Come si supera una bugia? è possibile riacquistare la fiducia persa? in una relazione ancora non uff
Come si supera una bugia? è possibile riacquistare la fiducia persa? in una relazione ancora non ufficiale forse è pretendere troppo la presenza di esclusività? Andare a letto con altre mentre i rapporti sono raffreddati a causa di continue discussioni e per delle incomprensioni, è corretto? L'altro ha la libertà di vivere la sua vita, in completa autonomia. Ma questo è indice del fatto che non gli interesso? Perché poi a conti fatti, comunque lascia porte aperte, comunque si prende del tempo per capire cosa possiamo essere. Io ho chiaro che voglio essere scelta e che ci deve essere l'impegno di provarci, senza comparse nella nostra storia. Ma è ancora possibile? Dopo un periodo di distacco, ci può essere un ritorno?
105 risposte
Buonasera, la fiducia può essere ricostruita, ma richiede tempo, chiarezza e coerenza nei comportamenti. In una relazione non ancora definita, desiderare l’esclusività non significa necessariamente pretendere troppo: significa riconoscere un proprio bisogno relazionale, che necessita però di essere condiviso. Un riavvicinamento dopo un periodo di distanza è possibile; il punto centrale è comprendere se entrambi desideriate costruire lo stesso tipo di relazione e con quale grado di reciprocità e impegno. Un percorso psicologico può essere utile per fare chiarezza sui propri vissuti, bisogni e aspettative, distinguendo ciò che si desidera dalla concreta disponibilità dell’altro e dalle condizioni necessarie per poter nuovamente investire nella relazione. Un caro saluto
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Buon pomeriggio, le domande che pone sono molto legate tra loro, ma forse è utile separare alcuni piani: la libertà dell'altra persona, l'esclusività, la fiducia e il desiderio di essere scelta. In assenza di un accodo esplicito di un rapporto esclusivo, andare a letto con altre persone non significa necessariamente che l'altro abbia commesso una violazione. Può però essere perfettamente legittimo che per lei sia qualcosa di incompatibile con il tipo di relazione che desidera. Non si tratta quindi tanto di stabilire se sia “corretto” in assoluto, quanto di capire se le aspettative sulla relazione sono compatibili per entrambi. Diverso è il problema della bugia. La fiducia, quando viene meno, non si recupera attraverso rassicurazioni ripetute né attraverso il controllo dell'altro. Può eventualmente ricostruirsi attraverso comportamenti coerenti nel tempo, chiarezza e accordi espliciti. Il fatto che la persona di cui parla continui a lasciare una porta aperta e si prenda del tempo per capire cosa vuole può significare che è ancora coinvolta, ma non permette di sapere con certezza quanto o in quale modo. Una persona può tenere al legame e contemporaneamente non essere pronta, o non voler assumere, l'impegno che per l'altro è necessario. Lei dice con molta chiarezza “voglio essere scelta”. Questo non è necessariamente pretendere troppo. È una sua esigenza relazionale. Allo stesso modo, l'altra persona è libera di non essere pronta a offrirla. Il problema nasce se lei rimane indefinitamente in una posizione di attesa, cercando di interpretare ogni comportamento per capire se prima o poi arriverà quella scelta. Quanto alla possibilità di un ritorno, certamente un periodo di distacco non permette di prevedere da solo quale sarà l'esito. Una relazione può riprendere dopo una pausa, ma perché abbia un significato diverso dal semplice ripetersi della dinamica precedente sarebbe importante che, nel frattempo, siano diventate più chiare le ragioni delle difficoltà e soprattutto ciò che entrambi desiderate. Forse, quindi, la domanda da porsi non è soltanto “tornerà?”, ma anche: “se tornasse domani esattamente com'è oggi, senza cambiamenti nelle sue intenzioni e nei suoi comportamenti, sarebbe la relazione che desidero?” Se la risposta è no, può essere utile non aspettare semplicemente che l'altro decida. Può invece chiarire a se stessa quali sono le condizioni minime per poter riprovare: esclusività, volontà reciproca di impegnarsi, comunicazione, rispetto e coerenza. Non come ultimatum, ma come consapevolezza dei propri confini. Cordialmente
Salve, la fiducia può essere ricostruita, ma richiede tempo, chiarezza e comportamenti coerenti. In una relazione non ancora definita, l’esclusività va condivisa e concordata: più che chiederci cosa sia “giusto” in assoluto, è importante capire cosa lei desidera e di cosa ha bisogno per sentirsi rispettata. Un caro saluto
Buonasera, le domande da lei poste sono tutte legittime, tuttavia non trovano una facile e breve risposta. Ognuno di noi vive ogni singola situazione in maniera del tutto diversa e personale, per cui è importante considerare come le viviamo noi e il perchè, cosi come comprendere come mai anche altri individui si comportano in una certa maniera anche se ci fa soffrire. La comunicazione è la chiave per molte problematiche di coppia, ma la mancanza porta a problematiche di coppia di vario tipo. Consiglio se c'è interesse anche nel coniuge una terapia di coppia o, laddove non uno dei due non fosse interessato, una terapia individuale per poter capire al meglio come gestire la situazione. Un saluto e buona serata
Gentile Utente, comprendo la sua confusione. Nelle frequentazioni non definite, la mancanza di confini chiari genera molta sofferenza. Rispondo direttamente ai suoi dubbi: desiderare l'esclusività non è mai "pretendere troppo", è un bisogno legittimo. Tuttavia, se lui frequenta altre persone e parallelamente le lascia "porte aperte", ci sta mostrando una forte ambivalenza. Tenere la porta socchiusa è spesso un modo per garantirsi la presenza dell'altro senza doversi assumere l'impegno e la responsabilità di una scelta esclusiva. Lei ha scritto una frase fondamentale: "Voglio essere scelta, senza comparse". Questa deve essere la sua bussola. Più che chiedersi se lui cambierà o se la fiducia tornerà, provi a chiedersi se lei è disposta a restare in questa "sala d'attesa" emotiva sperando che lui si decida. Se questa situazione le genera forte stress, un breve consulto psicologico potrebbe aiutarla a mantenere saldi i confini che ha lucidamente individuato, mettendo al centro il suo benessere. Un caro saluto.
Gentile utente, la ringrazio per aver condiviso queste domande così profonde e senza dubbio personali. Mi sento di partire da un'aspetto importante che ho notato nella sua condivisione: lei ha ben chiaro ciò che vuole. Questo non è sempre scontato... e non è sicuramente di poco conto. Molto spesso si ha difficoltà ad entrare in contatto con se stessi, con i propri bisogni o desideri; eppure mi sembra di capire che lei ha già un buon livello di consapevolezza a tal proposito: questo è un punto di partenza fondamentale. Circa le prime domande poste, mi sento di dirle che in realtà non esiste per queste una risposta secca e sempre valida. Il modo in cui intendiamo una relazione, come e se la definiamo è in gran parte soggettivo. Così come il modo in cui possiamo vivere un rapporto (qualsiasi esso sia). E' però importante ricordare una cosa fondamentale: un rapporto nasce dalla presenza di due persone, dalla condivisione, ed è importante che si basi sulla chiarezza e sulla reciprocità. Senza questa chiarezza, senza una comunicazione autentica del proprio sentire, dei propri confini, delle proprie intenzioni, spesso si crea confusione, o delle incomprensioni come lei stessa scrive: si prova a interpretare segnali, si cerca di capire cosa l’altro voglia o pensi, e spesso questo ci lascia senza delle vere risposte. Circa la possibilità di un ritorno dopo un periodo di distacco, o di recuperare la fiducia persa... anche in questo caso mi sento di dirle che la risposta è totalmente soggettiva: non è assolutamente da escludere, se vi è una volontà condivisa, e un'intenzione comune. Vorrei concludere dicendole che immagino quanto questa situazione possa essere difficile per lei. Allo stesso tempo mi sento di dirle anche che talvolta proprio i momenti di crisi ci aiutano a vedere con maggior chiarezza ciò che non va bene per noi, ciò che vorremmo cambiare: questo rappresenta un'occasione di crescita e di ridefinizione della nostra vita così come dei nostri rapporti. Resto naturalmente a disposizione. Saluti, dott.ssa Letizia Sorrentino
Più che chiedersi se sia “corretto” o meno andare con altre persone in una fase non ufficiale, credo sia importante capire quali accordi, aspettative e significati avevate dato entrambi a quella relazione. Se per lei esclusività, chiarezza e impegno sono condizioni necessarie per sentirsi coinvolta e al sicuro, non sono richieste eccessive: sono bisogni relazionali che vanno però condivisi e concordati, non presupposti. La fiducia può essere ricostruita, ma non soltanto con rassicurazioni o promesse: servono coerenza, trasparenza e comportamenti ripetuti nel tempo. Il fatto che lui lasci “porte aperte” non permette da solo di capire quanto sia interessato o cosa voglia davvero; quello che conta è se le sue azioni sono compatibili con ciò che lei desidera da una relazione. Un ritorno dopo un periodo di distacco è possibile, ma non è sufficiente tornare insieme: bisogna capire se le dinamiche che hanno creato distanza sono realmente cambiate. Un supporto psicologico può aiutarla a distinguere il desiderio di essere scelta dalla paura di perdere questa persona e a chiarire quali confini e condizioni siano per lei davvero irrinunciabili. Se vuole approfondire questo passaggio, può contattarmi per una consulenza online o in presenza e consultare la mia agenda per le disponibilità. un caro saluto. Dott. Giulio Blasilli
Buongiorno, una bugia può essere superata, ma la fiducia non si recupera perché si decide di “metterci una pietra sopra”. Ha bisogno di tempo, chiarezza e soprattutto di comportamenti coerenti da parte di entrambi. Sull’esclusività, non credo sia “pretendere troppo”: è un bisogno legittimo. Diventa però importante capire se era stata realmente concordata. Se la relazione non era definita, l’altro poteva sentirsi libero di frequentare altre persone; questo però non significa che lei debba necessariamente stare bene con questa modalità. Il fatto che sia andato con altre persone non permette, da solo, di concludere che lei non gli interessi. Può interessargli e, contemporaneamente, non essere pronto o disposto a vivere la relazione nel modo che lei desidera. Mi sembra infatti che lei abbia già individuato qualcosa di importante: vuole sentirsi scelta, desidera reciprocità ed esclusività e non vuole vivere una relazione lasciata continuamente in sospeso. Più che chiedersi “tornerà?” o “è ancora possibile?”, forse può chiedersi: “quello che lui è disponibile a offrirmi oggi corrisponde a ciò di cui io ho bisogno?”. Un ritorno dopo un periodo di distanza può certamente accadere, ma perché abbia senso dovrebbe nascere da una scelta reciproca e da accordi più chiari, non soltanto dalla paura di perdersi.
Quando in una relazione viene meno la fiducia, è comprensibile chiedersi se sia possibile ritrovarla. La fiducia, però, difficilmente torna semplicemente perché l’altra persona si mostra dispiaciuta: si ricostruisce nel tempo, attraverso comportamenti coerenti e attraverso la possibilità di comprendere cosa è successo e che significato ha avuto per entrambi. Anche rispetto all’esclusività, credo sia importante non cercare una regola che valga per tutte le relazioni. Se una relazione non è ancora stata definita come esclusiva, l’altra persona è libera di vivere la propria vita. Ma questo non significa che lei debba necessariamente stare bene con questa modalità. La libertà dell’altro e i nostri bisogni possono esistere contemporaneamente: l’altro può essere libero di scegliere e noi possiamo essere liberi di capire se quella scelta è compatibile con ciò che desideriamo. Per questo, più che chiedersi se andare a letto con altre persone sia “giusto” o “sbagliato”, o se significhi automaticamente non essere interessati, proverei a chiedersi che cosa questo comportamento rappresenta per lei e che cosa le comunica rispetto alla relazione che sta vivendo. Mi colpisce soprattutto una cosa che scrive: lei sa di voler essere scelta. E sapere di voler essere scelta non significa necessariamente chiedere troppo. Significa riconoscere un proprio bisogno e provare a capire se l’altra persona può e vuole incontrarlo. Non possiamo sapere in anticipo se dopo un periodo di distacco ci sarà un ritorno. Una relazione può ritrovare uno spazio, ma perché questo accada non è sufficiente che rimangano delle “porte aperte”: servono chiarezza, disponibilità reciproca e, soprattutto, la possibilità di costruire qualcosa di diverso da ciò che ha portato alle incomprensioni. Forse, quindi, più che cercare di capire se l’altra persona tornerà, può essere utile ascoltare ciò che questa esperienza sta dicendo di lei: che cosa desidera, che cosa non vuole più accettare e quale tipo di relazione sente davvero di voler costruire. A volte il punto non è soltanto capire se l’altro ci sceglierà, ma anche riuscire a chiederci: “Questa è una relazione nella quale io mi sento scelta?” E forse è proprio da questa domanda che può iniziare qualcosa di importante: non necessariamente la fine o il ritorno della relazione, ma una maggiore chiarezza su ciò che vogliamo e su ciò che, per noi, significa davvero stare insieme.
Buonasera, una bugia può essere superata, ma la fiducia non torna semplicemente perché si decide di perdonare: va ricostruita attraverso tempo, coerenza e comportamenti trasparenti da entrambe le parti. In una relazione non ancora definita, l’esclusività non può essere data per scontata: va concordata. Se non c’era un accordo esplicito, frequentare altre persone non significa necessariamente che lei non sia importante. Allo stesso tempo, però, è legittimo che lei riconosca che questo tipo di situazione non è compatibile con ciò che desidera. Il punto forse non è capire se l’altra persona sia libera di vivere la propria vita, ma chiedersi se il tipo di relazione che può offrirle oggi corrisponde a ciò di cui lei ha bisogno. Lei dice chiaramente di voler essere scelta e di desiderare un impegno reciproco: questo bisogno merita di essere ascoltato, senza cercare di convincere l’altro a darle qualcosa che non è pronto a dare. Un ritorno dopo un periodo di distacco è certamente possibile, ma perché abbia senso dovrebbe poggiare su basi diverse da quelle che hanno portato alla distanza. Un percorso psicologico potrebbe aiutarla a comprendere meglio i suoi bisogni, i suoi confini e la paura di perdere questa persona, così da affrontare la situazione con maggiore chiarezza e tutelare sé stessa.
Buongiorno, dal suo racconto emerge una situazione nella quale sembrano convivere due esigenze: da una parte il desiderio di recuperare un rapporto che considera importante, dall’altra il bisogno di sentirsi scelta e di costruire una relazione nella quale possa esserci fiducia. È comprensibile che si senta confusa, soprattutto quando l’altra persona mantiene aperta la possibilità di un futuro insieme, ma nel frattempo compie scelte che lei vive come incompatibili con quel futuro. Da una prospettiva cognitivo comportamentale, sarebbe utile distinguere ciò che è accaduto, il significato che lei attribuisce a quei comportamenti e ciò di cui ha concretamente bisogno per stare bene in una relazione. Innanzitutto, una bugia non si supera semplicemente decidendo di non pensarci più. Quando viene meno la fiducia, può diventare difficile interpretare serenamente anche comportamenti che prima sarebbero sembrati innocui. Potrebbero comparire pensieri come “e se mi stesse nascondendo altro?”, “come faccio a sapere che non succederà di nuovo?” oppure “se mi ha mentito una volta, perché dovrei credergli adesso?”. Questi pensieri sono comprensibili, ma possono portare a cercare continue conferme, controllare i comportamenti dell’altro o ripercorrere mentalmente quanto accaduto. Il problema è che nessuna verifica può offrire una garanzia assoluta sul futuro. La fiducia può essere ricostruita, ma non attraverso le sole rassicurazioni. Richiede che la persona riconosca ciò che è accaduto, comprenda le conseguenze della propria condotta e mostri nel tempo comportamenti coerenti con ciò che dichiara di volere. È importante, però, anche chiarire quale fosse il significato del vostro rapporto prima di quanto accaduto. L’esclusività non dipende necessariamente dall’avere definito ufficialmente una relazione. Due persone possono non chiamarsi ancora fidanzati e avere comunque concordato di non frequentare altri partner. Allo stesso modo, possono conoscersi senza aver assunto questo impegno. Il punto centrale è comprendere se tra voi esistesse un accordo esplicito oppure se entrambi davate per scontate aspettative differenti. Questo non significa che, in assenza di un accordo, lei debba considerare irrilevante ciò che è successo. Può riconoscere la libertà dell’altra persona e, contemporaneamente, accorgersi che il modo in cui ha scelto di esercitarla non corrisponde a ciò che desidera per sé. Anche la domanda “se è andato a letto con altre persone, significa che non gli interesso?” merita attenzione. Non è possibile ricavare con certezza i sentimenti di qualcuno da un singolo comportamento. Una persona può provare interesse e, allo stesso tempo, non essere disponibile a costruire una relazione esclusiva. Può desiderare di mantenere un legame senza sapere se vuole assumersi un impegno, oppure avere aspettative molto diverse da quelle dell’altro. Per questo, forse, sarebbe più utile spostare la domanda da “gli interesso davvero?” a “ciò che è disposto a costruire con me corrisponde alla relazione che desidero?”. Sono due questioni differenti. Potrebbe anche esserci un interesse sincero, ma questo non sarebbe automaticamente sufficiente a rendere la relazione soddisfacente per entrambi. Mi sembra molto importante ciò che scrive: “Io ho chiaro che voglio essere scelta e che ci deve essere l’impegno di provarci, senza comparse nella nostra storia”. Questa frase esprime un bisogno relazionale che merita di essere riconosciuto. Non è necessario convincersi di desiderare una relazione meno impegnativa soltanto perché l’altra persona, in questo momento, non sa cosa vuole. Allo stesso tempo, sarebbe utile comunicare questo bisogno senza trasformarlo in una richiesta di scegliere immediatamente sotto pressione. Potrebbe dirgli con chiarezza che è disponibile a comprendere se esista una possibilità di ricostruire il rapporto, ma che per lei provarci significa anche concordare un’esclusività e un impegno reciproco. A quel punto, la sua risposta e soprattutto i suoi comportamenti potranno darle informazioni più utili di molte interpretazioni. Da una prospettiva cognitivo comportamentale, un altro aspetto importante riguarda il rischio di rimanere bloccata nell’attesa. Quando una persona lascia una porta aperta, può essere difficile allontanarsi perché ogni piccolo segnale alimenta la speranza: un messaggio, una maggiore vicinanza, la proposta di rivedersi o il bisogno di altro tempo per capire. Il sollievo che prova in quei momenti può rendere più difficile considerare l’insieme della situazione e chiedersi se l’attesa sia ancora compatibile con il proprio benessere. Non si tratta di pretendere che l’altro abbia immediatamente tutte le risposte, ma di riconoscere che anche lei ha il diritto di valutare quanto tempo e quanta incertezza desidera sostenere. Rispetto alla possibilità di un ritorno dopo un periodo di distacco, certamente due persone possono ritrovarsi e decidere di ricostruire un rapporto. Tuttavia, il ritorno non coincide necessariamente con la soluzione delle difficoltà precedenti. Sarebbe importante comprendere che cosa ha generato le discussioni, come avete affrontato le incomprensioni e quali cambiamenti concreti sarebbero necessari affinché la relazione non riprenda esattamente dalle stesse difficoltà. Se il rapporto dovesse ricominciare senza affrontare questi aspetti, il rischio sarebbe di ritrovarsi nuovamente tra aspettative differenti, sfiducia e paura di perdere l’altro. Se questa situazione le provoca molta sofferenza o sente di non riuscire a prendere posizione nonostante abbia chiaro ciò che desidera, potrebbe essere utile approfondire il proprio funzionamento in un percorso psicologico, possibilmente ad orientamento cognitivo comportamentale. Un lavoro di questo tipo potrebbe aiutarla a comprendere quali pensieri si attivino quando teme di non essere scelta, quanto la speranza di recuperare il rapporto influenzi le sue decisioni e come distinguere il desiderio autentico di stare con una persona dalla difficoltà di accettare che possa non offrirle ciò di cui ha bisogno. L’obiettivo non sarebbe convincerla a chiudere oppure a concedere un’altra possibilità, ma aiutarla a scegliere con maggiore chiarezza, senza che siano soltanto la paura della perdita o il bisogno di una risposta definitiva a orientarla. Forse, in questo momento, la domanda più importante non è “potrà mai tornare?”, ma “se tornasse, quali condizioni dovrebbero esserci perché io possa vivere questa relazione in modo diverso da prima?”. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Buongiorno, mi verrebbe da dire sì che una bugia si può superare. Ricostruire la fiducia e provare emozioni che si possono essere affievolite è possibile, ma richiede due condizioni iniziali precise: dialogo e una reale disponibilità a mettersi in discussione per poter iniziare a creare un nuovo legame che sarà in qualche modo diverso dal precedente. Anche se una relazione non è ancora “formale”, non deve mancare il rispetto, anche emotivo. Andare con altre persone durante una fase di distacco o conflitto può indicare una tendenza alla fuga dalle difficoltà o, semplicemente, un diverso comportamento rispetto a quello che invece Lei farebbe. Tenere "le porte aperte" senza esporsi è una classica posizione di ambivalenza: beneficiare del legame mantenendo però una via di scampo. Chiedere esclusività e certezza non è pretendere troppo, è definire i confini che per Lei sono significativi. Quindi si dopo un periodo di distacco può esserci un ritorno e qui mi ricollego a quanto scritto all’inizio sul trovare le giuste condizioni e il compromesso per entrambi. Rimango a disposizione per ulteriori chiarimenti e se ha bisogno di un consulto più approfondito sia libera di contattarmi per un colloquio conoscitivo.
Buongiorno. Credo che nelle sue parole ci sia già qualcosa di molto chiaro: lei sa cosa desidera. Vuole sentirsi scelta e vuole provare a costruire una relazione senza altre persone in mezzo. La fiducia può tornare anche dopo una bugia e un periodo di distanza, ma occorre vedere cosa siete disposti a fare entrambi oggi. Il fatto che lui sia stato con altre persone non ci dice necessariamente cosa prova per lei, così come lasciare una porta aperta non significa ancora scegliere di attraversarla insieme. Forse è proprio qui il punto: capire se il vostro desiderio di ritrovarvi può diventare una scelta reciproca e concreta.
Cara signora, non esiste una risposta valida e univoca alle sue domande e dubbi. Credo che l'unica via da percorrere sia quella di ascoltarsi e capire ciò che per lei è importante, al di là di ciò che dice o pensa l'altra persona. La saluto cordialmente
La fiducia può essere ricostruita, ma difficilmente attraverso il tentativo di ottenere certezze immediate dall’altro. In una fase non ufficializzata, infatti, l’esclusività non può essere data per scontata: ciò che conta è comprendere se i vostri bisogni e le vostre aspettative sono realmente condivisi. Il punto forse non è stabilire se il suo comportamento significhi che non gli interessi, ma osservare come tu vivi l’incertezza e cosa ti accade quando non ti senti scelta. In un’ottica cognitivo-costruttivista, potrebbe essere utile esplorare proprio questo significato personale del “voler essere scelta” e il bisogno di avere garanzie per sentirti al sicuro nella relazione. Un eventuale ritorno è possibile, ma non può essere previsto: può diventare significativo solo se entrambi riuscite a chiarire cosa volete e a costruire modalità relazionali più coerenti e reciproche.
La domanda che poni, secondo me, contiene già una parte della risposta: tu non stai semplicemente chiedendo se sia “corretto” che l'altra persona sia andata a letto con qualcun altro. Stai cercando di capire che cosa quel comportamento significhi rispetto a voi due, alla fiducia e soprattutto rispetto alla possibilità di essere scelta. E sono tre questioni diverse. Se non avevate mai parlato chiaramente di esclusività, non sarebbe corretto trasformare retroattivamente quell'aspettativa in un obbligo. L'altra persona aveva la libertà di vivere la propria vita e di frequentare altre persone. Ma questo non significa che tu debba necessariamente accettare quella modalità relazionale. Libertà e compatibilità sono due cose differenti. Può avere il diritto di frequentare altre persone e tu puoi avere il diritto di dire: “Io, in una relazione che voglio costruire, non me la sento di stare in questa situazione”. Ed è qui che, secondo me, devi spostare la domanda da “era corretto quello che ha fatto?” a “è compatibile con ciò che io desidero da una relazione?”. Perché dici una cosa molto chiara: “voglio essere scelta e ci deve essere l'impegno di provarci”. Questa non è necessariamente una pretesa eccessiva. È una tua esigenza relazionale. Il punto è capire se dall'altra parte esiste la stessa intenzione, non cercare di ottenere quella scelta attraverso l'attesa, le discussioni o la paura di perderlo. Anche la fiducia funziona in questo modo. Una bugia non si supera semplicemente decidendo di perdonare. La fiducia si ricostruisce attraverso comportamenti coerenti nel tempo. E soprattutto non puoi ricostruirla da sola. Puoi decidere di concedere un'altra possibilità, ma perché quella possibilità diventi realmente una relazione nuova devono esserci trasparenza, responsabilità e comportamenti che rendano nuovamente possibile sentirsi al sicuro. Altrimenti rischi di trovarti in una posizione molto dolorosa: continui ad aspettare che l'altro decida cosa siete, interpreti ogni apertura come un possibile ritorno, ogni distanza come un possibile rifiuto e ogni gesto affettuoso come una promessa. E così la tua vita rimane sospesa in una relazione che non ha ancora scelto di esistere pienamente. Il fatto che lui lasci delle porte aperte e si prenda tempo per capire cosa potete essere non dimostra automaticamente che non gli interessi. Può significare che è ambivalente, che ha bisogno di tempo, che è coinvolto ma non sa cosa vuole, oppure semplicemente che non desidera la stessa forma di relazione che desideri tu. Non possiamo sapere quale di queste interpretazioni sia quella corretta senza ascoltare anche lui. Ma c'è una cosa che puoi sapere: tu cosa vuoi. E questa è forse la parte più importante del tuo messaggio. Tu dici di volere una persona che ti scelga e che si impegni a provare a costruire qualcosa con te. Allora forse la domanda non deve più essere “quanto devo aspettare perché scelga me?”, ma “quanto tempo sono disposta a rimanere in una situazione nella quale io ho già scelto e l'altra persona no?”. Perché un ritorno è possibile? Certamente, le persone possono riavvicinarsi dopo un periodo di distanza. Ma un ritorno non equivale automaticamente a una ricostruzione della relazione. Si può tornare perché manca l'altro, perché ci si sente soli, perché si ha nostalgia, perché si teme di perderlo definitivamente. Tutto questo è diverso dal tornare dicendo: “Ho capito cosa voglio e sono disposto a costruirlo con te”. È quest'ultima parte che dovresti cercare. E forse non devi nemmeno decidere oggi se questa storia sia definitivamente finita. Puoi lasciare aperta la possibilità di un futuro incontro senza mettere la tua vita in attesa di quel momento. Puoi dire, anche implicitamente: “Io sono disponibile a vedere cosa possiamo costruire, ma non sono disponibile a vivere indefinitamente nell'incertezza”. Questa è una posizione molto diversa dal rincorrere qualcuno. Se senti che questa situazione ti sta facendo oscillare continuamente tra speranza, rabbia, gelosia e paura di perderlo, un percorso psicologico potrebbe aiutarti moltissimo a distinguere ciò che appartiene alla relazione da ciò che viene attivato dentro di te: il bisogno di essere scelta, la paura dell'abbandono, la difficoltà a tollerare l'incertezza e il confine tra comprensione dell'altro e rinuncia ai propri bisogni. Perché alla fine non devi convincere qualcuno a sceglierti. Devi capire se quella persona, liberamente, è capace e desiderosa di costruire con te il tipo di relazione che tu desideri. E se vuoi lavorare seriamente su questo passaggio, puoi contattarmi quando vuoi.
Grazie per aver condiviso la sua situazione. Le domande che pone sono molto comprensibili, soprattutto quando all'interno di una relazione ci sono state incomprensioni, discussioni e una perdita di fiducia. È naturale chiedersi se sia ancora possibile recuperare il rapporto e, allo stesso tempo, cercare di capire come interpretare i comportamenti dell'altra persona. Credo però che non ci sia una risposta univoca alla domanda su ciò che sia “corretto” fare in una situazione come questa. Molto dipende da che tipo di relazione desidera lei, da quali siano i suoi valori e bisogni e da ciò che, invece, desidera l'altra persona. Se la relazione non è stata definita come esclusiva, ad esempio, non è necessariamente possibile dare per scontata l'esclusività; allo stesso tempo, lei ha pieno diritto di riconoscere che una situazione non esclusiva non corrisponde a ciò che desidera per sé. Più che cercare di stabilire se i comportamenti dell'altra persona siano un indice del fatto che lei sia o meno interessata, potrebbe essere utile concentrarsi su ciò che lei considera indispensabile per sentirsi scelta, tutelata e coinvolta in una relazione. Anche il tema della fiducia può essere esplorato: una fiducia persa può talvolta essere ricostruita, ma richiede generalmente tempo, chiarezza, comportamenti coerenti e la volontà di entrambe le persone di investire nel rapporto. Un percorso psicologico potrebbe aiutarla proprio a fare maggiore chiarezza su questi aspetti, distinguendo ciò che dipende dai comportamenti dell'altra persona da ciò che invece può scegliere e modificare lei, lavorando sui propri bisogni, confini, aspettative e modalità di vivere la relazione. Anche rispetto alla possibilità di un ritorno, più che cercare di prevedere cosa farà l'altra persona, può essere utile comprendere che cosa lei desidererebbe trovare, eventualmente, al suo ritorno e quali condizioni sarebbero per lei necessarie per riprovare. Se desidera, rimango a disposizione.
Salve, le domande che pone riguardano un aspetto molto delicato delle relazioni: il rapporto tra fiducia, esclusività, libertà personale e bisogno di sentirsi scelti. Non esiste una regola valida in assoluto che stabilisca cosa sia “corretto” fare quando una relazione non è ancora ufficializzata. Molto dipende dagli accordi, espliciti o impliciti, che le due persone hanno costruito e soprattutto dalle aspettative che ciascuno porta nella relazione. Se non era stata concordata un'esclusività, il fatto che l'altra persona abbia avuto rapporti con altre persone non significa necessariamente che lei non sia interessata o che non provi qualcosa per lei. Allo stesso tempo, però, è altrettanto comprensibile che questo comportamento possa averla ferita o possa essere incompatibile con ciò che lei desidera da una relazione. La questione, quindi, non è tanto stabilire chi abbia ragione, quanto comprendere se oggi esista una reale compatibilità tra i vostri bisogni e le vostre aspettative. Anche la fiducia può essere ricostruita, ma difficilmente attraverso rassicurazioni o promesse. Dopo una bugia, è normale che rimangano dubbi e che si abbia bisogno di osservare nel tempo se alle parole corrispondano comportamenti coerenti. Ricostruire la fiducia richiede generalmente tempo, trasparenza e disponibilità da parte di entrambi a comprendere ciò che è accaduto, senza trasformare la relazione in un continuo controllo dell'altro. Mi sembra particolarmente importante anche ciò che dice alla fine: lei sa di voler essere scelta e di desiderare una persona realmente disponibile a impegnarsi per costruire qualcosa. Questo è un bisogno legittimo, ma può essere utile distinguere tra il desiderio di essere scelta e la necessità di ottenere dall'altra persona una risposta immediata. L'altra persona può avere bisogno di tempo per capire cosa vuole; contemporaneamente, lei può decidere quanto tempo è disposta ad aspettare e soprattutto quale tipo di rapporto è disposta ad accettare durante questo periodo. Il fatto che una persona lasci una porta aperta o si prenda del tempo non permette, da solo, di sapere quanto sia coinvolta. Può indicare interesse, ambivalenza, incertezza o semplicemente il desiderio di non interrompere completamente il rapporto. Per questo può essere più utile concentrarsi sui comportamenti concreti e sulla qualità della relazione piuttosto che cercare di interpretare ogni singolo segnale. Quanto alla possibilità di un ritorno dopo un periodo di distacco, certamente una distanza non rende automaticamente impossibile riprendere un rapporto. Tuttavia, un eventuale ritorno avrebbe senso soprattutto se accompagnato da una maggiore chiarezza rispetto a ciò che entrambi desiderate e dalla disponibilità a modificare quelle dinamiche che hanno portato alle discussioni e all'allontanamento. Tornare insieme, da solo, non risolverebbe necessariamente ciò che in precedenza ha creato difficoltà. Forse, più che chiedersi in questo momento se lui tornerà o se sia ancora possibile, potrebbe essere utile chiedersi che tipo di relazione desidera lei e quali condizioni considera necessarie per poterla vivere serenamente. Da lì sarà più facile capire anche che cosa è disposta ad aspettare e che cosa, invece, non vuole più accettare. Le mando un caloroso saluto Dott. Michele Basigli Psicologo Clinico Perugia
Buongiorno, lei è portatrice di una istanza di coppia ed è in un percorso di coppia che andrebbero affrontate le problematiche qui espresse. Ne parli col suo compagno, sarebbe una occasione di crescita per entrambi. Cordiali Saluti Dott. Diego Ferrara
Salve, per Lei è possibile? come la fa sentire la situazione in cui si trova? cosa desidera per se stessa e da questa relazione?. E' possibile se lo è per lei nella misura dei suoi confini, dei suoi tempi e di quello che vuole per la sua vita.
Una bugia si può superare, ma la fiducia si ricostruisce con tempo e comportamenti coerenti. Se non avevate concordato l’esclusività, non è corretto parlare automaticamente di tradimento, ma è comunque legittimo che per lei sia incompatibile con ciò che desidera. Il fatto che lui lasci le porte aperte non significa necessariamente che non gli interessi, ma indica che oggi non sta facendo una scelta chiara. Un ritorno è possibile, ma dovrebbe basarsi su chiarezza e volontà reciproca, non sull’attesa. Più che chiedersi se tornerà, si chieda: “Questa relazione, così com’è oggi, mi fa stare bene?”
Ciao, capisco la difficoltà di trovarsi in una situazione così incerta, soprattutto quando ci sono stati sentimenti ed una fiducia che è stata messa in discussione. La sua domanda apre tante porte: sulla fiducia, sulla possibilità di ricostruire il rapporto e sul significato dei comportamenti dell'altra persona, credo sia difficile dare una risposta univoca senza conoscere meglio la vostra storia e, soprattutto, ciò che lei desidera davvero per sé e per questa relazione. Più che cercare di capire se l'altra persona tornerà o se il suo comportamento significhi necessariamente che non è interessata, potrebbe essere utile comprendere cosa è accaduto tra voi, che significa ha dato a quello che è successo, quali sono i suoi bisogni e le aspettative relative a questa storia; se esistono le condizioni per costruire una relazione nella quale entrambi possiate sentirvi scelti e coinvolti.
Gentile utente, le domande che pone riguardano il modo in cui si strutturano le relazioni tra adulti: la fiducia non è un dato di partenza, ma il risultato di un patto chiaro tra due persone. Secondo un approccio sistemico-relazionale, quando una relazione non è ancora "ufficiale", si tende a creare una zona d'ombra in cui ciascuno agisce sulla base di aspettative implicite e non condivise. Il fatto che il suo partner abbia frequentato altre persone durante un periodo di crisi e di allontanamento non significa necessariamente che lei non gli interessi più, ma piuttosto che state affrontando la relazione a ritmi e con idee di impegno molto diversi. L'uso di "altre comparse" e il lasciare "porte aperte" sono modalità con cui lui gestisce la distanza per evitare di definire chiaramente il legame. La possibilità di superare una bugia e di riacquistare la fiducia dipende da quanto entrambi siate disposti a cambiare le regole del gioco. Piuttosto che chiedersi se sia possibile un "ritorno" o se lui alla fine la "sceglierà", è importante considerare la sua capacità di agire: quanto è disposta ad aspettare che l'altro decida cosa vuole, rimanendo in una posizione di sospensione e sofferenza? Riprendere in mano la propria vita significa chiarire a se stessi quali sono i propri limiti e se la relazione, così come si presenta oggi, rispetta i propri bisogni di dignità e trasparenza. Per esplorare queste dinamiche e uscire dalla trappola dell'attesa, le consiglio di rivolgersi a uno psicologo o psicoterapeuta: un percorso che le permetterà di mettere al centro le sue scelte e non solo quelle altrui.
Buongiorno, mi sembra che le sue domande ruotino tutte intorno a un bisogno molto comprensibile: capire se, nonostante quello che è successo, esista ancora uno spazio in cui poter costruire qualcosa di diverso tra voi. Forse però è importante distinguere il tema della libertà dell'altro da quello della fiducia. Se non avevate esplicitamente concordato un'esclusività, non è necessariamente possibile leggere il fatto che abbia frequentato altre persone come una “colpa” in senso assoluto. Questo, però, non significa che lei non possa esserne rimasta ferita o che debba accettare una modalità di relazione che non corrisponde a ciò di cui ha bisogno. Mi sembra infatti che lei abbia abbastanza chiaro un punto: non sta chiedendo semplicemente di essere scelta a parole, ma di trovare dall'altra parte una disponibilità concreta a investire nella relazione e a costruirla insieme. La questione forse diventa allora meno “tornerà?” e più “che tipo di relazione potremmo costruire, se entrambi decidessimo di riprovarci?”. Anche la fiducia, dopo una bugia o una ferita, può essere recuperata, ma difficilmente attraverso le rassicurazioni o cercando di capire continuamente cosa significhino i comportamenti dell'altro. Ha bisogno di tempo, chiarezza e soprattutto di esperienze nuove e coerenti tra voi. Un periodo di distacco non esclude necessariamente un ritorno, ma un eventuale ritorno avrebbe senso solo se potesse aprire una modalità diversa di stare nella relazione, non semplicemente riportarvi dentro le stesse dinamiche che vi hanno allontanati.
Capisco i suoi dubbi: quando una relazione è ancora indefinita e la fiducia viene messa in discussione, è facile cercare di interpretare ogni comportamento dell’altro. In una relazione non ancora ufficializzata, l’esclusività non può essere data per scontata se non è stata esplicitamente condivisa. Questo, però, non significa che il suo desiderio di essere scelta, di avere reciprocità e un impegno concreto sia eccessivo. La fiducia può essere ricostruita, ma richiede chiarezza e soprattutto comportamenti coerenti nel tempo da parte di entrambi. Allo stesso modo, un ritorno dopo un periodo di distacco è possibile, ma non necessariamente significa che l’altra persona sia pronta a costruire una relazione. Più che cercare di capire cosa significhino le sue azioni, può essere utile partire da una domanda: questa relazione, così com’è oggi, corrisponde a ciò di cui lei ha bisogno? Da lì si può capire se esistono le condizioni per ripartire, oppure se il distacco rappresenta un modo per tutelarsi.
Salve, da quello che racconta, mi sembra che ci siano almeno tre piani diversi che si sono sovrapposti: la bugia, l'assenza di un accordo chiaro sull'esclusività e il suo bisogno di sentirsi scelta. Una persona può provare attrazione, affetto, coinvolgimento e contemporaneamente non essere pronta a impegnarsi. Può essere confusa. Può avere paura. Può desiderare di mantenere aperte delle possibilità. Può non sapere cosa vuole. Oppure può provare qualcosa per te ma non abbastanza da scegliere una relazione esclusiva. Quindi il comportamento dell'altro non le permette necessariamente di misurare quanto vale o quanto gli interessa. Le dice però qualcosa di molto importante su ciò che è disposto a offrirle adesso. E questo, per lei, potrebbe essere persino più importante, chiedersi di cosa ha bisogno lei in questo momento della sua vita.
Sì, la fiducia può ricostruirsi, ma solo con chiarezza, coerenza e un impegno reciproco: senza un accordo di esclusività, non è automaticamente scorretto frequentare altri, ma può essere incompatibile con ciò che desideri tu. Un ritorno dopo il distacco è possibile, ma non è garantito: se questa situazione ti fa soffrire, parlarne con uno psicologo può aiutarti a capire quali confini e bisogni vuoi tutelare. Se volessi ci sono anche io. Ciao
Buongiorno, la fiducia può essere ricostruita, ma servono chiarezza, coerenza e reciprocità. Desiderare esclusività non è “pretendere troppo”: va però concordata, non presupposta. Più che chiedersi se tornerà, provi a capire se ciò che lui è disposto a costruire corrisponde a ciò di cui lei ha bisogno.
La domanda che pone sembra contenere diversi livelli intrecciati: la ferita per una possibile bugia o mancanza di trasparenza, il bisogno di esclusività, l’incertezza su ciò che siete, il timore di non essere abbastanza importante e il desiderio, molto legittimo, di sentirsi scelta. Quando una relazione è “non ufficiale”, infatti, non è sempre chiaro quali siano gli accordi: ciò che per una persona è libertà, per l’altra può essere vissuto come tradimento. La sofferenza non dipende soltanto dall’eventuale comportamento dell’altro, ma anche dal significato che quel comportamento assume per lei. Per questo non credo sia utile chiedersi in astratto se andare a letto con altre persone sia “corretto”. La domanda più importante è: quali accordi avevate esplicitamente o implicitamente condiviso? Se non avevate stabilito un’esclusività, l’altro può avere considerato legittimo vivere altre esperienze. Questo, però, non rende irrilevante il suo dolore e non significa automaticamente che lei non gli interessi. Allo stesso tempo, il fatto che una persona lasci delle porte aperte e chieda tempo non equivale necessariamente a una scelta d’amore: può indicare interesse, ambivalenza, difficoltà a decidere o il desiderio di mantenere una possibilità senza assumere un impegno pieno.
Come si supera una bugia e se è possibile riacquistare la fiducia persa sono domande che mostrano con chiarezza dove si è incrinato il legame e quali bisogni per te sono fondamentali. Chiedi anche se, in una relazione non ancora ufficiale, sia ‘pretendere troppo’ chiedere esclusività, e se sia ‘corretto’ andare a letto con altre persone durante un periodo di raffreddamento. Questi punti indicano che i confini tra voi non erano condivisi, mentre per te l’impegno e l’assenza di comparse sono criteri essenziali. Il fatto che l'altro mantenga porte aperte e si prenda tempo non significa automaticamente disinteresse, ma mostra ambivalenza. Tu invece hai chiaro che vuoi essere scelta e che il percorso deve essere definito. È possibile un ritorno dopo un distacco? Sì, ma solo se entrambi riconoscete cosa ha ferito la fiducia e quali comportamenti concreti servono per ricostruirla. Senza questo, si ripetono gli stessi schemi.
La ringrazio per la sua condivisione e le sue domande. Capisco quanto possa far male scoprire una bugia e, nello stesso tempo, sentire che tra voi c’è ancora una possibilità. Desiderare esclusività non è pretendere troppo: è un bisogno che si può esprimere, anche se la relazione ha vissuto un periodo di distacco. L’importante è capire se è un desiderio condiviso. Il fatto che lui abbia avuto altre relazioni nel mentre non dimostra che non gli interessa. Un ritorno non dipende solo dal tempo trascorso: servono sincerità, una scelta reciproca e comportamenti coerenti. Ha il diritto di valutare se ciò che lui può offrire oggi corrisponde alla relazione che desidera. Rimango a disposizione. Un caro saluto
Gentile utente, in una relazione non ancora definita è importante distinguere tra ciò che è stato esplicitamente concordato e ciò che ciascuno desiderava o dava per scontato. L'esclusività, così come altri confini della relazione, difficilmente può essere data per acquisita se non è mai stata condivisa. Una bugia, però, può incidere sulla fiducia anche indipendentemente dall'etichetta della relazione. Recuperarla richiede tempo, chiarezza e soprattutto comportamenti coerenti da parte di entrambi. Più che chiedersi se l'altro abbia ancora interesse, potrebbe essere utile chiedersi se il modo in cui state vivendo questo rapporto è compatibile con ciò che lei desidera: essere scelta, avere reciprocità e un impegno concreto. Un periodo di distanza può talvolta lasciare spazio a un nuovo incontro, ma non è possibile sapere in anticipo se ci sarà un ritorno. Può invece essere utile parlarne con uno psicoterapeuta per comprendere meglio cosa questa situazione sta muovendo in lei e quali confini e bisogni desidera portare nella relazione. Un caro saluto.
Buongiorno, superare una bugia e ricostruire la fiducia non è mai un semplice atto di volontà, ma un vero e proprio lavoro di elaborazione emotiva che tocca le fondamenta della relazione. Chi ha mentito deve assumersi la responsabilità dell'atto, tollerare il senso di colpa e la rabbia dell'altro senza minimizzare; chi ha subito la bugia ha bisogno di tempo per elaborare il tradimento e ritrovare sicurezza attraverso la coerenza del partner. Comprendere il significato profondo e il bisogno inespresso dietro la bugia permette di rinegoziare un nuovo patto relazionale, gestendo l'ambivalenza tra la paura di mettersi di nuovo in gioco ed il desiderio di unione, eventualmente sostenuti da un percorso psicoterapico.
Buongiorno, le domande che pone sembrano toccare un tema centrale: il bisogno di sentirsi scelta, di avere chiarezza e di costruire una relazione caratterizzata da reciprocità e impegno. Quando una relazione non è ancora stata definita come esclusiva, non è possibile dare per scontato che entrambi attribuiscano allo stesso modo il significato di fedeltà, esclusività o impegno. Questo non significa però che lei debba necessariamente accettare una situazione che non rispecchia ciò che desidera. I bisogni e i valori relazionali possono essere diversi e non è necessario che uno dei due sia “sbagliato”. Anche rispetto alla fiducia, è possibile che dopo una bugia questa venga progressivamente ricostruita, ma difficilmente attraverso le sole rassicurazioni: sono soprattutto la coerenza, la trasparenza e i comportamenti nel tempo a permettere di recuperarla. Allo stesso modo, un periodo di distanza non permette da solo di stabilire se una relazione sia definitivamente conclusa o se possa esserci un riavvicinamento. Più che cercare di interpretare ogni comportamento dell’altra persona come prova del suo interesse o disinteresse, può essere utile chiedersi che tipo di relazione desidera lei e quali condizioni considera necessarie per sentirsi serena all’interno di essa. Se desidera una relazione stabile, esclusiva e basata su un impegno reciproco, questo è un bisogno legittimo che può essere comunicato chiaramente. A quel punto sarà importante osservare non soltanto ciò che l’altra persona dice, ma anche ciò che concretamente è disponibile a fare. In questo senso, non necessariamente il fatto che l’altro si prenda del tempo o viva la propria vita in autonomia significa che lei non gli interessi. Può semplicemente indicare che in questo momento non vive la relazione con le sue stesse aspettative o non ha ancora maturato la stessa decisione. La questione diventa quindi capire se le rispettive esigenze siano compatibili. Un percorso psicologico potrebbe offrire uno spazio per approfondire questa esperienza, comprendere cosa questa relazione sta suscitando in lei, il modo in cui vive l’incertezza e la paura di non essere scelta, e anche confrontare quanto sta accadendo con le esperienze delle sue relazioni precedenti. Non è necessario mettere in discussione i propri bisogni per riuscire a mantenere una relazione: è altrettanto importante capire se la relazione che si sta vivendo è realmente compatibile con ciò che si desidera. Un caro saluto, Dott.ssa Lina Costantino
Salve, sarà scontato ma solo lei può rispondere a queste domande. Ogni individuo è diverso, e ciò che può essere reale per qualcuno può non esserlo per altri. Per lei, ad esempio, potrebbe non essere più possibile riacquisire la fiducia nel suo partner, mentre per altri potrebbe essere più semplice o addirittura non essere un motivo di perdita di fiducia il fatto che il partner abbia avuto un'altra relazione contemporaneamente alla vostra. Forse più importante sarebbe domandarsi se volete la stessa cosa, se ricercate lo stesso tipo di relazione e se siete disposti a trovarvi nel mezzo.
Buongiorno, mi sembra che lei si faccia molte domande che però nascondono un suo desiderio preciso che mi sembra impegnarsi e costruire una relazione con questo uomo. Quindi forse è auspicabile che lei esprima chiaramente il suo desiderio anche chiedendo ciò cui sente il bisogno. Poi il nostro desiderio incontra quello dell'altro e su questo non abbiamo grande potere. Se ha bisogno di una consulenza sono disponibile anche online. Buona Giornata Dario Martelli
Ci sono due domande nel suo messaggio, e non hanno la stessa risposta. Una riguarda la fiducia e il futuro. L'altra riguarda adesso: se sia troppo chiedere esclusività in un rapporto che non è stato ancora definito. Ha senso sentirsi sospesi: una porta lasciata aperta tiene viva l'attesa e insieme la logora. «Voglio essere scelta» è la frase più chiara che ha scritto, ed è già un criterio. Quello che descrive non è un singolo episodio, è un assetto: uno dei due si prende del tempo per capire, l'altra resta in attesa di essere scelta. Finché l'assetto regge uguale, la bugia diventa un dettaglio dentro una cornice più grande. Sono fra i problemi di coppia più difficili da vedere dall'interno, perché l'attesa somiglia moltissimo alla speranza. La domanda che le lascio è questa: dentro questa attesa, quanto spazio le resta per scegliere lei? Da un racconto scritto, di più non si può dire. Dott.ssa Alessia Cipriano, psicologa clinica
Buongiorno, qui ci sono almeno due piani diversi: la bugia e l’esclusività. La fiducia dopo una bugia può essere ricostruita, ma non con le rassicurazioni. Servono chiarezza su ciò che è accaduto, assunzione di responsabilità e soprattutto comportamenti coerenti nel tempo. Se una persona dice di voler capire “cosa possiamo essere” ma mantiene contemporaneamente zone di ambiguità, è comprensibile che l’altra faccia fatica a sentirsi al sicuro. Sul tema dell’esclusività, in una relazione non ancora ufficiale non esiste una regola valida per tutti. Il punto non è tanto stabilire chi abbia “ragione”, ma capire se c’era un accordo, esplicito o implicito, e soprattutto se oggi desiderate la stessa cosa. Avere rapporti con altre persone, in assenza di un accordo di esclusività, non significa automaticamente tradire; mentire, nascondere o lasciare intendere qualcosa di diverso, invece, incide direttamente sulla fiducia. Il fatto che lui abbia avuto rapporti con altre persone non dimostra da solo che lei non gli interessi. Può indicare molte cose: distanza emotiva, ambivalenza, bisogno di libertà, evitamento del conflitto o semplicemente un’idea diversa del rapporto. Quello che conta è osservare non solo ciò che dice, ma ciò che fa. Lei sembra avere già molto chiaro un bisogno: “voglio essere scelta e voglio che ci sia un impegno reciproco, senza altre persone dentro questa storia”. È un bisogno legittimo. La domanda utile, allora, non è soltanto “può tornare?”, ma “lui oggi è disposto a costruire con me questo tipo di relazione?”. Dopo un periodo di distacco un ritorno è certamente possibile. Ma perché sia davvero un nuovo inizio, e non la ripetizione dello stesso ciclo, servono condizioni nuove: accordi chiari, reciprocità, coerenza e la disponibilità di entrambi a tollerare il confronto senza tenere continuamente aperta una via di fuga. Potrebbe esserle utile, prima ancora di decidere se aspettarlo o chiudere, chiedersi: “Quali comportamenti concreti mi farebbero capire che sta davvero scegliendo questa relazione?”. Questa domanda aiuta a spostare l’attenzione dalle promesse ai fatti. Se questa situazione la tiene bloccata tra speranza, paura e continui ripensamenti, un colloquio psicologico può aiutarla a chiarire meglio i suoi confini e a distinguere ciò che desidera da ciò che sta effettivamente ricevendo. Se necessario, questo lavoro può essere svolto anche online. Un caro saluto.
Le domande che pone toccano un tema centrale nelle relazioni: come possiamo sentirci al sicuro quando il rapporto non è ancora definito e l'altra persona non sembra darci le certezze che desideriamo? Partirei dalla fiducia. Dopo una bugia, è possibile ricostruirla, ma generalmente non avviene semplicemente decidendo di “fidarsi di nuovo”. La fiducia si ricostruisce nel tempo attraverso comportamenti coerenti, chiarezza, responsabilità e possibilità di parlare di ciò che è accaduto senza continuare a ferirsi. A volte, quindi, la domanda non è solo “posso fidarmi ancora?”, ma anche “questa persona sta facendo concretamente qualcosa per rendere nuovamente possibile la fiducia?” Per quanto riguarda l'esclusività, è importante distinguere tra ciò che possiamo pretendere e ciò che possiamo desiderare e comunicare. Se una relazione non è stata definita come esclusiva, l'altra persona può considerarsi libera di vivere la propria sessualità. Questo, però, non significa che lei debba necessariamente stare bene in una situazione del genere. Il suo bisogno di esclusività è legittimo e può essere espresso, così come è legittimo per l'altra persona non essere pronta a offrirla. Il punto diventa allora capire se i vostri bisogni sono compatibili. Anche avere rapporti con altre persone durante un periodo di raffreddamento della relazione non permette, da solo, di stabilire quanto l'altro sia interessato a lei. Interesse, desiderio, affetto e disponibilità a costruire una relazione non sono necessariamente la stessa cosa. Una persona può essere interessata e contemporaneamente non essere pronta, o non voler scegliere, una relazione esclusiva. Mi sembra però particolarmente importante un altro aspetto di ciò che racconta: lei dice con chiarezza “voglio essere scelta”. Questa è un'informazione preziosa. Forse il lavoro non consiste tanto nel capire continuamente che cosa prova l'altra persona, quanto nel comprendere che cosa è necessario a lei per poter stare bene in una relazione. Quando l'altro “lascia la porta aperta” e si prende tempo per capire cosa vuole, può essere comprensibile che questo alimenti speranza, ma anche molta attesa e incertezza. In una prospettiva relazionale, sarebbe interessante osservare cosa succede tra voi: lei cerca maggiore chiarezza e vicinanza, l'altro può percepire maggiore pressione e prendere distanza; la distanza, a sua volta, aumenta il suo bisogno di rassicurazione e di definizione. Si può così creare un circolo che alimenta proprio l'insicurezza che entrambi state cercando di gestire. Dopo un periodo di distacco può certamente esserci un ritorno. Ma un ritorno, da solo, non significa necessariamente che la relazione possa funzionare. La domanda più utile potrebbe essere: “Se tornassimo insieme, cosa sarebbe concretamente diverso questa volta?” Se non cambiano i modi di comunicare, di gestire i conflitti, di definire i confini e di dare sicurezza reciproca, si rischia semplicemente di ripetere lo stesso copione. Per questo, più che chiedersi se sia ancora possibile che l'altra persona la scelga, potrebbe essere utile chiedersi anche: “Io, in questa relazione così com'è oggi, mi sento scelta? Mi sento rispettata? I miei bisogni trovano uno spazio reale?” Non è necessario decidere tutto immediatamente, ma è importante non confondere l'attesa con la costruzione di una relazione. Una relazione può avere bisogno di tempo, ma ha anche bisogno di reciprocità, chiarezza e comportamenti coerenti. Se questa situazione continua a generarle molta sofferenza o a tenerla in uno stato di attesa e di dubbio, un percorso psicologico potrebbe aiutarla non tanto a prevedere cosa farà l'altra persona, quanto a comprendere meglio i suoi bisogni, i suoi confini e il tipo di relazione nella quale desidera realmente stare.
Buongiorno, ho letto attentamente quanto scritto. Le dinamiche di coppia sono molto complesse, soprattutto in casi "ibridi". inizierei a dare una risposa alle prime domande: "si supera una bugia?" e "è possibile riacquistare la fiducia persa?". In entrambi i casi si tratta di dubbi. A volte noi siamo portati a ragionare troppo su dubbi che in realtà risultano illogici. In questo caso si tratta di fiducia e la fiducia purtroppo è una decisione, non ci sarà mai la risposta giusta o sbagliata per quanto noi ci possiamo ragionare sopra, si decide se darla oppure no. Tale dinamica ricade in quello che viene definito "dubbio patologico" ovvero un continuo meccanismo di domanda-risposta infinito. Esistono metodi specifici per eliminare tali pensieri. Le domande che ha posto a seguire, fanno parte di questo meccanismo che parte da un dubbio non logico di fondo e servono per confermare un dubbio iniziale. Per quanto concerne nello specifico la relazione mi sentirei di chiederle cosa fa nella vita privata? ovvero: fa attività sportiva, esce con le amiche, si prende del tempo per se stessa? Se la risposta a quanto sopra è si impronterei le sedute esclusivamente sulla gestione del dubbio, qualora la risposta fosse no assocerei anche un percorso per portarla a viversi a pieno la sua vita a prescindere dalle persone che ci sono vicine o meno. rimango a disposizione per qualsiasi ulteriore dubbio o informazione. Sperando di esserle stata utile porgo cordiali saluti dott.ssa Chiara Patrizi Terapia in presenza ed online
Recuperare la fiducia dopo una bugia è possibile in alcune relazioni, ma dipende da molti aspetti: da ciò che è accaduto, dal significato che quella bugia ha avuto per te e, soprattutto, da ciò che ha generato emotivamente. Prima ancora di chiederti se ci sarà o meno un ritorno, potrebbe essere importante comprendere come stai vivendo questa situazione: cosa ti ha ferito maggiormente? La bugia in sé, la perdita di fiducia, il comportamento dell’altra persona o l’incertezza rispetto al vostro rapporto? Partire dai tuoi vissuti può aiutarti a comprendere meglio anche ciò di cui hai bisogno oggi in una relazione e quali siano, per te, i confini necessari per poterti nuovamente fidare. Un caro saluto Dott.ssa Furno' Cristina
Buongiorno, superare una bugia e ricostruire la fiducia è possibile, ma non è un processo automatico, richiede trasparenza costante, fatti concreti e una reale assunzione di responsabilità da parte di chi ha mentito. Tuttavia anche quando c'è la buona volontà di entrambi, nella pratica bisogna accettare che a volte non ci si riesce comunque. C'è un limite oltre il quale la ferita, l'ansia da controllo e il sospetto rimangono troppo ingombranti per restituire serenità al legame. L'esclusività non dipende da un’etichetta ufficiale, ma dal rispetto e dal coinvolgimento reciproco. Quando durante una crisi l'altro usa la propria autonomia per andare a letto con altre persone, la questione non è solo se sia corretto o lecito, ma cosa comunica quel gesto. Un ritorno dopo un distacco può avvenire, ma ha senso solo se cambiano le premesse. Tornare alle stesse condizioni o forzare una ricostruzione che nei fatti non funziona significa solo riprodurre lo stesso dolore. La tua chiarezza è importante, tu sai perfettamente cosa vuoi, ora sta a te capire fino a che punto ti va bene stare in una situazione così. Restando a disposizione, buona giornata. Dott.ssa Giulia Raiano
Buongiorno, per superare il peso di una bugia e tentare di ricostruire la fiducia all'interno di una dinamica relazionale è richiesta una profonda rielaborazione emotiva. La ricostruzione di un legame incrinato non avviene mai in modo automatico né unilaterale e non basta il semplice trascorrere del tempo: occorre dimostrazione e una (ri)definizione profonda dei confini. Per quanto riguarda le questioni legate all'esclusività, alla correttezza e al concetto di autonomia, non esistono regole universali. La risposta ai suoi quesiti dipende interamente dagli accordi che lei stabilisce con il suo partner. Se questi accordi non vengono esplicitati, il rischio è che la scelta dell'altro di mantenere "porte aperte" o prendere tempo per capire cosa essere crea inevitabilmente un'asimmetria destabilizzante per lei che desidera una posizione di scelta chiara e priva di interferenze o presenze terze. Un riavvicinamento dopo un periodo di distacco è certamente possibile, ma la questione centrale non risiede nella fattibilità del ritorno, bensì quindi nel significato che questo assumerebbe e nelle condizioni in cui avverrebbe. Il suo desiderio di essere scelta rappresenta un bisogno emotivo assolutamente legittimo e per questo va valorizzato e rispettato. Alla luce dei numerosi e complessi interrogativi che emergono da queste riflessioni (quesiti che toccano da vicino i suoi valori, la sua soglia di tolleranza e il suo concetto di rispetto) è fondamentale evidenziare che non esistono risposte oggettive o formule predefinite. Ciò che è corretto è una valutazione del tutto soggettiva, che varia in base alla sensibilità e alla storia di ciascun individuo. Un setting terapeutico le offrirebbe uno spazio protetto per spostare l'attenzione dall'interpretazione dei comportamenti altrui alla definizione dei suoi reali bisogni, aiutandola a fare chiarezza su quali confini siano per lei irrinunciabili e se questo legame sia effettivamente in grado di garantire il benessere emotivo che merita e cerca. Un caro saluto
Buongiorno, la fiducia può essere recuperata, ma difficilmente attraverso le sole rassicurazioni: servono tempo, coerenza, trasparenza e soprattutto la disponibilità di entrambe le persone a comprendere cosa abbia prodotto la ferita. Sul tema dell’esclusività, credo sia importante distinguere ciò che desideriamo da ciò che è stato effettivamente concordato. Anche in una relazione non ancora “ufficiale” è assolutamente legittimo desiderare esclusività, ma perché possa diventare un’aspettativa condivisa deve essere esplicitata e accettata da entrambi. Il fatto che l’altra persona abbia avuto rapporti con altri durante un periodo di distanza non permette, da solo, di concludere che non sia interessata. Può però dirci qualcosa rispetto al modo in cui sta vivendo il legame, soprattutto se il suo bisogno attuale è invece quello di sentirsi scelta e di costruire una relazione in cui non vi siano altre persone coinvolte. Più che chiedersi se sia ancora “possibile tornare insieme”, forse può essere utile chiedersi: oggi state desiderando la stessa relazione? L’altra persona è realmente disponibile a costruirla nelle modalità di cui lei ha bisogno? Un ritorno dopo un distacco è certamente possibile, ma perché possa essere diverso dal passato è necessario che non ci si limiti a riaprire la porta: occorre chiarire cosa è accaduto, quali sono i reciproci bisogni e quali accordi siete entrambi disposti a rispettare. Altrimenti il rischio è che tornino anche le stesse incomprensioni che hanno prodotto il distacco.
Salve. Mi dispiace per l'esperienza di tradimento che ha vissuto. Mi sembra di capire che in questo momento c'è una profonda sfiducia verso questa persona. Mi sembra che da un lato si sia chiarita il suo bisogno di una relazione esclusiva e cui essere scelta, tuttavia, dall'altro lato mi sembra che questa persona non possa in questo momento soddisfare questo suo legittimo bisogno affettivo. Le suggerisco di chiedere il supporto di un professionista che possa supportarla in questo momento. Ricevo su Roma e online. Un caro saluto
Buongiorno, capisco quanto possa essere doloroso trovarsi in una situazione così incerta, soprattutto quando da una parte ci sono sentimenti e desiderio di costruire qualcosa e dall’altra non si ha la certezza di essere scelti. Una bugia può incrinare profondamente la fiducia, ma non significa necessariamente che questa non possa essere ricostruita. È però un processo che richiede tempo e, soprattutto, coerenza nei comportamenti: sentirsi nuovamente sicuri non può dipendere solo dalle parole dell’altro. Per quanto riguarda l’esclusività, non credo ci sia una risposta uguale per tutte le situazioni. Quando una relazione non è stata ancora definita e non c’è stato un accordo chiaro sull’esclusività, le due persone possono avere aspettative diverse su ciò che è concesso o meno. Questo non significa necessariamente che l’altra persona non sia interessata, ma può indicare che in questo momento non sta vivendo la relazione con lo stesso livello di coinvolgimento o di chiarezza che desideri tu. Forse, però, al di là di ciò che lui è libero di fare, può essere utile chiederti che cosa è importante per te. Mi sembra che tu lo sappia già: vuoi sentirti scelta, vuoi un impegno reciproco e non vuoi vivere una relazione fatta di presenze intermittenti e incertezze. Non significa pretendere troppo. Significa riconoscere ciò di cui hai bisogno, e questo può essere un punto importante da comunicare all’altra persona, senza cercare di convincerla a scegliere, ma per capire se ciò che desiderate può realmente incontrarsi. Dopo un periodo di distacco può esserci un ritorno, certo, ma non è possibile sapere se accadrà. Più che aspettare quel ritorno, può essere importante osservare cosa succede nel presente e se dall’altra parte c’è una volontà concreta di esserci e di costruire insieme. Un caro saluto, Dott.ssa Giulia Molinaro
Gentile utente, Dalla sua storia mi sembra che emerga il tradimento di una fiducia, che certamente merita di essere considerato. Quando la fiducia si rompe, in genere serve uno sforzo comune per ricostruirla. Si tratta di un processo che richiede i suoi tempi e le sue attenzioni, diverse da coppia a coppia, ma assolutamente possibile quando entrambi i membri desiderano intraprendere questa strada insieme. A volte, il tradimento in una relazione giovane non ufficializzata è in realtà frutto di incomprensioni, o di uno scontro di aspettative che i membri della diade hanno verso la coppia. Le motivazioni possono essere tante, ma la comunicazione atta a capire come entrambi i membri della coppia considerino la relazione, vedere se esista una progettualità insieme a breve, medio o lungo termine, atta a capirsi l'un l'altro, o se esista la volontà di ufficializzare la relazione, è a parer mio il modo migliore per trovare una quadra. Ovviamente, anche il conflitto che emerge dal racconto è un fattore importantissimo che merita tanta attenzione! Resto a disposizione per lei e per entrambi per dare una mano.
Buongiorno, le domande che pone riguardano alcuni aspetti centrali nelle relazioni affettive: fiducia, esclusività, reciprocità, comunicazione e possibilità di ricostruire un rapporto dopo una crisi. Quando viene meno la fiducia, non è sempre sufficiente chiedersi se l’altra persona abbia “ragione” o “torto” nel comportamento che ha avuto. È importante comprendere che cosa è stato concordato nella relazione, quali aspettative erano presenti da entrambe le parti e soprattutto che significato ha avuto quella scelta per ciascuno. In una relazione non ancora ufficializzata, infatti, il tema dell’esclusività può essere vissuto in modo molto diverso dalle due persone, soprattutto quando non è stato esplicitamente condiviso. Anche il fatto che una persona mantenga la propria autonomia o abbia rapporti con altre persone non permette, da solo, di stabilire quanto sia interessata o meno. Può però diventare importante chiedersi se ciò che l’altro è disposto a offrire è compatibile con ciò di cui lei ha bisogno per sentirsi rispettata, scelta e al sicuro nella relazione. La fiducia può essere ricostruita, ma generalmente richiede tempo, chiarezza, comunicazione e comportamenti coerenti da parte di entrambi. Allo stesso modo, dopo un periodo di distanza può esserci un riavvicinamento, ma un eventuale ritorno non significa necessariamente che la relazione possa riprendere esattamente da dove si era interrotta: spesso è necessario comprendere cosa non ha funzionato e quali condizioni servirebbero per costruire una relazione diversa. Un percorso psicologico può essere utile proprio per fare chiarezza sui propri bisogni e confini, comprendere le dinamiche della relazione, affrontare una crisi di coppia o una perdita di fiducia e capire se e come sia possibile ricostruire un rapporto più reciproco e consapevole.
Superare una bugia e ricostruire la fiducia è possibile, ma richiede tempo, sincerità e la volontà di entrambi di recuperare il rapporto. La fiducia, infatti, non si ristabilisce soltanto attraverso le parole, ma soprattutto mediante comportamenti coerenti e continuativi. In una relazione non ancora ufficializzata, il tema dell'esclusività è particolarmente delicato: non esiste una regola valida per tutti, ma è importante che le aspettative siano condivise e che vi sia chiarezza rispetto a ciò che ciascuno desidera. Se non è mai stato concordato un impegno di esclusività, l'altro può sentirsi libero di frequentare altre persone; questo, tuttavia, non significa che lei debba necessariamente accettare una situazione che le provoca sofferenza. Il fatto che l'altra persona abbia rapporti con altre donne non dimostra, di per sé, che lei non gli interessi. Potrebbe esserci un coinvolgimento, accompagnato però da dubbi o da una diversa disponibilità a costruire una relazione. È importante, tuttavia, distinguere l'interesse dalla reale intenzione di impegnarsi: lasciare aperte delle possibilità non equivale necessariamente a scegliere di costruire qualcosa insieme. Lei esprime con chiarezza il desiderio di essere scelta e di vivere una relazione in cui entrambi siano disposti a investire, senza presenze esterne. Non si tratta di pretendere troppo, ma di riconoscere un proprio bisogno affettivo. La questione è comprendere se questo desiderio sia compatibile con ciò che l'altro è disposto a offrire, senza rinunciare a se stessa nell'attesa di una decisione. Dopo un periodo di distacco, un riavvicinamento è certamente possibile, ma non può essere garantito. Può diventare un'occasione per ripartire se entrambi sono disponibili a comprendere le incomprensioni, affrontare le difficoltà comunicative e chiarire reciprocamente intenzioni, aspettative e limiti. Un ritorno, da solo, non è sufficiente: ciò che conta è la possibilità di costruire un rapporto diverso, fondato su rispetto, reciprocità e fiducia. Potrebbe essere utile chiedersi non soltanto se lui tornerà, ma anche se la relazione che oggi le viene proposta corrisponde a ciò di cui lei ha bisogno per sentirsi serena e rispettata. Esprimere con chiarezza ciò che desidera, senza imporre una scelta all'altro, le permetterà di capire se esiste uno spazio concreto per un progetto condiviso. **È consigliabile approfondire la situazione con uno specialista**, per comprendere meglio i propri bisogni affettivi, elaborare la ferita della fiducia e individuare modalità più serene e consapevoli per affrontare questa relazione. Dottoressa Silvia Parisi Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
la parola chiave è verificare e chiedersi '' sono allineato con partner? vogliamo le stesse cose? '' verificare. Un caro saluto
Gentile utente, il dubbio e la delusione che prova sono comprensibili. Ricostruire la fiducia dopo una bugia è possibile, ma richiede tempo, trasparenza e un impegno concreto e costante da parte dell'altro; non può essere un lavoro a senso unico. Cercare altre persone nei momenti di crisi e tenere al contempo "porte aperte" non è segno di maturità affettiva, ma il tentativo di non perdere i vantaggi del legame evitando le responsabilità. Anche in una frequentazione non ancora definita, pretendere rispetto ed esclusività non è mai "troppo" se questo risponde a un suo bisogno fondamentale. Più che concentrarsi sulle intenzioni di lui, provi a chiedersi se valga la pena aspettare chi la lascia in una posizione di riserva: lei ha espresso chiaramente il desiderio di essere scelta, e questo suo valore non va negoziato. Per fare chiarezza su queste dinamiche e comprendere cosa la spinga a tollerare una simile ambivalenza, un confronto con uno specialista potrebbe aiutarla a ritrovare la bussola e a tutelare il proprio benessere emotivo. Un caro saluto, Dott. Sandro Mangano, psicologo e direttore clinico del centro NeuFitLab
Buon pomeriggio, se non avevate stabilito un’esclusività, non si può parlare necessariamente di tradimento. Ma se c’è stata una bugia, è comprensibile che la fiducia si sia incrinata. La fiducia si ricostruisce nel tempo, attraverso i comportamenti e la sincerità, non attraverso continue rassicurazioni. Un ritorno è possibile, ma la domanda più importante è un’altra: che cosa desidera lei e che tipo di relazione vuole per sé? Voler essere scelta e desiderare un impegno reciproco non significa pretendere troppo. Non rimanga però sospesa nell’attesa che sia lui a decidere. Anche lasciare andare può essere un modo per ascoltare il proprio desiderio. Un caro saluto
Lei si pone molte domande a cui non esiste una sola risposta valida per tutti. Provi a domandarsi che cosa sente, qual è il suo vissuto, che cosa vorrebbe per sè. Provi a farsi guidare da quello che prova, dalla sua bussola interna. In qualunque relazione abbiamo il diritto di stare sufficientemente bene e solo noi possiamo valutare se è così. Si ascolti a fondo e faccia la sua scelta. Dott.ssa Franca Vocaturi
Buongiorno, credo che la domanda più importante non sia tanto se sia possibile recuperare la fiducia, ma a quali condizioni lei sentirebbe di poter tornare a fidarsi. Una bugia può certamente essere superata, così come una relazione può ritrovarsi dopo un periodo di distanza. Ma la fiducia non si ricostruisce semplicemente perché qualcuno torna o perché ci dice che ha bisogno di tempo per capire. Si ricostruisce attraverso la coerenza, la chiarezza e la disponibilità reciproca a prendersi cura di ciò che è accaduto. Rispetto all'esclusività, non credo sia una questione di pretendere troppo. Anche in una relazione non ancora ufficiale è legittimo desiderarla, così come l'altra persona può avere aspettative differenti. Il punto è riuscire a parlarne apertamente, senza dare per scontato che entrambi stiate vivendo il rapporto nello stesso modo. Non possiamo sapere se il fatto che lui abbia avuto rapporti con altre persone significhi che non sia interessato a lei. Possiamo però riconoscere che questa situazione le sta facendo male e che, probabilmente, la lascia sospesa tra la speranza di essere scelta e la paura di non esserlo. Mi colpisce quando scrive: "Io ho chiaro che voglio essere scelta". Ecco, forse partirei proprio da questa consapevolezza. Lei sembra sapere cosa desidera da una relazione: presenza, reciprocità e la possibilità di costruire qualcosa senza altre persone coinvolte. Sono bisogni che meritano di essere ascoltati, non ridimensionati per paura di perdere qualcuno. È possibile che lui abbia bisogno di tempo per comprendere cosa desidera, ma anche lei ha il diritto di chiedersi quanto tempo sia disposta ad aspettare e, soprattutto, a quali condizioni. Le lascerei una domanda: se per un momento mettesse da parte la speranza che lui torni, ciò che questa relazione le sta offrendo oggi è qualcosa in cui si sente bene e rispettata? Non si tratta necessariamente di chiudere una porta, ma neppure di doverla tenere aperta a qualsiasi costo. A volte possiamo desiderare profondamente qualcuno e, contemporaneamente, riconoscere che il modo in cui stiamo vivendo quella relazione non corrisponde a ciò di cui abbiamo bisogno.
Buongiorno, pone e si pone molte domande che andrebbero indagate per trovare gradualmente una risposta. Le relazioni sono a volte difficili e raggiungere un accordo ed una stabilità implica del lavoro. Poichè da quanto scrive sembra piuttosto sfiduciata e incerta, potrebbe aiutarla contattare uno psicoterapeuta con il quale confrontarsi rispetto alla situazione che sta vivendo. Parlare la potrebbe aiutare a sciogliere dei nodi cruciali e a trovare la direzione che la potrebbe fare felice. Non si scoraggi.
Gentile utente, le domande che pone sono molte, ma sembrano convergere su un punto che Lei ha già espresso con chiarezza: desidera essere scelta, dentro un impegno reciproco. In una relazione non ancora definita l'esclusività non è una pretesa eccessiva, ma va dichiarata e concordata: nessuna delle due parti può darla per scontata. La fiducia, dopo una bugia, si può ricostruire, a condizione che chi ha mentito se ne assuma la responsabilità e che i comportamenti successivi restino coerenti nel tempo. Lasciare porte aperte e prendersi tempo, invece, non equivale a scegliere. Più che interpretare i segnali dell'altro, può esserLe utile chiedergli in modo diretto che cosa desidera, e poi valutare con onestà se la risposta è compatibile con ciò di cui Lei ha bisogno.
Quando ci si trova di fronte a una bugia e a comportamenti che feriscono, è naturale mettere in discussione tutto, anche se stessi. Se per lei il bisogno fondamentale per sentirsi al sicuro nelle relazioni è la lealtà, questo ha pieno diritto di esistere, nulla autorizza l’altro a svalutare i suoi bisogni affettivi. Spesso i messaggi ambigui dell’altro mantengono in vita un gioco psicologico, superare una bugia è possibile solo se entrambi i soggetti coinvolti mantengano una posizione di OKness reciproca. Lei ha espresso una consapevolezza molto chiara: vuole essere scelta e desidera un impegno reale. Più di chiedersi quanto l’altro cambierà o se ci sarà un ritorno, la domanda fondamentale è: “questa situazione sta rispettando i miei valori e i miei confini personali?”
Buongiorno, credo che nelle sue domande si intreccino due questioni diverse: che cosa fosse formalmente lecito fare all’interno di una relazione non ancora definita e che cosa, invece, sia accaduto alla fiducia tra voi. Se non avevate concordato un’esclusività, è difficile stabilire dall’esterno che l’altra persona “non potesse” avere rapporti con altre. Ma questo non significa che lei debba necessariamente vivere la cosa come irrilevante. Soprattutto se tra voi esisteva già un investimento affettivo e contemporaneamente le venivano dette cose che le facevano immaginare una direzione comune. La questione della bugia, poi, è ancora diversa: non riguarda soltanto la libertà dell’altro, ma il fatto che lei abbia potuto orientarsi nella relazione sulla base di una realtà che non conosceva completamente. Mi soffermerei quindi meno sulla domanda “era corretto?” e maggiormente su “che cosa è successo tra noi e che cosa servirebbe adesso perché io possa tornare a fidarmi?”. La fiducia può essere ricostruita, ma difficilmente attraverso rassicurazioni o promesse. Richiede che chi ha mentito riesca a comprendere l’effetto della propria scelta sull’altro, se ne assuma la responsabilità e soprattutto che nel tempo parole e comportamenti tornino a essere sufficientemente coerenti. Chi è stato ferito, parallelamente, deve poter verificare se riesce gradualmente a uscire dalla necessità di controllare continuamente. Anche il fatto che lui sia andato con altre persone non dimostra necessariamente che lei non gli interessi. Una persona può essere coinvolta e, contemporaneamente, non essere disponibile al tipo di relazione che l’altro desidera. È una distinzione dolorosa ma importante: interessare a qualcuno e venire scelti da quella persona non sono necessariamente la stessa cosa. Lei, invece, sembra avere individuato piuttosto chiaramente ciò che desidera: “voglio essere scelta e che ci sia l’impegno di provarci, senza comparse nella nostra storia”. Forse è questa frase che terrei maggiormente presente. Non tanto per trasformarla in una richiesta che l’altro debba soddisfare, quanto per capire se ciò che lui concretamente le offre oggi sia compatibile con ciò di cui lei ha bisogno. Lasciare “porte aperte” e prendersi del tempo può significare autentica incertezza e bisogno di comprendere cosa desidera; ma può anche lasciare lei sospesa ad aspettare una decisione che appartiene all’altro. Per questo proverei a non utilizzare ogni apertura come prova che prima o poi tornerete insieme. Sì, dopo un distacco due persone possono ritrovarsi. Ma la possibilità che accada non dice ancora nulla sulla possibilità di costruire una relazione diversa da quella che ha prodotto il distacco. Forse la domanda più importante non è “può tornare?”, ma “se tornasse, che cosa dovrebbe essere concretamente diverso perché io possa sentirmi nuovamente al sicuro in questa relazione?”. E aggiungerei un’ultima domanda, forse ancora più delicata: quanto tempo è disposta a rimanere in una situazione indefinita aspettando di essere scelta? Perché desiderare che qualcuno scelga lei è comprensibile; proteggersi significa anche non lasciare interamente all’altro la decisione su quando la propria vita affettiva possa ricominciare.
Buongiorno, le cose possono cambiare anche se da quel che mi pare di capire il vostro rapporto sia partito senza l'esclusività. Provi ad affrontare con l'altra persona questi sentimenti che sente e il desiderio di dare un cambiamento al tipo di relazione. Cordialità
Gentile utente, le sue domande toccano un punto molto delicato: quando una relazione non è ancora definita, spesso non è tanto la “correttezza” in senso assoluto a essere in discussione, quanto la presenza o meno di accordi condivisi. Se non avevate esplicitamente concordato un’esclusività, non è possibile dare per scontato che l’altro la considerasse tale. Questo però non significa che lei debba accettare una situazione che non corrisponde ai suoi bisogni. Lei sembra avere abbastanza chiaro un punto importante: desidera essere scelta e vivere una relazione in cui ci sia un investimento reciproco. La fiducia, quando viene incrinata, può essere ricostruita, ma non attraverso le rassicurazioni o le promesse: servono tempo, chiarezza e soprattutto comportamenti coerenti da entrambe le parti. Allo stesso modo, il fatto che l’altra persona lasci una porta aperta non significa necessariamente che sia pronta o desiderosa di costruire una relazione. Dopo un periodo di distacco un riavvicinamento è certamente possibile, ma non è qualcosa che si possa prevedere o ottenere aspettando che l’altro decida. Forse la domanda più importante, in questo momento, non è tanto “tornerà?”, quanto “questa modalità di relazione è compatibile con ciò che io desidero e di cui ho bisogno?”. A volte fare chiarezza significa anche smettere di rimanere in una posizione di attesa e lasciare che l’altro abbia il suo spazio, mentre noi scegliamo come prenderci cura dei nostri bisogni e dei nostri confini.
Buongiorno, in una relazione non ancora definita è comprensibile chiedersi quali siano i confini dell’esclusività e che cosa significhi per ciascuno «scegliersi». Non esiste però una regola valida per ogni relazione: ciò che conta è capire quali fossero le aspettative reciproche e che cosa era stato realmente condiviso. Nel Suo racconto torna più volte la parola «scelta». Che cosa significa per Lei essere scelta? E che cosa rende così difficile tollerare questo tempo di incertezza? Di fronte alla possibilità di un ritorno, che cosa dovrebbe essere diverso perché Lei possa nuovamente fidarsi? Più che chiedersi soltanto se sia ancora possibile un ritorno, potrebbe essere utile ascoltare ciò che Lei desidera da questa relazione e ciò a cui, invece, non vuole rinunciare. Un colloquio psicologico può aiutarLa a fare chiarezza su questi aspetti.
Forse la questione non è tanto stabilire se, in astratto, sia “corretto” andare a letto con altre persone, quanto capire quale accordo esistesse realmente tra voi e cosa quella scelta abbia significato per ciascuno. Potrebbe chiedersi: “Che cosa mi serve per poter tornare a fidarmi?” e “Sto aspettando che l’altro mi scelga o sto scegliendo anch’io se questa relazione, così com’è, mi fa stare bene?”. Un ritorno è possibile, ma non può essere costruito soltanto sulla speranza che l’altro cambi posizione: servono chiarezza e reciprocità. Rimango a disposizione per poter approfondire adeguatamente in un contesto più adeguato.
Sì, dopo un periodo di distacco può esserci un ritorno. E sì, la fiducia può ricostruirsi. Ma il ritorno, da solo, non ripara una bugia: conta ciò che entrambi siete disposti a fare dopo. Desiderare esclusività non è pretendere troppo, anche se la relazione non è ancora ufficiale. Allo stesso tempo, se non ne avevate parlato e non c’era un accordo, potreste aver vissuto quel periodo con aspettative diverse. Questo non rende meno doloroso sapere che è andato a letto con altre persone. E la bugia merita una conversazione a sé: che cosa ti ha detto, che cosa ha taciuto e perché? Il fatto che sia stato con altre non dimostra necessariamente che tu non gli interessi. Però le porte lasciate aperte non equivalgono a una scelta. Può avere bisogno di tempo per capire; tu puoi decidere quanto tempo sei disposta a vivere nell’incertezza e a quali condizioni. Forse il punto da chiarire con lui è questo: «Io vorrei provare a costruire una relazione esclusiva. Tu lo vuoi, concretamente, adesso? E cosa sei disposto a fare per ricostruire la fiducia?». Ascolta la risposta, ma guarda anche se i comportamenti la sostengono nel tempo: sincerità, chiarezza sulle altre frequentazioni e impegno nel parlare delle difficoltà senza sparire o mentire. È ancora possibile, se il desiderio di riprovarci è reciproco. Non devi convincerti ad accettare altre persone nella vostra storia per concedergli tempo; puoi rispettare la sua libertà e, nello stesso momento, rispettare il tuo bisogno di essere scelta. Buona serata.
Salve. cosa intende per relazione non ancora ufficiale? quali erano i vostri accordi? se era stato detto di essere "liberi", il rapporto con un'altra persona non può essere recriminato, altrimenti diventa un elemento di cui discutere se proseguire o meno la relazione. la bugia, o meglio la sensazione che si prova quando la si riceve, si supera con il tempo e con la fiducia che l'altra persona deve aiutarci a ricostruire. non c'è un'unica strada. c'è da capire se c'è volontà di proseguire nella relazione e in che modo.
Buonasera, dalle sue parole emerge quanto questa situazione la stia mettendo in una posizione di grande incertezza: da una parte il desiderio di sentirsi scelta e di costruire qualcosa di reciproco, dall'altra una relazione ancora non definita, nella quale sembrano esserci sentimenti, ma anche distanza, incomprensioni e modalità diverse di vivere questo momento. La prima cosa che mi sentirei di dirle è che non esiste una regola universale secondo cui, in una relazione non ancora ufficializzata, debba necessariamente esserci o non esserci esclusività. L'esclusività non è tanto una questione di ciò che “si deve” fare, quanto di ciò che le due persone hanno concordato, esplicitamente o implicitamente, e soprattutto di ciò che ciascuno considera necessario per poter vivere quella relazione con serenità. Per questo, più che chiedersi se l'altra persona abbia avuto il “diritto” di frequentare qualcun altro, potrebbe essere importante chiedersi: che cosa ha significato per lei scoprire o immaginare che potesse farlo? Forse ha riattivato il timore di non essere scelta, di non essere abbastanza importante o di essere una possibilità tra tante. E sono vissuti che meritano di essere ascoltati, senza giudicarsi. Anche una bugia, infatti, non riguarda soltanto il fatto concreto che è stato nascosto, ma può modificare profondamente il modo in cui guardiamo all'altro. La fiducia può essere ricostruita, ma difficilmente attraverso rassicurazioni o promesse. Ha bisogno di tempo, coerenza, trasparenza e soprattutto di una volontà reciproca di comprendere ciò che è accaduto e di costruire nuove modalità di relazione. Sarebbe interessante osservare anche il ciclo che sembra essersi creato tra voi: le incomprensioni e le discussioni portano a un raffreddamento e a una distanza; la distanza può aumentare l'incertezza e il bisogno di rassicurazioni; le rassicurazioni che non arrivano possono alimentare ulteriormente la preoccupazione e la tensione. Comprendere questo circuito può essere più utile che cercare di individuare un unico “colpevole”. Mi sembra molto importante, però, ciò che lei dice alla fine: “Io ho chiaro che voglio essere scelta e che ci deve essere l'impegno di provarci.” Questo è un bisogno legittimo. Non significa pretendere troppo, purché venga riconosciuto come un suo bisogno e non come qualcosa che l'altra persona necessariamente deve soddisfare. L'altra persona è libera di avere i propri tempi e di non sapere ancora cosa vuole; allo stesso modo, lei è libera di decidere che una relazione caratterizzata da incertezza e porte continuamente aperte non è ciò che desidera per sé. Quanto alla possibilità di un ritorno dopo un periodo di distacco, certamente può accadere che due persone si ritrovino. Ma il punto forse non è tanto chiedersi se tornerà, quanto che tipo di relazione sarebbe possibile costruire se tornasse. Un ritorno avrebbe un significato diverso se fosse accompagnato da maggiore chiarezza, responsabilità reciproca e disponibilità a lavorare sulle dinamiche che vi hanno portato alla distanza; diversamente, si rischierebbe semplicemente di riprendere lo stesso circuito dal punto in cui era stato interrotto. In questo momento potrebbe quindi essere utile spostare un po' l'attenzione dal “tornerà?” al “di che cosa ho bisogno per sentirmi dentro una relazione che mi fa stare bene?”. A volte, quando siamo molto coinvolti, attendere una scelta dell'altro può farci dimenticare che anche noi possiamo scegliere. Se sente che questa situazione sta occupando molto spazio emotivo, un percorso psicologico potrebbe aiutarla a distinguere il desiderio di questa persona dalla paura di perderla, e a comprendere meglio quali sono i suoi confini, i suoi bisogni e le modalità relazionali che desidera costruire. Qualora sentisse il bisogno di approfondire ciò che sta vivendo, resto volentieri disponibile per un confronto, in uno spazio di ascolto e riflessione, senza giudizio.
Buon giorno, sono la dott.ssa Marika e vorrei risponderle con semplicità e chiarezza. Quello che descrive sembra essere soprattutto una situazione di grande ambivalenza: da una parte riconosce la libertà dell’altra persona, dall’altra sente il bisogno legittimo di essere scelta, di avere chiarezza e di poter costruire una relazione basata sulla fiducia. È importante distinguere due aspetti: ciò che l’altra persona è libera di fare e ciò che lei è libera di desiderare e di considerare necessario per stare bene in una relazione. Se non era stata concordata un’esclusività, avere rapporti con altre persone non significa necessariamente, di per sé, che non ci sia interesse. Allo stesso tempo, il fatto che una persona sia libera di fare qualcosa non significa che lei debba necessariamente accettarlo o che quel comportamento sia compatibile con ciò di cui ha bisogno. Anche la fiducia può essere ricostruita, ma difficilmente attraverso le sole parole. Servono tempo, coerenza, trasparenza e soprattutto comportamenti che permettano gradualmente di sentirsi nuovamente al sicuro. Una bugia, infatti, non ferisce soltanto per il contenuto, ma perché mette in discussione la possibilità di affidarsi all’altro. Rispetto alla possibilità di un ritorno, certamente un periodo di distacco non rende impossibile una ripresa del rapporto. Tuttavia, più che chiedersi se lui tornerà, potrebbe essere utile chiedersi: se tornasse, che cosa dovrebbe concretamente essere diverso perché io possa sentirmi nuovamente bene in questa relazione? Un ritorno, infatti, ha senso soltanto se non significa riprendere esattamente la dinamica che ha portato alla sofferenza. Non credo quindi che il suo desiderio di essere scelta e di vedere un impegno reciproco sia necessariamente "pretendere troppo". È però importante comunicarlo come un proprio bisogno, non come una pretesa sull’altro. L’altra persona rimane libera di non volerlo o di non essere pronta; lei, allo stesso modo, è libera di decidere che una relazione caratterizzata da incertezza, attese o presenze intermittenti non è ciò che desidera. Forse la domanda centrale, più che "gli interesso ancora?", potrebbe diventare: "Il modo in cui questa persona sta scegliendo di esserci è sufficiente per me?". Questo può aiutarla a spostarsi dall’attesa delle sue decisioni alla possibilità di fare una scelta anche lei, sulla base di ciò che concretamente riceve e non soltanto di ciò che spera possa accadere. Rimango a disposizione per maggiori chiarimenti ed eventuale percorso. Gentilmente M.M.
Ricostruire la fiducia richiede fatti concreti e assoluta trasparenza, non semplici parole. Pretendere l'esclusività non è mai troppo, anche in assenza di un'etichetta ufficiale: è semplicemente ciò di cui Lei ha bisogno per sentirsi al sicuro. Andare con altre persone durante un momento di crisi può essere un atto formalmente "libero", ma potrebbe dimostrare poca cura del legame e la tendenza ad evitare le difficoltà. Chi prende tempo lasciando la porta socchiusa spesso desidera solo mantenere la sicurezza di averLa lì, senza assumersi le responsabilità di un impegno reale. Un ritorno dopo un periodo di distacco è certamente possibile, ma la questione fondamentale è un'altra: Le basta un rientro a queste condizioni, o desidera al Suo fianco qualcuno che La scelga davvero, senza esitazioni e senza comparse?
Salve, la situazione che descrive mi sembra un po' fumosa, nel senso che lui non mi sembra particolarmente disponibile emotivamente. Questo può dipendere da vari fattori che ignoro per mancanza di informazioni, ma le sue richieste sono legittime nell'ottica di una relazione sana. Il punto però è se è lui che potrebbe realmente esserci in modo diverso e a quanto pare al momento non è così. Le consiglio di spostare il focus su di sé e su cosa realmente vorrebbe da una relazione per non adeguarsi solo a ciò che vuole l'altro. Il concetto di base è che non possiamo sperare di cambiare l'altra persona o spingerla in direzioni che non vuole prendere, perché questo significa non vedere il valore personale e ciò che merita di ricevere. Guardi dentro di sé e indaghi il motivo per cui si sta accontentando di qualcuno che al momento non la sta scegliendo. La saluto!
E' importante che in questi momenti di difficoltà riesca ad affidarsi a un terapeuta che sappia realmente aiutarla a conoscere e gestire i propri vissuti emotivi in merito. A presto, Dott. Salvatore Di Costanzo
Gentile Utente, quando si affronta una fase di stallo condita da incomprensioni, le aspettative non dette e la perdita di fiducia possono generare molta confusione ed elevata sofferenza. Nelle fasi iniziali o non ufficiali di una relazione, la mancanza di un accordo esplicito sull'esclusività porta spesso i partner a muoversi con presupposti diversi. Quando una persona decide di frequentare qualcun altro durante un momento di distacco, questo comportamento non indica necessariamente una totale mancanza di interesse, ma può riflettere modalità differenti di gestire il conflitto, la solitudine o l'incertezza del legame. Riacquistare la fiducia dopo una bugia o un comportamento percepito come un tradimento è un processo complesso ma non impossibile. Richiede tempo, trasparenza e soprattutto la disponibilità di entrambe le parti a riaprire un dialogo autentico sui propri bisogni e sui confini della coppia. Il desiderio di sentirsi scelti e di pretendere chiarezza ed esclusività è del tutto legittimo, ma per capire se un ritorno sia davvero percorribile è fondamentale verificare se vi sia una reciproca volontà di impegnarsi nella stessa direzione.
Gentile Utente, comprendere le ragioni dell'altro non significa necessariamente perdonarlo, così come perdonare non significa necessariamente tornare a fidarsi o scegliere di continuare una relazione. A volte, prima ancora di perdonare l'altro, abbiamo bisogno di **perdonare noi stessi nelle nostre fragilità**: per esserci fidati, per aver sperato, per essere rimasti, per aver desiderato di essere scelti. Nel suo racconto noto molte domande rivolte a lui: *“È corretto quello che ha fatto? Gli interesso? Perché lascia una porta aperta? Tornerà?”* Sono domande comprensibili, ma rischiano di lasciare il suo benessere nelle mani delle risposte dell'altro. Lei, però, una cosa sembra averla già compresa: desidera una relazione nella quale sentirsi scelta e nella quale entrambi decidano di investire, senza altre persone. Non è tanto questione di stabilire se stia “pretendendo troppo”, quanto di riconoscere **quali sono i suoi bisogni e i suoi confini in una relazione**. Un ritorno dopo un distacco è certamente possibile, ma la domanda forse non è soltanto *“tornerà?”*. Potrebbe diventare: **“Se tornasse, che cosa avrei bisogno di trovare di diverso per poter scegliere anch'io di tornare?”** Perché essere scelta è importante. Ma è altrettanto importante ricordare che, dentro una relazione, **anche lei sta scegliendo**. Un cordiale saluto, Marica Romano Psicologa
Caro paziente, Le sue domande sono legittime. Dal suo messaggio emerge una situazione ambigua: lui lascia le porte aperte ma non si impegna, lei vuole essere scelta. Questo limbo alimenta ansia e rimuginio ("gli interesso o no?"), e più cerca di decifrarlo, più sta male. Merita una relazione in cui non debba chiedersi se è scelta. Se l'ansia e i pensieri diventano invadenti, qualche seduta con uno psicoterapeuta CBT può aiutarla a chiarire bisogni e confini. Saluti Paolo Lippi
Buongiorno, la fiducia può essere ricostruita, ma non solo attraverso le parole: servono chiarezza, coerenza e comportamenti che nel tempo restituiscano sicurezza. Più che chiedersi se fosse “corretto” o meno vedere altre persone in una fase non ufficiale, può essere importante capire se i vostri bisogni e le vostre aspettative erano davvero condivisi. Il suo desiderio di essere scelta e di vivere una relazione esclusiva è legittimo, così come lo è il bisogno dell’altro di prendersi tempo. La domanda centrale forse è se questi due bisogni possano incontrarsi senza farla sentire continuamente in attesa o in secondo piano. Un ritorno dopo un distacco è possibile, ma perché sia davvero diverso dal passato è importante comprendere cosa si è rotto e cosa dovrebbe cambiare concretamente.
Salve, dalle sue parole emerge il desiderio di costruire una relazione in cui sentirsi scelta, ma anche la difficoltà di tollerare l'incertezza e la mancanza di fiducia che si sono create. In un rapporto non ancora ufficiale, l'esclusività non è necessariamente scontata: è importante che venga esplicitata e condivisa da entrambi. Una bugia può compromettere la fiducia, ma la possibilità di ricostruirla dipende dalla disponibilità reciproca a riconoscere quanto accaduto e a impegnarsi concretamente. Allo stesso modo, un eventuale ritorno dopo un periodo di distacco è possibile, ma non può essere previsto né dipende soltanto dalla sua volontà. Più che cercare di interpretare ogni comportamento dell'altra persona, potrebbe esserle utile chiedersi se ciò che questa relazione le offre oggi corrisponde ai suoi bisogni e ai suoi desideri. Anche scegliere di non restare in una situazione di incertezza è un modo per prendersi cura di sé. Un caro saluto. Dott.ssa Gaia Evangelisti, Psicologa.
Salve, innanzi tutto le confermo una buona focalizzazione di cosa prova e di ciò che desidera; questo è un prerequisito essenziale per ogni scelta consapevole! Detto ciò, la chiarezza può sicuramente aiutare a tracciare una linea di demarcazione fra il prima e il dopo aver esplicitamente concordato di investire prioritariamente ed esclusivamente in quel determinato rapporto! Se le dovesse rimanere un "disagio sospeso" poiché lei aveva già iniziato (forse diversamente da lui) ad investire in quel rapporto in modo prioritario ed esclusivo, allora potrebbe fare qualche colloquio psicologico con uno Psicologo Clinico o uno Psicoterapeuta che possa aiutarla a comprendere se può superare questa delusione oppure c'è il rischio che rimanga una zavorra invalidante da portare nel nuovo tentativo di stare assieme. Saluti. Dr. Francesco Rossi.
Buongiorno, le domande che pone sembrano riguardare soprattutto la fiducia, le aspettative reciproche e ciò che lei desidera da questa relazione. Quando un rapporto non è stato definito come esclusivo, non è semplice stabilire in assoluto cosa sia “corretto” o meno rispetto ai comportamenti dell'altra persona; può essere importante, però, interrogarsi su cosa rappresenti per lei l'esclusività e su cosa desideri all'interno di una relazione. La fiducia, quando viene meno, può eventualmente essere ricostruita, ma richiede tempo e la possibilità di confrontarsi su ciò che è accaduto e sui significati che emergono. Un percorso psicologico potrebbe offrirle uno spazio per approfondire questa situazione e ciò che sta vivendo.
Gentile utente, trovo le sue domande legittime, le porterei ad un professionista che la aiuti a sbrogliare i tanti dubbi che le vengono. Buona vita
Una bugia può incrinare profondamente la fiducia, ma ricostruirla richiede chiarezza, coerenza e comportamenti nel tempo, non solo parole. In terapia possiamo lavorare sui tuoi bisogni, sui confini che vuoi porre e sulla paura di perdere l’altro, per capire cosa vuoi davvero da questa relazione. Se senti che questa situazione ti sta facendo stare in bilico, possiamo iniziare insieme un percorso per ritrovare chiarezza, sicurezza e consapevolezza nelle tue scelte.
Buongiorno, la fiducia può essere ricostruita, ma difficilmente attraverso le sole rassicurazioni: servono chiarezza, comportamenti coerenti e soprattutto una volontà reciproca di investire nella relazione. Più che chiedersi se fosse “corretto” frequentare altre persone in una relazione non ancora definita, credo sia importante riconoscere che voi potreste aver avuto aspettative diverse rispetto all’esclusività. Desiderarla non significa pretendere troppo, ma è necessario che sia esplicitata e condivisa. Lei sembra avere già chiaro ciò che desidera: essere scelta e costruire un rapporto esclusivo. La domanda allora diventa meno “tornerà?” e più “ciò che questa persona è concretamente disponibile a costruire corrisponde a ciò di cui io ho bisogno?”. Un ritorno è certamente possibile, ma ciò che conta è capire a quali condizioni e se entrambi desiderate davvero la stessa relazione.
Buongiorno, le basterebbero risposte scritte qui? Perchè non leggere in internet quel che le suggerisce? Forse vale la pena incontrare una persona esperta di relazioni ed imparare qualcosa in più? Un saluto cordiale Dott.ssa Marzia Sellini
Salve, in una relazione non ancora definita, l’esclusività non può essere data per scontata: dipende dagli accordi, espliciti o impliciti, che le due persone hanno costruito. Allo stesso tempo, il fatto che l’altra persona abbia la libertà di frequentare o conoscere altre persone non significa necessariamente che lei non sia importante. Quello che però può dirle qualcosa è quanto questa persona sia disposta a esporsi, essere chiara e investire concretamente nel rapporto. La fiducia, quando viene ferita, può essere ricostruita, ma non attraverso le sole parole: servono chiarezza, coerenza e comportamenti che nel tempo permettano di sentirsi nuovamente al sicuro. Più che chiedersi se ci sarà un ritorno, forse in questo momento può essere utile chiedersi: questa relazione, così com’è oggi, risponde a ciò che io desidero e di cui ho bisogno? Lei ha già riconosciuto di voler essere scelta e di desiderare un rapporto in cui ci sia un impegno reciproco. È importante non perdere di vista questo bisogno nel tentativo di capire o aspettare l'altra persona. Un eventuale ritorno è possibile, ma ciò che conta sarebbe capire, nel caso, se ci siano le condizioni per costruire qualcosa di diverso da prima: con maggiore chiarezza, reciprocità e impegno da entrambe le parti. Saluti
La fiducia può essere ricostruita, ma non semplicemente decidendo di “dimenticare” una bugia: richiede che nel tempo ci siano comportamenti coerenti che permettano nuovamente di sentirsi al sicuro. Nel tuo racconto, però, c’è forse una questione ancora più importante: non tanto stabilire se fosse “corretto” o meno che lui frequentasse altre persone, quanto capire se voi due avevate realmente condiviso lo stesso accordo sulla vostra relazione. Se non c’era un’esclusività esplicita, non è possibile considerare automaticamente un tradimento ciò che per l’altro poteva rientrare nella propria libertà; questo però non rende meno legittimo il tuo vissuto, soprattutto se ti sei sentita ingannata o se le sue parole e i suoi comportamenti non erano coerenti. Allo stesso modo, il fatto che lasci una porta aperta non significa necessariamente che non gli interessi, ma nemmeno costituisce di per sé una scelta. E qui forse c’è il punto centrale: tu hai già chiarito cosa desideri — essere scelta e costruire qualcosa con un certo grado di impegno — mentre lui sembra ancora in una fase di incertezza. Più che chiederti continuamente se tornerà o se ti sceglierà, potrebbe essere utile chiederti quanto sei disposta a rimanere in sospeso aspettando che lo decida. Un eventuale ritorno avrebbe senso non tanto perché è passato del tempo o perché ci si è mancati, ma se entrambi tornaste con intenzioni più chiare e comportamenti coerenti con ciò che volete costruire. Sono disponibile per un colloquio online, saluti.
Capisco i dubbi che può lasciare una situazione del genere, soprattutto quando non c'è mai stata una definizione chiara del rapporto. La fiducia, una volta incrinata, non si recupera semplicemente decidendo di dimenticare ciò che è successo: può essere ricostruita solo attraverso chiarezza, coerenza e comportamenti che nel tempo restituiscano sicurezza. In una relazione non ancora ufficializzata non esiste una regola valida per tutti sull'esclusività. È importante però capire che cosa vi eravate detti, quali aspettative avevate e soprattutto se oggi desiderate la stessa cosa. Il fatto che l'altra persona sia libera di vivere la propria vita non significa necessariamente che lei non sia importante per lui, così come il fatto che lasci una porta aperta non significa necessariamente che sia pronto a costruire una relazione. Forse la domanda più importante, quindi, non è soltanto “tornerà?”, ma “che cosa mi serve perché un eventuale ritorno abbia senso per me?”. Lei sembra averlo già abbastanza chiaro: desidera essere scelta e vuole una relazione nella quale ci sia un impegno reciproco, senza sentirsi una presenza intermittente. Questo bisogno è legittimo e merita di essere comunicato con chiarezza. Dopo un periodo di distanza può esserci un riavvicinamento, ma un ritorno da solo non risolve ciò che ha creato la distanza. Perché possa essere diverso, sarebbe necessario capire cosa è successo, cosa volete entrambi e se ci sono le condizioni concrete per costruire qualcosa di più chiaro e reciproco. Se lo desidera sarò lieta di offrirle uno spazio di ascolto e confronto.
Gentile utente, grazie per aver raccontato così apertamente quello che sta vivendo. Mi sembra che, oltre alla ferita legata alla bugia, ci sia soprattutto molta incertezza: da una parte il desiderio di essere scelta e di costruire qualcosa con impegno, dall'altra la difficoltà di capire cosa rappresenti oggi questa relazione per l'altra persona. Quando una relazione non è ancora definita, può essere difficile capire quali aspettative siano condivise e quali invece appartengano ai bisogni personali. L'esclusività, ad esempio, non è necessariamente qualcosa che si può dare per scontato: è importante che venga concordata e comunicata. Questo, però, non significa che i suoi bisogni siano eccessivi. Desiderare chiarezza, coerenza e la possibilità di sentirsi scelta è legittimo. Anche la domanda “se frequenta altre persone significa che non gli interesso?” potrebbe non avere una risposta così semplice. Le sue scelte possono dirci qualcosa sulla disponibilità che ha oggi a vivere questa relazione, ma non definiscono il suo valore né necessariamente cancellano ciò che può aver provato. Più che cercare di prevedere se ci sarà un ritorno, credo possa essere importante chiedersi: “Se tornasse, cosa dovrebbe essere diverso perché io possa sentirmi nuovamente al sicuro?” La fiducia, infatti, non si ricostruisce semplicemente decidendo di dimenticare una bugia, ma attraverso chiarezza, comportamenti coerenti e tempo.
Buonasera, credo sia importante distinguere due aspetti. Se tra voi non era stato concordato un rapporto esclusivo, non possiamo dare per scontato che entrambi attribuiste alla frequentazione gli stessi confini. Questo però non rende meno reale ciò che lei ha provato nello scoprire che lui è stato con altre persone. La fiducia non dipende soltanto dall'esistenza di un'etichetta ufficiale. Si costruisce anche attraverso ciò che ci siamo detti, ciò che abbiamo lasciato intendere, le aspettative che abbiamo condiviso e la coerenza che sperimentiamo nel rapporto. Mi soffermerei però soprattutto su una sua frase: “io ho chiaro che voglio essere scelta”. Questa è un'informazione importante su di lei e su ciò che desidera oggi da una relazione. Il punto, allora, forse non è stabilire se stia “pretendendo troppo”, ma capire se l'altro desideri costruire qualcosa che possa incontrare anche questo suo bisogno. Il fatto che lui lasci una porta aperta o si prenda del tempo non ci permette di conoscere in anticipo quale sarà la sua scelta. E continuare a interpretare ogni gesto per capire se tornerà rischia di lasciare lei, nel frattempo, in una posizione di attesa. Un ritorno dopo un periodo di distanza è certamente possibile; ricostruire una relazione è un'altra cosa. Perché la fiducia possa rinascere non basta tornare a frequentarsi: occorrono chiarezza sui confini, reciprocità e soprattutto comportamenti sufficientemente coerenti nel tempo. Forse quindi, oltre a chiedersi “può ancora scegliere me?”, può tenere presente anche un'altra domanda: “quello che lui è disponibile a costruire incontra il modo in cui io desidero stare in una relazione?” Perché essere scelta è importante, ma altrettanto importante è poter scegliere lei. Un caro saluto, Dott.ssa Cinzia Scirè Psicologa e Mediatrice Familiare
Buongiorno, la situazione che descrive sembra essere caratterizzata soprattutto da una forte ambivalenza: da una parte il desiderio di essere scelta e di costruire un rapporto esclusivo, dall’altra l’incertezza rispetto alle intenzioni dell’altra persona e alla possibilità di recuperare la fiducia. In un rapporto non ancora definito, le aspettative di esclusività possono non essere condivise, e non è possibile stabilire dal suo racconto se i comportamenti dell’altra persona indichino disinteresse o semplicemente una diversa posizione rispetto al legame. La difficoltà sembra riguardare anche la distanza tra ciò che lei desidera dalla relazione e ciò che l’altro sembra attualmente in grado di offrire. Sarebbe utile approfondire questi vissuti all’interno di un percorso psicologico, soprattutto rispetto alla fiducia, all’incertezza e al bisogno di sentirsi scelta nella relazione. Cordialmente, Dott.ssa Elisa Fiora
Buongiorno. Superare una bugia e ricostruire la fiducia persa è un processo possibile, ma richiede tempo, massima trasparenza e soprattutto azioni concrete e coerenti, non solo parole o promesse. Nelle fasi iniziali o non ancora formalizzate di una storia, ci si muove spesso in una zona d'ombra. Tuttavia, se per lei l'esclusività e la lealtà sono requisiti fondamentali per potersi fidare, esprimere questo bisogno non significa "pretendere troppo", ma chiarire cosa le serve per stare bene. Quando l'altro utilizza i momenti di incomprensione o le pause per frequentare altre persone — pur lasciando "porte aperte" e prendendosi tempo — emerge una diversa disponibilità emotiva: una parte sta cercando di costruire, l'altra mantiene i benefici del legame senza assumersi l'impegno della scelta. Un ritorno dopo un periodo di distacco è possibile, ma ha senso solo se cambiano radicalmente le premesse. Concentrarsi unicamente sul "perché lui fa così" rischia di mantenerla incastrata in una faticosa posizione di attesa e sospensione. Per non sentirsi "sbagliata", la domanda fondamentale da porsi ora è un'altra: “Questo modo di stare insieme rispetta il mio valore ed è davvero ciò che desidero per la mia vita?” Se sente che questa dinamica continua a generare insicurezza e smarrimento, un percorso di sostegno psicologico individuale potrà esserle di grande aiuto per ripartire da se stessa, definire confini emotivi sani e chiarire se questa relazione ha davvero le basi per offrire la stabilità che merita.
Buongiorno, la domanda da porsi è: cosa vuole lei in una relazione? è disposta a tollerare/accettare comportamenti ambigui che la fanno restare in sospeso? Approfondirei la necessità di essere scelte nonostante tutto. Per qualsiasi info resto a disposizione. Se lo desidera può prenotare un primo colloquio nell'app. Cordiali saluti Dott.ssa Valentina Lucato
Buongiorno, una bugia può essere superata, ma la fiducia non si ricostruisce semplicemente decidendo di perdonare: di solito servono tempo, chiarezza e soprattutto comportamenti coerenti. Sul tema dell’esclusività, non credo esista una regola valida per tutte le relazioni “non ufficiali”: ciò che conta è capire se tra voi c’era stato un accordo, anche implicito, oppure se ciascuno stava vivendo il rapporto con aspettative diverse. Il fatto che l’altro abbia avuto rapporti con altre persone durante un periodo di distanza o conflitto non permette, da solo, di concludere che lei non gli interessi; può però dirle qualcosa sul modo in cui lui vive il legame, la distanza e la libertà personale. La domanda importante forse non è tanto “è corretto quello che ha fatto?”, ma “questo modo di stare nella relazione è compatibile con ciò di cui io ho bisogno?”. Lei sembra avere abbastanza chiaro di desiderare esclusività, scelta reciproca e un impegno concreto nel provare a costruire qualcosa. Questo bisogno è legittimo, ma non può essere ottenuto solo attraverso l’attesa che l’altro prima o poi arrivi allo stesso punto. Il fatto che lui lasci una porta aperta o chieda tempo può significare molte cose, e sarebbe rischioso interpretarlo automaticamente come una promessa di ritorno. Un riavvicinamento dopo un periodo di distacco è certamente possibile, ma perché abbia senso dovrebbe esserci qualcosa di diverso rispetto a prima: maggiore chiarezza, responsabilità su ciò che è accaduto e un accordo più esplicito su cosa siete e cosa volete essere. Potrebbe quindi chiedersi non soltanto “tornerà?”, ma anche “se tornasse nelle stesse condizioni di prima, mi farebbe bene?”. La fiducia può ricrescere, ma difficilmente lo fa dove rimangono ambiguità, bugie o aspettative profondamente diverse.
Buongiorno, sono la Dott.ssa Morena, psicologa. Capisco perché per lei sia così difficile mettere insieme due cose che sembrano contraddirsi: da una parte questa persona continua a lasciare una porta aperta, dall'altra, durante il periodo di distanza, ha scelto di frequentare altre persone. Se tra voi non era stata concordata un'esclusività, non è possibile parlare semplicemente di un “tradimento” di un accordo. Ma questo non significa che ciò che è successo non possa averla ferita o che lei debba accettarlo come compatibile con ciò che desidera da una relazione. La libertà dell'altro e i suoi bisogni possono esistere contemporaneamente. Forse la domanda non è tanto “è corretto che sia andato a letto con altre?”, quanto “io riesco a costruire una relazione con una persona che, in questo momento, vive la nostra storia in questo modo?”. Perché lei sembra avere già abbastanza chiaro ciò di cui ha bisogno: sentirsi scelta, avere un impegno reciproco e non vivere una relazione fatta di presenze e assenze. Un ritorno è certamente possibile, ma non è il ritorno in sé a ricostruire la fiducia. Servirebbero comportamenti nuovi, chiarezza sulle intenzioni e soprattutto una scelta condivisa di provare davvero a costruire qualcosa. E forse, più che aspettare di capire se lui tornerà, può essere importante chiedersi se, qualora tornasse, sarebbe disposto a costruire proprio il tipo di relazione che lei desidera. Se sente di essere ancora sospesa tra la speranza e ciò che è realmente accaduto, può scrivermi. Possiamo provare a fare un po' di chiarezza insieme.
Ciao! Qui emergono molti temi, per esigenze di spazio ne affronterò sono alcuni. Partirei da quello che tu chiami "pretendere esclusività": credo che sia importante, quando si inizia a frequentare una persona, chiarire subito quali sono i patti della nostra relazione. Non è una questione di ufficialità, si tratta di dirsi cosa si vuole da una relazione. Questo, per quanto possa essere difficile, è fondamentale anche per il tema "bugie": se A e B si comunicano che per il momento stanno vedendo o possono vedere altr* partner, questo è un patto relazionale, in cui ad A e B è permesso frequentare altre persone. Altra situazione è se A dice a B di volere una relazione esclusiva: B a questo punto può scegliere se stare in una relazione esclusiva oppure no perchè vuole frequentare altre persone. Se B accetta di stare in relazione esclusiva con A e poi frequenta altr* partner, qui si può parlare di "bugia", nel senso che B tradisce il patto relazionale che ha concordato con A. La tematica è estremamente ricca e complessa, per lasciarti con una domanda ti chiederei? Quali erano i patti relazionali che avevi con questa persona? i patti non erano stati esplicitati oppure li ha deliberatamente trasgrediti?
Gentile, La ringrazio per aver espresso con così tanta precisione e trasparenza dubbi che toccano la parte più vulnerabile dei legami affettivi. La sensazione di stare in un "limbo" — in cui si desidera chiarezza ma si ricevono segnali ambivalenti — genera un'ansia costante e un doloroso senso di inadeguatezza. Provo a rispondere con chiarezza e accuratezza clinica ai diversi interrogativi che ha posto: 1. "In una relazione non ufficiale è pretendere troppo l'esclusività?" No, non è mai pretendere troppo. L'esclusività non dipende da un'etichetta burocratica ("siamo fidanzati ufficialmente"), ma dal patto emotivo e dall'intenzione di investimento che si stabilisce tra due persone. Se dentro di lei c'è il bisogno chiaro di costruire un legame unico e senza "comparse", questo è un suo valore legittimo e sano. Sminuire questo bisogno dicendosi che "in fondo non eravamo ufficiali" è spesso una forma di razionalizzazione difensiva per attutire il dolore del tradimento. 2. "Andare con altre durante le incomprensioni è corretto o indica disinteresse?" Quando una persona, di fronte alle prime difficoltà o ai raffreddamenti di coppia, sceglie di cercare gratificazioni o rapporti sessuali altrove, questo comportamento esprime due cose: Una scarsa tolleranza della frustrazione e della conflittualità: Invece di rimanere nello spazio del conflitto per ripararlo, si usa l'esterno come via di fuga o come "anestetico". Un investimento emotivo parziale o ambivalente: Ognuno ha la propria libertà individuale, ma la libertà senza responsabilità emotiva ferisce l'altro. Tenere le "porte aperte" o prendersi tempo mentre si frequentano altre persone spesso non è un segnale di riflessione profonda, ma la tendenza a tenere l'altro come "opzione di riserva" (breadcrumbing) senza rinunciare ai propri comodi. 3. "Si può superare una bugia e riacquistare la fiducia persa?" Riscostruire la fiducia è teoricamente possibile, ma richiede condizioni molto precise che non dipendono solo da lei: Assunzione di responsabilità reale: L'altro deve riconoscere la bugia e il danno causato, senza cercare scuse ("non eravamo ufficiali", "l'ho fatto perché litigavamo"). Trasparenza e coerenza nel tempo: La fiducia si ricostruisce con i fatti costanti e prolungati, non con le promesse a parole. Disponibilità a definire i confini: Un ritorno ha senso solo se entrambi desiderate la stessa cosa (un'esclusività reciproca ed esplicita). Da dove ripartire per proteggere se stessa/o? La domanda fondamentale da farsi in questo momento non è solo "Se lui/lei tornerà", ma: "Io voglio davvero essere scelta/o da chi ha bisogno di allontanarsi, mentire o testare altre opzioni per capire quanto valgo?" Lei ha chiarissimo dentro di sé un principio nobile e sano: vuole essere scelta/o e desidera un impegno reale. Rimanere in attesa che l'altro "decida cosa vuole essere" rischia di svalutare la sua autostima e di farla adattare a briciole di attenzione. Un percorso di consultazione psicologica può aiutarla in questo momento a fare chiarezza sui suoi confini relazionali, a elaborare il senso di svalutazione legato alla bugia subita e a ritrovare la forza di pretendere relazioni basate sulla reciprocità e sul rispetto. Un cordiale saluto, Dott.ssa Antonella Guiducci
Salve comprendo quanto possa essere difficile stare in una situazione di incertezza, soprattutto quando la fiducia è stata messa in discussione. È possibile ricostruirla, ma richiede tempo, chiarezza e disponibilità da entrambe le parti. Non esistono regole universali sull’esclusività in una relazione non ancora definita: è importante che aspettative e confini vengano condivisi. Lei sembra avere chiaro ciò che desidera; un confronto aperto può aiutarla a capire se anche l’altra persona desidera costruire qualcosa nella stessa direzione. Un caro saluto.
Buonasera. Percepisco della comprensibile confusione. A mio avviso le converrebbe parlarne con un professionista. Non esiste una bacchetta magica per prevedere come andrà avanti questa situazione o per sapere se riuscirà a superare una bugia... Ma sono certa che parlarne le potrebbe far acquisire una consapevolezza in grado di metterla più a proprio agio in questa relazione. Se le fa piacere io sono specializzata in relazioni e penso di poterla aiutare. Eventualmente trova le mie disponibilità in agenda. Un caro saluto, Dott.ssa Elena De Cassan
Salve, Perché aspetta ancora di essere la scelta primaria per questa persona mentre , stando a quanto sta scrivendo, così non è? Cosa la tiene ancorata a questa posizione? Un caro saluto
Vuole essere scelta ma potrebbe essere importante anche scegliere lei cosa desidera in un partner e in una relazione. I suoi dubbi quanto stanno diventando fonte di sofferenza? Provi a valutare un percorso psicologico in cui possa sentire le sue emozioni ed i suoi bisogni, per poi scegliere cosa è meglio per lei. Spero di averle dato spunti utili di riflessione.
Buongiorno, dalle sue parole emerge il bisogno di fare chiarezza in una situazione che la lascia sospesa tra la speranza di costruire una relazione e la paura di non essere scelta. La fiducia, quando viene compromessa, può essere recuperata, ma richiede sincerità, coerenza e disponibilità da parte di entrambi. In una frequentazione non ufficializzata le aspettative di esclusività possono essere diverse: più che stabilire cosa sia giusto o sbagliato in assoluto, è importante comprendere se ci sia una reale condivisione dei desideri e degli accordi reciproci. Il fatto che l'altra persona frequenti altre persone non dimostra necessariamente che lei non le interessi, ma non significa nemmeno che sia pronta a costruire il tipo di relazione che desidera. Un ritorno dopo un periodo di distacco è possibile, ma non è qualcosa che si possa prevedere o garantire. Forse, in questo momento, la domanda più importante non è soltanto se lui tornerà, ma se sarà disposto a esserci nel modo di cui lei ha bisogno. Il suo desiderio di essere scelta e di costruire una relazione basata sull'impegno è legittimo: può lasciare spazio ai dubbi dell'altro senza, però, rimanere indefinitamente in attesa, mettendo da parte i propri bisogni. Un cordiale saluto
Buongiorno, dalle sue parole emerge una questione che mi sembra andare oltre la bugia e la possibilità di recuperare la fiducia: lei desidera essere scelta, ma si trova in una relazione nella quale questa scelta sembra continuamente rimandata. Vorrei innanzitutto distinguere due aspetti. L'esclusività non è necessariamente implicita in una frequentazione non ancora definita, ma questo non significa che desiderarla costituisca una pretesa eccessiva. Lei ha il diritto di esprimere ciò che desidera da una relazione, così come l'altra persona ha la libertà di non condividere le sue aspettative. Il punto diventa allora comprendere se esistano le condizioni per un incontro tra questi due desideri. Quanto alla bugia, la fiducia può certamente essere ricostruita, ma non attraverso le sole rassicurazioni. Occorrono riconoscimento di ciò che è accaduto, chiarezza reciproca e comportamenti coerenti nel tempo. Soprattutto, la fiducia non può essere ricostruita unilateralmente da chi ha sofferto per la sua perdita. Lei si domanda se il fatto che lui abbia avuto rapporti con altre persone significhi che non sia interessato a lei. Non possiamo conoscere il significato che questo comportamento assume per lui. Possiamo però riconoscere che, indipendentemente dalle sue intenzioni, oggi sembra esserci una distanza importante tra ciò che lei desidera e ciò che lui è disposto a costruire. Mi soffermerei su un'espressione: «Lascia porte aperte». Talvolta, proprio una possibilità che non viene né realizzata né definitivamente esclusa può mantenerci in una posizione di attesa, nella speranza che l'altro arrivi finalmente a scegliere ciò che noi abbiamo già scelto. Ed è qui che vorrei proporle una riflessione: quanto del suo desiderio di continuare questa relazione riguarda la persona che lui è oggi e quanto, invece, la speranza che possa diventare il partner che lei vorrebbe? Un ritorno dopo un periodo di distacco è certamente possibile. Ma tornare non significa necessariamente ricominciare su basi differenti. Perché questo accada, sarebbe importante che entrambi poteste riconoscere ciò che non ha funzionato, chiarire le rispettive aspettative e assumervi un impegno condiviso. Sul piano concreto, le suggerirei di comunicare con serenità ciò che per lei è essenziale: una relazione esclusiva, una disponibilità reciproca e la volontà di costruire qualcosa insieme. Non come richiesta di una garanzia assoluta, ma come espressione del proprio desiderio. Sarà poi importante considerare non soltanto ciò che lui dice, ma anche ciò che concretamente sceglie di fare. Vorrei lasciarle un'ultima domanda: sta aspettando che lui scelga lei oppure sente di non potersi autorizzare a scegliere per se stessa finché non avrà ricevuto una risposta definitiva da lui? Sono due posizioni molto differenti. La libertà dell'altro di non impegnarsi non annulla la sua libertà di non rimanere in una relazione che non corrisponde a ciò che desidera. Essere scelti è un desiderio legittimo. Ma non dovrebbe diventare la condizione indispensabile per riconoscere il proprio valore e poter decidere della propria vita affettiva. Un cordiale saluto, Giorgio Fanelli
Buongiorno, desiderare esclusività affettiva e sessuale non è pretendere troppo, ma non significa che l’altra persona la desideri a sua volta. Anche in una relazione non ufficiale è importante chiarire gli accordi: state frequentandovi in modo esclusivo oppure ciascuno si considera libero di avere altri rapporti? Le discussioni e la distanza non chiariscono da sole questa questione. La bugia è un problema distinto. Per ricostruire la fiducia servono disponibilità a parlare di ciò che è accaduto e comportamenti coerenti nel tempo. Non può essere soltanto lei a impegnarsi per tornare a fidarsi, né può ottenere una relazione stabile interpretando ogni porta lasciata aperta come una promessa. Non possiamo sapere dal racconto quanto lei gli interessi o se ci sarà un ritorno. Possiamo però prendere sul serio quello che lei ha già chiarito: desidera essere scelta e costruire un rapporto esclusivo. Potrebbe esprimerlo direttamente, chiedendo che cosa l’altro sia disposto a costruire adesso, e valutare la risposta insieme ai fatti. Un confronto con uno psicologo può aiutarla a distinguere il desiderio di questa persona da ciò che le serve per stare bene nella relazione. Una consulenza di coppia può essere utile se entrambi volete lavorare sulla fiducia e sugli accordi del rapporto. Il suo bisogno di chiarezza merita spazio quanto la libertà dell’altro. Un cordiale saluto, Dott.ssa Sabrina Gatti
Buongiorno, dalle sue parole emerge il desiderio di costruire una relazione in cui sentirsi scelti, ma anche la fatica di restare in una situazione di incertezza, cercando di capire che cosa l'altra persona provi e se ci sarà un ritorno. Quando una fiducia viene incrinata, non sempre è sufficiente comprendere le ragioni dell'altro per recuperarla: servono anche chiarezza, coerenza e comportamenti che permettano di sentirsi nuovamente sicuri. In una relazione non ancora definita, l'esclusività non può essere data per scontata, ma è legittimo desiderarla e chiedersi se entrambi vogliate costruire lo stesso tipo di rapporto. Un periodo di distacco non esclude un ritorno, ma forse la domanda più importante è un'altra: se questa persona tornasse, sarebbe disposta a costruire con lei una relazione diversa, fondata su un impegno reciproco? Perché non si tratta soltanto di essere scelti, ma anche di capire se ciò che l'altro può offrire corrisponde a ciò di cui abbiamo bisogno. Non deve necessariamente rinunciare alla speranza, ma può provare a non lasciare che sia soltanto l'attesa di una sua decisione a stabilire il suo benessere. Anche i suoi desideri e i suoi confini meritano ascolto. Un cordiale saluto. Dott.ssa Cinzia Pirrotta
Buongiorno, credo che il punto centrale della sua domanda non sia soltanto se sia possibile recuperare la fiducia dopo una bugia, ma anche quanto lei riesca a sentirsi al sicuro in una relazione che, al momento, sembra lasciarla in sospeso. La fiducia può essere ricostruita, ma non attraverso le sole parole o la speranza che l'altra persona, prima o poi, scelga di impegnarsi. Servono trasparenza, coerenza e comportamenti che, nel tempo, permettano di sentirsi nuovamente tranquilli. Allo stesso modo, se una relazione non è stata definita, non è scontato che entrambi attribuiscano all'esclusività lo stesso significato: è importante parlarne apertamente, perché ciò che per uno è implicito per l'altro potrebbe non esserlo. Il fatto che lui abbia frequentato altre persone non dimostra necessariamente che lei non gli interessi, ma nemmeno il fatto che lasci aperta una possibilità significa che sia pronto a costruire il rapporto che lei desidera. A volte ci si concentra molto sul tentativo di interpretare i comportamenti dell'altro, cercando di capire se tornerà o se sceglierà di impegnarsi, e si rischia di perdere di vista una domanda altrettanto importante: questa situazione, così com'è oggi, è compatibile con i suoi bisogni? Lei dice con chiarezza di voler essere scelta e di desiderare un impegno reciproco. Non è una pretesa eccessiva, purché sia un desiderio espresso e condiviso, non un accordo che si presume esista senza averlo mai costruito insieme. Dopo un periodo di distacco è possibile riavvicinarsi, ma non è qualcosa che si possa prevedere né ottenere aspettando abbastanza. Più che aggrapparsi alla possibilità di un ritorno, potrebbe aiutarla capire quali condizioni sarebbero necessarie per riprovarci senza tradire se stessa. Perché non si tratta soltanto di essere scelti dall'altro, ma anche di poter scegliere una relazione nella quale sentirsi rispettati, desiderati e coinvolti davvero.
Le domande che si pone sono molto comprensibili e toccano aspetti delicati delle relazioni: fiducia, esclusività, aspettative e possibilità di ricostruire un legame. Una bugia può essere superata, ma non attraverso le parole da sole. La fiducia si ricostruisce nel tempo, attraverso comportamenti coerenti, trasparenza e la disponibilità reciproca a comprendere ciò che è accaduto. È un processo che richiede impegno da entrambe le parti. Per quanto riguarda l'esclusività, non esiste una regola universale. Ciò che conta è che i bisogni e le aspettative di entrambi siano chiari e condivisi. Se per lei l'impegno reciproco e l'assenza di "terze persone" sono condizioni fondamentali per costruire una relazione, è importante riconoscere e rispettare questo bisogno. Il fatto che l'altra persona abbia frequentato altre persone durante un periodo di distacco non permette, da solo, di concludere che lei non gli interessi. Tuttavia, può indicare che state vivendo il rapporto con tempi, modalità o aspettative differenti. Più che cercare di interpretare i suoi comportamenti, potrebbe essere utile chiedersi se ciò che lui oggi è in grado di offrire sia compatibile con ciò che lei desidera e merita in una relazione. Sì, a volte dopo un periodo di allontanamento può esserci un ritorno e una ripartenza. Perché questo accada in modo costruttivo, però, è spesso necessario che entrambi siano disposti a scegliere la relazione in modo chiaro e concreto, non solo a lasciare aperte delle possibilità. Le auguro di riuscire a mantenere al centro anche i suoi bisogni emotivi: oltre a chiedersi se lui tornerà, potrebbe essere importante chiedersi se le condizioni che si stanno creando le permettono di sentirsi scelta, valorizzata e al sicuro nel rapporto. Questo può aiutarla a prendere decisioni più in linea con ciò che desidera davvero per sé.
Gentile utente, desiderare esclusività non è pretendere troppo, ma occorre capire se sia un accordo condiviso. Mi sembra che lei sappia cosa vuole, mentre rimane in attesa che l’altro scelga. Più che prevedere un suo ritorno, potrebbe chiedere con chiarezza che cosa sia disponibile a costruire oggi. Anche la fiducia richiede comportamenti coerenti nel tempo. Mi chiederei se questa attesa le permetta di vivere il rapporto che desidera oppure la mantenga legata soprattutto alla possibilità che cambi. Un caro saluto, Dott.ssa Giada Di Veroli
Salve, grazie per la condivisione. Sento una lotta tra due parti di te: quella che vorrebbe ancora credere in questa storia, perché sente che qualcosa di bello potrebbe esserci, e quella che sta cercando di proteggersi, perché non vuole essere una possibilità tra tante, né dover competere per un posto che desidera venga scelto spontaneamente. Credo che la domanda più dolorosa, in fondo, non sia soltanto se lui possa tornare. È se sia ancora possibile costruire qualcosa di vero con una persona che, in questo momento, ti sta facendo dubitare del tuo posto nella sua vita. Ma non si supera una bugia semplicemente decidendo di perdonare, né fingendo che non sia successo niente. Una bugia incrina qualcosa di fondamentale: la tranquillità con cui ti affidi all'altra persona. Dopo, anche quando vorresti credere alle sue parole, una parte di te comincia a chiedersi se ci sia qualcosa che non sai, se quello che ti racconta sia davvero tutto, se puoi ancora sentirti al sicuro. Per recuperare la fiducia servono tre cose: La responsabilità. Chi ha mentito deve riconoscere ciò che ha fatto, senza minimizzare e senza trasformare la tua sofferenza in un'accusa contro di te. La coerenza. Le parole devono essere accompagnate da comportamenti ripetuti nel tempo. La fiducia non si ricostruisce con una promessa, ma con tante piccole esperienze in cui scopri che puoi nuovamente fidarti. La disponibilità reciproca. Tu puoi essere disposta a perdonare, ma non puoi ricostruire da sola qualcosa che richiede l'impegno di entrambi. E c'è una distinzione importante: perdonare qualcuno non significa necessariamente tornare a dargli accesso alla tua vita nello stesso modo di prima. Iniziare un percorso di supporto psicologico ( online o in presenza) può aiutare ad avere maggiore consapevolezza. Resto a disposizione.
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