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Esperienze

Richiedere aiuto è un gesto di coraggio, e io sono qui per supportarLa in questo cammino verso il Suo benessere.

Offro consulenze private nel mio studio a Milano e online in tutta Italia, dedicandomi ad adulti, giovani adulti, adolescenti e coppie.

Collaboro anche con i genitori, affinché possano offrire un sostegno adeguato ai più giovani nei loro contesti scolastici e familiari.

Mi presento: sono la Dott.ssa Laura Lanocita, psicologa clinica e giuridica, iscritta all’Albo professionale dell’Ordine degli Psicologi della Lombardia.

Sono attualmente in perfezionamento accademico in psicoterapia psicoanalitica lacaniana presso l’IRPA – Istituto di Ricerca di Psicoanalisi Applicata, diretto dal Dott. Massimo Recalcati, con il quale svolgo attività di formazione e supervisione clinica.

Ho avuto l’opportunità di arricchire la mia esperienza professionale attraverso tirocini e collaborazioni in istituti di prestigio come Jonas Milano,

Fondazione Lighea,

Attualmente svolgo la mia professione presso il Centro Ansia e Depressione del Fatebenefratelli e partecipo al
Progetto di Psicoanalisi nelle Periferie-PPP- La Panchina, ideato da Massimo Recalcati, e realizzato in collaborazione con l’Assessorato al Welfare e alla Salute del Comune di Milano per portare la psicoanalisi di prossimità sul territorio offrendo percorsi di ascolto e cura accessibili alla cittadinanza.

Ricevo prevalentemente nello studio di Via Tiraboschi, 1 (Porta Romana) e, su richiesta, anche in Via Valenza,5 (Porta Genova), oltre che online.

Ogni percorso terapeutico è distintivo, personale, unico: un cammino volto a promuovere una più profonda comprensione di sé. In un ambiente sicuro e accogliente, potrà esplorare i Suoi sentimenti, le Sue esperienze e le Sue storie non ancora raccontate.

Insieme potremo affrontare ansie, paure e difficoltà relazionali, rielaborando il passato per costruire un avvenire più sereno e soddisfacente.

Ritengo fondamentale che il setting terapeutico sia un luogo in cui potrà sentirsi ascoltato e compreso, senza giudizio.

Il mio impegno è accompagnarLa nel processo di integrazione delle Sue fragilità e delle Sue risorse, facilitando una riconnessione con il Suo desiderio più autentico.

In ambito di psicologia forense, offro consulenze in diritto di famiglia, con l’obiettivo di tutelare i minori e garantire il miglior supporto possibile durante momenti delicati come separazioni e divorzi.

Se desidera intraprendere un percorso di crescita e trasformazione personale, o semplicemente ricevere maggiori informazioni, La invito a contattarmi.

Insieme possiamo esplorare nuove modalità di essere e costruire relazioni più significative, sia con se stessi che con gli altri.

Il costo delle sedute segue il tariffario dell’Ordine degli Psicologi della Lombardia.

Il mio impegno è rendere il supporto psicologico accessibile a tutti coloro che lo cercano.

Non esiti: il Suo benessere è a portata di mano.

Altro Su di me

Aree di competenza principali:

  • Psicologia clinica
  • Psicologia forense
  • Psicologia giuridica

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Dott.ssa Laura Lanocita

Via Valenza 5, Milano 20144

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Ricevo su richiesta nello studio di Via Valenza, 5 a Milano, per offrire maggiore flessibilità a chi abbia esigenze particolari di orario o di sede.
Le sedute si svolgono sempre su appuntamento, in uno spazio tranquillo e riservato.
Per informazioni o per concordare un incontro, può contattarmi con un messaggio, senza impegno!

20/02/2026

Prestazioni e prezzi

  • Colloquio psicologico

    80 €

  • Analisi dello stress

    80 €

  • Superamento di eventi traumatici

    80 €

  • Sostegno psicologico

    80 €

  • Sostegno genitoriale

    100 €

Indirizzi (3)

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Studio Privato - Dott.ssa Laura Lanocita

Via Gerolamo Tiraboschi 1, Milano 20135

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40 recensioni

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  • S

    Mi sono rivolto alla dottoressa in un momento in cui sentivo molta confusione rispetto a me stesso, alla mia immagine e alle relazioni. Nel tempo ho trovato uno spazio stabile in cui potermi esprimere senza giudizio, ma soprattutto senza risposte preconfezionate.
    Quello che ho apprezzato di più è il modo in cui mi ha aiutato a vedere cose che erano già dentro di me, senza impormi interpretazioni. Non è un percorso “consolatorio”, è un lavoro che ti mette davanti alle tue responsabilità, ma lo fa con grande rispetto.
    In questi mesi ho iniziato a percepire un cambiamento concreto nel modo in cui mi vedo e nel modo in cui affronto le situazioni, anche quando sono scomode o mi espongono. Per la prima volta ho la sensazione di muovermi con più consapevolezza e meno paura.
    La consiglio a chi cerca un percorso serio e profondo, non superficiale.

     • Studio Privato - Dott.ssa Laura Lanocita colloquio psicologico clinico  • 

    Dott.ssa Laura Lanocita

    Sono contenta che, in un momento di confusione, abbia trovato un luogo in cui sentirsi accolto e potersi orientare senza forzature. Quando qualcosa cambia nel modo in cui ci si guarda e ci si espone nelle situazioni difficili, non è un effetto di parole giuste, è un lavoro che sta facendo presa. Continuiamo su questa linea, con la stessa serietà e lo stesso rispetto del suo tempo.


  • M

    Ho conosciuto la dott.ssa Lanocita tramite questa applicazione in un momento di fragilità importante. Il suo profilo e la sua immagine mi hanno ispirato fin da subito una sensazione di calma e tranquillità di cui avevo bisogno. Non è stato un percorso facile, ma grazie all'aiuto della dottoressa sono riuscita a guardarmi dentro affrontando le mie paure e le mie insicurezze. Con gentilezza e tatto sono riuscita a superare gli attacchi d'ansia e a capire che le risposte le ho già dentro di me. Era necessario per me che questo passasse attraverso una figura che mi vedesse e che mi facesse sentire che la mia verità non è sbagliata. Sono grata di averla conosciuta dott.ssa Lanocita, grazie di cuore, senza il suo aiuto tutto questo non sarebbe stato possibile! La consiglio vivamente.

     • Studio Privato - Dott.ssa Laura Lanocita consulenza psicologica  • 

    Dott.ssa Laura Lanocita

    La ringrazio per ciò che ha scritto. Mettersi in gioco richiede tempo e una disponibilità autentica verso ciò che si muove dentro di sé: lei lo ha fatto con serietà e continuità.
    Se questo spazio le è stato d’aiuto è anche perché ha portato la parte più sincera del suo percorso, permettendo che qualcosa trovasse un posto nuovo.
    Ciò che riconosce oggi nasce da un lavoro profondo che le appartiene davvero, e resta con lei, in un modo che conta.


  • A

    La Dottoressa Lanocita è una professionista attenta, preparata e umana. Trasmette un senso di presenza autentica e disponibilità all’ascolto. La sua dedizione alla pratica clinica è evidente non solo nella competenza con cui accoglie e accompagna il paziente, ma anche nella cura silenziosa con cui costruisce uno spazio sicuro, privo di giudizio, dove ci si può sentire davvero visti. Ritengo che la sua solida formazione si intrecci con una sensibilità particolare, che le consente di cogliere le sfumature più sottili del discorso e del vissuto. Ciò che la contraddistingue è la capacità di sostenere il dolore con fermezza e delicatezza, senza mai imporsi, ma restando costantemente presente, anche nei momenti più complessi del percorso.
    Rivolgersi a lei significa intraprendere un cammino serio e profondo, sapendo di poter contare su uno sguardo rispettoso e competente, capace di stare accanto e di accompagnare, passo dopo passo. Una figura preziosa, di rara qualità professionale e umana.

     • Studio Privato - Dott.ssa Laura Lanocita colloquio psicologico  • 

    Dott.ssa Laura Lanocita

    Mi fa piacere che in questo percorso abbia trovato uno spazio in cui potersi esprimere e ascoltare in modo autentico: è un lavoro che richiede impegno da entrambe le parti e il suo contributo, la sua disponibilità a interrogarsi e a sostare anche nelle zone difficili, ne è parte essenziale.
    Continueremo a lavorare con rispetto e serietà, nel tempo che ciascun processo richiede.


  • N

    Per un periodo mi sono sentita come dentro una palla di vetro.
    Di quelle che giri e cade la neve, sembra che si muova tutto ma in realtà è tutto fermo..
    Io ero così, ferma, a guardare la mia vita da fuori, senza riuscire a sentirla davvero.
    A un certo punto ho deciso di chiedere aiuto.
    Non è stato facile, ci vuole più coraggio a farlo che a resistere da soli.
    Ma l’ho fatto, e meno male.
    Non è stato un percorso breve, ci è voluto tempo, pazienza e anche fatica. Ma piano piano quella palla di vetro si è incrinata, e ho ricominciato a sentirmi, a esserci, a riconoscermi.
    Oggi mi sento viva, presente, me stessa e non mi sembra vero..
    Grazie di tutto, dottoressa la porto nell’anima e nel cuore!
    N.V

     • Studio Privato - Dott.ssa Laura Lanocita consulenza psicologica  • 

    Dott.ssa Laura Lanocita

    Carissima, le sue parole descrivono un attraversamento autentico, non un semplice miglioramento. Chi riesce a uscire dalla sensazione di essere spettatore della propria vita compie un atto raro: sceglie di esserci, di abitare il proprio tempo e il proprio sentire. È questo che fa la differenza in un percorso. Il lavoro che racconta non è mai stato un esercizio di forza, ma un movimento di verità: ha dato spazio a ciò che chiedeva di emergere, ha sostenuto gli inciampi e ha lasciato che le incrinature diventassero passaggi.
    Sapere che oggi si sente presente a se stessa è il segno più chiaro che quel cammino ha trovato la sua direzione.
    Le auguro di custodire ciò che ha conquistato e di continuare a lasciarsi sorprendere dalla vita che ora sente davvero sua.


  • T

    Fin dal primo incontro ho capito che non era la solita terapia. C’è un modo di ascoltare, di stare, che mi ha messo davanti a me stesso. Non è una chiacchierata, ma un lavoro vero, piano piano ho cominciato a capire chi sono e cosa mi muove davvero. Sono riuscito a dare un senso a cose che tenevo dentro da una vita, a guardarle in faccia senza più scappare. È una presenza autentica, diretta, che sa tenere il filo anche quando io lo perdo.Se cercate qualcuno che vi dica solo che andrà tutto bene, forse non è il posto giusto. Ma se volete davvero cambiare qualcosa, allora sì.
    Grazie, davvero. Consiglio di cuore.

    Tommaso

     • Studio Privato - Dott.ssa Laura Lanocita sostegno psicologico  • 

    Dott.ssa Laura Lanocita

    Grazie, Tommaso, per la fiducia e per le parole così sentite. Il lavoro terapeutico non è semplice, ma quando diventa un cammino di verità e consapevolezza può davvero trasformare. È un privilegio accompagnarla in questo percorso.


  • L

    Non è che avessi tutta ‘sta gran fiducia negli psicologi, ma devo dire la verità con lei mi sono ricreduto. Ti mette a tuo agio, zero giudizi e tanta chiarezza. Super consigliata

     • Studio Privato - Dott.ssa Laura Lanocita consulenza psicologica  • 

    Dott.ssa Laura Lanocita

    La ringrazio sinceramente per le sue parole e per la fiducia che ha voluto accordarmi. Sapere che si è sentito a suo agio, accolto e compreso è per me un riconoscimento prezioso del lavoro che svolgo ogni giorno.


  • S

    Un approccio impeccabile, mai scontato. Si percepisce subito di essere seguiti da qualcuno al di sopra della media. Grazie!

     • Consulenza online supporto psicologico  • 

    Dott.ssa Laura Lanocita

    Cara Serafina, il suo riconoscimento sottolinea il valore di un percorso che non si adagia mai sull’abitudine. È nella possibilità di incontrare l’inatteso che si apre lo spazio per un lavoro autentico.


  • T

    Un’esperienza estremamente positiva. La dott.ssa Lanocita sa mettere subito a proprio agio, ascolta senza giudicare e offre spunti pratici e profondi. Grazie al percorso con lei ho imparato a gestire meglio l’ansia e a credere di più in me stesso. Consiglio a chiunque cerchi un supporto serio e umano

     • Studio Privato - Dott.ssa Laura Lanocita consulenza psicologica  • 

    Dott.ssa Laura Lanocita

    Caro Tancredi, leggere le sue parole è per me un segno prezioso del percorso svolto insieme. Sapere che oggi può contare su nuove risorse interiori dà senso al lavoro condiviso.


  • L

    Sono andato dalla Dottoressa Lanocita in uno dei momenti peggiori della mia vita, dopo una delusione amorosa che mi ha completamente distrutto. È stata la prima volta che ho provato ansia vera, di quella che ti blocca. Mi sentivo come se stessi vivendo fuori dal mio corpo, come se tutto fosse finto. Una sensazione bruttissima, che non auguro a nessuno. Non uscivo più di casa, non capivo dove stavo andando nella vita, mi sentivo perso.

    La Dottoressa Lanocita mi ha aiutato a rimettere insieme i pezzi. È stata paziente, umana, mai giudicante. Piano piano, con il suo supporto, ho iniziato a sentirmi di nuovo presente, con i piedi per terra. L’ansia non è sparita da un giorno all’altro, ma ho imparato a capirla e a gestirla.

    Se state passando un periodo duro, consiglio davvero di affidarvi a lei. A me ha fatto tornare a vivere.

     • Consulenza online superamento di eventi traumatici  • 

    Dott.ssa Laura Lanocita

    Caro Luca, le sue parole sono molto significative e testimoniano il percorso condiviso.
    Sono lieta di averla potuto supportare in quel momento difficile e di aver contribuito alla riscoperta di una buona stabilità e motivazione per il desiderio.


  • E

    Bravissima in tutto, sono rinata. Grazie per quello che hai fatto per me.

     • Studio Privato - Dott.ssa Laura Lanocita colloquio psicologico  • 

    Dott.ssa Laura Lanocita

    Cara Ester, ringrazio di cuore per le sue parole così positive. È un onore per me sapere che il nostro lavoro insieme l'ha portata a sentirsi rinata. La sua fiducia e il suo impegno sono stati fondamentali in questo percorso. Continuerò a fare del mio meglio per supportarla.
    Rimango a disposizione per qualsiasi necessità.


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 444 domande da parte di pazienti di MioDottore

Buonasera,
È la prima volta che scrivo online, ma credo che possiate aiutarmi a darmi un parere. È da quasi sei anni che ho iniziato un percorso di psicoanalisi per depressione legata a traumi e famiglia disfunzionale in generale. Non ho mai avuto un ottimo rapporto con la mia psicoanalista, ma poi, analizzandomi, ho realizzato che si era attivato un transfert negativo in cui ho trasferito su di lei il rapporto che ho con mia madre. Tuttavia, durante l'ultima seduta che è stata martedì mattina, mentre le parlavo dei miei problemi lei a un certo punto mi ha detto che doveva alzarsi e camminare un po' in quanto aveva un dolore agli occhi che le passava solo quando camminava, fin qui tutto bene se non che all'improvviso, mentre io stavo parlando (seppur con voce alta) lei si è messa ad urlare in un modo spropositato mentre continuava a camminare tanto che a un certo punto si è avvicinata alla mia sedia e continuava ad urlarmi addosso criticando il mio atteggiamento verso i miei genitori mentre era in piedi vicino a me tanto che non mi sono sentita più al sicuro e ho temuto che potesse anche alzare le mani, per cui ho deciso di interrompere la seduta prima del previsto e quando me ne stavo andando via lei ha anche provato a dirmi che non potevo andarmene e che avrebbe smesso di urlare ma io mi sono veramente spaventata e me ne sono andata via e sto iniziando a pensare anche di interrompere prematuramente il percorso e di fare quindi drop out. Gliel'ho gia iniziato a dire per messaggio su whats app che non intendo più continuare ma lei ha detto che la sua reazione è stata frutto del contro transfert ed è stato un suo modo per provare a scuotermi dal torpore anche se lei sa bene che le urla mi scaturiscono l'effetto contrario in quanto mio padre spesso è solito urlare per cui quando una persona urla, lei sa bene che io mi blocco. Tuttavia, non so se sia frutto della mia esagerazione e sia veramente il caso di fare drop out o se provare a continuare con lei.. in ogni caso, per sicurezza ho già chiesto alla mia nutrizionista se può aiutarmi a cercare altri terapeuti.. devo anche sottolineare che non sono una paziente facile, in quanto sono molto diffidente di mia natura e spesso faccio perdere la pazienza e inoltre sono in attesa di un intervento di artrodesi vertebrale che mi sta provocando uno stato di iper vigilanza generale.. ma quello che mi chiedo è, in questo caso è utile continuare con lei o è meglio cambiare? Perché adesso ho un blocco nei suoi confronti però al tempo stesso mi sento in colpa verso di lei per aver interrotto così improvvisamente la terapia ..

Buonasera, la situazione che Lei descrive è molto delicata e merita di essere affrontata con attenzione, senza minimizzare ciò che è accaduto ma nemmeno forzare una conclusione affrettata. Il punto centrale non è stabilire se la reazione della terapeuta sia stata “tecnicamente” giustificabile o spiegabile attraverso concetti teorici, ma l’effetto che ha avuto su di Lei. Lei racconta di essersi sentita spaventata, non al sicuro, bloccata, e questo dato va preso sul serio. In un lavoro di questo tipo, la possibilità di sentirsi sufficientemente protetti nello spazio della seduta è una condizione imprescindibile, soprattutto quando sono presenti una storia di urla familiari e uno stato di iper vigilanza legato anche alla situazione medica che sta attraversando. Lei tende a interrogarsi molto su sé stessa, sul fatto di essere “difficile”, diffidente, di far perdere la pazienza agli altri, e questo rischio di spostare tutto su una Sua colpa personale è comprensibile, ma va messo in discussione. Anche se una persona è complessa, fragile o attraversa momenti di grande tensione, resta fondamentale che lo spazio di parola non diventi un luogo in cui il corpo viene nuovamente esposto a una minaccia, anche solo percepita. Il senso di colpa che prova ora può essere letto come l’effetto di una rottura improvvisa di un legame importante, più che come la prova che Lei abbia sbagliato. Allo stesso tempo, il blocco che sente nei confronti della terapeuta indica che qualcosa si è incrinato e che oggi non riesce più a portare lì la Sua parola con libertà. Continuare o cambiare non è una decisione che può essere presa sulla base di un dovere morale o della paura di “fare drop out”, ma a partire da una domanda più semplice e più vera: in questo momento, quello spazio è ancora abitabile per Lei oppure no. Nel mio modo di lavorare si dà grande importanza a rispettare i tempi del soggetto e a non forzare la prosecuzione di un percorso quando si è prodotto uno scarto così forte sul piano della sicurezza e della fiducia. Talvolta fermarsi, prendere distanza o interrogare un’altra possibilità non significa buttare via il lavoro fatto, ma riconoscere che una fase è arrivata a un limite.
La saluto cordialmente, dottoressa Laura Lanocita.

Dott.ssa Laura Lanocita

Domande su consulenza psicologica

Buongiorno, sono una donna di 30 anni e sto attraversando una fase di forte sofferenza emotiva legata alla mia relazione.
Da circa due anni sto con una persona che amo e che considero sana, presente e rispettosa. Stavamo per andare a convivere, ma poco prima ho attraversato alcuni giorni di forte crisi emotiva in cui si sono attivati in modo intenso la mia paura dell’abbandono, la dipendenza affettiva, il bisogno costante di rassicurazioni e stati depressivi legati al timore di essere lasciata perchè non lo avrei visto per un po di giorni.
In quei giorni ho cercato la vicinanza del mio partner in modo molto dipendente, perdendo i miei confini. Questo lo ha spaventato e lo ha portato a fermare l idea della convivenza, dicendo di non sentirsi pronto ad affrontare una relazione in cui io sto così male e dipendente. Questo evento ha aperto in me una crisi profonda, che vivo molto male.
L idea di convivenza per me rappresentava sicurezza e continuità anche se allo stesso tempo mi spaventava perchè sapevo di non star bene e avrei voluto migliorare la mia dipendenza prima di fare questo passo, in qualche modo so che la convivenza aiuterebbe questa mia paura , perchè hai la certezza che la persona tornerà a dormire a casa e quindi del legame che resta saldo. Comunque quando questa certezza è venuta meno, ho sentito crollare tutto: paura intensa di essere lasciata, vuoto, angoscia costante e pensieri ossessivi. Anche se lui si è preso del tempo per capire, ho molta paura che alla fine non se la sentirà comunque.
Allo stesso tempo, questo evento doloroso mi ha spinta a fare cose che prima non avevo il coraggio di fare: ho iniziato nuove attività, mi sono buttata in progetti che mi spaventavano e sono partita per un viaggio. In quei momenti ho sentito una sensazione nuova di pienezza e tranquillità, anche nella relazione, senza la solita paura costante che il legame potesse spezzarsi.
Tornata alla normalità, però, sento di nuovo un vuoto molto forte, che non so bene come calmare. Nei momenti in cui non vedo il mio partner, ho paura di restare bloccata a casa senza riuscire a fare nulla. Ho poche amicizie e non sento nemmeno molta voglia di vederle perché non mi sento davvero a mio agio. Mi sento spesso senza desiderio, senza direzione, come se stessi solo cercando di riempire qualcosa senza riuscirci davvero. Non ho soddisfazioni lavorative e non sento trasporto per nulla.

Per assurdo poi ci sono dei momenti in cui il mio partner è molto dolce o vulnerabile e io posso provare fastidio, distacco o una sensazione di soffocamento. Oscillo tra il bisogno estremo dell’altro e il rifiuto della sua vicinanza.
Ho una storia infantile complessa, con instabilità emotiva e paura, e ho avuto i primi attacchi di panico molto presto (intorno ai 5 anni).
Oggi mi sento spesso vuota, come se non sapessi su cosa appoggiarmi se non sulla relazione. Sto cercando di costruire una vita più mia e noto piccoli passi avanti, ma il dolore relazionale e la paura dell’abbandono restano molto forti.
Il mio bisogno è comprendere perché vivo il legame con così tanta angoscia, perché la sicurezza mi spaventa quanto l’incertezza e come posso imparare a stare in relazione senza sentirmi costantemente sul punto di perdere tutto e come stare bene da sola..

questo è un po un grido di aiuto, ieri il mio partner ha deciso di continuare a pagare la stanza anche senza venire a convivere, per mantenere aperta questa possibilità nei prossimi mesi. Questo gesto mi rassicura, ma il fatto che ora non lo vedrò per circa cinque giorni mi provoca molta ansia.
Oggi mi sento bloccata, ho passato tutta la giornata a letto e ho paura di essere lasciata o di soffocarlo con il mio bisogno. L’ansia è intensa e faccio fatica a gestirla da sola. Vorrei alzarmi ma non trovo voglia di fare nulla, vorrei solo sprofondare.
Ho una psicologa, ma in questo momento non posso contattarla e sento il bisogno di chiedere aiuto a qualcuno...anche solo per parlare un po. So che non c'è una soluzione istantanea. ma quanto la vorrei...sono anni che lotto con tutto questo
grazie a chiunque leggerà...

Buongiorno, da ciò che Lei racconta emerge con molta chiarezza una sofferenza che non nasce solo dall’evento recente, ma dal modo in cui il legame amoroso diventa per Lei il luogo principale in cui si concentra la possibilità di sentirsi al sicuro e, allo stesso tempo, il punto in cui questa sicurezza si incrina. Lei tende a vivere la relazione come un appoggio necessario per reggere il vuoto, ma quando questo appoggio sembra avvicinarsi troppo, come nell’idea della convivenza, qualcosa si attiva e produce angoscia, confusione, perdita dei confini. È importante non ridurre tutto alla “dipendenza” come difetto da correggere, perché ciò che Lei descrive è un’oscillazione profonda tra il bisogno dell’altro e il timore di esserne invasa, tra il desiderio di continuità e la paura di perdere sé stessa. La convivenza, per Lei, non rappresentava solo un progetto pratico, ma una promessa di stabilità contro l’angoscia dell’abbandono. Quando questa promessa si è incrinata, il vuoto è riemerso con forza. Allo stesso tempo, è significativo che proprio nel momento di maggiore crisi Lei abbia potuto fare esperienza di qualcosa di diverso, investendo in attività, progetti e movimento, sentendo una tranquillità nuova che non passava esclusivamente dal partner. Questo mostra che non è vero che Lei può stare in piedi solo dentro la relazione, ma che questa possibilità è ancora fragile e intermittente. Il fastidio che talvolta prova quando il Suo partner si mostra vulnerabile indica che l’altro, quando smette di essere solo garanzia e diventa anch’egli mancante, smette di occupare il posto che Lei gli attribuisce e questo genera disorientamento. Nel mio orientamento di lavoro si presta molta attenzione a questi movimenti, perché non si tratta di imparare a “non avere bisogno”, ma di dare un posto diverso a ciò che oggi prende tutta la scena, permettendo che il legame non sia l’unico sostegno contro il vuoto. Il gesto del Suo partner di mantenere aperta la possibilità della convivenza può essere rassicurante, ma non può colmare da solo ciò che oggi La fa soffrire così intensamente. In questo momento Lei non deve trovare una soluzione definitiva, né dimostrare di stare meglio, ma riconoscere che l’angoscia che sente parla di una storia lunga e non di un fallimento attuale.
Se lo desidera, può contattarmi. Da me troverà uno spazio di ascolto profondo, rispettoso e senza giudizio, dove poter dare parola a questo dolore e a questa paura, senza forzature e senza risposte preconfezionate.
Un cordiale saluto, dottoressa Laura Lanocita.

Dott.ssa Laura Lanocita
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