Sto vivendo un problema nella relazione con mio fratello (ho 41 anni, mio fratello 36). Tutto è cambiato quando si è sposato. La moglie viene da una famiglia in cui lei, la sorella e la madre si telefonano quasi tutti i giorni. Noi siamo una famiglia più riservata, ci teniamo aggiornati (non così frequentemente) e ci siamo nei momenti di bisogno. Fin dall'inizio i rapporti con mia cognata non sono stati facili. Avevamo piacere a trascorrere del tempo con loro (senza essere invadenti) ma avevamo l'impressione che lei lo facesse per dovere. Ci sono stati alcuni fraintendimenti per cose stupide, davanti alle quali ci siamo scusati e volevamo chiarirci ma lei ha spesso alzato un muro (dopo uno di questi episodi mi disse che per me lei era solo la compagna del fratello e che il nostro rapporto non era niente di più). Un paio di anni fa, dopo la nascita del figlio, la moglie di mio fratello ha iniziato ad avere una sorta di gastrite per la quale deve seguire un'alimentazione particolare (è una condizione con delle problematiche, ma non è una malattia invalidante). Lo abbiamo scoperto dopo mesi in cui li invitavamo per mangiare insieme ma si presentava solo mio fratello con il bambino (motivo per cui abbiamo chiesto se c'era qualcosa che non andava). Da quel momento la moglie è diventata egoista e vittimista (stesso atteggiamento della madre che, nelle occasioni in cui le nostre due famiglie si incontrano, si lamenta sempre dei suoi problemi) e mio fratello sta avendo lo stesso atteggiamento. Tutto il mondo ruota intorno alle loro vite e ai loro problemi. Credono sia giusto che noi passiamo le nostre giornate a pensare se hanno bisogno di aiuto per qualcosa e ad essere noi a chiederglielo. In più occasioni abbiamo fatto presente che, in caso di necessità, noi ci siamo per loro. A volte dicono di cosa hanno bisogno, a volte dicono di non preoccuparci. Poi ci sono momenti in cui mio fratello salta fuori col discorso che non abbiamo abbastanza considerazione di lui e della sua famiglia e noi rimaniamo basiti.
Vi faccio degli esempi:
1) Hanno traslocato in una casa nuova, si è lamentato che si sono ammazzati di fatica per sistemarla ma che noi non abbiamo chiesto in continuazione se avessero bisogno di aiuto (vista la gastrite della moglie, il lavoro, il bambino, ecc...).
2) Abbiamo fatto qualche giorno di vacanza insieme ai genitori di lei e al nostro nipotino (in due appartamenti diversi, ma confinanti). Testuali parole: si è sentito sprofondare quando un paio di sere i suoceri hanno suonato al nostro appartamento per farci tenere il nipote e non eravamo in casa (questi nonni non ci avevano chiesto, quantomeno al mattino, di organizzarci in merito). Aggiungo anche che avevamo detto loro che, se volevano riposare un po’, ci saremmo occupati volentieri del nipote. Hanno risposto che non avevano bisogno.
3) Abbiamo organizzato una merenda con i nostri zii/cugini. Mia cugina è celiaca, quindi ho detto a mio fratello che dovevamo ordinare qualcosa per lei in una pasticceria attrezzata. Quando il giorno dopo ci siamo suddivisi le cose da cucinare in casa e gli ho chiesto cosa potevo preparare per mia cognata, mi ha rinfacciato che io avessi pensato prima a mia cugina e poi a sua moglie (aggiungendo che la sua gastrite era più grave della celiachia).
Tutto è una lamentela perchè secondo lui non abbiamo abbastanza considerazione verso la sua famiglia. Ma noi abbiamo considerazione verso di loro!
Mia madre ha 70 anni, a 63 ha avuto un tumore al seno e dopo chemio/radio soffre di dolori cronici.
Avendo scelto di non mandare il bambino al nido, lei si prende cura del nipote 2/3 giorni a settimana per non dare tutto l’impegno agli altri nonni. Mio padre ha 75 anni, lavora ancora a tempo pieno nell'ufficio che ora gestisce mio fratello e lo aiuta a livello organizzativo finché saranno pronti ad assumere un nuovo impiegato. Gli altri nonni hanno entrambi meno di 70 anni, sono in pensione da oltre un anno e senza malattie invalidanti.
Avendone le possibilità economiche mio padre lo ha aiutato ad acquistare la casa spaziosa che desiderava estinguendo buona parte del mutuo chiesto dalla banca.
Quando ci sono cambi di programma all'ultimo momento per curare il bambino i miei genitori sono disponibili a riorganizzarsi.
I miei genitori hanno messo a disposizione la loro casa per il loro matrimonio, il battesimo del bambino, le feste comandate.
Ci interessiamo alle loro vite, non tutti i giorni, ma durante la settimana o il mese ci sono occasioni in cui ci vediamo di persona o mandiamo un messaggio per tenerci aggiornati.
Da parte loro non c'è però la stessa attenzione che pretendono da noi. Se non siamo noi a parlare, loro non si fanno domande sulle nostre necessità.
Quando mia mamma era in cura per il tumore, chiedevano come stava ma non se potessero fare qualcosa per lei (ai tempi erano solo fidanzati).
Ho la sindrome IBS da anni e nessuno mi ha mai chiesto come andava la situazione.
Anche i miei genitori hanno fatto trasloco 2 anni fa, ma non si sono offerti disponibili per dar loro una mano.
Per occasioni conviviali la famiglia di lei è sempre nei loro pensieri, noi veniamo calcolati solo se chiediamo.
Non siamo infastiditi perchè mio fratello e famiglia si frequentano di più con i genitori di lei, ognuno è libero di fare le proprie scelte. Ci pesa però il doppio standard che usano nei nostri confronti dove tutto è un dovere verso di loro, come se fossimo al loro servizio.
Nella vita si può sempre migliorare e ci siamo confrontati con mio fratello su questo punto ma quando gli chiediamo di spiegare meglio cosa gli dà fastidio, ci rinfaccia che queste cose dovrebbero essere spontanee e non dovrebbe essere lui a dirci cosa dobbiamo fare. Ma se i nostri gesti spontanei sono quelli che ho descritto in precedenza, non dovrebbe riconoscerne il valore invece di pretendere uno standard? È come se loro volessero vedere solo quello che non facciamo, invece di ciò che compiamo per loro.
Ci sentiamo particolarmente frustrati. Della famiglia della moglie non ci interessa granché (anche perchè fin da subito non si è mai costruito un rapporto). Con la moglie abbiamo iniziato ad avere un comportamento di facciata, solo perchè teniamo al legame con mio fratello/nostro nipote.
C'è qualcosa che possiamo fare o sarà sempre un'eterna rincorsa verso qualcosa che comunque non sarà mai abbastanza?