora breve per ricostruire un nuovo equilibrio. Continui a fidarsi del processo terapeutico. Uscirne è possibile, ma la strada passa inevitabilmente per l'accettazione della propria fragilità attuale.
Restando a disposizione e augurandole una buona giornata.
Dott.ssa Giulia Raiano
Quello che lei descrive come un essere 'scoppiata' non è un segno di debolezza, ma la risposta fisiologica del suo organismo a un iper-attivismo protratto. Quando ci si 'butta nel lavoro' e nella cura degli altri per non crollare, si finisce per consumare ogni riserva di energia. Il fatto che oggi anche cucinare o gestire le scadenze le sembri un supplizio è il segnale che il suo corpo e la sua mente stanno chiedendo, con forza, quel riposo e quell'ascolto che per anni sono stati messi da parte.
È molto positivo che lei sia già seguita da uno specialista: in questi percorsi, il tempo è un elemento frustrante ma necessario. Un anno può sembrare tanto, ma rispetto a un decennio di fatiche accumulate è un tempo ancora breve per ricostruire un nuovo equilibrio. Continui a fidarsi del processo terapeutico. Uscirne è possibile, ma la strada passa inevitabilmente per l'accettazione della propria fragilità attuale.
Restando a disposizione e augurandole una buona giornata.
Dott.ssa Giulia Raiano
Quello che descrive è comprensibile, considerando tutto ciò che ha attraversato in questi anni. Ha tenuto insieme lutti, malattia, responsabilità familiari e lavoro per molto tempo, probabilmente mettendo se stessa sempre in secondo piano.
Quando si vive così a lungo “reggendo”, può arrivare un momento in cui il corpo e le emozioni chiedono una pausa, e questo può manifestarsi con ansia, insicurezza, paura del giudizio e fatica anche nelle cose più semplici. Non è una perdita di forza, ma un segnale che il modo in cui ha funzionato finora non è più sostenibile.
Nei momenti più difficili è normale pensare che non se ne uscirà, ma questi stati tendono a far vedere solo il presente, non il percorso. Il lavoro che sta facendo ora non serve a tornare quella di prima, ma a trovare un equilibrio più rispettoso di ciò che ha vissuto e di ciò che oggi le è possibile.
Quando si vive così a lungo “reggendo”, può arrivare un momento in cui il corpo e le emozioni chiedono una pausa, e questo può manifestarsi con ansia, insicurezza, paura del giudizio e fatica anche nelle cose più semplici. Non è una perdita di forza, ma un segnale che il modo in cui ha funzionato finora non è più sostenibile.
Nei momenti più difficili è normale pensare che non se ne uscirà, ma questi stati tendono a far vedere solo il presente, non il percorso. Il lavoro che sta facendo ora non serve a tornare quella di prima, ma a trovare un equilibrio più rispettoso di ciò che ha vissuto e di ciò che oggi le è possibile.
Gentile Signora, la ringrazio per aver condiviso questo pezzetto così denso della sua vita. Leggendo le sue parole, emerge la figura di una donna che per anni è stata il pilastro portante di un’intera famiglia, affrontando sfide che avrebbero messo alla prova chiunque: la malattia dei genitori, quella del marito e la crescita dei figli, il tutto mantenendo un ritmo lavorativo serrato.
Quello che lei chiama 'scoppiare' è in realtà un segnale di estrema onestà del suo corpo e della sua mente: dopo aver dato tutto per così tanto tempo, le sue energie si sono semplicemente esaurite. È come se il suo sistema avesse attivato un 'salvavita' per proteggerla da un ulteriore sovraccarico.
Ecco alcuni punti su cui vorrei invitarla a riflettere:
La trappola dell'invincibilità: Spesso, quando superiamo momenti difficili (come la depressione post-partum), ci convinciamo di dover essere sempre forti. Ma l'invincibilità non è una condizione umana sostenibile. Quello che sta vivendo non è un fallimento, ma l'eredità di anni vissuti in modalità 'emergenza'.
Il tempo della cura: Lei scrive che è difficile pensare di uscirne 'dopo un anno'.
Un anno può sembrare tanto, ma se lo confrontiamo con gli ultimi quattro o sette anni di fatiche e lutti accumulati, è un tempo ancora molto breve.
La mente ha bisogno di tempo per elaborare il dolore che è stato 'congelato' mentre lei era impegnata ad agire e curare gli altri.
Il giudizio e la quotidianità: È normale che preparare il cibo o gestire le scadenze le sembri un supplizio. In questo momento, la sua autostima è ferita perché sta usando i parametri della 'vecchia sé' (quella iper-efficiente) per giudicare la 'sé attuale' (che ha bisogno di riposo e comprensione).
È fondamentale che lei stia già seguendo un percorso specialistico. In quella sede, potrebbe essere utile esplorare come delegare piccoli pezzi di quella responsabilità che ha portato da sola per così tanto tempo, permettendo ai figli e al marito di sostenerla, proprio come lei ha fatto con loro.
Non si sforzi di 'far scivolare le situazioni': a volte bisogna solo permettersi di starci dentro, accettando che oggi la sua forza sta nel riconoscere la propria fragilità.
Le auguro di cuore di ritrovare quella tenerezza verso se stessa che merita dopo così tanta dedizione.
Quello che lei chiama 'scoppiare' è in realtà un segnale di estrema onestà del suo corpo e della sua mente: dopo aver dato tutto per così tanto tempo, le sue energie si sono semplicemente esaurite. È come se il suo sistema avesse attivato un 'salvavita' per proteggerla da un ulteriore sovraccarico.
Ecco alcuni punti su cui vorrei invitarla a riflettere:
La trappola dell'invincibilità: Spesso, quando superiamo momenti difficili (come la depressione post-partum), ci convinciamo di dover essere sempre forti. Ma l'invincibilità non è una condizione umana sostenibile. Quello che sta vivendo non è un fallimento, ma l'eredità di anni vissuti in modalità 'emergenza'.
Il tempo della cura: Lei scrive che è difficile pensare di uscirne 'dopo un anno'.
Un anno può sembrare tanto, ma se lo confrontiamo con gli ultimi quattro o sette anni di fatiche e lutti accumulati, è un tempo ancora molto breve.
La mente ha bisogno di tempo per elaborare il dolore che è stato 'congelato' mentre lei era impegnata ad agire e curare gli altri.
Il giudizio e la quotidianità: È normale che preparare il cibo o gestire le scadenze le sembri un supplizio. In questo momento, la sua autostima è ferita perché sta usando i parametri della 'vecchia sé' (quella iper-efficiente) per giudicare la 'sé attuale' (che ha bisogno di riposo e comprensione).
È fondamentale che lei stia già seguendo un percorso specialistico. In quella sede, potrebbe essere utile esplorare come delegare piccoli pezzi di quella responsabilità che ha portato da sola per così tanto tempo, permettendo ai figli e al marito di sostenerla, proprio come lei ha fatto con loro.
Non si sforzi di 'far scivolare le situazioni': a volte bisogna solo permettersi di starci dentro, accettando che oggi la sua forza sta nel riconoscere la propria fragilità.
Le auguro di cuore di ritrovare quella tenerezza verso se stessa che merita dopo così tanta dedizione.
Gentile Utente, la ringrazio per aver condiviso la sua esperienza. È molto importante che abbia scelto di intraprendere un percorso con uno specialista.
La terapia richiede tempo e spazio per poter accogliere ed elaborare.
Un cordiale saluto.
La terapia richiede tempo e spazio per poter accogliere ed elaborare.
Un cordiale saluto.
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