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Esperienze

Sono la Dott.ssa Alessandra Barcella, psicologa e specializzanda in psicoterapia cognitivo-costruttivista.

Ritengo che il benessere sia il frutto di un equilibrio tra mente, corpo ed emozioni. Per questo motivo, considero fondamentale conoscere se stessi per poter migliorare la qualità della propria vita.

Ogni persona possiede le capacità per affrontare le proprie sfide; il mio ruolo è quello di supportarla nel prendere consapevolezza di queste risorse.

Nello specifico, offro consulenze, supporto e sostegno psicologico a bambini, adolescenti e adulti volto a favorire la crescita personale, migliorare la gestione delle emozioni e sviluppare strategie efficaci per raggiungere un maggiore benessere.

Sono disponibile a fornire informazioni e chiarimenti. Ricevo su appuntamento presso il mio studio a Gorlago (BG) oppure online. 

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Aree di competenza principali:

  • Psicologo clinico
  • Psicologia clinica

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Dott.ssa Alessandra Barcella

Via Papa Giovanni XXIII 9, Gorlago 24060

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18/02/2026

Prestazioni e prezzi

  • Consulenza psicologica

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  • Primo colloquio di coppia

    80 €

  • Primo colloquio familiare

    100 €

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    70 €

  • Colloquio di coppia

    80 €

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18 recensioni

Più menzionato dai pazienti

  • Attenzione durante la visita
  • Efficacia del trattamento
  • Puntualità
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  • T

    Alessandra è un'ottima dottoressa. Mi ha aiutato con molti problemi. La consiglio vivamente!

     • Studio Privato - Dott.ssa Alessandra Barcella colloquio familiare  • 

    Dott.ssa Alessandra Barcella

    La ringrazio di cuore per le sue parole. Sono felice di sapere che il mio aiuto le sia stato utile e che si sia trovata bene con me.


  • F

    La dottoressa Barcella è molto competente e preparata. Fin dal primo colloquio mi sono sentita ascoltata e compresa, senza il timore di essere giudicata. Mi ha aiutato a comprendere alcuni aspetti di me e a gestire meglio le mie emozioni.
    La consiglio vivamente a chiunque voglia intraprendere un percorso psicologico.

     • Studio Privato - Dott.ssa Alessandra Barcella colloquio psicologico individuale  • 

  • E

    Mi sto trovando molto bene, mi sento ascoltata e capita.

     • Studio Privato - Dott.ssa Alessandra Barcella colloquio individuale  • 

    Dott.ssa Alessandra Barcella

    Gentilissima Emma, mi fa piacere leggere le sue parole!
    E' molto importante per me che si senta ascoltata e capita.


  • L

    La Dott.ssa Barcella è da subito risultata attenta, disponibile ed empatica. Durante i colloqui mi sono sentito ascoltato e compreso, senza false speranze o mistiche rivelazioni ma portandomi a riacquisire una dignitosa autoconsapevolezza.

    È una professionista di grande sensibilità che consiglio a chi si sente di aver bisogno di un supporto psicologico delicato e saggio.

     • Dott.ssa Alessandra Barcella colloquio psicologico individuale  • 

    Dott.ssa Alessandra Barcella

    Gentile paziente,
    la ringrazio per aver condiviso la sua esperienza!


  • C

    Ho conosciuto la Dottoressa Barcella attraverso una conoscenza che già frequentava il suo studio.
    Sono rimasto colpito dalla sua reale attenzione nei miei confronti!
    Sono convinto che affronteremo insieme un bel percorso che mi aiuterà sempre di più.

     • Studio Privato - Dott.ssa Alessandra Barcella consulenza psicologica  • 

  • M

    La dottoressa Barcella e'una professionista empatica,attenta e molto competente.
    Mi sono sentita ascoltata e accolta fin dal primo incontro.Il percorso insieme mi ha aiutata a fare chiarezza e a crescere.
    La consiglio sinceramente.

     • Studio Privato - Dott.ssa Alessandra Barcella colloquio psicologico individuale  • 

    Dott.ssa Alessandra Barcella

    Gentile Mariella,
    grazie per il suo riscontro, lo apprezzo molto.


  • G

    La dottoressa mette a proprio agio fin da subito: ci si sente accolti, ascoltati e al sicuro, senza alcun giudizio. Aspetti fondamentali per il tipo di percorso che si cerca!

     • Studio Privato - Dott.ssa Alessandra Barcella consulenza psicologica  • 

  • La dottoressa Barcella è fantastica. È empatica, professionale e molto attenta. Mi sono sentita ascoltata e compresa fin da subito.

     • Studio Privato - Dott.ssa Alessandra Barcella Altro  • 

  • F

    Un’esperienza estremamente positiva. La psicologa ha saputo creare uno spazio sicuro in cui potermi esprimere liberamente. Grazie al suo approccio e alla sua sensibilità ho fatto passi importanti nel mio percorso personale. La consiglio a chiunque senta il bisogno di prendersi cura di sé.

     • Studio Privato - Dott.ssa Alessandra Barcella consulenza psicologica  • 

  • F

    professionista empatica, mi ha aiutata molto già dalla prima seduta

     • Studio Privato - Dott.ssa Alessandra Barcella primo colloquio individuale  • 

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Risposte ai pazienti

ha risposto a 120 domande da parte di pazienti di MioDottore

Salve
Sono un ragazzo di 24 anni. Nell'ultimo periodo sto notando una cosa che non va nel mio corpo. Anche se probabilmente leggeranno tante dottoresse donne lo dico comunque, mi masturbo con tanta frequenza al giorno arrivando anche a 4 o 5 volte nell'arco della giornata. Molto.mi capita soprattutto nei periodi di forte stress ma soprattutto per combattere la noia e la rabbia, trovo sfogo in questo e per un po' mi rilasso però ormai sono da anni che è diventata come un abitudine per me. Premetto che non ho mai avuto e tutt'ora non ho problemi sessuali, le volte che ho fatto un rapporto è sempre andato tutto bene anche a livello di erezione ecc mai avuto problemi eccetto le volte in cui stavo male o mi sentivo troppo stanco. Sto notando che faccio un po' più fatica a masturbarmi sulle ragazze, di solito quando ne faccio di meno non ho troppi problemi ma da almeno 3 anni le faccio in continuazione . Non è che all'improvviso sto cambiando gusti sessuali? Cioè non mi sono mai piaciuti uomini, ho sempre avuto ragazze e tutt'ora voglio solo ragazze, scusatemi se sembro omofobo però non posso proprio accettare una cosa del genere. Forse è una cosa dettata dalla paura o da un gesto ossessivo compulsivo contro rabbia stress e ansia? Ve ne sarei grato in caso di risposta alla mia domanda

Salve,
da quello che racconta sembra che la masturbazione sia diventata negli anni una modalità che il suo corpo e la sua mente hanno imparato a usare per gestire stress, noia, rabbia o tensione. È qualcosa che può capitare: quando un comportamento dà sollievo immediato, con il tempo può trasformarsi in un’abitudine molto frequente.

Il fatto che a volte faccia più fatica a eccitarsi con determinati stimoli non significa necessariamente che stia cambiando il suo orientamento sessuale. Più spesso può dipendere proprio dall’alta frequenza della masturbazione, dall’abitudine a certi stimoli o dal modo in cui si scarica la tensione. Anche stress e ansia possono influire molto.

Potrebbe essere utile provare a capire meglio cosa succede nei momenti in cui sente questo impulso e quali emozioni sta cercando di calmare. Lavorare su stress, rabbia e noia spesso aiuta anche a ridurre questi comportamenti automatici.

Se sente che questa situazione la preoccupa o che l’abitudine è diventata difficile da gestire, può essere utile parlarne con uno psicologo in modo più approfondito. Se lo desidera, sono disponibile ad accompagnarla in un percorso psicologico per capire meglio cosa sta succedendo e trovare strategie che la facciano stare più sereno.

Un caro saluto
Dott.ssa Barcella

Dott.ssa Alessandra Barcella

Salve, vi scrivo per avere una consulenza riguardo una situazione lavorativa in cui mi trovo. Per contesto, lavoro nell’azienda attuale da più di 7 anni in cui progressivamente mi sono affermata, o così pensavo, nei vari ambiti di competenza sempre con impegno e forte dedizione. Il clima aziendale è sempre stato subdolamente tossico, principalmente a causa di una collega che ha reso e continua a rendere il posto un inferno per chiunque si “metta contro” di lei o delle sue idee. Questo ha portato a diversi scontri con diverse personalità nell’azienda che a volte si sono risolte semplicemente con il passare del tempo, e altre volte hanno portato proprio alle dimissioni di alcuni. Io stessa in prima persona ho subito più volte le sue “paturnie” perché caratterialmente sono una persona che preferisce il confronto piuttosto alla falsità e quando alcune cose che mi ha fatto non mi sono state bene ho sempre preferito parlarne direttamente (prese in giro tramite i vari social, turni cambiati per palese ripicca…). Quando ho poi affrontato la persona il più delle volte la situazione si distendeva per passare alla prossima vittima. Per arrivare alla situazione attuale, nell’ultimo periodo c’è stato parecchio stress in tutto l’ambiente anche dovuto all’arrivo imminente di un controllo dai piani alti della sede, che ha portato ad uno “scontro” tra me e il mio datore di lavoro. Da parte sua c’è stata una forte aggressione verbale, con toni di voce fortemente alterati, colpi dati alle ringhiere…, aggressione questa dovuta a detta sua ad una “evidente necessità di essere più aggressivo per poter essere ascoltato visto il forte menefreghismo”. Da parte mia una risposta di difesa in cui appunto affermavo che non capivo il tono dell’attacco e soprattutto le accuse, essendo sempre stata come dicevo fortemente dedita a questo posto di lavoro spesso anche sacrificando molto del mio tempo libero o addirittura presentandomi anche in condizioni di salute fortemente precarie. La discussione non si è conclusa in alcun modo perché alla sua frustrazione sul “perché se parlo con le altre stanno zitte e dicono di sì, quando invece parlo con te hai sempre da rispondermi?” Io non sapevo che risposta dare. Non nego però che questa discussione mi ha lasciato fortemente turbata in primo luogo per la violenza dell’attacco, e poi per l’estraneità dalle accuse che mi rivolgeva. (Solo dopo scoprirò che la discussione che lui faceva non era indirizzata a me!) In ogni caso per giorni io mi sono trovata fortemente destabilizzata da questo episodio aspettandomi che comunque avvenisse un chiarimento una volta che il nervoso del momento fosse passato. Questo non è avvenuto e mi ha lasciato per giorni a pezzi, giorni in cui mi recavo a lavoro senza essere salutata lasciata sola ed esclusa da qualsiasi cosa. Mi sono trovata a non riuscire più a dormire per pensare a come avrei potuto affrontare la situazione, a cosa potevo aver sbagliato, a non mangiare per la sensazione di nausea costante. La cosa che mi ha turbato più di tutte poi è stata la mancanza di empatia da tutto lo staff di colleghe, che mi hanno esclusa da tutto e a malapena mi rivolgevano parola. Questo ha portato alla mia necessità di riaffrontare il mio datore di lavoro per avere un chiarimento, per capire come poter risolvere la situazione. Non è stato facile perché lui ha cercato di evitare il confronto dicendomi anche che lui non aveva niente di cui parlare perché non c’era nessuna situazione. Una volta che sono riuscita ad instaurare un dialogo civile ho cercato di spiegare le mie ragioni della risposta e cercando di capire le sue ragioni per una reazione così aggressiva (qui scoprivo che la sua era una discussione mirata a tutti non solo a me). Più ho provato a spiegargli che secondo me un attacco così aggressivo non poteva portare a nulla di buono più ricevevo risposte fredde e dure. Purtroppo questo muro mi ha fatto vacillare, tanto da farmi arrivare a chiedergli se veramente quindi non avevo nessun valore per quella azienda e se questo trattamento secondo lui era meritato. Da notare è che il primo scontro era stato in presenza della collega di cui parlavo all’inizio, mentre questo secondo incontro lei non era presente. Comunque dopo un po di conversazione ci siamo spiegati e anche lui ha ammesso lo stress e l’aggressività del suo atteggiamento. Per me questa seconda discussione era necessaria per un suo intervento nell’atteggiamento di tutto lo staff, affinché intervenisse perché io potessi trovare un ambiente lavorativo vivibile e non così provante come era stato fino a quel giorno. E da questa seconda discussione sono uscita lievemente positiva e lievemente rincuorata, anche dal fatto che mi ha detto “hai fatto bene a parlarne perché magari io ero ancora innervosito dalla situazione ma parlandone siamo tutti più tranquilli”. Dopo questo confronto io ho avuto i miei giorni di riposo e sono rientrata a lavoro il giorno prima dei controlli in cui ingenuamente, e nuovamente, mi sono trattenuta oltre orario cercando di mostrarmi più positiva anche con le colleghe. Il giorno dopo, giorno dei controlli, arrivo a lavoro e il clima era invece di nuovo di ferro. A malapena saluti, la collega aveva nuovamente stretto la morsa sulle altre tanto ad arrivare al fatto che durante l’ora di pranzo loro si sono prese da mangiare se lo sono divise tra di loro chiedendosi le une con le altre cosa volevano dandomi le spalle e ignorandomi e mangiando davanti a me come se non esistessi. La giornata è stata lunga ed infernale.. e da lì ho capito che non c’era soluzione. Avergli parlato non ha fatto che peggiorare ulteriormente la situazione e io ero ormai 15 giorni sull’orlo dell’esaurimento nervoso, 15 giorni senza mangiare quasi nulla e senza dormire piangendo ogni giorno per l’ansia di cosa mi avrebbe aspettato il giorno dopo. L’ultimo giorno mi sono dovuta recare dal dottore in preda al panico che mi ha dato delle gocce e mi ha consigliato del riposo perché non erano condizioni normali. Io non so più neanche se ho sbagliato o non ho sbagliato, ma mi è sembrato come se volessero eliminarmi per essere quella che risponde, e che tutto è andato giù molto rapidamente. Non mi sembra che ci sia una alternativa sé non andare via, perché arrivare a pensare a gesti estremi pur di non dover andare in quell’ambiente mi sembra assurdo! La mia problematica è una sola, ora sono in malattia e mi sto piano piano riprendendo, ma so già che rientrare lì dopo aver preso una malattia sarebbe un circolo infinito di ritorsioni. Allo stesso tempo però il mio compagno lavora lì con me, e non voglio denunciare per mobbing per evitare ritorsioni anche a lui.. cosa mi consigliate di fare? Io non so più dove sbattere la testa…

Buongiorno,
la ringrazio per aver condiviso con tanta sincerità quello che sta vivendo. Dalle Sue parole emerge quanto questa situazione lavorativa La stia mettendo profondamente sotto pressione, sia emotivamente che fisicamente. Nessuno dovrebbe arrivare a stare così male per il proprio ambiente di lavoro.

Colpiscono molto il senso di isolamento, il continuo stato di allerta e la fatica che sta portando avanti da tempo, cercando comunque di mantenere dialogo, impegno e responsabilità. È comprensibile che, dopo episodi così intensi e ripetuti, oggi Lei si senta confusa, esausta e senza punti di riferimento.

In questo momento credo sia importante innanzitutto dare spazio e ascolto a ciò che sta provando, senza giudicarsi per essere arrivata a un limite. Non è necessario affrontare tutto da sola.

Se lo desidera, resto disponibile ad accompagnarLa in un percorso psicologico che possa aiutarLa a ritrovare maggiore lucidità, tutela emotiva e serenità nel comprendere come muoversi rispetto a questa situazione.

Un caro saluto
Dott.ssa Barcella

Dott.ssa Alessandra Barcella
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