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Esperienze

Sono una psicologa clinica, iscritta all'Albo A degli psicologi della Lombardia e mi occupo di supporto psicologico emotivo mirato per adulti e ragazzi. 

Se stai vivendo un momento di difficoltà e senti il bisogno di fare chiarezza dentro di te, chiedere aiuto è un primo passo importante.  

Nel mio lavoro aiuto le persone a capire e gestire momenti di difficoltà come ansia, autostima, dolore, stress, overthinking e problematiche relazionali offrendo uno spazio sicuro di ascolto attivo, accogliente e non giudicante dove esplorare insieme ciò che stai vivendo.

Il mio obbiettivo è aiutarti a fare chiarezza dentro di te, trovando insieme strumenti pratici per comprendere meglio te stesso e affrontare eventuali problematiche quotidiane o gestire un momento di grande difficoltà/emergenza, al fine di migliorare il tuo benessere psicologico e vivere più serenamente. 

Nel primo colloquio avremo modo di conoscerci e capire insieme il percorso più adatto a te.

Offro consulenze online, garantendo flessibilità e accessibilità, con la possibilità di organizzare percorsi personalizzati in base alle esigenze della persona. 

Rimango a disposizione per un primo colloquio conoscitivo.

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Aree di competenza principali:

  • Psicologia clinica
  • Psicologia dell'emergenza

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Elisa Giuliani

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4 recensioni

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  • L

    L.M.

    Ho incontrato la dottoressa Giuliani e mi ha da subito messa a mio agio. L’ho trovata molto accogliente, preparata ed empatica.
    La consiglio vivamente. È davvero brava!

     • Studio di Consulenza online colloquio psicologico individuale  • 

  • F

    Federica

    Ho iniziato questo percorso con difficoltà - per motivi personali - ma fin dalle prime sedute ho trovato in lei un'empatia autentica, mai scontata. Ha una capacità di guidare la seduta senza mai forzare i tempi, lasciando spazio a ciò che serve davvero in quel momento.

    Il percorso che abbiamo costruito insieme è stato tutt'altro che standardizzato: dinamico, cucito sulle mie esigenze, capace di evolversi seduta dopo seduta.
    Un vero viaggio alla scoperta di me, accompagnato con professionalità e calore umano. Consigliata a chiunque cerchi un supporto psicologico serio e al tempo stesso profondamente umano.

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    Dott.ssa Elisa Giuliani

    Ringrazio veramente moltissimo per questo feedback. Sentire queste parole è veramente piacevole e gratificante. Sono davvero molto contenta che il percorso che abbiamo fatto insieme sia stato utile.


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    Mi sono trovata davvero bene. È una persona molto empatica, sa ascoltare senza giudicare e riesce a farti sentire subito a tuo agio. Durante il percorso mi sono sentita accolta e compresa, cosa per niente scontata. Professionale ma anche molto umana, la consiglio sinceramente a chi cerca un supporto serio e allo stesso tempo autentico.

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    Dott.ssa Elisa Giuliani

    Apprezzo molto il suo feedback e grazie per le sue parole, è stato un piacere accompagnarla in questo percorso.


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    Bjorn

    La vedo da diversi anni e mi sono sempre trovato bene.

    È una persona che ascolta davvero e che ti mette a tuo agio, senza giudicare. Nel tempo mi ha aiutato a vedere alcune cose con più chiarezza e a gestire situazioni che per me non erano semplici.

    Le sedute sono sempre state tranquille e naturali, mai forzate.

    Per me è stato un percorso utile e positivo.

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    Dott.ssa Elisa Giuliani

    La ringrazio sinceramente per il suo riscontro e la fiducia, sono felice che si sia trovato bene!


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 56 domande da parte di pazienti di MioDottore

Ciao a tutti, vorrei condividere un dubbio che mi porto dentro da tempo. Io e il mio migliore amico

Ciao a tutti, vorrei condividere un dubbio che mi porto dentro da tempo.

Io e il mio migliore amico ci conosciamo da circa tre anni e abbiamo un legame molto forte, fatto di complicità, stima e affetto. Da poco ci siamo chiesti se la nostra amicizia potrebbe diventare qualcosa di più. Lui sarebbe pronto a provarci, io invece sono molto combattuta.

Il problema è che non provo attrazione fisica nei suoi confronti e faccio fatica a immaginare baci, intimità e la parte romantica di una relazione con lui. Eppure, quando penso al mio futuro, penso proprio a lui: lo vedo accanto a me, come compagno di vita e padre dei miei figli.

Vorrei riuscire a sentire anche quella componente fisica e romantica che oggi non sento. In parte, vorrei provare a forzarmi e cercare di sciogliere quel ghiacciolino che c’è in me e che mi blocca davanti ad un semplice bacio. Questa parte mi crea una grande rabbia e so che un domani potrei avere un grande rimorso. Non vorrei dall’altra parte far stare male lui e la cosa che ci siamo promessi è di non compromettere l’amicizia a prescindere dalle scelte che faremo.

Ho provato a parlarne con la mia psicologa ma nonostante tutto non trovo soluzione. Sapreste aiutarmi a trovare pace a questo conflitto?

Grazie mille :)

RISPOSTA DEL DOTTORE:

Dott.ssa Elisa Giuliani

Buongiorno,

comprendo il conflitto che sta vivendo: da una parte c'è una persona con cui sente una profonda sintonia, fiducia e progettualità, dall'altra manca quella componente fisica e romantica che immagina dovrebbe accompagnare una relazione di coppia.

Credo sia importante non considerare questa mancanza di attrazione come un difetto o un "ghiacciolino" che deve necessariamente riuscire a sciogliere. Affetto, complicità, amore, attrazione e desiderio non sempre procedono insieme e non possiamo imporci di provare qualcosa solo perché razionalmente quella persona ci sembra perfetta per noi.

Anche il pensiero "potrei pentirmene" rischia di spingerla a cercare una certezza che forse, in questo momento, non può avere. Potrebbe invece provare a chiedersi: se non avessi paura di perderlo o di rimpiangere questa occasione, desidererei davvero baciarlo e scoprire una dimensione diversa con lui, oppure vorrei soprattutto riuscire a desiderarlo? Sono due esperienze molto differenti.

Se entrambi desiderate esplorare questa possibilità, potreste farlo con gradualità e senza trasformarla in una prova da superare, mantenendo un dialogo molto sincero su ciò che provate. Eviterei invece di forzarsi nell'intimità nella speranza che l'attrazione debba necessariamente comparire: anche il suo limite merita di essere ascoltato.

Forse trovare pace non significa arrivare immediatamente a una risposta, ma concedersi di riconoscere ciò che sente oggi senza giudicarlo e senza obbligarsi a trasformarlo.

Dal momento che ne sta già parlando con la sua psicologa, continuerei a portare proprio questo conflitto nel vostro percorso, esplorando anche cosa rappresenterebbe per lei rinunciare alla possibilità di una relazione con lui. Se sentisse comunque la necessità di un ulteriore spazio di approfondimento, potremmo parlarne insieme.


Spesso mi ritorna in mente una lite con mia madre, di alcuni anni fa, oggi ho 43 anni, eravamo a cas

Spesso mi ritorna in mente una lite con mia madre, di alcuni anni fa, oggi ho 43 anni, eravamo a casa mia e dopo essersi intromessa in un lavoro domestico, mi criticò per la mia mancanza di praticità. Io gli risposi che non ho mai avuto la possibilità di imparare e che quando volevo lavorare l'estate da adolescente, mi era sempre stato impedito. Mia madre mi disse, perché certe esperienze di vita, non hanno mai voluto farmele fare. Questo fatto lo trovo grave. Quello che secondo me è certo, è che lei vuole gestirmi, ad esempio, mia zia materna mi ha detto: tua madre non vuole capire che sei un uomo adulto di quarant'anni. Quando avevo vent'anni, avevo trovato un ottimo lavoro a Milano (sono di Roma), mentre gli parlavo di questo, lei fece una sceneggiata, purtroppo non accettai l'offerta lavorativa, perché mi feci condizionare da lei. Una frase che ha usato molto con me: se non ascolti i miei consigli, nella vita ti troverai sempre male. Cercò di condizionarmi, anche quando avevo trent'anni e decisi di andare a vivere all'estero, utilizzando spesso una frase: vedrai che lì ti aspetteranno tutti a braccia aperte... Trovo poco chiara, anche una proposta che mi ha fatto ultimamente, di regalarmi una casa, che è al piano sottostante il suo e che però deve essere intestata a lei, dicendomi, dato che aveva già aiutato mia sorella maggiore, allora doveva aiutare anche me. Quando gli chiesi di intestarla a me, mi rispose che i soldi sono i suoi e che ci fa quello che vuole. Mia moglie ed in passato anche una mia ex, hanno notato una certa differenza di trattamento rispetto a mia sorella, la tratta meglio. Ha anche detto più volte, in pubblico: perché lei l'abbiamo voluta. Come posso capire, se effettivamente vuole manipolarmi? Ho dei dubbi sul fatto che mi voglia bene e penso che non abbia stima di me.

RISPOSTA DEL DOTTORE:

Dott.ssa Elisa Giuliani

Buongiorno,

comprendo perché questi episodi, anche a distanza di anni, continuino a suscitarle rabbia, dubbi e sofferenza. Dal suo racconto emerge soprattutto la sensazione di essere stato spesso poco riconosciuto nella sua autonomia e nelle sue capacità, e di essersi sentito condizionato in alcune scelte importanti della sua vita.

Stabilire, però, se sua madre voglia consapevolmente "manipolarla" non è semplice. Più che cercare di comprendere con certezza le sue intenzioni, potrebbe essere utile osservare gli effetti che questa relazione ha avuto e continua ad avere su di lei: quanto si sente libero di prendere decisioni senza cercare la sua approvazione? Quanto teme di deluderla o di contraddirla? E quanto le sue opinioni influenzano ancora il modo in cui valuta sé stesso e le proprie capacità?

Anche il dubbio "mi vuole davvero bene?" merita attenzione. Una persona può volerci bene e, contemporaneamente, avere modalità relazionali che viviamo come svalutanti, intrusive o eccessivamente controllanti. Affetto e capacità di rispettare l'autonomia dell'altro, purtroppo, non sempre coincidono.

Rispetto alla casa, trattandosi di una scelta con conseguenze concrete sulla sua autonomia, potrebbe essere importante valutarla non soltanto come un gesto affettivo, ma chiedendosi quali vincoli comporterebbe e se questi siano compatibili con ciò che desidera per sé e per la sua famiglia.

Forse il punto centrale, oggi, non è riuscire a stabilire definitivamente cosa sua madre pensi di lei, ma costruire una posizione adulta nella quale possa riconoscere il proprio valore e prendere le proprie decisioni anche quando sua madre non le condivide.

Se sente che questa relazione continua a condizionarla o che alcuni episodi del passato ritornano frequentemente nei suoi pensieri, potrebbe essere utile approfondirne le dinamiche in un percorso psicologico. Se ha piacere, potremmo parlarne insieme in uno spazio dedicato, lavorando soprattutto sui confini, sull'autonomia e sul peso che il giudizio materno continua ad avere nella sua vita.


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