Mi sento molto sola vorrei parlare con qualcuno
Mi sento molto sola vorrei parlare con qualcuno. Che fare?
118 risposte
Buongiorno, da questo messaggio lasci intuire che la tua rete sociale in questo momento possa essere carente o non disponibile, così come quella familiare. Noi esseri umani siamo per natura animali sociali, nati per interagire e incontrare gli altri e noi stessi in quelle stesse relazioni. Hai mai pensato di intraprendere un percorso di supporto psicologico? Un professionista non potrà certo sostituirsi al vuoto che può derivare dalla solitudine (o da qualsiasi altra fonte di sofferenza) ma può aiutare ad indagarne l'origine, supportandoti nel percorso di presa di cura di te. Qualora lo desiderassi puoi prenotare un primo colloquio online direttamente qua su MioDottore e proviamo a parlarne. Cordialmente, Dott.ssa Sara Torregrossa
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Parlare con qualcuno può essere un primo passo importante. Se sente il bisogno di uno spazio in cui essere ascoltata senza giudizio e comprendere meglio quello che sta attraversando, potrebbe prendere in considerazione l'idea di iniziare un percorso psicoterapeutico. La terapia offre un luogo sicuro in cui esplorare le proprie emozioni, affrontare il senso di solitudine e costruire nuove risorse per stare meglio. resto a disposizione anche online. un cordiale saluto
Gentile Utente, dietro la sua domanda sento soprattutto un bisogno molto umano: sentirsi vista, ascoltata e accompagnata. La solitudine non dipende sempre dall'essere fisicamente soli; a volte nasce dal sentirsi senza un luogo emotivo in cui poter appoggiare ciò che stiamo vivendo. Il primo passo potrebbe essere proprio quello che sta facendo ora: non tenere tutto dentro. Provi a contattare una persona di cui si fida, un familiare, un amico, o qualcuno con cui si sente libera di essere autentica. Anche una semplice conversazione può alleggerire un peso che da soli sembra insopportabile. Se questa sensazione di solitudine è frequente, intensa o la accompagna da tempo, le consiglierei di valutare un percorso di psicoterapia. A volte il dolore non nasce dall'assenza degli altri, ma da una ferita più profonda che rende difficile sentirsi realmente in connessione con loro. Non aspetti che la sofferenza diventi troppo pesante per chiedere aiuto. Anche i momenti più bui hanno bisogno di una voce che li attraversi insieme a noi. Rimango a disposizione per eventuali chiarimenti. Dott.ssa Veronica Savio
Sentirsi molto soli e avere il desiderio di parlare con qualcuno può essere doloroso. Le chiederei: da quanto tempo si sente così? E c’è qualcuno con cui potrebbe provare a condividere ciò che sta vivendo? Se questa sensazione persiste, uno spazio psicologico potrebbe aiutarla a comprendere meglio cosa sta accadendo e a non affrontarlo da sola. Rimango a disposizione. Un caro saluto
Gent.ma utente, lo psicologo è un professionista formato per dare spazio alle persone e dare loro modo di esprimere pensieri ed emozioni, disagi e sofferenze. Ma può essere anche un efficace interlocutore per affrontare la solitudine in modo più funzionale e trovare un conforto immediato. Se lo desidera sarei lieto di ascoltarla, anche online. Un caro saluto, Dott. Antonio Cortese
La solitudine può essere un’esperienza molto pesante da sostenere e il fatto che lei senta il bisogno di parlarne è già un segnale importante. Trovare le parole e il coraggio per dirlo è già un primo passo verso un cambiamento possibile. Un percorso psicologico può offrirle uno spazio sicuro in cui dare un senso a ciò che sta vivendo: comprendere meglio la sua solitudine, da dove nasce e cosa le manca in questo momento. Può aiutarla anche a riconoscere i suoi bisogni e a orientarsi verso relazioni e situazioni più in linea con ciò che desidera. La invito a provare a non restare sola con questo vissuto e a concedersi uno spazio di ascolto. Un caro saluto
Buon giorno, grazie per aver condiviso questa "solitudine". E' un primo passetto verso il benessere, essere consapevoli di come ci si sente. Mi sento di dirle che è possibile approfondire attraverso dei colloqui psicologici la sua condizione. Se ne avesse bisogno e necessità sono a sua disposizione. Un caro saluto, coraggio
Mi dispiace che tu ti senta così… la solitudine, quando arriva, può essere davvero pesante, quasi fisica. E il fatto che tu abbia scritto qui è già un passo importante: significa che una parte di te sta cercando contatto, non vuole restare chiusa in quel silenzio. In momenti come questo, la prima cosa non è “risolvere tutto”, ma non restare completamente da sola dentro quello che senti. Parlare con qualcuno, anche in modo semplice, può fare molta differenza. Può essere un’amica, un familiare, qualcuno con cui hai un minimo di confidenza… anche solo scrivere “ti va di fare due chiacchiere?” senza dover spiegare tutto subito. Se senti che non c’è nessuno in questo momento o ti è difficile contattare qualcuno vicino a te, esistono anche servizi di ascolto telefonico o chat anonime, proprio per momenti così: non devi per forza arrivarci “quando stai malissimo”, ma anche solo quando hai bisogno di una voce dall’altra parte. Allo stesso tempo, posso restare qui a parlare con te. Se ti va, puoi raccontarmi un po’ di più: è una solitudine che senti da tanto o è qualcosa che si è intensificato ultimamente? Ti senti sola “senza qualcuno accanto” o anche quando sei in mezzo agli altri? A volte dare un nome più preciso a quella sensazione è il primo modo per farla diventare un po’ meno schiacciante.
Salve, quando vuole e se volesse approfondire meglio sono a sua disposizione. Immagino che non sia facile esprimere questo vissuto e chiedere aiuto è già un primo passo importante. A volte, iniziare a piccoli passi e aprirsi uno spazio protetto e suo può fare la differenza. Se le fa piacere, l'ascolterò.
Salve, sentirsi soli è un'esperienza comune e può emergere in diversi momenti della vita, a seguito di eventi difficili o anche senza una causa apparente. Se questa sensazione è intensa o persistente, potrebbe essere utile intraprendere un percorso psicologico per comprenderne le origini, dare significato a ciò che sta vivendo e trovare strategie per affrontarla. Nel frattempo, se ne ha la possibilità, provi a condividere questo vissuto con una persona di fiducia, chiedere supporto è un importante gesto di cura verso se stessi.
Cara paziente anonima, la solitudine è un sentimento molto comune anche quando abbiamo vite piene di persone, cose, stimoli, impegni. Ma è un sentimento che può cambiare, basta sapere come fare. Se sente il bisogno di parlare con qualcuno, già questo bisogna le sta comunicando che cosa è importante fare per sé stessa. Anche un percorso di supporto online può farle bene. Dr.ssa Daniela Sapio, psicologa e psicoterapeuta
Gentile utente, la ringrazio per aver scritto e condiviso questo suo sentire. Provare solitudine è un'esperienza dolorosa, e il fatto che lei stia cercando aiuto è già un segnale importante di attenzione verso sé stessa. Parlare con qualcuno può davvero fare la differenza. Se sente che questo disagio persiste e impatta sulla sua serenità, potrebbe valutare di rivolgersi a un professionista che possa offrirle uno spazio di ascolto dedicato. Un caro saluto, Dott.ssa Margherita Cappelli
Salve, riconoscere il desiderio di parlare con qualcuno e decidere di cercare uno spazio di ascolto è già un passo importante. Le suggerisco di concedersi il tempo di informarsi e individuare il professionista con cui sente di potersi trovare maggiormente a suo agio: instaurare una buona relazione terapeutica è un aspetto importante del percorso. Qualora ritenesse che il mio modo di lavorare possa rispondere alle sue esigenze, resto volentieri a disposizione per un colloquio online, per poter condividere uno spazio di ascolto in cui poter raccontare ciò che sta vivendo con i suoi tempi e senza giudizio.
Salve, quando ci si sente molto soli, il primo bisogno non è necessariamente “risolvere tutto”, ma interrompere per un momento l’isolamento. Può provare a scegliere una persona concreta — un familiare, un’amica, un collega o qualcuno di cui si fida — e scriverle in modo diretto: “Non sto bene, mi sento sola e avrei bisogno di parlare con qualcuno. Hai un po’ di tempo per me?”. Spesso chiedere aiuto in modo semplice è più efficace che aspettare che gli altri si accorgano da soli di ciò che stiamo vivendo. Se questa solitudine dura da tempo, si ripete spesso o si accompagna a tristezza intensa, ansia, pianto, perdita di interesse, insonnia o difficoltà a svolgere le attività quotidiane, può essere utile contattare uno psicologo o parlarne con il medico di base. Anche un primo colloquio può aiutare a capire che cosa sta alimentando questo senso di isolamento e da dove cominciare. Nell’immediato, provi a fare un piccolo passo concreto: non resti sola con ciò che sente nelle prossime ore e contatti una persona precisa. Se invece avverte pensieri di farsi del male, di non voler vivere o sente di non riuscire a restare al sicuro, chiami subito il 112, si rechi al Pronto Soccorso o chieda a qualcuno di raggiungerla. Da quanto tempo si sente così? È una solitudine legata alla mancanza di persone intorno a lei oppure si sente sola anche quando è con gli altri? C’è qualcuno che potrebbe contattare già oggi? Un caro saluto.
Sentirsi soli e avere il desiderio di parlare con qualcuno è già un segnale importante da ascoltare. Rivolgersi a uno psicologo o psicoterapeuta può essere un primo passo utile: non solo per affrontare momenti di difficoltà, ma anche semplicemente per avere uno spazio dedicato in cui potersi esprimere liberamente, senza giudizio. Non è necessario stare "molto male" per chiedere supporto: basta sentire che qualcosa pesa e che affrontarlo da soli è difficile.
Cara utente, il senso di solitudine da lei descritto e il suo desiderio di aprirsi sono segnali importanti che meritano ascolto e rispetto. Spesso la solitudine riflette il bisogno profondo di ricevere comprensione e costruire connessione autentica con gli altri. Esprimere questo malessere è il primo passo per affrontarlo; a volte tendiamo a isolarci per proteggerci, ma questo rischia di incrementare il senso di solitudine e insoddisfazione. Un percorso psicologico potrebbe offrirle uno spazio sicuro per esplorare queste emozioni, comprendere l'origine di questo vissuto, superare i blocchi e acquisire strumenti pratici per aprirsi agli altri con maggiore sicurezza, ritrovando il proprio benessere. Resto a sua disposizione per ulteriori chiarimenti o qualsiasi necessità. Cordiali saluti.
Salve , mi dispiace leggere che in questo momento ti senti cosi sola. Se senti il bisogno di parlare, possiamo dedicare uno spazio in seduta per comprendere insieme quello che stai vivendo. Se invece senti che il disagio è particolarmente intenso e hai bisogno di un confronto, io sono disponibile a colloquiare anche scrivendomi in privato. Un caro saluto. Dott.ssa Giuseppina Torre
Cercherei attività organizzate per il tempo libero in ambienti che le piacciono in modo da cominciare con persone che hanno i suoi stessi interessi.
Gentile utente, se questa solitudine è un pensiero intrusivo e constante nelle sue giornate potrebbe valutare di intraprendere un percorso di supporto psicologico; Dott.ssa Psicologa Pinessi Giorgia
Mi dispiace che si senta così sola. Il desiderio di parlare con qualcuno è già un segnale importante: significa che una parte di lei sta cercando contatto, ascolto e sostegno. In questi momenti può essere utile fare un primo passo semplice e concreto: contattare una persona di fiducia, anche solo per dire “non sto bene e ho bisogno di compagnia”, senza dover spiegare tutto subito. Se però questa solitudine è frequente, intensa o la fa sentire bloccata, una consulenza psicologica online o in presenza può offrirle uno spazio sicuro in cui essere ascoltata, comprendere meglio cosa sta vivendo e costruire gradualmente nuovi modi per sentirsi meno sola. un caro saluto. Dott. Giulio Blasilli
Ciao,Prima di tutto, mi colpisce una frase: "Mi sento molto sola." La solitudine può fare davvero male. A volte non dipende dall'essere fisicamente soli, ma dal sentirsi poco compresi, poco visti o dal non avere qualcuno con cui condividere quello che si prova. Vorrei chiederti una cosa con delicatezza: da quanto tempo ti senti così? È una sensazione che va e viene o è diventata quasi costante? Nel frattempo, vorrei dirti questo: il fatto che tu abbia scritto qui mi fa pensare che una parte di te desideri ancora entrare in contatto con qualcuno. È un segnale importante. Quando ci si chiude completamente, spesso non si cerca nemmeno un dialogo. Tu invece lo stai facendo. Se fossimo in uno studio, probabilmente ti direi: "Raccontami cosa succede nella tua giornata. In quali momenti senti di più questa solitudine? C'è qualcuno che ti manca, oppure ti senti sola anche quando sei in mezzo agli altri?" Non cercherei subito di darti consigli, perché prima è importante capire la tua storia. Detto questo, ci sono alcune cose che possono aiutare nell'immediato: prova a non affrontare tutto da sola, anche scrivendo a una persona con cui hai un minimo di fiducia; mantieni piccoli contatti quotidiani, anche brevi, perché la solitudine tende ad alimentarsi con l'isolamento; se questa sensazione dura da settimane o mesi ed è molto intensa, parlarne con uno psicologo può fare davvero la differenza. Non perché ci sia qualcosa che "non va" in te, ma perché avere uno spazio dove essere ascoltata è spesso il primo passo per stare meglio. Vorrei farti un'altra domanda, se ti va: quando dici "vorrei parlare con qualcuno", senti soprattutto il bisogno di essere ascoltata, di ricevere un consiglio, oppure semplicemente di non sentirti sola per un po'? Resto a disposizione Cordiali Saluti
Gentile utente, Mi dispiace profondamente leggere che si sente così sola in questo momento. La solitudine è un'emozione molto faticosa e pesante da attraversare, ma il fatto stesso che lei stia scrivendo per cercare un contatto è un primo passo bellissimo e coraggioso. Significa che dentro di lei c'è una forte spinta vitale che cerca ascolto. Se questa sensazione di vuoto e isolamento la accompagna da tempo, il modo più sicuro per prendersene cura è iniziare un breve percorso di supporto psicologico. Avere uno spazio fisso a cadenza settimanale con un professionista le garantisce un "luogo" sicuro in cui si sentirà attesa, accolta e mai giudicata. Resto a disposizione, anche online. Un caro saluto
Salve, premesso che rispondere a questa domanda senza avere altre informazioni non è facilissimo in quanto non è specificato molto circa la sua sfera affettiva, amicale e familiare, se ritiene però di non poter fare affidamento in questo momento sui legami che la circondano potrebbe provare a fissare un appuntamento per capire al meglio questo suo sentore.
Buongiorno, sono la dottoressa Tropea Federica, resto a disposizione per un consulto e/o per una valutazione rispetto a questo senso di solitudine che prova. Buona giornata.
Gentile utente, la solitudine è un'esperienza molto complessa e non sempre coincide con l'essere fisicamente soli. Ci sono persone che, pur avendo una famiglia, degli amici o una rete di relazioni, si sentono profondamente isolate e senza punti di riferimento. Altre, invece, sperimentano la solitudine perché percepiscono di non avere nessuno con cui condividere la quotidianità. A volte ci si può sentire soli anche nel vivere una sofferenza: pur avendo accanto persone che ci vogliono bene e cercano di aiutarci, si può avere la sensazione che nessuno riesca davvero a comprendere ciò che stiamo provando. Il fatto che abbia deciso di scrivere qui mi fa pensare che questa sensazione di solitudine stia facendo emergere anche un bisogno di essere ascoltata e compresa. In questo senso, il suo messaggio potrebbe rappresentare un primo passo verso la ricerca di uno spazio in cui dare voce a ciò che sta vivendo. Per questo motivo, mi sentirei di consigliarle una consultazione psicologica. Un primo colloquio può aiutarla a comprendere meglio l'origine di questa sofferenza e a valutare insieme a uno specialista se possa esserle utile intraprendere un percorso psicologico. Se lo desidera, resto disponibile per un primo colloquio in presenza o in online.
Mi dispiace sentir dire queste parole al giorno d'oggi è difficile stringere amicizia perchè spesso i rapporti si fondano sulla virtualità e sono piuttosto effimeri. Dovrebbe riuscire a frequentare dei posti che le consentano di entrare in contatto con altri ragazzi magari andando incontro ai suoi interessi e alle sue propensioni. potrebbe fare dei viaggi organizzati ad esempio. Purtroppo non c'è una formula magica per trovare amicizie sta anche a noi metterci un pò in gioco. Le auguro il meglio Dott.ssa Sara Rocco
Inizi a scrivere a se stessa quello che intende condividere e poi esca Cammini fra la gente La vita è fatta di incontri anche casuali
Buongiorno, grazie per la sua condivisione. Il mio suggerimento è di provare ad affrontare il tema della solitudine con un professionista che possa accoglierla e comprenderla senza giudizio, contestualizzando questo problema all'interno della sua vita. Se avesse bisogno di parlare, e di provare ad approfondire meglio questo tema, mi trova a disposizione, anche online. Un caro saluto, dott.ssa Elena Gianotti
Se intende parlare con un terapeuta: prenda un appuntamento. Se intende parlare con qualcuno di specifico: lo/la contatti e ci parli Se intende parlare con chiunque: parli con chiunque, la sorprenderà rendersi conto di quanto faccia bene a sé e agli altri. Se intende parlare con qualcuno per non sentirsi più soli: potrebbe essere una strada, non è detto che sia quella giusta, ma tanto vale provare, no?
Salve, contatti uno specialista attraverso il canale mio dottore, la aiuterà a comprendere le sue difficoltà. Cordiali Saluti Dott. Diego Ferrara
Salve, la solitudine è brutta, ma non è una malattia. Fa soffrire, ma ci sono rimedi. Analizzi le ragioni delle sua condizione, magari con l'aiuto di qualcuno. Intendo un professionista. Bisognerà risalire alle cause della sua solitudine, per poi riaprirsi al mondo. Cordiali saluti. Dott. Francesco Romano
Buongiorno, mi dispiace leggere che in questo momento si senta così sola. Anche se ha scritto solo poche parole, trasmettono un bisogno molto importante: quello di essere ascoltata e di poter condividere ciò che sta vivendo con qualcuno. La solitudine può essere un'esperienza molto dolorosa. Non dipende soltanto dall'essere fisicamente soli, ma anche dalla sensazione di non avere uno spazio in cui sentirsi compresi, accolti e liberi di esprimere ciò che si prova. Quando questa sensazione dura nel tempo, può diventare sempre più difficile trovare l'energia per avvicinarsi agli altri, creando un circolo che alimenta ulteriormente il senso di isolamento. Il fatto che abbia deciso di scrivere questo messaggio è già un segnale importante. Significa che una parte di lei desidera cercare un contatto e non vuole rimanere sola con quello che sta provando. Credo che sia una parte preziosa, che merita di essere ascoltata. Dal punto di vista cognitivo comportamentale, spesso non è soltanto la solitudine in sé a far soffrire, ma anche il modo in cui iniziamo a interpretarla. A volte possono comparire pensieri come "non interessa a nessuno parlare con me", "sono destinata a rimanere sola" oppure "nessuno potrebbe capirmi". Quando questi pensieri diventano molto presenti, rischiano di spingerci a chiuderci ancora di più, rendendo sempre più difficile creare quelle connessioni di cui, invece, abbiamo bisogno. Per questo motivo il primo passo non è cercare di risolvere tutto da soli, ma concedersi la possibilità di condividere quello che si sta vivendo. Se nella sua vita c'è una persona di cui si fida, anche solo in parte, potrebbe essere utile provare a dirle sinceramente come si sente. Molte volte chi ci sta accanto non si rende conto della profondità della nostra sofferenza finché non gliela comunichiamo. Se, invece, sente di non avere nessuno con cui parlare o che questa sensazione di solitudine la accompagni da tempo, credo che potrebbe essere molto utile valutare un percorso psicologico. Un approccio cognitivo comportamentale può offrire uno spazio sicuro in cui comprendere come si sia sviluppato questo senso di isolamento, quali pensieri ed emozioni lo mantengano nel tempo e come ricostruire gradualmente relazioni più soddisfacenti con gli altri e con se stessa. Vorrei anche dirle una cosa importante. Sentirsi soli non significa essere sbagliati o destinati a rimanere tali. Molte persone attraversano periodi della vita in cui il bisogno di vicinanza è molto forte e chiedere aiuto non rappresenta una debolezza, ma un modo per prendersi cura di sé. Spero che questo messaggio possa essere il primo passo verso uno spazio in cui sentirsi ascoltata e meno sola. Merita di poter condividere ciò che prova con qualcuno che le dedichi tempo, attenzione e ascolto. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Gentile utente, sentirsi soli può essere molto faticoso, soprattutto quando si ha la sensazione di non avere qualcuno con cui condividere ciò che si prova. A volte, però, il primo passo è proprio riconoscere questo bisogno, come ha fatto scrivendo il suo messaggio. Potrebbe chiedersi se c'è una persona con cui si è sentita compresa in passato, anche se non la sente da tempo, e provare a riallacciare il contatto. Se invece questa sensazione di solitudine è presente da molto tempo o sta diventando sempre più intensa, parlarne con uno psicologo può offrire uno spazio di ascolto in cui comprendere meglio ciò che sta vivendo e costruire, gradualmente, nuove possibilità di relazione. Non è necessario affrontare questo momento rimanendo in silenzio: cercare un confronto è già un modo per prendersi cura di sé. Un caro saluto.
Buongiorno, la solitudine è una dimensione che appartiene alla dimensione umana e che ci accomuna tutti. Potrebbe essere utile ed efficace esplorare, in un percorso psicologico con l'aiuto di un professionista, quanto questa solitudine sia vissuta positivamente (ad es. come spazio di crescita e serenità) o con altre connotazioni ( ad. es isolamento, angoscia, paura) e come poterla attraversare diversamente. Un professionista può aiutarla in questo percorso lavorando insieme circa il riconoscere la differenza tra l'essere soli e il sentirsi soli. Inoltre può accompagnarla nell'acquisire dei propri strumenti per abitare il proprio spazio interiore, trasformando il tempo trascorso con se stessi da un'imposizione a un'opportunità di ascolto, cura e creatività. Infine, nello spazio di terapia, sarà possibile lavorare sulle dinamiche che possono rendere difficoltose la costruzione di relazioni autentiche, riducendo così l'angoscia legata all'isolamento e permettendo il fiorire di nuove possibilità sociali e relazionali.
Dovresti trovare un buon psicologo nella tua zona che ti aiuti a rivedere le tue dinamiche relazionali
Buongiorno, La ringrazio per essersi esposta e per aver condiviso come si sente. Non è sempre facile trovare le parole per raccontare un momento di difficoltà. Se sente il bisogno di parlare, sono disponibile per un confronto in uno spazio di ascolto, accogliente e privo di giudizio. Possiamo fissare un colloquio per comprendere meglio quello che sta vivendo e valutare insieme come poterla sostenere. Resto a disposizione. Dott.ssa Barcella
Buongiorno, mi dispiace che stia vivendo questo momento. Sentirsi soli può essere molto doloroso e, quando questa sensazione si prolunga, può far sembrare che non ci sia nessuno con cui condividere ciò che si prova. Il primo passo potrebbe essere proprio quello che ha fatto scrivendo qui: riconoscere il bisogno di parlare con qualcuno. A volte, però, la solitudine porta anche a chiudersi sempre di più, aspettando che siano gli altri a fare il primo passo. Se possibile, provi a chiedersi se c'è una persona di fiducia (un familiare, un'amico, un collega) con cui potrebbe condividere anche solo una parte di quello che sta vivendo. Se sente che questa solitudine è intensa, dura da tempo o sta influenzando il suo benessere quotidiano, potrebbe essere utile valutare un percorso con uno psicologo. Avere uno spazio di ascolto non significa solo "sfogarsi", ma comprendere insieme da dove nasce questo senso di isolamento e come ritrovare relazioni che la facciano sentire realmente vista e compresa. Nel frattempo, continui a cercare occasioni di contatto, anche piccole. A volte un messaggio, una telefonata o un'attività condivisa possono rappresentare un primo passo per interrompere quel senso di isolamento. Un cordiale saluto.
Cara utente, potrebbe fare qualche attività che la porti a stare in gruppo se quello che sente è bisogno di socialità: che sia uno sport, una vacanza di gruppo organizzata o un hobby nuovo dove la dinamica sia gruppale e dove ci siano persone che non conosce ma propense a socializzare perchè lì per lo stesso motivo. Se invece sente la necessità di parlare con qualcuno di sè stessa/di certi argomenti, allora contatti uno psicologo per un supporto psicologico temporaneo. Un caro saluto Dott.ssa Claudia Fontanella
Buongiorno, se vuole anche capire i motivi di tale sensazione/situazione potrebbe essere utile un percorso di terapia, con l'idea però che lo spazio di terapia serva come mezzo per aprirsi anche a relazioni esterne a tale spazio. Buona giornata, cordiali saluti!
Gentile utente, la ringrazio per aver condiviso questo suo vissuto, la solitudine è un'esperienza che pesa molto, soprattutto quando è difficile individuare a chi rivolgersi. Le rispondo con alcune indicazioni pratiche pur non avendo elementi sufficienti per una valutazione approfondita della situazione specifica. Il primo passo utile è chiedersi che tipo di solitudine sta vivendo: è una mancanza di relazioni nella vita quotidiana, un senso di isolamento anche quando è in compagnia di altri o una difficoltà a sentirsi compresa da chi già la circonda? Distinguere questi aspetti aiuta a capire dove indirizzare le energie. alcuni suggerimenti concreti Non aspetti di "stare meglio per cercare contatto, sono le piccole interazioni regolari anche brevi a migliorare gradualmente lo stato d'animo; valuti reti già esistenti, piccoli contatti e legami "sopiti" possono essre riattivati con un semplice messaggio; Un percorso psicoterapeutico può essere molto utile non solo per affrontare la solitudine in sè ma per esplorarne le cause più profonde a volte legate all'autostima, modalità relazionali e per avere nel frattempo uno spazio settimanale di ascolto autentico Se la sensazione di solitudine è persistente, marcata e accompagnata da tristezza marcata, le consiglio di non affrontarla da sola un consulto psicologico può aiutarla a fare chiarezza e costruire un oercorso su misura. Resto a disposizione per approfondire. Dottoressa Francesca Caputo
Salve, grazie per questa condivisione. Capisco che questo momento possa essere difficile. Chiedere aiuto è un passo importante e iniziare un percorso psicologico può offrirti uno spazio sicuro in cui comprendere meglio ciò che stai vivendo, dare un significato alle tue emozioni e trovare strumenti concreti per affrontare le difficoltà. Non è necessario aspettare che la situazione peggiori: prendersi cura di sé è un investimento nel proprio benessere. Iniziare un percorso di supporto psicologico ( online o in presenza) può aiutare ad avere più consapevolezza e sostegno. Resto a disposizione.
Non capisco se sta cercando suggerimenti su come allargare la propria cerchia sociale o se la sua è una richiesta di un aiuto professionale, per comprendere e accogliere questo senso di solitudine.
Gentile utente, il fatto che abbia scritto questo messaggio è già un primo passo importante: significa che, nonostante la sensazione di solitudine, c'è una parte di lei che sta cercando un contatto, un confronto e un modo per stare meglio. Sentirsi soli può essere un'esperienza molto dolorosa e può portare con sé emozioni come tristezza, vuoto, paura o senso di disconnessione dagli altri. Non è "giusto" o "sbagliato" sentirsi così, ogni vissuto merita di essere ascoltato e accolto. Un percorso psicologico potrebbe aiutarla proprio a esplorare questa esperienza, comprendendo cosa significa per lei la solitudine, quali pensieri ed emozioni porta con sé e quali meccanismi possono mantenerla nel tempo. Parallelamente, può essere uno spazio in cui individuare possibili strategie e comportamenti da mettere in atto per costruire nuove connessioni, prendersi cura dei propri bisogni e affrontare questa fase con maggiori strumenti. Le auguro il meglio e resto a disposizione. Dott.ssa Arianna Savastio
Mi dispiace che stia vivendo questo momento. La solitudine può diventare molto pesante quando si ha la sensazione di non avere qualcuno con cui condividere ciò che si prova. Il primo passo è proprio quello che ha fatto scrivendo qui: chiedere aiuto. Se questa sensazione persiste, le consiglio di non affrontarla da sola ma di parlarne con una persona di fiducia o con uno psicologo, così da comprendere meglio cosa sta alimentando questo vissuto e come interrompere il circolo che lo mantiene. Resto a disposizione qualora desiderasse approfondire la sua situazione attraverso un colloquio psicologico online. Un caro saluto.
Salve la solitudine non è sempre un aspetto negativo ma, molte volte necessaria per avere un contatto diretto con noi stessi. Giusti momenti alcuni momenti da sola, giusti momenti di condivisione con l'altro. Potresti provare ad uscire frequentando luoghi dove è possibile accendere conversazioni interessanti, come un caffè letterario oppure organizzare anche con vecchie conoscenze dei momenti di condivisione a cena a pranzo, provare a frequentare gruppi di teatro che permettono dialogo e conoscenza
Comprendo il suo desiderio di parlare con qualcuno dal momento che sperimenta solitudine in questo momento e mi auguro che questa mia risposta possa darle conforto e scuoterla da un eventuale torpore. Lei scrive di sentirsi sola, e dalle sue parole non emerge se attorno a lei ci sia una rete di conoscenze, di parenti, oppure no, e questo dato rivelerebbe se la solitudine a cui fa riferimento è una solitudine oggettiva, esperita per mancanza di contatti con il prossimo, oppure una solitudine percepita soggettivamente, pur in presenza di persone attorno a lei. A volte sperimentiamo un senso di solitudine in quanto ci percepiamo disconnessi dagli altri e la solitudine che sentiamo non dipende dal numero di relazioni attorno a noi, in quanto le relazioni sono frequenti ma non rigeneranti. In tali casi, aumentare il numero delle relazioni può non migliorare la vita, al contrario; sarebbe utile, piuttosto, migliorare la qualità delle relazioni che abbiamo. Ora, lei comunica di sentirsi molto sola e manifesta desiderio di parlare con qualcuno. Qualora la sua solitudine sia una solitudine oggettiva, data da mancanza di relazioni con le persone, un modo per cominciare a modificare questa situazione può essere quello di dedicarsi ad attività di gruppo, come iscriversi ad un corso in un ambito da lei preferito, che può essere il ballo, il volontariato, un laboratorio creativo nella sua zona, oppure visite ai musei organizzate. Se, al pensiero di aprirsi al prossimo, lei dovesse riscontrare delle resistenze, oppure se lei ha già una rete sociale attorno, ma sperimenta comunque solitudine, può, se lo desidera, prendere in considerazione degli incontri con un professionista; una psicologa/o può aiutarla a dare voce al suo senso di solitudine, a comprenderne le ragioni e può sostenerla, guidandola verso l’acquisizione della capacità di intercettare le relazioni generative attorno a lei, scartando le altre e, laddove ce ne sia bisogno, intervenendo sulla quantità. Non servono troppe relazioni, serve che siano ad alta connessione sociale. Tutto questo può essere insegnato. Io ci sono.
Salve! Potrebbe pensare di passare del tempo con qualche amico, collega o familiare, in maniera leggera. Magari potrebbe crearsi la situazione nella quale si parla di cose più private e personali. Io resto comunque a disposizione qualora volesse parlare con me! Buona giornata, Dott.ssa Maryviol De Bernardi
Buongiorno! Una psicoterapia potrebbe aiutarla a sentire meno solo e accolto in uno spazio sicuro. Potrà parlare di tutto quello che vuole, senza tabù e il lavoro consisterà nel rafforzare o costruire strategie per riprendere in mano la sua vita. Rimango a disposizione, Dott.ssa Angeli Giulia
Buongiorno, la solitudine, soprattutto quando è intensa, può diventare molto pesante da sostenere e far sentire come se mancasse qualcuno con cui condividere pensieri ed emozioni. Il fatto che lei stia scrivendo e chiedendo di poter parlare con qualcuno è già un passo importante: significa che una parte di lei sta cercando un contatto e desidera non rimanere sola con quello che prova. Se ha una persona di fiducia – un familiare, un'amica o un amico – potrebbe provare a fare il primo passo e dirle semplicemente: "Sto attraversando un momento difficile, avrei bisogno di parlare un po' con qualcuno." Molto spesso chi ci vuole bene non immagina quanto stiamo soffrendo finché non glielo comunichiamo. Se invece sente di non avere nessuno con cui aprirsi, o se questa sensazione di solitudine dura da tempo e sta influenzando il suo umore e la sua quotidianità, potrebbe essere importante concedersi uno spazio di ascolto con uno psicologo. Avere un luogo sicuro in cui sentirsi accolta e compresa può fare una grande differenza. Non affronti tutto questo da sola. La solitudine non è qualcosa che bisogna semplicemente sopportare, ma un'esperienza che merita di essere ascoltata e compresa. Se sente che potrebbe esserle utile approfondire ciò che sta vivendo, potremmo parlarne insieme in uno spazio dedicato, cercando di comprendere da dove nasce questa sensazione e come ritrovare, passo dopo passo, un senso di vicinanza e di connessione con gli altri.
Mi dispiace leggere che ti senti così. Ti ringrazio per aver condiviso come stai, è il primo passo per chiedere aiuto e richiede grande forza... Se senti che potrebbe esserti utile uno spazio in cui parlare di quello che stai vivendo, sarò felice di accoglierti. Possiamo fissare un appuntamento e iniziare a esplorare insieme questa sensazione.
Gentile utente, potrebbe provare ad accedere e integrarsi in qualche associazione, gruppo sportivo, gruppi di auto mutuo aiuto. Solitamente in ogni città sono attivi progetti in cui è possibile inserirsi e riuscire cosi a conoscere persone nuove, oltre che a svolgere attività piacevoli. un cordiale saluto, Dott.ssa Chiara Roselletti
Gentile Paziente, il senso di solitudine in certe circostanze può essere soverchiante. Capirne il significato potrebbe sostenerla nella sua gestione. Uno spazio di cura personale all'interno di un contesto professionale con uno psicologo potrebbe esserle di giovamento.
Buongiorno, Mi dispiace leggere che stia vivendo questa sensazione di solitudine. Se sente il bisogno di parlare con qualcuno, credo sia importante prendere sul serio questo bisogno e di non metterlo da parte aspettando che passi da solo. Per questo motivo, valuterei la possibilità di rivolgersi a uno/a psicologo/a: non semplicemente per avere qualcuno con cui parlare, ma per avere uno spazio in cui poter raccontare quello che sta vivendo ed essere ascoltata senza giudizio. Un cordiale saluto, Dott.ssa Ginevra Pardi
Sentirsi soli è spesso sintomo di un blocco emotivo dovuto a un senso di sfiducia verso gli altri. Potrebbe anche essere una difesa rispetto a parti di sé molto intime che si ha difficoltà a condividere con qualcuno. Acquisire fiducia in se stessi può essere la chiave per aprirsi agli altri.
Gentilissima, prima di tutto ci tengo a ringraziarla per questa sua condivisione. Sentire il bisogno di parlare con qualcuno è una necessità per tutti noi, sopratutto se sta attraversando un momento difficile e faticoso. Non è sola e se sente di dover essere aiutata, guidata e accompagnata nel momento che sta affrontando, questo è sicuramente il primo e più importante passo per iniziare a ritrovare un nuovo equilibrio interiore. Il fatto che lei lo comunichi e lo ricerchi ci racconta, inoltre, la consapevolezza delle emozioni che prova. Provi a contattare un professionista nelle sue vicinanze, cercando magari quello che sente le possa sembrare più affine; poter contare su uno spazio sicuro e non giudicante, in cui poter pensare insieme a ciò che sta affrontando, è davvero un'importante possibilità che ha a disposizione. Le auguro il meglio, un caro saluto. Dott. Alessandro Rigutti
Salve, qualche colloquio con uno Psicologo Clinico o uno Psicoterapeuta potrebbe aiutarla a comprendere meglio il momento e fornirle nuovi strumenti per modificare la situazione e traghettarla verso un periodo di vita maggiormente soddisfacente anche dal punto di vista delle relazioni. Saluti. Dr. Francesco Rossi.
Gentile utente, sentirsi soli e avere il desiderio di parlare con qualcuno è un’esperienza più comune di quanto si possa pensare, ma può diventare molto pesante quando questa sensazione persiste o interferisce con la quotidianità. Il primo passo è proprio riconoscere questo bisogno e non rimanere chiusi nel proprio vissuto. Può essere utile cercare uno spazio di ascolto in cui sentirsi accolti senza giudizio: parlare con una persona di fiducia, coltivare gradualmente relazioni sociali, dedicarsi ad attività che favoriscano il contatto con gli altri o, quando la sofferenza è più intensa, rivolgersi a un professionista che possa aiutare a comprendere cosa sta alimentando questa solitudine e quali risorse personali attivare. A volte il sentirsi soli non dipende solo dalla mancanza di persone intorno, ma può essere legato a momenti di cambiamento, difficoltà emotive, esperienze passate o al bisogno di ritrovare un rapporto più sereno con sé stessi e con gli altri. È consigliabile approfondire questa sensazione con uno specialista, che possa offrirle uno spazio dedicato di ascolto e accompagnarla nel percorso più adatto alle sue esigenze. Dottoressa Silvia Parisi Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Buongiorno, grazie per aver condiviso con me ciò che sta vivendo. Immagino che convivere con questo senso di solitudine possa essere molto faticoso. Un percorso di supporto psicologico potrebbe offrirle uno spazio sicuro in cui sentirsi ascoltata e compresa, senza affrontare tutto questo da sola. Con il tempo, potremmo lavorare insieme per comprendere meglio questa esperienza e trovare modalità che le permettano di vivere la solitudine con maggiore serenità, costruendo risorse che nascano anche da sé stessa, senza dover dipendere esclusivamente dalla presenza di qualcun altro. Grazie!
Buongiorno, intraprendere un percorso psicologico sarebbe importante e d'aiuto proprio per poter vivere un contesto dove si sente libera di esprimersi e accolta. Rimango a disposizione, anche in modalità online. Cordiali saluti, Dott.ssa Angelica Venanzetti
Buongiorno, mi dispiace leggere che si sente così sola. La solitudine può essere un'esperienza molto dolorosa e, quando dura nel tempo, può farci sentire come se non ci fosse nessuno con cui condividere ciò che proviamo. Il primo passo potrebbe essere proprio quello che ha fatto oggi: dare voce a questo vissuto. A volte chiedere aiuto è difficile, ma è anche il modo migliore per iniziare a prendersi cura di sé. Se questa sensazione la accompagna da tempo o le sta causando molta sofferenza, le suggerisco di valutare un confronto con uno psicologo. Avere uno spazio di ascolto può aiutarla a comprendere meglio da dove nasce questo senso di solitudine e a ritrovare, gradualmente, un modo più sereno di stare in relazione con gli altri e con se stessa. Non sottovaluti ciò che sta provando: merita di essere accolto e ascoltato. Un caro saluto.
Sentirsi soli è un’esperienza che può diventare molto pesante, soprattutto quando si avrebbe bisogno di qualcuno con cui parlare e non si sa bene da dove iniziare. Il fatto che tu lo stia riconoscendo e che lo stia chiedendo è già un passo importante: significa che stai cercando un contatto e uno spazio in cui non sentirti più così isolata. In questi casi può essere molto utile parlare con un professionista, perché offre un luogo sicuro, stabile e non giudicante in cui poter esprimere ciò che senti e capire meglio da dove nasce questa solitudine. Non devi affrontare tutto da sola: chiedere aiuto è un gesto di cura verso te stessa.
Caro/a consiglio di iniziare con un percorso di sostegno psicologico, in modo tale da potersi conoscere meglio e gestire al meglio le relazioni. Buona continuazione!
Mi verrebbe da chiederle perché non lo fa, ma forse è proprio questo il problema. Arriva tutta la sua sofferenza. Inizierei dalle piccole cose e semplici. Un passo alla volta
Gentile Utente, la solitudine può essere una delle esperienze più dolorose da attraversare. Non sempre dipende dal numero di persone che abbiamo intorno: a volte ci si può sentire profondamente soli anche quando si è circondati dagli altri, perché manca la sensazione di essere davvero compresi e accolti. Il fatto che lei abbia scritto *"vorrei parlare con qualcuno"* è importante. Significa che, nonostante la sofferenza, c'è una parte di lei che desidera ancora entrare in contatto con qualcuno. È una risorsa preziosa. Le suggerirei di provare a chiedersi: **di che cosa avrebbe bisogno che qualcuno ascoltasse oggi?** A volte il desiderio non è semplicemente quello di avere compagnia, ma di poter raccontare ciò che stiamo vivendo senza sentirci giudicati o dover fingere di stare bene. Se c'è una persona di cui si fida, un amico, un familiare o un collega, potrebbe essere utile fare il primo passo e dirgli semplicemente: *"Sto attraversando un momento difficile, avrei bisogno di parlare con qualcuno."* Spesso immaginiamo di essere un peso, mentre chi ci vuole bene è contento di poter esserci. Se invece sente di non avere nessuno con cui aprirsi, o questa sensazione di solitudine dura da tempo e sta diventando sempre più pesante, un percorso psicologico può offrirle proprio quello spazio di ascolto e di relazione da cui ripartire. La solitudine, infatti, non si supera solo "stando con qualcuno", ma facendo esperienza di un legame in cui ci si sente realmente visti. Non rimanga sola con questa sofferenza. Averla condivisa qui è già un primo passo. Un cordiale saluto, Marica Romano Psicologa
La sensazione di solitudine è spesso molto dolorosa, soprattutto quando si accompagna al desiderio di essere compresi e di sentirsi emotivamente vicini a qualcuno. Prima di chiedersi "Con chi posso parlare?", può essere utile provare a chiedersi "Che tipo di solitudine sto vivendo?". Esistono infatti solitudini diverse. C'è quella dovuta all'assenza di persone, ma c'è anche una solitudine più profonda, che può essere presente persino quando si è circondati dagli altri: quella di sentirsi non visti, non compresi o di non riuscire a mostrare autenticamente ciò che si prova. Se questo stato emotivo dura da tempo, il primo passo potrebbe essere proprio quello di concedersi uno spazio in cui poter parlare liberamente, senza il timore di essere giudicati o di dover "stare bene" a tutti i costi. Un percorso psicoterapeutico può rappresentare un luogo sicuro in cui esplorare non solo il senso di solitudine, ma anche le esperienze e le relazioni che lo hanno reso così intenso. Nel frattempo, se nella sua vita c'è una persona di cui si fida, anche solo in parte, provi a condividere ciò che sta vivendo. Spesso la tendenza, quando ci si sente soli, è quella di isolarsi ulteriormente; tuttavia, chiedere vicinanza non è un segno di debolezza, ma un'importante risorsa. Se, invece, alla solitudine si accompagnano una profonda disperazione, la sensazione che nulla possa migliorare o pensieri di voler farla finita, è fondamentale non affrontare tutto questo da soli, ma rivolgersi tempestivamente a un familiare di fiducia, a un professionista della salute mentale o ai servizi di emergenza del proprio territorio. Anche nei momenti più difficili, è possibile trovare un aiuto. Dott.ssa Emiliani Federica
Gentilissima, le consiglio di prenotare un colloquio con uno specialista nella sua zona per poter iniziare ad avere un rapporto di fiducia con qualcuno che sia lì per lei, ad ascolarla! saluti AV
Buonasera. La solitudine pesa, soprattutto quando sembra che non ci sia nessuno con cui parlare davvero. Anche se adesso può sembrarle difficile, non è detto che debba affrontare tutto da sola. Potrebbe parlare con qualcuno che può ascoltarla in modo professionale - come un* psicologo o un* psicoterapeuta - potrebbe aiutarla tantissimo a sentirsi meno schiacciata da quello che stai vivendo in questo momento. Rivolgersi ad un professionista non deve essere inteso come un passo “da deboli”, anzi: è un modo concreto per prenderci cura di noi stessi... un caro saluto
Buongiorno, mi dispiace leggere che in questo momento si senta così sola. A volte la solitudine non dipende dall'essere fisicamente circondati da persone, ma dal percepire di non avere qualcuno con cui condividere davvero ciò che si prova. Quando questo senso di vuoto persiste, può diventare molto pesante da sostenere. Il primo passo è proprio quello che ha fatto oggi: esprimere il suo bisogno di parlare con qualcuno. È un segnale importante, perché riconoscere di aver bisogno di supporto significa prendersi cura di sé. Le suggerisco di provare a chiedersi da quanto tempo prova questa sensazione e se ci siano stati eventi o cambiamenti che l'hanno fatta sentire più isolata. Comprendere l'origine di questo vissuto può aiutare a individuare il modo migliore per affrontarlo. Se ha una persona di fiducia, un familiare o un amico con cui si sente al sicuro, potrebbe essere utile condividere ciò che sta vivendo, senza il timore di dover affrontare tutto da sola. Se, invece, questa sensazione di solitudine è intensa, dura da tempo o si accompagna a tristezza, perdita di interesse o difficoltà nella vita quotidiana, potrebbe essere il momento di concedersi uno spazio di ascolto dedicato. Un percorso psicologico può aiutarla a comprendere meglio ciò che sta vivendo, a ritrovare risorse personali e a costruire relazioni più soddisfacenti. Resto disponibile per intraprendere insieme un percorso di supporto psicologico. Svolgo anche consulenze online. Dott.ssa Alessia Mariosa.
Mi contatti e cercheremo insieme di affrontare in maniera funzionale la solitudine ed una nuova socialità. Dott. Agostino Marotti - psicologo e coach di formazione breve strategica (Perugia)
Grazie per aver condiviso il suo vissuto. La solitudine, in ottica cognitivo-comportamentale, si alimenta spesso di pensieri come 'sono un peso' o 'nessuno mi capirà', che riducono l'iniziativa sociale. Le suggerisco di annotare tali pensieri, verificarne l'evidenza, e sperimentare piccoli comportamenti di apertura, ad esempio una telefonata o un'attività di gruppo. Un percorso con un professionista può aiutarla a rompere questo circolo. Un caro saluto, Dr. Vittorio Penzo
Buongiorno, ha appena esplicitato un bisogno e l'aver scritto qui, in realtà è già un fare. Mi chiedo se questo per lei sia sufficiente oppure sente di aver bisogno di Altro. Il sentirsi soli è molto diverso dal non avere persone accanto, nel senso che possiamo sentirci soli anche in una stanza affollata e a volte, portare la propria solitudine all'interno di uno spazio sicuro può aiutare ad alleggerirne il peso. Saluti.
Buongiorno, mi dispiace leggere che sta attraversando questo momento. La solitudine può essere un'esperienza molto dolorosa, soprattutto quando si sente il bisogno di condividere ciò che si sta vivendo e si ha la sensazione di non avere qualcuno con cui farlo. Però già riuscire a dare un nome a questo bisogno rappresenta già un primo passo importante! Le chiederei che cosa significa, oggi, sentirsi sola? È la mancanza di persone intorno a lei? Oppure la sensazione di non sentirsi compresa, pur essendo in mezzo agli altri? Le risposte a queste domande possono essere molto diverse e possono aiutarla ad acquisire maggiore consapevolezza. Se questa sensazione la accompagna da tempo o sta diventando sempre più difficile da sostenere, parlarne con uno psicologo potrebbe offrirle uno spazio sicuro in cui esplorare ciò che sta vivendo, senza dover affrontare tutto da sola. Le auguro di trovare una persona con cui sentirsi davvero ascoltata!! Un caro saluto
Buongiorno, sicuramente intrattenere rapporti e relazioni potrebbero alleviare questo senso di solitudine. Si cerchi e crei possibilità per conoscere persone con le quali può avere interessi comuni. Cordialmente
Ciao, la solitudine è una sensazione molto spiacevole e può dipendere da tantissimi motivi. Chiedere di poterne parlare con un professionista è sicuramente una cosa per esplorare meglio le ragioni di questa tua solitudine e trovare un modo per uscirne e ritrovare la serenità. Provo a copiare qui una riflessione scritta da me sperando che ti sia utile. La solitudine: condanna moderna o occasione di conoscenza di sé? In una società iperconnessa, nella quale possiamo raggiungere chiunque con un semplice messaggio, la solitudine continua a rappresentare una delle esperienze umane più diffuse e, paradossalmente, più incomprese. Spesso viene considerata un problema da risolvere, una mancanza da colmare o un segnale di fallimento relazionale. La psicologia, tuttavia, ci offre una prospettiva molto più articolata, mostrando come la solitudine possa assumere significati profondamente diversi a seconda del modo in cui viene vissuta. Uno dei primi studiosi a distinguere le diverse forme della solitudine fu Robert S. Weiss. Secondo la sua analisi, esiste una solitudine emotiva, che nasce dall'assenza di una figura significativa con cui condividere la propria intimità, ed esiste una solitudine sociale, legata invece alla mancanza di appartenenza a una rete di relazioni. Questa distinzione aiuta a comprendere un fenomeno oggi molto diffuso: sentirsi soli anche in mezzo agli altri. Non è infatti il numero delle persone che ci circondano a determinare il nostro benessere, ma la qualità del legame che siamo in grado di costruire con esse. Su questa linea si collocano anche gli studi di Daniel Perlman e Letitia Anne Peplau, secondo i quali la solitudine emerge dalla distanza tra le relazioni che desideriamo e quelle che percepiamo di avere realmente. In questa prospettiva la solitudine non è un fatto oggettivo, ma una valutazione soggettiva della propria esperienza relazionale. Due individui con una vita sociale apparentemente simile possono sperimentare livelli di solitudine completamente diversi. Una dimensione ancora più profonda è stata esplorata dalla teoria dell'attaccamento di John Bowlby. Per l'autore, il bisogno di connessione è inscritto nella natura umana e trova le sue radici nelle prime relazioni della vita. Le esperienze infantili contribuiscono a costruire quei modelli interiori che influenzano il modo in cui vivremo la vicinanza, la separazione e il timore dell'abbandono. In quest'ottica, la solitudine non è soltanto assenza di compagnia, ma può assumere il significato di una minaccia alla propria sicurezza emotiva. Accanto a queste interpretazioni psicologiche, la corrente esistenziale ha proposto una riflessione ancora più radicale. Autori come Rollo May e Irvin D. Yalom sostengono che esista una forma di solitudine che nessuna relazione potrà mai eliminare completamente. Ogni individuo, per quanto amato e compreso, resta in ultima analisi solo di fronte alle grandi domande dell'esistenza. La consapevolezza della propria irriducibile unicità non viene interpretata come una condanna, ma come una caratteristica fondamentale della condizione umana. Questa visione trova un interessante punto di incontro con il pensiero di Carl Gustav Jung. Per Jung, la solitudine rappresenta spesso una tappa necessaria del processo di individuazione, ovvero quel percorso attraverso cui l'essere umano diventa autenticamente sé stesso. Vi sono momenti della vita nei quali il distacco dalle aspettative collettive e dalle definizioni imposte dall'esterno diventa indispensabile per ascoltare la propria voce interiore. In questo senso, la solitudine può trasformarsi in uno spazio di scoperta e di maturazione. Una delle intuizioni più feconde della psicoanalisi appartiene a Donald Winnicott, che considerava la capacità di stare soli come un indicatore di salute psicologica. Non si tratta di isolamento o chiusura verso il mondo, ma della possibilità di abitare la propria interiorità senza sentirsi costantemente minacciati dal silenzio o dal vuoto. Solo chi ha interiorizzato relazioni sufficientemente sicure può vivere la solitudine come una presenza e non come un'assenza. Anche la psicologia umanistica di Abraham Maslow sottolinea come le persone maggiormente realizzate siano spesso capaci di trascorrere periodi significativi da sole senza viverli come una privazione. La solitudine, in questi casi, diventa il terreno sul quale coltivare riflessione, creatività e autonomia. Più recentemente, gli studi neuroscientifici di John T. Cacioppo hanno evidenziato come la solitudine possa essere interpretata anche come un segnale biologico. Così come la fame ci informa di un bisogno fisico, la solitudine ci segnala la necessità di ristabilire connessioni significative con gli altri. Essa non sarebbe dunque un'anomalia da eliminare, ma una funzione adattiva che ha contribuito all'evoluzione della nostra specie. Da questo ampio panorama emerge una conclusione tanto semplice quanto profonda: la solitudine non è un fenomeno univoco. Può essere sofferenza, mancanza e disconnessione, ma può anche diventare introspezione, libertà e crescita. La differenza risiede nel significato che le attribuiamo e nelle risorse interiori che possediamo per attraversarla. Forse il vero interrogativo non è come eliminare la solitudine dalla nostra vita, ma come imparare ad abitarla. Perché, come suggeriscono molti dei grandi autori della psicologia, esiste una forma di solitudine che ci impoverisce e una forma che, al contrario, ci permette di incontrare più profondamente noi stessi. In un'epoca che teme il silenzio e riempie ogni vuoto di stimoli, recuperare questa distinzione potrebbe rappresentare una delle più importanti sfide culturali e psicologiche del nostro tempo.
Buonasera, può iscriversi ad un corso di ballo, di foto, di ceramica in somma di quello che preferisce e trovare altre amicizie per riempire il vuoto, oppure può fare un percorso di terapia e trovare la causa che la fa sentire profondamento solo
Buongiorno, mi dispiace che stia vivendo questo momento. Sentirsi soli può essere molto doloroso e, a volte, parlarne con qualcuno rappresenta già un primo passo importante. Se questa sensazione la accompagna da tempo o sta diventando difficile da gestire, le consiglierei di rivolgersi a uno psicologo, che possa offrirle uno spazio di ascolto sicuro e aiutarla a comprendere meglio ciò che sta vivendo. Nel frattempo, se c'è una persona di cui si fida, provi a condividere con lei come si sente: non è necessario affrontare tutto da soli. Se oltre alla solitudine dovesse sentire una forte disperazione o pensieri di farsi del male è importante chiedere aiuto tempestivamente a una persona di fiducia o ai servizi di emergenza. Le auguro di trovare presto il supporto di cui ha bisogno. Chiedere aiuto è un gesto di coraggio, non di debolezza.
Buongiorno, mi dispiace leggere che in questo momento si senta così sola. Già il fatto di aver scritto qui è un modo per cercare un contatto e questo è un passo importante. La solitudine può avere molte forme: a volte nasce dall'essere fisicamente soli, altre volte dal sentirsi non compresi o non avere qualcuno con cui condividere ciò che si prova. Per questo motivo, prima ancora di cercare una soluzione, può essere utile chiedersi quale tipo di solitudine sta vivendo. Se sente il bisogno di parlare con qualcuno, provi a chiedersi se nella sua vita c'è una persona con cui si sente sufficientemente al sicuro per fare un piccolo passo: un familiare, un amico, un collega o qualcuno con cui ha perso i contatti ma che potrebbe essere contento di risentirla. Non è necessario raccontare tutto subito; a volte basta dire: "Sto attraversando un periodo difficile e avrei bisogno di fare due chiacchiere". Se invece ha la sensazione che questa solitudine sia profonda, persistente o accompagnata da tristezza, ansia o perdita di interesse per ciò che prima le faceva stare bene, potrebbe essere utile rivolgersi a uno psicologo. Avere uno spazio in cui sentirsi ascoltati può aiutare non solo a comprendere le cause della solitudine, ma anche a trovare modalità concrete per costruire relazioni più soddisfacenti. Le lascio anche una domanda su cui riflettere: la sua solitudine è qualcosa che dura da molto tempo oppure è comparsa in seguito a un cambiamento recente, come la fine di una relazione, un trasferimento, un lutto o un periodo di particolare stress? La risposta può aiutare a capire quale sia il modo più adatto per affrontarla. Se le va, può raccontare qualcosa in più: quando dice "mi sento molto sola", cosa succede concretamente nelle sue giornate? Ci sono persone intorno a lei ma si sente comunque sola, oppure sente di non avere nessuno con cui condividere il suo tempo? Comprendere meglio la sua situazione può permettere di darle indicazioni più mirate. Le mando un caloroso saluto Dott. Michele Basigli Perugia
Buongiorno, forse potrebbe ipotizzare di condividere come mai si sente proprio sola in questo periodo, se era già accaduto e pian piano comprendere quali possibili percorsi di cambiamento intraprendere. un caro saluto
Buongiorno, potrebbe cercare un supporto psicologico. Ci possono essere innumerevoli ragioni per il suo sentimento di solitudine e dovrebbero essere affrontate in maniera specifica e in un contesto sicuro con una persona competente. Cordiali saluti, dott.ssa Marianna Mansueto
Gentile utente, sicuramente intraprendere un percorso di supporto psicologico può essere molto utile. Ascoltare i propri bisogni è fondamentale. Sarei felice di accompagnarla in questo percorso. Se dovesse avere dei dubbi, può contattarmi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo. Resto a disposizione attraverso consulenze online. Dott. Luca Rochdi
La ringrazio per aver condiviso questo pensiero. Riconoscere di sentirsi soli e trovare la forza di chiederlo a voce alta è già un primo passo importante, per nulla banale. La solitudine è un’esperienza umana profonda e complessa. Spesso non dipende soltanto da quante persone abbiamo intorno, ma dalla qualità delle connessioni che riusciamo a vivere e da come ci sentiamo nella relazione con noi stessi. Quando ci si sente molto soli, può essere utile iniziare a piccoli passi: Ascoltare il senso di questo vuoto: Chiedersi da quanto tempo c'è questo sentimento e se è legato a un momento di transizione specifico (un cambiamento lavorativo, una fine di una relazione, un trasferimento). Riconnettersi con i propri interessi: A volte la solitudine sfuma quando ci dedichiamo ad attività che ci nutrono davvero, frequentando contesti in cui è più facile incontrare persone con valori o passioni simili alle nostre. Puntare sulla qualità, non sulla quantità: Cercare anche solo un piccolo spazio di condivisione autentica con qualcuno di cui ci fidiamo, anziché sforzarsi di essere circondati da molte persone. Poiché la solitudine prolungata può diventare molto faticosa da gestire da soli, il consiglio migliore che posso darle è di valutare un breve percorso psicologico. Un professionista può aiutarla a comprendere le radici di questa sensazione e a ritrovare gli strumenti per costruire relazioni più appaganti. Un caro saluto
Buongiorno, mi dispiace leggere che in questo momento si sente così sola. La solitudine può diventare molto pesante, soprattutto quando si ha la sensazione di non avere nessuno con cui condividere ciò che si prova. Se sente che questa sensazione sta diventando difficile da sostenere da sola, le consiglio di contattare un professionista per un supporto psicologico, può essere un passo importante!
buongiorno, le consiglio se sente il bisogno di parlare con uno psicologo di provare a trovare uno specialista tramite il servizio sanitario o privatamente, che la può aiutare e che le offra uno spazio di ascolto in cui raccontare quello che vivendo, capire cosa la fa sentire sola e come fare per gestire queste emozioni e tornare a vivere più serenamente
Buongiorno, il desiderio di parlare con qualcuno è già un movimento importante verso la cura. Quando ci si sente molto soli, può essere difficile fare il primo passo, ma non è necessario restare da soli dentro ciò che si sta vivendo. Può essere utile cercare uno spazio sicuro in cui poter essere ascoltati, senza dover spiegare tutto subito e senza sentirsi giudicati. Chiedere aiuto non significa essere fragili, ma riconoscere che una parte di noi ha bisogno di presenza. Non deve fare tutto da sola. Se sente il bisogno di uno spazio di ascolto e accoglienza, rimango a disposizione. Un caro saluto, Dott.ssa Stefania Tagliabue
Salve, mi dispiace leggere che in questo momento si senta sola. La solitudine può essere un'esperienza molto dolorosa e, quando si prolunga nel tempo, può influire sul benessere emotivo e sul modo in cui viviamo le nostre giornate. Il desiderio di parlare con qualcuno è un bisogno importante e il fatto che abbia deciso di scrivere è già un primo passo. Sarebbe utile comprendere meglio da quanto tempo si sente così, cosa sta accadendo nella sua vita in questo periodo e come questa solitudine stia influenzando il Suo benessere quotidiano. Se lo desidera, possiamo fissare un primo colloquio conoscitivo, così da offrirle uno spazio di ascolto in cui approfondire ciò che sta vivendo e valutare insieme come affrontarlo. Resto a disposizione. Dott.ssa Aurora Scutti
Gentile utente, la solitudine è una vera e propria piaga sociale. Siamo sempre più soli, ed è sempre più difficile incontrare persone. Cosa fare? Potrebbero esserci alcune aree della sua personalità che rendono difficile l'incontro: intanto le consiglio di rivolgersi a un terapeuta, per verificare questa eventualità. In secondo luogo, è fondamentale partire dai nostri interessi, e cercare gruppi, corsi, associazioni in cui questi interessi vengono coltivati. E' infatti molto più semplice incontrare persone simili a noi quando ci dedichiamo a qualcosa che ci piace. Inoltre è bene non trascurare mai le conoscenze in ambiti informali, come palestre, gruppi religiosi, condominio, negozi di quartiere. Non sono rapporti profondi, ma svolgono una grande funzione di socializzazione e informazione. con i migliori auguri, dr. Ventura
Faccia il passo di rivolgersi a uno psicologo o psicoterapeuta. So che può essere difficile, ma se lei si sente molto sola potrebbe essere molto importante per lei. Ci ha mai pensato? C'è eventualmente qualcosa che la ostacola o che la dissuade dal farlo? rimango a disposizione Dott. Federico Bartoli
Buon giorno, se non può parlare con un'amica, un amico o un familiare e ha bisogno di farlo può provare con uno/a psicologo/a e se avesse difficoltà ad andare in presenza in uno studio oramai sono molti a ricevere anche online.
Gentilissima, ha difficoltà economiche per cui rinuncia alla terapia? Ha provato gli aiuti al telefono? Ad ogni modo molti di noi dedicano uno spazio settimanale al volontariato. Se crede può chiamarmi così posso comprendere meglio la sua situazione. Mi trova come Leopoldo Tacchini.
Buongiorno cara, bene per aver riconosciuto e condiviso come si sente: riconoscere di aver bisogno di parlare è un passo molto importante. Se le va, può pensare di rivolgersi a un professionista per creare uno spazio d'ascolto tutto suo e iniziare a capire da dove proviene questo suo sentimento. Un caro saluto
Salve, può rivolgersi a uno degli psicologi sulla piattaforma, se quello che cerca è un sostegno professionale. A volte anche una chiacchierata con un amico può aiutare a schiarirsi le idee. Se ha bisogno di ascolto sono qui. Grazie intanto per aver chiesto qui
Gentile utente, sperimentare un senso di solitudine è un'esperienza che molte persone possono attraversare nel corso della vita, può manifestarsi in seguito ad eventi particolarmente difficili, ma anche comparire senza un apparente motivo. Quando questo stato d'animo diventa intenso o si prolunga nel tempo, può essere utile valutare un percorso di supporto psicologico, in modo da poter comprendere il senso ed il significato sottostante. Rimango a disposizione per ulteriori chiarimenti, Dott.ssa Arianna Poncetta
Salve, mi dispiace che in questo momento si senta così sola. A volte la solitudine può diventare davvero pesante e farci sentire come se non ci fosse nessuno disposto ad ascoltarci. Intanto ha fatto un passo importante scrivendo qui e condividendo quello che prova. Se sente il bisogno di parlare con qualcuno, provi a contattare una persona di cui si fida, anche solo per dirle: "Sto attraversando un momento difficile e avrei bisogno di un po' di compagnia." Non è un segno di debolezza, ma di cura verso se stessa. Se questa sensazione di solitudine dura da tempo o le sta creando molta sofferenza, potrebbe essere utile rivolgersi anche a uno psicologo, che possa offrirle uno spazio sicuro in cui sentirsi ascoltata e compresa. Se le va, può raccontare qualcosa in più: da quando si sente così sola? È successo qualcosa di recente o è una sensazione che la accompagna da tempo?
Mi dispiace che tu stia vivendo questo momento. La solitudine può essere molto pesante, soprattutto quando si ha la sensazione di non avere qualcuno con cui condividere ciò che si prova. Il primo passo è proprio quello che hai fatto adesso: esprimere il tuo disagio. A volte parlarne con una persona di fiducia può già alleggerire il peso che senti. Se però questa sensazione ti accompagna da tempo o sta influenzando il tuo benessere, potrebbe essere utile concederti uno spazio di ascolto con un professionista. Se ne senti il bisogno, mi metto a disposizione per un consulto.
Buongiorno e grazie per la sua domanda, che trovo molto coraggiosa al giorno di oggi, epoca in cui tutti sentono di avere "mille amici" sui social e parlano invece davvero poco nelle relazioni della vita di tutti i giorni. La sua domanda forse nasconde anche una consapevolezza delle relazioni odierne e una difficoltà ad entrare in contatto davvero con qualcuno. Se si riferisce ad uno specialista, potrebbe scegliere una persona per lei comoda, che le ispiri il desiderio di raccontarsi e iniziare un percorso di psicoterapia, forse questo potrà aiutarla anche a comprendere quali sono le sue esigenze nella vita quotidiana, dal punto di vista relazionale. In bocca al lupo!
Buongiorno, mi dispiace leggere che sta vivendo questo senso di solitudine. Chiedere aiuto è già un primo passo importante e il fatto che abbia scritto questo messaggio mi fa pensare che una parte di lei desideri essere ascoltata. Quando ci si sente soli, avere uno spazio sicuro in cui poter parlare liberamente può aiutare a comprendere meglio ciò che si sta vivendo e a trovare nuove risorse per affrontarlo. Se questa sensazione persiste da tempo o le causa sofferenza, potrebbe essere utile intraprendere un percorso psicologico. Se lo desidera, resto a disposizione per un primo colloquio conoscitivo, così da capire insieme la sua situazione e valutare il percorso più adatto alle sue esigenze. Un caro saluto.
Carissima, mi dispiace che tu stia vivendo questo momento. La solitudine può pesare molto, ma non significa che debba essere affrontata da soli. Se senti il bisogno di uno spazio in cui essere ascoltata e comprendere meglio cosa c'è dietro a questa sensazione, un percorso con uno psicologo può essere d'aiuto. Io ricevo anche online e, se pensi possa esserti utile, ti accoglierei volentieri. Se invece senti che il bisogno principale è creare nuove relazioni, potrebbe essere utile partire da contesti in cui incontrare persone con interessi simili ai tuoi: corsi, volontariato, attività di gruppo o anche app pensate per fare amicizia, come Tabloo. Costruire nuovi legami richiede tempo, ma spesso iniziare da passioni condivise rende tutto più naturale. Le due cose, tra l'altro, non si escludono: prendersi cura del proprio benessere emotivo e, allo stesso tempo, creare occasioni per conoscere persone nuove può essere una buona combinazione. Se sentissi il bisogno di parlarne ulteriormente puoi contattarmi quando vuoi, ricevo anche online e ti accoglierei volentieri Con affetto Dott.ssa Bacchi
Buon pomeriggio, capisco quanto possa essere pesante sentirsi molto soli e avere dentro il bisogno di poter parlare con qualcuno, senza sapere magari da dove cominciare. Il fatto stesso che tu abbia sentito il bisogno di scrivere è già un passo importante: significa che una parte di te sta cercando ascolto e vicinanza. In un percorso psicologico puoi trovare uno spazio protetto e accogliente in cui poter raccontare ciò che stai vivendo, con i tuoi tempi e senza sentirti giudicata. Non è necessario avere già le parole giuste o sapere esattamente cosa chiedere: puoi partire semplicemente da come ti senti e da ciò di cui senti maggiormente bisogno. Un caro saluto, Dott. Fabio Mallardo Psicologo-Psicoterapeuta Ricevo anche on-line
Ciao , hai fatto benissimo a chiedere di parlare con qualcuno, qui ci sono persone disposte ad ascoltarti quando vuoi. Spero che ti senta meno sola.
Buongiorno, mi dispiace leggere che in questo momento si senta così sola. Il fatto che abbia scritto qui è già un modo per cercare un contatto e non tenere tutto dentro. La solitudine può essere molto pesante, soprattutto quando si ha la sensazione di non avere qualcuno con cui condividere ciò che si prova. A volte non è tanto l'essere fisicamente soli a far soffrire, quanto il sentirsi poco compresi o il non sapere a chi rivolgersi. Se sente il bisogno di parlare con qualcuno, potrebbe valutare di contattare una persona di cui si fida, anche solo per dirle che sta attraversando un momento difficile oppure rivolgersi a uno psicologo, che può offrirle uno spazio di ascolto riservato e privo di giudizio. Nel frattempo, se le fa piacere, può raccontare anche attraverso questa piattaforma anonima cosa sta rendendo questo periodo così difficile, in modo da poter ricevere feedback da vari professionisti. C'è stato un episodio particolare che ha accentuato questo senso di solitudine oppure è una sensazione che la accompagna già da tempo?. Cordialmente
Gentile, prima di tutto la ringrazio per aver condiviso qui con noi questo suo importante vissuto. In base a questa sua breve domanda non è possibile dare una risposta esaustiva, ma quali sono le sue possibilità sociali a cui può fare ricorso? Quali sono gli interessi - o i valori - che possono invece magari essere motore per nuove conoscenze, luoghi e condivisioni? Quanto effettivamente la sua città riesce ad offrire a livello di aggregazione e condivisione, e quanto si sente accettata in questi contesti? Se vuole possiamo approfondire insieme queste dinamiche e questa richiesta. Saluti, dott. Andrea de Lise
sentirsi soli per quanto può spaventare può anche significare l'inizio di una presa d'atto che il viaggio di ognuno di noi è in solitaria. Un detto dice: "Si nasce da soli e si muore da soli". Il nostro viaggio comunque merita di essere condiviso con gli altri. Se ha la possibilità economica e di tempo le suggerisco un percorso terapeutico che l'aiuterà a scoprire il suo potere individuale e di autonomia e nello stesso tempo il valore prezioso delle relazioni umane.
Buonasera mi dispiace leggere che si senta così sola. La solitudine può diventare molto pesante da sopportare, soprattutto quando si attraversa un periodo di fragilità emotiva. La cosa importante è non chiudersi in se stessi e non pensare di dover affrontare tutto da soli. Parlare con qualcuno è già un primo passo. Può essere una persona di fiducia, un familiare, un amico oppure un professionista (psicologo) con cui costruire uno spazio di ascolto e supporto. Chiedere aiuto non è un segno di debolezza, ma di cura verso se stessi. Se questa sensazione di solitudine dura da tempo o si accompagna a tristezza intensa, ansia o perdita di interesse per ciò che prima le faceva stare bene, le consiglio di rivolgersi al suo medico o a uno psicologo, così da ricevere un sostegno adeguato. Non rimanga sola con questo peso: merita di essere ascoltata.
Salve, mi dispiace che stia vivendo questo senso di solitudine. A volte il bisogno di parlare con qualcuno è già un segnale importante: significa che una parte di lei sta cercando vicinanza, ascolto e condivisione. Se sente di averne la possibilità, provi a fare un piccolo passo concreto: contattare una persona di fiducia, anche solo per un messaggio o una breve telefonata, senza aspettare di stare "abbastanza male" per chiedere compagnia. Anche un contatto semplice può ridurre il senso di isolamento. Se invece questa solitudine è qualcosa che sente spesso o che porta con sé molta sofferenza, potrebbe essere utile trovare uno spazio con uno psicologo, dove poter raccontare ciò che prova senza sentirsi giudicata. Se le va, può anche iniziare da qui: cosa significa per lei sentirsi sola in questo momento? È più una mancanza di qualcuno accanto, il sentirsi non compresa, oppure una sensazione di vuoto più generale? Un caro saluto. Dott.ssa Gaia Evangelisti, Psicologa.
Gentile utente, mi dispiace leggere che in questo momento si senta così sola. La solitudine può essere un'esperienza molto dolorosa e, quando si prolunga nel tempo, può influenzare il benessere emotivo. Mi viene da chiederle: da quanto tempo si sente così? È una sensazione presente solo in alcuni momenti della giornata oppure la accompagna costantemente? Comprendere meglio il contesto è importante per capire come affrontare questo momento. Parlare con una persona di fiducia può essere un primo passo, ma se questa sofferenza persiste è importante non affrontarla da soli. Un percorso psicologico può offrirle uno spazio sicuro in cui sentirsi ascoltata, comprendere le cause di questo vissuto e trovare nuove modalità per stare meglio. Se desidera approfondire ciò che sta vivendo, resto a disposizione per un colloquio. Insieme potremo comprendere meglio la situazione e costruire un percorso adatto alle sue esigenze.
Buongiorno, può essere una sensazione molto comune, mi dispiace si senta così. Essere circondati da persone non significa per forza sentirsi ascoltati, capiti e visti. Le posso consigliare di parlare con qualcuno innanzitutto per trovare uno spazio alla sua solitudine e riuscire a dedicarsi quel tempo in cui qualcuno riesce a farla sentire vista, ascoltata e compresa e poi per capire di che tipo di persone ha veramente bisogno intorno in modo tale da costruire, modificare o rivalutare la rete di supporto che la circonda nel caso ci fosse.
Buongiono. Sentirsi molto soli e desiderare di poter parlare con qualcuno è un’esperienza che può diventare particolarmente pesante, soprattutto quando si ha la sensazione di non avere, in quel momento, una persona con cui condividere ciò che si sta vivendo. Se questa sensazione è ancora presente, può essere utile provare a contattare una persona di cui si fida — un familiare, un’amica o un amico — anche senza sentire la necessità di spiegare subito tutto. A volte può bastare dire semplicemente che si sta attraversando un momento difficile e che si avrebbe bisogno di un po’ di compagnia o di essere ascoltati. Se invece questa solitudine tende a ripresentarsi, oppure ha la sensazione di non riuscire a trovare nelle proprie relazioni uno spazio in cui sentirsi veramente ascoltata e compresa, potrebbe essere utile parlarne con uno psicologo. Non necessariamente perché vi sia qualcosa di “patologico”, ma perché anche il sentirsi soli può avere una storia e un significato che meritano di essere compresi. Se alla solitudine dovessero accompagnarsi pensieri negativi, disperazione intensa o la sensazione di non riuscire a proteggersi, sarebbe invece importante rivolgersi senza esitazione a una persona vicina o a un servizio sanitario.
Buongiorno, mi dispiace che stia vivendo questo momento di solitudine. Quello che descrive può essere molto difficile da affrontare e merita ascolto. Se questa sensazione persiste o le provoca una sofferenza significativa, potrebbe essere utile confrontarsi con uno psicologo, che possa offrirle uno spazio protetto per comprendere meglio ciò che sta vivendo. Nel frattempo, se ne ha la possibilità, provi a non rimanere completamente isolata e a contattare una persona di fiducia con cui si sente a suo agio. Le auguro di trovare il supporto di cui ha bisogno.
Buongiorno, ho avuto cura della riflessione che ha condiviso. La solitudine potrebbe essere un'occasione preziosa per aprirsi davvero a se stessi, mettendosi in ascolto dei propri bisogni, delle proprie emozioni e di ciò che spesso, nella frenesia quotidiana, viene messo da parte. Ascoltarsi è un atto di amor proprio e di consapevolezza. E se, lungo questo percorso, si sente il bisogno di essere ascoltati da qualcun altro, è importante sapere che si può fare. Condividere ciò che si prova con una persona di fiducia o con un professionista può aiutare a dare un senso alle proprie emozioni e a sentirsi meno soli. A volte, è proprio dalla solitudine che può nascere un incontro più autentico: quello con se stessi e, quando lo si desidera, anche con gli altri. Un caro saluto
Buongiorno, innanzitutto la ringrazio per aver condiviso qui la sua domanda. Esporsi e raccontare come ci si sente, anche attraverso poche parole, richiede coraggio. La solitudine può avere significati diversi e, per capire come affrontarla, potrebbe essere utile chiedersi che cosa le manca maggiormente in questo momento: avere più occasioni di socialità, sentirsi più vicina alle persone che già fanno parte della sua vita, oppure avere uno spazio in cui sentirsi veramente compresa. Nel concreto, potrebbe iniziare con piccoli passi. Per esempio, scegliere una persona con cui si sente a suo agio e proporle un caffè, una passeggiata o una telefonata. Potrebbe anche riprendere i contatti con qualcuno che non sente da tempo o dedicarsi a un'attività che le permetta di incontrare altre persone con una certa continuità, come un corso, uno sport, un gruppo o un'attività di volontariato. Non serve fare grandi cambiamenti tutti insieme: anche creare piccole occasioni di incontro nella propria settimana può essere un punto di partenza. Se invece questa sensazione dura da tempo, è molto intensa o si accompagna a tristezza, demotivazione o difficoltà nella vita quotidiana, potrebbe essere utile approfondirla con uno psicologo. Un percorso può aiutare a comprendere meglio da dove nasce questa solitudine e che cosa può essere utile modificare per stare meglio. Un caro saluto, Dott.ssa Chiara Pesce
Gentile Utente, ha mai pensato di iniziare un percorso psicologico? Resto a disposizione per eventuali approfondimenti, Dottoressa Monica Mugnai
Gentile Utente, La ringrazio per aver espresso con così tanta semplicità e verità un bisogno umano e profondo: quello di essere ascoltata, vista e connessa con gli altri. Sentirsi soli è un'esperienza emotiva dolorosa, ma riconoscerla e chiedere aiuto è già il primo, fondamentale passo per uscire da questa condizione di isolamento. La solitudine può presentarsi per diversi motivi — un momento di transizione della vita, cambiamenti nelle relazioni o periodi di forte carico emotivo — ma non significa che lei debba attraversare tutto questo da sola. Se si trova in un momento di particolare sconforto e sente il bisogno di un supporto immediato, esistono dei servizi d'ascolto telefonico gratuiti con cui potersi confidare: Telefono Amico Italia: Risponde al numero (tutti i giorni dalle 10:00 alle 24:00) o tramite WhatsApp a Ascolto e Sostegno (Samaritans): (tutti i giorni dalle 13:00 alle 22:00). Parallelamente, la sensazione di solitudine è spesso un segnale con cui la nostra parte più intima ci invita a rimetterci al centro, a comprendere quali siano le nostre esigenze affettive e a ricostruire ponti verso l'esterno. Se sente che questo senso di vuoto dura da tempo o fatica a trovare uno spazio in cui esprimersi liberamente, intraprendere un percorso psicologico può offrirle un luogo sicuro, privo di giudizio e caloroso, dove esplorare queste emozioni e sviluppare nuove modalità per creare relazioni autentiche e appaganti. Se desidera iniziare questo cammino insieme e darsi la possibilità di essere ascoltata, sarò davvero felice di accoglierla nel mio studio oppure online per un primo colloquio conoscitivo. Un caro saluto.
Capisco quanto possa essere difficile sentirsi soli e desiderare condividere i propri sentimenti con qualcuno. È importante riconoscere questa condizione e prendersene cura. Potresti considerare di parlare con un amico di fiducia o un familiare, anche solo per condividere come ti senti. Se ti sembra difficile farlo da sola, potrebbe essere utile rivolgerti a uno psicologo o a un professionista della salute mentale, che può offrirti uno spazio di ascolto sicuro ed un supporto. Ricorda che chiedere aiuto è un gesto di forza ed è anche il primo passo per sentirsi meglio.
La solitudine che senti è un segnale importante da ascoltare, non va sottovalutata. Un primo passo può essere ricostruire piccoli momenti di contatto reale con altri, anche minimi, insieme a capire cosa c'è dietro questa sensazione: a volte è legata a un momento particolare, altre volte a un pattern più radicato nel modo di stare con gli altri. Un percorso psicologico può aiutarti a lavorare su entrambi gli aspetti. Sono a disposizione per un primo confronto, se vuoi parlarne.
Buongiorno, sentirsi soli può essere davvero pesante, soprattutto quando si sente il bisogno di parlare con qualcuno e non si sa bene a chi rivolgersi. Il fatto che abbia scritto qui è già un modo per non rimanere sola con quello che sta vivendo. Se sente di aver bisogno di uno spazio in cui poter parlare liberamente e sentirsi ascoltata, potrebbe contattare uno psicologo anche solo per un primo colloquio. Non è necessario sapere già cosa dire o avere le idee chiare: si può partire semplicemente da come si sente in questo momento. Un caro saluto.
Se vuole mi contatti, magari ha solo bisogno di confrontarsi con qlc che sappia accogliere le sue debolezze.
Buongiorno. Accolgo con grande empatia e delicatezza queste poche parole, che racchiudono un peso emotivo immenso. Sentirsi molto soli e avvertire il bisogno profondo di parlare con qualcuno sono esperienze dolorose, ma il fatto che tu sia riuscita a esprimerlo chiaramente — seppur in modo anonimo — rappresenta già un primo, prezioso passo per rompere quel muro di silenzio. La solitudine non è semplicemente l'assenza fisica di persone intorno, ma spesso la sensazione di non essere viste, comprese o accolte nella propria interiorità. Quando questo vissuto diventa opprimente, il corpo e la mente mandano un segnale d'allarme, chiedendo aiuto. Ecco alcune piste concrete da cui puoi partire per non rimanere intrappolata in questo vuoto: * Accogli questo bisogno senza giudicarti: Riconoscere di sentirsi soli richiede coraggio. Spesso ci si vergogna della solitudine, come se fosse una colpa, mentre in realtà è un'emozione universale che merita di essere ascoltata e validata. * Cerca uno spazio di ascolto professionale: Se senti che intorno a te mancano punti di riferimento sicuri o fai fatica ad aprirti con chi ti è vicino, valutare un colloquio con un professionista — come uno psicologo o uno psicoterapeuta — può offrirti uno spazio protetto, privo di giudizio, interamente dedicato a te e alle tue parole. * Rivolgiti a servizi di supporto dedicati: Se nell'immediato senti il bisogno urgente di una voce amica e di un ascolto immediato, esistono linee di ascolto anonime e gratuite (come Telefono Amico o altri servizi analoghi sul territorio) pensate proprio per accogliere chi si sente solo e ha bisogno di parlare. Non devi per forza portare questo peso da sola. Concediti la possibilità di fare un piccolo passo verso l'esterno, per iniziare a camminare, un giorno alla volta, verso una dimensione in cui poterti sentire nuovamente ascoltata e accolta. Per qualsiasi cosa, sono a disposizione, non esitare a contattarmi almeno per un primo contatto conoscitivo. Un saluto.
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