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Esperienze

Ogni persona porta con sé una storia che merita di essere ascoltata con rispetto, competenza e senza alcun giudizio. Il mio obiettivo è offrire uno spazio sicuro in cui comprendere le difficoltà vissute, valorizzare le proprie risorse e costruire insieme un percorso di cambiamento autentico.

Mi occupo di sostegno psicologico per adolescenti e adulti che affrontano difficoltà emotive, relazionali e psicologiche, anche quando queste si manifestano in presenza di condizioni psicopatologiche, nell'ambito delle competenze proprie della professione di psicologo. Quando la situazione lo richiede, collaboro con altri professionisti sanitari coinvolti nella presa in carico della persona.

Una parte significativa della mia attività è dedicata alle vittime di violenza psicologica, fisica, sessuale e domestica, alle quali offro un percorso di supporto fondato sull'ascolto, sulla tutela della persona e sul recupero del benessere psicologico. Grazie alla mia formazione in psicologia giuridica e criminologia, accompagno inoltre chi si trova ad affrontare situazioni con implicazioni legali, collaborando quando necessario con altri professionisti.

Credo in una psicologia basata sulle evidenze scientifiche ma profondamente centrata sulla persona: ogni percorso è unico e viene costruito nel rispetto della storia, dei tempi e delle esigenze di chi chiede aiuto.

Altro Su di me

Aree di competenza principali:

  • Criminologia clinica
  • Psicologia clinica
  • Psicodiagnostica
  • Psicologia cognitiva
  • Criminologia clinica
  • Psicologia clinica
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Adulti
Bambini a partire da 11 anni

Tipologia di visite

Consulenza online

Foto e video

Prestazioni e prezzi

  • Colloquio psicologico clinico

    60 €

  • Consulenza online

    60 €

  • Colloquio psicologico di coppia

    70 €

  • Colloquio psicologico familiare

    80 €

  • Colloquio psicologico telefonico

    60 €

Indirizzo

Ilaria Francesca Bombarda

Consulenza online

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3 recensioni

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  • C

    CB

    Un professionista sempre presente, i percorsi non sono tutti uguali ed hanno salite e discese.
    In lei non trovi chi ti risolve il problema o ti da il compito da fare ma,chi ti affianca anche quando non sai più dove girarti e non hai energie, aiutandoti a capire come attraversare il momento.
    Grazie dottoressa .

     • Studio di consulenza - Ilaria Francesca Bombarda • colloquio psicologico clinico  • 

    Dott.ssa Ilaria Francesca Bombarda

    La ringrazio per queste parole. Ogni percorso ha i suoi tempi e le sue difficoltà, e credo che sentirsi accompagnati, anche nei momenti più faticosi, possa fare la differenza. Grazie per la fiducia.


  • A

    A.B.

    Mi sono trovato davvero bene. Fin da subito mi sono sentito a mio agio e soprattutto ascoltato, senza sentirmi giudicato. È una professionista con cui sento di poter parlare e che mi ha fatto sentire compreso anche nei momenti più difficili. Sono contento e soddisfatto di aver iniziato questo percorso.

     • Studio di consulenza - Ilaria Francesca Bombarda • colloquio psicologico clinico  • 

    Dott.ssa Ilaria Francesca Bombarda

    Grazie per le sue parole e per la fiducia. Sono contenta che abbia trovato uno spazio in cui sentirsi ascoltato e compreso. La ringrazio per aver condiviso la sua esperienza.


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    Sara

    Professionista di grande spessore, preparata e capace di creare uno spazio di ascolto autentico. Consiglio vivamente

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    Dott.ssa Ilaria Francesca Bombarda

    Grazie di cuore Sara per le sue parole e per la fiducia. Sono felice che abbia percepito il nostro spazio come un luogo di ascolto autentico e accogliente. La ringrazio per aver condiviso la sua esperienza.


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 14 domande da parte di pazienti di MioDottore

Buongiorno, vorrei un parere su una questione che mi sta facendo riflettere. Ho ascoltato alcuni con

Buongiorno, vorrei un parere su una questione che mi sta facendo riflettere.
Ho ascoltato alcuni contenuti di una persona che parla di crescita interiore, consapevolezza e della necessità di osservare i propri pensieri, le proprie paure e i propri desideri, anziché cercare sempre di evitare il disagio.
Il mio dubbio è questo: io vorrei vivere serenamente, lavorare, divertirmi, dedicarmi alla mia famiglia e cercare di essere una brava persona, senza passare troppo tempo ad analizzare me stesso o a chiedermi continuamente se sto vivendo nel modo giusto.
Vorrei anche prendere spunto da alcuni insegnamenti che trovo utili, ma senza dover verificare continuamente se li sto applicando correttamente, né classificare me stesso o gli altri in base al loro livello di consapevolezza.
Mi chiedo quindi:
* È possibile vivere bene e maturare come persona senza intraprendere necessariamente un percorso di ricerca interiore approfondito?
* Qual è la differenza tra evitare una difficoltà per paura e scegliere legittimamente di non dedicare tempo a qualcosa che non si ritiene importante?
* È utile osservare ogni pensiero e ogni emozione, oppure è possibile lasciarli
Perché a volte mi passa un pensiero un dubbio ma non sto sempre li ad osservarlo ma faccio altro forse è la cosa è positiva ma non faccio come dice il maestro ovvero il counseling che non sto nel dolore o nella noia non ho capito bene cosa dovrei fare forse non dovrei fare altro e stari lì nel pensiero , io durante la giornata sono molto attivo mi piace fare tante cose ma questo inevitabilmente non mi fa fermare molto nella noia e nel dolore

RISPOSTA DEL DOTTORE:

Dott.ssa Ilaria Francesca Bombarda

Buonasera, le sue riflessioni sono comprensibili. Credo sia importante distinguere la consapevolezza dal dover necessariamente analizzare ogni pensiero o emozione. La crescita personale non richiede di interrogarsi continuamente su se stessi, né di applicare alla lettera gli insegnamenti di qualcuno. Si può maturare anche attraverso le esperienze quotidiane, le relazioni, il lavoro, gli affetti e le scelte che facciamo.
La differenza tra evitare una difficoltà per paura e scegliere consapevolmente di dedicarsi ad altro sta soprattutto nella motivazione: se ci allontaniamo da qualcosa perché non riusciamo a tollerare le emozioni che suscita, può essere utile capire cosa ci sta mettendo in difficoltà; se, invece, scegliamo di non soffermarci su ogni pensiero perché abbiamo altri interessi e priorità, non significa necessariamente che stiamo evitando qualcosa.
Allo stesso modo, osservare le proprie emozioni non significa dover restare nel dolore, nella noia o nel dubbio fino a quando non li abbiamo compresi o risolti. A volte può essere utile fermarsi, ascoltare ciò che proviamo e provare a comprenderlo; altre volte possiamo semplicemente riconoscere un pensiero, lasciarlo passare e continuare a dedicarci alle nostre attività. Non esiste l'obbligo di analizzare tutto ciò che attraversa la nostra mente.
Il fatto che lei sia una persona attiva, che ami fare tante cose e che trovi piacere nel vivere la quotidianità non è, di per sé, un problema. La domanda da porsi, semmai, è se riesca a fermarsi quando ne sente davvero il bisogno oppure se senta di dover fare sempre qualcosa per non entrare in contatto con emozioni spiacevoli. Sono due situazioni diverse.
Non deve necessariamente fare come suggerisce il maestro o il counselor, né verificare continuamente se sta applicando correttamente i suoi insegnamenti. Può accogliere ciò che ritiene utile e lasciare andare ciò che non sente adatto a sé. La consapevolezza dovrebbe aiutarci a vivere con maggiore libertà, non trasformarsi in un'ulteriore fonte di dubbi e di controllo su noi stessi.
Non è necessario stare nel dolore o nella noia per dimostrare di essere consapevoli. L'importante è poter scegliere: fermarsi quando serve, ma anche vivere, agire, divertirsi e godersi ciò che si ama senza sentirsi in dovere di analizzare ogni momento. Anche questo può essere un modo autentico di stare in contatto con se stessi.


Buonasera! Avrei bisogno di un consulto circa un dubbio che ho da anni ossia quello di vivere all'

Buonasera! Avrei bisogno di un consulto circa un dubbio che ho da anni ossia quello di vivere all' interno di una famiglia disfunzionale..mi spiego meglio: ho 33 anni non ho avuto un' infanzia serena ed ero sempre in mezzo a liti ,discussioni tra genitori e famigliari tanto e ' vero che metà infanzia l' ho passata da una nonna . Mia madre ha sempre sottolineato che io non ero voluta non dovevo nascere a differenza di mio fratello e ciò lo ha sempre detto anche davanti amici o parenti ...qualsiasi cosa che succedeva era colpa mia ,mi ha fatto iscrivere al liceo sotto sua pressione e se prendevo un 8 e mezzo era una tragedia iniziavano subito da parte sua e di mio padre i confronti con chi prendeva voti più alti ..presa la maturità non ho avuto nessuna soddisfazione solo un : ora datti una mossa e trovati un lavoro. Ho trovato perlopiu lavori sottopagati,senza contratti e sporadici ma ho sempre accettato nonostante ciò se le cose andavano male era colpa mia,se non si arrivava a fine mese era colpa mia ,andavo a mangiare una pizza con amiche me la rinfacciavano per giorni . Ho avuto ragazzi con i quali si parlava di convivenza ma mia madre se ne usciva con : e poi chi mi dà una mano a pulire casa ? Tuo fratello studia e lavora merita di riposarsi tu no . A fine agosto ho trovato lavoro come insegnante ed entrambi mi hanno detto che non è un lavoro che invero lavori consistono nello spaccarsi la schiena e che non sono degna dello stipendio che prendo. La cosa assurda e' che se mio fratello combina qualche guaio magicamente divento la più brava ,buona ,ubbidiente .. si risolve con mio fratello torno a essere la "fallita ,idiota " come ogni tanto vengo definita . All' ennesimo litigio dove mi si attribuisce anche l' appellativo di sfigata che vive tra i libri ho reagito ma nulla da fare ..mi chiedo quindi se tutto questo può essere definito contesto disfunzionale e cosa posso fare. Grazie.

RISPOSTA DEL DOTTORE:

Dott.ssa Ilaria Francesca Bombarda

Buonasera, da ciò che racconta, sembra che nel corso degli anni abbia vissuto situazioni familiari difficili, caratterizzate da discussioni, confronti e commenti che possono averla fatta sentire poco compresa e valorizzata. Crescere ascoltando determinate parole, soprattutto quando riguardano il proprio valore o il fatto di essere stati desiderati, può essere doloroso e lasciare delle ferite che meritano di essere ascoltate.
Più che concentrarsi esclusivamente sull'etichetta di famiglia disfunzionale, credo sia importante soffermarsi su come queste dinamiche la fanno sentire e su quanto incidano ancora oggi sul suo benessere. Le espressioni offensive che riferisce, così come il continuo confronto con suo fratello, sono aspetti che possono rendere difficile sentirsi riconosciuti e apprezzati all'interno della propria famiglia.
Vorrei anche sottolineare che il suo percorso lavorativo e le scelte che ha fatto meritano rispetto. Il lavoro che svolge oggi come insegnante non deve essere giustificato né confrontato con quello degli altri per avere valore. Allo stesso modo, avere avuto difficoltà lavorative o economiche in passato non significa essere una persona incapace o fallita.
Per quanto riguarda cosa può fare, potrebbe essere utile iniziare a individuare dei confini che le permettano di tutelare maggiormente il suo benessere, ad esempio cercando di non proseguire una discussione quando diventa offensiva e concedendosi il diritto di compiere scelte personali senza doverle continuamente giustificare. Naturalmente, trovare il modo più adatto per farlo richiede tempo e dipende anche dalla situazione concreta in cui si trova.
Dopo aver vissuto per anni queste esperienze, può essere utile dedicare uno spazio a sé stessa, per comprendere meglio ciò che prova, riconoscere i propri bisogni e trovare modalità più serene di vivere le relazioni familiari. Un percorso psicologico potrebbe offrirle un'occasione per affrontare questi aspetti con il giusto tempo e senza sentirsi giudicata.
Le vorrei lasciare una domanda su cui riflettere: oggi, quanto il giudizio dei suoi genitori influenza il modo in cui vede sé stessa e le proprie capacità? Comprenderlo potrebbe aiutarla a individuare ciò di cui ha bisogno per sentirsi più sicura e autonoma.
La ringrazio per aver raccontato la sua esperienza e le auguro di riuscire, con i suoi tempi, a trovare uno spazio in cui sentirsi ascoltata e riconosciuta.


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