Mi chiamo Anna e ho 70 anni. Sono stitica cronica e assumo te del nilo da 8 anni, prima assumeva le
Mi chiamo Anna e ho 70 anni. Sono stitica cronica e assumo te del nilo da 8 anni, prima assumeva le 10 erbe. C'è un modo per uscire da queste abitudini? Magari una dieta e altri rimedi
60 risposte
Buongiorno certamente il primo approccio per la costipazione, valutando anche il grado di costipazione è la dieta specifica adatta a lei. La dieta è la terapia di prima scelta, mentre gli integratori sono dei coadiuvanti. Si rivolga ad un Nutrizionista esperto che possa aiutarla.
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Buongiorno Anna! Sì, è possibile migliorare la stitichezza attraverso la dieta e cercare gradualmente di ridurre la dipendenza dai lassativi. Ma è importante sottolineare che dopo un lungo utilizzo è importante non sospenderli subito, ma andare gradualmente a ridurli possibilmente dopo averne parlato col medico. Per quanto riguarda la strategia nutrizionale da adottare, il primo passo sarebbe capire anche quale sia la causa della stitichezza cronica e se ci siano farmaci che assume o altre condizioni che la possono favorire. Poi si puo iniziare a lavorare sul punto di vista alimentare andando a modificare gradualmente fibre, idratazione, attività fisica e controllare se migliora la regolarità intestinale. Anche questo deve essere graduale perchè andare a stravolgere l'alimentazione rischia di condurre a eccessivo gonfiore o altre situazioni spiacevoli. Se ha bisogno di ulteriori informazioni o desidera fissare una prima visita per impostare insieme un piano alimentare, sono a disposizione!
Buongiorno Anna, certamente è possibile lavorare sull’alimentazione e sulle abitudini quotidiane per cercare di migliorare la regolarità intestinale. Dopo tanti anni di utilizzo di prodotti lassativi, però, è importante evitare di sospenderli bruscamente o gestirli autonomamente. Un percorso nutrizionale può intervenire gradualmente su apporto di fibre, idratazione, distribuzione dei pasti e scelta degli alimenti più adatti. Considerata l’età e la stitichezza cronica, è inoltre opportuno confrontarsi con il proprio medico per escludere eventuali cause sottostanti e valutare insieme la gestione dei prodotti attualmente utilizzati. Con una valutazione individuale si può quindi impostare un percorso graduale e personalizzato.
Buongiorno Anna, dopo 8 anni di utilizzo continuativo di prodotti per favorire l'evacuazione, eviterei di sospenderli o sostituirli bruscamente senza conoscere esattamente la loro composizione e senza prima valutare la causa della stitichezza. A 70 anni e con una stitichezza cronica è opportuno parlarne con il medico o con un gastroenterologo, soprattutto se non è mai stata effettuata una valutazione specifica. Successivamente si può certamente lavorare sull'alimentazione: quantità e tipologia di fibre, idratazione, movimento, regolarità degli orari e abitudini intestinali possono fare una grande differenza. Aumentare semplicemente la fibra, però, non è sempre la soluzione e in alcune persone può aumentare gonfiore e disagio. Quindi sì, è possibile cercare gradualmente una gestione più fisiologica dell'intestino, ma dopo tanti anni imposterei il percorso in maniera personalizzata e concorderei con il medico anche l'eventuale riduzione del prodotto utilizzato. Distinti saluti, Dr Luca Agostini
Buongiorno Anna. La stitichezza può avere molte cause e alimentazione e stile di vita possono sicuramente avere un ruolo. Nel suo caso, considerando che si tratta di una condizione presente da molto tempo e che utilizza questi prodotti da circa 8 anni, le consiglierei innanzitutto di parlarne con il suo medico e di effettuare, se non l’ha già fatto, una valutazione gastroenterologica. Questo permetterebbe di capire meglio le possibili cause della stitichezza e valutare anche l’eventuale presenza di alterazioni della motilità intestinale. Parallelamente, può essere molto utile una valutazione con una o un nutrizionista per capire se ci sono aspetti dell’alimentazione, dell’idratazione, del movimento o delle abitudini quotidiane sui quali è possibile intervenire. È quindi sicuramente possibile lavorare per cercare di migliorare la situazione, tenendo presente che, dopo tanti anni, tempo e pazienza saranno probabilmente due elementi importanti del percorso. Per qualsiasi ulteriore informazione, resto a disposizione. Un caro saluto PS
Buonasera, secondo le linee guida, in caso di stitichezza alcuni accorgimenti alimentari e comportamentali possono contribuire a migliorare la regolarità intestinale, senza dover necessariamente ricorrere all’utilizzo di lassativi. Innanzitutto, è consigliabile garantire un adeguato apporto di fibre attraverso il consumo regolare di cereali integrali, legumi, frutta, verdura e frutta secca. È tuttavia importante aumentare gradualmente il consumo di fibre, soprattutto se attualmente l’alimentazione ne è povera, per evitare la comparsa di gonfiore o altri disturbi intestinali. Un adeguato apporto di fibre deve essere accompagnato da una corretta idratazione. È quindi importante bere regolarmente durante la giornata, principalmente acqua, eventualmente alternandola a tisane o tè. Anche frutta e verdura contribuiscono all’apporto complessivo di liquidi. Anche mantenersi attivi può favorire la regolarità intestinale. Non è necessario svolgere attività particolarmente intense: anche una semplice camminata o una moderata attività quotidiana rappresentano una scelta positiva rispetto alla sedentarietà. Infine, se la stitichezza dovesse persistere nel tempo, peggiorare o incidere significativamente sulla qualità della vita, è consigliabile rivolgersi al proprio medico di riferimento. Sarà così possibile approfondire le eventuali cause del disturbo e valutare, se necessario, il trattamento più appropriato.
Buongiorno Anna, il Tè del Nilo che assume contiene senna, ovvero un lassativo stimolante il cui utilizzo prolungato deve essere valutato con il medico curante. Per la stitichezza è importante intervenire su alimentazione, idratazione, attività fisica e abitudini intestinali.
Buongiorno, purtroppo quel tipo di prodotti tende a creare una immobilità intestinale se usati in modo continuo. È necessario una rieducazione graduale, utilizzando altri tipi di prodotti, una dieta personalizzata e anche così a volte non è sufficiente, ma rischiede un approfondimento su altri fronti. Spesso a tavola si commettono dei piccoli errori e non si ha la conoscenza giusta e la pazienza per provare delle alternative. Anticipo che non è semplice, perchè la stipsi cronica può derivare, come anticipato da più fattori. Cordiali saluti Dott.ssa Sara
Cara Sigra , i margini di miglioramento o addirittura di completa scomprsa della stitichezza posssono esssere un obbiettivo raggiungibile . Naturalmemte deve rivolgersi al nutrizionista , e se desidera con la sottocritta , per poterla aiutare e capire insieme la sua storia passata e odierna . Ci sono approcci diversi per ognuno dei casi . Una delle cose più importanti per il nostro benessere fisico e psicologico è un microbioma intestinale sano . Non è solo un problema di stipisi o problemi legati all'attività diretta iintestinale , molti risentono anche problemi del sonno , stati di depressione e abbassamento del sistema immunitario , che scaturiscono da uno squilibrio intestinale . Se desidera resto a disposizione per un app in studio a Roma o Consulenza ON line Cordiali saluti, Dott.ssa Patrizia Desogus
Buonasera Anna, sì: nella stitichezza cronica è spesso possibile lavorare gradualmente per ridurre la dipendenza da tisane o prodotti lassativi, soprattutto intervenendo su alimentazione, idratazione, fibre e abitudini intestinali. Dopo tanti anni, però, eviterei sospensioni brusche: meglio impostare un percorso personalizzato e valutare anche eventuali cause della stitichezza.
Buongiorno Anna, certamente è possibile lavorare sull’alimentazione e sulle abitudini quotidiane per migliorare la regolarità intestinale e ridurre gradualmente il ricorso ai lassativi. Considerando però che la stitichezza è cronica e che utilizza questi prodotti da diversi anni, eviterei una sospensione improvvisa senza prima confrontarsi con il medico. Dal punto di vista nutrizionale si può intervenire aumentando gradualmente fibre e liquidi, introducendo alimenti utili come kiwi, prugne, avena e semi di lino o psyllium, oltre a favorire movimento e una maggiore regolarità nelle abitudini intestinali. Una valutazione nutrizionale personalizzata può sicuramente aiutarla a impostare un percorso graduale e adatto alla sua situazione. Resto a disposizione se vuole fissare una visita con me. Cordiali saluti
Buongiorno Anna, si sicuramente una dieta sana e corretta, con il giusto apporto di fibre e una costante attività fisica, possono regolare l'alvo intestinale. Un saluto. Dr. Marco Liotti Nutrizionista
Buongiorno Anna, con un’alimentazione adeguata e alcune modifiche dello stile di vita la situazione può migliorare sensibilmente. Le consiglio innanzitutto di non utilizzare a lungo lassativi, anche se erboristici e quindi “naturali”: alcuni, se assunti per periodi prolungati, possono alterare la normale funzione intestinale. È importante invece lavorare gradualmente sull’alimentazione, aumentando le fibre in base alla Sua tolleranza, bere adeguatamente e ridurre la sedentarietà. A 70 anni è preferibile fare tutto questo con la guida di un professionista, così da individuare la strategia più adatta e sicura per Lei.
Buongiorno Anna. Sì, è possibile cercare di uscire gradualmente da questa abitudine, ma dopo otto anni eviterei il “fai da te”. Prima sarebbe utile capire quale sia la causa della sua stitichezza e valutare con il medico come modificare l’uso dei lassativi. Anche l’alimentazione può aiutare molto: quantità e tipo di fibre, acqua, movimento e regolarità dei pasti e dell’evacuazione vanno però adattati alla persona. Aumentare semplicemente le fibre, per esempio, non sempre risolve il problema e in alcuni casi può aumentare gonfiore e fastidio. Le consiglierei quindi una valutazione medica e nutrizionale, portando con sé anche il prodotto che assume abitualmente. Da lì si può costruire un percorso graduale e personalizzato per recuperare, per quanto possibile, una maggiore regolarità intestinale.
Buon pomeriggio Anna, un'alimentazione adeguata può aiutarla. Le consiglio di parlarne sia con il suo medico di base sia con un* nutrizionista, in modo che possano valutare insieme come procedere per quanto riguarda alimentazione e farmaci/integratori. Nel frattempo, oltre ad assumere tè del Nilo, le consiglio di bere un'adeguata quantità di acqua e fare movimento. Le auguro di stare meglio al più presto.
Buongiorno Anna, la stitichezza cronica può essere affrontata anche attraverso un intervento mirato sull’alimentazione e sullo stile di vita. L’obiettivo, soprattutto dopo un utilizzo così prolungato di prodotti per favorire l’evacuazione, non dovrebbe essere quello di sospenderli bruscamente, ma di capire innanzitutto quali siano le cause e i fattori che mantengono il problema. In questi casi è importante valutare diversi aspetti: quantità e tipologia di fibre introdotte, adeguata idratazione, attività fisica, abitudini intestinali e caratteristiche delle evacuazioni. In base alla situazione si può poi impostare un’alimentazione progressivamente più favorevole alla regolarità intestinale, evitando aumenti troppo bruschi delle fibre che, in alcune persone, possono invece provocare gonfiore. Dopo 8 anni di utilizzo continuativo, inoltre, le consiglio di parlarne anche con il suo medico prima di modificare o sospendere autonomamente il prodotto che assume, così da escludere eventuali cause organiche e valutare insieme la strategia più appropriata. Dal punto di vista nutrizionale, comunque, sì: esistono diverse strategie che possono essere utilizzate per cercare di migliorare la regolarità intestinale e ridurre progressivamente la dipendenza da questi rimedi, quando clinicamente possibile.
Ciao Anna, prova il Magnesio Citrato la sera, alternativa la mattina le bustine di Psillium gel sciolte in acqua. L'integrazione con piccoli aiutini è importante, quanto fare movimento e bere molto, il fabbisogno giornaliero di acqua per noi donne è di almeno 2,0 l al giorno, assumere una giusta quota di fibre con l'alimentazione mediante frutta e verdura
Gentile Anna, sarebbe opportuno effettuare una visita per comprendere meglio le cause della sua stitichezza. Se si tratta di una stitichezza di tipo funzionale, legata principalmente alle abitudini alimentari e allo stile di vita, è possibile ottenere importanti miglioramenti intervenendo proprio su questi aspetti. Una dieta equilibrata, ricca di fibre, grassi buoni e acqua, può favorire il corretto funzionamento intestinale. In particolare, è utile garantire un adeguato consumo di frutta, verdura, cereali integrali, frutta secca e olio extravergine di oliva, associandolo a una buona idratazione. È inoltre fondamentale praticare attività fisica quotidianamente e prendersi cura del microbiota intestinale, anche attraverso il consumo di alimenti fermentati come yogurt, skyr, kefir, crauti e miso. In alcuni casi, tuttavia, la stitichezza può essere legata ad altre condizioni che è importante approfondire con il medico, motivo per cui una valutazione individuale può essere utile per orientarsi nel modo più appropriato. Resto a disposizione per qualsiasi necessità. Buona giornata, Dott.ssa Colciago
Buongiorno Anna, certamente l’alimentazione e alcune modifiche dello stile di vita possono essere di aiuto nella gestione della stitichezza cronica. Considerando però che ha 70 anni e utilizza questi prodotti da diversi anni, eviterei di sospenderli o modificarli autonomamente. Prima sarebbe utile valutare con attenzione la sua situazione, comprese le abitudini alimentari, l’idratazione, l’attività fisica, eventuali farmaci assunti e la storia della sua stitichezza. Con un percorso nutrizionale personalizzato si può lavorare gradualmente sull’apporto di fibre, sulla distribuzione dei liquidi e sulle abitudini intestinali, ma è importante che l’aumento delle fibre non venga fatto in modo indiscriminato. Dopo tanti anni di utilizzo di lassativi, consiglierei inoltre di parlarne anche con il medico curante o con il gastroenterologo, per valutare se siano necessari approfondimenti e come eventualmente modificare la terapia in sicurezza.
Gentile paziente, le suggerisco di confrontarsi con un professionista, che in base alla sua storia clinica, ma anche attraverso un'analisi delle sue abitudini alimentari e del suo stile di vita possa seguirla per individuare intanto se possa essere modificata la sua alimentazione, suggerendole innanzitutto un'adeguata idratazione e alimenti adatti a consentirle una regolarità ed eventualmente integrare con prodotti mirati. Mi tengo eventualmente a disposizione. Cordialmente
La stitichezza è una problematica da non sottovalutare, può avere diversi risvolti problematici oltre ad essere un sintomo fastidioso. Migliorare la propria dieta attraverso una corretta assunzione di fibre solubili e insolubili può contribuire nettamente a migliorare la condizione nel tempo. Se vuole approfondire o un aiuto dal punto di vista nutrizionale, non esiti a contattarmi. Giuseppe Caputo, Biologo nutrizionista, Salerno
Buongiorno, di seguito alcune considerazioni in merito al suo caso: Il tè del Nilo e le 10 erbe contengono lassativi che, dopo 8 anni, probabilmente hanno reso il suo intestino pigro. Chieda al medico di aiutarla a ridurre la tisana gradualmente, sostituendola temporaneamente con lassativi osmotici sicuri (come il macrogol), che ammorbidiscono le feci senza creare assuefazione. La dieta: Beva almeno 1,5 - 2 litri di acqua al giorno (ottimo un bicchiere tiepido al mattino a digiuno, un'altra idea 1 cucchiaio di OLIO DI LINO sempre a digiuno) e mangi più fibre (kiwi, prugne secche, verdura cotta e cereali integrali). Stile di vita: Faccia una camminata quotidiana di 30 minuti, mantenendosi attiva. Ovviamente questi consigli sono generali.. Per una visione più soggettiva bisognerebbe capire quali siano le cause della stipsi cronica. A disposizione Cordialmente
Buongiorno Anna, intanto bisogna capire a cosa è dovuta la sua stitichezza; ha effettuato controlli specialistici? Che tipo di alimentazione segue? E' normopeso? Mangia molti carboidrati, e di che tipo? Che frequenza hanno le evacuazioni? Le consiglierei prima di tutto di tenere un diario alimentare dettagliato per una decina di giorni almeno (nel diario deve inserire anche quanta acqua beve e come è distribuita nella giornata, oltre a tutto il resto), e poi di contattare un/a Nutrizionista per valutare la sua situazione, da un punto di vista alimentare
Ogni caso è unico, le consiglio in ogni caso di consultare uno specialista della nutrizione che possa esaminare nel dettaglio il suo caso specifico. Generalmente una dieta ricca in fibre, una buona idratazione, movimento durante la giornata ed una buona respirazione possono migliorare significativamente il transito intestinale e di conseguenza i suoi disturbi. Spero di esserle stata utile, buona giornata!
Buongiorno Anna. Sì, è possibile lavorare sull’alimentazione e sulle abitudini quotidiane per migliorare la regolarità intestinale, ma nel suo caso farei una precisazione importante: dopo 8 anni di utilizzo continuativo di prodotti lassativi, eviterei di sospenderli bruscamente o di sostituirli autonomamente con altri rimedi. La stitichezza cronica può avere molte cause e, soprattutto a 70 anni, è opportuno parlarne anche con il proprio medico per valutare farmaci assunti, eventuali patologie e capire se siano necessari approfondimenti. Dal punto di vista nutrizionale si può intervenire sulla quantità e soprattutto sul tipo di fibre, sull’idratazione, sul movimento quotidiano e sulla regolarità delle abitudini intestinali. Anche l’aumento delle fibre, però, deve essere graduale: aumentarle molto e improvvisamente non è sempre la soluzione e in alcune persone può addirittura aumentare gonfiore e fastidio. Dopo tanti anni di stitichezza e utilizzo di questi prodotti, quindi, le consiglierei di non procedere per tentativi. Un piano nutrizionale personalizzato, affiancato alla valutazione del medico, permette di capire quali siano le giuste fonti di fibre, gli abbinamenti, l’idratazione e le porzioni più adatte alla sua situazione e di impostare un percorso graduale e sicuro.
Gent.ma Anna, ciò che può sicuramente fare è rivolgersi ad uno specialista per valutare la quota di fibra che attualmente assume dalla sua alimentazione. Tè del Nilo o tisane a base di erbe sono rimedi di dubbia efficacia. Le cose su cui lavorare per favorire una migliore regolarità intestinale sono: apporto di verdura, frutta, alimenti integrali e cereali consumati quotidianamente e anche sufficiente acqua giornaliera (almeno 1/1,5 litri/die). Sperando di essere stato sufficientemente esaustivo, cordiali saluti.
sì, uscirne è possibile, ma non eliminando queste tisane da un giorno all'altro: dopo otto anni l'intestino si è abituato a muoversi solo con lo stimolo di questi rimedi e una sospensione brusca causerebbe un blocco immediato. Il passaggio da fare è graduale e richiede un doppio binario: con il suo medico curante o un gastroenterologo andrà impostata una riduzione progressiva delle erbe (eventualmente sostituendole temporaneamente con prodotti non irritanti per la mucosa), mentre sul piano alimentare non basta "mangiare più fibre", ma occorre selezionare quelle giuste e associarle a una corretta idratazione per non peggiorare il gonfiore. Nel suo caso serve una valutazione individuale: con il medico per la parte clinica e con un dietista per costruire un'alimentazione su misura che aiuti il suo intestino a ritrovare regolarità senza forzature.
Buongiorno Anna, Sicuramente sì, ci sono tante strategie alimentari e non da attuare. Mi contatti per capire quali metodi sono più adeguati nel suo caso.
Nella stipsi cronica è importante prima comprenderne le cause e valutare alimentazione, quantità e tipologia di fibre, idratazione, attività fisica, farmaci eventualmente assunti e caratteristiche dell'evacuazione. Aumentare semplicemente le fibre, infatti, non è sempre la soluzione e in alcune persone può addirittura aumentare gonfiore e discomfort. Una strategia nutrizionale personalizzata può sicuramente aiutare, eventualmente affiancata dal medico quando è necessario modificare la gestione dei lassativi. Le consiglierei quindi una valutazione nutrizionale completa
Gentile Anna, sì, in molti casi è possibile migliorare significativamente la stitichezza e ridurre gradualmente la necessità di ricorrere ai lassativi, ma dopo tanti anni di utilizzo è importante non sospenderli autonomamente ed improvvisamente. Come primo passo, sarebbe sicuramente utile capire quali siano le cause e le abitudini che stanno mantenendo la stitichezza. Un'alimentazione adeguata, un corretto apporto di fibre e liquidi, una regolare attività fisica e alcune semplici abitudini intestinali possono essere di grande aiuto. In alcuni casi può essere necessario rivedere anche il tipo e l'utilizzo del lassativo insieme al medico. A 70 anni, soprattutto in presenza di stitichezza cronica, consiglio una valutazione con il medico curante o con uno specialista per escludere eventuali cause organiche e impostare un percorso personalizzato. Anche una consulenza nutrizionale può essere utile per lavorare sull'alimentazione senza ricorrere a restrizioni inutili. Se desidera, posso aiutarla a impostare un'alimentazione mirata alla regolarità intestinale, tenendo conto delle sue abitudini e delle eventuali altre condizioni di salute.
Buongiorno Signora Anna. È assolutamente possibile uscire da questa abitudine, ma occorre farlo con la giusta gradualità. L'uso prolungato per 8 anni di lassativi stimolanti a base di erbe, come il tè del Nilo o le 10 erbe, tende ad assuefare l'intestino e a renderlo pigro, motivo per cui la sospensione non deve mai essere improvvisa per evitare un blocco della peristalsi. Il primo passo fondamentale è un ripristino progressivo della funzionalità intestinale. Sul piano nutrizionale è essenziale garantire un adeguato apporto di acqua, fondamentale per idratare le feci, e incrementare gradualmente le fibre solubili provenienti da verdura, frutta cotta e cereali integrali. Molto utili in questa fase di transizione sono i rimedi emollienti e non irritanti, come lo psillio o i semi di lino messi in ammollo, che creano un gel delicato in grado di ammorbidire le feci senza stimolare aggressivamente la mucosa. Occorre scalare lentamente la dose delle erbe mentre si introducono i nuovi accorgimenti alimentari e i reintegratori di fibra. Contestualmente, è opportuno valutare con il medico l'eventuale supporto temporaneo di lassativi osmotici delicati per accompagnare l'intestino verso una completa autonomia. Qualora avessi bisogno sono a disposizione
Buonasera, andrebbero valutate le sue abitudini alimentari e nel caso inserire eventuali modifiche. Le consiglio di far analizzare il suo caso ad un medico e uno specialista della nutrizione (nutrizionista, dietista, dietologo). A disposizione. Dott. Cristian Stranieri
Buongiorno Anna! Dopo tanti anni di utilizzo di prodotti lassativi a base di erbe, è possibile lavorare per migliorare la regolarità intestinale, ma non le consiglierei di sospenderli bruscamente o di modificarne autonomamente l’assunzione. È preferibile parlarne con il medico, soprattutto dopo 8 anni di utilizzo, e impostare eventualmente una riduzione graduale. A livello alimentare possiamo lavorare su fibre, acqua, movimento e regolarità dei pasti, scegliendo gradualmente gli alimenti più adatti alla sua situazione. Anche l’incremento delle fibre deve essere progressivo, perché aumentarle troppo velocemente può provocare gonfiore e peggiorare il disagio. Durante la visita possiamo quindi valutare insieme la sua alimentazione e le sue abitudini e costruire un percorso per cercare di rendere l’intestino più autonomo, senza affidarsi esclusivamente ai lassativi. Dr.ssa Maria Cristiana Fiorentino Biologa nutrizionista Roma e online
Buongiorno, a 70 anni, con stitichezza cronica e 8 anni di tè del Nilo (e prima le 10 erbe), è una richiesta molto comune e sensata. Entrambi contengono senna (e le 10 erbe anche cascara, frangola e rabarbaro): sono lassativi stimolanti. L’uso prolungato può creare dipendenza funzionale dell’intestino, che “si abitua” e fatica a muoversi da solo. Non è una colpa, è un effetto noto. Importante: non sospendere di colpo da sola. A 70 anni è fondamentale farlo sotto controllo del medico di famiglia (o di un gastroenterologo). Bisogna escludere altre cause (farmaci, tiroide, diabete, problemi neurologici, squilibri elettrolitici) e pianificare una riduzione graduale in sicurezza. Il medico potrà anche valutare se passare a un lassativo osmotico più adatto per l’uso prolungato (come il macrogol/PEG, es. Movicol), che non crea lo stesso tipo di dipendenza. È possibile uscire da queste abitudini? Sì, in molti casi sì, ma richiede tempo (settimane o mesi), costanza e un approccio graduale. L’obiettivo non è “forzare” l’intestino, ma aiutarlo a riprendere un ritmo più naturale. Dieta e abitudini sono le cose da fare che aiutano di più. 1. Liquidi Almeno 1,5–2 litri al giorno (acqua, tisane leggere senza senna, brodi leggeri). La disidratazione rende le feci dure. 2. Fibre, ma con gradualità. Aumenta piano (di 5 g a settimana) per evitare gonfiore. Obiettivo intorno ai 20–30 g/giorno. Preferisci all’inizio le fibre solubili. Alimenti utili: - Prugne secche, Kiwi, Mele e pere con la buccia, carote, zucchine, spinaci, finocchi. - Avena, orzo, legumi (lenticchie, ceci) in piccole quantità all’inizio. - Semi di lino o di chia (1 cucchiaino, sempre con tanta acqua). 3. Altri cibi amici: Yogurt o kefir (se li tolleri), olio d’oliva a crudo, verdure cotte e crude in quantità crescenti. Una dieta di tipo mediterraneo (ricca di vegetali, poco processata) sembra aiutare di più rispetto a diete più “occidentali”. 4. Movimento e abitudini - Camminare tutti i giorni (anche 20–30 minuti). - Andare in bagno dopo i pasti (soprattutto dopo colazione), senza fretta. - Posizione: piedi un po’ rialzati (come su uno sgabellino) aiuta. Rimedi di supporto (sempre dopo aver parlato col medico) - Psillio (ispaghula): fibra solubile, da prendere con molta acqua. Spesso meglio tollerato degli stimolanti. - Macrogol (PEG): è spesso la prima scelta per la stitichezza cronica negli anziani perché è sicuro a lungo termine. - Magnesio (ossido o citrato) a basso dosaggio: a volte utile, ma va controllata la funzione renale. - Probiotici: evidenze miste, ma alcuni possono dare un piccolo aiuto. - Evita di aggiungere altri lassativi stimolanti o “erbe forti”. Come procedere in pratica 1. Prenota una visita dal tuo medico e digli esattamente da quanti anni usi tè del Nilo / 10 erbe e a quale dose. 2. Inizia subito con più liquidi, prugne/kiwi e un po’ più di movimento, mentre continui (per ora) il tuo rimedio abituale. 3. Il medico ti dirà come ridurre lentamente la dose (es. un giorno sì e uno no, poi ogni 2–3 giorni, ecc.) mentre introduci le alternative più sicure. 4. Sii paziente: l’intestino può impiegare diverse settimane a “risvegliarsi”. Se durante la riduzione hai molto disagio, non esitare a contattare il medico: non bisogna soffrire inutilmente. Cordiali Saluti
Buongiorno Sig.ra Anna, certamente è possibile cercare di migliorare la situazione e, quando possibile, ridurre progressivamente la necessità di ricorrere a questi prodotti. Considerata però la durata della stitichezza e l'utilizzo di lassativi da diversi anni, sarebbe innanzitutto importante approfondirne le possibili cause. Dal punto di vista nutrizionale, è sicuramente utile lavorare sull'alimentazione, garantendo un adeguato apporto di fibre, una buona idratazione e una quota sufficiente di grassi, oltre a una regolare attività fisica. Potrebbe inoltre essere utile valutare lo stato del microbiota intestinale e, se indicato, impostare un protocollo probiotico mirato, scelto in base alle Sue caratteristiche e alle esigenze intestinali. L'obiettivo sarebbe quello di intervenire gradualmente sulla funzionalità intestinale, cercando nel tempo di ridurre la dipendenza dai lassativi. Eviterei però di sospendere autonomamente e bruscamente la tisana dopo un utilizzo così prolungato: la riduzione dovrebbe essere graduale e preferibilmente concordata con il medico. Vista la cronicità del problema, Le consiglio inoltre di parlarne con il Suo medico per escludere eventuali altre cause o farmaci che possano contribuire alla stitichezza. Un cordiale saluto Dott.ssa Elisa Potettu
Gentile Anna, sì, è possibile ridurre e uscire dall’uso di Tè del Nilo e “10 erbe”, ma serve un approccio graduale e sicuro. Il Tè del Nilo contiene senna, un lassativo stimolante che, usato per anni, può rendere l’intestino più “pigro” e creare dipendenza; per questo non va sospeso di colpo, ma diminuito piano piano. Nel frattempo, è fondamentale aumentare con calma le fibre (frutta come kiwi e prugne, verdura, cereali integrali, legumi, semi di lino/chia), bere 1,5–2 litri di acqua al giorno e camminare 20–30 minuti quotidianamente. Cerchi di andare in bagno alla stessa ora, preferibilmente dopo colazione, senza trattenersi. Il medico potrà eventualmente indicarle un lassativo più sicuro (di massa o osmotico) da usare temporaneamente mentre l’intestino si riabitua. Con dieta, idratazione, movimento e una riduzione graduale del tè, molte persone riescono a ritrovare una regolarità più naturale.
Gentile Anna, grazie per aver condiviso la sua situazione. È fondamentale fare una premessa importante: la stitichezza cronica non si risolve con un singolo farmaco o integratore, e l'uso prolungato per anni di tisane o prodotti a base di erbe ad azione lassativa (come il tè del Nilo o le 10 erbe) tende a creare un'assuefazione, rendendo l'intestino progressivamente sempre più "pigro". Nella maggior parte dei casi, la stitichezza si affronta e si risolve con successo combinando due fattori chiave: - Un protocollo alimentare mirato: un'alimentazione personalizzata e ricca del giusto tipo di fibre (da calibrare gradualmente per evitare gonfiori) è il vero motore per ripristinare la naturale motilità intestinale. - Un adeguato apporto idrico: è indispensabile bere almeno 2 litri di acqua al giorno. Senza un'adeguata idratazione, le fibre alimentari non possono svolgere la loro funzione e le feci rimangono d'consistenza dura e difficili da evacuare. Per valutare nel dettaglio la sua storia clinica e impostare un percorso nutrizionale personalizzato che le permetta di abbandonare definitivamente questi prodotti, la invito a prenotare una visita (in studio oppure online) tramite il mio profilo MioDottore. Un cordiale saluto.
Buongiorno Anna. La ringrazio per aver condiviso la sua situazione. E' assolutamente possibile liberarsi dall'uso prolungato di tisane ad azione stimolante, ma occorre farlo con una rieducazione intestinale graduale per evitare blocchi o effetti rimbalzo. La strategia integrata che mi sento di suggerirle è la seguente: - svezzamento progressivo: non interrompa le tisane all'improvviso. Riduca la frequenza a scalare, sostituendole gradualmente, sotto controllo medico, con osmotici delicati (es. Macrogol) o fibre solubili che non irritano il colon; - nutrizione idratante e lubrificante: oltre all'aumento graduale di fibre (verdure cotte, kiwi, prugne, psyllio), è fondamentale garantire almeno 1,5–2 litri di acqua al giorno e un adeguato apporto di grassi sani (olio EVO a crudo) per facilitare il transito; - routine ed esercizi stimolanti: mantenga l'abitudine di bere un bicchiere d'acqua tiepida al mattino a digiuno, assecondi sempre lo stimolo senza rinvii e svolga una camminata quotidiana per attivare la motilità addominale. Le consiglio di concordare questo percorso di transizione con il suo medico e di affiancarlo a un piano nutrizionale personalizzato. Un caro saluto!
Buongiorno, posso dirle sinceramente che spesso non c'è un'unica soluzione per uscire da questa condizione di stitichezza cronica, bensì una seria di buone abitudini da poter adottare giornalmente che potrebbero migliorare la situazione. A partire dall'alimentazione preferendo particolari alimenti o anche abbinamenti, per non parlare dell'idratazione che ricopre un ruolo fondamentale nella consistenza delle feci e nel transito intestinale, infine non dimentichiamo il movimento.
Salve Anna, la stitichezza può dipendere da diversi fattori. Il primo è la quantità di acqua che beve giornalmente. Se sotto 1 litro, l'intestino fatica. Come dieta è sempre consigliato avere varietà di proteine, tra carne, pesce e uova. Verdure alternare cotte e crude. E magari usare una fonte di grasso che favorisca la morbidezza delle feci. Chieda consiglio al suo medico di base, usare sempre prodotti alle erbe può irritare lo stomaco.
Buongiorno Anna, si, spesso si può uscire gradualmente dall’uso quotidiano di tisane lassative, ma dopo otto anni è meglio farlo con il medico, senza sostituirle autonomamente con un altro prodotto erboristico. Il nome “tè del Nilo” non permette di sapere con certezza quali sostanze contenga: porti alla visita la confezione o una fotografia dell’etichetta. Non sospenda bruscamente senza un piano. Il medico può sostituire gradualmente la tisana con macrogol/PEG, regolando la quantità per ottenere feci morbide e una defecazione non forzata; solo dopo si riduce progressivamente la tisana. Non è necessario passare a un’altra tisana “detossinante”. Eviti invece prodotti a base di magnesio o clisteri fosfati senza controllo della funzione renale, perché nell’anziano possono causare alterazioni degli elettroliti. Per 2–4 settimane applichi queste abitudini: - aumenti gradualmente fibre solubili: avena, verdure, frutta, legumi se tollerati; eventualmente psillio, sempre con adeguata acqua; - provi kiwi o prugne, che hanno alcune prove di efficacia nella stitichezza; - beva circa 1,5–2 litri al giorno, solo se non ha restrizioni per cuore o reni; - cammini ogni giorno secondo le sue possibilità; - vada in bagno dopo colazione o dopo un pasto, senza trattenere lo stimolo; usi un piccolo rialzo per i piedi e non resti seduta a spingere oltre pochi minuti. Infine faccia una valutazione medica, è importante rivedere tutti i farmaci, in particolare ferro, calcio, oppioidi, alcuni antidepressivi e farmaci con effetto anticolinergico. Il medico può valutare emocromo, elettroliti, calcio, funzione renale, tiroide e, secondo la storia clinica, lo screening per il tumore colorettale. Se persiste nonostante la terapia, potrebbe servire una valutazione del pavimento pelvico: in caso di difficoltà di espulsione, il biofeedback può essere più efficace dei soli lassativi. Contatti rapidamente il medico se compaiono sangue nelle feci, feci nere, dimagrimento involontario, anemia, vomito, dolore o gonfiore addominale importante, febbre, peggioramento recente oppure incapacità di emettere feci e gas.
Salve Anna, certamente, è possibile lavorare per migliorare la regolarità intestinale e ridurre gradualmente la dipendenza dai rimedi che utilizza, ma è importante capire prima le cause della sua stitichezza. Dopo tanti anni di assunzione di prodotti lassativi, le consiglierei di non sospenderli o modificarli autonomamente, ma di parlarne con il medico, portando anche la confezione degli integratori che assume, così da verificarne gli ingredienti e valutare il percorso più adatto. Dal punto di vista alimentare, possiamo intervenire su diversi aspetti: un'adeguata idratazione, un apporto di fibre introdotto gradualmente e scelto in base alla sua tolleranza, il movimento quotidiano e alcune semplici abitudini intestinali, come dedicare del tempo alla defecazione senza trattenere lo stimolo. In alcuni casi possono essere utili alimenti come kiwi, prugne e avena, ma la strategia va personalizzata. Vista la sua età e la durata del problema, le suggerirei anche una valutazione medica per escludere eventuali cause che richiedano un trattamento specifico. Il mio consiglio è di non rassegnarsi a convivere con la stitichezza: con un approccio mirato e graduale si può cercare di migliorare la regolarità intestinale e ritrovare maggiore benessere, senza affidarsi esclusivamente a rimedi assunti da anni.
Buongiorno Anna, grazie per aver raccontato la sua esperienza. Capisco quanto possa essere difficile convivere con la stitichezza per così tanti anni. Un'alimentazione adeguata e alcune abitudini quotidiane possono aiutare a migliorare la regolarità intestinale. In genere è utile aumentare gradualmente le fibre attraverso frutta, verdura, legumi, cereali integrali e, se ben tollerati, kiwi o prugne, accompagnandoli con un'adeguata assunzione di acqua e movimento quotidiano, compatibilmente con le proprie condizioni di salute. È importante, però, considerare che, dopo otto anni di utilizzo di tisane lassative, non è opportuno affidarsi soltanto alla dieta o sospendere bruscamente il prodotto senza aver prima valutato la situazione. Le suggerirei di parlarne con il suo medico, portando anche la confezione o l'elenco degli ingredienti della tisana che assume. Sarà importante capire quali sostanze contiene, valutare le possibili cause della stitichezza e concordare un'eventuale strategia per ridurre la dipendenza dai lassativi in sicurezza. Con un percorso nutrizionale personalizzato possiamo lavorare sulle abitudini alimentari, sull'idratazione e sulla routine intestinale, adattando gradualmente le indicazioni alla sua tolleranza e alle sue necessità. L'obiettivo è aiutarla a ritrovare una maggiore regolarità intestinale e migliorare il suo benessere quotidiano, in collaborazione con il medico quando necessario. Resto a disposizione per accompagnarla in questo percorso.
Buonasera Anna, in effetti l'intestino può impigrirsi. Per prima cosa la dieta deve includere un adeguato apporto di fibra alimentare(se non ci sono patologie per cui va esclusa) e di acqua. In condizioni di fisiologia, consiglio al mattino un bicchiere di acqua calda con limone o un bicchiere di acqua essenziale. Come spuntino una mela cotta con la cannella o 4-5 prugne secche oppure un kefir con un kiwi. Fondamentale è mantenere uno stile di vita attivo, aiuta anche la motilità intestinale. Un saluto.
Ciao! Uscire dall'uso continuo di lassativi stimolanti come il tè del Nilo (senna) si può, ma con gradualità. Aumenta le fibre poco alla volta (cereali integrali, legumi, verdure a ogni pasto, 2 kiwi al giorno, prugne secche) e bevi almeno 1,5 litri d'acqua. Muoviti ogni giorno, anche solo camminando, e cerca un orario fisso per andare in bagno, magari con un rialzo sotto i piedi. Lo psillio può aiutare nella fase di passaggio. Riduci il tè del Nilo gradualmente, d'accordo con il medico, anche per escludere altre cause visto che la stitichezza dura da molto tempo. Ti consiglio, visto il tuo caso particolare, di seguire una dieta personalizzata. Puoi prenotare direttamente dal portale di MioDottore, così possiamo fare un piano personalizzato in presenza o in videochiamata. Scrivimi o chiamami pure :)
Gentile Anna, piacere di conoscerla. Mi chiamo Maracristina de Franchis e sono una nutrizionista. Voglio rassicurarla subito: sì, esiste assolutamente un modo per uscire da questa abitudine. Con un regime alimentare specifico è possibile evitare di dipendere esclusivamente da integratori o tisane per andare in bagno, andando a sbloccare l'intestino in modo del tutto naturale. L'uso prolungato di prodotti irritanti (come il Tè del Nilo o le 10 erbe) impigrisce la muscolatura intestinale, ma possiamo risvegliarla attraverso diverse strategie e alimenti mirati
Salve Anna! È possibile migliorare la stitichezza attraverso un'alimentazione ricca di fibre (frutta, verdura, legumi e cereali integrali), una buona idratazione e un'attività fisica regolare. Anche kiwi e prugne possono essere d'aiuto. Considerando però che assume questi prodotti da circa otto anni, le consiglio di rivolgersi al medico per valutarne la composizione e individuare un percorso adeguato per ridurne gradualmente l'utilizzo, se possibile. Eviti di sospenderli autonomamente: l'obiettivo è migliorare la regolarità intestinale in modo duraturo e sicuro.
Liberarsi da una dipendenza di otto anni dai lassativi stimolanti è assolutamente possibile, ma richiede un percorso graduale e supervisionato dal medico, poiché l'intestino ha bisogno di tempo per ritrovare la sua autonomia. Il primo passo fondamentale è parlarne con il medico o un gastroenterologo per pianificare una riduzione progressiva, eventualmente passando a un lassativo osmotico di supporto senza interrompere tutto di colpo. Parallelamente, è essenziale rieducare l'intestino a tavola e nello stile di vita: bevendo molta acqua (1,5-2 litri al giorno), aumentando gradualmente le fibre (con verdure, cereali integrali, kiwi o prugne) e inserendo un buon apporto di grassi buoni a crudo. Infine, piccoli gesti quotidiani come una camminata regolare, l'uso di uno sgabello per correggere la postura sul WC, un massaggio addominale circolare e una routine fissa senza fretta possono fare davvero la differenza per ritrovare la regolarità in modo naturale.
Salve Anna, certamente, è possibile cercare di recuperare una regolarità intestinale senza dover ricorrere continuamente alle tisane lassative, ma dopo tanti anni è importante procedere gradualmente e, soprattutto, comprendere le cause della stitichezza. Il Tè del Nilo contiene generalmente senna, una pianta con principi attivi ad azione lassativa stimolante. L'utilizzo prolungato merita attenzione, anche per il possibile rischio di diarrea, disidratazione e alterazioni degli elettroliti. Non le consiglierei quindi di sospenderlo bruscamente senza aver prima concordato con il medico una strategia alternativa. Dal punto di vista nutrizionale, possiamo intervenire aumentando GRADUALMENTE l'apporto di fibre attraverso verdure, frutta, legumi e cereali integrali. Particolarmente utili possono essere kiwi, prugne e fibre solubili come lo psillio, sempre accompagnati da un'adeguata idratazione. Anche il movimento quotidiano e l'abitudine di dedicare un momento regolare all'evacuazione, preferibilmente dopo colazione, possono favorire la funzionalità intestinale. Tuttavia, a 70 anni e con una stitichezza di lunga durata, ritengo importante una valutazione medica per escludere eventuali cause farmacologiche, metaboliche o alterazioni della motilità intestinale. Se necessario, il medico potrà valutare lassativi osmotici, come il macrogol, generalmente più indicati nella gestione continuativa della stipsi. Un Biologo Nutrizionista potrà aiutarla a costruire un'alimentazione personalizzata, aumentando le fibre in modo compatibile con la sua tolleranza intestinale. L'obiettivo non è semplicemente sostituire una tisana con un altro rimedio, ma cercare di ottenere una regolarità intestinale più stabile e duratura. Un cordiale saluto.
Buongiorno Anna! Uscire da un'abitudine di stipsi cronica legata all'uso prolungato di lassativi irritanti (come le 10 erbe o il tè del Nilo) richiede un percorso graduale e rispettoso dell'intestino. L'obiettivo è rieducare la peristalsi intestinale introducendo progressivamente fibre solubili delicate, un'adeguata idratazione giornaliera e un piano alimentare mirato, scalando al contempo i fitoterapici stimolanti per evitare l'effetto rebound. Sarà un piacere aiutarti a ritrovare la regolarità in modo naturale e sicuro. Un caro saluto!
Si, certo, cara Anna. Occorre modificare le sue abitudini alimentari inserendo più fibre e alimenti che favoriscono il transito intestinale come le prugne secche, i kiwi e le verdure. Le farebbe bene anche aumentare l'olio, usandolo sempre a crudo. Meglio sarebbe farsi prescrivere una dieta apposita, sia in base alle sue esigenze, che per aiutare l'intestino.
Prima di tutto c'è da indagare su quale sia la cusa della sua stitichezza. Consulti un bravo Gastroenterologo FUNZIONALE. le racconti i sintomi, poi lui deciderà se farle fare test specifici. Questi rimedi sono la solo "acqua su un fuoco" che non si spegnerà mai se la causa rimarrà sempre "accesa". Una volta individuato il punto di partenza un nutrizionista saprà come seguirla
Buongiorno Anna, sì, si può lavorare per migliorare la regolarità intestinale. Visto che assume il tè del Nilo da otto anni, le suggerirei di portare la confezione al suo medico di base e valutare con lui come ridurlo o sostituirlo. Come dietista, posso aiutarla a capire quali cambiamenti possono essere più adatti a lei. Per esempio, possiamo vedere insieme quante fibre assume già e come aumentarle gradualmente, scegliendo gli alimenti che tollera meglio. Rimango a disposizione per valutare insieme a lei dei piccoli cambiamenti da apportare alla routine (senza stravolgerla) per ottenere i benefici desiderati. Un caro saluto, Dott.ssa Ferrari, dietista
Buongiorno Anna. È una situazione molto comune ma sulla quale è possibile intervenire con ottimi risultati, a patto di procedere con gradualità e costanza. L'assunzione prolungata per molti anni di rimedi tende a "affaticare" la muscolatura del colon. Questi composti irritano la mucosa intestinale per indurre la contrazione; nel tempo, l'intestino rischia di abituarsi a questo stimolo esterno, riducendo la sua motilità naturale. Uscire da questa abitudine si può, ma richiede un percorso d graduale e una rieducazione fisiologica dell'intestino.
Salve. Trattando stitichezze da anni riteniamo che la scelta delle fonti alimentari sia imprescindibile, così come capirne la causa. Potrebbero aiutare fonti idratate come patate dolci, creme di riso, purea di patate classiche, polenta e uova al tegame, biete, spinaci, zucchine e carote. Chiaramente frutta: kiwi, agrumi. Eviterei alimenti ''fibrosi'' ad alto contenuto di collagene petto di tacchino, tagli di carne rossa duri, proteine del collagene, e selvaggina. Ottima fonte di proteine il pesce. Queste sono indicazioni, ma la stipsi cronica ha sempre un'origine che è possibile trattare
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