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Esperienze

Sono Luca Fiorona e mi dedico con passione al lavoro di psicologo.
Credo sia fondamentale instaurare una relazione accogliente e di reciproca fiducia nella quale la persona possa portare il proprio vissuto e la propria storia.
Insieme, attraverso una maggiore consapevolezza di sé e del proprio mondo emotivo si giungerà alla comprensione delle motivazioni e dei bisogni che ci orientano. Così, volendo, si potrà lasciare spazio e concedersi nuove possibilità per una vita più serena.

Mi sono laureato in psicologia clinica all'Università degli studi di Bergamo e mi sto specializzando alla scuola di psicoterapia post-razionalista Ipra di Milano.

Se senti che è il momento di prenderti cura di ciò che vivi, sarà un piacere accoglierti in un ambiente riservato e familiare.
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Aree di competenza principali:

  • Psicologia clinica
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Dott. Luca Fiorona

Via Abadia 39, Scanzorosciate 24020

Vuole essere un luogo in cui portare se stessi, le gioie, le sfide e i dubbi. Incontrando storie simili ma diverse. Se anche tu stai cercando uno spazio come questo, contattami per informazioni.

26/02/2026

Prestazioni e prezzi

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15 recensioni

Tutte le recensioni contano e non possono essere rimosse o modificate dai dottori a proprio piacimento. Scopri come funziona il processo di moderazione delle recensioni. Per saperne di più sulle opinioni
  • M

    Ringrazio il Dottor Fiorona per la professionalità e la cura con cui mi sta accompagnando il questo percorso. Preciso, puntuale e disponibile mi ha fatto sentire a mio agio, facendomi fidare ed affidare.

     • Spazio Prada colloquio psicologico clinico  • 

    Dott. Luca Fiorona

    Grazie per queste parole


  • Ho intrapreso questo percorso con Luca e sono davvero contenta di come stia andando. Mi sento davvero a mio agio e sto riuscendo a mettere insieme i pezzi della mia vita, dando spazio alla mia sofferenza. Grazie
    Consiglio vivamente

     • Spazio Prada colloquio psicologico clinico  • 

    Dott. Luca Fiorona

    La ringrazio per queste sue parole. È un piacere accompagnarla in questo percorso insieme


  • I

    Con il Dott. Fiorona mi sono sentita libera di aprirmi e ho trovato dall'altra parte molto rispetto per me e per la fase delicata della vita in cui mi trovo. Si è dimostrato molto comprensivo, un professionista a cui mi affiderò e ho fiducia che sarà in grado di aiutarmi.

     • Spazio Prada consulenza psicologica  • 

    Dott. Luca Fiorona

    La ringrazio per le sue parole riguardo il percorso che stiamo conducendo


  • V

    Molto professionale e gentile, mette il paziente a proprio agio

     • Consulenza online colloquio psicologico  • 

    Dott. Luca Fiorona

    La ringrazio per queste sue parole


  • F

    Da soli non sempre si può risolvere.
    Il dottore è un bravo professionista, attento e capace. Grazie

     • Spazio Prada consulenza psicologica  • 

    Dott. Luca Fiorona

    Grazie per le sue parole. È un piacere accompagnarla in questo percorso


  • P

    Mi sono trovata molto bene con il dottor Fiorona. È una persona professionale, attenta e capace di mettere a proprio agio. Mi ha aiutata ad affrontare alcune difficoltà con più chiarezza, senza mai forzare i tempi. Lo consiglio a chi cerca un supporto serio e umano.

     • Consulenza online colloquio psicologico  • 

    Dott. Luca Fiorona

    La ringrazio per le sue parole. È per me un piacere accompagnarla in questo percorso


  • T

    Ho deciso di intraprendere un percorso di supporto psicologico a seguito di una serie di eventi che hanno scombussolato la mia vita, il dott. Fiorona è riuscito a far si che io riuscissi a dare voce al mio dolore offrendomi nuove prospettive per rileggere ciò che mi era accaduto. Mi ha accompagnata in questo percorso con delicatezza e grande professionalità ed è per questo che lo ringrazio.

     • Spazio Prada colloquio psicologico clinico  • 

    Dott. Luca Fiorona

    La ringrazio. È stato per me un piacere accompagnarla in questo percorso insieme


  • M

    Mi sono trovato davanti una persona che ha saputo mettermi a mio agio, per quanto sia possibile ad un primo incontro…attento nel gestire le tematiche e in generale impegnato nel cercare di capire veramente quali fossero i motivi della mia visita.
    Nonostante l’età non si avanzata ho avuto l’impressione di avere davanti una figura competente e sicura

     • Centro Counseling Integrato APS primo colloquio psicologico  • 

    Dott. Luca Fiorona

    La ringrazio per le sue parole gentili. Un caro saluto


  • A

    Esperienza con il Dottor Fiorona davvero ottima.
    Sa metterti a proprio agio ed è molto disponibile ad ascoltare, con tanto rispetto ed empatia nei confronti della propria persona e della propria storia. Consigliato.

     • Spazio Prada consulenza psicologica  • 

    Dott. Luca Fiorona

    La ringrazio per le sue parole e per essersi affidato a me per il suo percorso. Una buona serata


  • E

    Professionista empatico, disponibile e molto competente. Ho trovato un clima di fiducia e vicinanza

     • Spazio Prada consulenza psicologica  • 

    Dott. Luca Fiorona

    La ringrazio. Sono lieto di accompagnarla in questo percorso


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 54 domande da parte di pazienti di MioDottore

Gentili dottori,

vorrei raccontarvi una situazione che mi riguarda e che da molti mesi non mi fa essere tranquilla con me stessa, creando una sensazione di insoddisfazione e malessere costante. È la storia di un amore che non è mai diventato realtà, ma che ha segnato la mia vita più di tanti altri che invece ho vissuto fino in fondo.

Tanti anni fa, ero fidanzata con un ragazzo con cui avevo costruito un progetto concreto: avevamo comprato una casa. Avevamo iniziato i lavori di ristrutturazione, sognavamo il matrimonio, una vita insieme. Poi, a pochi mesi dal fatidico "sì", mi ha lasciata. È stato un colpo durissimo ma col tempo credo di aver superato (non stavamo più bene insieme, non eravamo felici).
Ma non mi sono arresa: ho deciso di portare avanti il progetto della casa con le mie forze, come un atto di riscatto, di indipendenza.
Comunque dopo poco tempo, mi sono avvicinata ad un ragazzo che già lavorava nel mio stesso posto di lavoro ed è diventato il mio attuale fidanzato. Con lui ho ricostruito una stabilità, una quotidianità. Dopo 2 anni siamo andati finalmente a convivere.

Ma proprio in quel momento, pochi mesi dopo l'inizio della nostra convivenza, nella mia vita è entrato Paolo.

Era stato assunto nella mia stessa azienda, lui lavorava in un’altra divisione del mio ufficio. All’inizio ci salutavamo appena, con cordialità. Poi, per lavoro, abbiamo iniziato a scambiarci email per chiarimenti lavorativi. E quegli scambi, pian piano, con una battuta o una riflessione, sono diventati qualcosa di più: un appuntamento quotidiano, un momento di respiro, di leggerezza, di complicità.
In breve abbiamo iniziato a pranzare insieme, anche solo pochi minuti rubati al resto.
Ed in un altrettanto breve periodo mi sono ritrovata a ridurre il tempo a pranzo a casa dei miei genitori per stare con lui.
Dopo un po' anche dopo il lavoro ci fermavamo insieme, prima davanti alla mia macchina e poi avevamo iniziato a passeggiare per le vie meno frequentate della città, parlando di tutto e di niente, come due persone che si riconoscono nell’anima. Camminavamo senza meta sulle stesse vie, in un senso e nell'altro, con il solo scopo di stare li a raccontarci, a conoscerci.

Paolo non mi ha mai forzata era sempre attento a non esagerare mai.
Dopo un anno, mi ha detto chiaramente quello che provava. Mi amava, voleva un futuro insieme. Io non ho rifiutato le sue attenzioni, i suoi regali. Anzi; anche se non ho mai permesso un bacio, anche se in ascensore stavamo attaccati, ci sfioravamo, respirandoci addosso, non ho mai oltrepassato quel limite. Ma qualcosa c'era, la voglia di stare con lui era costante. Gli dedicavo le canzoni che amavo e gli facevo scoprire i testi in cui c'erano parole d'amore, amori che nascevano, sentimenti di rinascita e immagini simili. Messaggi inconsci probabilmente, forse di un sentimento che non osavo dichiarare nemmeno a me stessa.

Durante i momenti insieme i miei sorrisi verso di lui erano enormi, pieni. Ma vedevo anche la sua tristezza ogni volta che mi salutava e io tornavo a casa dal mio compagno. Poi, in me, qualcosa è cambiato. Ho iniziato ad aprirmi di più verso di lui; a parlare di futuro insieme a casa mia.
Un giorno d'estate non so dove abbia trovato il coraggio, invece di passare la pausa pranzo insieme su una panchina nel solito parchetto, l’ho invitato a pranzo dai miei genitori! Lui era entusiasta ed ha accettato subito. Il pranzo è andato benissimo, mia mamma sembrava piacevolmente colpita da lui, mio padre più titubante (ma anche di carattere non lascia trasparire nulla).

Ma forse quella mia apertura verso di lui, ha creato più problemi che benefici. Sono stata troppo superficiale, dovevo preparare meglio il terreno?
L'ho presentato come un collega/amico che lavorando lontano da casa spesso mangia da solo e quindi volevo offrirgli un pasto più normale; dopotutto l'avevo fatto anche con altre persone dell'ufficio in anni precedenti, anche per farle ambientare in un contesto nuovo.
Credo che in quel momento i miei abbiano capito che c’era qualcosa di diverso stavolta, qualcosa che non era come al solito. Mia madre dopo poco ha iniziato a controllarmi di più chiedendomi di tornare prima per pranzare a casa e farmi vedere la sera dopo l'ufficio; poi mi ha detto chiaramente che non avrei dovuto "creare problemi".

Ad un certo punto ho scelto di cambiare lavoro (anche Paolo mi ha spinta ad andare in una situazione più sicura economicamente), dal lavoro di ufficio, ad un negozio a contatto coi clienti.
Mi sono spostata di un chilometro o poco più, ma con orari diversi. Paolo, quasi ogni sera, aspettava un’ora e mezza dopo il suo orario di lavoro solo per poter stare con me. Nelle pause pranzo lui veniva da me o io andavo da lui. Fortunatamente entrambi lavoravamo vicinissimi a degli splendidi parchi pubblici; anche se fossero stati solamente dieci minuti insieme in un parco entrambi saremmo corsi.

Poi anche lui ha cambiato lavoro, trasferendosi in un’altra città — anche su mio invito, perché così avrebbe dimostrato ai miei genitori che era una persona che voleva impegnarsi e crescere — le nostre occasioni di vederci si sono drasticamente ridotte.
Ma lui faceva comunque il possibile: si spostava, si organizzava, trovava spazio per venire da me, ogni tanto a pranzo, ogni tanto dopo lavoro.
Per poter mandarci più messaggi in quel periodo ho comprato una sim nuova, per poterlo contattare e ricevere messaggi senza rischiare che i arrivassero in momenti inopportuni.

E proprio in quel periodo, mia padre è stato colpito da un grave problema di salute. Tutto si è spostato: la mia attenzione, il mio tempo, la mia energia sono andati alla famiglia.

Poi è successo: Paolo si è sentito solo. Mi ha scritto una mail straziante, in cui diceva che così non si sentiva veramente amato, capiva la situazione, ma gli sembrava che ogni volta "gli altri" avessero sempre la priorità su noi due; non poteva più vivere di promesse, di “un giorno capirai”. Probabilmente aveva ragione.

Ma davanti ai suoi dubbi, invece di affrontare la situazione, ho avuto paura, mi sono raffreddata. Ho iniziato a distanziarmi. Dovevo capire cosa volevo.
Quindi ho ridotto i contatti con lui, e continuavo la mia vita tra lavoro, casa dei mie e casa mia con il mio fidanzato che faceva di tutto per ripristinare le cose tra noi, visto che inevitabilmente da tempo avevo trascurato e si trascinavano avanti senza slancio. Paolo poteva solo scrivermi, cercarmi e arrabbiarsi perchè io sparivo, rispondevo a singhiozzo e con poca voglia, non gli ho dato alternative; chissà cosa pensava in quel periodo.

Qualche mese dopo, verso Natale, Paolo mi ha regalato un libro sull'amore che conteneva anche un invito con una nostra foto occhi negli occhi e una data: validità fino a Capodanno.

Penso fosse un ultimatum travestito da speranza. Ma per me è stato troppo. Mi ha messo di fronte a una scelta che non ero pronta a fare.
Arrabbiato per i miei tentennamenti mi ha tempestato di messaggi per trovare il modo di dialogare e parlare. Ma non riuscivo a fare nulla. Gli altri attorno a me hanno capito che i messaggi erano troppi. Ho fatto finta di niente, ho spento il cellulare e l'ho chiuso fuori dal mio mondo. Lì ho deciso di chiudere tutto.

Era la cosa più dolorosa e contemporaneamente più semplice per me: tagliare quel ramo, tornare nei soliti binari, non creare problemi agli altri, fare di tutto per dimenticarlo.
Gli ho scritto un messaggio sicuramente freddo, forse ingiusto, in cui dicevo che non era più il caso di continuare a sentirci ed era meglio non vederci più. Mi sono sentita più leggera.

Da allora però c'è il vuoto. Un vuoto enorme. So che col tempo passerà, che riuscirò a rimettere in ordine le cose, a tornare totalmente dentro la vita che avevo prima di incontrarlo.

Ma penso a Paolo ogni giorno. Lui continua a scrivermi. Leggevo i messaggi, ma non rispondevo, chiedeva perchè si era rotto tutto così, perchè non un chiarimento guardandosi, forse chiedeva solamente più rispetto.
Ora non li leggo più i messaggi che ancora sporadicamente arrivano. Perché leggerli e magari rispondere vorrebbe dire riaprire una porta che non so più se voglio davvero aprire. Vedersi sarebbe qualcosa di troppo grande: un passo che non so se ho il coraggio di compiere. Non saprei nemmeno spiegare il mio modo di fare.

Vivo con il senso di colpa per non aver avuto il coraggio di sceglierlo. Con il senso di dovere verso il mio compagno, che non merita questo. Con il peso della famiglia, della casa, del passato che mi lega.
Ma soprattutto, vivo con la consapevolezza che forse ho perso l’unica persona che mi ha fatta sentire davvero me stessa: viva, libera, non mi voleva perfetta e non mi ha mai fatta sentire giudicata (se non nel finale del rapporto, quando potevo dargli briciole).

Se prima di lui avevo tutto (amore, casa, famiglia) perchè ho lasciato così tanto spazio a Paolo? E perchè se lui ha avuto così tanta importanza dentro di me, non sono mai riuscita ad andare oltre con lui? solo allusioni e qualche promessa non mantenuta?

Vorrei capire: cosa mi ha trattenuto? È stata paura? Lealtà? Abitudine? Vero amore verso il mio compagno? verso la famiglia? Sono sempre stata una figlia perfetta, una fidanzata perfetta, ma sono mai stata davvero felice? oppure facevo solo felici gli altri?

Forse mi sono sempre illusa di scegliere, ma credo invece di aver sempre scelto di non scegliere, scelto di non cambiare le cose.

Riuscirò mai ad andare davvero oltre, a dimenticare questi anni e a creare una famiglia con il mio fidanzato?

Grazie per avermi ascoltato.

Con la speranza di ricevere qualche utile suggerimento.
Buona giornata.

Buongiorno, mi spiace per ciò che ha vissuto e per la scelta difficile che ha affrontato. Credo che per provare a dare risposta alle domande che riporta, come in parte si sta già domandando, potrebbe riflettere che significato ha avuto per lei Paolo, come la faceva sentire ogni volta che vi vedevate, come era quel tempo condiviso. Ma ancora, quali prospettive future apriva in lei, riflettere anche su cosa stava accadendo nella sua vita e nella vita di coppia quando lo ha incontrato.
Portare chiarezza rispetto entro quale periodo di vita Paolo ha avuto quello spazio e quell'importanza potrebbe aiutarla a comprendere quali erano i suoi bisogni in quel periodo, quali lui riusciva a soddisfare e comprendere anche meglio come alcune decisioni sono state prese, dettate da quali elementi ed emozioni. Attraverso questa esplorazione potrà gettare nuova luce su alcune dinamiche, riuscire a capire alla luce di cosa sono accadute e riappropriarsi del suo presente avendo la consapevolezza di ciò che l'ha orientata in passato e di quali strade vuole percorrere ora.
Qualora volesse approfondire queste riflessioni rimango a disposizione.
Un caro saluto, Dott. Luca Fiorona

Dott. Luca Fiorona

Ciao, sono una ragazza di 18 anni e sono fidanzata da due anni con un ragazzo che amo tantissimo e che spero che sarà al mio fianco per tutta la mia vita. So che semmai mi lasciassi con lui cambierebbe tutto, perché abbiamo un rapporto così forte da sembrare che manchi soltanto la convivenza e il matrimonio per ufficializzare la durata della nostra relazione.
Tuttavia, rimango comunque una ragazza di 18 anni che va ancora alle scuole superiori, ci sono stati diversi ragazzi che ci hanno provato con me mentre ero già fidanzata ma che ho sempre ignorato con facilità. C’è un ragazzo però, che continua a provarci da più di un anno nonostante sappia che io sia occupata. È un ragazzo abbastanza popolare nella scuola ed è la cotta di tante ragazze, anche se non è per nulla serio e si discosta totalmente dal mio tipo di ragazzo (che invece il mio fidanzato rispecchia perfettamente).Inizialmente lo ignoravo come tutti con facilità, però lui ha sempre insistito anche se non gli ho mai dato corda, e continuo a non farlo però ultimamente sta nascendo in me un pensiero costante verso di lui, come se in realtà non volessi che smettesse di provarci con me, non volessi che trovasse un’altra. È come se fossi io stessa a cercare le sue attenzioni a volte cercandolo con lo sguardo a scuola, anche se lui non mi piace per nulla e continuo ad amare il mio ragazzo come ho sempre fatto. Ma Ciò mi fa sentire in colpa, perché non mi capisco, non so cosa mi succede e mi sento piena di pensieri confusi che mi passano per la testa. Perché non riesco a smettere di pensare a lui? Perché questo costante pensiero mi genera un senso di confusione che si manifesta anche nella mia quotidianità? È come se stessi cambiando, quasi non mi riconosco. Sono sempre stata una persona che pensa troppo e forse dovrei solo smettere di pensarci e andare avanti, ma non capisco perché mi comporto così.

Buongiorno, mi spiace stia vivendo una situazione che le genera confusione e che interferisce con la sua quotidianità. Per aiutarla a rispondere alle sue domande credo che riflettere sulle sensazioni ed emozioni che questo ragazzo popolare le genera sia la chiave per la comprensione. Come la fanno sentire le attenzioni e la continua ricerca da parte di questo ragazzo così popolare che ricerca proprio lei? Che significato attribuisce al suo continuo cercarla pur sapendo che è impegnata? Lo legge come un comportamento di valore?
Credo sia importante anche riflettere come sta andando anche la relazione con il suo fidanzato, è stimolante, routinaria? Ma ancora, come si sente con lui, se le rivolge ancora le stesse attenzioni come all'inizio, se magari gliene ripone meno rispetto al ragazzo della scuola.
Ritengo che riflettere su questi aspetti possa aiutarla a prendere consapevolezza di come si sente in questo periodo e avere accesso a cosa è cambiato in lei alla luce delle attenzioni del compagno popolare.
Qualora volesse approfondire queste riflessioni rimango a disposizione.
Un caro saluto, Dott. Luca Fiorona

Dott. Luca Fiorona
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